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Il modo per sentire l’anima collettiva

Domanda: Lo stato del mio gruppo è uguale a ciò che acquisiamo con lo “Schermo“? Lo stato del gruppo è lo “Schermo”?.

Risposta: Quando spingo il mio ego, il mio “io” lontano da me, e voglio prendere parte al gruppo con tutta la mia volontà, allora conseguo il mio stato corretto. Se ognuno di noi fa la stessa cosa, allora incominciamo a creare ciò che è chiamato un “gruppo”.

Questa intenzione condivisa che è la somma (?) delle nostre intenzioni (Kavana), è chiamata “Neshama” (Anima). E’ completamente nostra.

Con la divulgazione del metodo integrale, il 99% dell’umanità inizierà a percepire quest’anima attraverso di voi. Tutto ciò che si trova sopra di voi è il gruppo, compresi i Kabbalisti delle precedenti generazioni e tutti coloro che sono veramente più in alto di voi. E tutto ciò che si trova al di sotto di voi è il 99% dell’umanità. E voi diventate il canale, il conduttore, tra il livello superiore e quello inferiore.

Domanda: E’ possibile dire che nel preciso momento in cui inizio a sentire che le informazioni stanno passando da me a loro, il gruppo incomincia a formarsi? E’ come se io fossi responsabile per coloro verso i quali faccio divulgazione, ed essi entrano automaticamente nello stato di gruppo?

Risposta: Essi sono collegati a te, diventano parte del sistema generale del mondo, sebbene non consciamente, come dei bambini piccolini. E lentamente, nella misura della loro partecipazione a questo, essi raggiungono la consapevolezza, la sensazione dell’anima collettiva.
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(Dal congresso in Stoccolma “Gioia ed Unione” 1° giorno 30.08.2013, Lezione 2)

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I “Più” e i “Meno” del Congresso

Domanda: Dopo il congresso, cerchiamo costantemente di mantenere il livello che abbiamo raggiunto lì, nonostante l’egoismo ulteriore che adesso stiamo scoprendo dentro di noi. Com’è lo stato che adesso ci si sta rivelando in relazione al processo che stiamo attraversando?

Risposta: Non possiamo salire come vogliamo se non diamo valore al nostro sforzo, che è la nostra ricompensa. Ora, dopo il congresso, dobbiamo essere felici che abbiamo perso il gusto dell’unione e che noi non sentiamo alcun desiderio di connetterci. I nostri rapporti sono diventati opachi, insapori e bui. Ma questo in realtà è grandioso dato che ora possiamo cercare di riempire il vuoto che ci viene rivelato!

Dobbiamo vedere questa opportunità come un regalo. Si tratta infatti di un vero e proprio dono dall’alto. Abbiamo voluto dare e ora abbiamo un vuoto che possiamo riempire! Quando potremo sentire di nuovo un simile vuoto?

Lo stato di unione durante il congresso ci è stato dato come esempio affinché ora possiamo essere in grado di fare la stessa cosa da soli. Durante il congresso ci è stato dato il “più” in modo che ora che è comparso il segno “meno” faremo la stessa cosa. Il più è l’esempio che è venuto dal Creatore. Ora abbiamo la possibilità di ripetere le sue azioni e raggiungere lo stesso risultato.

Il segno più si distingue per la salita mentre il segno meno indica una discesa. Il Creatore ci ha dato un esempio, Egli ci ha rivelato il sentimento, la forma, e ora dovremmo fare lo stesso. Noi, però, non diamo valore a questo sforzo e non ci sentiamo grati per questo, ma piuttosto malediciamo il Creatore e ci offendiamo per ciò che ha fatto con noi. Trascuriamo la possibilità di diventare come lui.

È durante una discesa che siamo in grado di provocare e attirare su di noi la Luce Circostante. Tutto il problema è che dobbiamo farlo, ma non lo facciamo.
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Io = La Luce = Il Creatore

Domanda: Durante l’ultimo congresso c’era la chiara sensazione che tutto dipende solamente dagli amici, che fanno tutto per conseguire lo scopo, e noi godiamo di questo stato. Poi tu hai detto che l’essere in questo stato ci fa dimenticare il Creatore. Dov’è la linea di confine tra l’amicizia ed il Creatore? Quali sforzi dovremmo fare adesso per aggiungere il nostro stato di unione al Creatore?

