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Una lezione per le persone che non hanno fortuna

L’egoismo ha raggiunto il suo massimo sviluppo a livello individuale e gli egoismi individuali hanno cominciato ad unirsi. Per questo le persone hanno cominciato a rivelare la loro interconnessione ed interdipendenza. Questa è una lezione per tutti coloro che hanno cattiva sorte; se i loro desideri e pensieri sono concentrati sul benessere comune, allora trionferanno in tutto ciò che fanno.

La ricetta per il successo è: fare tutto ciò che si può per dare agli altri. Ciò significa che si deve conservare solo l’indispensabile per condurre una vita normale. In un’attività commerciale, “lavorare per dare”, vuol dire che, del guadagno, si conserva solo il necessario per coprire le spese. Così come la gente deve calcolare il prezzo di vendita dei beni e servizi. Nessuno deve avere un guadagno che “venga conservato” sul conto bancario.

Questo approccio è totalmente opposto a ciò che succede oggi giorno. Tuttavia, verso la fine della crisi, tutti passeranno a questo sistema. Nemmeno una sola attività commerciale potrà operare in modo distinto.

Questo si deve al fatto che, tutto ciò che una persona riceve in eccesso rispetto a quanto necessita, è una violazione del suo equilibrio con la Natura. Per restare nell’ equilibrio, una persona deve consumare tanto quanto le è necessario per esistere, allo stesso modo di qualsiasi animale. La sofferenza che la gente sente e la spiegazione della Kabbalah sulla ragione della sofferenza, aiuteranno le persone a capire che il miglior modo di vivere è servendo gli altri, come fanno le cellule, gli organi e le parti dell’organismo.

In una maniera o nell’altra la Natura (il Creatore) prevarrà. Questo può avvenire con la forza, mediante la nostra sofferenza, oppure volontariamente con la comprensione, perché la gente dovrà rendersi conto che devono obbedire alla Natura e alla sua legge di armonia.

Non appena cominceremo a cooperare con la Natura, questa comincerà a trattarci diversamente e la nostra condizione cambierà. All’improvviso avremo sufficiente acqua, alimenti e tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

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Oggi giorno ci troviamo di fronte ad una manifestazione unica : la Natura ci mostra che siamo separati, che ci odiamo e che il nostro egoismo è distruttivo. Tuttavia, ci mostra anche che dipendiamo da tutti a livello globale e siamo connessi contro la nostra volontà.

Non sappiamo dove sfuggire gli uni dagli altri. Ci si sta obbligando ad obbedire alla legge della Natura, ed è questa che ci sta forzando, e non le condizioni artificiali create dall’uomo. Se non seguiamo questa legge, ci troveremo in conflitti ancora maggiori con la Natura, esponendoci a colpi ogni volta più forti, alla sofferenza ed anche all’estinzione, e tutto questo accadrà a causa del nostro egoismo.

Ci troviamo in uno stato di esilio dalla Natura. Esiste qualcosa che ci liberi da questo stato? Si, c’è. La nostra salvezza consiste nel creare una connessione corretta tra noi e con la Natura che ci circonda. Questa, ci darà l’opportunità di diventare una parte integrante ed armoniosa della Natura.

È imperativo che ognuno di noi senta e comprenda che la nostra sopravvivenza, ovvero gli alimenti, il clima, la salute, la condizione psicologica e spirituale e tutto il resto, dipendono esclusivamente dalla nostra armonia con la Natura. Di fatti, questo è il proposito della turbolenza nelle nostre vite. Tutte le situazioni, gli incidenti e gli stati che attraversiamo, hanno lo scopo di aiutarci a rivelare la forza interiore dinamica: il Creatore. I problemi e le pressioni sono ciò che ci permettono di imparare a sentirlo e a cominciare a vedere che Lui è la ragione di tutto.

Per questo le crisi arrivano ad ondate. Il loro proposito è rivelare che l’odio tra noi è la ragione di tutto il male che accade nel mondo. Allora vedremo che questo odio è equivalente ad una cacciata dalla perfezione e che elevarci al di sopra dell’odio ci libererà dall’esilio.

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La Kabbalah a proposito dei santi e del trapianto del cervello

Ho ricevuto una domanda: esistono, nella Kabbalah, persone considerate sante? Esiste questo concetto? Come può spiegare il fenomeno delle reliquie eterne delle persone sante? Questo è un concetto che esiste in diverse religioni. È possibile che queste persone abbiano raggiunto l’attributo dell’amore assoluto e della dazione durante le loro vite e, per tanto, non siano morte, ma semplicemente le loro anime abbiano abbandonato i loro corpi? Questa è santità?

