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A chi chiediamo il perdono nel Giorno dell’Espiazione?


Ho ricevuto una domanda: a chi devo chiedere perdono nel Yom Kippur, se la Kabbalah mi insegna che non esiste niente al di fuori di me?

La mia risposta: anzitutto, dobbiamo chiedere perdono ai nostri amici. Se una persona non ha il perdono di tutti, allora non avrà niente per dirigersi al Creatore. Però, cos’è il perdono nella spiritualità?
Il perdono è la rivelazione del mio stato presente, che posso correggere, in contrasto con i desideri che non potrei neppure approfondire, sistemare e chiedere la loro correzione. Devo discernere i miei desideri gradualmente ed avanzare passo dopo passo.

Il perdono (Slihot) e Yom Kippur (il Giorno del Perdono) sono la rivelazione del vaso rotto (Kli) o l’anima. La verifichiamo e la compariamo con lo stato della correzione totale: Purim. Per questa ragione chiamiamo lo stato opposto, non corretto, che riveliamo Ki-Purim, come Purim.

Per tanto, Yom Kippur simboleggia un momento nel quale la persona chiede veramente perdono per tutti i suoi “peccati”, però non lo desidera soltanto perché è scritto in qualche trattato, ma perché scopre quanto sia opposta al suo stato finale, che ha la capacità di visualizzare. Questo stato è l’unità di tutte le anime per raggiungere l’equivalenza con il Creatore, la forza ed il desiderio di dare e di amare.

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Il gioco della vita contiene il Pensiero del Creatore

laitman_2008_32001Ho ricevuto una domanda: lei dice che se una persona per volontà propria, realizza consciamente il programma della creazione, raggiunge il piano del Creatore. Però, quando un bambino sta assemblando un rompicapo, tutto ciò che desidera è ricostituire l’immagine completa e non si connette con il pensiero di chi ha creato il gioco, non è così?

La mia risposta: il bambino non assembla semplicemente il contenuto della scatola che contiene i pezzi del rompicapo. Come risultato della sua attività, si sviluppa verso lo stato in cui scopre l’intelligenza di un adulto dentro di sé, molto simile a quella della persona che ha creato il rompicapo. Comincia a comprendere lo scopo e la funzione di ognuno degli elementi del gioco ed in questo, radica la sua crescita.

Tutta la nostra vita è un rompicapo, ma questo contiene il pensiero del Creatore che lo ha creato. Di conseguenza, nella misura in cui lo assembliamo con un desiderio conscio di raggiungere chi lo ha creato, Lo raggiungiamo. Dal principio siamo stati creati in maniera che, cercando il Creatore del mondo nel nostro stato (e la Kabbalah ci dice come farlo), Lo riveliamo. Lo sforzo della ricerca è l’unica cosa che ci viene richiesta, come un bebè che ha bisogno soltanto di nutrirsi per crescere.

Continuazione della domanda: e cosa mi dice di questi mondi spirituali, se riveliamo il Creatore nel nostro mondo?

La mia risposta: questo è il meccanismo interiore, la nostra connessione con il Creatore attraverso tutti i mondi. Io esisto in questo mondo unicamente nella mia percezione, comprensione e sensazione, mentre in realtà, esisto nel mondo dell’Infinito, connesso inseparabilmente al Creatore. Però, Lui vuole che io desideri questa connessione per mia propria volontà. Per questo mi sento distante e separato da Lui, affinché possa andare gradualmente verso di Lui, nello stato in cui già esisto e nel quale sono sempre esistito. Ho bisogno soltanto di aggiungere un po’ di sforzo per poter rivelare questo meccanismo.

Per esempio, la scienza moderna ha solo bisogno di osservare una goccia di sperma, per determinare le future qualità della persona che si sviluppa da essa. In altre parole, esiste già tutto nella goccia di sperma; tutto ciò di cui essa ha bisogno è la forza dello sviluppo. La stessa cosa si applica alla nostra anima: tutto è incluso all’interno di una minuscola scintilla di Luce e noi abbiamo soltanto bisogno di applicare il nostro sforzo. Non diamo vita ad una nuova creazione ma riveliamo semplicemente un meccanismo già esistente.

