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Di cosa non parla il Dipartimento Educativo

Domanda: Tanto i professori quanto gli studenti hanno dei problemi. I professori si sentono impotenti e non hanno gli strumenti per rispondere alle sfide del mondo moderno. Intanto, gli studenti sentono un nuovo e qualitativamente più alto livello di ostilità verso il processo educativo. Loro non hanno assolutamente nessun desiderio di andare a scuola …

Risposta: Credo che entrambe le parti siano vicine per discutere assieme di questi temi. Dopotutto, il vicolo cieco che tutti vedono chiaramente, non è benefico né per gli studenti ed i professori, né per il sistema educativo.

Credo che in tali circostanze noi dobbiamo diventare il punto di connessione: dobbiamo presentare il nostro punto di vista sul problema alla società e dare i nostri suggerimenti sui cambiamenti di massa del sistema educativo. Ci dovrebbe essere un libro che descriva il nostro metodo in dettaglio affinché possa applicarsi nella pratica.

Di fatto, a queste nuove condizioni, il Dipartimento dell’Educazione sta perdendo il controllo sulle scuole. Il risentimento e l’inefficacia arriveranno ad un livello tale che gli studenti smetteranno di andare alle lezioni. I professori, d’altro canto, non saranno disposti a seguire degli ordini irrealizzabili e poco realistici che arrivano loro dall’alto.

È per questo che dobbiamo offrire un libro nel quale presentiamo le nostre raccomandazioni su come cambiare questa situazione nelle condizioni attuali ed in seguito. Non deve essere semplicemente una lista di misure, ma un manuale educativo. I maestri hanno bisogno che venga insegnato loro in che modo educare i bambini, come costruire la reciprocità nell’aula ed altre azioni. Questa deve essere una metodologia completa, non soltanto dei pezzi isolati di informazioni.

D’altra parte, questo libro sarà destinato tanto al maestro quanto all’allievo. Non c’è bisogno di nascondere niente, stiamo parlando di un manuale che li prepari all’interazione ed alla comprensione reciproca.

Dobbiamo renderci conto che prima le connessioni nel nostro mondo egoista sono state costruite dall’alto verso il basso. I governanti del mondo forzavano il loro potere sulla gente e questa era la maniera in cui tutti gli altri sistemi, incluso quello educativo, funzionavano. Tuttavia, la situazione sta cambiando: i governanti ed i parlamenti non possono più governare il paese, la gente non può più ricevere il loro appoggio e la connessione sta scomparendo.

Questo sta succedendo anche nelle aule. Prima, tutti si sedevano davanti ad un professore e ricevevano una porzione settimanale di conoscenza ed istruzione. Tutti dovevano studiare per superare gli esami. La situazione sta cambiando: entrambe le parti non sono più capaci di sostenere questa relazione perché si sta rivelando una connessione integrale, secondo la quale tutti dovrebbero essere uguali, così come Binà e Malchut diventano uguali tra loro. Solo in questa maniera si rivelerà un nuovo sistema, la metodologia sarà trasmessa di generazione in generazione attraverso delle relazioni di uguaglianza.

Con il tempo, mediante lo sviluppo di tecnologie più raffinate, il mondo noterà che questi nuovi ottenimenti sono connessi e che per questa connessione stiamo ricevendo una nuova “energia”: la Luce che Riforma. In virtù di questa Luce, all’improvviso saremo capaci di agire veramente in una società umana, tra di noi, nella nostra interconnessione, in maniera tale che diventi un nuovo passo di un processo creativo.

Nel successivo livello di sviluppo del mondo, dovremo utilizzare la forza della nostra connessione per creare letteralmente delle nuove cose. Non voglio sembrare un sognatore, ma nonostante questo, darò un esempio: diciamo che creeremo una stampante che userà l’energia positiva che fluisce dentro di noi per produrre delle stampe. Queste sono le alture che l’industria dell’alta tecnologia potrà raggiungere; alimentando le sue creazioni con la forza dell’unità tra di noi, daremo forma alla materia in nuove forme differenti. Non importa cosa saranno, se delle case, delle macchine ecc … Non capiamo ancora fino a che punto il nostro mondo sta cambiando in questo stesso momento.

