Chi ha guidato l’Esodo dall’Egitto?

L’esodo dall’Egitto significa uscire dal nostro approccio egoistico reciproco e creare nuove relazioni di amore e connessioni positive.

Essere in Egitto sotto il comando del faraone significa che siamo governati dal nostro ego, il quale ci contrappone, l’uno contro l’altro, e ci fa desiderare di trarre beneficio a spese di altri.

Se noi raggiungiamo il desiderio di uscire da quello stato, uno stato di odio infondato in cui ci troviamo, dove i desideri egoistici controllano la nostra vita, e iniziamo a sentire l’un l’altro con cuore aperto, allora una forza collettiva di amore e dazione apparirà tra noi e saremo pronti all’esodo dall’Egitto verso la terra d’Israele.  

La parola “Israele” in ebraico deriva da due parole,“Yashar El” (“diretti a Dio”), che significa avere un desiderio di mirare direttamente alla forza dell’amore e dazione che sono le qualità di Dio o Bore.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

Cosa significa essere veramente liberi?

Essere liberi significa essere liberi dai nostri desideri egoistici, che ci fanno desiderare di favorire noi stessi a spese degli altri e della Natura.

In altre parole, libertà significa liberarsi dalla natura egoistica che ci governa, in modo che invece di pensare costantemente al nostro beneficio personale, pensiamo al beneficio degli altri, di tutti insieme come un unico intero.

Analogamente a come pensiamo a noi stessi oggi, quando diventeremo liberi dal nostro ego, penseremo all’umanità come ora pensiamo a noi stessi. 

Inoltre, anche al di là dell’umanità, pensiamo all’intero universo, alla natura a livello inanimato, vegetale, animale e umano,  come a un unico sistema di cui noi siamo le parti, e che esiste una forza superiore che riempie e sostiene questo sistema.

Accettiamo quindi tutto come il nostro sistema, in cui viviamo e di cui ci prendiamo cura, e che tutto e tutti in questo sistema sono ugualmente importanti, prendendoci ugualmente cura di tutti al massimo delle nostre capacità.

Il raggiungimento di un tale stato di libertà richiede il sostegno reciproco, la considerazione e l’incoraggiamento l’uno dell’altro per superare i nostri desideri egoistici che ci dividono.

Come possiamo raggiungere un tale livello di sostegno, cura e incoraggiamento nella società, per superare l’ego?

Possiamo farlo attraverso l’educazione, cioè adattando le nostre influenze educative, mediatiche, sociali e culturali in modo da imparare perché siamo vivi, per cosa viviamo, come funziona la natura dentro e fuori di noi, cosa vuole la natura da noi, e in modo da raggiungere veramente uno stato di connessione umana positiva, con relazioni amichevoli tra le persone, le nazioni e i continenti, in modo che tutti si connettano in tutto il mondo “come un solo uomo con un solo cuore”.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

 

Cosa fa il profeta Elia?

Elia annuncia l’arrivo del Messia.

Che cos’è  il Messia? Il Messia è una forza che ci fa uscire dai nostri desideri egoistici. In ebraico, la parola “Messia” (“Moshiach“) deriva dalla stessa radice linguistica della parola “tirare” (“Moshech“).

Questa forza ci tira fuori dai nostri problemi e ci porta al grado di amore e di dazione, ossia,  a un desiderio di connessione armoniosa tra di noi e con la forza superiore della natura. Questo è il messaggio di Elia.

L’amore è tutto ciò di cui abbiamo bisogno, per relazionarci con gli altri come con noi stessi, e anche più di quanto ci relazioniamo con noi stessi.

In una sezione dell’Haggadah di Pasqua si dice che noi apriamo  la porta a Elia e uno dei miei studenti mi ha chiesto  in merito a questo: perché ogni anno aspettiamo Elia e lui non viene? Perché non abbiamo mai aspettato il vero Elia. Desideriamo forse amare gli altri come amiamo noi stessi? No. Quindi significa che non aspettiamo Elia.

Chi aspettiamo? Aspettiamo che Elia ci porti un sacchetto di monete d’oro, una nuova auto, un nuovo appartamento, un jet privato, ognuno secondo i propri desideri. Questo è ciò che generalmente ci immaginiamo come la venuta di Elia: che venga per trarne profitto secondo i nostri desideri egoistici.

Elia è la forza superiore che ci connette secondo i nostri desideri di connessione positiva, e che può connettersi fino a raggiungere uno stato di amore reciproco, fino a sentirci come parti di un unico corpo, un unico desiderio, e che l’amore e la dazione della forza superiore dimorano nelle nostre connessioni. Questa è la vera rivelazione di Elia. Nella saggezza della Kabbalah, questo stato è chiamato “la fine della correzione”.

