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Non permettere che si chiuda la porta

Domanda: Nel Congresso di Vilnius ci è stata aperta una nuova porta. Come posso metterci un piede per impedire che si chiuda?

Risposta: Prima di tutto dovremo avere paura di perderla, avere rispetto dello stato che abbiamo raggiunto e rafforzare la nostra impressione il più possibile.

Non attraverseremo questa porta subito. Ci prenderà alcuni mesi per farlo. Dopo tutto, stiamo entrando in uno stato di doglie, e la nascita accade in diverse maniere: alcune volte ci vogliono un paio di giorni, mentre altre anche un paio di settimane. Comunque, non importa di quanto tempo avremo bisogno, stiamo parlando di un processo che include delle fitte dolorose e non di un evento tutto in un colpo.

Siamo sulla strada, e se tu vuoi che il processo continui a svilupparsi, devi accettarlo correttamente. Tu continui il percorso non perché sia piacevole ed eccitante. Non t’importa dello stato in sé – la cosa principale è sapere che porta massimo piacere al Creatore. Devi cambiare il vettore da ricezione a dazione.

E se tu aggiungi questa intenzione, tu avanzerai. Veramente, lascerà immediatamente un sapore dolce nella tua bocca, ma assicurerà il tuo progresso. Più tardi sentirai il vero sapore, ma già in contatto con il Creatore, in dazione. E adesso tu chiami la Luce per realizzare questo.

Ma se sei ispirato da sensazioni gradevoli, se sei contento di aver finalmente assaggiato il piacere dell’unione con gli amici, questo sentimento ha un sapore amaro di egoismo e perciò non resterà con te. Dopo tutto, devi essere avanzato, in modo che il tuo stato possa essere preso da te. Sarai giustamente scosso, te ne dimenticherai, continuerai a cercare, e ad avvicinarti ancora, ma sarai più preparato per essere impregnato con intenzione, non sentimento.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 26.03.2012, Domande sul Congresso)

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Un nuovo desiderio

Il nostro programma oggi equivale a chiarire un elemento primario e fondamentale nel nostro sviluppo: la ricerca nel sentire la forza superiore. Gran parte di questa ricerca appartiene alla psicologia dell’uomo poiché iniziamo dal livello psicologico più basico, come qualsiasi persona normale nel nostro mondo. Ma dopo il livello basico iniziamo a salire più in alto. Perché? Perché l’aspirazione che abbiamo dentro e con la quale lavoriamo si chiama punto nel cuore.

Questo è ciò che dobbiamo sviluppare, questo è quanto dobbiamo espandere. Questo punto per noi deve diventare enorme, più grande di qualsiasi altra cosa, che riempia l’intero orizzonte. Attraverso esso io devo iniziare a sentire la natura, la sua eternità e perfezione, l’armonia, la forza superiore, l’informazione – tutto! Questo può succedere solamente se io coltivo il mio punto nel cuore.

Il punto nel cuore non appartiene più alla semplice psicologia. Compare unicamente in individui speciali dopo molte vite nel corso della loro evoluzione, arrivati ad uno stato in cui in loro si sveglia il desiderio di uno nuovo, il livello “Umano”. Essi si sono sviluppati attraverso i livelli inanimato, vegetale e animato della materia e hanno vissuto attraverso molte incarnazioni diverse come esseri umani nel nostro mondo, ma adesso in loro emerge un nuovo desiderio, e inizia gradualmente a svilupparli verso il sentire la forza superiore della Natura.

Oggi questo desiderio sta emergendo in milioni di persone in tutto il mondo. E noi abbiamo il metodo per realizzarlo.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso in Vilnius, 24.03.2012)

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Sentire la forza che controlla il destino

Tutto il nostro lavoro consiste nel trovare in noi stessi l’opportunità di sentire la forza che riempie il mondo, che controlla il mondo ed il nostro destino, che ci conduce attraverso la vita, e determina tutti gli eventi in essa – quello che accadrà a tutti noi ogni minuto.

