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Cosa possiamo fare per rafforzare la nostra relazione e mantenere un legame sano?

Cosa significa amare? Come si costruisce uno spazio interiore condiviso con un’altra persona? A cosa bisogna fare attenzione quando si fa un regalo, affinché rafforzi la connessione e l’amore?

Per natura, siamo tutti chiusi all’interno dei nostri cerchi egoistici personali. Proteggiamo questi cerchi e facciamo di tutto per riempirli. La tendenza egoistica è prendere sempre di più dagli altri per sentirsi appagati. Al contrario, se sviluppiamo il desiderio di beneficiare gli altri e troviamo soddisfazione nel farlo, questo si chiama “amore.”

Quando creiamo uno spazio reciproco? Quando facciamo spazio dentro di noi, cioè proprio dentro quell’ego, per accogliere i desideri e i pensieri dell’altro. La dimensione di questo spazio reciproco dipende dalla misura in cui ciascuno rinuncia al proprio ego personale.

Nel caso di una coppia, è importante che al suo interno si stabilisca un accordo reciproco, un patto, un’unione che arrivi fino al livello dell’amore reciproco. L’amore, in parole semplici, significa che vogliamo soddisfare i desideri del nostro compagno e che lui desidera soddisfare i nostri.

Per raggiungere un amore simile, ciascuno deve prestare attenzione a come può migliorare l’umore dell’altro, cioè a come renderlo felice, farlo sentire a proprio agio e bene. Dovrebbe cercare di portargli ciò che gli piace, preparare, organizzare, prendersi cura di lui/lei. Inoltre, dovrebbe mostrare al partner in modo delicato, sensibile e caloroso che spera di ricevere la stessa attenzione in cambio.

In generale, il buonumore apre una persona alla connessione con gli altri, mentre il malumore la chiude. Ecco perché è importante sollevarsi a vicenda il morale.

Anche i regali possono rafforzare l’amore. Per fare un vero regalo al partner, dobbiamo sentire e sapere cosa desidera veramente ricevere. Il nostro interesse personale non dovrebbe influenzare la scelta. Se ci aspettiamo qualcosa in cambio, anche solo nel pensiero, non è più un regalo, ma uno scambio. Un regalo viene dal cuore: “Ti amo, quindi ti ho portato questo. Non mi devi nulla. Il piacere è tutto mio.”

Se un dono viene elargito senza una ragione particolare, non come compenso o pagamento, ma solo come espressione d’amore, risveglierà l’amore anche nell’altra persona.

Prima di porgere il dono, può essere utile dire al partner: “Ho pensato a lungo a cosa poterti regalare. Ho messo da parte dei soldi e ho investito tempo nella ricerca, solo per trovare qualcosa che ti facesse stare bene.” Il nostro gesto assume un significato più profondo quando raccontiamo quanto abbiamo pensato a lui/lei, come abbiamo cercato, e soprattutto quanto abbiamo voluto sentire e capire il suo desiderio per poi soddisfarlo.

Una vera coppia si forma nel punto in cui entrambi si uniscono nel desiderio di portare all’altro tutto ciò che è buono. Di conseguenza, iniziano a sentire il mondo interiore del partner, il suo cuore e la sua mente, i suoi desideri e pensieri. Questo porta a uno sviluppo profondo, alla scoperta di un’intera sinfonia. Gradualmente, diventano sempre più connessi, integrati l’uno con l’altro, fino a diventare come uno solo.

Durante questo processo, il punto unico di connessione tra loro tende a scivolare e a sparire; il loro compito è ricostruirlo ogni volta su un livello più elevato. In questo modo, l’intera percezione della realtà cambia.

Invece di percepire il mondo attraverso la natura egoistica, iniziano a percepirlo attraverso un vaso sensoriale reciproco, costruito dalla connessione d’amore. Questo è ciò che le fonti chiamano “accoppiamento spirituale”. Si tratta di una connessione interiore tra uomo e donna in cui può dimorare la Divinità.

Ciò si riferisce alla sensazione di una forza superiore di amore puro e dazione, la fonte della vita, la radice da cui la coppia è venuta e a cui ora ritorna. Tramite la scelta e la consapevolezza e acquisendo qualità simili a essa. Questo è chiamato anche “equivalenza di forma”.

In questo modo, la relazione di coppia diventa una sorta di laboratorio domestico, in cui i due componenti sviluppano una capacità completamente nuova di connettersi con gli altri. Una volta sviluppata questa capacità di connettersi positivamente, possono usarla saggiamente in tutte le loro relazioni all’interno della società.

Li aiuta a costruire le loro vite lungo una linea equilibrata di connessione e completamento, la stessa linea lungo la quale la natura si sviluppa come un sistema unificato. Vivendo secondo la legge generale della creazione, la legge:  “Ama il prossimo tuo come te stesso”, meritano di raggiungere il successo su un livello molto più elevato.

Basato sull’episodio 46 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché svanisce l’amore nelle coppie?

Ogni coppia ha vissuto momenti di grazia, un’infatuazione travolgente, la sensazione che “questa è la persona con cui voglio vivere fino alla fine della mia vita”, ma poi tutto svanisce. Perché proviamo sentimenti così forti? Perché poi spariscono? È possibile farli durare per sempre? 

Gli animali hanno un’intera gamma di ormoni, istinti, stagioni di accoppiamento e riproduzione predisposte dalla natura. Solo noi umani ci troviamo confusi nelle nostre relazioni. Facciamo fatica a scegliere un compagno, poi a convivere con lui e viviamo in una lotta costante.

Gli studi sull’amore diventeranno una professione del futuro. In un mondo con così tanti divorzi, tradimenti, pensieri di separazione, in cui molte coppie stanno insieme solo per necessità, in un’epoca in cui le relazioni sono diventate molto complicate, c’è un bisogno urgente di insegnare l’amore. Se impariamo a costruirlo, l’amore ci renderà sani in ogni senso, ci risparmierà molto stress e ansia e influenzerà positivamente anche i bambini, tutta la generazione futura che stiamo crescendo. Scopriremo che non manca nulla, tutto diventa armonico e che l’amore porta luce in ogni ambito della vita: in casa, al lavoro e nella società.

Costruire l’amore richiede un lavoro consapevole e reciproco che combina mente ed emozione. Va in contrasto con l’infatuazione, che ci viene data come un dono per farci capire quale intensità emotiva possiamo raggiungere, ma che allo stesso tempo ci fa “perdere la testa”. Questa sensazione spontanea dell’ infatuazione svanisce rapidamente proprio per permetterci di costruire da soli il legame amoroso.

Prima di tutto, dobbiamo essere d’accordo nel voler fare sbocciare l’amore, farlo nascere, non aspettare che ci cada addosso da una qualche fonte sconosciuta. Vogliamo costruirlo, tenerlo stretto a prescindere da tutto, affinché ci dia sostegno, benessere e calore per tutta la vita. Per questo, dobbiamo imparare a condividere col partner le nostre ispirazioni, gli entusiasmi, a parlarne apertamente, fino ad accrescere l’amore, nonostante la routine che tende a spegnerlo.