Ritornando al sistema educativo, questo deve incorporarsi al processo dei cambiamenti prima di tutti gli altri. Questo è in effetti al giorno d’oggi un problema in tutto il mondo.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.08.2011, “La Nazione”)

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Come raggiungere giustizia sociale

Domanda: Come si possono congiungere le decisioni della tavola rotonda, come in famiglia, con le neccessità private di ciascuno?

La mia risposta: E’ pur vero che parte dei manifestanti pretendono pannolini, altri “Cottage” (ricotta), alloggi non dispendiosi, e via dicendo ma tutto il popolo e unito da un’aspirazione comune di giustizia sociale. Ciascuno avverte che non v’è giustizia sociale, anzi, che viene sovente raggirato, che non riceve quello che gli spetta rispetto ad altri.

Ed è proprio questa giustizia sociale che occorre raggiungere nella divisione della “torta”. Ma cos’è giustizia sociale? – Giustizia è quando tutti acconsentono, e nelle condizioni verificatisi, questa è l’unica soluzione ottimale.

Tutto deve essere risolto intorno ad una tavola rotonda. Non potremo trovare delle soluzioni a problemi senza che vi sia un vero rapporto con gli altri, perchè tutto si riferisce alla cassa comune. Se ciascuno dovesse concentrarsi solo sulle sue esigenze, non potremmo arrivare a nessuna decisione corretta, e ricomincerebbero da capo le contestazioni. Tutti devono capire che non è possibile risolvere il problema in maniera diversa. Sarà possibile raggiungere una giustizia mediante un mutuo consenso e una garanzia mutua.

Non è dato di sentire e di vedere immediatamente, fino a che punto questo principio sia profondo, ma questo cambia tutta la predisposizione che deve prodursi nel popolo. Dato che non è importante quanti mezzi riesci a togliere da qui o da li, ma è importante la sensazione che sei con tutti gli altri.

Anche ora le persone vivono, ma vivono depresse, scoraggiate, e per loro è importante sentire che non sono discriminate, che non “sono state messe da parte”.

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Schiavitù volontaria: Realizzare le leggi della natura

Oggi siamo in uno stato speciale, nel quale per la prima volta, l’umanità non capisce più il suo desiderio. Si sta producendo un cambiamento molto importante: tutta l’umanità sta passando dal primo grado o “inanimato” al secondo grado o “vegetale”. Per adesso, questo non ci è chiaro, ma è solo l’inizio.

Poco a poco, capiremo che la natura, i nostri desideri, il governo superiore, la nostra vita familiare abituale, tutto è relativo, dipende da qualche fattore che ci è sconosciuto, che non possiamo sentire, né prendere in considerazione. Chiamiamo questo fattore società, ambiente, umanità globale ed integrale, una nuova connessione tra di noi che si sta scoprendo oggi; però in realtà ad una persona viene insegnato che è completamente dipendente da tutta l’umanità, siamo assolutamente nelle sue mani.

Attualmente stiamo uscendo dalla subordinazione inconscia, verso il governo superiore, sotto il quale esistiamo docilmente nel “livello inanimato”, credendo che si trattasse dell’unica forma di vita e che dovevamo abituarci a questo perché non c’era altro. Adesso però, ci viene mostrato in questa vita un altro componente, un altro fattore: l’ambiente. Di fatto, non è un ambiente esterno, ma la forza superiore che si sta rivelando a noi. Una persona comincia a sentire che dipende dall’ambiente, l’ambiente dipende da lei ed esiste un’influenza reciproca tra loro.

Essenzialmente, si tratta della rivelazione del potere del Creatore rispetto agli esseri umani ed in accordo a questo, le persone cambieranno per sfuggire ai problemi ed alle difficoltà imminenti, poiché restano nel desiderio di ricevere. Diversi fenomeni stanno cominciando a mostrarsi alle persone e queste sentono di essere dei ricettori. Vedono che c’è qualcuno, un grande datore, l’ambiente, il mondo, dal quale dipendono. Pertanto, si produce la rivelazione della Luce, del governo superiore rispetto all’uomo.

