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Congresso di Arava 6/8.03.2015

Congresso di Unità, “La preparazione per il Congresso”
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Congresso di Unità, Lezione 1
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Congresso di Unità, Preparazione per la Lezione 2
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Congresso di Unità, Lezione 2
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Congresso di Unità, Preparazione per la Lezione 3
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Congresso di Unità, Lezione 3
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Congresso di Unità, Preparazione per la Lezione 4
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Congresso di Unità, Lezione 4
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Congresso di Unità, Preparazione per la Lezione 5
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Congresso di Unità, Lezione 5
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Congresso di Unità, Lezione 6
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Lesson virtuale
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Yeshivat Haverim 1
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Yeshivat Haverim 2
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Yeshivat Haverim 3
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Il Linguaggio segreto del Creatore

Dr. Michael LaitmanNon c’è nessuno tranne Lui” è il concetto principale e più importante nella saggezza della Kabbalah e in generale nella vita di un uomo. Prima di tutto, è la base fondamentale di tutta la nostra visione della vita e della percezione della realtà poiché tutto deriva da una sola forza.

Spetta a noi sapere come rapportarci a ciò che Lui disegna dentro di noi, e a come Lui ci ha costruito in modo da farci pensare che è come se esistessimo dentro un corpo in una realtà esterna, come se i desideri e i pensieri fossero risvegliati in noi in ogni momento in modo che ci sembri che noi esistiamo mentre la realtà è qualcosa che abbiamo intorno.

Ma tutto questo è in complesso un disegno immaginario che non esiste veramente; è solamente a noi che sembra così. Attraverso il giusto atteggiamento verso la realtà e verso di noi, attraverso tutto quello che percepiamo dentro i nostri sensi, possiamo raggiungere la vera percezione del potere superiore. Scopriamo che Egli esiste e che di fatto è Lui che determina e modella tutto per noi.

“Non c’è nessuno tranne Lui”, significa che tutto ciò che percepisco arriva dal Potere Superiore, che disegna questo scenario per me. Spetta a me rapportarmi all’intera realtà che arriva da Lui.

Io me ne dimentico in ogni momento, ed ogni momento è un nuovo modo di percepire una nuova realtà come se io esistessi e l’ambiente circostante esistesse di per sé, senza derivare da alcuna sorgente esterna.

In ogni momento devo concentrare la mia percezione, la mia visione interiore, i miei pensieri e le mie sensazioni interiori, sul fatto che alla fine tutto questo si risveglia in conseguenza dell’influenza che la forza superiore ha su di me. Esiste un punto particolare dentro di me e questa forza disegna tutto il resto per me. Dentro questo punto io percepisco me stesso ed il mondo nel quale tutto ruota e si trasforma.

Io devo dire che tutto ciò che sento come un’interferenza che mi fa deviare dalla giusta percezione arriva dal Creatore e da “Non c’è nessuno tranne Lui”: solamente Lui crea questa realtà e mi confonde in ogni momento. Spetta a me dire che tutto questo è per il mio stesso bene. Il che vale a dire che tutto ciò che mi attira o che respingo, tutto ciò che entra nella mia strada, è Lui che organizza tutto in modo preciso affinché, in base a tutte queste interferenze, mi indirizzerò in ogni momento alla sola fonte che risveglia tutto dentro di me.

In questa guerra tra me ed il Creatore (che mi confonde sempre), incomincio a rapportarmi al mondo come se esistesse di per se stesso, per via delle varie persone che mi influenzano e che risvegliano in me varie impressione e oltre a questo io continuo a cambiare me stesso. In tutto questo, spetta a me vedere solamente Lui.

In questo modo chiarisco tutti i reshimot (i ricordi), nel senso dell’intera rappresentazione che compiono davanti a me e nella quale io partecipo. Se persisterò, chiarendomi al meglio possibile, mi sembrerà di avanzare. Ma non è vero; non avanzerò in questo modo.

E’ logico che se mi rapporterò al Creatore in questo modo, allora mi ritroverò in un conflitto, in opposizione a Lui; ci ritroveremo uno contro l’altro. E questo atteggiamento non è corretto. Infatti, il Creatore ha organizzato tutti questi stati per me di modo che io mi possa dirigere sempre verso di Lui. Sbaglierò, mi confonderò, e non ce la farò a restare sempre direzionato verso di Lui e sentirò che tutta questa immaginaria realtà esiste su qualche schermo tra Lui e me, e su questo schermo Lui proietta il mondo per me.

Se un uomo vuole continuamente posizionare il Creatore dietro a questo intero scenario, raggiunge la disperazione assoluta perché non è in grado di reggerlo. Questa disperazione è utilissima, mirata dal Creatore. Infatti, quest’uomo inizia a sentire di avere bisogno di aiuto dall’alto, perché non è in grado di connettersi a questa sorgente, a questa singola causa che costruisce per lui la realtà che ha intorno a sé in ogni momento. E allora l’uomo si sfoga con una richiesta, con una preghiera, con un pianto, con un risentimento per avere sempre dentro di sé il desiderio ardente di essere in connessione con la sorgente, con la causa, con il Creatore, e per questo Egli gli sfugge. Una richiesta si viene a formare nell’uomo, la richiesta corretta affinché il Creatore lo aiuti. Significa che l’uomo interrompe il gioco, la competizione contro il Creatore, mente il Creatore aveva dato all’uomo la percezione del mondo in modo che egli potesse percepire se stesso. E l’uomo sente che questa è la realtà. Si rapporta ad essa senza connessione alla causa che la costruisce, che è la forza superiore. L’uomo vede che è sempre staccato dal Creatore e che si trova ad agire nello scenario di una realtà immaginaria.

