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Un’operazione in “Fede al di sopra della ragione”

Domanda: Se la saggezza della Kabbalah è una scienza, come possiamo legarla alla “fede al di sopra della ragione”. Dopo tutto, la fede sembra negare la scienza.

Risposta: Noi ci troviamo ad un livello corporeo insieme alle scienze, le arti, e così via, e in esse ci possiamo sviluppare.

Tuttavia, come possiamo svilupparci? Solo all’interno dell’ego. L’ego si sviluppa, e noi con lui, ma a partire da oggi, l’ego in realtà ha terminato il suo sviluppo.

Di quali scienze e arti stiamo parlando? Vediamo che oggi tutto sembra essere bloccato, in ritardo, e arrivato a un punto morto, ad una crisi. È in corso da diversi decenni. Forse la gente semplicemente non comprende, ma gli scienziati si.

L’ego ha raggiunto il suo picco e dopo 6000 anni ha smesso di svilupparsi, avendo iniziato da un punto zero fino ad oggi. Nell’arco di questo periodo abbiamo attraversato un processo di evoluzione e siamo giunti ad un certo livello nei settori delle arti e delle scienze in cui l’ego si è già esaurito.

Noi in realtà sentiamo di non volere più niente. Oggi, noi non prestiamo attenzione più a nulla, e anche la ricerca spaziale e le altre scienze non ci interessano più.

Quindi, come si passa alla fase successiva adesso? La fase successiva è un livello completamente diverso, e anche noi dobbiamo crescere in esso in quanto anche lì, ci potrebbe essere un nuovo ego sconosciuto o certi desideri.

Questo passaggio deve essere molto speciale. Non capiamo nemmeno cosa sia. È una transizione verso una nuova dimensione.

È totalmente diverso nei suoi attributi, ci sono forze totalmente differenti e connessioni diverse. È come il nostro mondo, ma in un modo totalmente diverso. I livelli di inanimato, vegetale, animato e parlante della natura sono collegati in base alle diverse leggi, le leggi di una nuova dimensione, le leggi di ciò che chiamiamo il mondo spirituale.

La nuova dimensione si chiama il mondo spirituale, poiché la fede al di sopra della ragione lo domina, il che significa dazione al di sopra della ricezione. Lo scopo dell’esistenza corporea è ricevere. Nel mondo spirituale, invece, l’obiettivo è la dazione.

Quindi, come possiamo passare a una percezione opposta in cui Keter dell’ inferiore diventa Malchut del superiore? Come possiamo passare dalle dieci Sefirot egoistiche alle dieci Sefirot altruistiche? Solo se eseguiamo un’operazione su noi stessi nella fede al di sopra della ragione.

La parola “Ragione” si riferisce a quello che ho avuto a livello corporeo, e “fede” è ciò che mi guida a livello spirituale. Perciò, io elevo me stesso.

È per questo motivo che in tutte le fonti si dice che la cosa più importante per noi è la fede al di sopra della ragione.

Qual è il significato pratico della fede al di sopra della ragione? Significa che la nostra ragione precedente si raffredda gradualmente. Ci viene dato un aiuto qui dato che non siamo in grado di avanzare dalla nostra ragione precedente e immediatamente iniziamo a salire sopra di essa. Questo è il motivo per cui vi è una certa discesa dopo il congresso, l’aggiunta dell’ego.

Nonostante e insieme a questo, dobbiamo salire e avanzare più potentemente verso la connessione tra di noi. È per questo che dobbiamo studiare, provare a connetterci, divulgare, e fare di tutto per ottenere una connessione più forte tra noi.

Dovremmo sentire inclinazioni opposte poiché dobbiamo fare di tutto per scavare più profondamente in essa. Il nostro gruppo globale deve connettersi con più forza. Questo è il motivo per cui dovremmo studiare, divulgare e fare tutto ciò che deve essere fatto. È tutto solo al fine di collegare interiormente la stessa sensazione che abbiamo avuto durante il congresso, ma a un livello superiore, a un livello più alto.

Che cosa ci manca per raggiungere questo? Ci mancano le azioni reali.