Per fare questo, dobbiamo costantemente scavare dentro di noi, in particolare attraverso di noi. Non saremo capaci di trovare niente nel mondo meccanico che ci circonda. Solamente raffinando i nostri sensi, incrementando la nostra sensibilità interiore, noi inizieremo a sentire i fini strati della natura così come la sua informazione. Questo stato ci rivelerà l’intero programma della creazione, tutto quello che dovrebbe accaderci, e quello che è già accaduto, e ci solleverà sopra la sensazione di tempo, spazio e movimento meccanico verso un’area completamente diversa.

Perciò dobbiamo andare sempre più a fondo e cercare in noi stessi la sensazione di questo strato d’informazione, di questa forza che controlla tutto. Si potrebbe chiamare forza basica della natura, la forza superiore della natura, oppure il Creatore poiché crea tutto e contiene tutto il programma della creazione. Per completare questo ci uniamo insieme per incrementare il nostro impatto in ognuno di noi e in questa maniera aiutiamo tutti ad unirsi.

Iniziamo a creare un organo sensitivo in un sentimento collettivo, che è capace di rivelare per noi la forza che ci circonda e che penetra tutto. Stando in questa costante e corretta connessione tra  me e gli altri, io supero me stesso, esco da me stesso e inizio a sentire quello che c’è tra di noi. Questo diventa molto importante.

Ma tutto il resto è mio, come il mio corpo bestiale. Quando io desidero uscire completamente da me stesso, per sentire quello che c’è fuori di me, è lì che io trovo la forza superiore della natura.

Connetterci ad essa è il traguardo della nostra esistenza. E noi tutti vogliamo raggiungerlo.
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(Tratto dalla lezione n.3 del Congresso di Vilnius, 24.03.2012)

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Congresso in Vilnius – 23/25.03.2012

Congresso in Vilnius – Lezione Introduttiva del 22.03.12
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Congresso in Vilnius – Lezione 1
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Congresso in Vilnius – Lezione 2
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Congresso in Vilnius – Lezione 3
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Congresso in Vilnius – Lezione 4
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Congresso in Vilnius – Lezione 5
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Congresso in Vilnius – Workshop nr. 1
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Congresso in Vilnius – Workshop nr. 3
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Congresso in Vilnius Workshop nr. 4
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Attraverso le contraddizioni: la Verità

I Kabbalisti mi danno un “consiglio al buio” ed alla fine sono come un bambino davanti ad una realtà ancora non verificata.

Noi diamo consigli ai bambini piccoli allo stesso modo e loro seguono ubbidientemente  le istruzioni perché per adesso non sanno niente del soggetto in questione ed hanno completamente fiducia negli adulti. Istintivamente un bambino ci crede, dato che la sua natura lo istruisce a farlo, lui ci segue, con quello che noi chiamiamo “ad occhi chiusi”.

Noi dobbiamo seguire i kabbalisti allo stesso modo. Certamente questo causa disagio, siamo gente adulta, vogliamo sentire e capire. “Aspetta, cosa sto facendo esattamente? Perché faccio questo ed a quale scopo? Da dove proviene questo? Tutti hanno molte domande e molte scuse.

Non importa. Se siamo bambini, il mondo superiore si dovrebbe aprire davanti a noi adesso; ma allora noi saremmo qui come “gli angeli”, non più al di sopra degli “animali”. Ma se vogliamo raggiungere il grado del Creatore, allora non possiamo fare tutte le nostre azioni e tutti i nostri passi attraverso le nostre aspirazioni naturali, dobbiamo farlo attraverso la fede al di sopra della ragione, in altre parole, contro il nostro egoismo.

Questo rappresenta tutte le complicazioni. Mi è stato dato un certo consiglio, ma non riesco a vedere la logica in questo perché la mia mente ed i miei sentimenti appartengono a questo mondo. Non vedo, né sento che questo è il modo giusto in cui ho bisogno di agire.

