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Saggio amore

Se il Creatore vuole portarci alla somiglianza con Lui, allora, come può Lui risvegliare in noi il sentimento della Sua grandezza, il valore della proprietà della dazione, affinché desideriamo cambiare il nostro stato di esistenza in favore del Suo? Lui non ha molte opzioni, siamo obbligati ad ascendere a piccoli passi, facendo sempre tentativi di scegliere un grado più elevato al di sopra del nostro presente stato.

A causa di questo, il Creatore non può rivelarci il suo amore! Di fatto, se l’ amore fosse rivelato, rovinerebbe immediatamente tutta la scala dei gradi spirituali e tutto ciò che li differenzia.

Un bambino è il capo di una famiglia e chiede costantemente ai genitori, presumendo che vivano per lui e si approfitta del loro amore. Se tuttavia, si trova in casa d’ altri, agisce in maniera totalmente differente: non farà richieste come avrebbe fatto in casa sua, sarà timido e spaventato; ma in casa sua non ha vergogna, né paura.

Pertanto, se il Creatore ci rivela il suo amore, noi, come bambini maleducati, non saremmo mai capaci di apprezzare la sua grandezza ed ascendere a Lui. In questo mondo, siamo spinti dall’ istinto naturale che ci spinge a crescere e ad evolvere; ma nel mondo spirituale, questo istinto non esiste. Dobbiamo sviluppare questo desiderio per conto nostro.

D’ altra parte, se il Creatore rivelasse se stesso come un Essere amoroso, noi non faremmo del tutto caso a Lui. Pertanto, Lui si deve occultare con il fine di darci un’ opportunità di evolvere ed apprezzare la Sua magnificenza nell’ oscurità. Nella Luce, non saremmo capaci di farlo.

Questo è proprio quello di cui le forze impure (Klipot) si lamentano; esse vorrebbero scoprire il Creatore prima di ricevere lo schermo. In tal caso, non avremmo nessuna possibilità di riuscire a dare a tutti.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.01. 2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

Molto semplicemente, sull’ amore

Domanda: Qual è il vero amore ed è davvero possibile?

Risposta: In quanto alla descrizione, siamo così unici e complessi che non possiamo amare veramente il nostro partner, i nostri genitori ed i bambini e neppure le persone intorno a noi, l’ umanità o il Creatore, a meno che tutto si intrecci in un tutt’ uno!

Ci stiamo sviluppando in maniera tale che la nostra natura non ci lascia amare solo una persona in particolare. Una persona pensa di amare i suoi figli, sua moglie e forse alcune altre persone, ma alla fine non ha successo con nessuno di loro. Vede che costantemente si rompe qualcosa, schiacciandola e chiudendola tra le pareti con tutto il suo desiderio di amare. Ma perché è così?

La saggezza della Kabbalah ci rivela questo segreto dicendoci che l’ amore può essere assolutamente perfetto e generale. Se non ami tutti, non ti verrà permesso di sentire l’amore per nessuno. Questo significa che devi amare tutto quello che c’ è: il Creatore, l’umanità, il mondo, le persone vicine e care e coloro che sono lontani, come un tutt’uno. Questa è l’ unica maniera di raggiungere l’ amore. Al contrario, è impossibile. Mi dispiace dovertelo dire ma è la verità.

Inoltre, pensiamo che l’ amore sia qualcosa di molto elevato, qualcosa di celestiale. In verità, l’ amore è una bestia, è qualcosa di molto semplice: l’ atto dell’ unione della “carne con la carne”; però, se vuoi elevare questa bestia che vive dentro di noi che è chiamata “amore”, allora dobbiamo alimentarla con qualcosa chiamata “concessioni reciproche”.

Mi dono a te, pertanto alimento il nostro amore che diventa “più intimo”, poi mi cedi il passo ed il nostro amore cresce. Dato che tutti siamo egoisti, le concessioni sono l’ unica azione che ci può aiutare a coltivare l’ amore.

Dobbiamo imparare a concedere! Ci sono solo due principi per amare: il primo è costruire l’ amore sulle concessioni ed il secondo è che l’ amore può esistere solo includendo tutti ed allora, anche l’ amore per ogni persona individuale diventerà realtà.
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(Da un discorso con Arkadi Duchin, 22.12.2010)

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Come rompere il muro tra di noi

Domanda: Come la sofferenza, porta all’ improvviso la persona alla dazione?