Il fattore interiore contro cui lottiamo nel processo di costruzione dell’amore è l’ego che dimora in ognuno di noi. L’ego è la nostra natura egoistica, come è scritto “l’inclinazione del cuore umano è malvagia fin dalla giovinezza”. Ai nostri giorni, l’ego è cresciuto a tali proporzioni che è diventato poco chiaro cosa farne, poiché ci manipola e confonde costantemente. Dobbiamo sapere come orientarci, come gestirlo invece di lasciarci gestire da lui. Se affrontiamo questo compito insieme, diventeremo una “coppia di ricerca” matura.

Costruiamo l’amore romantico quando ognuno di noi si eleva al di sopra del proprio ego, “rinuncia ad esso”, per così dire, per entrare in contatto con l’altro. Allora, l’amore diventa l’emozione comune tra noi, frutto di concessioni reciproche e di reciproca considerazione. Nella misura in cui cediamo, creiamo uno spazio dentro di noi in cui l’altro può entrare, rinunciamo alle nostre pretese, alle critiche che derivano dal bisogno di sentire la nostra superiorità, non ci avviciniamo al partner con lamentele ma solo con sorrisi, allora questo spazio lasciato libero dal nostro ego si riempie d’amore. L’amore nasce quando abbiamo spazio l’uno nel cuore dell’altro e ci sentiamo reciprocamente in esso.

Nel processo di costruzione dell’amore, possiamo distinguere tre diversi settori esistenti nella nostra relazione. Il primo includerà l’amore che abbiamo già costruito. Il secondo includerà tutto ciò su cui desideriamo lavorare ora, facendo concessioni reciproche per costruire l’amore. Nel terzo settore sarà contemplato tutto ciò che per ora non possiamo affrontare, quello in cui non riusciamo ancora a connetterci o cedere.

Gradualmente, ci sforzeremo di trasferire sempre più aspetti della nostra relazione nel settore dell’amore. Lungo il percorso, dovremo aiutarci a vicenda e fornire esempi positivi. Ci mostreremo a vicenda quanto siamo disposti a concedere per poter costruire l’amore tra di noi.

Dopo aver descritto il processo a grandi linee, dovremmo tornare al punto di partenza e suggerire alcuni esercizi pratici. Anche se non lo sentiamo ancora, è altamente raccomandato iniziare a trattare il nostro compagno fin da ora come la persona più speciale del mondo: la più bella, saggia e importante. Per iniziare a rendercene conto, dovremmo immaginarlo perfetto in ogni aspetto, creando un’immagine interiore ricca di dettagli e caratteristiche. Dovremmo quindi trasferire su di lui il sentimento di apprezzamento che proviamo per quella figura perfetta che abbiamo costruito nella nostra immaginazione. Iniziare a trattarlo come se fosse veramente perfetto. Elevarlo allo status di re o regina.

Per farlo, è necessario abbandonare l’immagine che ora vediamo davanti ai nostri occhi, un’immagine tutt’altro che perfetta e piena di problemi, e accettare il nostro partner come se fosse ideale. Dobbiamo dirglielo a parole, descrivendolo nel modo più dettagliato possibile, senza trattenerci. Dopo un periodo di questi esercizi reciproci, scopriremo che le nostre vite iniziano a cambiare in meglio, che vediamo davvero il nostro partner sotto una nuova luce e lui…ricambiare in modo simile. L’amore entra nello spazio comune in cui entrambi abbiamo lavorato per trattarci a vicenda in questo modo.

Anche se questo esercizio sembra chiaro in teoria, diventa difficile nella pratica. Ad esempio, se stiamo per tornare a casa e sappiamo che finiremo per arrabbiarci con il nostro partner, come al solito, cosa facciamo?

Anche in quel caso, non dobbiamo immedesimarci  nella realtà che vediamo, ma vedere come se tutto fosse perfettamente in ordine. Altrimenti, l’amore non arriverà mai. L’amore arriverà solo se ci dimostriamo a vicenda come ci accettiamo e desideriamo l’un l’altro nonostante tutta la negatività e i problemi che sorgono. Desideriamo amare il nostro partner così com’è, come lo amava la sua madre, trasmettendogli lo stesso calore e la stessa sensazione di abbraccio.

Quindi, prima di entrare in casa, dovremmo dire a noi stessi: “Il mio partner è perfetto. Lo amo”, proprio come ci sentivamo un tempo nei suoi confronti, quando eravamo innamorati perdutamente. Allora non ci importava se la casa fosse in disordine. La cosa più importante era stare insieme. Pertanto, prima di entrare in casa, dovremmo pensare che ci stia aspettando qualcuno che è la nostra fonte di vita. È la persona che ci capisce di più, si prende cura di noi e può sempre aiutarci.

Per facilitare la preparazione, possiamo prendere un foglio di carta e scrivere del nostro problema, elaborandolo nella direzione della sua soluzione. Ad esempio:

“Ogni sera, quando torniamo a casa, inizia una discussione tra noi su una questione o sull’altra. Spesso finisce in un’esplosione e la serata inizia con il piede sbagliato. Dovremmo quindi cedere in anticipo su ciò che causa lo sbotto. In questa concessione, vogliamo lavorare sul nostro ego, che ci disegna un’immagine ristretta e limitata del mondo, e muoverci verso una visione più ampia dell’amore. I saggi dicono che attraverso un atteggiamento d’amore, scopriamo un mondo nuovo e diverso, bello e completo. Questo è ciò a cui aspiriamo. Pertanto, siamo grati di avere ora l’opportunità di lavorare su noi stessi, di correggere il nostro atteggiamento egoistico verso chi ci circonda e di avvicinarci a una realtà d’amore.”

L’amore ci dà una soddisfazione che è ben più grande di qualsiasi altra cosa, come se provenisse da una casa perfettamente in ordine. Quando entriamo in una casa ordinata e ne godiamo, ad esempio, il piacere svanisce dopo pochi minuti. È così con qualsiasi cosa ci dia piacere personale. Dopo un po’ di tempo, la sensazione svanisce; questo vale per qualsiasi nuovo oggetto materiale scintillante, che si tratti di una nuova casa, di un’auto, di vestiti e così via. Solo l’amore è legato all’eternità e solo esso può darci un senso di appagamento e piacere a livelli completamente diversi. Il piacere dell’amore è l’unico che può crescere continuamente, proprio a causa delle resistenze che costantemente gli si oppongono. L’ego susciterà distanza, rifiuto, critiche e odio tra noi ancora e ancora, e vedremo continuamente diversi difetti nel nostro partner, e ancora e ancora dovremo cedere per elevarci all’amore.