Mi è stato detto: “Anche se non lo capisci, hai bisogno di sapere che questo è il modo in cui stanno le cose lì nel mondo superiore, siccome lì, tutto è diretto alla dazione, mentre qui, tutto è diretto alla ricezione. Lì è tutto in unione, qui tutto in separazione. Lì è tutto eterno, perfetto ed aspira all’equilibrio, mentre qui è il contrario. Ma le parole non mi aiutano, io reggo ancora sulle fondamenta di questo mondo ed ho bisogno di acquisire il mondo superiore da qui.

Si, è difficile da un lato, ma necessario dall’altro. Non ho bisogno della transizione da un mondo all’altro, devo invece vivere in entrambi i mondi per essere indipendente in relazione al Creatore. È simile a quello che l’ospite dice al padrone di casa: “Io voglio essere come te. Tu sei un datore ed io voglio dare. Tu dai a me ed io voglio dare a te. Io dipendo da te e voglio che tu dipenda da me”. Così anche io ho bisogno di essere indipendente stando davanti al Creatore.

Noi non possiamo nemmeno immaginarlo: da un lato non c’è nessuno a parte Lui e dall’altro c’è qualcosa di indipendente e questo stato esiste solo perché noi ci affermiamo in entrambi i mondi; io costruisco costantemente il mondo superiore al di sopra di questo mondo. Ecco perché il viaggio è così difficile. Dopotutto, ogni mia azione, ogni mio passo, deve opporsi al mio desiderio ed alla mia comprensione, a tutto quello che so ed a tutto quello che ho accumulato e raccolto nel corso di tutta la mia vita.

È tutto il contrario. Anche quando parliamo dell’amore e dell’unione, in realtà non è il tipo di amore ed unione al quale noi siamo abituati. Essi risiedono al di sopra della nostra natura. In altre parole, devo raggiungere uno stato nel quale non sembro esistere. Sembra un po’ una madre che altruisticamente dà se stessa al proprio figlio.

Ma qui ho bisogno di andare in pieno fino alla fine, un’unione illimitata in relazione a tutto il mondo e questo, malgrado tutti gli ostacoli, avviene quando scopro che tutti i desideri ai quali io devo dare pienamente me stesso, sono opposti a me, li odio e li rifiuto. Così come l’Aviut (lo spessore del desiderio) cresce, mi viene mostrata la distanza tra la ricezione e la dazione, ed allora rivelo tutto il fardello nascosto nell’unione.

Tutto questo avviene per acquisire l’indipendenza all’altezza del Creatore.

Ecco perché abbiamo bisogno di essere d’accordo con tutto quello che sperimentiamo ed anche se la nostra natura, la natura di questo mondo, rifiuta tutte le forme del mondo spirituale, noi dobbiamo concordare con questo. La forma spirituale è opposta a me, io la odio e non la accetto, ma questo è il modo in cui le cose hanno bisogno di essere. Io devo capire ed amare questo; io devo prepararmi a questo con l’aiuto del gruppo, dell’ambiente. Questo è esattamente dove noi stiamo andando: verso questa contraddizione, per renderla desiderabile in modo tale che possa servire come prova del fatto che stiamo avanzando verso la verità.
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(Dal Congresso di Arava del 25.02.2012, Lezione 7)

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Dove troviamo la chiave per il cancello delle lacrime?

Non dobbiamo vergognarci della debolezza, pensare che la debolezza possa raffreddare il nostro desiderio di avanzamento. C’è un “cancello di lacrime” in ogni passo, che si apre unicamente dopo la realizzazione della propria impotenza. E come potremmo avere l’abilità? Dopo tutto, l’avanzamento accade attraverso l’addizionale potere di dazione. Noi non l’abbiamo, lo dobbiamo acquisire.

È per questo motivo che è un bene che io scopra che non possiedo l’abilità di avanzare. E va bene anche che io scopra di non avere il desiderio di avanzare. Che cosa accade dopo? Solamente una cosa: L’appello adeguato al Creatore attraverso il gruppo perché Lui corregga la connessione tra di noi. E allora, ogni volta che questo è fatto, viene rivelato un nuovo stato di unione.