Se la richiesta dell’uomo si avvicina ad essere sempre di più una richiesta interiore, l’uomo inizia a sentire di avere un dialogo con il Creatore sulla realtà, rivestita da interferenze, che egli non vede più come interferenze ma come aiuti. In questo modo egli si costruisce in modo da potere comprendere e percepire il Creatore. Inizia ad imparare il linguaggio, a come il Creatore si rivolge a lui attraverso tutta questa realtà e a come egli attribuisce tutta questa realtà al Creatore e sa come risponderGli.

E allora, dal suo lamento, dalla sua protesta contro il Creatore, l’uomo arriva a ringraziare. Inizia a comprendere che questo è il modo in cui il Creatore lo fa evolvere, crescere, lo educa. Egli gli insegna a comprendere il linguaggio superiore, che non passa attraverso le parole o le lettere ma attraverso il mondo circostante.

Il mondo intero, tutte le sensazione dell’uomo riguardo se stesso ed il mondo, tutte le sue percezioni diventano un linguaggio molto ricco, in quanto il mondo intero sta mostrando all’uomo come il Creatore si relaziona con lui e come l’uomo si relaziona con il Creatore in risposta.

Il mondo diventa uno schermo sul quale, attraverso varie forme, colori, suoni, attraverso tutte le differenziazioni nella percezione del mondo, l’uomo inizia ad identificare un codice assolutamente unico e nascosto. In conseguenza a tutto questo, l’uomo inizia a percepire e a comprendere il Creatore.

Invece di lamentarsi contro il Creatore per il fatto di non avere controllo sul mondo e per il fatto che non riesce ad identificare la sorgente, la forza superiore, la causa unica, egli inizia a ringraziare il Creatore per tutto quello che succede. A questo proposito è detto, “Il mondo intero è utile per lui”. Questo è il modo in cui un uomo avanza.

La domanda che incomincia a dipanarsi è, “Perché il Creatore ha fatto tutto questo?” Nella misura in cui l’uomo è pronto a ringraziare il Creatore, ad identificarsi con Lui, a staccarsi da se stesso, come se egli stesso non esistesse affatto, essendo invece pronto a penetrare nello scenario che il Creatore gli presenta e ad identificarsi con la forza superiore, allora egli inizia veramente a sentire, per mezzo di questo linguaggio, che è rappresentato dal mondo intero, di aver aderito al Creatore e che Egli procede insieme a lui attraverso i mezzi stessi delle interruzioni, dei cambiamenti, delle forme colorate, dei suoni, delle sensazioni e dei pensieri.

L’uomo si identifica con il Creatore e si cambia così tanto che inizia ad avanzare insieme al Creatore con lo stesso movimento. E non solo riceve delle impressioni dal Creatore, ma prova a reagire, ad aderire a questa forma, a questo mondo, a questo scenario. Non va dietro al Creatore come un bambinetto, ma insieme incominciano a lavorare con la stessa modalità, alla stessa velocità. E allora questo mondo scompare.

Il mondo è dunque il risultato della differenza tra l’influenza del Creatore sull’uomo e la reazione dell’uomo rispetto ad essa. Ma se essi iniziano ad essere uguali, a muoversi alla stessa velocità, e ad ogni passo e ad ogni movimento non c’è alcuna differenza tra l’azione che il Creatore inizia e l’azione che l’uomo finisce, e tutto succede insieme, allora la forma del mondo, lo scenario del mondo, scompariranno, (“Olam” [mondo] dalla parola “Halam” [nascosto]). Allora l’uomo ed il Creatore si connetteranno. Questo stato è chiamato “adesione”. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.
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Dal Congresso in Francia “Uno per tutti e tutti per uno”, 2° giorno 10.05.2014, lezione 2

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Un congresso con il metodo di Abramo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Chiunque viene al Congresso trova la sua anima e comincia la sua vita spirituale?

Risposta: Lui dovrà cercare di fare questo. Forse, verrà compiuto non in una volta sola, ma certamente lui si muoverà nella giusta direzione.

Pertanto, i Kabbalisti invitano molte persone da tutto il mondo per il loro congresso, al fine di unirsi insieme. Noi cantiamo, balliamo, ascoltiamo discorsi, leggiamo, teniamo seminari in cerchio, e abbiamo le riunioni degli amici (Yeshivat Haverim).

Migliaia di persone si riuniscono da tutto il mondo, dalle località più remote, come Australia, Nuova Zelanda, Sud America, Giappone e Cina.

I Kabbalisti raccolgono tutte queste persone insieme e insegnano loro come collegarsi tra di loro in accordo con lo stesso metodo, che è stato fondato dal nostro progenitore Abramo.

Quindi, aumentiamo la potenza della nostra connessione con ogni congresso. Gradualmente noi arriviamo a una tale connessione, che sarà sufficiente per rivelare il nostro stato successivo, il grado più alto, il mondo spirituale. Questo è l’obiettivo dei congressi di Kabbalah.
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Da Kab.TV di “Una Nuova Vita” 8.02.2015

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Il miglior posto al mondo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Prima avevi detto che è possibile fare un lavoro spirituale mentre si è seduti dietro lo schermo di un computer. Allora perché adesso dici che chi non partecipa ai congressi ci perde?