La mia risposta: il corpo dell’uomo è un animale che, in fin dei conti, muore e si decompone negli elementi di base, l’anima non ha relazione con il corpo. Baal HaSulam era solito dire “Non mi importa dove seppelliranno il mio sacco d’ossa”.
Un uomo santo è qualcuno che raggiunge l’equivalenza con il Creatore, mentre vive in questo mondo, sviluppando il desiderio di “amare il prossimo come sé stesso”. Per ciò che riguarda il corpo, si può realizzare qualsiasi trapianto di organi, si possono rimpiazzare tutte le parti del corpo, e si possono realizzare trasfusioni di sangue. Questo non riguarderà l’anima in nessun modo. I dottori sono pronti a rimpiazzare il cuore, e presto saranno capaci di realizzare trapianti di cervello. Questo perché, la nostra informazione, non è conservata nel cervello, ma nel campo che lo circonda.

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Albert Einstein e R. Tagore sulla natura della realtà


Albert Einstein: Credi nel Divino come qualcosa di isolato dal mondo?

Rabindranath Tagore (Premio Nobel per letteratura, 1913): Non isolato. L’infinita personalità dell’uomo comprende l’universo. Non ci può essere nulla che non possa essere sottoposto alla personalità umana, e questo prova che la verità dell’Universo è la verità umana. Ho fatto un esperimento scientifico per spiegare questa cosa. La materia è composta da protoni ed elettroni, con degli spazi tra di loro, tuttavia la materia può sembrare solida senza i legami negli spazi che uniscono i singoli elettroni e i singoli protoni. Similarmente, l’umanità è composta di individui, i quali hanno le loro interconnessioni nelle relazioni umane, che danno vita all’unione nel mondo degli uomini. L’intero universo è unito a noi, come individui, nella stesso modo – è un universo umano.

…La scienza ha provato che il tavolo come oggetto solido è un’apparenza e perciò quella cosa che la mente umana percepisce come tavolo non esisterebbe senza la mente. Allo stesso tempo si deve ammettere il fatto che la realtà fisica definitiva non è altro che una moltitudine di centri di forze elettriche in movimento, che appartiene anch’essa alla mente umana. Nell’apprendimento della verità c’è un conflitto esterno tra la mente umana universale e la stessa mente confinata nell’individuo. Il processo continuo di riconciliazione prosegue nella scienza, nella filosofia, e nell’etica. In ogni caso, se ci fosse una qualsiasi verità assoluta staccata dall’umanità, per noi sarebbe assolutamente non esistente.

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L’osservanza delle pratiche religiose non è necessaria nella Kabbalah


Ho ricevuto delle domande sull’osservanza delle pratiche religiose:

Domanda: Io pratico la Torah e Mitzvot (i comandamenti) nella mia vita quotidiana e spesso questa pratica diviene meccanica – non spirituale. Tu sostieni che la Kabbalah non ha nulla a che fare con la religione, sebbene sembri inestricabilmente legata alla Torah.

Per favore, consigliamo su come posso re-impegnarmi nel Mitzvot in un modo che possa correggere il mio “desiderio di ricevere” in “desiderio di dare”. Sicuramente i comandamenti servono a questo. Per favore fa chiarezza sul legame del Mitzvot con la Kabbalah, e sul significato del Mitzvot per un ebreo.

La mia risposta: La Kabbalah è il metodo per la correzione dell’anima per mezzo della rivelazione del Creatore. L’anima non ha nessuna relazione con il corpo.

Se vuoi seguire i precetti del Giudaismo, è una cosa che riguarda te. Personalmente, io seguo questi precetti perché sono nella tradizione del paese al quale appartengo. Tuttavia, ho centinaia di migliaia di studenti che non sono ebrei e che non seguono questi comandamenti. Questo non indebolisce il loro sviluppo spirituale in nessun modo. È scritto: “Tutti loro mi conosceranno, dal più piccolo al più grande tra loro”, e “La mia casa sarà chiamata la casa della preghiera per tutti gli uomini”. Questo significa che tutti si uniranno attraverso la rivelazione del Creatore.

La Kabbalah fu rivelata a tutti nell’antica Babilonia, e oggi sta si sta rivelando di nuovo a tutti. Ciò non di meno, ogni persona può seguire le proprie traduzioni culturali esteriori.