Una persona non è capace di fare niente per conto proprio. Non importa quanto si senta forte ogni tanto, non importa quanto si senta sicura di raggiungere qualsiasi cosa; fallirà in tutto. È scritto: “Non credere in te stesso fino al giorno in cui morirai”.

È per questo che avere un gruppo, che risveglia costantemente la persona, è una condizione necessaria. E per questo motivo, quando una persona non sa come avanzare e si dispera, di solito dà la colpa all’orgoglio, e di conseguenza è incapace di ricevere supporto dal gruppo.

Qui non c’è niente di cui vergognarsi, la persona deve unicamente lavorare su questo. Ma essenzialmente questo è l’unico disturbo. C’è una forza enorme nel gruppo. Come nel racconto di Rabbi Yossi Ben Kisma. Lui era un grande Kabbalista nella sua generazione, e i suoi studenti erano persone molto semplici. Ma lui ricevette una grandissima forza da loro poiché lui sapeva come lavorare con loro. E lui era una grande persona! E questo racconto parla di persone semplici.

È per questo che quando una persona dice che il Creatore non la sta aiutando, è il suo orgoglio che parla. Come si manifesta questo? Nella sua inabilità di cancellare se stesso davanti all’ambiente per ricevere il valore della grandezza della spiritualità in esso, e poi percepire il potere del Creatore che aiuta lui e la realizzazione della grandezza della spiritualità.

È per questo motivo che non bisogna piangere sui disturbi. È scritto: “La mia anima dovrà piangere in segreto”, in occultamento, nell’oscurità. Piangere è buono, ma bisogna vedere per che cosa si sta piangendo. Non piangere per non ricevere aiuto; c’è l’aiuto. Devi piangere perché l’orgoglio non ti sta permettendo di abbassarti davanti ai tuoi amici, il Creatore, e ricevere aiuto da loro.
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(Dal Congresso di Arava, 24.02.2012, lezione n.4)

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Una banca per delusioni preziose

Domanda: Durante il congresso ho fatto qualunque sforzo per connettermi agli amici, ma ho fallito. Quando ha incominciato a piovere nel mezzo della notte, ho chiesto al Creatore per quale motivo Egli aprisse il cielo ma non il mio cuore. Forse perché “io non l’ho chiesto”…Quindi, cosa dovremmo fare? Continuare con questi esercizi oppure comprendere che siamo incapaci di connetterci da soli e chiedere aiuto rivolgendoci in alto?

Risposta: Come puoi chiedere aiuto in alto se ancora non sei deluso dei tuoi sforzi? E se invece di deluderti tu riuscissi a connetterti?

Continuerai ad essere deluso in ogni momento; queste delusioni devono prima aprirsi in te nelle forme del tuo vaso rotto. La delusione non ti viene data per torturarti e farti strisciare in ginocchio a piangere il tuo ultimo respiro per ricevere aiuto dal Creatore. Non è questo lo scopo.

È un fatto noto che non puoi farcela da solo, ma devi mettere insieme queste delusioni per scoprire in questa maniera la profondità del tuo desiderio. Esse ti mostrano la profondità del tuo vaso spirituale; per questo non puoi scappare da loro. Il Creatore riunisce tutti i tuoi sforzi e li salva fino al giorno, lo stato speciale, in cui si uniranno in un unico vaso.

È come risparmiare dei soldi in questo mondo, aggiungendo un dollaro alla volta. Nella tua vita spirituale, devi riunire queste delusioni, i tuoi tentativi falliti, e imparare dal modo in cui si aggiungono. Ma devi tenere questo dentro di te, e apparire pieno di forza nel gruppo.

Devi essere talmente meticoloso e metterci tanto impegno nel riunire queste delusioni, come un bambino che mette le monetine in un salvadanaio a forma di porcellino. Più avanti ti daranno il sapore poiché “il beneficio della Luce si raggiunge nell’oscurità”. Raccogli questi momenti scuri, in modo che alla fine si riuniscano in una tale oscurità di tante forme diverse, da permetterti di distinguere la Luce. La Luce in sé non ha una forma – soltanto il vaso che tu hai costruito per essa.
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(Dalla lezione n.4 del Congresso di Arava, 24.02.2012)

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Il posto per il Lavoro è tra i cuori

Domanda: Noi ci troviamo nello stesso stato di una nascita. Una nascita è un’azione concreta che avviene oppure no. Tuttavia, se adesso ponessi questa domanda ai miei amici, riceverei ogni sorta di risposta, come se qui ci fossero diverse sfumature di grigio. È così che dovrebbe essere, oppure è solo una delle due, bianca o nera?

