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Siamo alle soglie di una nuova civilizzazione

laitman_2006_chille_005_wp1La nostra civilizzazione ha attraversato molte transizioni, da un’intelaiatura socioculturale ad un’altra, però tutte queste transizioni sono avvenute nel livello animato, nel livello dell’egoismo umano. È per questo che le intelaiature socioculturali hanno subito lievi cambiamenti, però mai tali da modificarsi. La ragione è che tutti si sono basati sull’egoismo, attraverso il quale, lo scopo della gente, era di “ricavare il maggiore guadagno”. A causa del fatto che una persona ricava “il maggiore profitto” a spese degli altri, tutte le istituzioni che esistono, sono fondate sull’unico scopo di schiacciare le persone, affinché non si annientino a vicenda.

A lungo termine, tutte le istituzioni si trasformeranno naturalmente nel loro opposto, perché la gente cambierà dentro. Una volta trasformate, queste ci appoggeranno in maniera tale, da permetterci di completarci reciprocamente, dandoci amore e pienezza l’un l’altro.

Tuttavia nessuno di questi cambiamenti verrà effettuato “dall’alto”, dalle autorità, piuttosto avverranno perché ogni individuo attraverserà una trasformazione interiore. Si svilupperanno nuove forme di relazioni interpersonali, dal basso verso l’alto, così come ha fatto la nostra civilizzazione; questo accadrà in conformità alle rigide leggi della Natura, guidate dallo sviluppo dei dati informativi o geni : Reshimot.
La scienza della Kabbalah dice che, in una maniera o nell’altra, arriveremo allo stato finale. Ci dice: “Arriverete ad uno stato nel quale sarete in armonia con la Natura e simili al Creatore. Tuttavia, il vostro cammino può essere buono e veloce oppure potrete arrivare alla meta, attraverso la sofferenza ed i colpi del destino”.

È la stessa cosa del trattamento che viene riservato ad un bambino: se è intelligente, comprende ciò che gli si chiede e capisce che non ha altra strada che diventare un essere umano ed imparare. In questo momento si sforza di riuscirci. Però se non riconosce la necessità di cambiare, allora sarà forzato a farlo per mezzo dei “colpi”. In un modo o nell’altro, dovrà cambiare. Di conseguenza, la crisi attuale è la maniera in cui la Natura ci spinge ad avanzare e diventare umani.

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la sofferenza globale può essere evitata:

Il piacere Infinito è proprio davanti a te (avanzato)

michael-laitman_16Ho ricevuto una domanda: Quando una persona attraversa il Machson, dove percepisce questo conseguimento?

La mia risposta: Ogni cosa è percepita internamente. È molto simile a come tu percepisci te stesso in questo mondo. Senti sempre ogni piacere o sofferenza al tuo interno. Nello stesso modo sentirai la Spiritualità.

Questo metodo è molto semplice. Imparerai che cosa sono piacere e sofferenza, come li senti attualmente e come puoi cominciare a interagire con essi, apprezzarli e controllarli.
Dopo tutto, noi siamo desiderio di ricevere piacere e il Creatore è il piacere che si rivela all’interno di questo desiderio insieme con la Sorgente del desiderio. Questo è il motivo per cui non c’è niente oltre il Kelim e il perché percepirai il Mondo Spirituale nello stesso modo in cui percepisci quello corporeo. Non pensare che la Spiritualità si trovi lontana da te o fuori da qualche parte nello spazio. Nella Kabbalah stai imparando in modo preciso cosa accade dentro di te in questo momento, così come ciò che accadrà in te nel futuro.