Risposta: Qualcuno mi ha fatto una domanda, “Esistono al mondo dei posti sacri, unici nei quali la spiritualità è sentita di più che in altri posti?” Ho risposto che non esistono posti così. Tutto nel mondo si trova sotto il controllo dell’unica forza, la luce superiore, la quale si trova in uno stato di riposo assoluto e riempie in modo uniforme tutto lo spazio.

Ho anche detto che se una persona desidera avanzare, allora deve trovare un buon posto. Cosa significa questo? Ci sono posti dove la forza superiore è maggiormente rivelata e posti dove invece risulta meno evidente.

La forza di per se esiste dappertutto, ma se in un certo posto ci sono dei gruppi di persone che si interessano della connessione tra di loro, allora essi saranno capaci di rendersi dei rivelatori di questo potere per se stessi e attraverso la loro connessione reciproca. Essi lo percepiscono, questo vive dentro di loro, ed essi lo fanno crescere attraverso la loro interazione reciproca.

Questo non vuol dire che se nell’appartamento vicino al mio c’è un tale gruppo allora sarò influenzato positivamente da questo. Ma se entro in questo gruppo e cerco di unirmi ad esso, allora sarò sotto l’influenza di quello che gli amici accumulano tra di loro ed allora avrò trovato un buon posto sulla terra.

Non c’è nulla di sacro nei posti geografici, nelle rocce negli alberi o in altri oggetti. La santità si trova dove le persone di riuniscono con l’intento di assomigliare al Creatore attraverso le loro iterazioni mutue. Si può avanzare più velocemente ed in modo più preciso tra persone così. Questo è il posto più benedetto che ci sia.

Allora quelle persone che non sono venute al nostro congresso hanno perso una grande opportunità. Non sono state incluse in quella benedizione, nel Bene che si è manifestato quì in quei giorni. E’ un peccato perché non troveranno un altro posto come quello. Nella vita ci sono pochi posti come questi per una persona, ed allora bisogna cercare di trarne vantaggio quando serve.
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Dal Campo Internazionale Estivo in Bulgaria “Giorno Due” 12.07.2014, Lezione #4

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Il lavoro in concerto con la Luce

Dr. Michael LaitmanLa saggezza della Kabbalah descrive la creazione dal livello dell’infinito (Ein Sof). Nell’infinito tutto esiste e l’infinito esiste in relazione al Creatore. Nell’infinito, la luce e il vaso si trovano in una meravigliosa unità, perché sono uguali, si sostengono a vicenda, e si formano l’un l’altro perché non c’è luce senza vaso e non c’è nessun vaso senza luce. Esistono in uno stato permanente.

E in seguito, al fine di acquisire il vaso che è stato creato nell’infinito e si trova in unità con il Creatore in consapevolezza e comprensione del suo stato, sono stati creati i cinque mondi (occultamenti): Adam Kadmon (AK), Atzilut, Beria, Yetzira, e Assiya (ABYA). E questo mondo si trova sotto tutti i mondi, staccato da loro. Noi siamo completamente staccati dal sistema spirituale, senza capire per niente dove ci troviamo e cosa succede qui.

Il confine che passa sopra di noi è chiamato il Machsom. Lui determina la realtà in cui tutti noi siamo nati e viviamo, l’attuale livello di sviluppo di generazione in generazione. Il semplice infinito riempie l’intero infinito. E la Luce dell’Infinito si dona a noi sotto forma di Ohr Makif (OM), che ci risveglia per evolvere. Noi dipendiamo da essa, e nella fase attuale dipende da noi imparare a trovare un linguaggio comune con essa.

Dobbiamo sapere come risvegliare la sua influenza su di noi, come affrontarla, qual è il risultato di qualsiasi sua azione che dona a noi, di più o di meno. È necessario “giocare” con lei tutto il tempo, per adattarci ad essa. Proprio come una persona che espone parti del suo corpo al sole per prendere il sole, esattamente in questo modo sta a noi lavorare internamente riguardo all’Ohr Makif.

Ancora non sappiamo come affrontare al massimo l’influenza della Luce; la sua influenza è sempre positiva; è sempre per il bene, concedendoci la felicità e la ricchezza in ogni senso, veramente con dazione totale. Ma intanto questa è Ohr Makif (luce circostante) per noi, perché noi non siamo adatti alle sue caratteristiche interiori.

L’ospite deve essere come il padrone. Il padrone di casa offre tutto a lui e vuole solo darli sempre di più, ma l’ospite si vergogna, e non è disposto a sopportare questo. Così lui fa una restrizione su se stesso e dice che prima deve costruirsi in base a questa legge, al fine di dare indietro al padrone. Solo in una tale circostanza e nella stessa misura egli può ricevere tutta la bontà da lui.

Questo è il modo in cui riceviamo la luce interiore dal Creatore, nella misura in cui siamo pronti a dare a Lui. E questo è possibile solo in relazione a qualcuno che ti ama. Quando io do a una persona che amo, gioisco della mia dazione, come una madre che si prende cura del suo bambino. Dare è un segno di amore. Pertanto, se noi adattiamo noi stessi all’amore che ci aspettiamo dal Creatore, noi lo sentiremo.

Come possiamo raggiungerlo? Come è possibile essere un ospite che sa come rispondere in un rapporto con il padrone? Come possiamo imparare cos’è la dazione? Perché io non so che cos’è adesso; perché sono completamente immerso nel narcisismo, nella ricezione per me stesso.

Qui posso usare la preparazione che costruisce il vaso spirituale per essere in connessione con la Luce fin dall’inizio. Poi il vaso è andato attraversato la distruzione, frantumando se stesso in molti frammenti per scoprire quanto si differenziava dal padrone. Voleva scoprire il male in sé, perché solo in questo modo poteva assomigliare al Creatore.

