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Roviniamo le nostre stesse vite

Nel Mondo Superiore ci sono solo amore ed unità, ma per il momento questi arrivano nel nostro mondo nella maniera contraria perché il nostro mondo è opposto a quello spirituale. L’ amore assoluto discende a noi dall’ alto, dal Creatore, però qui, con i nostri occhi, vediamo il peggio dei mondi! Le azioni sante della dazione nel mondo superiore, influenzano il desiderio egoista qui, in questo mondo, evocando reazioni opposte ad esso; però le forze stesse sono meravigliose!

È come se io venissi da te con amore e regali dal profondo del mio cuore, desiderando condividere tutto il mio tesoro con te, ma vedendo quanto ti amo, sei felice perché puoi usare questa cosa e succhiarmi tutto. Tu pensi, “Quanto è meraviglioso che lui sia così buono perché adesso posso rubargli anche le ossa e distruggerlo!”.

L’ amore ed un’ attitudine gentile escono da me, ma le ricevi e le usi in maniera completamente opposta. È così che il Creatore ci da tutte le opportunità e la bontà, ma noi usiamo la sua buona attitudine attivando il nostro egoismo. Attiviamo tutta la sua forza e facciamo tutto al contrario!

Il Creatore è buono, perfetto ed immutabile. Questa è l’ unica forza che governa tutto l’ universo; però, dentro di noi, questo bene si rivela per mezzo delle azioni e della forma nelle quali siamo incapaci di percepire la Sua bontà. È per questo che nel nostro mondo vediamo la gente che si ammazza a vicenda e vediamo che viviamo in un mondo che non può essere peggiore!

Tuttavia, se cambio la mia visione, allora vedrò il perfetto Mondo dell’ Infinito, la Luce superiore che riempie l’ intero universo, la Santa Shechinà. In realtà però nulla è cambiato, ho semplicemente comprato un nuovo cannocchiale.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 9.02.2011, “L’essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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Una ricetta per la felicità? Grazie, anzi no!

Domanda: Può la Kabbalah aiutare una persona a trovare la reciproca comprensione tra uomo e donna o aggiustare le relazioni nelle famiglie o al lavoro?

Risposta: No, non si può creare una bella vita per se stessi in questo mondo con l’ aiuto della scienza della Kabbalah. Una vita bella giunge come risultato dell’ utilizzo di tutta la negatività che ci viene rivelata al fine di ottenere l’ amore per il prossimo e l’ amore per il Creatore. Allora i desideri nei quali ci sentiamo male non si manifesteranno più in noi. La scienza della Kabbalah non mente alle persone! Non si tratta di psicologia o di ciarlataneria; non è misticismo o l’utilizzo di strumenti magici per migliorare le nostre vite!

La Kabbalah dice che il male che ci viene rivelato ha uno scopo da raggiungere. Serve a spingerci verso la correzione. Non si devono annullare i desideri nei quali ci sentiamo male ma, invece, dobbiamo ammettere che questi desideri sono il male perché provocano il nostro odio verso il prossimo, e quando correggeremo l’ odio con l’ amore, saremo in grado di godere dell’ amore per il prossimo e allora i desideri negativi non ci verranno più rivelati.

Se si vuole creare una famiglia o si è già sposati o fidanzati e ci sono dei dissapori, dell’ animosità o delle incomprensioni tra la coppia, queste incomprensioni non si possono correggere senza aver corretto il nostro atteggiamento verso la creazione ed il Creatore. Il Creatore è in mezzo: “Marito e moglie, e la Shechina tra loro”

Per il momento la Shechina è ancora in esilio. Viene rivelata come una forza negativa e dannosa, la forza dell’ odio reciproco che ci mette gli uni contro gli altri. Il Creatore fa così di proposito in modo da non farci connettere al precedente livello animale, al modo in cui l’ animale femmina di unisce all’ animale maschio al fine di procreare, ma per provocare l’ unione di due anime in un’ anima sola e rivelare la forza comune della dazione che ci connette insieme.