Tuttavia, c’è una grande differenza nella Spiritualità. Oggi, io percepisco la mia vita e la mia esistenza dentro il mio piccolo Kli. Infatti, è così piccolo e limitato che le nostre vite non possono essere considerate delle vite vere. Non appena espanderemo il nostro Kli, tuttavia, cominceremo a sentire che la nostra reale esistenza si poggia su di una condizione, cioè il voler utilizzare le nostre vite come mezzo che ci aiuti a passare il piacere agli altri, a scoprire la dazione, la capacità di amare e a venire fuori da noi stessi. D’altra parte, se il Kli rimane egoistico, è impossibile provare questo piacere al suo interno.

In altre parole: anche in questo momento tu sei riempito con la Luce Infinita, ma la neutralizzi con il tuo egoismo, perché quando la Luce dell’Infinito raggiunge un desiderio egoistico viene immediatamente spenta come se si creasse un corto circuito tra due poli opposti privi di una resistenza fra di loro. Devi usare il tuo egoismo come una resistenza, altrimenti non percepirai il piacere infinito. Ciò che ci resta è questa minucola vita corporea dove percepiamo giusto una scintilla di Luce per avere qualcosa a cui aggrapparci.
Ma il piacere che è sopra la tua testa è bilioni di volte più grande. Non c’è ostacolo per ottenere questo piacere, devi solo espandere il tuo Kli. Ogni cosa dipende da te. Tutto ciò che ti serve è il Kli, ma il piacere infinito si trova esattamente di fronte a te.

Cosa significa infinito e come può essere infinito il Kli? Quando il tuo Kli raggiunge la dimensione che si prefiggeva inzialmente il Creatore, percepisce un piacere illimitato. Questo è un Kli infinito.

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Ogni persona deve trovare il proprio insegnante


Una domanda che ho ricevuto: in un post precedente qualcuno ha chiesto: “Come si fa a sapere che c’è una sola vera fonte di Kabbalah?” hai risposto: “Non ce ne possono essere diverse, perché il Creatore è uno solo”.

Sono pienamente d’accordo con te su Berg e i suoi concetti imprenditoriali sciamanici, come vendere spiritualità attraverso fili rossi, cammei e letture magiche o benedizioni. Ma ancora non capisco perché c’è soltanto una, unica e sola fonte di Kabbalah! Dopo tutto, durante i tempi del Secondo Tempio c’erano migliaia di Kabbalisti. A seconda delle qualità delle loro anime, ciascuno di loro ha insegnato ai propri studenti in maniera diversa come raggiungere l’Unico Creatore. Gli studenti avevano una scelta.

Inoltre, hai detto che fino al diciannovesimo secolo la maggior parte dei rabbini erano Baalei Hasaga (avevano raggiunto la spiritualità), anche così le persone avevano una scelta.

Ma ora stai dichiarando che il tuo percorso è l’unico corretto. Può davvero il nostro mondo essere così limitato riguardo ai Kabbalisti da non esserci nessuna alternativa a te che sia:

a) Un Kabbalista

b) Un Kabbalista rivelato – qualcuno che tu, come Kabbalista, puoi raccomandare sinceramente ad un potenziale studente che si trova ancora nella fase di ricerca dell’Insegnante giusto? E che mi dici del versetto: “Molte vie conducono al Creatore”?

La mia risposta: nel processo di studio della Kabbalah, spesso si fa esperienza di dubbi sulla correttezza del percorso. Ciò accade perché il percorso e l’obiettivo sono nascosti. Il percorso è lastricato di discese e i momenti di chiarezza sono rari. A differenza dell’avanzamento egoistico, sul sentiero della Kabbalah vai contro te stesso. Questo è il motivo per cui si pone la questione, “Può essere vero che più le cose sono peggiori, tanto migliori sono?”

Quando chiesi a Rabash come potevo essere sicuro che lui fosse il mio maestro, egli rispose: “Devi verificarlo da te stesso!” Infatti, anche Baal HaSulàm scrisse nelle sue Lettere che non si sarebbe più visto alcun Kabbalista nella sua generazione. Anch’io non ne vedo nessuno, oltre me e i miei studenti.