La nostra connessione con il Creatore esiste già. Tutto ciò di cui abbiamo bisogno, è esprimere il desiderio di rivelarlo.

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Il Creatore si occulta nel profondo della vostra inclinazione al male (avanzato)

michael-laitman_2212Ho ricevuto una domanda: qual è il significato delle parole “l’inclinazione al male?”

La mia risposta: l’inclinazione al male è il suo desiderio che lei definisce come cattivo. In ebraico, la parola inclinazione “Yetzer” ha origine dalla parola “Ratzon”, desiderio. Non è solo un desiderio, ma molti desideri dentro di lei che le impediscono di raggiungere la meta della creazione e che appaiono come ostacoli sul suo cammino.

L’ostacolo lungo il cammino che porta al trionfo supremo si trova dentro di lei, non è niente che si trovi al di fuori. Tuttavia, non può distruggerlo o liberarsene per conto suo, a prescindere dal fatto che si renda conto di quanti problemi le causi, di come rovini la sua vita e si interponga sul suo cammino verso il trionfo. È per questo che questo attributo dentro di lei si chiama inclinazione al male.

“L’inclinazione al male” è tale solo quando lei ha fatto tutti gli sforzi possibili per liberarsene ed ha fallito. Allora rivela che questa inclinazione ha un immenso potere su di lei e su tutto ciò che fa. La inganna sempre, ma lei lo dimentica e continua a seguire all’infinito il suo consiglio. Per tanto, il male è un desiderio che esercita sempre coercizione su di lei.

Il riconoscimento del male non è un processo facile. Lei deve diventare un giudice incorruttibile di sé stesso e non cedere alla “corruzione”. Deve chiarire qual è la sua meta, chi è lei, quali sono le sue qualità e capire ciò che deve eliminare in lei e dopo, fare il più grande sforzo per riuscirci. Alla fine, qualunque attributo che semplicemente non riesca a cambiare, è ciò che lei chiama “la sua inclinazione al male”.

Se lei fa questo, sarà preparato per la correzione che arriva dall’Alto ed allora la Luce verrà a correggerla. Una volta fatto tutto ciò che è in suo potere, potrà prendere coscienza veramente di ciò che è male. Questo, a sua volta, la prepara per andare verso il Creatore per pregarlo e supplicarlo: “Desidero liberarmi da questo male una volta e per sempre, ma non ci riesco”.

Ed è allora che lei si accorgerà che era Lui che stava dietro a tutto. Dentro l’inclinazione al male, lei rivela la connessione con il Creatore, la Sua volontà in tutto ciò che è successo. Tutti i problemi ai quali non riesce a far fronte, vengono inviati intenzionalmente dal Creatore, per farle costruire una connessione con Lui e farla andare verso di Lui.

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Tutto quello che posso fare è insegnare a voi


Ho ricevuto una domanda: io volevo ricevere e condividere la Luce, e farlo per il Creatore e non per me. Così, ho letto i suoi saggi, le sue raccomandazioni e gli insegnamenti con allegria e gratitudine, per tutto il tempo. Se non le dispiace, vorrei che mi consigliasse su ciò che devo, o non devo fare, o sul lavoro chiave che si deve realizzare per ricevere la Luce ed essere un servitore del Creatore. Non ho idea di quanti dei miei 613 (+ 7) desideri egoistici abbia potuto correggere fino ad ora. Tuttavia, sarebbe molto egoistico da parte mia, chiederle aiuto per correggermi, al fine di ricevere la Luce e raggiungere il Pensiero della Creazione?

La mia risposta: tutti i 613 desideri della persona si correggono simultaneamente. La ragione è che l’anima è sempre un’insieme e non è integrata da particelle, così come una goccia di liquido seminale, un embrione o un adulto, hanno sempre tutti gli elementi del corpo.

Il suo compito è di salire i 125 gradini della correzione. Se lei sale il primo gradino, rivelerà il Creatore nel grado segnato per questo gradino. Io non posso aiutarla nella maniera in cui lei me lo chiede. Non posso farlo al posto suo. L’unica cosa che posso fare, è nutrirla ed insegnarle a crescere.