Se siamo capaci di correggere le relazioni in questo modo, diventeremo veramente una famiglia. Altrimenti non saremo in grado di farlo. La Kabbalah non ci dà spinte, soluzioni, o medicine per il nostro stato attuale, ma ci eleva in un nuovo stato dove saremo capaci di essere felici, avere successo e sentirci perfetti.

Tutta la sofferenza, i problemi, ed i colpi sono presenti nel nostro mondo non per portare pace e perfezione al mondo stesso, ma per elevarci al di sopra del nostro mondo. Altrimenti è uguale alla costruzione del regime comunista russo. Se facciamo qualcosa non per il bene del Creatore, cioè non per raggiungere la dazione assoluta, allora non conquisteremo niente.

Io mi sento male, ho dei problemi con la mia famiglia, al lavoro, con i miei figli, con la salute, e voglio avere successo in tutti questi campi. La Kabbalah dice che mi sentirò bene? Allora va bene, sono d’accordo a studiare la Kabbalah! Per farlo devo donare agli altri? Allora sono anche disposto a donare agli altri – qualsiasi cosa pur di sentirmi bene.

Questo è ciò che si chiama Lo Lishma (non per il bene del Creatore). Questo significa che conosciamo il metodo e che vogliamo metterlo in pratica per il bene di tutti in modo che anche noi ci sentiremo bene. Ora tutto dipende in quale proporzione siamo disposti a donare agli altri per migliorare il nostro stato.

All’ inizio è l’1% per gli altri ed il 99% per noi. Poi è l’opposto: il 99% per gli altri e l’1% per noi finché non acquistiamo la forza che rende capaci di non volere nulla per noi stessi. “Non mi interessa cosa mi succede, voglio donare agli altri.” Questo è ciò che si chiama “donare per il bene della dazione.”

Così facendo, non saremo mai capaci di ritornare ad una vera vita materiale di successo. Tutti i metodi che dicono di poter raggiungere questa condizione di vita stanno mentendo, e la Kabbalah ci dice fin dal principio che questo è impossibile perché tutto il male che c’è in questa vita esiste per elevarci ad un nuovo livello.

Perciò, se applichiamo la scienza della Kabbalah per migliorare questa vita e incominciamo a vendere dell’acqua benedetta o i fili rossi, allora diventerà un veleno mortale. Dobbiamo comprendere che la ragione dello stato generale in cui si trova il mondo sta nella necessità di elevarci, non di migliorare la nostra situazione. Questa è la differenza tra la Kabbalah e gli altri metodi.

Quindi, se qualcuno vi promette una bella vita in questo mondo, o la salute o la felicità nella vostra vita personale, non credeteci – è una bugia e va contro la natura! La natura desidera elevarci al livello “umano”. E quando si aspira a questo stato, tutto arriva al posto giusto nel modo più sorprendente possibile!
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(Dalla 4 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2011 “L’ essenza della saggezza della Kabbalah.”)

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L’ unione di venti miliardi di persone

Domanda: Vediamo che l’ uomo è un predatore. Tutto il significato della sua esistenza sta nel divorare che gli è vicino per conquistare il suo obbiettivo. Se raggiungeremo il sostegno reciproco e la popolazione della terra aumenterà fino a 20 o 25 miliardi di uomini, come si potrà realizzare di fatto tutto questo?

Risposta: Qual è il problema di essere in venti miliardi di persone? Immaginiamo che siano tutti nostri parenti e di sentirci una cosa sola con loro. Non ci darebbe affatto fastidio di stare con loro. Al contrario, cambieremmo il nostro atteggiamento verso gli altri: ci sentiremmo meglio ad averli tutti quanti il più vicino possibile.

Seguito della domanda: Ma cosa succederà se non ci saranno dei limiti?

Risposta: Ogni persona si pone dei limiti. Immaginiamo una madre con venti miliardi di figli. Questo numero potrebbe preoccuparla se lei avesse tutto quello che a loro servisse? Ella esiste nel mondo dell’ Infinito, cioè nel mondo della Luce, della soddisfazione, dell’appagamento e dell’abbondanza senza limiti.

Naturalmente, è difficile immaginare il modo in cui una persona può cambiare. Ma se ci troviamo vicino alla persona che amiamo veramente senza alcun tornaconto, allora vogliamo stare sempre con questa persona. Vogliamo averla sempre e il più possibile vicino.