Quando la persona capisce che tutto dipende completamente dall’ambiente, entra nella seconda tappa dello sviluppo: lo stato “vegetale”. Deve dare alla comunità dalla quale riceve, rendendosi conto che esiste la legge della reciprocità e che non sarà bene per lei o per la società ricevere soltanto.

Non divide più il mondo rigidamente in due parti: lei e “loro”, cioè tutti gli altri. Essendo nel “livello inanimato”, cercava solo di ricevere, ma siccome non aveva coscienza e lo faceva istintivamente, questo non viene contato come ricezione; stava solo obbedendo alla sua natura.

Adesso, quando si eleva al grado “vegetale” deve realizzare delle azioni consce e dare in cambio; cioè, deve cambiare il suo comportamento che nel grado inanimato era considerato al 100% corretto, a prescindere dal fatto che abbia rubato e preso per sé, poiché la sua natura la obbligava a farlo.

Adesso, le viene data un po’ di libertà dalla sua stessa natura e di conseguenza deve dare all’ambiente. Tutto il mondo deve arrivare a questo, dobbiamo imparare non solo a ricevere, ma anche a dare.

Per questo, completiamo il grado inanimato del nostro sviluppo. Tutti gli altri gradi, il vegetale, l’animato e l’umano si sommeranno al primo, al grado inanimato. In base alla misura in cui rivelo il mio egoismo al di sopra del grado inanimato, in quella misura, correggerò la mia inclinazione egoista e ritornerò al grado inanimato per obbedire alle leggi della natura come uno schiavo, ma volontariamente.

Quindi, tutto si basa sul livello inanimato. Dentro questo HaVaYaH c’è tutta la creazione e l’attitudine della forza superiore verso di essa.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.08.2011, “Shamati 115”)

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Sii in pace, vecchio mondo finanziario!

L’opinione del dr. Michael Deliaghin, capo dell’istituto di ricerche sui problemi della globalizzazione: “la  Cina ha definitivamente voltato le spalle ai beni in dollari. Significa che nella situazione nella quale il Giappone ha la neccessità di aiuti finanziari per risanare l’economia, dopo il disastro di Fukushima, l’Europa ha altrettanti problemi finanziari per salvare la Grecia, la Spagna , l’Italia ed altri paesi che vogliono lavorare come in Grecia e vivere come in Germania – non vi è chi possa salvare l’economia degli Stati Uniti e comperare i suoi titoli. Benvenuti dunque, al nuovo e coraggioso mondo diviso in aree finanziarie. Ogni area, con la sua moneta (Dollaro, Euro, Yen), con i suoi beni speculativi bruciati e la sua economia produttiva –divisa in un numero di macro-zone che competono fra loro.”

Il mio commento: Tutto questo significa è che è la fine del vecchio mondo finanziario con la sua immaginaria stabilità. Potremo progredire solamente se i nostri capi di governo capiranno le regole dell’epoca moderna: non divisione ma mutua e totale garanzia, non unione su basi economiche egoiste ma su basi di visione del mondo come fosse un solo corpo. Effettivamente, solo così riusciremo a modificarci per divenire globali, integrali, come il mondo, ed allora potremo arrecarvi un ordine.

Dobbiamo inziare con la creazione di una sola assemblea economica mondiale, che guardi il mondo come ad un’unica famiglia che tratta problemi comuni per trovare soluzioni comuni.

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La trasformazione della società genererà nuovi rapporti economici

L’opinione dell’economista Michael Chezin: ” All’inizio si dovrà trasformare la società ed in seguito potrà “procreare” un nuovo paradigma economico. Come sovente accade, Quelli che sostengono un determinato concetto si dividono in coloro che guardano da un punto di vista praticoe critico e quelli che sostengono in modo deciso ed assoluto precludendo ogni tentativo di dibattito.

Fino a che la crisi aumenta, la gente perde la fiducia. Con l’accrescersi della reccessione, la classe media borghese che rappresenta lo stumento per verifiche sociali, andrà sempre più in rovina divorata dall’improvvisa congiuntura. Le persone che hanno perso la loro stablità economica e la speranza di un futuro migliore giudicheranno sempre piu’ severamente le vuote promesse. Il presidente Obama non crede nella possibilità di un crollo.