In precedenza, nel mondo di Adam Kadmon, è stata fatta una “divisione” nella luce di NRNHY e una divisione del vaso in KHB e ZON. E in seguito, la rottura dei vasi è stata fatta tra il mondo di AK e di Atzilut. E l’unico grande vaso è stato diviso, spezzato in una moltitudine di parti, ognuno di essi rinchiuso in se stesso, nel suo ego, all’interno di un desiderio di ricevere per se stesso. E’ stato chiuso in modo tale perchè non era pronto; non era preparato a sentire l'”altro”. Sentiva solo ciò che accade dentro di sé. Questa è la sua natura.

Tutti i miliardi di vasi scesero fino a quando sono caduti in questo mondo e il nostro universo è stato creato da loro. E più tardi la materia dell’universo cominciò già a svilupparsi dal basso verso l’alto. Nel corso di questo processo è stato creato il pianeta Terra e sopra questo le piante, gli animali e si è evoluta la specie umana.

È così che l’evoluzione ha continuato nel nostro mondo, le scintille che cadevano dall’alto cominciavano a collegarsi tra loro in blocchi di materia, stelle, pianeti e galassie, e dopo sulla faccia del pianeta Terra in varie forme naturali di piante e animali di cui noi siamo una parte. Se prima c’è stato un processo di frammentazione come risultato della “rottura dei vasi”, ora questo ci sta parlando proprio dei collegamenti delle sostanze e dei componenti. I vasi sono scesi e hanno cominciato a connettersi tra di loro. Per questo essi non erano tenuti a svolgere azioni con la coscienza e la comprensione. Nei livelli inanimato, vegetale, e animale le particelle si connettono in atomi, gli atomi si connettono in molecole, e le molecole si connettono in strutture più complesse, nei corpi biologici. Così, gradualmente la materia inanimata si è trasformata in materia vegetale e animale.

Ma il livello dell’uomo non appartiene ancora al nostro mondo; è inanimato davanti a noi, e nel frattempo, noi siamo ancora la parte più sviluppata del mondo animato. Le nostre vite sono soggette a principi precisi: tutti noi facciamo quello che ci porta il massimo beneficio. Ognuno agisce secondo il suo bene personale. E’ chiaro che noi cerchiamo di “andare d’accordo” l’uno con l’altro, in modo che non ci “mangiamo” l’un l’altro, ma alla fine, a dispetto di tutto, ognuno di noi è preoccupato per se stesso. Questo è il nostro programma. È quindi ci troviamo in opposizione alla Luce Interiore. Ma la Luce circostante agisce su di noi in una forma unica, e nonostante tutto noi avanziamo verso una maggiore connessione. In questo modo malgrado noi diventiamo sempre più egoisti andiamo verso la connessione.

La sostanza dell’inanimato è soddisfatta della sua esistenza; essa si mantiene solo dalla distruzione; Pertanto, al fine di frantumarla, è necessaria una potenza che è superiore al suo potere egoistico di conservazione per agire su di essa. Non ha altre carenze. La sostanza vegetale non è soddisfatta di questo; lei vuole crescere, respirare; scarica ciò che è dannoso e assorbe ciò che è benefico; si diffonde e si moltiplica. L’ego della sostanza vegetale è diverso da quello dell’inanimato.

È così che la Luce circostante inserisce la sua energia, connette sempre più frammenti, sempre più componenti, costruendo cellule viventi che si moltiplicano, sentono l’ambiente, e imparano ad usarlo per il loro sviluppo. A questo livello l’ego è già connesso all’ambiente.

Gli animali non sono solo consapevoli dell’ambiente, si muovono anche da luogo a luogo, producono la prole, e sono preoccupati per loro. In altre parole, nel loro ego si radica il potere di dare, che è destinato per il loro uso.

E noi esseri umani sfruttiamo l’ambiente ancora di più su tutti i livelli dell’inanimato, vegetale, animato e parlante. Vedete il nostro ego è più sviluppato, e, inoltre, continua a svilupparsi. Gli animali non si sviluppano come noi; semplicemente si estinguono e al loro posto arrivano altre specie.

D’altra parte, le persone cambiano di generazione in generazione con velocità crescente. Cinquecento anni fa, un figlio era come il suo padre, e il nipote era come gli entrambi, la stessa vita, la stessa professione, e gli stessi vestiti. Ma oggi le persone stanno cambiando tutto il tempo; è come se rinascessero. In sostanza, la loro vita si sviluppa sopra un certo numero di generazioni.

Come la Luce circostante lavora con noi, in che modo ci guida? Affinché diventeremo sempre più complessi. Più complessa è la struttura, tanto più difficile e interessante diventa per essa a sostenerla. Più complessa è la connessione tra i desideri, più egoisti sono e acquisiscono maggiori poteri interiori. Vedono il mondo esterno sempre più egoisticamente, cercando la possibilità di sfruttare e approfittare di tutto. Idealmente, vorremmo raccogliere tutto il mondo nelle nostre mani. La Luce circostante ci ha creati in questo modo.

Oggi questo ci ha portato ad una crisi. La natura, o in altre parole, la Luce o il Creatore, ci ha portato al massimo della nostra natura originale, ma scopriamo che come risultato di questo, ci sentiamo peggio. A quanto pare non abbiamo più uno stock di forze positive che renderebbe possibile per noi andare d’accordo con gli altri e ricevere ancora piacere ottimale.