La concessione aggiunge sapore all’amore. Conferisce all’amore validità ed esistenza. Senza di essa, non proveremmo amore. Ecco perché la vita ci invia nuovi attriti e opportunità di concessioni. Nulla ci capita per caso. La vita è un campo di addestramento per l’autocorrezione e lo sviluppo dell’amore. Se raggiungiamo un atteggiamento amorevole verso gli altri, allora tutto diventa possibile. Smetteremo di soffrire. Ci realizzeremo completamente e sentiremo un’elevazione oltre ogni confine della realtà. Un mondo nuovo e meraviglioso si aprirà davanti a noi. Non importa chi sia la persona che ci sta di fronte, perché il lavoro interiore viene svolto verso noi stessi. “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la formula definitiva per la corretta percezione della realtà. Partner, amici, conoscenti, colleghi sono tutti semplicemente strumenti per correggere il nostro atteggiamento verso la realtà nel suo complesso.

Basato sugli episodi 43 e 44 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si costruisce l’amore attraverso concessioni reciproche?

Nella realtà odierna, in cui tutti influenzano tutti gli altri, la maggior parte dei nostri problemi deriva da relazioni scadenti. I giochi dell’ego in tutta la società, negli affari, sul lavoro e persino nelle relazioni e in famiglia, ci rovinano la vita. Da un lato, la vita ci costringe a connetterci gli uni con gli altri, ma dall’altro, ognuno di noi ha un ego molto smisurato che ci porta a dare priorità ai nostri interessi rispetto a quelli degli altri. Per progredire da qui verso un futuro migliore, abbiamo bisogno di un nuovo stile di vita.

Il luogo più naturale per sviluppare un nuovo approccio a noi stessi e agli altri è la relazione di coppia, il luogo in cui la mancanza di connessione ci ferisce di più. Non è un caso che le relazioni odierne stiano diventando molto difficili e il nucleo familiare si stia disgregando. Questo è il modo in cui la natura ci suggerisce che è tempo di migliorare la nostra capacità di connetterci gli uni con gli altri. Se impariamo a sviluppare sentimenti, comprensione, atteggiamento e un approccio ottimale verso il nostro partner, acquisiremo nuovi strumenti, percezioni e discernimenti che ci permetteranno di comprendere tutti coloro che ci circondano, vivere in armonia con il mondo e avere successo in ogni ambito della vita.

Il nostro partner ci è stato dato per aiutarci a sviluppare le migliori relazioni possibili. Nella nostra relazione, possiamo identificare e chiarire tutti i sottili discernimenti, piacevoli o meno, che sono radicati nel nostro carattere e nella nostra visione del mondo. Con il suo aiuto, possiamo imparare a usare i nostri tratti per sviluppare la connessione migliore con gli altri nella società.

Fin dall’inizio, siamo entrambi egoisti e quindi molto distanti l’uno dall’altro. Per sviluppare la nostra capacità di uscire dalla nostra ristretta prospettiva egocentrica e iniziare a percepire la realtà attraverso l’altro, dobbiamo chiarire reciprocamente quali sono i nostri desideri e le nostre aspirazioni, cosa vorremmo vedere in noi stessi e nei nostri compagni. Poi, cercheremo di ascoltare l’altro con tutto il cuore, di assorbirlo interiormente. Gradualmente, ci formeremo un’immagine dell’altro, una sua mappa interiore. In seguito, cercheremo di abbandonare il nostro punto di partenza e di avvicinarci l’uno all’altro fino a poterci toccare interiormente. Questo creerà uno spazio comune tra noi e ci impegneremo ad ampliarlo sempre di più. Questa vicinanza, connessione e crescita si basano tutte sul principio di concessione.

Concessione è una parola pesante. A chi piace cedere? Di solito la concessione viene vista come una debolezza: “Mi hanno messo sotto pressione, quindi ho dovuto cedere”. Ma qui si parla di un tipo di concessione completamente diverso. Rinunciamo alla nostra naturale tendenza a pensare solo a noi stessi, che ci rinchiude nel nostro mondo ristretto. La concessione nasce dal desiderio di evolvere come esseri umani, di espanderci, di sentire di più la vita e il mondo che ci circonda. Vogliamo acquisire i desideri, i pensieri, le passioni e le soddisfazioni degli altri. Questo ci darà nuovi strumenti e nuove possibilità per godere della vita. In un certo senso, è come una madre che ha appena partorito: l’amore naturale per il suo bambino la porta a provare più gioia nel dare al bambino di quanta ne provi lui stesso nel ricevere. Possiamo dire che sta facendo una concessione, che ci sta perdendo qualcosa? Al contrario: non scambierebbe quel piacere con nessuna ricchezza al mondo.

L’amore è come un animale domestico che alleviamo attraverso concessioni reciproche. Così diceva spesso il mio maestro, il Kabbalista Baruch Shalom HaLevi Ashlag (RABASH). In questo processo di crescita, dobbiamo aiutarci a vicenda, darci buoni esempi e parlare dell’importanza di questo sviluppo. Dobbiamo mostrarci a vicenda quanto siamo disposti a cedere l’uno all’altro, quanto ci interessa che l’altro si senta bene e felice e quanto siamo pronti a investire l’uno per l’altro.

Se ci concediamo a vicenda in ogni minimo dettaglio e in ogni piccolo dono che ci facciamo, allora possiamo raggiungere un enorme potere di connessione. Dipende da quanto enfatizziamo l’intenzione interiore dietro ogni nostra azione reciproca, il grande obiettivo che vogliamo raggiungere attraverso la concessione. Possiamo considerarlo una sorta di gioco di coppia, un teatro consapevole in cui recitiamo il prossimo stato che vogliamo raggiungere. Interpretiamo i ruoli delle persone che vogliamo diventare, personaggi ogni volta più evoluti, che vivono con maggiore connessione e amore per gli altri. Gradualmente, il gioco di oggi diventa la realtà di domani.

Questo tipo di concessione si chiama “concessione spirituale” e non è affatto negativa. Rinunciamo al nostro ego per acquisire qualcosa di molto più grande, più elevato e migliore. La concessione spirituale non ci rende schiavi degli altri. Al contrario, ci permette di uscire da noi stessi. Costruiamo lo spazio comune tra noi quando ci eleviamo al di sopra di noi stessi. Dobbiamo trattare i desideri e i pensieri dei nostri partner come più importanti dei nostri, mettendoci al loro servizio. Quindi, ci vestiamo di loro e, di conseguenza, iniziamo a vedere il mondo attraverso i loro sentimenti e la loro mente.

Naturalmente, percepiamo solo ciò che può farci bene o male, e che entra nel nostro spazio percettivo chiuso attraverso i nostri cinque sensi rivolti verso l’interno. La concessione spirituale sviluppa in noi la capacità di superare i limiti del nostro ego, di iniziare a connetterci con le emozioni e i pensieri dell’altro. Gli esercizi reciproci di concessione al nostro partner servono come una sorta di “allenamento spirituale”, che costruisce la nostra capacità di sentire gli altri e, in seguito, il mondo intero in un modo indipendente dal nostro ego, cioè senza il coinvolgimento dell’interesse personale. Questa è chiamata percezione “extracorporea”, in cui percepiamo il mondo così com’è prima che il nostro ego lo filtri. Col tempo, si sviluppano in noi altri cinque nuovi sensi esterni attraverso i quali iniziamo a percepire una realtà superiore.