Domanda: Come possiamo osservare i 613 comandamenti se non siamo ebrei? Dove possiamo trovare la lista di questi comandamenti? Come osservare lo Shabbat e le festività: dovrei andare in una sinagoga o in centro della Kabbalah per osservare questi eventi?

La mia risposta: I 613 comandamenti sono la correzione dei 613 desideri. Questi desideri ti saranno rivelati dentro di te solo dopo che avrai attraversato la Barriera – il Machsom. Non sono collegati a nessuna azione di questo mondo – sono desideri.

Le pratiche religiose, ad ogni modo, sono delle tradizioni e non correggono una persona o la sua anima. Non è necessario osservarle per arrivare allo scopo della creazione. Ci sono nel caso una persona voglia collegarsi alla cultura della sua gente.

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La Crisi è la Rivelazione delle Nostre Connessioni Spezzate

Stiamo vivendo un momento molto speciale, che si sta presentando per la prima volta nella storia dell’umanità. Oggi l’egoismo umano viene rivelato su scala globale e anche la connessione che c’è tra di noi sta venendo rivelata. Questo ci mostra quanto interdipendenti siamo e come il desiderio di ricevere riempia l’intero “spazio” tra di noi, portandoci ad una crisi in ogni area della nostra vita: culturale, economica, dell’educazione, della scienza, della vita familiare, e dell’atteggiamento verso noi stessi e gli altri.

Tutte le connessioni che ci uniscono in un solo sistema di anime ci stanno venendo rivelate nella loro forma egoistica, che non è adatta all’uso e che ci causa della sofferenza. Questa cosa sta avvenendo per costringere tutta l’umanità a sollevarsi al livello successivo- il livello spirituale. A causa della disperazione, gli uomini desidereranno cambiare le loro relazioni da egoistiche in altruistiche. Perciò, la Natura stessa ci sta rivelando che la connessione egoistica che c’è tra di noi è il male, e che distrugge le nostre vite e che minaccia addirittura la nostra esistenza.

Il livello spirituale sta venendo oggi rivelato nel mondo. Nonostante questo però, noi lo stiamo vedendo dal suo lato opposto. Ciò che ci manca è il riconoscimento del nostro male per attirare la Luce che correggerà i nostri desideri egoistici in desideri di dazione per il nostro prossimo. Per fa sì che questo accada, dobbiamo scoprire che siamo in esilio. La Shechina è in esilio- la riunione di tutte le anime, all’interno delle quali il Creatore, la Forza Superiore che ci unisce tra di noi, è rivelata. Dobbiamo sollevare la Shechina dalla polvere per far sì che i nostri desideri si uniscano in un unico desiderio comune, come un solo uomo con un solo cuore. Questa è chiamata la rivelazione della Shechina e la sua uscita dall’esilio.

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Siamo interconnessi nel circuito eterno della natura

Ho ricevuto una domanda: non capisco che c’è di male nella globalizzazione? Ho ricevuto una torta che mi hanno inviato negli Stati Uniti, dall’Italia. Il mondo intero è un villaggio e questo non è un bene? Che male c’è nell’esempio della torta?

La mia risposta: è un esempio di come l’umanità realizza i suoi calcoli, basandosi sul beneficio personale di ogni individuo, senza preoccuparsi del resto della natura. Ovviamente, questo calcolo è sbagliato, poiché non può essere, che la metà dell’umanità, mangi una torta spedita dall’altra parte dell’oceano, mentre l’altra metà muoia di fame, senza poter portare alla bocca nemmeno del pane ammuffito. Se stiamo parlando dell’equilibrio universale , dell’uguaglianza e dell’unità, allora ogni persona deve ricevere solo ciò di cui necessita per vivere.

In primo luogo, comunque, abbiamo bisogno di rivelare la Natura nel livello globale e Superiore, la forza universale che conduce alla Natura. Dobbiamo scoprire in che modo siamo parte di Essa, come ci permea e quanto sono connessi ad essa, i nostri pensieri e desideri. Ognuno di noi è come un transistor all’interno di un circuito elettrico gigante. Siamo connessi in esso. Se ognuno di noi sente che si trova all’interno della Natura, all’interno del Creatore, allora possiamo realizzare i calcoli corretti.

In altre parole, ogni persona deve sentire in primo luogo, il desiderio di imparare ad unirsi con il Creatore e con l’intero universo, per poter fare calcoli appropriati. Dietro a questa realizzazione di calcoli, in primo luogo c’è l’adesione, e solo dopo verrà l’azione. Per tanto, prima di tutto, dobbiamo ascoltare ed imparare. Abbiamo già fatto abbastanza danni, agendo senza calcolare in modo appropriato.

