Prima il desiderio, poi la consapevolezza

Nel nostro mondo ci sentiamo indipendenti perché non abbiamo un senso di connessione con la forza che risplende dall’alto e in relazione alla quale tutto è costruito molto semplicemente. Ognuno ha la propria posizione rispetto ad essa e in ogni momento vuole cambiare il suo stato. Di conseguenza, lo cambia secondo lo schema generale. Cioè, tutto esiste secondo un ordine così definito, chiaro e rigoroso che non c’è bisogno di calcolare nulla in anticipo o di fare qualcosa.

Il calcolo è solo relativo all’uomo: quanto bene desidera avanzare o meno nelle sue sensazioni soggettive, e niente di più. Tutto è molto semplice.

Tutto nasce solo dalle sensazioni. Prima viene il desiderio e poi la consapevolezza di ciò che si sente in esso. Il desiderio può essere tale che non senti ancora nulla in esso. Poi appaiono alcune sensazioni.

Sebbene il desiderio abbia già un qualche tipo di realizzazione, un qualche tipo di informazione sensoriale, forse non lo senti ancora, è sotto la soglia della tua sensibilità. Poi inizi a percepirlo come piacevole o spiacevole, e quindi a renderti conto: è piacevole o no, quali sono le conseguenze causali, e così via.

In altre parole, la consapevolezza nasce molto più tardi della sensazione. Pertanto, la Saggezza della kabbalah parla del modo in cui raggiungere, rivelare e iniziare a sentire ogni cosa, e poi, in accordo con questo,  inizierai a comprendere.

 

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Da “I Got a Call” di KabTV. Il mondo attraverso gli occhi del Creatore 10/11/11

Conoscenza e consapevolezza
Sete di conoscenza
Il Creatore e la creatura: la Luce e il desiderio

Quali sono i più grandi problemi del mondo in questo momento e come risolverli?

Il nostro problema principale è quando cerchiamo di realizzare egoisticamente noi stessi a scapito degli altri, quando godiamo ignorando completamente le altre persone e il sistema della natura in cui esistiamo.

Dobbiamo capire che viviamo in un unico  sistema naturale. Ognuno di noi è profondamente integrato con tutti e tutto, compresi i minerali, le piante, i funghi, il regno animale e tutte le persone del mondo.

Se ci muoviamo con il pilota automatico e seguiamo ciecamente il richiamo del nostro desiderio egoistico di fare tutto ciò che ci pare, senza curarci degli altri, facciamo molto male a noi stessi e alla natura.

Se consideriamo il benessere di tutte le persone nel mondo, allora le nostre azioni si allineano con la totalità. Questo è il cambiamento chiave che dobbiamo compiere per risolvere tutti i nostri problemi.

Come possiamo realizzare questo cambiamento? È una questione di educazione.

L’educazione non è solo l’apprendimento che riceviamo nelle scuole, nei college, nelle università e così via, ma veniamo educati da ogni influenza e da ogni esempio che riceviamo dalla società. Dobbiamo quindi migliorare i valori con cui ci facciamo influenzare dalle nostre società, promuovendo, fornendo esempi e insegnando la necessità di passare dalla preoccupazione per se stessi alla preoccupazione per gli altri.

Quando ci relazioniamo positivamente con gli altri in questo modo, il meccanismo  della nostra vita funziona in equilibrio con la natura. Potremo sperimentare in questo modo tutto il piacere, la gioia, la felicità e l’appagamento che esiste in natura e  non causeremo mai più danni a noi stessi.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Perché Dio è arrabbiato con me?

Non esiste che Dio si arrabbi con te.

Alcuni scritti della Torah possono essere interpretati in modo errato perché parlano nel linguaggio degli esseri umani, ma la forza superiore non ha rabbia. È al di sopra delle emozioni umane. È più corretto pensare a Dio come a un sistema che sa in anticipo tutto ciò che accadrà.

I fenomeni negativi che entrano nelle nostre vite come disastri naturali e le pandemie, non provengono da alcuna rabbia di Dio. Vengono invece per insegnarci a comprendere meglio il sistema in cui esistiamo e a organizzarci in equilibrio con esso: a diventare connessi in modo integrale come il sistema.

Come possiamo dare per certo che il non essere in equilibrio con la natura come un sistema integrale è il motivo per cui le disgrazie  ci colpiscono?