I politici non potrano in modo repentino rinunziare alla demagogia: in effetti, hanno promesso agli elettori che la crisi avrà un termine. E Barak Obama ha dichiarato che non crede alla possibilità che la nazione entrerà nuovamente nella reccessione, aggiungendo allegramente che l’economia americana rapidamente si rissolleverà nuovamente e non si creerà nel paese il pericolo della disoccupazione.

Come il presidente della banca mondiale Robert Zelik, ha già annunciato ci aspettano tempi ancora più difficili. Ha indicato che nelle ultime due settimane il mondo è passato ad una fase nuova e ancora più pericolosa. Ci stiamo avvicinando ad una nuova burrasca assolutamente differente dallo squilibrio finanziario del 2008. Il mondo è entrato in una fase di trasformazioni dei sistemi finanziari internazionali, e la Cina occupa un posto nell’ordine del giorno. Gli esperti si rifiutano di guardare con ottimismo questo peggioramento, e questo ci dice che anche i politici diranno fra breve le stesse cose. Poiche’ la “democrazia ” richiede regolari elezioni, nelle quali è possibile sostituire i politici che hanno promesso uno sviluppo, mentre in realtà,propongono invece ora agli elettori il proseguimento della congiuntura.

I nuovi capi di governo dovranno parlare di nuove cause della crisi e proporre passi costruttivi per uscire dall’impasse. Perciò mi aspetto che molti nostri concetti detti negli ultimi 10 anni, cominceranno ad essere pubblicati sui giornali e li ascolteremo dalle bocche dei vari militanti in posizioni di prestigio, (forse il popolo ne ricorderà la paternità), anche se forse il concetto più importante non sarà udito.

Si tratta del fatto che il paradigma moderno dello sviluppo – “progresso moderno tecnologico” – si è esaurito, che vuol dire che finchè non creeremo un nuovo paradigama di sviluppo, non ci sarà data una possibiltà di serio sviluppo. Significa che la crisi sarà lunga e disfattista , vale a dire, che tutti i tentativi di modificare qualcosa sarano destinati a priori a fallire. In scala mondiale questo potrebbe condurre a estremismi di vario tipo ed a riti religiosi di ogni tipo.

Perciò mi sembra che il mezzo per uscire fuori da questa situazione non sarà attraverso autentiche tecniche economiche ma attraverso tecniche sociali. Genericamente parlando, si può dire che all’inizio si dovrà trasformare la società e solo in seguito si potrà “partorire” il nuovo paradigma economico. Insieme a tutto ciò, bisogna prendere in considerazione che non ci resta molto tempo, e l’intervista di Zelik ne è la prova evidente.

Ma per creare una nuova tecnica sociale, una nuova società, occorre un nuovo liguaggio per esprimere e descrivere i rapporti sociali.

La collettiva ed usuale attitudine liberale odierna non permette di costruire qualcosa di alternativo alla società moderna, il chè significa che occorre modificarla. E’ un duro lavoro, ma se non lo faremo, il mondo cadrà nel baratro del terrore e dell’anarchia”.

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Nessuno vuole pagare per il mercato (il Mercato dell’Unione Europea)

Opinione: (Gideon Rachman, redattore del Financial Times): “L’Europa si è comprata del tempo con 750 miliardi di euro di aiuti per sostenere la moneta comune. Ma i problemi non sono risolti.

“La maggioranza dei paesi dell’Unione europea vive al di sopra dei propri mezzi. I disavanzi di bilancio dei governi sono fuori controllo ed il debito del settore pubblico è in crescita. Se i governi europei non useranno l’ossigeno che hanno trovato per controllare la spesa, i mercati finanziari verranno ancora messi pericolosamente sotto pressione. Sfortunatamente, i cittadini europei ed i politici non sono proprio pronti al periodo di austerità che li aspetta…

“Tuttavia, se gli europei non accetteranno ora l’austerità, alla fine dovranno affrontare qualcosa di molto più problematico – i fallimenti dei debiti sovrani ed il collasso delle banche. Per molti cittadini europei questo è il genere di cose che succedono solamente in America Latina…

“La crescita nell’ampiezza e nel potere dell’Unione Europea ha sviluppato un pericoloso senso di compiacimento… Una volta entrati (i paesi) nell’Unione Europea, i governi pensavano che le guerre, le dittature e la povertà fossero consegnate con buona pace di tutti al passato. Tutti potevano aspirare alla vita relativamente stabile e confortevole della Francia e della Germania.”