Risposta: C’è un ottimo esempio per questo, l’esodo dall’Egitto. Esso si può riferire ad una singola persona che include tutte queste qualità dentro di sé, dato che tutto il mondo è dentro di lei, oppure, può anche essere visto come l’esodo di molte persone di tutti i tipi, tra cui ci sono uomini e donne, anziani e bambini, neonati, persone legate alla nazione di Israele,  Egiziani, una cosiddetta “moltitudine mista”.

In questa folla, ci sono quelli che sognavano questa fuga da molti anni ed alcuni che seguono i loro parenti. Ci sono bambini e neonati che vengono portati fuori dai loro genitori. Ci sono anziani di cui nessuno si sarebbe occupato se fossero rimasti. Ci sono quelli che hanno visto la folla fuggire e solo allora hanno deciso di unirsi.

Ma ci sono quelli che vanno a capo della folla, che sono determinati a scappare e davanti a tutti loro Mosè guida il cammino. Ovvero, noi vediamo che tra quelli che arrivano al Monte Sinai ci sono tutti i tipi di persone; ed all’interno di una singola persona che raggiunge questo stato della prima unione al di sopra della montagna dell’odio tra sé ed i suoi amici, ci sono anche una moltitudine di desideri e pensieri, dall’elevato punto nel cuore che la conduce come l’antenato, Mosè, fino ai desideri più approssimativi ed inutili.

Alla fine è necessario che tutti loro, così diversi, ognuno confinato all’interno della propria gamma di desideri, di pensieri e di intenzioni, siano pronti per la connessione reciproca nello stesso modo in cui noi, essendo sotto il Machsom, siamo capaci di farlo. Certamente, tutto questo sta succedendo in un mondo di inganni per il fine egoistico, Lo Lishma, ma non ci è richiesto ancora altro.

Bisogna capire che l’approccio spirituale non è per niente difficile, ma molto semplice. Il problema è che noi non siamo diretti alla spiritualità! Io non sono diretto all’unione! Se io fossi capace di restare nell’aspirazione per l’unione per poche ore, l’avrei raggiunta. Tuttavia, non la voglio e trascorro delle ore in tutte le altre cose possibili eccetto la spiritualità, così alla fine, una vita sola non è abbastanza per raggiungerla.

Il problema è che noi continuiamo a dimenticare dove abbiamo bisogno di applicare gli sforzi. Se applichi lo sforzo nel posto corretto, allora non importa se hai pochissima acqua, ma la stai utilizzando per innaffiare un seme piantato nella terra e questo seme butterà fuori dei germogli. Mentre se tu hai molta acqua, ma la versi sulla sabbia del deserto, allora non viene fuori niente da essa.

Ecco perché tutto il problema risiede nella qualità dell’intenzione. Mentre nella quantità, noi la stiamo più che riempiendo, girandoci intorno, facendo qualcosa e restiamo soddisfatti perché abbiamo usato tutta la nostra forza. Tuttavia, se vedessi come è davvero, capiresti che non hai fatto assolutamente niente nel posto giusto. Questa è tutta la questione. Questo è ciò su cui lavoriamo e tutto dipende da questo.

Ognuno è già troppo pieno di conoscenza teorica, di scienza e di articoli. Quello che resta è applicare lo sforzo nel posto giusto, solo tra i cuori ed allora avremo successo. Nel nostro stato oggi, possiamo raggiungere questo nel giro di poche ore in maniera da toccare almeno il vaso spirituale e poi tutto sarà più facile.
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(Dal Congresso di Arava, Lezione 4)

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