C’è Isra-el, che significa “Yashar Kel” (dritto al Creatore). Questo vuol dire che Israele è ogni amico che anela la realizzazione spirituale. C’è un’altra parte chiamata “Torà“, che deriva dalla parola aramaica “Oraita – Ohr -. Luce” Il concetto di Torà comprende il gruppo, le connessioni, la mutua garanzia, e così via, l’adesione di tutti in essa, il nostro scopo. Questo è il percorso esatto attraverso il quale dobbiamo avanzare.

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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.07.2013, “Fede al di sopra della ragione“)

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Priorità assoluta: Educazione Integrale

Domanda: I piccoli gruppi dovrebbero concentrare i loro sforzi nella divulgazione della Saggezza della Kabbalah e dell’ Educazione Integrale al fine di portare più gente nel gruppo?

Risposta: Si può provare, ma a volte le persone abitano in zone talmente remote o posti isolati dove ci sono poche persone e così si sprecano energie invano. Magari è meglio fare degli sforzi divulgando la Saggezza della Kabbalah e l’ Educazione Integrale virtualmente.

Credo che dobbiamo focalizzarci di più nell’Educazione Integrale dato che questo è ciò che porterà  le persone nel gruppo interno, per studiare la Saggezza della Kabbalah. Questo è quello che accadrà.

Quando usciamo nel mondo con l’Educazione Integrale, nessuno ci può fermare; abbiamo un metodo con il quale siamo in grado di rendere il mondo un posto migliore e lo diciamo alla gente. Utilizzando il lessico giusto possiamo fare tutto ciò che vogliamo e nessuno potrà resistere alla nostra strada.

Quando si tratta della Saggezza della Kabbalah, tuttavia, ci sono dei problemi. Nessuno ne ha bisogno tranne pochissimi. Puoi immaginare che tu sei tra questi pochissimi! Tu sei davvero come i diamanti, molto raro. Tutti gli altri si riuniranno per la divulgazione dell’Educazione Virtuale. Credo che dovremmo agire così.

Se cominciassimo la nostra divulgazione oggi non parlerei affatto della Saggezza della Kabbalah. Sfortunatamente o fortunatamente questo non è il caso. Dobbiamo iniziare da questo, imparare le basi della Saggezza fino a che cresceremo al nostro livello presente. Oggi stiamo iniziando a sviluppare solamente il metodo della correzione dell’umanità e non i punti nel cuore.
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(Dal Congresso di San Pietroburgo, giorno 2 13.07.2013, Lezione 4)

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Il sogno di un romantico spirituale

La cosa principale è il gruppo. Ho sentito parlare molto di Baal HaSulam che sognava di creare una comunità Kabbalistica. Lui ha portato con sé dalla Polonia delle macchine per conceria, pensando di aprire una piccola fabbrica dove avrebbe potuto lavorare con i suoi studenti e questo sarebbe bastato loro per sopravvivere. E in un piccolo cerchio compatto come questo avrebbero potuto imparare la Saggezza della Kabbalah. Lui aveva molti programmi simili. Dai suoi articoli uno può sentire quanto sognava questo. Era un immenso romantico spirituale.

Ma a quei tempi questo non era ancora possibile. Vediamo che addirittura ai nostri tempi siamo solo sulla strada verso questo. Potrei dire che tutto ciò sarà possibile, però non sappiamo ancora in che modo. Non è necessario annullare il tempo.

Comunque, vediamo che in tutti i tempi, tutti i Kabbalisti hanno studiato soprattutto in gruppi e si sono relazionati all’interno di esso e la sua costituzione, le sue leggi, e le sue regole generali di comportamento sono fondamentali.

Tutte le leggi che sono descritte nella Torà e nel resto delle fonti, sono leggi di condotta all’interno di un gruppo. Esse non sono state pensate né per una nazione né per le masse, ma solo per gruppi Kabbalistici. Sebbene l’impressione è stata apparentemente creata, questo è il modo in cui le masse dovrebbero comportarsi, tutto questo è molto condizionato. Fondamentalmente questo incide solo su chi vuole “andare al di fuori di se stesso”, del proprio ego.
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(Dal Congresso di San Pietroburgo 13.07.2013, Lezione 4)

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Il Gruppo è la mia casa, la mia famiglia

Domanda: Come dovremmo lavorare interiormente con lo stato in cui mi sembra di avere due opzioni, in cui tu vedi sia il tuo ego o il lavoro giusto? Che cosa si dovrebbe fare in modo da non rimanere nell’ozio?