Ogni persona deve trovare il suo insegnante. Io non ho gli indirizzi di “Insegnanti-Kabbalisti”, ma si possono facilmente trovare attraverso i motori di ricerca digitando la parola chiave “Kabbalah”.

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Come possiamo superare la paura?


Due domande che ho ricevuto per superare le nostre paure:

Domanda: in una tua lezione sul libro di Shamati hai parlato della paura e hai detto che, quando una persona ha paura, dovrebbe immediatamente connettersi al Creatore. Puoi dirci di più? Che cosa dovrei fare quando mi sento gelato fino alle ossa dall’ansia per chi amo?

La mia risposta: dovresti collegare ogni cosa che è accaduta con il Creatore, con te stesso e con il mondo intero, in modo che ognuno di questi aspetti si unirà in un tutt’uno e non ci sarà differenza tra loro. Tutti i tuoi dubbi e le tue paure dovrebbero svanire con questa unione. E se non succede, allora è anche meglio! Allora puoi chiedere al Creatore di aiutarti.

A dire il vero, se apri il Libro dello Zohar, scoprirai che la prima correzione, Pkuda Kadma (in Aramaico) c’è quando una persona giunge a delle vere paure. Infatti, la paura ossessiona sempre chiunque ed ogni cosa: al livello inanimato della natura, c’è la paura per mantenere la propria struttura, al livello vegetale ed animale c’è la paura di non potersi riempire con ciò che è necessario e per spingere lontano ciò che è dannoso. Tutto questo vale anche per l’uomo.
L’unica differenza fra questi diversi tipi di paura è lo scopo con cui uno usa la paura. Vale a dire che ciascuno la utilizza con l’intento di realizzare la profondità al proprio interno o, in altre parole, nella misura dello sviluppo egoistico di ciascuno. Una persona ordinaria di questo mondo ha due tipi di paure: paure per questo mondo (circa la qualità della vita, la salute, i bambini, ecc.) e paura dell’aldilà (assicurarsi di andare in paradiso anziché all’inferno).

Tuttavia, con lo sviluppo dell’egoismo, una persona attraversa questi tipi di paure e giunge ad un terzo tipo, cioè la vera paura. Allora chiede: «Sarò capace di essere come il Creatore? Otterrò la qualità della dazione per tutte le persone e per Lui?» Quando una persona sente la necessità di ottenere la qualità della dazione e dell’amore, allora la paura lo spinge in avanti e lo porta verso il Machsom e fa ritorno al Creatore senza paura, agitazione o ansia (Tshuva mi Iraa).

Domanda: Lo studio della Kabbalah può aiutare ciascuno a sbarazzarsi delle proprie paure, per esempio la paura di essere in scena o di esprimere le proprie opinioni?

La mia risposta: si, perché studiando la Kabbalah sviluppi la percezione dell’unità fra ogni cosa dell’intero universo. Questo sostituisce le paure terrene di ciascuno con la vera paura, cioè il bisogno di realizzare il Creatore.

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La crisi è una chiamata per tutti noi ad elevarci al di sopra di questo mondo

La situazione del mondo è tale, che possiamo discendere fino agli abissi della sofferenza e dei problemi, fino a che, dopo molti colpi, le nostre coscienze e la nostra ragione, ci indichino che questo è uno stato che non ha via d’uscita.

Tuttavia, possiamo da subito cominciare a capire, che questa discesa ci è stata data per risalire. Ci viene mostrato che la crisi, ci separa dai nostri precedenti sistemi educativi, dai soldi, dall’onore, dal potere e che il mondo sta precipitando in un abisso. Come risultato, siamo chiamati ad elevarci al di sopra della crisi, al posto di cercare qui, una vita libera da preoccupazioni.