Quindi, quale sarebbe il problema di avere venti miliardi di persone che amiamo? Non ci accorgeremmo di averne venti miliardi. Le sentiremmo tutte insieme a noi. Questo è il massimo stato desiderabile e quello più vantaggioso.

Nella realtà non divideremmo le persone in venti miliardi di individui, ma ci sarebbe un unico noi. Questa è ciò che si chiama inclusione.

Il nostro ostacolo è un problema psicologico. Non riusciamo ad immaginare il modo in cui questo potrebbe avvenire. Noi immaginiamo di esistere nei nostri corpi, ma quando raggiungeremo il reciproco sostegno allora, invece dei corpi, percepiremo il potenziale interiore di ogni uomo.

(Dalla seconda lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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I Kabbalisti sulla Torà ed i Comandamenti, Parte 34

Cari amici, per favore fate le vostre domande su questi passaggi dei grandi Kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Cos’è una preghiera?

Chi non è stato ricompensato con il Suo amore, è come se tutto quello che ha fatto nel suo lavoro nella purezza dell’ anima, il giorno prima, fosse stato completamente bruciato il giorno dopo. E ogni giorno e ogni momento deve iniziare di nuovo [nonostante la disperazione di aver perso il tempo e lo sforzo], come se non avesse mai fatto niente nella sua vita.

E allora: “E figli d’ Israele gemevano a causa del lavoro”, dato che loro evidentemente videro che non sarebbero mai stati capaci di produrre niente, partendo dal loro lavoro. Per questo motivo il loro sospiro e preghiera furono tutto, come deve essere, e pertanto, “Il suo clamore si elevò”, ecc., poiché il Creatore ascolta una preghiera, e aspetta soltanto una preghiera completa. [Pertanto, il nostro compito primario è di guadagnare velocità per raggiungere lo stato di “E figli d’Israele gemevano a causa del lavoro”.]

-Baal HaSulam, Lettera n.57

Il lavoro e la fatica nel cuore durante la preghiera [chiarimento di una preghiera], sono affidabili e di successo, e raggiungono il loro traguardo più degli altri temi nella realtà [ciò che è secondario, esterno, ed esiste solamente per portarlo a una preghiera].

Baal HaSulam, Lettera n.56

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Vivere come un’ anima

Per prima cosa, dobbiamo sviluppare una relazione descritta come “Quello che tu odi non farlo agli altri”, seguita da “Ama l’altro come ami te stesso”. Dobbiamo solo determinare chi è “l’altro” (l’ amico), chi sono io e cosa significa “fare”. Riguarda le azioni della persona in relazione all’ amico, il che deve acquisire una forma tangibile in questo mondo in tutta la specie umana.

Alla fine, queste relazioni si manifesteranno tra gli esseri umani, il che può essere chiamato il Mondo dell’ Infinito e significherà la correzione finale (Gmar Tikkun). Qui, in questa sfera chiamata Terra, tra questi corpi animati, stabiliremo relazioni che saranno chiamate la nostra anima infinita.

Quando arriveremo a questo punto, ci troveremo in un altro mondo. Non ci sarà più la necessità di sperimentare tutta questa materialità e questa si dissolverà dalla nostra percezione. Anche adesso, esiste solamente nella nostra percezione; tutta questa realtà non è nient’ altro che qualcosa di immaginario.

Questo è l’ unico scopo della nostra esistenza sulla terra. Questo è il luogo nel quale tutto avviene.

Prima della caduta del Tempio, quando le persone vivevano nella spiritualità, non vivevano davvero in un’ altra galassia o dimensione, oppure si? È vero che internamente vivevano in un’ altra dimensione con un’ attitudine differente. Tuttavia, insieme a questo, esistevano anche questo mondo, la natura inanimata, vegetale ed animata e tutti vivevano una vita normale. Allevavano il bestiame, amministravano le proprietà, avevano figli, lavoro e pagavano le tasse.