Quando ciò accade, ringraziamo il nostro partner per averci dato l’opportunità di uscire da noi stessi. Scopriamo che in realtà è stato proprio lui o lei a tirarci fuori dalla prigione del nostro egoismo. Tutte le qualità apparentemente negative che vedevamo nel nostro compagno appaiono sotto una nuova luce. Vediamo come ci completiamo a vicenda. Tutte le sporgenze di uno si incastrano perfettamente con le cavità dell’altro, come in un puzzle, e dalla nostra connessione nasce l’immagine di un’unica persona. Sentimenti come paure e ansie, come la paura di essere feriti, svaniscono quando acquisiamo questo nuovo approccio alla vita.

Allora comprendiamo anche perché “Ama il prossimo tuo come te stesso” è la grande regola della realtà. Attraverso l’amore, scopriamo un mondo completamente diverso davanti ai nostri occhi, un mondo eterno e perfetto. “Ho visto un mondo opposto”, dicevano i grandi che hanno avuto questo merito, e che ci hanno indicato il cammino dello sviluppo. Un lavoro saggio con il nostro partner può sollevarci da un mondo fatto di lotte, attriti e lotte di potere infinite, verso il culmine della nostra evoluzione come esseri creati.

“Quando una persona giunge ad amare gli altri, passa dal suo mondo ristretto, pieno di dolore e ostacoli, a un mondo eterno e vasto di dazione.”
Kabbalista Yehuda Ashlag  (Baal HaSulam)

Basato sull’episodio 40 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Migliorare le relazioni di coppia può aiutare a risolvere i grandi problemi dell’umanità?

I problemi che osserviamo oggi nelle relazioni sono molto simili a quelli che troviamo nell’umanità in generale, cioè nell’economia, nella società, nell’istruzione e nella cultura. Tutti i problemi iniziano e finiscono con una forma negativa di connessione umana, sembra di passare da un errore all’altro. Se riuscissimo a svelare il segreto della connessione al di sopra dell’ego nelle coppie, vedremmo miglioramenti anche in altri ambiti.

L’approccio integrale all’educazione considera l’essere umano, la società e la natura come un tutt’uno e fornisce un metodo e una direzione per lo sviluppo. Spiega che l’ego ci espone a conflitti infiniti. Ci siamo evoluti attraverso l’ego e una miriade di conflitti nel corso delle generazioni, ma non ai livelli che vediamo oggi. L’era odierna è caratterizzata da un ego umano esagerato, che rende difficile per le persone tollerare la presenza di qualcuno accanto a loro che le mette sotto pressione e che deve essere preso in considerazione.

Inoltre, in passato, l’opinione della società era chiara e semplice: una persona normale si sposa e mette su famiglia. Tutti sapevano che essere soli era molto difficile. Oggi, quasi tutto può essere ordinato con un clic. Da qui nasce una domanda fondamentale: c’è ancora davvero bisogno di strutture relazionali e familiari?

Facendo un passo indietro per ampliare la nostra visione, possiamo vedere il mondo che ci circonda diventare sempre più interconnesso. La dipendenza reciproca tra tutti sta aumentando. In una tale realtà, siamo sulla stessa barca, se qualcuno fa la mossa sbagliata, allora affondiamo tutti. Potrebbe essere una mossa che scatena una guerra nucleare o un collasso ecologico o molti altri tipi di crisi. Allo stesso tempo, la natura egoistica umana continua a intensificarsi, impedendoci di guardare oltre noi stessi e spingendoci a giocare a giochi di potere in ogni campo dell’attività umana.

Alla fine, saremo costretti ad adattarci alla realtà integrale che  sta prendendo forma. Che ne siamo già consapevoli o che il quadro ci appaia ancora confuso, il mondo di domani potrà essere solo un mondo connesso. Il successo in tale mondo richiederà la capacità di sentire gli altri come se fossero noi stessi, per costruire una connessione autentica e raggiungere una complementarità reciproca con chiunque.

In uno stato del genere, il nucleo familiare diventerà un laboratorio domestico per esplorare la connessione ottimale tra le persone. La coppia sarà unita come una società per lo sviluppo della capacità di connettersi al di sopra dell’ego. Una volta sviluppata questa abilità, essa potrà essere applicata in ogni ambito della vita.

Da questa prospettiva più ampia, l’approccio integrale all’educazione ci insegna come affrontare la nuova relazione di coppia. Lo studio si svolge in un contesto di gruppo e le coppie esplorano insieme la natura umana, la natura del mondo e la tendenza allo sviluppo integrale. Questo processo di sviluppo richiede supporto reciproco e il gruppo funziona come una mini-società che costruisce nuovi valori per sé stessa. Gradualmente, i partecipanti si liberano dall’illusione che una relazione ideale consista solo di felicità e amore. Come per ogni piatto, non possiamo creare un sapore ricco senza aggiungere una varietà di spezie al cibo.

La formula per una connessione completa è definita dal principio: “L’amore copre ogni trasgressione” (Proverbi 10:12). Ci saranno sempre nuove “trasgressioni”, ovvero attriti, incomprensioni, interruzioni di comunicazione e altri fenomeni che causano rotture nella relazione. Il compito della coppia è superare insieme queste “trasgressioni”, attraverso le quali si approfondisce il legame.

Tutto lo sviluppo in natura è costruito dalla combinazione di due estremi, due forze. Anche la coppia rappresenta un “più” e un “meno”,  la connessione complementare tra loro insegna come connettersi in modo ottimale con le persone in tutta la società.

Una coppia che arricchisce e rafforza la propria connessione diventa un’unità fondamentale e integrale, capace di creare connessioni sane in cerchi sempre più ampi. Passo dopo passo, continueranno a costruire connessioni complementari tra tutti gli esseri umani e attraverso di loro percepiremo il flusso di una nuova vita: piaceri, appagamenti ed emozioni di tipo diverso, che chiamiamo anche “mondi superiori”: una percezione più avanzata della realtà verso cui le forze evolutive della natura ci stanno spingendo.

Pertanto, partendo dalla correzione delle relazioni nella coppia e nel nucleo familiare privato, giungeremo infine alla sensazione che noi, tutta l’umanità, siamo un’unica famiglia, completamente connessa.

Basato sull’episodio 39 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Esistono suggerimenti per rafforzare a lungo termine i legami emotivi con il proprio partner?

Qual è il significato della relazione di coppia nella nostra vita? Perché si è indebolita? Come possiamo affrontare la sfiducia che potrebbe sorgere?

Dal punto di vista naturale, siamo fatti in modo tale da aver bisogno di partner. La relazione di coppia esiste in natura come fondamento della connessione umana. A differenza degli animali che si incontrano, si accoppiano, si separano dopo un po’ e la loro prole si disperde, noi umani viviamo in nuclei familiari.