Risposta: Qui, sentiamo il bisogno di garanzia reciproca, sostegno reciproco, che deve esistere in un gruppo. È come un muro che protegge il gruppo sia dalle influenze esterne che da quelle interne negative di tutti i suoi membri.

Questo muro – lo spirito, l’interezza, è costruito sull’importanza della meta, sulla disponibilità di tutti i membri del gruppo ad annullare se stessi di fronte all’idea del gruppo, come in una famiglia in cui vi è una certa base interna. Può non esserci nulla in essa, ma c’è qualcosa che la equilibra costantemente, le da’ peso, la abbassa a terra, e non la lascia rompere e disintegrare.

Questo è il motivo per cui una famiglia è composta da diverse generazioni: nonni e nonne, genitori e figli. Una volta, tutti abituati a vivere insieme. Le generazioni cambiano gradualmente, ma ci sono sempre tre generazioni che si sostengono a vicenda e che dipendono l’una dall’altra. Ora, naturalmente, tutto si disintegra. Nel gruppo, però, dobbiamo attaccarci a questo.

Nel gruppo dovrebbe esistere una massa sostanziale che lo renda stabile ed equilibrato. Essa non lo trascina verso il basso, ma equilibra semplicemente le diverse eruzioni i diversi disordini. Pertanto, una persona che attraversa diversi stati deve avere la sensazione interiore che il gruppo sia stabile, massiccio e permanente.

Questo è ciò che effettivamente dobbiamo coltivare e stabilire come le nostre fondamenta. Tutto può accadere, ma noi abbiamo le nostre fondamenta.

Il mio lavoro di dirigente è quello di rendere tutti i piccoli gruppi di tutto il mondo un’unica cosa, un fondamento unitario che sosterrà tutti. Poi, i diversi problemi e conflitti che la Luce certamente evocherà in noi ci serviranno solo per crescere.

Potete chiamarla mutua garanzia o con qualsiasi altro nome, ma dobbiamo farlo. Il gruppo è come una casa calda, un’incubatrice. Come si dice: “La mia casa è il mio castello.” Una persona ha bisogno di esistere in un ambiente – la radice, l’anima, il corpo, l’abbigliamento, e tutto.

Dobbiamo stabilire tutto questo. Il gruppo deve parlare di questo, deve pensare a questo. Ci deve essere la sensazione che questa è la mia famiglia, la mia casa, da dove vengo e che non voglio lasciarla! Questo è il modo in cui dovrebbe essere.
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(Dal Congresso di San Pietroburgo, 13.07.2013, Lezione 3)

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Un uomo di sentimenti e un uomo di Fede

Tutto il nostro lavoro è concentrazione interiore, perché la realtà esterna non cambia, non importa quanto ci aspettiamo che cambi. La realtà è definita soltanto dalla sua percezione dentro di noi e dipende in totalità dalle proprietà della persona. Una persona cambia, e tramite quella realtà che ha sentito nei suoi cinque organi di senso prima, lui vede altre connessioni nel nostro mondo, una nuova realtà, la presenza di una forza superiore. Gradualmente, questa forza diventa enorme, controllando tutto e supportando la realtà intera.

Però in questo momento noi non lo vediamo, non lo notiamo. Questa è l’unica cosa che cambia nella misura in cui questa realtà terrena sparisce completamente con la morte del corpo e soltanto la realtà spirituale rimane. Tutto dipende da come si cambia da persona di “sentimenti” a persona “credente”.

La differenza fra le due è determinata dagli strumenti con cui lavoriamo. Se percepiremo la realtà nel desiderio di godere, questo si definisce persona di sentimenti, e se nel desiderio di dare,allora questo si chiama persona di fede. Ma entrambi implicano le sensazioni. Anche la Fede è una sensazione solo nella Luce Riflessa, nel desiderio con obiettivo di dare invece di ricevere.