Noi vediamo come la natura è un sistema interconnesso e interdipendente, e l’essere umano è l’unica parte di questo sistema che ha libera scelta. Solo noi possiamo spingere la natura fuori dalla sua connessione equilibrata.

Come si fa questo lavoro?

Noi umani siamo stati creati con i nostri desideri egoistici di godere di noi stessi a spese degli altri e della natura. Questa inclinazione è chiamata “male” o “cattiva” per la sua opposizione al funzionamento del sistema.

Pur partendo da questa opposizione alla forma connessa della natura, dobbiamo equilibrarci con la natura entrando in relazioni positive, gentili e premurose con gli altri.

Se non ci muoviamo per passare da una connessione negativa con gli altri, in cui desideriamo beneficiare noi stessi a spese degli altri, a una connessione positiva in cui desideriamo beneficiare e servire gli altri, allora invitiamo vari errori e risposte negative ad accumularsi nel sistema, che reagisce di conseguenza. Riempiamo il sistema di un numero sempre maggiore di deviazioni e il sistema si ripercuote su di noi. La sua risposta si rivolge alle connessioni negative che abbiamo inserito in esso, e tale risposta è finalizzata proprio a correggerci, ossia a spostarci da relazioni negative a relazioni positive tra di noi.

È importante sottolineare che questo unico sistema della natura, Dio o la forza superiore – che sono una cosa sola, ossia, un’unica forza d’amore e di dazione – si relaziona con noi in base a come ci relazioniamo tra di noi, e non solo in base a come ci relazioniamo con il sistema nei suoi livelli immobile, vegetativo e animato. Pertanto, in qualsiasi modo possiate pensare a questo sistema, che sia Dio, il Creatore, la forza superiore o la natura, esso ha la stessa richiesta nei vostri confronti: che vi relazioniate positivamente con le altre persone.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

Quali sono i fatti meno conosciuti su Alfred Nobel?

Dopo la scomparsa di Alfred Nobel, avvenuta a Sanremo il 10 dicembre del 1896, l’istituzione inaspettata di un premio speciale per la pace a suo nome ha suscitato un immenso interesse. Alfred Nobel riscrisse il suo testamento per  donare più del novanta per cento dei guadagni della sua vita al fine di creare un simbolo di rispetto e di onore per coloro che hanno contribuito alla pace e al miglioramento dell’umanità, il simbolo che oggi è conosciuto come Premio Nobel per la Pace.

Nel frattempo la sua reputazione era strettamente legata alle invenzioni di distruzione di massa progettate per la guerra, la più nota delle quali era la dinamite. Infatti, oltre a sviluppare razzi, cannoni e polvere da sparo, volle creare una macchina così potente da rendere impossibile la guerra per i suoi effetti devastanti.  

Egli credeva che il potere distruttivo delle armi potesse potenzialmente porre fine alla guerra più rapidamente della  pace.

Nobel non visse abbastanza a lungo da assistere alla Prima e Seconda Guerra Mondiale, dove le sue teorie furono smentite radicalmente. Eppure non si può fare a meno di chiedersi cosa possa essere successo al termine della sua vita per indurlo a investire così tanto in una causa di pace. 

Alcuni sostengono che la fitta corrispondenza intrattenuta per  molti anni da Nobel con la pacifista austriaca, Bertha von Suttner, famosa per il suo romanzo contro la guerra: “Deponete le Armi”, permise a Nobel di approfondire il suo pensiero riguardo la guerra e la pace, plasmando le proprie convinzioni e influenzando l’istituzione del premio per la pace che prese il suo nome.

Altri, come Albert Einstein, asserivano che Nobel volesse riabilitare il suo nome e alleviare la sua colpa istituendo il Premio per la Pace. In effetti Nobel riscrisse il suo testamento subito dopo che suo fratello Ludvig morì nel 1888 e un giornalista francese pubblicò per sbaglio un necrologio di Nobel che lo definiva  come un “mercante di morte che fece una fortuna trovando il modo di uccidere più persone in modo più rapido che mai”.

Anche se possiamo fare solo congetture sulle sue motivazioni, vediamo come nel nostro mondo l’opinione pubblica possa essere facilmente comprata. Oggi,  molte persone conoscono Alfred Nobel solo per il suo contributo alla pace, e l’oscurità del suo passato è ampiamente trascurata.