Il mio commento: Così è stato per lungo tempo in passato. Il malumore ha incominciato a svilupparsi perché nessuno vuole pagare i debiti degli altri; “la guerra dei nervi” è costante, ma non ha spazio in un singolo organismo. La tensione (un ascesso) sta fermentando, il che può provocare un’aggressione (l’apertura della ferita). Vedremo tutto questo nel prossimo futuro. L’Unione Europea deve conseguire una completa unificazione che è possibile solamente attraverso un progetto a lungo termine di educazione delle popolazioni; in caso contrario sarebbe meglio separarsi pacificamente adesso, prima che cominci a scorrere il sangue della terza guerra mondiale.
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Una generazione che non ha il senso del domani

Secondo le statistiche, la maggior parte dei dimostranti di Tel Aviv, cosi come gli organizzatori della protesta, appartiene alle classi medie e alta. È stata effettuata una ricerca speciale nella quale s’individua quali strati della società fanno parte di queste dimostrazioni e di quali percentuali si parli.

E adesso sta accadendo la stessa cosa a Londra. Pensiamo che le persone escano in strada creando il caos perché non abbiano da mangiare. Ma non è questo il problema. Che cosa ha reso possibile questo incitamento all’agitazione e a creare una rivoluzione? Il motivo è che questa generazione sente che il futuro non abbia in serbo niente di buono. La tendenza è il peggioramento della situazione. E questo è il nocciolo della questione: Non esiste alcun futuro!

Come posso occuparmi di problemi quali un appartamento, la famiglia, i figli, se non c’è un futuro per me? Questo significa disperazione totale, come la depressione, quando una persona non trova un motivo per il quale vivere. E se uno arriva a tale stato, allora è pronto a fare qualsiasi cosa per distruggere quest’orribile sentimento e tristezza profonda. È per questo che le persone escono a protestare nelle strade e alimentare rivoluzioni anche se appartengono ai più alti livelli della società.

La loro disperazione interiore gli rende vulnerabili a essere in sintonia e a girarsi in questa direzione, mentre non riescono a capire quello che accade a loro stessi. Loro si danno una spiegazione con migliaia di altri motivi, come la ricerca della giustizia nella società, come se fossero loro ad averne bisogno. In realtà loro non sanno cosa significhi questo concetto perché un approccio giusto renderebbe le loro vite ancora peggiore di quello che sono attualmente. Loro non stanno cercando giustizia.

Se esaminiamo le ragioni interiori serie, dal punto di vista del desiderio di godere che ricerchiamo lungo la sua profondità, allora la ragione di queste proteste risiede nel fatto che non esiste il domani! E questo sentimento regna in tutto il mondo. Non si può fare niente per quanto riguarda questa situazione se non diamo alle persone la luce della speranza per un futuro, che può venire soltanto da una fonte – la scienza della Kabbalah.
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Perché sono cosi aggressivi i rivoltosi?

Domanda: Da dove prendono questa grandissima forza di aggressione i rivoltosi e i saccheggiatori, prima in Inghilterra e più recentemente in Francia?

Risposta: Per la prima volta nella storia, la giovane generazione, insieme alla generazione anteriore – i loro genitori, entrambe pensano che la giovane generazione avrà una vita peggiore della generazione precedente. Inoltre, è incerto se potrà vivere e per quanto tempo.

Le persone hanno sempre pensato che “i nostri figli faranno meglio di noi”. In particolare, da metà del ventesimo secolo in poi, la generazione che seguiva un’altra viveva sempre meglio della precedente. Ma questa tendenza ebbe fine con il completamento della crescita dell’egoismo e la sua chiusura in un sistema integrale, al quale non corrispondiamo. Quindi, non sappiamo vivere da quel punto in avanti.

È sorto un enorme sentimento d’incertezza, che evoca sentimenti di paura e poi aggressione, e il desiderio di fare qualsiasi tipo di azione per poter portare alla luce quello che sta succedendo. La soluzione del problema risiede nell’educazione, cioè una spiegazione del fatto che se diventiamo similari alla natura diventiamo onnipotenti come essa.