In realtà, vorremmo spostare il processo in altre linee; è chiaro a noi che è utile dare ai bambini la migliore educazione, per rafforzare l’istituto della famiglia, per correggere noi stessi in modo da non essere aggressivi, per costruire una società che è amichevole, egualitaria, migliore…

Ma tutto sta andando nella direzione opposta, e una minima percentuale di ricchi controlla metà della ricchezza del mondo. Essi stessi hanno paura; e non sanno cosa fare, ma d’altra parte, non sono pronti a darla via, non sono pronti a distribuire nulla. Tutta la loro gentilezza è diretta verso l’auto-beneficio, al fine di ammorbidire e raddrizzare la situazione e non più di questo. Ma anche in questo sono senza successo.

E così, alla fine, la Luce circostante ci porta al “riconoscimento del male.” Perciò molti si pongono la domanda: “Che fare?” “Che razza di vita è questa?” Molti entrano nella disperazione, usano le droghe, tranquillanti e antidepressivi. Farmaci come questi sono prescritti anche per gli studenti a scuola, e le droghe ricreative sono vendute a tutti; la cosa principale per una persona è rilassarsi per morire in silenzio.

Questo non è fatto con cattiveria, ma per una mancanza di scelte. E tutto ciò è il risultato dell’influenza della luce circostante. Per mostrarci il nostro vero stato. Quindi con il suo aiuto, abbiamo raggiunto un qualche tipo di comprensione del male, chiedendo riguardo al senso della vita. Domande come queste spingono particolarmente le persone al suicidio, a uccidere altre persone, o all’uso di droghe e così via. E ci sono quelli che capiscono la questione principale con un po’ più di sensibilità. Questo dipende delle Reshimot, il gene spirituale, che è inerente in una persona e le rende possibile una nuova sensazione. Ci deve essere una soluzione, una risposta a tutto questo. Devo raggiungere una particolare fonte che veramente mi dia una risposta per quello che sto vivendo e qual è la ragione della mia vita.

Se la Luce circostante porta una persona a questo, com’è bello. Quindi questa domanda risveglia il potenziale latente in lui e la Luce lo porta ad un luogo in cui le persone come lui si riuniscono. Questi non sono corpi, ma scintille, le questioni più interiori, il potenziale interiore che viene raccolto dalla Luce circostante. In sostanza, questo è tutto quello che ha fatto, ha raccolto i frammenti sparsi, le particelle elementari, gli atomi, le molecole, le cellule, ecc. Lei continua semplicemente con il suo lavoro, raccogliendo tutto insieme. E il nostro congresso è anche esso il lavoro della luce circostante. Essa raccoglie i desideri che bramano per ciò che sta sopra. E quando ci siamo riuniti, cerchiamo la risposta su come risolvere il problema. E qui, dopo che il Creatore porta la persona alla buona sorte e gli dice: “Prendila,” ci sono due possibilità:

  • O continuiamo inconsciamente di essere sotto l’influenza della Luce circostante che si è presa cura di noi fino ad ora;
  • O con l’aiuto del gruppo, insieme alla Luce circostante, consapevolmente partecipiamo al processo con la comprensione e l’emozione.

Questo per dire, che dobbiamo essere connessi con la Luce circostante. Sta a noi capire come la influenziamo e come ci influenza, e come è possibile controllare la nostra evoluzione con il suo aiuto. Da ora in poi riceviamo libera scelta. Pertanto, spetta a noi a pensare solo a come agire e come possiamo cambiare e accelerare la sua attività. Questo è quello che spetta a noi di imparare; quindi, ci porta al luogo di apprendimento.

Qui ci spiegano che, alla fine, sta a noi svolgere l’attività della Luce circostante. Proprio come lei ha raccolto la materia, formando strutture sempre più complesse, così dobbiamo continuare anche noi il lavoro. Noi continuiamo a farlo con noi stessi, con l’aiuto dei mezzi che sono a nostra disposizione.

La Luce ci porta ad un gruppo, e io devo lavorare per il bene della connessione nel gruppo come un solo corpo, un solo sistema. E’ così che avanzo insieme ad esso, e poi io vedrò il gruppo come un partner. Ora non sono più spinto verso qualcosa; piuttosto, lo uso non come forza opposta, ma come una forza trainante che si trova tra le mie mani.

E in sostanza, questa è tutta la saggezza della Kabbalah. Ci racconta come utilizzare la connessione tra di noi sin d’ora in modo che la Luce circostante ci aiuterà. La piccola connessione che c’è all’inizio si espanderà sempre di più fino a quando comprenderà tutte le persone nel mondo. E così torneremo in quel modo verso l’infinito per completare la connessione.

Se non ci riusciamo, non vogliamo questo, allora, nonostante tutto, la Luce circostante ci correggerà, agirà su di noi in questo modo, “Lui ha fatto un decreto che non deve essere trasgredito” (Salmi 148:6). Vedete quindi che sta a noi raggiungere la correzione finale nel corso di un determinato periodo di 6000 anni. Molte cose sono già state fatte e poche ancora sono state lasciate per noi. Attraverso la connessione tra di noi, con l’aiuto della Luce circostante, dobbiamo portare noi stessi ad un adattamento alla caratteristica della Luce Interiore.

L’essenza della Luce Interiore è dazione e amore. Noi non sappiamo cosa sia. Qui dobbiamo capire che esiste un unica “rete”, modello, disegno, in tutto il mondo, e dipende da noi connetterci ad un gruppo in accordo a questo, tutto il tempo di nuovo. Nel mondo di Assiyà siamo connessi in  “un’ellisse,” nel mondo di Yetzira in un “triangolo”, nel mondo di Beria in un “quadrato”, e nel mondo di Atzilut in un “circolo” -tutto il tempo il legame tra di noi, la connessione del gruppo, riceve una nuova forma, più e più qualitativa.