Risposta: Certamente, da un punto corporeo, in “senso comune” è impossibile raggiungere la dazione in questa maniera. Se una persona si sente male, allora pensa solo alla maniera per migliorare la sua situazione, a come aggiustare il problema direttamente per riempire il vuoto.

È così che funziona la psicologia umana: se mi sento male o mi manca qualcosa, mi dirigo da un dottore per le cure, cerco di produrre più denaro, rubo qualcosa, o faccio qualsiasi altra cosa per riempire il vuoto; però dopo tutti questi tentativi ed un certo numero di colpi, comincio a chiedermi “Quando avrà fine tutto questo?”.

Una persona cade nella disperazione, nella depressione o comincia ad usare droghe, tutto questo solo per calmare in qualche modo il suo dolore, perché vede che niente di quello che fa la aiuta. Così, come è possibile realizzare il passaggio alla dazione? Per questo fine noi abbiamo preparazioni nel livello materiale così come nei geni spirituali.

A livello materiale, la persona comincia a pensare a dare perché vede che non ha alternativa. È preparata a dare agli altri in modo che anche loro le diano, così tutti ci sentiremo bene; al contrario, ci divoreremo a vicenda come bestie selvagge.

Questo è un semplice calcolo egoistico a livello del nostro mondo ed è specificatamente possibile perché noi non ci troviamo nel grado animato, anzi possediamo un’ arma molto pericolosa che permette ad ognuno di noi di distruggere tutti. Questo ci porterà inevitabilmente alla conclusione che dipendiamo solamente dalla dazione. Adesso molti già lo capiscono e solo un pazzo desidererebbe una futura guerra.

Tuttavia, a parte la ragione materiale, che ci fa capire che la dazione può essere utile, le nostre Reshimot (geni spirituali, impressioni) della frammentazione, si stanno risvegliando in noi, in modo crescente, dalle più semplici alle più grossolane. Esse ci fanno sentire che ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata e ci portano disillusione riguardo al nostro sviluppo.

Quelli che stanno progredendo sotto la pressione della materialità e delle Reshimot spirituali, cominciano ad essere più vicini. Risulta che i kabbalisti che si dedicano al loro sviluppo spirituale e le persone, che a prescindere dal fatto che conducano una vita materiale normale, stanno cominciando ad interrogarsi sul significato della vita, stanno cominciando ad essere più vicini tra loro. Anche se queste ultime non hanno un punto nel cuore, si pongono comunque simili interrogativi.

L’ opinione delle masse si sta gradualmente avvicinando all’ opinione dei kabbalisti. Esiste ancora un muro che li separa, ma la gente comune si sta avvicinando sempre di più a cercare una risposta, anche se ancora non si sta chiedendo come correggersi. Arriverà un momento in cui verranno e chiederanno “Cosa dobbiamo fare?”. Allora tu dovrai essere pronto per mostrare loro in che modo raggiungere la perfezione.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2010, “La Pace”)

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Impressioni dal Congresso, Parte 2

Estratti delle lettere, nelle quali le persone condividono le loro impressioni sul Congresso:

“Nella nostra vita ci sono due stati di esistenza totalmente isolati tra di loro. Uno è lo stato del congresso, che comincia esattamente nel momento in cui il congresso precedente finisce ed è la sua continuazione; e l’altro è tutto quello che succede nella vita.

Questa sensazione è stata registrata per un tempo, ma solo adesso, tutto il mondo ha cominciato a parlarne e c’è la necessità di fare qualcosa a riguardo. Lo stato del congresso è un regalo che abbiamo ricevuto dall’alto, perché esercitando il nostro sforzo, dobbiamo trasferirlo all’altra parte delle nostre vite?

Per fare in modo che smettano di essere due condizioni isolate, ma per permettere che l’intensità della vita interiore che abbiamo sperimentato durante il congresso, si manifesti durante il tempo che trascorre tra i congressi, dobbiamo lavorare in noi stessi, come con le faccende di casa, invece di cadere dopo, nell’auto compassione …”.