La sensazione della sua distanza dal Creatore significa che una persona ha ricevuto gli strumenti più sensibili (Kli) per misurare la sua attitudine verso il Creatore. Solo pochi giorni fa al congresso noi ci siamo sentiti più connessi uno con l’altro a tal punto che una persona è scomparsa dentro i sentimenti della nostra comunità. La forza generale e l’ispirazione lo trattenevano permettendogli di smettere di sentirsi se stesso.

Questo può succedere con qualsiasi entusiasmo gioioso quando molte persone unite da una sola idea, opinione, pensiero, scopo e ragione, si riuniscono e quindi sentono la loro unità. Come è il nostro stato diverso dagli altri? E al fine da renderlo differente dagli altri ci viene data la sensazione di discesa, lontananza dallo stato della Luce. Noi percepiamo che manca qualche cosa in questo stato, in modo da poter rimanere.

Noi stessi non siamo in grado di tenerlo; richiede la presenza di un’altra forza nuova, una realtà nuova, sopra di noi. Questa sensazione di alienazione significa l’espansione dei nostri desideri, strumenti della percezione, a una nuova profondità e larghezza, con un aumento della loro sensibilità interiore, così come l’ottenimento di una forza esterna più potente.

E quindi noi vediamo che non possiamo far fronte a questo. Siamo apparentemente immersi in un mare immenso di sentimenti lasciatoci dal congresso, gradualmente questi si raffreddano e fra poco geleranno completamente. Non possiamo fermare ciò. La tendenza è chiara, ma non è chiaro come possiamo resistere a questo.

Prima di tutto, voi dovreste capire che questa tendenza è naturale e si dovrebbe proteggere da essa, fermarsi, lottare contro questo raffreddamento,per quanto possibile, ma solo per rendere più netta la vostra sensazione di questa presa di distanza, cercando di conservare i precedenti sentimenti di calore il più possibile.

E nonostante tutti i nostri sforzi, noi possiamo vedere che non abbiamo le capacità. Controlleremo il nostro stato, paragonandolo ai cambiamenti giorno per giorno, e capiremo che la nostra ispirazione sta scomparendo lentamente. Qualche volta i pensieri di unità vengono ma spariscono immediatamente. E lo stato di oggi è ancora più lontano di quello di ieri.

Tuttavia sentendo la nostra separazione dal grande Re, uno deve capire che non è un’alienazione reale, ma semplicemente il Creatore sta aumentando il grado di sensibilità quantitativamente e qualitativamente. E poi una persona sente che manca qualcosa nello stesso stato.

In realtà, siamo ancora nella stessa condizione perché nulla sparisce nella spiritualità. Ma in ogni stato successivo, ci manca la nostra unità e la presenza del Creatore in misura maggiore.
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(Dalla Preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 19.07.2013)

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Come possiamo contare ciò che abbiamo raggiunto?

Durante il congresso abbiamo avuto la sensazione di essere in un vaso generale e che tutte le differenze tra di noi fossero scomparse, tutte le differenze tra gli uomini sembravano semplicemente essersi cancellate. Tutti hanno avuto delle sensazioni personali ma solamente a livello corporale, fisico, una sensazione di malessere e di fame, al di sopra della quale c’era una generale sensazione di connessione.

Ma questa sensazione di connessione non è stata chiarita. Abbiamo semplicemente percepito di essere insieme. Ora che il congresso è finito dobbiamo assimilare questa sensazione di unità al fine di allargare queste sensazioni ed aggiungerci il pensiero, la comprensione ed i discernimenti. Questo viene chiamato le Sefirot, che dobbiamo iniziare a “contare” – “Lispor” (dalla stessa radice in Ebraico) ed esaminare con accurata attenzione. Allora vedremo come possiamo effettivamente lavorare nel modo corretto con i nuovi vasi.

Questo è possibile solamente agganciandosi al precedente livello e salendo verso quello successivo. Dal livello successivo saremo in grado di “contare” il precedente livello. Questo è il solo modo per farlo, dallo stato nel quale una persona si trova. Nello stato attuale, una persona non può conseguire questa Sefira (conteggio) poiché ha bisogno delle dieci misure che sono pronte e che gli permettono di contare da Malchut a Keter e al contrario.