Di conseguenza, ci viene inviata questa sofferenza come un aiuto, affinché noi, come individui e comunità mondiale, ci separiamo dal passato. Nello spazio vuoto che resta, riusciremo a desiderare di percepire il Creatore (BO-RE vieni e vedi), l’attributo della dazione. Desidereremo sentire questo attributo, immergerci in esso, in questo spazio vuoto, nella sensazione di oscurità e desidereremo che l’attributo del Creatore ci riempia.

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Perché dovremmo avere più di quanto ci è necessario?


Una domanda che ho ricevuto: sappiamo che in passato, molti kabbalisti erano uomini d’affari di successo. Cosa significa “avere successo?”

La mia risposta: esteriormente, i kabbalisti sono sempre stati simili ai loro concittadini. Era così, poiché era proibito svelare la Saggezza della Kabbalah. Prosperavano e conservavano il loro profitti.

Il Baal HaSulàm ha scritto che una persona che studia come diventare simile al Creatore, distribuisce i suoi guadagni supplementari agli altri, conservando unicamente ciò di cui ha bisogno per vivere.

Non c’è mai stato nessuno che abbia raggiunto lo spirituale ed abbia conservato per sé, più di ciò di cui ha bisogno, per avere una vita normale. Per di più, è proibito vivere al di sotto dei modelli accettati e fissati nella società in un determinato momento.

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Alla fine tutto si riunirà in pace e correzione

La domanda che ho ricevuto: ho cercato in internet delle critiche su ti de – non ho potuto proprio trattenermi perché ho continuamente dei dubbi e così vado alla ricerca delle critiche per verificare se sono sulla strada giusta oppure no. Ho trovato che molte persone ti accusano di non dire ai tuoi studenti di osservare i comandamenti. Su questo sei stato chiaro, hai risposto a questa domanda un centinaio di volte.

Ciò che è strano è che molte persone ti accusano anche del contrario, di forzare i tuoi studenti di Bnei Baruch ad osservare i comandamenti. Ho trovato della storie su di te che cacci fuori dal gruppo delle persone perché hanno parlato al telefono di sabato, o altre cose del genere. (Ho anche notato che non scrivi sul blog di sabato). È vero che i tuoi studenti al Bnei Baruch devono osservare i comandamenti? Se sì, allora perché dici alle persone che non li devono osservare se non è una loro costume? E se è falso, allora le persone (che ti criticano) tirano fuori queste cose tanto per parlare?

La mia risposta: chiunque mi abbia trovato o mi ama o mi odia. Le persone che hanno il punto nel cuore sono felici di scoprire la Kabbalah, e mi vedono come un Rav (che significa “maestro” in ebraico). E se non hanno il punto nel cuore, allora queste persone non mi capiscono.

Io insegno la Kabbalah autentica, e ho ricevuto questa conoscenza attraverso i miei studi personali con il Rabash. Nessun altro ha ricevuto questa conoscenza. É un fatto risaputo che io sono stato il solo studente del Rabash. I miei insegnamenti si basano sul mio personale raggiungimento del Mondo Superiore e del Creatore. I miei oppositori possono accusarmi di qualsiasi cosa vogliano, ma non possono dire che io non capisca la materia. A questo proposito, non ho trovato fino ad ora qualcuno che mi possa eguagliare. Facciamo sentire loro le mie lezioni e se ne convinceranno.

Solitamente tutto si conclude con la domanda “Laitman è a favore o è contro i comandamenti?”. Ma questo non ha niente a che fare con la Kabbalah! (si veda l’articolo di Baal HaSulamL’Essenza della Religione e il Suo Scopo”.). Laitman è “a favore” di tutte le tradizioni culturali della sua gente, e crede che sia meglio per loro seguirle. Comunque, nessuno può essere forzato a farlo. Laitman crede anche ogni persona nel mondo può osservare le tradizioni della sua gente se lo vuole. Baal HaSulam scrive che una persona può conservare la sua religione mentre studia la Kabbalah e si unisce al Creatore, perché le religione non è niente di più che dei sostegni a cui appoggiarsi , delle tradizioni nazionali che non hanno relazione con il Creatore con la spiritualità e il Mondo Spirituale. Le Religioni hanno preso a prestito questi termini dalla Kabbalah.