“Adesso c’è confusione nella mia testa, è atterrita di ritornare alla vita quotidiana, nella quale, invece della semplicità materiale e della pienezza spirituale, all’improvviso tutto si frammenta in molteplici, piccoli ma aggressivi problemi materiali che stordiscono l’interiorità. La cosa migliore da fare dopo il congresso è cominciare a prepararsi per quello successivo. Come vedete più in là il nostro sviluppo generale?”
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Preparandoci per la Lezione ancora una volta

La Luce costruisce la nostra connessione e ci rivela il Creatore solo dentro di essa. Dobbiamo aspirare a questo non per il nostro bene, ma solo per dare piacere a Lui. Una volta che raggiungiamo l’amore per il Creatore, ci rivelerà il suo amore per noi. Tutto il nostro studio ha lo scopo di rivelare o risvegliare il nostro amore per il Creatore.

Ovviamente, in questo momento non sentiamo la minima necessità per questo. Ci ricordiamo dell’esistenza della Forza Superiore solo quando ci sentiamo male. E’ la nostra natura che ci fa agire solo quando ci manca qualcosa, desiderosi di completare e riempire noi stessi.

Noi non sentiamo alcun bisogno del Creatore e tanto più d’amarlo. Ma se proviamo aartificialmente ad aspirare al Creatore per mezzo del lavoro nel gruppo, progressivamente avremmo provocato l’influenza della luce su di noi che ci porta qualità speciali, quelle dell’amore e della dazione.

La qualità può essere diretta solo verso il Creatore poiché Egli è il solo ad esistere attraverso noi. Tuttavia, al fine di arrivare a Lui siamo stati posti in uno stato speciale chiamato “questo mondo”. Qui, con l’aiuto dei nostri familiari e amici, possiamo fare sforzi e pratica per acquisire l’amore per l’ambiente adeguato. Poi andremo dall’amore per le creature al grado di amore per il Creatore.

E’ così che usciremo dall’egoismo, passando dall’amore di sé all’amore per il prossimo, e tramite la nostra famiglia e gli amici, acquistiamo l’amore per il Creatore.

Poi si rivelerà la vera natura degli “strumenti” che abbiamo usato. Si scopre che il Creatore stesso divide la nostra realtà in questo modo, così d’avere la possibilità di venire a Lui per mezzo di questi “esercizi”. In realtà non c’è nulla oltre a me, che include tutta la realtà e il Creatore, che è al di sopra di essa.

Cerchiamo quindi di costruire l’intenzione di ricevere la Luce che Riforma dallo studio reciproco, al fine di rivelare l’amore tra noi e il nostro amore al Creatore.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 24/11/10, Lo Zohar).

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Unità in tutto

Il principio di amare il tuo prossimo come te stesso, sintetizza e include tutte gli altri . Noi stiamo adempiendo il principio del timore e il principio dell‘ amore attraverso l‘ unità, annullandoci davanti al gruppo, e attraverso la garanzia mutua, rilevando la Luce che riforma. La Luce ci sta portando questi stati di paura e amore.

L‘ insieme di tutto questo è chiamato “ l‘ adempiere dei 613 comandamenti“. Questo vuol dire parlare della correzione dei desideri. Ogni desiderio neutralizza il proprio egoismo e acquisisce uno schermo, l‘ intenzione della dazione.

Non riesco a vedere i gradini della scala prima del tempo. Li sto costruendo da me, attraverso l‘ auto rinuncia, che mi consente di aggrapparmi al gruppo sempre più forte. Questo è come si forma, dentro di me, il proprio kli, puntando verso l‘ unico Creatore. Questo richiama il principio “ il singolo corrisponde al singolo“.

Tutti i nostri sforzi e correzioni sono diretti a costruire quest‘ unità. Una persona discerne questo aspirando verso di esso e reprimendo tutto il resto. Con chi si dovrà unire ? Con il gruppo, che lo valuterà usando un solo criterio: lo scopo. Egli si unisce solamente a questo punto dello scopo che è presente nel gruppo e a nient’ altro che possa esistere dentro quelli intorno a sé. Egli si sta chinando davanti all ‘ unità, la sta focalizzando.