Purtroppo, i soldi contano e, se ci si può permettere di sborsare qualche milione di dollari, l’opinione pubblica può cambiare in meglio. Allo stesso modo, anche i mass media vengono comprati.

Mi ricordo come nel 2006, parlai al World Spirit Forum ad Arosa, dove alcuni dei maggiori pacifisti di tutto il mondo si riunirono con la speranza di creare un cambiamento positivo. Mi espressi allora dicendo che l’opinione pubblica ha il potere di determinare qualsiasi cosa. Se noi creiamo un’opinione pubblica che onora solo chi si impegna nel restituire alla società e a compiere buone azioni, il mondo inizierà lentamente a cambiare.

Tutti ascoltarono con attenzione e  furono d’accordo. A quel tempo, avevo ancora la speranza che il mondo potesse cambiare, ma oggi quelle parole sembrano ingenue.

Da allora, il mondo si è ulteriormente deteriorato. L’umanità è stata consumata dall’enorme e smisurato ego umano. Ci stiamo dirigendo rapidamente verso un vicolo cieco.

I problemi continueranno ad aggravarsi. Dovremo affrontare crisi così terribili che  perderemo tutto ciò che abbiamo, persino  i nostri figli e nipoti, per cercare un’altra strada? Dipende da noi. 

Le persone devono rendersi conto della necessità di un serio cambiamento. Il cambiamento arriverà comunque dall’alto del nostro ragionamento e del nostro intelletto,  ma solo quando saremo pronti a farlo. Quando vedremo avvicinarsi il vicolo cieco e prenderemo la decisione di cambiare i nostri modi egoistici, la salvezza arriverà. 

Spero ancora che possa avvenire in modo rapido e senza ostacoli, ed è uno dei motivi  principali per cui investo così tanto nell’insegnamento e nella diffusione della saggezza della connessione. Se Alfred Nobel ha cambiato idea, anche altri lo possono fare.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Si può definire la spiritualità in una frase? Quali sono gli esempi pratici della sua presenza nella nostra vita quotidiana?

La spiritualità è il raggiungimento della qualità dell’amore e del desiderio di dare al di sopra dei nostri desideri egoistici.

Fino al momento della prima rivelazione, dove attraversiamo le barriere tra il nostro mondo e il mondo spirituale e incontriamo la forza dell’amore e del desiderio di dare,  non abbiamo un esempio di spiritualità.

Dopo questa rivelazione,  la nostra esperienza, ci fa percepire una nuova realtà spirituale, invece di fidarci delle parole di qualcun altro.

Finchè non  raggiungiamo dentro di noi un adeguato desiderio spirituale, chiamato un “Kli” (vaso) spirituale e non entriamo in contatto diretto con la forza spirituale dell’amore e del desiderio di dare, non abbiamo esempi o prove di spiritualità.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

La verità è sempre nuova

Domanda: Cos’è la verità, se secondo la Cabala tutti vivono in un’illusione?

Risposta: La verità è ciò che nel mio stato attuale mi sembra vero oggi, perché coincide con il mio sentimento, la mia percezione, la mia comprensione e con ciò a cui sono abituato e che conosco. Al momento, questo si inserisce chiaramente nella mia matrice interna, e quindi, è vero per me.

L’unica domanda è: capisco che si tratta di me stesso? Allora esisto normalmente in piani chiari.

Supponiamo che la meccanica newtoniana esista in alcuni piani. Esiste anche la meccanica di Einstein, e la geometria di Lobachevsky, Riemann ed Euclide. Cioè, tutto è relativo. Non c’è nulla di assoluto in natura, perché tutto nasce da un individuo che percepisce il mondo a modo suo. E sebbene sia stato creato in questo modo, cambiando, percepisce comunque il mondo in modo diverso, e quindi le verità cambiano di secolo in secolo.

Per esempio, quando fu inventata l’automobile, tutti dicevano che praticamente non poteva funzionare a una velocità superiore ai 10 km all’ora, perché l’uomo avrebbe provato sensazioni cerebrali che lo avrebbero fatto impazzire. Questo dimostra come percepiamo tutto in modo relativo.