Risposta: Si tratta di una domanda difficile. Se io credo che il Creatore fa tutto, allora cosa fanno gli amici? Se io credo che il Creatore muova i miei amici e doni a me attraverso di loro, significa che io connetto gli amici con il Creatore ed io sono esterno ad entrambi, o che connetto me stesso con gli amici e noi tutti cerchiamo Lui, ma siamo insieme, e Lui non è ancora tra di noi. Allora, come possiamo trovare il giusto stato qui?

Baal HaSulam dice che per avanzare correttamente dobbiamo immaginare uno stato uguale simultaneamente (nel disegno c’è un triangolo equilatero): il Creatore, il gruppo, ed io. Ci dobbiamo incontrare al centro per trovare Lui, me stesso e anche il gruppo, tutti e tre gli elementi. Perciò, dobbiamo aspirare fortemente al centro in modo che questi tre elementi si muoveranno insieme costantemente nella nostra coscienza: io, il gruppo o la Torà (la Luce), ed il Creatore.

Dobbiamo costantemente sentire che ci avviciniamo insieme tra di noi, fino a quando non ci troviamo al centro. Ciò significa che la condizione per lo sviluppo spirituale è io= la Luce= il Creatore. Quando questi tre parametri sono identici dentro di me, significa che sono tutti in un unico punto.
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(Dalla 2.a parte della Lezione Quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, Shamati 59 “Riguardo il Bastone e il Serpente”)

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Congresso in Stoccolma, Lezione 2
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Congresso in Stoccolma, Lezione 3
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Congresso in Stoccolma, Lezione 4
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Congresso in Stoccolma, Workshop 1
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Congresso in Stoccolma, Workshop 2
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Congresso in Stoccolma, Workshop 3
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Congresso in Stoccolma, Yeshivat Haverim 1
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Congresso in Stoccolma, Yeshivat Haverim 2
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Ritorno all’ amore

Domanda: Riconosco che il segreto della divulgazione è molto semplice. Dipende da noi di irradiare felicità come risultato della connessione tra di noi. Le persone saranno specificamente attratte da questo, non dalla sofferenza che li respinge, ma saranno attratti dalla felicità che dobbiamo diffondere. Come facciamo a mantenere la diffusione di felicità per tutto il tempo?

Risposta: Ti dirò cosa ho fatto. Ero seduto, scrivevo libri. Lavoravo sull’archivio che mi ha lasciato Rabash. Spetta a ciascuno sentire la propria missione. Ho raggiunto Rabash quando aveva 75 anni. Non sapevo quanti anni gli rimanessero da vivere, ma sapevo che dipendeva da me ottenere il più possibile da lui e se non lo avessi ottenuto, allora tutta la conoscenza che lui aveva, tutto, sarebbe andato in malora. Ho avuto la sensazione di essere costretto ad assorbire tutto, di registrare su nastri audio e di scrivere tutto quello che lui aveva. Potrebbe essere che questo era presunzione o anche audacia, ma questo mi ha tenuto.

Non aspiravo ad essere il numero uno dopo di lui. Anche ora, non mi sento in quel modo, Non mi piace molto questo poiché rende solo la vita complicata. Sentivo che ero obbligato a ricevere, a bere da questo bene fino alla fine, in modo che questa conoscenza non scomparisse. Invece, si sarebbe diffusa a tutti. Questo era il senso della mia missione. Questo mi ha davvero tenuto.

Più di questo, non ho nulla da aggiungere. Fate quello che ha scritto Rabash: connessione, la gioia dello scopo, avere una sensazione di bisogno e di essere stati scelti per una missione grande e difficile.

Pensateci. Cosa vuol dire essere genitori? Da un lato, siete felici di vedere i vostri figli svilupparsi, crescere, e dall’altro, siete molto preoccupati per loro. Certamente, si desidera loro che crescano con molto successo, ma se non è così? Come sarete delusi e frustrati? E molto di più in proporzione alla vostra mancanza di successo.