L’intera Torah e la Kabbalah si riducono all’osservanza della condizione “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Questo è il comandamento generale e principale della Torah, quello che tutto racchiude la legge dell’universo, perché è la qualità del Creatore. La Kabbalah evoca la Luce Superiore della correzione sopra una persona, che si riempie della qualità di “amare il prossimo”. La religione, d’altra parte, non lo fa e perciò invece di correggere un uomo (che è ciò che il Creatore richiede), gli dice di studiare e di osservare delle limitazioni e dei rituali corporali.

Al centro di Bnei Baruch, dove 300 uomini studiano regolarmente con me, ci atteniamo al tradizionale statuto dei Kabbalisti: osservare i principali comandamenti (come indossare la Kippah, osservare lo Shabbat, osservare il Kashrut, sposarsi sotto l’ Huppah, e così via). Non permettiamo droghe o alcool (nemmeno se una persona vuole “fumare uno spinello” in privato). Richiediamo che si seguano le lezioni quotidiane, partecipare all’unificazione del gruppo, divulgare le responsabilità e così via. E non ho mai tenuto nascosto niente di tutto quest, per esempio, io indosso sempre la Kippah.

L’intero problema rispetto a coloro che mi criticano è che costoro non sono ancora sviluppati, vale a dire, il loro punto nel cuore non è ancora emerso. Capiranno quando cresceranno. É impossibile capire la spiritualità attraverso la ragione, ma solo attraverso un desiderio che è maturo e pronto. I miei critici non criticano il contenuto effettivo, le cose di cui effettivamente la Kabbalah parla, ma piuttosto se la prendono con qualsiasi cosa gli giri “intorno”, tutti gli aspetti esterni, le cose che possono arraffare per soddisfare il loro egoismo. Come Klipa. Questo è ciò di cui si nutrono, poichè non hanno nulla di proprio con cui nutrirsi, sono vuoti. Comprendo la loro natura e sono disposto a tollerarli e a perdonarli. Il tempo passa e favorisce la rivelazione della Kabbalah autentica. Alla fine ogni cosa si riunirà in pace e nella correzione.

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Ho ricevuto una domanda: nella Kabbalah, cos’è la fede?

La mia risposta: nella Kabbalah, la fede è la dazione. È quando si può dare, a prescindere dal desiderio di ricevere. Questa si chiama “fede al di sopra della ragione”.
La natura della persona è il desiderio di ricevere e la fede è l’attributo della dazione, che è opposto alla nostra natura. L’unico modo di acquisire l’attributo della dazione, è con l’aiuto della Luce Superiore, perché ci da l’abilità di elevarci al di sopra di noi stessi ed agire con un desiderio diverso, per il bene degli altri e del Creatore. In questo momento, l’uomo agisce al di fuori del suo desiderio, invece che all’interno del proprio desiderio naturale. A causa di ciò, l’uomo diventa dipendente dal Livello Superiore, (diventa schiavo del Creatore) invece che di sé stesso.

Di conseguenza, se lei ha fede in me, significa che agisce per il mio bene con tutte le sue possibilità. In realtà, lei diventa come me, questo perché, normalmente, ogni persona è completamente opposta ad un’altra. Però, se qualcuno ha fede in me, significa che ha neutralizzato i suoi desideri innanzi a me, e attraverso questi desideri, lui ed io siamo un tutt’uno.

L’opposto della fede è la conoscenza, che è quando noi agiamo per soddisfare i nostri desideri. La fede, tuttavia, è quando agiamo per soddisfare i desideri degli altri. Quando una persona ha questo attributo, può percepire delle cose al di fuori di sé stesso, attraverso i desideri degli altri, e quello che una persona percepisce attraverso questi desideri, è il mondo superiore spirituale. Per questa ragione la fede è relazionata strettamente all’amore (amore per un’altra persona) perché l’amore è l’abilità di rimpiazzare i nostri desideri, con quelli di un’altra persona e di soddisfarli.