Niente è assoluto. Faccio spesso l’esempio del mio maestro RABASH. Quando vedi un aereo o un qualche tipo di uccello volare nel cielo, come fai a sapere se è lungo 20 cm o mezzo metro?! O magari è lungo 200 metri, ma da lontano ti sembra piccolo. Pertanto, finché non l’hai misurato, finché non l’hai raggiunto con precisione o finché non hai misure specifiche e assolute in relazione a te, non puoi parlare di questo o di qualsiasi altra cosa. E anche quando misuri, misuri tutto in relazione a te stesso.

 

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Da KabTV’s “ Ho ricevuto una chiamata. Dov’è la verità”? 37/8/11

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Perché è importante Rosh Hashanah?

Prima di parlare dell’importanza di Rosh Hashanah, il capodanno ebraico, è importante capire che le festività ebraiche non sono la tradizione di una particolare nazione o popolo. Sono piuttosto simboli di stati spirituali unici in cui raggiungiamo una qualità comune di amore e di dazione in livelli più elevati della nostra connessione tra di noi e con la natura.

Se raggiungiamo un certo livello di unità che è latente nella natura, allora celebriamo questo evento. Quando ci innalziamo un po’ di più al livello successivo di connessione tra di noi e con la natura, allora raggiungiamo di nuovo un nuovo grado di percezione e sensazione unificata della natura e celebriamo tale evento.

Le nostre decisioni non hanno alcun ruolo nel determinare le festività. Celebriamo invece il raggiungimento di certi livelli di equivalenza di forma che sono onnipresenti in natura. Non possiamo quindi cambiare queste festività.

La natura è una rete interconnessa e interdipendente di forze altruistiche. È un sistema unificato in cui ogni sua parte è completamente interconnessa. Noi esseri umani, invece, siamo le uniche parti della natura che vi si oppongono e vi resistono con il nostro desiderio egoistico di trarre beneficio per noi stessi a spese degli altri e della natura.

Se noi, l’umanità o almeno una massa critica all’interno dell’umanità, inizieremo a subire un processo di cambiamento della nostra qualità egoistica in una qualità altruistica simile a quella della natura, allora ci avvicineremo alla forma unificata della natura.

Un passo fondamentale in questo processo si chiama “riconoscimento del male”. Ciò significa che dobbiamo prima riconoscere la nostra natura egoistica innata che ci impedisce di sperimentare l’interezza che esiste in natura. Per cambiare la nostra natura egoistica in una natura altruistica, simile alla forza d’amore e di dazione della natura, è necessario un profondo esame interiore, che si chiama “preghiera”. In ebraico, pregare (“Lehitpalel“) significa “incriminare” (“Lehapil“) se stessi. Cioè, dobbiamo incriminare noi stessi, e tale confessione che precede Rosh Hashanah è chiamata “il mese di Elul”.

Durante questa analisi, vediamo il nostro attuale basso stato egoistico in confronto allo stato altruistico, esaltato e completo di amore, dazione e connessione, che desideriamo raggiungere. L’immenso abisso tra questi due stati dà origine a una preghiera, in cui ci giudichiamo ed esprimiamo un grande desiderio di cambiare la nostra intenzione egoistica in una altruistica, simile a quella della natura.

Scopriamo come la nostra natura egoistica ci trasformi in criminali insieme alla scoperta di una forza superiore e molto più grande dei nostri poteri egoistici, la forza altruistica della natura, verso la quale desideriamo avanzare.

Questo stato è chiamato “Rosh Hashanah”, l’inizio (“Rosh“) del nostro cambiamento (“Shinui“). È l’inizio di un nuovo ciclo di stati attraverso i quali progrediamo per diventare sempre più simili alla forza amorevole e generosa della natura.

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Quali sono gli equivalenti moderni dell’Egitto, del Faraone e di Mosè descritti nella storia della Pasqua ebraica?

C’è una crescente consapevolezza che non possiamo più vivere la nostra vita nel modo in cui lo facciamo, cioè che la nostra cultura consumistica di sovrapproduzione e consumo eccessivo sta distruggendo il nostro pianeta, derubandolo delle sue risorse e che alla fine ci porta alla distruzione. Sempre più persone non vedono il motivo di portare più bambini in un mondo in cui finiscono per soffrire per gran parte della loro vita.

Oggi è diventata una cosa normale lavorare dalle dieci alle dodici ore al giorno e sopportare lunghi ingorghi prima e dopo il lavoro. Sembra sciocco e persino irreale, come se fossimo stati inseriti in un gioco e non sapessimo cosa stiamo facendo, che qualcuno da qualche parte stia premendo un controller che ci muove.