Vale a dire, la vostra preoccupazione è in altro. Essi ci danno un esempio di amore naturale nell’inanimato, il livello più primitivo. Se, come reazione, loro amano anche voi, allora questo amore per voi è molto più forte, e il dolore, la sofferenza della persona amata è molto più terribile e tragico, che la vostra sofferenza personale, per amore amplifica tutte le sensazioni 620 volte.

Pertanto, se avessimo un sentimento di amore tra di noi, allora il mondo semplicemente “esploderebbe di gelosia” a causa della nostra felicità . Quindi, l’intero segreto è sempre quello di tornare ad amare. Così, se ci rapportiamo in questo modo verso l’umanità , improvvisamente sentiranno che tipo di persone siamo e che cosa sta succedendo tra di noi. Tuttavia, ancora oggi, quando ci vedono insieme, si chiedono il significato delle strane relazioni “sovrumane” che esistono tra di noi.
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(Dal Congresso di San Pietroburgo del 14.07.2013, Lezione 5)

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Domanda: Quando “siamo colpiti alla testa” e spegniamo tutti i nostri sentimenti, emozioni e pensieri, dove possiamo trovare un punto d’appoggio? Da dove cominciamo la nostra ascesa?

Risposta: Impegnandoci in azioni meccaniche.

Domanda: Diciamo che uno ha paura che il proprio desiderio raggiunga il Machsom e che “si avvera;” allora non ci sarà nulla da aspirare. Può per favore spiegare questa situazione e dire cosa fare?

Risposta: Vuol dire che uno non ha desiderio di dazione.

Domanda: Può rallentare il nostro ingresso nella spiritualità ?

Risposta: Si.

Domanda: Ci può spiegare per favore perché abbiamo bisogno di una famiglia per avanzare spiritualmente? Qual’è la differenza tra uomini e donne sposati e single? Se tutte le mie azioni reali stanno compiendo sforzi per unirmi con il gruppo e la cura di esso (e credo davvero in esso), allora perché ho bisogno di trovare la mia seconda metà nella spiritualità e formare una famiglia?

Risposta: In questo mondo, dovremmo corrispondere al mondo superiore. Ecco perché si dovrebbe avere una famiglia, se è possibile. Con questo, affrettiamo il nostro percorso spirituale,  non lo rallentiamo.
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Un fiume di domande sul congresso a San Pietroburgo

Domanda: Che cosa devono fare i gruppi delle decine nel quadro della preparazione al congresso?

Risposta: Prima di tutto, avete bisogno di materiale per il congresso in modo da poter creare una connessione con ciò che accadrà lì con tutta la vostra forza.

Domanda: Che tipo di ambiente, che tipo di atmosfera, abbiamo bisogno di creare nel Kli mondiale per aiutare ogni amico ad avere pronto l’accesso al congresso, per innalzarci tutti insieme ad un nuovo livello?

Risposta: Ricordi come ti sei preparato per la nascita del tuo figlio o per il vostro matrimonio, esternamente e internamente. Comprensibilmente, la cosa principale è la preparazione interiore: “Dove stiamo andando? Verso la connessione. Che altro possiamo fare per riuscire a collegarci e con questa connessione scoprire la Luce, la caratteristica della dazione, che viene scoperta nella misura in cui diventiamo uguali ad essa? “

In definitiva ho bisogno di venire al congresso completamente pronto, senza aspettarmi sorprese tranne una, la nostra connessione, e nulla più. Non ho bisogno di una nuova saggezza, voglio connessione. E con questo sento il testo con una nuova profondità e, in generale, tutto sembrerà nuovo per me, frizzante e luminoso.

E al contrario, se non ci sarà la connessione, di certo mi sentirò come se non mi rimanesse nulla.

Cioè, dobbiamo vedere e capire che tutto dipende dalla connessione e la connessione dipende dalla preparazione.

Domanda: Riguardo alla connessione di cosa dovrei essere più preoccupato, la mia preparazione o quella degli amici del gruppo della decina?

Risposta: Quella degli amici. Se parliamo di spiritualità, prima di tutto ho bisogno di essere preoccupato per le esigenze spirituali degli amici. Questa è chiamata la “preghiera dei molti“, una preghiera per gli amici. Si dice: “Chi prega per il suo amico riceve la risposta per primo.”

Domanda: Che cosa dovremo richiedere al congresso, una transizione verso un urlo interiore completo?