Dovremmo quindi concentrarci sulla forza d’amore e di dazione che può venire a dimorare nelle nostre connessioni, cioè la forza di Elia. Così facendo, sentiremo che ci connettiamo armoniosamente con il mondo intero, che tutti ci abbracciano e che questo è ciò che ci porta al vero esodo dall’Egitto: l’uscita dai nostri desideri egoistici in uno stato armonioso e pacifico di amore, dazione e connessione.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

Il nostro mondo è un’allucinazione persistente

Domanda: Cos’è un’allucinazione secondo te?

Risposta: Gli uomini hanno molti disturbi cerebrali, tra cui questo.

La Kabbalah è materialismo puro. Dal punto di vista della Kabbalah, esiste solo ciò che percepiamo nel nostro desiderio in una forma assolutamente chiara e misurata. Tutto il resto sono correnti vaganti che possono provocare ogni sorta di stato nel nostro cervello, nel nostro desiderio, comprese le allucinazioni, ma non hanno alcuna realtà.

Oggi non sappiamo cosa significhi “realtà” perché viviamo in un mondo irreale. Secondo la Kabbalah, tutto il nostro mondo è un’illusione.

Non c’è da stupirsi se si dice che il nostro mondo è inventato da noi, che appare nella nostra immaginazione. Infatti, tutto ciò che esiste in natura esiste solo nella qualità del dare, nella reciprocità, nella piena regolazione e in equilibrio. E noi, esseri umani, siamo in uno stato di squilibrio.

In altre parole, la natura inanimata, vegetale, animale e spirituale è in equilibrio. Solo noi uomini, al di fuori di tutto questo stato smisurato, siamo in disequilibrio e quindi, sentiamo noi stessi e il mondo circostante in uno stato sbagliato, distorto e minaccioso. In effetti, non capiamo dove siamo e cosa ci sta accadendo.

E quando realizziamo veramente il mondo in somiglianza alla qualità del dare, allora iniziamo a capire che abbiamo visto il mondo che è stato immaginato da noi e che è sorto nella nostra immaginazione falsa e distorta. Ma per quanto riguarda il nostro stato, quando percepiamo il nostro mondo in modo puramente egoistico, questa distorsione è permanente.

Sembra come se avessimo, ad esempio, un qualche problema nel nostro computer che è permanente. Si sa che esiste e si può in qualche modo sopportarlo, continuare a lavorare e persino tenerne conto. Lo stesso vale per noi per quanto riguarda tutti i tipi di allucinazioni, visioni e così via.

Pertanto, il nostro stato egoistico è stabile, perché percepiamo noi stessi e il mondo nel desiderio di essere riempiti e pensiamo solo a noi stessi. Questo stato è concreto, dipendente dalla materia e reale in relazione a noi.

Le allucinazioni sono correnti completamente arbitrarie che vagano nel cervello, e non possiamo tenerne conto.

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Da KabTV’s “ Ho ricevuto una chiamata. Un’allucinazione” 20/8/11

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Che cosa definisce il nostro attuale periodo ?

Siamo in una nuova era di transizione.

Nel corso delle generazioni, l’ego umano, il desiderio di godere a spese degli altri e della natura, si è sviluppato fino al punto in cui non riusciamo più a soddisfare noi stessi,  stiamo raggiungendo uno stato di impotenza nel continuare a cercare di soddisfarci con gli stessi mezzi egoistici.

Viviamo più problemi e crisi su tutti i livelli come mai prima d’ora, con un aumento della depressione, della solitudine, dell’ansia, dello stress, dei problemi di salute mentale, dell’abuso di droghe, dei tassi di divorzio e dei tassi di suicidio, solo per citarne alcuni.

Il nostro modus operandi egoistico del passato si scontra con un nuovo mondo globalmente interconnesso e interdipendente e scopriamo che tutto ciò che abbiamo fatto nei millenni non riesce a soddisfarci oggi. Abbiamo raggiunto la saturazione. Allo stesso modo, non sappiamo come progredire ulteriormente.

Chiaramente, c’è ancora gente che afferma che sia possibile risolvere i problemi attuali con il denaro, potere e vari altri mezzi scientifici o tecnologici. Tuttavia, vedremo che non ci aiuterà nessuna soluzione proposta, poiché nessuna prende in considerazione la radice del problema: che siamo noi a dover cambiare. In altre parole, le nostre connessioni egoistiche, da persona a persona, da gruppo a gruppo, da nazione a nazione, devono diventare altruistiche, in modo da poter vivere le relazioni in armonia, pace e felicità.

L’incontro tra l’ego umano e il mondo globalmente interconnesso e interdipendente porta a un numero crescente di problemi,  quindi è proprio questo punto di connessione umana che dobbiamo aggiustare.

Scopriamo quanto siamo strettamente connessi, ma continuiamo a relazionarci a questo stato in maniera egoistica, in termini di “cosa posso guadagnare?”. Di conseguenza sentiamo la nostra crescente connessione come un grande peso.