Se proviamo a fare questo, ci sembrerà di inserirci in una sorta di “modello”. Questo non è facile, non è piacevole, non è buono, ma non c’è scelta, perché dobbiamo essere sempre più “attaccati” uno all’altro. Ciascuno “raffinando” se stesso, contraendo se stesso, e diventando sempre più integrato con gli altri. E così di volta in volta inseriamo noi stessi nel modello di connessione sempre più qualitativo. E la Luce circostante ci aiuta in questo. Se investiamo sforzi per entrare in questo modello, allora ci aiuterà. Ci aiuta anche se facciamo un errore; ci spinge quasi come un insegnante di scuola.

Ma se diventiamo pigri, la sua influenza diventa negativa e ci porta ad uno stato opposto allo stato che dobbiamo raggiungere. Quindi, senza scelta impariamo ciò che è positivo dal negativo. In un modo o nell’altro, tutto è fatto con l’aiuto della Luce circostante. “Innalzare la preghiera” è la mancanza che scopriamo per quanto riguarda la Luce circostante. E la “risposta alla preghiera” è la Luce che arriva a noi e ci spinge in avanti. Durante questo processo noi avanziamo.

La cosa principale è ricordare e immaginare noi stessi in ogni momento che spetta a noi accettare una nuova forma di connessione. Entriamo in un nuovo modello tutto il tempo: Così plasmo me stesso, creo me stesso, partendo dal materiale dei miei desideri e vedendo in essi il materiale di cui io sono il Creatore.

Questo è un lavoro eccezionale, un lavoro che provoca un piacere incredibile, piacere al livello del Creatore che ha modellato la creazione. Questa è la Luce Superiore, la Luce di NRNHY, che arriva e ci riempie. Non c’è più grande piacere in tutta la creazione che vedere noi stessi come un Creatore. Da una parte, tu riconosci il materiale perché ti ritrovi in esso, e d’altra parte, contrai te stesso, vai fuori da esso, e cominci a lavorare su di esso dall’esterno per mettere “l’asino” in “equilibrio”, nel modello di destra: ellisse, triangolo, quadrato, o cerchio. Chiaramente, qui non sta parlando di forme geometriche, piuttosto di caratteristiche; che nascono in noi e noi le facciamo nascere una dall’altra e sentiamo quanto stiamo cambiando.

Questo è veramente un’opera unica, un grande dono del Creatore che ci permette di sentire che cosa vuol dire essere un Creatore. E tutto questo incombe su di noi. E alla fine della via, dopo aver costruito l’immagine del Creatore da noi stessi, sentiremo e comprenderemo l’intera creazione e raggiungeremo l’adesione, che è l’essenza della correzione finale e l’obiettivo della creazione.

Quando cominciamo a lavorare sull’Arvut (Garanzia Mutua) all’interno del gruppo, capiamo questo obiettivo e lavoriamo per tutto il tempo, in presenza della Luce circostante e siamo diretti verso la luce interiore, aspirando ad essere come la luce interiore, con l’aiuto della Luce circostante. E mentre avanziamo, comprendiamo sempre più che “non c’è nessuno tranne Lui.” Egli agisce dentro di noi, Egli ci risveglia tutti i pensieri e desideri dentro di noi, ci dà tutte le opportunità attraverso l’ambiente, Egli risveglia tutto eccetto un punto, e questo è il punto della nostra libera scelta.

Così, attraverso la connessione con un gruppo, ho trovato la mia nuova forma. Lui mi ha modellato fino a qui, e la ricerca della forma successiva è “il mio vero io.” Io ho organizzato, ricercato, e mi sono ritrovato in uno sviluppo, una ricerca per la mia forma più avanzata. Questo è il principio di “non c’è nessuno tranne Lui” (Deuteronomio 04:35); stiamo lavorando costantemente con l’aiuto della Luce circostante, al fine di raggiungere la Luce Interiore.
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Dal “Congresso Mondiale dello Zohar,” Giorno due 6.02.2014, Lezione 4

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La Kabbalah e la psicologia Junghiana

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho trovato molte risposte alle domande sulla comprensione e la consapevolezza del mondo nella psicologia Junghiana. C’è una connessione tra la saggezza della Kabbalah e la psicologia?

Risposta: La saggezza della Kabbalah e la psicologia materialistica sono strettamente collegate. Ma l’idea è che la psicologia è coinvolta nell’indagine della psicologia di un animale chiamato “umano”.

Ogni bestia, il cavallo, la scimmia o l’elefante, ha una propria psicologia comportamentale e così via. Quindi è possibile apprendere la psicologia umana come una bestia secondo le opere di Jung e del resto degli scienziati, perché loro indagano la natura umana ordinaria.

Ma se si vuole imparare la psicologia del dell’anima, allora la psicologia ordinaria non ti aiuterà; non sarà sufficiente. Gli psicologi scientifici non possono indagarla perché non hanno raggiunto la propria anima. Qui è richiesta la saggezza della Kabbalah.

Coloro che arrivano alla saggezza della Kabbalah sono persone che sentono che devono conseguire il senso della loro vita. Ma se la psicologia ordinaria è abbastanza per voi, essere coinvolti in questo; sono affari vostri.