Equivalenza con la natura significa cambiare la nostra unificazione egoista e involontaria a una volontaria, altruista e mutua, finché raggiungiamo l’amore universale. All’interno di quell’amore riveleremo la nostra eternità e perfezione, che sono presenti nelle fondamenta della natura.
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Perchè i Russi non sono nelle “tende”?

Domanda: Tu sei russo e non hai mai detto perchè i russi non partecipano alla contestazione, a proposito, sei così attivo?

La mia risposta: Si vede che essi credono che è una manifestazione inutile, oggi i partiti di destra e sinistra sono molto simili, e tutti non si sono minimamente preoccupati dei problemi sociali. Perciò gli emmigranti russi pretendono che venga abolita la “legge di regolarizzazione”
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Il popolo neccessita Garanzia Mutua

Giorni fa abbiamo inviato alla commissione Trachtenberg la nostra proposta per la risoluzione dei problemi sociali del paese. La nostra proposta è stata pubblicata nel sito ufficiale della commissione ed ha riscosso già numerose repliche e voti di sostegno. Questa la proposta:

La risoluzione a tutto. va cercata in una nuova attitudine – Garanzia Mutua!
Vediamo che insieme alla richiesta di un “equo” budget (bilancio di previsione), è neccessaria al popolo anche una giustizia sociale, non meno che una nuova distribuzione. Percio il “Movimento Arvut” (garanzia mutua),  questa è proprio la sua specializzazione, ha scelto di mettere in evidenza tale bisogno.

L’onda di queste sommosse, sono fenomeni esteriori che testimoniano le neccessità più profonde social- interiori, il desiderio di sentirsi parte di qualcosa di grandioso, sentire l’appartenenza ad una società equanime che difende, protegge il privato, il bisogno di qualcuno che ascolta, che prende atto delle nostre opinioni, ci prende in considerazione e si preoccupa di noi…La necessità di una percettività della garanzia mutua come in una sola e grande famiglia.

Questo documento espone a grandi linee l’unica atitudine che restituirà al popolo la sensazione di una giustizia sociale. Solo la creazione di un clima sociale nel quale siamo tutti una sola famiglia, seduta intorno ad una tavola rotonda per un scambievole dibattito che permetta di trovare una soluzione a lungo termine.

Gli occhi di tutti, oggi, sono rivolti alla “commissione della modifica economico- sociale ” a capo del prof. Trachtenberg, che ha il potere di risolvere i problemi dell’attuale contestazione e dare al popolo il senso di una giustizia sociale, di consenso generale, di solidarieta’. Conosciamo benissimo i pericoli di un’eventuale trasgressione del quadro budgettario.

Ma cosa potrà fare la commissione nella distribuzione per soddisfare richieste
così numerose ed una “torta” budgettaria limitata?

E’ chiaro che, non sarà possibile replicare al diluvio di richieste economico- sociali.
Il bilancio nazionale è fragile e non è abbastanza grande per soddisfare tutti, inoltre il mondo sta attraversando oggi una crisi economica che peggiora sempre di più, e potrebbe influenzare in modo negativo l’economia del paese, la dipendenza economica di Israele dai mercati esteri è alta. Un paese che esporta il 45% del prodotto lordo nazionale all’estero, è prevedibile che venga danneggiato da questa crisi e ciò si esprimerà in un calo acuto delle entrate date dalle tasse, con un aumento del debito pubblico nel caso non diminuissero le spese. L’accettazione sia pure in minima parte, delle richieste della ”giustiza sociale”, ci condurrà ad un aumento significativo delle spese pubbliche. Abbiamo di fronte, in questo caso, una via senza uscita.

L’ondata contestataria mondiale che ora è molto in voga, “la giustizia sociale”. Dicevo, quest’onda è presente anche in Israele si caratterizza anche per una necessità esistenziale come, il problema degli alloggi, le sovvenzioni agli studi, la salute, la vita cara e via dicendo, ma anche per problemi socio-interni come la modifica di patti consensuali e valori sociali.

Ed è proprio questa neccessità, che ha generato questa massiva partecipazione alla generale contestazione “delle tende”, anche di coloro che non hanno problemi di sopravvivenza.