Come esseri umani, siamo il più alto dei molti elementi della natura e, di conseguenza, la nostra civiltà deve trovare una sorta di soluzione per attuare le nostre connessioni in modo positivo. Così facendo, risolveremo ogni problema, ma senza una soluzione che ci connetta tutti insieme armoniosamente, non potremo risolvere alcunché.

Possiamo paragonare l’umanità a un unico organismo, di cui ognuno di noi è una cellula. Quando le cellule considerano il loro tornaconto a spese delle altre cellule, l’organismo collassa. Scopriamo così, all’improvviso, che l’umanità si comporta come parti scollegate e discordanti di un organismo. Ora la domanda è: come possiamo connetterci positivamente? Qual è il metodo che può riunirci in armonia?

L’apprendimento che arricchisce la connessione dovrebbe essere il nostro impegno principale oggi, per comprendere al meglio la nostra attuale era di transizione. È giunto il momento di elevare l’umanità a un livello superiore di coscienza, di sentirci tutti come una grande famiglia globale. Dobbiamo aprire le nostre menti e i nostri cuori a questa percezione.

Se raggiungeremo connessioni positive tra di noi, trascendendo il nostro ego, condividendo il dolore degli altri e trasformandoci volontariamente in un mezzo per aiutarli, scopriremo che la qualità divina dell’amore e della dazione entrerà nella nostra esistenza e ci guiderà verso lo stato più elevato della vita.

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Che cos’è un’ esperienza spirituale?

Immagina di svegliarti al buio. Non capisci, non sai e non senti nulla.

Poi piano piano inizi la tua consueta attività mattutina, esci di casa, ti incammini per la strada ed entri nel mondo.

Scorri le notizie, ascolti la radio e parli con la gente.

Così facendo, gradualmente entri nel mondo in cui vivi, allontanandoti dal sonno.

È simile a quando entriamo nel mondo spirituale: riceviamo informazioni, sensazioni, interazioni e tutto ciò che esiste in quel mondo.

Percepiamo un’immensa quantità di energia e di informazioni, il presente, il passato e il futuro, e come tutte le parti del vasto sistema spirituale agiscano all’unisono in modo armonioso.

Noi ci incorporiamo in tale sistema quanto più possiamo, con la nostra mente e la nostra anima, e il sistema ci sintonizza su se stesso.

Noi, come piccoli elementi di un sistema enorme, desideriamo incorporarci in esso e questo agisce su di noi, trasformandoci in sue parti integranti.

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Cosa pensi in merito alla evoluzione dell’umanità e a quanto lontano può arrivare l’umanità?

Il processo di evoluzione  a cui siamo sottoposti è  relazionato alla nostra capacità di adattarci ai mondi superiori, ovvero, per  dirigerci a uno stato di connessione armoniosa “come un solo uomo con un unico cuore”, un’unica umanità che funziona come un unico sistema.

Noi esistiamo in un sistema integrale con una interconnessione e interdipendenza tra le sue parti.

Nel processo, noi abbiamo bisogno di sperimentare che siamo schiavi della nostra natura umana  egoistica, che ci fa desiderare di essere felici a spese degli altri e della natura, fino a raggiungere uno stato di libertà da questa schiavitù nei confronti dell’egoismo.

Qual è  quel luogo di libertà?

È un luogo in cui si scopre l’integralità, una connessione profonda da un capo all’altro della natura, che emerge dal desiderio della forza superiore di amare e di donare.

La forza superiore dell’amore e del dono ci guida e si relaziona con noi come un’unica entità e ci conduce a uno stadio in cui ci concederà una connessione reciproca, in cui ognuno di noi considererà principalmente il beneficio degli altri e dell’intero sistema in cui esistiamo. 

In altre parole, dal vivere  al servizio dei nostri desideri egoistici, in cui   siamo attualmente bloccati, ci sviluppiamo attraverso varie crisi su scala personale, sociale e globale, attraverso le quali otteniamo gradualmente la possibilità di uscire dalla rete egoistica che ci controlla e di entrare in una nuova rete altruistica di connessioni.

Perché abbiamo bisogno di sopportare varie crisi per uscire dal nostro ego?

Perché l’ego umano è molto crudele e noi non siamo in grado di elevarci al di sopra di esso con le nostre forze. Ossia, ci manca la capacità di convincerci che vale la pena essere positivi, gentili e amorevoli con gli altri in tutto il pianeta. Ciò è semplicemente impossibile, posto che la  nostra natura egoistica ci spinge costantemente nella direzione opposta: quella di trarre vantaggio da noi stessi a spese degli altri e della natura.