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La perfezione sta nell’unificazione della luce e del desiderio

Ho ricevuto una domanda: Lei ha detto, che se una persona unisce correttamente gli attributi e le caratteristiche che sono presenti in lei, raggiunge la perfezione. Che cos’è questa unificazione?

La mia risposta: Ci sono due forze naturali nell’uomo: il desiderio di ricevere e il desiderio di dare, che corrispondono all’attributo dell’essere creato e all’attributo del Creatore. Dobbiamo unirle correttamente ed uguagliarle!

Inizialmente, il nostro desiderio di ricevere, agisce soltanto per il suo beneficio. Uguagliarlo con il desiderio di dare, non significa cambiarlo, ma piuttosto, cambiare l’esecuzione. Il desiderio di ricevere rimane, però la sua realizzazione, ha bisogno di trasformarsi da “per il nostro beneficio” a “per il bene degli altri”.

In questo modo, il desiderio di ricevere diventa simile al desiderio di dare del Creatore, e una persona arriva all’attributo e al livello del Creatore, la sensazione del desiderio in un nuovo compimento di eternità e perfezione.

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É più facile amare il sushi o il tuo vicino?

laitman_2009-03_8172La domanda che ho ricevuto: Non si devono fare degli sforzi per amare il sushi o i propri figli. Allora perché per amare il prossimo, un uomo deve affrontare un processo difficile, lungo e complicato?

La mia risposta: Quando soddisfiamo i nostri desideri egoistici, agiamo istintivamente: amiamo noi stessi e ogni cosa che è nostra, e non ci piace ciò che ci è estraneo, perché sentiamo che è distante e che non ci appartiene. Questa sensazione della differenza tra “il mio” e “il resto” è stata creata in noi per farci rendere conto che siamo opposti al mondo intero e al Creatore. La rivelazione di questo fatto è chiamata la rivelazione della “frantumazione dell’anima comune”.

Se il Creatore fosse chiaramente rivelato all’uomo, questi sarebbe privato della sua libertà di scelta, di ogni libero desiderio, pensiero ed azione. Si annullerebbe completamente davanti al Creatore. Perciò, perché un uomo raggiunga la somiglianza con il Creatore, che è la qualità della dazione, l’uomo deve cominciare da uno stato in cui il Creatore è nascosto (non percepito). L’uomo allora ha bisogno di un altro esempio o di un altro modello della qualità della dazione e dell’amore, invece che del Creatore.

Al fine di offrirci l’opportunità di raggiungere la somiglianza con il Creatore quando è nascosto, l’anima unica di Adam HaRishon si è frantumata in tante singole anime separate. Come conseguenza di questa frantumazione, ogni anima adesso si immagina di essere al di fuori delle altre, e si sente respinta da esse dal proprio egoismo. E quando un’anima corregge il suo egoismo, cioè la sua separazione dalle altre anime, ottiene la qualità della dazione e la somiglianza con il Creatore. Questo è lo scopo della creazione.

Perciò, non dovremmo cercare di correggere nessuna delle nostre azioni, ma solo il nostro atteggiamento verso gli altri. É scritto, “Un uomo passa dall’amore per il prossimo all’amore per il Creatore”. Così è come correggiamo la nostra anima, divenendo simili al Creatore, e raggiungendo la scopo della creazione. Quindi, “Ama il tuo prossimo come te stesso” è la legge generale del mondo (la Torah), e le altre leggi sono espressioni particolari di questa legge.

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Riconosciamo il Bene in quello che ci sembra Malvagio

Una persona pensa sempre che è giusta. Spera che gli succedano solo cose buone e mai cose sgradevoli. Oggi giorno, tutta l’umanità percepisce la vita in questo modo. Il mondo sta soffrendo di una crisi dietro l’altra, ci affliggono, ogni volta, problemi più grandi, però nessuno si ferma a considerare che forse c’è un proposito. Tutti pensano che gli avvenimenti sono accidentali.

In altre parole non stiamo imparando dalla nostra esperienza. Non stiamo prendendo coscienza, che siamo la stessa ragione di tutto ciò che succede.

Nel nostro stato attuale questo problema si rivela ogni volta più vivamente: a partire da questo punto, l’unica strada per progredire, è unirci come un tutt’uno.

Ciò è possibile solamente attraendo la Forza Superiore, il Creatore. Per questo è così importante divulgare la conoscenza, che permetta di utilizzare questa forza superiore della Natura. Solamente allora, ogni persona potrà riconoscere il bene in ciò che sembra essere male.

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