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Siamo alle soglie di una nuova civilizzazione

laitman_2006_chille_005_wp1La nostra civilizzazione ha attraversato molte transizioni, da un’intelaiatura socioculturale ad un’altra, però tutte queste transizioni sono avvenute nel livello animato, nel livello dell’egoismo umano. È per questo che le intelaiature socioculturali hanno subito lievi cambiamenti, però mai tali da modificarsi. La ragione è che tutti si sono basati sull’egoismo, attraverso il quale, lo scopo della gente, era di “ricavare il maggiore guadagno”. A causa del fatto che una persona ricava “il maggiore profitto” a spese degli altri, tutte le istituzioni che esistono, sono fondate sull’unico scopo di schiacciare le persone, affinché non si annientino a vicenda.

A lungo termine, tutte le istituzioni si trasformeranno naturalmente nel loro opposto, perché la gente cambierà dentro. Una volta trasformate, queste ci appoggeranno in maniera tale, da permetterci di completarci reciprocamente, dandoci amore e pienezza l’un l’altro.

Tuttavia nessuno di questi cambiamenti verrà effettuato “dall’alto”, dalle autorità, piuttosto avverranno perché ogni individuo attraverserà una trasformazione interiore. Si svilupperanno nuove forme di relazioni interpersonali, dal basso verso l’alto, così come ha fatto la nostra civilizzazione; questo accadrà in conformità alle rigide leggi della Natura, guidate dallo sviluppo dei dati informativi o geni : Reshimot.
La scienza della Kabbalah dice che, in una maniera o nell’altra, arriveremo allo stato finale. Ci dice: “Arriverete ad uno stato nel quale sarete in armonia con la Natura e simili al Creatore. Tuttavia, il vostro cammino può essere buono e veloce oppure potrete arrivare alla meta, attraverso la sofferenza ed i colpi del destino”.

È la stessa cosa del trattamento che viene riservato ad un bambino: se è intelligente, comprende ciò che gli si chiede e capisce che non ha altra strada che diventare un essere umano ed imparare. In questo momento si sforza di riuscirci. Però se non riconosce la necessità di cambiare, allora sarà forzato a farlo per mezzo dei “colpi”. In un modo o nell’altro, dovrà cambiare. Di conseguenza, la crisi attuale è la maniera in cui la Natura ci spinge ad avanzare e diventare umani.

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la sofferenza globale può essere evitata:

Il piacere Infinito è proprio davanti a te (avanzato)

michael-laitman_16Ho ricevuto una domanda: Quando una persona attraversa il Machson, dove percepisce questo conseguimento?

La mia risposta: Ogni cosa è percepita internamente. È molto simile a come tu percepisci te stesso in questo mondo. Senti sempre ogni piacere o sofferenza al tuo interno. Nello stesso modo sentirai la Spiritualità.

Questo metodo è molto semplice. Imparerai che cosa sono piacere e sofferenza, come li senti attualmente e come puoi cominciare a interagire con essi, apprezzarli e controllarli.
Dopo tutto, noi siamo desiderio di ricevere piacere e il Creatore è il piacere che si rivela all’interno di questo desiderio insieme con la Sorgente del desiderio. Questo è il motivo per cui non c’è niente oltre il Kelim e il perché percepirai il Mondo Spirituale nello stesso modo in cui percepisci quello corporeo. Non pensare che la Spiritualità si trovi lontana da te o fuori da qualche parte nello spazio. Nella Kabbalah stai imparando in modo preciso cosa accade dentro di te in questo momento, così come ciò che accadrà in te nel futuro.

Tuttavia, c’è una grande differenza nella Spiritualità. Oggi, io percepisco la mia vita e la mia esistenza dentro il mio piccolo Kli. Infatti, è così piccolo e limitato che le nostre vite non possono essere considerate delle vite vere. Non appena espanderemo il nostro Kli, tuttavia, cominceremo a sentire che la nostra reale esistenza si poggia su di una condizione, cioè il voler utilizzare le nostre vite come mezzo che ci aiuti a passare il piacere agli altri, a scoprire la dazione, la capacità di amare e a venire fuori da noi stessi. D’altra parte, se il Kli rimane egoistico, è impossibile provare questo piacere al suo interno.