La saggezza della Kabbalah è richiesta da coloro che non possono vivere senza una risposta chiara alla domanda: “Per cosa sto vivendo” Ma se questa domanda non brucia dentro di voi, allora si può essere coinvolti in quello che vuoi. Noi non invitiamo le persone che sono coinvolte in qualcos’altro.

Se parliamo di comportamenti umani nel nostro mondo, allora questa è psicologia materialistica ordinaria. E’ corretto e giustificato nella struttura del nostro comportamento quotidiano e questa indaga le persone e la società con l’aiuto delle nostre caratteristiche materialistiche, dopo di che viene registrato e compilato in un intero metodo.

Ma se vogliamo indagare il comportamento umano che domina le sue caratteristiche egoistiche, allora lì la psicologia diventa saggezza della Kabbalah, perché una persona deve cambiare caratteristiche ricettive nelle caratteristiche di dazione, trasformare l’egoismo in altruismo, sentire se stesso uscire dal corpo egoista. E se lui indaga questi stati e li registra, allora per lui il risultato è una psicologia chiamata “saggezza della Kabbalah.”

Egli registra questo in forma di Aviut (la profondità del desiderio), Sefirot, mondi e livelli. Una conoscenza precisa apparirà in lui su come le sue azioni cambiano in accordo alla sua salita sopra l’ego, dalla connessione con gli altri e così via. Questa sarà una scienza basata su una revisione, una precisa percezione della realtà. Tutto ciò che indaghiamo nella scienza ordinaria possiamo indagarlo in questa psicologia superiore chiamata “saggezza della Kabbalah.”

Ma la saggezza della Kabbalah non è affatto coinvolta nel comportamento di una persona comune nel nostro mondo. La psicologia materialista è coinvolta in questo. Questo è il suo uso. Prima che una persona scopra il mondo superiore, dove sente il suo desiderio altruistico, abbiamo a che fare con la psicologia.

E da quel momento in poi, noi siamo coinvolti nella saggezza della Kabbalah. Così Jung e tutto il resto degli psicologi erano interessati solo al livello del nostro mondo. E non esistono al di sopra di esso.
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Dal Campo Estivo Internazionale In Bulgaria “Giorno due” 12.07.2014, Lezione 4

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Dr. Michael LaitmanLa frantumazione ha avuto uno scopo, che è stato quello di permettere alle nostre anime di prepararsi alla rivelazione della Luce Superiore dentro di sé. Quando proviamo a correggere la frantumazione e a stabilire dei rapporti di amore e di reciproca dazione tra di noi, scopriamo che non riusciamo a farlo.

E’ un bene che non riusciamo a farlo da soli, poiché allora aneliamo alla Luce, alla forza della dazione, che dovrebbe aiutarci. Vogliamo che questa forza si manifesti tra noi e ci renda capaci di connetterci in un solo schema di reciproca dazione.

Io attiro la Luce nella misura in cui voglio donare agli altri e amarli. Quando la Luce si manifesta, io percepisco la connessione con gli amici ed inizio a vederli e a percepirli grazie all’influenza della Luce. La Luce ci fa attraversare diversi stati con diverse connessioni, ed in questo modo io posso vedere ed imparare in che modo il nostro vaso collettivo inizia a connettersi ed in che modo tutte le sue parti sono integrate correttamente dalla Luce.

Io non vedo effettivamente la Luce, ma percepisco le sue azioni che mi aiutano a connettermi con gli amici. Vedo quello che succede nella rete delle connessioni che vengono rivelate tra di noi, ed in questo modo studio le azioni della Luce ed inizio a comprenderla e a percepirla. E’ detto: “Dalle Tue azioni noi Ti conosceremo”.

Di conseguenza, la rete delle connessioni tra di noi viene gradualmente costruita nella misura in cui ne ho bisogno. Gli amici mi aiutano ad averne un grande desiderio, io mi sforzo e quindi attiriamo la Luce e costruiamo questa rete.

Dentro questo schema scopriamo la Luce Superiore e come ci organizza, il che significa che noi la conseguiamo in base alle sue azioni. Ma questo non è ancora sufficiente, perché noi ci dobbiamo elevare dall’amore di esseri creati, all’amore del Creatore. Una volta che raggiungiamo l’amore per gli amici, ci eleviamo ad un livello superiore attraverso il nostro desiderio di essere uguali alla forza che funziona nello schema delle connessioni tra di noi.

Ciò significa che non vogliamo assomigliare alla connessione esistente tra di noi al primo piano, ma alla forza che funziona in esso, che è chiamata il secondo piano.

Questo è il modo in cui sono creati i tre livelli. Il primo livello è il pianoterra, che è il posto dove ci troviamo durante il periodo di preparazione.

Saliamo al primo piano quando raggiungiamo l’amore per gli amici. E’ chiamato solamente amore per gli amici, ma di fatto, si tratta dei miei sforzi per costruire la rete di connessioni tra di noi con tutte le totali dieci Sefirot, poiché tutta la creazione è composta dalle dieci Sefirot. E’ allora che il Creatore viene rivelato dentro questa rete.

Noi in sostanza costruiamo Malchut, la Shechina, che è il posto dove il Creatore può dimorare ed essere rivelato. La costruzione di questo posto è chiamato l’amore per gli amici con le parole comuni del nostro mondo, ma noi dovremmo capire che si riferisce alla costruzione dei vasi spirituali, alla rete delle connessioni.

Grazie a questo, noi ricostruiamo effettivamente la rete delle connessioni, correggiamo la frantumazione, ed iniziamo a comprendere le azioni del Creatore. Se il Creatore non avesse frantumato questa struttura, noi non saremmo mai stati in grado di rivelarla, ma saremmo stati degli angeli che sono nella loro naturale qualità della dazione.