Da un punto di vista prettamente economico, le richieste hanno un notevole costo finanziario che impone l’aumento del debito pubblico da ritenersi pericoloso per il mercato. Tuttavia, vi è una neccessità immediata di distribuire l’attuale ” torta budgettaria”, in modo almeno soddisfacente, una risoluzione temporanea ai bisogni basilari, immediati, dei settori più disagiati, bisognosi di aiuti urgenti, in accordo alle decisioni prese consensualmente intorno ad una tavola rotonda.

Le numerose richieste budgettarie, per quanto leggittime esse siano, non sarà possibile soddisfarle economicamente tutte, nel quadro coercitivo budgettario. E’ chiaro che la “coperta è troppo corta” ed ogni esigenza verrà a scapito di un’altra richiesta. Quindi , ci troviamo di fronte, “il gioco con l’ammontare (della cassa) zero” nel quale la vincita dell’uno corrisponde naturalmente alla perdita dell’altro.

Il ” finanziatore” principale del diluvio di richieste, chi dovrà subire maggiormente il carico, sarà la classe media, che oggi paga già la parte sostanziale degli introiti mediante le tasse. Sarebbe un’ulteriore colpo, senza contare la completa noncuranza, in questa manifestazione, alle sue esigenze, ciò colpisce la colonna vertebrale economica israeliana e dunque, è pericoloso per il mercato. Di nuovo arriviamo ad un vicolo cieco.

La soluzione all’impasse, si trova nell’istituzionalizzazione della nuova economia, economia sociale equilibrata, in una economia di garanzia mutua.

Il maggior risalto sarà dato alla procedura stessa e necessariamente le decisioni economiche saranno prese cercando un largo consenso, prendendo le giuste decisioni.

La sensazione di discriminazione per le doverose rinuncie, saranno in questo caso, sostituite da entusiasmanti e calorose soddifazioni alle quali dovremo dar vita, permetteremo così a tutti, di sentirsi come in una sola famiglia valutata per il 90% della soluzione economica. Una volta deliberato, si troverà forzatamente il 10% restante dal bilancio nazionale. Non solo tutto ciò accrescerà la sollecitudine alla rinuncia a favore dell’altro, ma si arriverà in seguito alla condizione che le persone vorranno da se dare il loro contributo agli altri.

Vale a dire, l‘ombrello della garanzia mutua crea un valore economico indicibile nel quale si cela la vera soluzione dei nostri problemi.

Da un punto di vista sociale, tocca alla commissione fornire al popolo un nuovo clima di giustizia sociale, altrimenti la delusione sarà terribile ed il senso di separazione e rottura sarà penoso da sopportare.

Per superare sia l’aspetto economico che quello sociale, si dovrà invitare al più presto
tutto il popolo ad un dibattito mezzo stampa collettivo e pubblico. La contestazione è del popolo e va risolta di fronte a tutto il popolo.

Si dovrà cercare di creare la sensazione di una sola famiglia nella quale tutti vogliono aiutarsi vicendevolmente e perciò rinunciano vicendevolmente. Non sarà possibile che ciascuno e tutti quanti, ricevano immediatamente quello che chiedono. Il dibattito collettivo sulla distribuzione del budget dovrà svolgersi nell’assoluta trasparenza per evitare eventuali impressioni e sensazioni di diversificazioni o di sfiducia che ora sono presenti.

Soltanto quando ciascun cittadino capirà e sentirà che fa parte di una grande famiglia, ed accetterà anzi sarà fiero di rinunciare a favore di un bambino malato e debole della famiglia. Questo dibattito collettivo dissolverà le resistenze e le opposizioni anche in coloro che cercano le separazioni e vogliono scongiurare il dibattito collettivo. La determinazione della scala delle priorità resposabilizzerà tutti.

Se non agiremo secondo queste regole, queste disposizioni, ogni settore sarà in qualche modo discriminato. La commissione finirà il suo mandato e distribuirà le risorse in maniera un po’ diversa da oggi, ma il senso di ingiustizia nel popolo non sarà risolto.