Risposta: La preparazione. In particolare noi non gridiamo perché non siamo preparati, non aggiungiamo un “penny e un altro penny”, in modo che essi si combinino in un unico grande urlo. Al posto di questo noi ci aspettiamo: “Allora, quando la svolta sarà già pronta?” Questo non accadrà mai senza la preparazione.

Domanda: Come possiamo evitare di cadere in una mancanza di partecipazione al congresso?

Risposta: Questo dipende ancora una volta dall’atmosfera e dalla preparazione. Se la persona è pronta, allora lui apparentemente sprofonda in un campo di forza che non lo lascia facilmente andare.

Domanda: Abbiamo bisogno di vedere un passaggio attraverso il “Mar Rosso” al congresso di San Pietroburgo?

Risposta: E anche l’Arvut in piedi d’avanti al “Monte Sinai”.
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(Dalla 4 ° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 25.06.2013, Gli scritti di Baal HaSulam “La pace nel mondo“)

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Tempo inadatto, luogo inadatto

Domanda: Ci potresti dire riguardo al tuo primo incontro con la Luce e la tua esperienza nell’ uscire da te stesso. Per favore dimmi che chiarimenti e pensieri hai avuto quel giorno.

Risposta: E’ sucesso quando guidavo, stavo andando a una lezione dal mio maestro. E’ stato sotto la pioggia battente, un muro di pioggia. A metà strada, la mia macchina si è rotta.

Erano le due del mattino in un posto desolato in giro non c’ era nessuno. Chi sarebbe uscito con quel tempo? Mi sono fermato. Non c’èra niente che potevo fare. Sono uscito della macchina, ho aperto il cofano, ma è stato peggio. La pioggia aveva allagato il motore, e il carburatore si era incrinato. Maldicevo me stesso e il mondo intero. Sono tornato in macchina, e tutto ad un tratto sopra a tutta questa disperazione ho sentito il Creatore.

Seriamente!Non sto scherzando. E’ una storia vera. Certamente, prima e dopo tale situazione ho sperimentato varie sensazioni come tutti voi fate. Perchè vi dico questo esempio? E’ perchè questo tipo di incontro di solito accade in un momento in un tempo totalmente inadatto e sembra che non è legato alla nostra condizione interna.

Passiamo attraverso un processo di accumulazione che dura per un periodo piuttosto lungo a seconda della nostra ispirazione, uno stato precedente, e numerose altre condizioni; allora traspare in noi. Come regola, avviene senza alcuna commozione esterna. Per questo, non dobbiamo meditare nè dobbiamo avere alcuna sensazione specifica.

Quando si suppone accada, arriverà. Tuttavia, è necessario continuare a lavorare sistematicamente.
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(Dal Congresso di San Pietroburgo del 12.07.2013, Lezione 1)

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Un laboratorio per correggere l’ego umano

Quando parliamo della Luce che si avvicina, la caratteristica di dazione e amore, si solleva la questione di come possiamo trovare questo, come possiamo sapere di cosa si tratta?

Davanti a noi c’è un laboratorio molto semplice, noi stessi, recisi uno dall’altro dal nostro ego e nella stessa situazione di come la Luce sta rispetto alla sostanza, cioè in opposizione. Se voglio capire come relazionarmi alla Luce, è mia responsabilità’ capire come avvicinarmi ad ogni persona, agli altri, ed evidentemente esiste lo stesso rapporto fra le persone come tra noi e la Luce.

Allora, se chiedo come posso avvicinare la Luce prima che mi spinga con l’aiuto di un bastone, devo mantenere la condizione della Torà, “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Nient’altro è richiesto.

Ci sono tante persone vicino a me con le quali posso provare a sistemare rapporti come questi, e forse posso anche trovare persone che mi capiscono in modo da poterci aiutare a vicenda. Noi possiamo ottenere l’aiuto reciproco fra noi. Siamo in grado di suggerire a vicenda come potersi avvicinare nonostante l’ego che esiste fra noi. Così impariamo.

Nella misura in cui vogliamo avvicinarci l’ un l’altro, si giocherà ad essere buono, simpatico, ad essere in dazione, e amorevole. Ci avviciniamo alla Luce. Attraverso quest’approccio attraiamo molta altra Sua attenzione verso noi stessi.