Questo livello è adesso in via di formazione, e noi non possiamo ancora assimilarlo o contarlo nel dettaglio. La cosa principale adesso è di restare attaccati a ciò che abbiamo conseguito e di non sentircene soddisfatti, così che la discesa sarà dal desiderio di conseguire di più!

La discesa non dovrebbe essere nella nostra sensazione, non come conseguenza della perdita della sensazione di piacere che avevamo durante il congresso che adesso è finito. Abbiamo conseguito la sensazione della qualità della dazione e adesso vogliamo tenercela stretta al di sopra della routine quotidiana che cercherà di spingerci via giorno dopo giorno.

Possiamo usare i vasi che abbiamo scoperto adesso come dei modelli, come un parametro, e possiamo iniziare a stabilire in noi delle chiare misure, che sono chiamate Din (giudizio), misericordia, la linea di mezzo, le dieci Sefirot da Keter a Malchut e al contrario attraverso la Luce che Ritorna, e i diversi livelli di Aviut (grossezza). Possiamo iniziare a valutare quale vaso sia sviluppato, dove la mela è rossa e matura e dove la mela è piccola e verde. Nel frattempo tutto avviene non per scelta cosciente, proprio come quella di un bambino piccolino, ma noi capiremo cosa e perché scegliamo.
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(Dalla 1.a parte della Lezione Quotidana di Kabbalah del 17.07.2013, Gli Scritti del Rabash)

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La Luce della fiducia

Domanda: Durante il congresso si è verificata una piacevole sensazione di fiducia nei confronti della nostra appartenenza all’unione. Ora dobbiamo separare la sensazione piacevole dal sentimento di appartenenza, ma in questo caso la fiducia dovrebbe restare?

Risposta: La fiducia è la Luce che dobbiamo garantire per noi stessi. Nessuno può sentire la fiducia per merito solo di se stesso, questo proviene solo dall’esterno. Questa è la fiducia del bambino che riposa tra le braccia della madre. Tutta la sua fiducia è nell’appartenenza al superiore.

La garanzia reciproca, l’inclusione reciproca, la fiducia, e la connessione, tutto questo si unisce in un unico stato comune, un’illuminazione. E allora impareremo a dividere questi sentimenti in tre linee. Nelle diverse fasi, nascita e allattamento, la crescita avviene in modi diversi. La nostra dipendenza dal superiore e il nostro atteggiamento verso il gruppo, cambia, come il grado superiore o quello in cui ti trovi. Se nel gruppo si manifesta la forza superiore, allora l’abbiamo già attribuita a noi stessi, alla nostra anima.

All’interno del gruppo si trova tutto, quindi non abbiamo bisogno di filosofeggiare molto, la cosa più importante per noi ora è fare un passo in avanti che diventerà un cambiamento di vita. Tutto dipende dal fatto che siamo in grado di entrare più profondamente nel livello raggiunto oppure ricadere, e allora avremo bisogno di molto tempo per ritornare allo stesso stato.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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La vita continua nell’orbita del Congresso

Domanda: Durante la preparazione per il congresso ognuno aveva una data precisa in cui avremmo potuto accelerare, una data verso cui concentrare tutti i nostri sforzi. E dopo ciò, ognuno di noi è tornato al suo progetto e a questo sforzo comune, indirizzato verso un punto, e non sente. Come possiamo raggiungere l’accelerazione relativa allo stesso punto?

Risposta: Penso che siamo abbastanza vecchi e non abbiamo bisogno di fissare una data come guida per noi stessi. È un livello infantile, se possiamo concentrarci ogni singolo giorno.

Giorno significa uno stato. E quando noi avanziamo ulteriormente dobbiamo mantenere questo stato ad un’altezza maggiore e con sempre maggiore fermezza, fino all’eternità. Per il momento, ci vengono date delle piacevoli sensazioni di essere in questi stati in modo che la nostra forza egoistica materiale ci aiuti a tenere noi stessi in loro. Il nostro egoismo supporta ancora questa unione perché siamo all’inizio del nostro sviluppo.