Tuttavia, le relazioni tra di loro erano spirituali, poiché tutti loro vivevano nella dazione reciproca e la conservavano nei limiti delle loro capacità. Ogni persona era importante in base alla sua capacità di dare. Il giudizio era basato sullo stesso principio: dal punto di vista di quanto danno abbia portato una persona alla società e di quanto rapidamente si sia esteso il suo desiderio egoista.

Questa è la maniera nella quale il popolo di Israele, che Abramo portò fuori da Babilonia, visse fino alla caduta del secondo Tempio. Adesso, nel gruppo, dobbiamo realizzare nella pratica quello che la saggezza della Kabbalah insegna, cioè che le nostre relazioni interiori devono essere basate sull’ amore e l’unità, in maniera da poter vivere “come un’anima”.

Non ha niente a che vedere con la vicinanza esterna. Non abbiamo bisogno nei fatti di mangiare dallo stesso piatto, di vivere nella stessa casa e mantenere un’ abitazione collettiva. Tutto è incentrato sulle relazioni interiori.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 12.01.2011, “La qualità della saggezza nascosta, in generale”)

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Impara a vivere senza bugie

Domanda: Impariamo che il processo di correzione è interno e deve essere separato dal mondo esterno; ma dall’ altro lato, viviamo in una realtà unificata ed io sento come la Kabbalah influisce sulla mia vita quotidiana. Sono avvocato di professione e come tale, a volte devo essere astuto con le persone, tuttavia, sento che non possono più continuare a mentire loro! Allora, cosa devo fare?

Risposta: Bene, cosa puoi fare? … Se io sono un membro di una mafia che continua a rubare, allora, come posso restare con essa se non sono più capace di mentire?

Ci sono molte professioni come questa. Se tu sei nel sistema della società egoista, allora lavora secondo queste leggi. Per questo i kabbalisti hanno scelto professioni semplici e non hanno neppure pensato di ascendere a cariche più importanti.

Capisco le difficoltà che nascono quando una persona ha già questa professione ed è difficile per lei cambiare il suo livello di vita. Tuttavia, devi cercare di sistemare la tua vita affinché funzioni nei limiti della giustizia, più o meno, anche se questa non è la giustizia spirituale, ma semplicemente quella del genere umano. Resta in una posizione nella quale non devi mentire, rubare, né danneggiare le persone perché di fatto, sentirai che non sei più capace di farlo.

I progressi spirituali cambiano una persona, per la qual cosa non può più tollerare le menzogne su larga scala, come è consuetudine negli affari tra i normali egoisti. Questo è un problema in molte professioni che riguardano le relazioni umane.

Da un lato, il metodo della Kabbalah si focalizza solo sulla correzione interiore di una persona, sulla sua attitudine con gli amici del gruppo; tuttavia, lei non può nemmeno agire ingiustamente nel mondo esterno.

La persona cambia completamente, perché è un individuo integrale. Non può mentire alla gente con un obbiettivo egoista in mente e danneggiarla. Questa è una conseguenza della correzione.

Al contrario, perché si correggerebbe il mondo se all’ esterno tutto continua ad essere uguale? Alla fine dobbiamo raggiungere la correzione della vita su questa terra. Attraendo la Luce che Riforma su di noi, tutti cominceremo a sentirci in questa maniera e di fatto, lo sentiremo molto di più. Non saremo capaci di mentire o danneggiarci a vicenda.

È vero che amare il tuo prossimo significa amare la sua aspirazione al Creatore; ma quando cominci a cambiare, cambierai anche in relazione a tutto il mondo. È così che la Luce influisce su di noi.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah dell’11.012011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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Saggio amore

Se il Creatore vuole portarci alla somiglianza con Lui, allora, come può Lui risvegliare in noi il sentimento della Sua grandezza, il valore della proprietà della dazione, affinché desideriamo cambiare il nostro stato di esistenza in favore del Suo? Lui non ha molte opzioni, siamo obbligati ad ascendere a piccoli passi, facendo sempre tentativi di scegliere un grado più elevato al di sopra del nostro presente stato.

A causa di questo, il Creatore non può rivelarci il suo amore! Di fatto, se l’ amore fosse rivelato, rovinerebbe immediatamente tutta la scala dei gradi spirituali e tutto ciò che li differenzia.