L’incremento del flusso della Luce mi cambierà, ma non negativamente. Essa non risveglierà più nuovi desideri egoistici in me. Piuttosto, cambierà le mie caratteristiche. Le giuste intenzioni appariranno in me. E’ chiaro che sto giocando con le intenzioni di dazione e amore per un altro, che in realtà non ho. Comunque, provo a fare questo meccanicamente come se mi sto avvicinando alla Luce, che comincia a influenzarmi, inizia a risvegliare l’intenzione giusta in me. Questo succede, gradualmente.

Come la Luce compie qualche tipo di cambiamento positivo, avanzerò; allo stesso tempo, risveglia caratteristiche negative in me, ciò significa che scoprirò parti addizionali con le quali devo lavorare.

In ultima analisi, diventerà chiaro che sto prendendo la responsabilità’ del mio sviluppo personale nelle mie mani, non sono lasciato completamente privo di struttura, ciecamente controllato dalla natura. Invece, io controllo il mio avanzamento.

Malgrado questo, devo capire che tutto dipende dall’ambiente che scelgo, dai miei tentativi a connettermi con i miei amici nel lavoro spirituale, nella costruzione di un laboratorio di noi stessi per correggere insieme la natura umana. Tutte le condizioni, tutte le regole, che impariamo nella saggezza della Kabbalah sono derivate da questo. In linea di principio, questo è tutto il nostro metodo.

E’ chiaro che ci sono tante condizioni e addizioni varie: come possiamo cambiare noi stessi, come siamo in grado d’ispirare un amico per influenzarci positivamente e portarci avanti, che cosa si può fare per influenzarlo di più, e come possiamo aiutarci l’un l’altro a salire sopra la nostra natura.

Tutto il nostro approccio è il metodo di brama per la Luce. Non abbiamo bisogno di aspettare invano che la Luce abbia effetto su di noi, obbligandoci a fare qualcosa tramite le sue influenze negative.

Allora, si organizzano gruppi e studenti, e proviamo a organizzare grandi congressi con specifiche preparazioni dove sia molto importante capire che tutto dipende da me, da noi, dalla somma delle nostre intenzioni. Tutto dipende da tutti, uomini e donne che sono nell’ apprendimento già da qualche tempo e da coloro che sono arrivati da poco ma che già hanno delle comprensioni chiare in loro, che hanno più o meno cristallizzato, in modo che l’intenzione giusta porterà la nostra essenza più vicino alla forza maggiore.

Così, dal nostro desiderio, avanziamo velocemente a uno stato dove cominceremo a sentire la Luce che ci influenza; perché se io la desidero, allora sono il primo e lei è la seconda, e così dal grado di avanzamento verso di Lei, io sentirò la Sua influenza su di me e comincerò a scoprirla. Questo è il modo in cui lavoriamo.

Assieme a questo, la realtà è cambiata. Comincio a scoprire la forza della natura in natura –come agisce dentro una sostanza dell’inanimato, vegetale e animale dentro di noi e come si collega tutto questo in un complesso, intero globale– e poi comincio a capire l’essenza di ciò. Le masse di esseri umani e di tutto ciò che esiste sono permeati da un unico potere all’interno di una rete di forze, questo mi è rivelato secondo la mia intenzione.

Pertanto, siamo riuniti qui per provare a lavorare seriamente fra noi con un’intenzione, uno scopo, che è quello di sentire la connessione fra noi, questa rete di forze che passa tramite l’intero universo, una rete che gestisce e da vita a tutto ciò che esiste, e quando si comincia a scoprirla, inizieremo a rivelare le sue leggi, le vere leggi naturali di tutta la creazione. Cominciamo a impararle.

Questo ci aiuta a rinforzare le nostre intenzioni ancora di più, per capire meglio la natura della Luce, la potenza superiore della natura. Possiamo perfezionare i rapporti fra noi e i nostri rapporti con la natura, con La Luce, ancora di più. Vedremo che i rapporti fra noi, quali desideri, capacità e caratteristiche sono più utili ed ottimali.