Allora, egli è singolo e si unisce al singolo gruppo, scartando qualunque altra cosa che desiderasse, per rivelare l‘ unico Creatore, che è Buono e fa Bene: la qualità della dazione. Quindi , attraverso l‘ amore per gli altri, una persona acquisisce l‘amore per il Creatore.
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(Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 28/10/2010 , “ Secondo quello che viene spiegato riguardo “Ama il tuo amico come te stesso“)

Dolce è il desiderio del cuore

Domanda: Non basta la nostra sofferenza in questo mondo che dobbiamo anche sentire ancora più dolore mentre lottiamo per il Mondo Superiore? Sembra che le persone raddoppino le loro sofferenze mentre s’imbarcano nel viaggio spirituale, non è cosi?

Risposta: Questo è vero. La tua sofferenza aumenta in modo che tu possa coprire la distanza spirituale più velocemente! Cos’altro potrebbe darti la possibilità di iniziare? Tuttavia, non riceviamo sofferenza dall’Alto, ma da noi si pretende di trovare questo mal d’amore per conto nostro. La Luce che Riforma evoca in noi un sentimento di desiderio nel cuore per questo, e noi iniziamo ad andare avanti motivati da quest’ultimo. Non è paragonabile alle sofferenze di questo mondo, dove siamo come degli animali che siano stati picchiati e non capiscono il motivo, e semplicemente iniziano a muoversi per allontanarsi dai colpi.

Dipende da noi iniziare ad agire. “Va bene, aspettiamo l’aiuto dall’Alto, che si occupi di tutto quanto” Che tipo d’aiuto ti aspetti che posa arrivare? Solamente le sofferenze di questo mondo ci forzeranno ad agire!

Altrimenti, se ti colleghi ad un gruppo, tu riceverai sofferenza spirituale ed inizierai ad avanzare prima. Sarà una sensazione di vuoto spirituale, un desiderio del cuore, mal d’amore. Allora non sarai costretto ad essere trascinato dalle sofferenze corporali. Se fai uno sforzo per andare avanti alla velocità che ti viene assegnata, d’accordo ai tuoi geni spirituali (Reshimot) non sarà necessario tirarti “verso la felicità con una bacchetta”.

È vero che quando ascendi cosi in alto che tu possa collegarti con tutte le altre anime, inizi a sentire dolore come una madre soffre quando vede il dolore dei propri piccoli. È per questo che pensiamo che anche i Kabbalisti soffrono in questo mondo.

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Amore sconfinato

Una domanda che ho ricevuto: Come possiamo conservare in noi il bisogno di dare?

La mia risposta: Il bisogno di dare che proviene dall’amore non si estingue mai. Non potrai mai dire “è abbastanza!”. Al contrario, più dai, più grande sarà il tuo bisogno di dare. Altrimenti non è amore. Se l’amore è limitato ad un certo livello al di sopra del quale non andrai, se senti che il tuo amore ha limiti, allora non è amore.

Tua moglie può spiegartelo molto bene. Le donne possono sentire queste cose in maniera naturale. Un uomo tende a limitare il suo amore perché la sua radice spirituale è la forza dello schermo anti-egoistico che gli detta: “Ecco il limite ed io non sono pronto ad andare oltre”. Al contrario, una donna che vuole provare l’amore di un uomo, non può capire come l’amore possa avere frontiere. Questo è instillato nella nostra natura.

Il piacere non può mai estinguere il desiderio di amare; esso risveglia soltanto un desiderio ancora più grande. Quando dai ai tuoi figli, non dici loro: “è abbastanza, non ti darò di più”. Forse non puoi dare di più a causa di circostanze esterne, ma non puoi restringere volontariamente la dazione verso i tuoi figli.

L’amore annulla tutti i limiti. Noi non capiamo cosa sia il vero amore. Pensiamo che sia qualcosa come riempire il nostro stomaco, ma l’amore è il riempimento del desiderio di qualcun altro. È un’aspirazione a soddisfare un’altra persona. Sento che questo riguarda un’altra persona (non me); sento la distanza tra di noi. Inoltre, voglio riempire questa persona.

Qui stiamo parlando di un Kli spirituale e della scienza della Kabbalah, piuttosto che di baci e abbracci. Tutta la natura agisce in accordo a questo principio della mancanza del suo riempimento; l’amore regna su tutto. Tutto in natura unisce, attira più vicino, oppure al contrario, allontana gli uni dagli altri in accordo a questo principio. Questa unica forza agisce in natura, dal momento che il Creatore è il potere dell’amore. Ecco perché non c’è nient’altro al di fuori dell’amore e dell’odio (cioè, l’amore con un segno negativo).