Come lei potrà vedere, nella Kabbalah, la fede è quando una persona domina l’attributo della dazione, un attributo superiore. Chiaramente, questo non è in relazione con la fede come la intendiamo nel nostro mondo: credere in ciò che qualcun altro ci dice ed accettarlo come un fatto. Con questo tipo di fede, posso accettare l’errore o la falsa credenza di un’altra persona come un fatto e dopo usarlo come il fondamento di tutte le mie azione e della mia intera esistenza.

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Domande sugli sforzi e i desideri:

Domanda: quando il tuo desiderio è “acceso” dall’alto, allora fai degli sforzi, ma non si considerano come tuoi. D’altra parte, quando non hai un desiderio, capisci che non lo hai tu. Ma se tenti di fare degli sforzi, allora non sono percepiti come tuoi, ma come se fossero “accesi” dall’alto. Come posso capire la differenza fra i miei sforzi e l’aiuto dall’alto? Qual è la differenza?

Risposta: Smetti di cercare di chiarire tutto questo, ti creerà solo confusione. Ciò che conta è:

  1. Sentire costantemente l’importanza dell’obiettivo,
  2. Sentire costantemente la tua debolezza,
  3. Essere sempre convinto che ogni desiderio vero riceverà un aiuto immediato.

Leggi l’articolo di Baal HaSulam: “Tu mi circondi dentro e fuori” (Achor Ve Kedem Tzartani).

Domanda: sono depresso e stanco di aspettare di attraversare il Machsom. Io non voglio nient’altro, odio ogni cosa e nessuno può aiutarmi.

Risposta: questo è esattamente lo stato dal quale puoi ascendere al Machsom, con l’aiuto dello studio, del gruppo e del Creatore. Capisci che il Machsom rappresenta l’opportunità di connetterti agli altri come te per rivelare la qualità dell’unità? Ti sta ostacolando qualcuno nel fare questo? Se sì, allora perché non stai chiedendo aiuto per essere capace di amare i tuoi amici? Cosa stai aspettando? E cos’è che odi così tanto?

L’occultamento (Tzimtzum) è fatto soltanto dalla Luce di Hochma (ricezione), ma non dalla Luce di Chassadim (dazione, amore). La restrizione (Tzimtzum) è dentro di te e nessuno ti tiene segreto niente di te stesso. Quello che devi fare è passare dalla ricezione alla dazione dentro di te e poi scoprirai la qualità della dazione, la qualità spirituale. Non si suppone di arrivare a te da “qualche parte là fuori” e tu non supporre di ascendere da qualche parte per attraversare il Machsom. Piuttosto, il passaggio del Machsom è un cambiamento delle qualità dentro di te!

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michael-laitman_0911Ho ricevuto una domanda da uno studente: Il desiderio “di dare agli altri” implica anche un desiderio egoistico di ricevere qualcosa per sé stesso, poiché “io desidero dare”. Così dunque, questa è veramente dazione?

La mia risposta: Il desiderio di dare non è in relazione con nessuno dei nostri normali desideri, tuttavia, “dare agli altri” come la maggior parte delle persone lo intende al giorno d’oggi, non è un desiderio di dare, poiché si tratta dello stesso desiderio egoistico di ricevere piacere, che semplicemente sembra che si utilizza per beneficiare un’altra persona.

Per questo il desiderio di dare direttamente ad un’altra persona non esiste in Natura. È impossibile, perché equivale ad uscire da sé stessi.

Per tanto, cosa possiamo fare? Dobbiamo provare ad “uscire da noi stessi”. Se una persona fa questo tentativo, comprenderà che solamente il Creatore può concederglielo, ed allora, avrà rivelato il Creatore.

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