In questa maniera, cominceremo a scegliere nuovi modi per noi stessi: come dare, come manovrare all’interno delle nostre caratteristiche egoistiche, come cambiarle gradualmente, cominciando da una caratteristica, e a seguire cambiando il resto con l’aiuto delle peculiarità che abbiamo corretto precedentemente, e così via. Questo per dire, cominciamo a imparare una psicologia interiore, personale e profonda.

L’integrazione interna della persona, dopo che lui comincia a sentire tutte queste caratteristiche dentro di sé e come può controllarle, sarà scoperta fra noi sempre più. E più importante, ci sentiremo l’un l’altro più chiaramente, e improvvisamente sentiremo come siamo tutti incollati in una rete unica. La cooperazione in questo modo fra noi sarà così forte che, con l’intenzione giusta dentro di noi, connetteremo tutta la nostra materia, che assorbirà e sarà riempita con le caratteristiche di dazione e amore, con le caratteristiche della Luce, nell’unica rassomiglianza ad Adam (l’Uomo).

Questo è il nostro scopo prioritario, e lo scopo minimo è di cominciare ad agire in questo modo fra noi, per assomigliare alla Luce quanto più possibile con tutto il potere a nostra disposizione. Questo è abbastanza. Se noi realizziamo questo scopo, sia quantitativamente che qualitativamente, con quello che abbiamo accumulato dentro di noi, anche per un breve momento, se siamo in grado di scoprire un po’ della nostra equivalenza della forma con la Luce, allora La scopriremo dentro di noi.

Esiste solo una precisa legge della fisica qui, la legge dell’equivalenza della forma. Questo è lo stato che tutti noi vogliamo raggiungere dopo il congresso. Spero che ci riusciremo. Tutto dipende da ciascuno dei partecipanti, coloro che sono qui oggi e quelli che arriveranno domani, e inizierà il nostro congresso insieme.

Abbiamo trovato adesso un posto speciale. In questa città, hanno provato spesso a fare connessioni varie, rivoluzioni, e cambiamenti durante il corso della storia umana, e penso che ora tutto dipende da noi. Vogliamo fare una rivoluzione interna dentro di noi, per diventare dispensatori, amatori, come le religioni e le leggi della natura ci hanno richiesto e che in sostanza sono la stessa cosa.

Mi auguro che ognuno si relazionerà in modo responsabile al compito che sta davanti a noi, e lo faremo.
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(Dalla Lezione Preparatoria del Congresso a San Pietroburgo 11.07.2013)

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Il Creatore lascia il posto per Se Stesso dentro di noi, dandoci una sensazione di freddezza. Però essenzialmente non è freddezza o lontananza. Noi eravamo in uno stato di coesione nel nostro piccolo gruppo. Adesso il Creatore ha allargato il nostro circolo, e sentiamo di non avere il controllo dello spazio vuoto che si crea.

Prima abbiamo sentito soltanto noi stessi dentro il nostro circolo dove il senso di convenzione regnava. E adesso, dopo la fine del congresso, sentiamo questo posto vuoto che cresce ogni giorno di più.

Se continua in questo modo, in ultima analisi, tutti i ricordi del passato spariranno e torneremo ancora allo stato bestiale. Perché il Creatore fa questo? Così, mentre sentiamo la Sua lontananza da noi e come le nostre sensazioni di unità si dissolvono, vorremo riempire questo posto vuoto con il Creatore. Perché adesso comprendiamo di non essere pronti a trattenere e conservare i sentimenti caldi che erano lì con i nostri poteri e che si stanno allontanando sempre più. Questo è come il Creatore svuota un posto nuovo dentro di noi dove la Sua presenza e il Suo controllo devono essere sentiti.

La prima cosa è che noi vogliamo tornare a una sensazione di connessione. La seconda cosa è che al fine di rimanere in essa, abbiamo bisogno del controllo del Creatore invece del vuoto che è stato creato.

Il nostro obiettivo è la connessione, e il mezzo per ottenerlo è il Creatore. E adesso abbiamo bisogno di cambiare il loro posto, il Creatore diventa lo scopo e la connessione diviene il mezzo. Così facciamo un chiarimento nuovo tutto il tempo e implementiamo il contrario.
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(Dalla Preparazione alla Lezione  quotidiana di Kabbalah  19.07.2013)

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