Il legame familiare continua di generazione in generazione, sia per tutta la vita che dopo la dipartita di una persona da questo mondo. Conserviamo i nostri cari nella memoria e a volte possiamo conservare un lungo albero genealogico. Inoltre, possiamo essere orgogliosi della nostra famiglia quando è in buone condizioni e possiamo contare su chi ci è vicino.

Il punto è che abbiamo bisogno di una connessione interiore, di un senso di calore, di legame e di appartenenza, di qualcosa in comune con gli altri. La famiglia è simbolo di un legame profondo, ed è anche per questo che diciamo: “Siamo come una famiglia” quando desideriamo esprimere la nostra vicinanza a qualcuno.

Le coppie, soprattutto quando hanno figli, sono legate da un vincolo di sangue, che è molto importante. Tuttavia, allo stesso tempo, siamo testimoni del più alto tasso di divorzi mai registrato nella storia.

Perché sta succedendo questo?

Alcuni attribuiscono ciò al fatto che la vita si è allungata. Una volta le persone vivevano trent’anni o quaranta, oggi ottanta o anche novanta. Avevano meno tempo per litigare…  Inoltre, le condizioni di vita erano diverse. Le persone erano contadini, falegnami e fabbri, ovvero professioni tramandate di generazione in generazione, da genitori a figli, attività di famiglia. Se qualcuno si ammalava, i familiari si prendevano cura di lui. Cucinare, lavare i panni e pulire tutto si svolgeva in casa. La sopravvivenza era dura senza famiglia e figli. Oggi tutto è più semplice. I genitori non tramandano le proprie professioni ai figli, le giovani generazioni trovano la propria strada e non sentono alcun legame speciale con la famiglia. Il collante familiare si sta sgretolando, così come il rapporto di coppia.

Quando si viveva all’interno della famiglia allargata, le coppie in difficoltà ricevevano aiuto dai parenti, che contribuivano a ristabilire la pace in casa. Generalmente, avevano molti figli e la loro crescita richiedeva molti anni. Nella società occidentale odierna, le persone hanno per lo più uno o due figli e vivono in condomini, chiusi tra quattro mura, soli con i propri problemi. Inoltre, le esperienze e le interazioni sul posto di lavoro fanno sì che entrambi i componenti della coppia abbiano il proprio mondo privato.

Potremmo elencare molti altri motivi di divorzio e la realtà odierna li comprende tutti: oggi le persone perdono sempre più il bisogno di una relazione di coppia e divorziano molto rapidamente.

La sfiducia è un problema comune che le coppie si trovano ad affrontare. Ecco un caso concreto e alcuni consigli.

Una donna disse al marito che sarebbe andata a sedersi da qualche parte con alcuni colleghe di lavoro. Col senno di poi, lui scoprì da un’altra fonte che a quell’incontro c’erano anche uomini e che si ballava, ma sua moglie non ne aveva parlato. Da allora, è in ansia e continua a mandare messaggi alla moglie senza sosta. Anche se le crede quando lei dice che non è successo niente, la questione continua a suscitargli ansia per quello che potrebbe succedere. A quanto pare, perché durante la sua infanzia c’è stato un caso di infedeltà tra i suoi genitori, che alla fine ha portato al divorzio.

La donna, da parte sua, non sa cosa fare del fatto che lui continui a chiamarla. La cosa la turba. Dal suo punto di vista,  lui sta facendo di una sciocchezza una tragedia, perché in realtà avevano programmato una serata tra ragazze, ma, a sorpresa, due di loro hanno portato i rispettivi partner e lì si è tenuta una festa. Lei, che non lo sapeva in anticipo,  si è seduta in disparte a chiacchierare con un’amica per tutta la sera. Quando è tornata a casa era molto stanca, così quando suo marito le ha chiesto: “Com’è andata?”, ha risposto: “Bene” e si è dimenticata di entrare nei dettagli.

Questo è il caso. Cosa si può fare per migliorare la situazione?

In generale, se un componente della coppia dimentica di aggiornare l’altro su dettagli che per lui sono molto importanti, allora dovrebbe dimostrare all’altro di essere dispiaciuto e di comprendere i suoi sentimenti. Dovrebbe immedesimarsi nello stato d’animo del compagno, entrare in sintonia con lui, rafforzare il legame di coppia e così crescere insieme.

Nella nostra storia, la donna può inviare un messaggio al marito prima che lui lo faccia a lei e invitarlo a cena, al cinema o a un’altra attività che entrambi apprezzano. È importante dimostrargli che desidera trascorrere ogni momento libero con lui, che non c’è niente di più importante nella sua vita e che tutto il suo piacere e la sua gioia derivano da lui, praticamente è come se respirasse attraverso di lui.

Inoltre, è consigliabile fare una passeggiata, camminare mano nella mano. Ciò suscita un senso di amicizia e uguaglianza. Anche una visita ai familiari cari al marito può rafforzare il legame familiare e aggiungere calore.

Un’altra idea è quella di provare a organizzare per il marito un incontro simile a quello che lei ha organizzato con le amiche. Magari nello stesso posto, magari da qualche altra parte, magari un incontro informale, magari un evento programmato come un compleanno. Qualunque cosa sia, l’obiettivo è che il marito incontri le amiche di lavoro, magari anche i loro partner, per percepire l’atmosfera del posto e immaginare meno scenari. Questo potrebbe calmarlo e dargli tranquillità.

Quanto al marito, vale la pena dare una possibilità a tutto questo iter, per assecondare la moglie. Gradualmente si calmerà e scoprirà di avere una moglie amorevole, devota e fedele.

Un’ultima parola, più importante di tutte le altre, è ricordare ciò che è scritto: “L’amore copre ogni colpa” (Proverbi 10:12). In poche parole, senza aspettare crisi, situazioni di sfiducia o altri problemi, vale la pena dimostrare sempre amore al proprio compagno. Più investiamo in questo e più i nostri partner percepiscono il nostro calore, più desidereranno il meglio per noi. Sei uscita con le amiche? Ti sei divertita? Anche lui sarà felice. Perché? Perché quando amiamo qualcuno e sentiamo un legame profondo con lui, si crea un flusso speciale tra i cuori.

Basato sull’episodio 22 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come mantenere vivo l’amore in una relazione a lungo termine quando la passione iniziale svanisce?

Una famiglia felice richiede impegno. Sappiamo tutti come, all’inizio di una relazione, tutto sembri roseo, pieno di fiori e farfalle. Ma col tempo, quando entriamo nella profondità di una vita condivisa, tutte quelle piccole cose carine che vedevamo nel partner improvvisamente non sembrano più così carine. Di tanto in tanto scopriamo nuovi aspetti di lui o di lei che non ci piacciono poi tanto. Cosa succede realmente? E come possiamo mantenere una buona relazione nel corso degli anni?