Perciò, per mostrarci come i nostri atteggiamenti egoistici ci fanno soffrire, la natura ci invia varie crisi che ci obbligano ad affrontare la nostra connessione e la necessità di realizzarla positivamente. Di conseguenza, ci rendiamo conto che non abbiamo altra scelta se non quella di correggere i nostri atteggiamenti reciproci, da egoistici ad altruistici.

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Quando è che l´avere un ego diventa un problema?

L’ego è il desiderio di godere a spese degli altri e il suo problema sta proprio nel fatto che ci fa pensare e agire a spese degli altri.

Ci impedisce di vedere come siamo un tutt’uno con tutte le persone del mondo, così come con le parti inanimata, vegetale e animale della natura.

Al di fuori della percezione egoistica della realtà che il nostro ego ci dà, viviamo in una realtà in cui siamo tutti parti di un unico sistema interconnesso e interdipendente. In questo sistema, l’ego ci fa pensare e agire senza considerarci parti di un intero sistema.

I problemi e le crisi proliferano nel nostro mondo quando il nostro approccio egoistico alla vita continua a crescere, mentre noi diventiamo sempre più interconnessi e interdipendenti.

Al contrario, se pensiamo e agiamo a beneficio dell’intero sistema, se consideriamo il beneficio degli altri e della natura in ogni nostra mossa, allora entreremo in equilibrio con la natura.

Quando raggiungeremo l’equilibrio con la natura, sperimenteremo un importante miglioramento della vita: da una vita di crescenti problemi e crisi, a una vita di armonia e pace.

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Cosa significa realmente “Il prossimo anno a Gerusalemme”?

“L’anno prossimo a Gerusalemme” è una parte ottimistica alla fine dell’Haggadah pasquale, e significa che raggiungeremo un desiderio che include in sé tutti i desideri dell’umanità. In altre parole, ovunque andremo, sentiremo il bisogno di connetterci positivamente con tutti al di sopra delle pulsioni divisive dell’ego.

In tal modo, arriviamo a uno stato in cui la forza superiore si rivela a noi, come è scritto: “poiché tutti mi conosceranno, dal più piccolo al più grande di loro” (Geremia 31:33). Allora costruiamo un sistema di connessione tra di noi, che è chiamato “la casa del Signore”, di cui è scritto: “E la mia casa sarà chiamata una casa di preghiera per tutti i popoli” (Isaia 56:7).

Questo è il significato di noi che costruiamo una rete di connessioni da qualità diversa, dove la forza generale superiore dell’amore e della dazione riempie, crea e sostiene il sistema in cui esistiamo.

Tale sarà il nostro stato futuro.

Se puntiamo alla direzione di connetterci positivamente gli uni con gli altri al di sopra delle nostre pulsioni egoistiche, e specialmente se lo facciamo insieme, allora raggiungeremo il sincero desiderio di connetterci descritto dalle parole “il prossimo anno a Gerusalemme”.

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Qual è il futuro del denaro?

Oggigiorno abbiamo bisogno di denaro per sentirci al sicuro e, in pratica, il denaro agisce da connettore: io do del denaro a te, tu lo dai a me e ognuno guadagna dall’altro, ottenendo un guadagno a spese l’uno dell’altro.

È una fotocopia delle nostre attitudini verso gli altri:quello che noi vogliamo dagli altri viene espresso con l’ammontare di banconote che ci scambiamo. 

Noi incontriamo un datore di lavoro, lavoriamo per lui e veniamo pagati. Questo tipo di relazione la troviamo non solo nel lavoro, ma in tutta la società, anche tra marito e moglie. Esprimiamo le nostre relazioni in una specie di equivalenza con il denaro poiché vogliamo ricevere qualcosa dagli altri in continuazione. Perciò, oggi il denaro rappresenta l’equivalente dei nostri sforzi egoici, con i quali desideriamo soddisfazione a spese degli altri, desiderando ottenere un determinato pagamento per i nostri sforzi.

Alla fine, il denaro mostrerà il suo fallimento e la sua incapacità di connetterci al livello egoistico e allora dovremo convertirlo in un connettore di relazioni altruistiche. E finalmente, ad un certo punto, saremo in grado di misurare gli sforzi altruistici in termini monetari; ad esempio, come quantità del nostro dare l’un l’altro.

In altre parole, il cambiamento dalle relazioni egoistiche alle relazioni altruistiche non richiede una grande rivoluzione nel cambiare il sistema corrente. Abbiamo solo bisogno di cambiare la nostra attitudine e discutere di come migliorare la qualità delle nostre relazioni.

Allo stesso tempo, il cambiamento dalle relazioni egoistiche a quelle altruistiche è un grande cambiamento poiché otterremo un’aggiunta di anima; ad esempio, la qualità del dare. In questa anima, la qualità del dare, inizieremo a percepire di vivere ad un più alto livello di esistenza: il mondo spirituale, dove percepiremo eternità e perfezione. 

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