In altre parole: anche in questo momento tu sei riempito con la Luce Infinita, ma la neutralizzi con il tuo egoismo, perché quando la Luce dell’Infinito raggiunge un desiderio egoistico viene immediatamente spenta come se si creasse un corto circuito tra due poli opposti privi di una resistenza fra di loro. Devi usare il tuo egoismo come una resistenza, altrimenti non percepirai il piacere infinito. Ciò che ci resta è questa minucola vita corporea dove percepiamo giusto una scintilla di Luce per avere qualcosa a cui aggrapparci.
Ma il piacere che è sopra la tua testa è bilioni di volte più grande. Non c’è ostacolo per ottenere questo piacere, devi solo espandere il tuo Kli. Ogni cosa dipende da te. Tutto ciò che ti serve è il Kli, ma il piacere infinito si trova esattamente di fronte a te.

Cosa significa infinito e come può essere infinito il Kli? Quando il tuo Kli raggiunge la dimensione che si prefiggeva inzialmente il Creatore, percepisce un piacere illimitato. Questo è un Kli infinito.

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Ogni persona deve trovare il proprio insegnante


Una domanda che ho ricevuto: in un post precedente qualcuno ha chiesto: “Come si fa a sapere che c’è una sola vera fonte di Kabbalah?” hai risposto: “Non ce ne possono essere diverse, perché il Creatore è uno solo”.

Sono pienamente d’accordo con te su Berg e i suoi concetti imprenditoriali sciamanici, come vendere spiritualità attraverso fili rossi, cammei e letture magiche o benedizioni. Ma ancora non capisco perché c’è soltanto una, unica e sola fonte di Kabbalah! Dopo tutto, durante i tempi del Secondo Tempio c’erano migliaia di Kabbalisti. A seconda delle qualità delle loro anime, ciascuno di loro ha insegnato ai propri studenti in maniera diversa come raggiungere l’Unico Creatore. Gli studenti avevano una scelta.

Inoltre, hai detto che fino al diciannovesimo secolo la maggior parte dei rabbini erano Baalei Hasaga (avevano raggiunto la spiritualità), anche così le persone avevano una scelta.

Ma ora stai dichiarando che il tuo percorso è l’unico corretto. Può davvero il nostro mondo essere così limitato riguardo ai Kabbalisti da non esserci nessuna alternativa a te che sia:

a) Un Kabbalista

b) Un Kabbalista rivelato – qualcuno che tu, come Kabbalista, puoi raccomandare sinceramente ad un potenziale studente che si trova ancora nella fase di ricerca dell’Insegnante giusto? E che mi dici del versetto: “Molte vie conducono al Creatore”?

La mia risposta: nel processo di studio della Kabbalah, spesso si fa esperienza di dubbi sulla correttezza del percorso. Ciò accade perché il percorso e l’obiettivo sono nascosti. Il percorso è lastricato di discese e i momenti di chiarezza sono rari. A differenza dell’avanzamento egoistico, sul sentiero della Kabbalah vai contro te stesso. Questo è il motivo per cui si pone la questione, “Può essere vero che più le cose sono peggiori, tanto migliori sono?”

Quando chiesi a Rabash come potevo essere sicuro che lui fosse il mio maestro, egli rispose: “Devi verificarlo da te stesso!” Infatti, anche Baal HaSulàm scrisse nelle sue Lettere che non si sarebbe più visto alcun Kabbalista nella sua generazione. Anch’io non ne vedo nessuno, oltre me e i miei studenti.

Ogni persona deve trovare il suo insegnante. Io non ho gli indirizzi di “Insegnanti-Kabbalisti”, ma si possono facilmente trovare attraverso i motori di ricerca digitando la parola chiave “Kabbalah”.

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Come possiamo superare la paura?


Due domande che ho ricevuto per superare le nostre paure:

Domanda: in una tua lezione sul libro di Shamati hai parlato della paura e hai detto che, quando una persona ha paura, dovrebbe immediatamente connettersi al Creatore. Puoi dirci di più? Che cosa dovrei fare quando mi sento gelato fino alle ossa dall’ansia per chi amo?

La mia risposta: dovresti collegare ogni cosa che è accaduta con il Creatore, con te stesso e con il mondo intero, in modo che ognuno di questi aspetti si unirà in un tutt’uno e non ci sarà differenza tra loro. Tutti i tuoi dubbi e le tue paure dovrebbero svanire con questa unione. E se non succede, allora è anche meglio! Allora puoi chiedere al Creatore di aiutarti.