Nello stato ideale, non dovrebbe esserci alcuna barriera tra i partner, non dovremmo nasconderci nulla. Ma poiché non siamo ancora a quel livello, e non abbiamo la forza per discutere ogni minima cosa, “mandiamo giù” molto. Sopportiamo perché non abbiamo scelta. “Che ci vuoi fare,” dicono le persone, “questa è la vita. Ci sono i figli, la casa, i debiti, mille cose.” Tuttavia, a volte, di notte prima di addormentarci, emerge una domanda dal cuore: forse può essere diverso? Forse esiste un modo per rendere la vita veramente bella? Per raggiungere il vero amore che sentiamo di meritare?

L’amore non nasce dal nulla. I saggi dicono che l’amore si costruisce nell’arco di una vita. A tal fine, è consigliabile svolgere vari esercizi per costruire una connessione di coppia solida e una relazione positiva e reciproca. Questi esercizi vanno fatti con l’intenzione comune di preservare la famiglia, costruire amore tra di noi, relazioni calde e gentili, sostegno e aiuto reciproco.

Un esercizio consigliato è chiamato “un mucchio di spazzatura ricoperto di cioccolato”. Ci sediamo insieme, prendiamo qualcosa di buono come un caffè e una fetta di torta, magari un bicchiere di vino. Ci riserviamo almeno un’ora di tempo tranquillo e di qualità solo per noi. In generale, vogliamo comportarci come psicologi di noi stessi, osservandoci dall’esterno. Innanzitutto, parliamo in termini generali della natura umana, non di noi personalmente. Ci descriviamo a vicenda come pensiamo sia costruito il mondo interiore di una persona, quali sono le sue aspirazioni, cosa teme e così via.

Poi, passiamo a noi stessi. Ognuno si osserva dall’esterno e osserva anche il proprio partner. Prendiamo uno di noi e poniamo il suo mondo interiore all’attenzione. Descriviamo in terza persona tutto ciò che vediamo in lui: desideri, speranze, paure, tensioni, ciò che è piacevole e spiacevole. Dopo che entrambi abbiamo finito di descrivere la prima persona, passiamo alla seconda. La descriviamo anche in terza persona, nel modo più oggettivo possibile, come se non fossimo nemmeno noi.

In questo modo, ci stiamo fondamentalmente mettendo sul “banco di laboratorio” e iniziamo a esplorare, discutere e chiarire insieme nel modo più neutro possibile, senza conti in sospeso del passato né preoccupazioni per il futuro. Vogliamo mettere sul tavolo tutto ciò che non ci piace, in modo che non resti dentro di noi nascosto, e soprattutto per costruire una nuova connessione. Alla fine di questa fase, si formerà una sorta di pila di osservazioni e descrizioni. Contiene sia elementi positivi che una buona quantità di negativi, ovvero una buona dose di “spazzatura”.

Nella fase successiva, vogliamo ricoprire questa pila con qualcosa di dolce, con cioccolato, gelato e fiori, per così dire. Non vogliamo continuare a vederci attraverso questa montagna di spazzatura. Vogliamo elevarci al di sopra, amare l’altro così com’è, con occhi purificati da ogni critica. Come si fa? Ognuno di noi ricorderà il momento più magico vissuto con il partner. Forse è stato il momento in cui avete deciso di sposarvi, o un altro evento toccante. Deve essere un momento in cui il compagno ci è apparso assolutamente perfetto. Una volta identificato quel momento, lo si rivive. Si entra in esso. Non esiste nient’altro al di fuori di esso. Da questa sensazione, si inizia a descrivere al partner quanto lo si ami. Quanto è importante per noi, quali meravigliose e speciali qualità possiede. Lo si fa con serietà, senza banalità, con l’impegno comune a scoprire i tratti più profondi e preziosi nascosti nell’altro.

Dopo esserci detti a vicenda quanto ci amiamo, si passa alla fase finale: l’azione. Il ruolo delle azioni è rafforzare le belle intenzioni raggiunte. Ognuno descrive all’altro cosa desidera ricevere da lui. Si può parlare di tutto, da questioni generali a quelle più intime. Ma ciò che conta, in questa fase, è ascoltare veramente: mentre l’altro parla, dobbiamo sforzarci di sentire i suoi desideri, assorbirli nel cuore. Non pensare subito a cosa rispondere, ma solo fare lo sforzo di sentire. Dopo che uno ha finito, si fa lo stesso per l’altro. Così iniziamo a includerci l’un l’altro, a sentirci connessi in amore, in una sorta di “fusione interiore” che ci rende una cosa sola.

È utile ripetere questo esercizio di tanto in tanto. Ogni volta emergerà una certa quantità di “spazzatura”, e insieme la copriremo con una dolce copertura. A poco a poco, cominceremo a capire che il punto non è fare richieste, ma imparare a uscire da noi stessi e sentire l’altro. Se ci pensiamo bene, capiamo che i problemi relazionali non ci perseguitano solo a casa. Sono ovunque: sul lavoro, negli affari, con i vicini e conoscenti, per non parlare della società divisa in cui viviamo o delle relazioni internazionali. Oggi, tutti sono connessi a tutti e influenzano tutti, e quindi tutto si regge, o crolla, sulle relazioni.

Nell’era dell’ego smisurato, in cui tutti perdono la pazienza molto facilmente, la relazione di coppia può diventare un laboratorio domestico per sviluppare la capacità di creare connessioni e buone relazioni. Questa è la chiave di ogni successo nella vita, perché è anche la direzione in cui l’evoluzione dell’essere umano intelligente ci sta guidando. È così che ci eleviamo al di sopra della realtà piccola ed egoistica, sempre piena di problemi e sofferenze, verso una realtà in cui cresciamo e ci sviluppiamo attraverso l’amore per l’altro e l’acquisizione di nuovi desideri.

Basato sull’episodio 34 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è, secondo te, la causa principale per cui l’umanità continua a rimanere disunita?

Alla fine della nostra evoluzione, saremo costretti a unirci come un unico gruppo, legati da fili d’amore. La domanda è: cosa ci porterà a quel punto? Quando e come esattamente inizieremo a muoverci verso un tale stato, che è così opposto a ciò che vediamo nel mondo oggi? E poi, perché mai ne varrebbe la pena?

Per natura, ci prendiamo cura di noi stessi e non possiamo fare nulla se non ne traiamo un certo beneficio. Abbiamo bisogno di energia per ogni movimento, che sia fisico, emotivo o mentale, e tale energia è disponibile solo quando intravediamo uno stato migliore davanti a noi.

A volte questo calcolo interiore avviene automaticamente, senza che ce ne rendiamo conto, ad esempio quando il corpo sposta la posizione di una mano o di una gamba. Altre volte, siamo consapevoli del calcolo e agiamo di conseguenza. Ad esempio, parliamo o ci comportiamo in un certo modo verso qualcuno perché ci è utile presentarci in quel modo.

Tutta la nostra vita è incentrata sulla massimizzazione del piacere con il minimo sforzo, sul provare meno sofferenza con più piacere. Cosa ci dà esattamente piacere? È qui che entrano in gioco i valori sociali, la nostra educazione e le nostre tendenze innate. Insieme, questi elementi plasmano le nostre definizioni interiori di ciò che è bene e di ciò che è male.