La cosa principale ora è rendere questo stato permanente e sentire la nostra appartenenza all’intero Kli mondiale. Provate a separarvi da questa sensazione e ad associare questa condizione a tutti gli eventi della vostra vita, in ogni situazione, avete solo bisogno di rimanere all’interno della nostra unione. Abbiamo bisogno di rimanere nello stesso stato in cui eravamo durante il congresso insieme con tutti, e portare tutta la vita al suo interno. Tutte le attività quotidiane: Lezioni, lavoro, casa, famiglia, tutte le situazioni che si verificano hanno bisogno di essere portate nel luogo del congresso e continuare sulla sua orbita.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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Una discesa avviene solo perché non siamo in grado di mantenere lo stato precedentemente raggiunto dal momento che ogni volta c’è un appesantimento del cuore. Non ci è stato dato questo appesantimento del cuore, perché ci viene mostrato misericordia dall’alto.

Ma non va bene se l’appesantimento del cuore è una conseguenza dei problemi materiali esteriori. Dopo tutto, da ora in poi possiamo solo rimanere nel lavoro spirituale e interpretare tutti gli spiacevoli disturbi materiali come spirituali.

Noi non vedremo niente di materiale in questi disturbi, anche nei colpi più gravi. Essi iniziano improvvisamente ad assumere una forma talmente fantastica; la cosa più importante è mantenerci allo stesso livello. Se perseveriamo a restare alla stessa altezza al di sopra di tutti i disturbi, inizieremo ad entrare più profondamente in questo livello.

Ci siamo già elevati ad un nuovo livello e ora abbiamo bisogno di raggiungerlo ancora di più per vedere, in esso, le dieci Sefirot, delle nuove proprietà. E poi improvvisamente vedremo che siamo in grado di rimanere in questo stato e siamo nel mondo spirituale! Abbiamo già toccato questo stato nella forma esterna.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.97.2013, Scritti di Rabash)

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Il giuramento di fedeltà

Domanda: Come possiamo formare in pratica un’unione all’interno del gruppo per rimanere nello stesso senso di appartenenza all’unione generale?

Risposta: Ma tutti noi vogliamo avanzare! Al congresso abbiamo raggiunto una nuova sensazione, non a caso ci siamo preparati così tanto ad esso riunendo così tanti amici fedeli. Quasi non c’erano persone arrivate per caso e se qualcuna si è presentata, è scomparsa nel clima generale.

E ora siamo tutti interessati a continuare ciò che abbiamo realizzato. Se tutti vogliono mantenere lo stesso senso di appartenenza a un tutto a cui noi aspiriamo per trovare la proprietà di dazione reciproca, allora la forza superiore è presente all’interno. Per il momento è nascosta, ma si manifesterà gradualmente, in modo chiaro, e brillerà. Accadrà! Stiamo già scoprendo il luogo in cui dovrebbe verificarsi.

Un’alleanza è diversa dai semplici sforzi che compiamo gli uni verso gli altri. Ora che sento di appartenere all’unione collettiva, mi impegno a mantenerla, come se giurassi fedeltà alla mia gente, alla mia patria. Sentiamo di appartenere al nostro paese e questo ci impone di essere fedeli. La stessa cosa accade qui.

In realtà, abbiamo già formato questa unione, e ora abbiamo solo bisogno di rafforzarla, di firmarla. La firma significa che non è possibile ritirarsi dagli obblighi anche per un momento. Prometti che, indipendentemente da eventuali nuove situazioni e disturbi manterrai la fedeltà alla’unione collettiva. Questo viene chiamato firmare un patto.

Sarai gettato di stato in stato, ma manterrai il tuo consenso grazie alla potenza del Creatore. Anche se non stiamo ancora rivelando Lui ed è per questo che non sentiamo che tutto dipende da Lui, nel frattempo, si dovrebbe essere supportati dalla paura di perdere ciò che abbiamo raggiunto, questa è la corda che ci unisce. Poi, saremo in grado di avvicinarci alla dazione e capiremo che il Creatore è il garante della nostra unione.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 17.07.2013, Scritti di Rabash)

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