Un bambino è il capo di una famiglia e chiede costantemente ai genitori, presumendo che vivano per lui e si approfitta del loro amore. Se tuttavia, si trova in casa d’ altri, agisce in maniera totalmente differente: non farà richieste come avrebbe fatto in casa sua, sarà timido e spaventato; ma in casa sua non ha vergogna, né paura.

Pertanto, se il Creatore ci rivela il suo amore, noi, come bambini maleducati, non saremmo mai capaci di apprezzare la sua grandezza ed ascendere a Lui. In questo mondo, siamo spinti dall’ istinto naturale che ci spinge a crescere e ad evolvere; ma nel mondo spirituale, questo istinto non esiste. Dobbiamo sviluppare questo desiderio per conto nostro.

D’ altra parte, se il Creatore rivelasse se stesso come un Essere amoroso, noi non faremmo del tutto caso a Lui. Pertanto, Lui si deve occultare con il fine di darci un’ opportunità di evolvere ed apprezzare la Sua magnificenza nell’ oscurità. Nella Luce, non saremmo capaci di farlo.

Questo è proprio quello di cui le forze impure (Klipot) si lamentano; esse vorrebbero scoprire il Creatore prima di ricevere lo schermo. In tal caso, non avremmo nessuna possibilità di riuscire a dare a tutti.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 3.01. 2011, “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

Molto semplicemente, sull’ amore

Domanda: Qual è il vero amore ed è davvero possibile?

Risposta: In quanto alla descrizione, siamo così unici e complessi che non possiamo amare veramente il nostro partner, i nostri genitori ed i bambini e neppure le persone intorno a noi, l’ umanità o il Creatore, a meno che tutto si intrecci in un tutt’ uno!

Ci stiamo sviluppando in maniera tale che la nostra natura non ci lascia amare solo una persona in particolare. Una persona pensa di amare i suoi figli, sua moglie e forse alcune altre persone, ma alla fine non ha successo con nessuno di loro. Vede che costantemente si rompe qualcosa, schiacciandola e chiudendola tra le pareti con tutto il suo desiderio di amare. Ma perché è così?

La saggezza della Kabbalah ci rivela questo segreto dicendoci che l’ amore può essere assolutamente perfetto e generale. Se non ami tutti, non ti verrà permesso di sentire l’amore per nessuno. Questo significa che devi amare tutto quello che c’ è: il Creatore, l’umanità, il mondo, le persone vicine e care e coloro che sono lontani, come un tutt’uno. Questa è l’ unica maniera di raggiungere l’ amore. Al contrario, è impossibile. Mi dispiace dovertelo dire ma è la verità.

Inoltre, pensiamo che l’ amore sia qualcosa di molto elevato, qualcosa di celestiale. In verità, l’ amore è una bestia, è qualcosa di molto semplice: l’ atto dell’ unione della “carne con la carne”; però, se vuoi elevare questa bestia che vive dentro di noi che è chiamata “amore”, allora dobbiamo alimentarla con qualcosa chiamata “concessioni reciproche”.

Mi dono a te, pertanto alimento il nostro amore che diventa “più intimo”, poi mi cedi il passo ed il nostro amore cresce. Dato che tutti siamo egoisti, le concessioni sono l’ unica azione che ci può aiutare a coltivare l’ amore.

Dobbiamo imparare a concedere! Ci sono solo due principi per amare: il primo è costruire l’ amore sulle concessioni ed il secondo è che l’ amore può esistere solo includendo tutti ed allora, anche l’ amore per ogni persona individuale diventerà realtà.
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(Da un discorso con Arkadi Duchin, 22.12.2010)

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Come rompere il muro tra di noi

Domanda: Come la sofferenza, porta all’ improvviso la persona alla dazione?

Risposta: Certamente, da un punto corporeo, in “senso comune” è impossibile raggiungere la dazione in questa maniera. Se una persona si sente male, allora pensa solo alla maniera per migliorare la sua situazione, a come aggiustare il problema direttamente per riempire il vuoto.