Pertanto, è nella nostra natura cercare sempre modi per sentirci meglio. È così che funziona ogni creatura vivente, compresi gli esseri umani. Possiamo persino descriverlo come una legge universale: cerchiamo di sentirci il più a nostro agio e completi possibile. È qui che la nostra natura egoistica ci conduce costantemente.

Possiamo cambiare?

Tornando alla domanda iniziale: come possiamo cambiare la nostra natura e iniziare a preoccuparci degli altri invece che di noi stessi? Amare gli altri? Pensare al loro benessere? Dedicare tutte le nostre capacità e risorse agli altri, al punto che non ci resti nulla per noi stessi, se non un unico punto di desiderio di fare del bene a tutti?

Potremmo paragonarlo a una madre che si prende cura del suo bambino. La sua natura la porta costantemente a preoccuparsi per lui, per i suoi bisogni, per come calmarlo e per cos’altro può fare per aiutarlo. Non ha altre preoccupazioni, perché il suo bambino riempie tutto il suo mondo.

Se un simile atteggiamento d’amore fosse richiesto verso l’intera società, sembra chiaramente irrealistico. Allora perché si dice che “Ama il prossimo tuo come te stesso” è in realtà la legge generale della realtà, una legge che prima o poi saremo costretti a seguire?

Un’altra domanda sorge spontanea: se l’amore è davvero il grande obiettivo che siamo destinati a raggiungere, perché siamo arrivati ​​all’esatto opposto di quello stato, in cui le persone hanno un ego così smisurato da sfruttare sempre di più gli altri, cercando di dominarli, persino godendo del proprio successo a spese altrui? Conosci qualche altra creatura in natura che prospera sul fatto che gli altri abbiano meno, che tragga piacere dai loro fallimenti o che misuri il proprio successo solo in confronto a quello altrui?

Immaginare un mondo migliore

Se per un momento immaginassimo questo stato utopico, in cui tutti amano tutti, potrebbe sembrare davvero la massima realizzazione del sé. Forse. Ma quali mezzi abbiamo per raggiungerlo?

Nel corso delle generazioni sono stati scritti diversi libri sul tema. Ci sono stati anche tentativi di creare villaggi, città, persino nazioni basate sulla cura reciproca, ma tutti questi esperimenti sono falliti.

Col tempo, siamo diventati più intelligenti e abbiamo compreso meglio la nostra natura egoistica. Abbiamo capito che non possiamo elevarci al di sopra di essa. Così, abbiamo iniziato a limitare gli individui con leggi e punizioni per ridurre i danni agli altri e alla società.

Oggi abbiamo avvocati, commercialisti, sociologi, psicologi e politici, ovvero interi sistemi che gestiscono le relazioni nelle città, nei paesi e nel mondo, permettendoci di coesistere e persino di trarre profitto dalla condivisione delle risorse. Ma a livello emotivo interiore, in termini di trasformazione del nostro atteggiamento verso gli altri da egoistico e sfruttatore ad amorevole e premuroso, sembra che siamo solo regrediti.

Una crisi globale

E così arriviamo alla crisi che affrontiamo oggi: una crisi molto strana e sfaccettata, che mette in evidenza una radice comune ai vari problemi in tutti gli ambiti della vita.

Da un lato, abbiamo costruito un mondo altamente interconnesso in cui tutti dipendiamo gli uni dagli altri. Dall’altro, l’ego di ognuno è diventato così forte da impedirci persino di vedere gli altri. In una realtà di minacce globali come una guerra nucleare, il collasso economico o la crisi climatica, possiamo rapidamente precipitare in situazioni estremamente pericolose.

Anche nella vita privata, l’ego crescente causa immense difficoltà, nelle relazioni, nella genitorialità, a scuola, sul posto di lavoro, negli affari e persino in strada. Ovunque ci sia un’altra persona, le tensioni aumentano. La nostra capacità di convivere con gli altri sta diminuendo.

Potremmo continuare a discutere dei sintomi del crescente egoismo, ma la ragione fondamentale rimane la stessa. La vita ci sta portando a un bivio. O iniziamo a lavorare insieme per superare il nostro ristretto egoismo verso la connessione e l’amore, oppure soffriremo finché non giungeremo a questa consapevolezza.

Trasformare la società

Quindi, quale forza può spingerci ad avanzare verso l’amore reciproco?

Come accennato, gli esseri umani sono esseri sociali influenzati dai valori instillati dal loro ambiente. Pertanto, se modifichiamo collettivamente il sistema di valori sociali in modo che ogni atteggiamento negativo verso gli altri diventi disonorevole e le buone relazioni siano onorate e rispettate, otterremo il potere di svilupparci nella giusta direzione. Se le persone avvertissero, per così dire, un colpo per il loro cattivo comportamento e un colpo per quello positivo, sarebbero costrette a migliorare.

Per raggiungere questo obiettivo, dobbiamo mobilitare i mezzi di comunicazione, i sistemi educativi e le istituzioni culturali, che sono tutti strumenti a nostra disposizione. Dobbiamo condannare il gretto egoismo e valorizzare valori come la considerazione, la vicinanza, la partecipazione, il sostegno, l’assistenza e la connessione, fino a raggiungere l’amore. Questo processo richiede lo studio della natura umana e, sulla base di ciò che scopriamo, lo sviluppo della società e dei suoi meccanismi di influenza.

Che ci piaccia o no, la vita ci sta mettendo tutti sulla stessa barca. Questo significa che siamo tutti responsabili gli uni degli altri, per definizione. Cosa significa? Se qualcuno fa un buco nella barca sotto il proprio sedile, l’acqua entrerà e ci affonderà tutti. Questa è la responsabilità reciproca nella sua espressione negativa ed egoistica. Il nostro compito comune è realizzarne appieno il potenziale positivo.

Una nuova umanità

Man mano che progrediremo, capiremo che tutto il nostro sviluppo come specie, all’interno della natura, ci ha portati esattamente a questo punto: una crisi generale nei rapporti egoistici, da cui daremo vita a un nuovo essere umano e a una nuova umanità.

Nella nuova rete di connessioni che costruiamo tra noi, scopriremo il flusso di una forza interiore che risiede nelle profondità della natura, una forza di elargizione positiva, amore e dazione. È una forza vitale che dà origine a ogni sviluppo. Acquisiremo le sue qualità, ci avvicineremo all’equilibrio con essa e poi comprenderemo che abbiamo dovuto evolverci in opposizione ad essa, proprio per poterne percepire la natura attraverso il contrasto. Discernendo questi opposti, ego contro amore, svilupperemo la capacità di comprendere quanto sia sublime, potente, eterna e perfetta la forza dell’amore e ci fonderemo con essa sempre di più.

Perciò, la legge “Ama il prossimo tuo come te stesso” diventa una condizione necessaria per raggiungere la prossima fase evolutiva dell’umanità: uno stato armonioso e perfetto di realizzazione, appagamento e piacere come nient’altro al mondo.

Basato sull’episodio 13 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman dell’11 gennaio 2012.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Un matrimonio può sopravvivere senza amore?