A dire il vero, se apri il Libro dello Zohar, scoprirai che la prima correzione, Pkuda Kadma (in Aramaico) c’è quando una persona giunge a delle vere paure. Infatti, la paura ossessiona sempre chiunque ed ogni cosa: al livello inanimato della natura, c’è la paura per mantenere la propria struttura, al livello vegetale ed animale c’è la paura di non potersi riempire con ciò che è necessario e per spingere lontano ciò che è dannoso. Tutto questo vale anche per l’uomo.
L’unica differenza fra questi diversi tipi di paura è lo scopo con cui uno usa la paura. Vale a dire che ciascuno la utilizza con l’intento di realizzare la profondità al proprio interno o, in altre parole, nella misura dello sviluppo egoistico di ciascuno. Una persona ordinaria di questo mondo ha due tipi di paure: paure per questo mondo (circa la qualità della vita, la salute, i bambini, ecc.) e paura dell’aldilà (assicurarsi di andare in paradiso anziché all’inferno).

Tuttavia, con lo sviluppo dell’egoismo, una persona attraversa questi tipi di paure e giunge ad un terzo tipo, cioè la vera paura. Allora chiede: «Sarò capace di essere come il Creatore? Otterrò la qualità della dazione per tutte le persone e per Lui?» Quando una persona sente la necessità di ottenere la qualità della dazione e dell’amore, allora la paura lo spinge in avanti e lo porta verso il Machsom e fa ritorno al Creatore senza paura, agitazione o ansia (Tshuva mi Iraa).

Domanda: Lo studio della Kabbalah può aiutare ciascuno a sbarazzarsi delle proprie paure, per esempio la paura di essere in scena o di esprimere le proprie opinioni?

La mia risposta: si, perché studiando la Kabbalah sviluppi la percezione dell’unità fra ogni cosa dell’intero universo. Questo sostituisce le paure terrene di ciascuno con la vera paura, cioè il bisogno di realizzare il Creatore.

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La crisi è una chiamata per tutti noi ad elevarci al di sopra di questo mondo

La situazione del mondo è tale, che possiamo discendere fino agli abissi della sofferenza e dei problemi, fino a che, dopo molti colpi, le nostre coscienze e la nostra ragione, ci indichino che questo è uno stato che non ha via d’uscita.

Tuttavia, possiamo da subito cominciare a capire, che questa discesa ci è stata data per risalire. Ci viene mostrato che la crisi, ci separa dai nostri precedenti sistemi educativi, dai soldi, dall’onore, dal potere e che il mondo sta precipitando in un abisso. Come risultato, siamo chiamati ad elevarci al di sopra della crisi, al posto di cercare qui, una vita libera da preoccupazioni.

Di conseguenza, ci viene inviata questa sofferenza come un aiuto, affinché noi, come individui e comunità mondiale, ci separiamo dal passato. Nello spazio vuoto che resta, riusciremo a desiderare di percepire il Creatore (BO-RE vieni e vedi), l’attributo della dazione. Desidereremo sentire questo attributo, immergerci in esso, in questo spazio vuoto, nella sensazione di oscurità e desidereremo che l’attributo del Creatore ci riempia.

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Perché dovremmo avere più di quanto ci è necessario?


Una domanda che ho ricevuto: sappiamo che in passato, molti kabbalisti erano uomini d’affari di successo. Cosa significa “avere successo?”

La mia risposta: esteriormente, i kabbalisti sono sempre stati simili ai loro concittadini. Era così, poiché era proibito svelare la Saggezza della Kabbalah. Prosperavano e conservavano il loro profitti.

Il Baal HaSulàm ha scritto che una persona che studia come diventare simile al Creatore, distribuisce i suoi guadagni supplementari agli altri, conservando unicamente ciò di cui ha bisogno per vivere.

Non c’è mai stato nessuno che abbia raggiunto lo spirituale ed abbia conservato per sé, più di ciò di cui ha bisogno, per avere una vita normale. Per di più, è proibito vivere al di sotto dei modelli accettati e fissati nella società in un determinato momento.

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