È così che funziona la psicologia umana: se mi sento male o mi manca qualcosa, mi dirigo da un dottore per le cure, cerco di produrre più denaro, rubo qualcosa, o faccio qualsiasi altra cosa per riempire il vuoto; però dopo tutti questi tentativi ed un certo numero di colpi, comincio a chiedermi “Quando avrà fine tutto questo?”.

Una persona cade nella disperazione, nella depressione o comincia ad usare droghe, tutto questo solo per calmare in qualche modo il suo dolore, perché vede che niente di quello che fa la aiuta. Così, come è possibile realizzare il passaggio alla dazione? Per questo fine noi abbiamo preparazioni nel livello materiale così come nei geni spirituali.

A livello materiale, la persona comincia a pensare a dare perché vede che non ha alternativa. È preparata a dare agli altri in modo che anche loro le diano, così tutti ci sentiremo bene; al contrario, ci divoreremo a vicenda come bestie selvagge.

Questo è un semplice calcolo egoistico a livello del nostro mondo ed è specificatamente possibile perché noi non ci troviamo nel grado animato, anzi possediamo un’ arma molto pericolosa che permette ad ognuno di noi di distruggere tutti. Questo ci porterà inevitabilmente alla conclusione che dipendiamo solamente dalla dazione. Adesso molti già lo capiscono e solo un pazzo desidererebbe una futura guerra.

Tuttavia, a parte la ragione materiale, che ci fa capire che la dazione può essere utile, le nostre Reshimot (geni spirituali, impressioni) della frammentazione, si stanno risvegliando in noi, in modo crescente, dalle più semplici alle più grossolane. Esse ci fanno sentire che ci stiamo muovendo nella direzione sbagliata e ci portano disillusione riguardo al nostro sviluppo.

Quelli che stanno progredendo sotto la pressione della materialità e delle Reshimot spirituali, cominciano ad essere più vicini. Risulta che i kabbalisti che si dedicano al loro sviluppo spirituale e le persone, che a prescindere dal fatto che conducano una vita materiale normale, stanno cominciando ad interrogarsi sul significato della vita, stanno cominciando ad essere più vicini tra loro. Anche se queste ultime non hanno un punto nel cuore, si pongono comunque simili interrogativi.

L’ opinione delle masse si sta gradualmente avvicinando all’ opinione dei kabbalisti. Esiste ancora un muro che li separa, ma la gente comune si sta avvicinando sempre di più a cercare una risposta, anche se ancora non si sta chiedendo come correggersi. Arriverà un momento in cui verranno e chiederanno “Cosa dobbiamo fare?”. Allora tu dovrai essere pronto per mostrare loro in che modo raggiungere la perfezione.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2010, “La Pace”)

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Impressioni dal Congresso, Parte 2

Estratti delle lettere, nelle quali le persone condividono le loro impressioni sul Congresso:

“Nella nostra vita ci sono due stati di esistenza totalmente isolati tra di loro. Uno è lo stato del congresso, che comincia esattamente nel momento in cui il congresso precedente finisce ed è la sua continuazione; e l’altro è tutto quello che succede nella vita.

Questa sensazione è stata registrata per un tempo, ma solo adesso, tutto il mondo ha cominciato a parlarne e c’è la necessità di fare qualcosa a riguardo. Lo stato del congresso è un regalo che abbiamo ricevuto dall’alto, perché esercitando il nostro sforzo, dobbiamo trasferirlo all’altra parte delle nostre vite?

Per fare in modo che smettano di essere due condizioni isolate, ma per permettere che l’intensità della vita interiore che abbiamo sperimentato durante il congresso, si manifesti durante il tempo che trascorre tra i congressi, dobbiamo lavorare in noi stessi, come con le faccende di casa, invece di cadere dopo, nell’auto compassione …”.

“Adesso c’è confusione nella mia testa, è atterrita di ritornare alla vita quotidiana, nella quale, invece della semplicità materiale e della pienezza spirituale, all’improvviso tutto si frammenta in molteplici, piccoli ma aggressivi problemi materiali che stordiscono l’interiorità. La cosa migliore da fare dopo il congresso è cominciare a prepararsi per quello successivo. Come vedete più in là il nostro sviluppo generale?”
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