L’abitudine prende il posto della felicità. Se diamo continuamente al nostro partner, se investiamo ogni giorno nella relazione, allora ci diventa caro. L’essere umano è un piccolo egoista, la cui natura è un desiderio egoistico di piacere. L’amore significa ricevere appagamento. Se non c’è appagamento, non c’è amore.

L’amore cresce attraverso atti quotidiani di dazione, fino a quando entrambi i partner non possono più vivere senza donarsi reciprocamente gioia. Proprio come una madre prova felicità quando il suo bambino sorride dopo aver mangiato un cucchiaio del suo cibo, così si costruisce l’amore.

La saggezza deriva dalla comprensione della natura umana. Siamo egoisti. Cambiamo da un momento all’altro. Siamo incoerenti, per quanto vorremmo esserlo.

La vita familiare si fonda su concessioni reciproche. Possiamo concedere qualcosa al nostro coniuge non perché siamo nobili, ma perché riconosciamo di non poter controllare completamente la natura umana.

Se superiamo insieme questa natura, possiamo costruire una relazione duratura e forte. Fino ad allora, dobbiamo mantenere con pazienza e compassione il legame che abbiamo e continuare a costruirlo.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 2 febbraio 2020.

Scritto/curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che ruolo gioca l’indipendenza finanziaria nel mantenere un matrimonio sano?

Oggi, negli Stati Uniti, un americano su cinque nasconde un conto corrente o una carta di credito al coniuge. Si pone la questione se questa tendenza crescente verso l’indipendenza nelle relazioni sia positiva o negativa.

L’indipendenza, quando radicata correttamente, è infatti positiva, ma non nel modo in cui la gente pensa solitamente. La vera indipendenza in una relazione non deve essere finanziaria o superficiale. Deve piuttosto essere basata sull’amore. Quando sentiamo che il nostro partner ci ama, ci sentiamo sicuri. Sappiamo di avere un aiutante che si preoccupa veramente per noi. In questa fiducia scopriamo la vera indipendenza.

L’indipendenza può manifestarsi sia in modo negativo che positivo. Qui parlo di indipendenza positiva: la libertà interiore che deriva dal sentirsi amati. Quando sentiamo che il nostro partner ci ama e, accanto a lui, i nostri figli e forse qualche altra persona che ci tiene, sperimentiamo una fiducia autentica, che crea naturalmente un senso di indipendenza.

Allo stesso tempo riconosciamo un diverso tipo di dipendenza: dobbiamo mostrare a queste persone le stesse qualità che mostrano a noi, dando loro un senso di fiducia e di indipendenza proprio come loro fanno per noi.

Questo solleva la questione: rispetto a cosa dovremmo o non dovremmo dipendere l’uno dall’altro? La risposta è che dobbiamo costruire relazioni in cui non ci sentiamo costretti, sotto pressione o obbligati. Bisogna fare tutto l’uno per l’altro naturalmente e volentieri, per amore. Quando ci amiamo veramente, siamo pronti a soddisfare i desideri dell’altro senza sentire alcun peso.

Dovremmo quindi capire cos’è l’amore. Non è solo una reazione chimica nel corpo o un’emozione passeggera. L’amore è quando trattiamo gli altri meglio di noi stessi. È quando accettiamo i desideri di un’altra persona e li mettiamo al di sopra dei nostri.

Un tale amore non esiste nella nostra natura egoistica e amante di se stessa. Dobbiamo quindi imparare questa qualità collegandoci a un ambiente che applichi il metodo per trasformare la nostra natura egoistica nel suo opposto altruistico. Impegnandoci in un’educazione continua a questa trasformazione, possiamo poi accettare seriamente questo compito e attuare questo cambiamento nella nostra vita.

Questo è l’argomento principale della saggezza della Kabbalah, il fondamento su cui esiste, si sviluppa e ci permette di elevarci al di sopra di noi stessi e di amare sinceramente gli altri. L’amore deve essere coltivato, con attenzione e consapevolezza, dentro di noi. Allora possiamo costruire la vera indipendenza, la connessione e rivelare una vita di armonia e pace.

Tratto dalla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” di KabTV in onda il 7 maggio 2018.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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L’amore è una forza della natura?

L’amore è la forza più potente della natura. Crea, genera, dà origine a sistemi e sostiene la vita. Ma perché la definiamo la “forza” dell’amore?

Nel nostro mondo, amore significa attrazione. Ci sentiamo attratti da qualcosa che ci dà piacere, soddisfazione o una sorta di appagamento interiore. Questo “qualcosa” può essere un suono, un colore, una forma, cioè non deve essere necessariamente una persona. Ma funziona allo stesso modo con le persone. Siamo attratti da ciò che ci dà piacere.

Molti filosofi disquisiscono su come la natura ci ami. Nella saggezza della Kabbalah, usiamo il termine “natura” in modo intercambiabile con “il Creatore”. Ma cosa significa veramente che la natura ci ama e che noi dovremmo amare la natura a nostra volta?

L’amore è la legge più fondamentale della natura. È la forza di attrazione reciproca che permette la connessione, la continuazione e la vita stessa. È per questo che l’atto della riproduzione, la continuazione della vita, deriva dall’amore. Non è solo un’emozione, ma una funzione che porta all’armonia e all’equilibrio. I sistemi della natura operano attraverso questo desiderio reciproco di dare e ricevere, di sostenersi a vicenda.

Ma quando parliamo di amore umano, di solito parliamo di qualcosa di molto diverso. L’amore umano si basa sull’interesse personale, sul modo in cui ciascuno trae vantaggio dagli altri. Anche se facciamo del bene agli altri, è perché proviamo piacere nel farlo o perché riceviamo qualcosa in cambio. L’amore altruistico puro, in cui si considera solo il benessere dell’altro, è assente dal nostro mondo. Le persone non amano semplicemente senza un motivo. C’è sempre un vantaggio personale, anche se nascosto.

Ecco perché l’amore può trasformarsi in odio molto rapidamente. Se amiamo qualcuno, ci aspettiamo di ricevere qualcosa in cambio: attenzione, lealtà, piacere e conforto. Ma se quella persona ci tradisce, ad esempio ci inganna, allora la stessa fonte da cui ci aspettavamo piacere ora ci provoca dolore. Questo cambiamento genera odio. L’amore scompare perché non era basato sul dare, ma sul ricevere.

Cosa deve cambiare in noi per risvegliare il vero amore incondizionato? Per raggiungere l’amore incondizionato è necessario elevarsi al di sopra di noi stessi. Cioè, a prescindere da come gli altri ci trattano, che sia bene o male, continuiamo a trattarli con gentilezza, attenzione e rispetto. Quando smettiamo di fare calcoli in base a ciò che riceviamo e iniziamo a vivere per dare, l’amore assoluto diventa possibile. Allora, e solo allora, entriamo in contatto con la legge eterna della natura: la forza dell’amore.

Basato sulla trasmissione “Abilità comunicative” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 23 ottobre 2020.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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