Ma poiché noi chiediamo la rivelazione del Creatore affinché Egli ci connetta dopo la frantumazione e ci aiuti, in questo modo noi conosceremo le Sue azioni e conseguiremo “il vantaggio della Luce nell’oscurità”. Questo è il modo in cui possiamo immaginare il vaso e la Luce dentro di esso perché diventano due entità separate, come il corpo e la Luce che lo riempie.

Non dovremmo pensare che l’amore per gli amici sia eccessivo. Ci vogliono degli anni prima che una persona incominci a comprendere l’importanza dell’amore per gli amici come conseguenza dell’influenza di piccole porzioni di Luce. Possiamo farne crescere l’importanza con le azioni che compiamo a vicenda. Infatti, nessuno ne percepisce la reale importanza, che è grande; in questo modo ricostruiamo l’anima frantumata. Allora scopriamo in essa la nostra adesione al Creatore.

E’ impossibile trattare il Creatore meglio degli amici! E’ impossibile connettersi a Lui, donare a Lui e amarLo più di quanto ci connettiamo, doniamo ed amiamo gli amici. Infatti, tutto è determinato dai vasi.

Tutti dovrebbero capire che alla fine non c’è altra scelta che annullarsi davanti al gruppo, provare a connettersi con tutti come se tutti avessimo un solo cuore e una sola anima, ed in questo modo, invece che percepire noi stessi, ci percepiremo tutti come una cosa sola.

Questo succede perché vogliamo accelerare il nostro sviluppo e aiutare noi stessi a raggiungere lo stato nel quale inizieremo finalmente a scoprire lo spazio spirituale in cui mettiamo a punto un incontro per connetterci e ci riuniamo per fare un sforzo collettivo per realizzare questa connessione.
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Dalla 1.a parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 02.12.2014, Gli Scritti del Rabash

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Il criterio per una divulgazione di successo

DomDr. Michael Laitmananda: C’è un criterio universale per un giusto risultato della nostra divulgazione?

Risposta: Come si può determinare il risultato della nostra divulgazione e non essere smentiti? C’è un solo criterio: efficace unità pratica in cui il Creatore si rivela.

Questo perché l’obiettivo finale di tutto ciò che facciamo è la scoperta del Creatore dentro di noi, quella forza comune naturale che ci connette. Finalmente cominciamo a sentire come questo mondo in realtà sparisce e rimaniamo sentendo solo due forze: la ricezione e la dazione, le quali cooperano tra loro, e con questo sistema ci troviamo in piena sintonia.

Nella creazione non c’è null’altro che l’Olam Ein Sof (il mondo dell’infinito). Tutto il resto è già una sensazione immaginaria che ci distrugge.

Allora dobbiamo provare con tutta la nostra forza a misurare la nostra unità: quanto dall’alto del nostro ego, quanto non è mirato verso la ricezione per se stessi, quanto si trova fuori da ognuno di noi, al centro tra noi, e può essere effettivamente simile al Creatore nel suo carattere.

E allora questo cambiamento avrà già la sua pratica realizzazione netta nei dati fisici: “livelli”, “Aviut” (lo spessore del desiderio), “machsom”, “Ohr Hozer” (la luce ritornante). Poi sarà più semplice e facile per noi.

Sarò in grado di vedere secondo i nostri amici e secondo me stesso in quale maniera possiamo dare, come è necessario attirare questo dall’uno all’altro, come ognuno di noi deve agire. In questo modo possiamo misurare la forza di volontà di un altro.
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Dal Congresso di Sochi “Giorno Uno” 13.07.2014, Lezione 1

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Giochi del Creatore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ci possono essere questi stati, dove siamo così integrati nel gruppo, arriviamo alle lezioni, e manteniamo la connessione con gli amici, come se tutto fosse dentro di noi e non ci fosse nessuna forza esterna, un Creatore. La domanda che sorge è, se questa forza esiste al di fuori o la costruiamo per conto nostro?

Risposta: Il Creatore gioca con noi. Lui ti da’, come i bambini piccoli, la possibilità di dimostrare fino a che punto sei, indipendente, comprensivo, intelligente e coraggioso.

È necessario fermare te stesso nel tempo. Non ci può essere alcun progresso in avanti, solo se Egli ti attira, ti porta sulle Sue ali, ti trascina in avanti, o ti spinge da dietro.

Non abbiamo alcun motore! Il motore non è dentro di noi, e il combustibile viene da Lui. Noi non ne abbiamo alcuno! È fatto apposta per mostrarci più tardi fino a che punto siamo arrivati.

Abbiamo bisogno di bilanciare tutto e non lamentarci che non abbiamo nulla. Non siamo nessuno e non abbiamo nulla, vale a dire, siamo come uno straccio sotto i piedi o una pila di meccanismi rotti. No. Deve essere nel mezzo, in qualche parte tra i due.

In ogni momento della nostra esistenza dobbiamo sentire la necessità della forza superiore: la necessità di riconoscere il bene e il male, la necessità di distinguere tra di loro, la necessità che la scelta corretta per la direzione di avanzamento.

Come ha spiegato Baal HaSulam, si ha la necessità di andare avanti correttamente esattamente nella linea di mezzo. Ciò significa che, senza alcuna connessione al livello successivo, alla linea superiore, ad una categoria superiore, non sono in grado di fare nulla.
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Dal Congresso di San Pietroburgo “Giorno Uno” 19.09.14, Lezione 2

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