“Ama il tuo prossimo” non è solo uno splendido slogan, ma piuttosto una legge della natura. Riempire il desiderio di un’altra persona significa sentire noi stessi al di la del tempo, del movimento o dello spazio, al di la di tutte le limitazioni di questo mondo. Significa entrare nella spiritualità. Facendo ciò, raggiungiamo la vita eterna. Altrimenti viviamo come animali e siamo limitati in questo mondo dal nostro corpo materiale.

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Come una madre amorosa che da al proprio figlio

Il Creatore è un puro desiderio di dare. Egli riceve piacere dalla dazione. Egli crea la creatura, il desiderio di ricevere, in modo da poterle donare. Il Creatore prova piacere dalla dazione? Si! Dona per sentire piacere? No! Egli riceve piacere dal fatto stesso che vuole dare. Diciamo che Egli soffre a causa della nostra riluttanza nel ricevere il Suo piacere, ma è semplicemente per mezzo della nostra percezione limitata che noi percepiamo la Sua “sofferenza” relativa a noi stessi.

Noi, d’altro canto, siamo il desiderio di ricevere e la nostra gioia risiede esclusivamente nella ricezione. Questo desiderio non può essere cancellato in noi; ha soltanto bisogno di essere corretto. Il desiderio corretto trarrà piacere dall’essere riempito, ma il suo riempimento verrà riempiendo gli altri.

Come è possibile? Riempirò me stesso? Si, ma solo riempiendo qualcun altro, e facendo ciò mi sentirò come se stessi riempiendo me stesso. Sarò come una madre che riempie suo figlio e ricava piacere da questo stesso atto; ma una madre ama suo figlio e da ciò ne consegue che anche io ho bisogno di acquisire questo amore. Se tento di amare il desiderio di un altro, allora tutto quello che lui riceve sarà anche il mio riempimento. L’amore unirà il nostro desiderio in un tutt’uno. Inoltre l’amore renderà il desiderio altrui più importante per me del mio stesso desiderio.

Quindi, tutto ciò di cui ho bisogno è il potere dell’amore; e questo potere può essere solo ricevuto dal Creatore, perché Egli è il solo che ama. L’amore è la Sua qualità. Chiedi a Lui e lo dividerà con te. Anche tu sarai capace di amare, siccome l’amore si eleverà al di sopra di tutto il tuo odio.

In questo risiede la dazione della Torà (Kabbalah): un potere che proviene dall’Alto unisce il tuo desiderio a quello degli altri, e tu cominci ad amarli come te stesso. “Come te stesso” significa anche di più di te stesso. Il tuo amore è così grande che ti obbliga a prenderti cura degli altri anche prima di prenderti cura di te stesso. Diventi come una madre che è preparata a dare a suo figlio ogni cosa del mondo.

A livello animale un simile comportamento è forzato dalla natura (il Creatore); ma a livello umano, dobbiamo raggiungere questo stato da soli.

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Richiedere l’Unità


Domanda: Continuo a leggere che bisogna rivelare l’amore del Creatore, però al posto di questo scopro l’odio. Cosa fare?

Risposta: Questa è una scoperta notevole. Tuttavia, non vi ha fatto piangere, la situazione ancora non sembra insopportabile. Forse a volte si dimostrano quanto sei bravo, e talvolta l’odio verso gli altri ti fa odiare te stesso. Qui manca ancora la consapevolezza del fatto che da questo dipende tutto il tuo buon futuro . Manca la sensazione che il Creatore si cela nel rapporto tra di noi.

Creatore parlò a Mosè: «Andiamo dal Faraone.” – Ciò significa che devo parlare contro il loro male iniziale (il faraone) e costringerlo a rispettare il buon inizio (il Creatore). Dopo tutto, dopo essere stato liberato dal suo proprio egoismo (da Egitto), ci troviamo, a rivelare il Creatore, con la necessità di diventare come una persona sola, con un cuore solo, per unirsi – ciò vuol dire che si è attorno al monte Sinai (odio reciproco), unirsi e rivelare nella nostra unione il Creatore, la più alta dimensione.

E ora, devi andare dal tuo Faraone – ed esigere che dia il permesso di unirsi con gli altri, perché solo nell’unione tu scopri il Creatore.

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