Solo un’attitudine basata su una reciproca solidarietà, che colloca tutte le parti in un collettivo dibattito nella collettiva accettazione delle decisioni, potrà sanare il clima che si è venuto a creare nel popolo.

La commissione Trachtenberg è obbligata a dare un esempio a tutto il popolo, come si può arrivare a sentirsi veramente come in “una famiglia”. I membri della commissione devono vivere questo spirito interiore del senso della famiglia e della giustizia sociale. Deve mostrare a tutti come si dibatte insieme sul futuro comune, impostando una volta per tutte una sola giustizia. Una vera giustizia può svolgersi solo entro un reciproco consenso, nella garanzia mutua. Oggi un cittadino avverte l’ingiustizia sociale, è infuriato perchè si sente “raggirato”, perché non riceve quello che chiede e crede che gli spetti.

Ogni tentativo di risolvere il problema senza riuscire a creare in ogni cittadino la sensazione che siamo tutti membri di una sola grande famiglia, non soddisferà tutti e porterà a contestazioni più violente. Il popolo deve percepire che i suoi rappresentanti lo servono, deve tornare a credere nel sistema e sentire che gli può dare speranza ed un futuro migliore.

La ristabilizzazione della giustiza al popolo, mediante il principio della famiglia riunita, si deve realizzare attraverso dibattiti collettivi aperti a mezzo stampa. Si può aprire al popolo un luogo per partecipare in modo attivo ai dibattiti, sia fisicamente, via internet o esprimendo la propria opinione con SMS.

Perché il popolo adempia al suo diritto a partecipare, sarà doveroso accompagnare i dibattiti con l’intervento di esperti che sappiano spiegare la complessità dei problemi economico-sociali con un linguaggio semplice e comprensibile. Questo processo educativo ed esplicativo inviterà il cittadino a prendere parte attiva al dibattito, accanto alla richiesta di prendere delle responsabilità su tale processo. La vera comprensione delle realtà – aiuterà a raggiungere il consenso – un consenso generale che restituirà un clima di partecipazione collettiva e con essa anche un senso di giustizia sociale al popolo.

Mobilitando anche la stampa sarà data la possibilità di creare prospetti che illustreranno i problemi, e soprattutto le proposte di soluzione verrannò spiegate per far capire fino a che unto siamo “tutti nella stessa barca“. Si possono usare pezzi teatrali, canzoni, incontri chiarificatori in tutto il paese – perché è importante capire che l’attitudine verso “una sola famiglia” che si riunisce attorno ad una tavola rotonda, predispone favorevolmente tutti, permettendo di risolvere i problemi in tempi netti e vincolanti.

Siamo, membri del “Movimento Arvut “(garanzia mutua), con esperienza collaudata in questo tipo di processi. Decine e centinaia di volte abbiamo sperimentato processi collettivi, nei quali pertecipano tutti, conseguendo il consenso collettivo, come una sola famiglia, che cambia l’equilibrio delle forze.

Quest’attitudine riduce le opposizioni nella società, associa tutti, immette un nuovo vento di giustizia ed attenua il fatto che il mio problema non sia stato risolto nell’ immediato.

La gestione di dibattiti con questa predisposizione è proprio il campo della nostra singolarità, così come abbiamo già iniziato a realizzare, sedendoci intorno ad una tavola rotonda nella tenda del “Movimento di Arvut” in via Rotshild.

Non si trattava di un’ “operazione instant” ma era neccessario istituire un processo consegeuente, metodico ed incessante e per lungo tempo, vigilando di mantenere un clima giusto nell’adempimento di tutto ciò, fino ad arrivare ad un vero consenso. Con questo saremo un esempio per tutto il mondo.

Ci troviamo nell’ora propizia, nella quale al governo ed in special modo alla commissione Trachtenberg è data l’occasione di condurre il processo sociale per costituire in Israele una società equa ed ancora più progredita.

Il “Movimento Arvut” (garanzia mutua) si vede impegnato a mettere a disposizione della commissione tutte le istituzioni a livello nazionale, sostenerla ideologicamente ed essere la “madre della famiglia” che apporta il clima giusto di  connessione nel popolo, per portare avanti un processo che istituirà alla fine e per tutti, il senso di giustizia sociale che permetterà di risolvere insieme i problemi fondamentali.

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