È così che il nostro ego gioca con noi. Il nostro desiderio innato è quello di desiderare di godere solo per il beneficio personale, e ci fa immaginare tutti i tipi di piaceri che possiamo ricevere correndo la corsa al successo che tanti di noi fanno. Tuttavia, poiché ogni piacere che riceviamo svanisce, continuiamo a sentirci vuoti e desiderosi, e non raggiungiamo mai alcun tipo di completo appagamento. Al contrario, più andiamo di qua e di là cercando di riempire noi stessi, più finiamo per sentirci peggio.

Sarebbe quindi saggio fermarci un attimo e riflettere attentamente su ciò che stiamo facendo della nostra vita.

Nella storia della Pasqua ebraica, il Faraone è il re d’Egitto che cerca di tenere in schiavitù il popolo d’Israele. Nel XXI secolo, il Faraone è questa forza molto egoistica che governa su di noi, che ci fa considerare come possiamo vivere la nostra vita separati gli uni dagli altri, solo per il beneficio personale, e che ci trattiene da una connessione umana positiva e dalla scoperta di una vera vita armoniosa, pacifica e con uno scopo.

Il Faraone descrive questa forza egoistica in noi che ci obbliga a provare a divertirci, ma che alla fine ci porta a distruggere le nostre stesse vite, le vite degli altri e anche i livelli inanimato, vegetativo e animale della natura, tutto in nome del nostro godimento personale.

Tuttavia, come esiste in noi il grande ego dominante, il Faraone, esiste anche un piccolo desiderio chiamato “Mosè”. Mosè appare come una certa forza o pensiero che ci dice che stiamo andando nella direzione sbagliata, che siamo davvero sotto il dominio del Faraone, il dominio dei nostri desideri egoistici, ma è dannoso per noi e dobbiamo trovare un modo per uscire da questa modalità egoistica di desiderare esclusivamente il beneficio di noi stessi a scapito degli altri e della natura.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.   

C’è solo un cancello per una vita felice

Commento: Alexander scrive: “Dici che col tempo tutto il male scomparirà. Allora perché non è scomparso fino ad oggi? Molte generazioni sono cambiate nel corso di migliaia di anni; saremmo dovuti rinascere in persone migliori, ma il male è solo aumentato. In qualche modo la tua soluzione non funziona”.

La mia risposta: Il mio metodo può funzionare solo quando proviamo tutti i risultati possibili, cioè quando ci assicuriamo che nulla funzioni! Niente.

Allora capiremo che non abbiamo altra soluzione se non quella di trattarci l’un l’altro come parenti. Non come i nostri parenti di oggi, perché è anche egoistico quando pensiamo a loro, ma i nostri parenti come noi stessi, “ama il tuo prossimo come te stesso”.

Domanda: Questo significa che con il tempo tutto il male scomparirà?

Risposta: Sì.

Domanda: Dovremo solo provare in tutte le direzioni possibili?

Risposta: Assolutamente!

Domanda: Perché non ci viene data nemmeno qualche piccola apertura attraverso la quale passare

Risposta: Ci imbatteremo nuovamente in una sorta di leninismo.

Domanda: Non succederà nulla finché non percorreremo tutte le strade e tutte le vie e non ci imbatteremo ovunque in un vicolo cieco?

Risposta: In generale, sì. Tale è il nostro egoismo. Deve essere sicuro che non ci sia altra strada che l’amore per l’altro.

Domanda: Si tratta di un lavoro di logorio e lacrime qui?

Risposta: Questo è il significato dell’amore: “ama il tuo prossimo come te stesso”. Quando ho provato tutto e solo questo cancello è aperto.

Domanda: Come posso arrivare a questa soluzione? Lei sta dicendo: “Ama il tuo prossimo come te stesso”, ma diciamo che non riesco a sentirla. Come arrivo alla conclusione che questo è il cancello in cui ho bisogno di  entrare?

Risposta: Vedrai questo cancello davanti al tuo naso e ti renderai conto che non può esistere un’altra entrata! Non c’è nulla oltre a questo cancello, solo il vuoto.

Domanda: È questo che scrivono i grandi cabalisti, che vai e non c’è nessun cancello? Cammini lungo il muro e non c’è nessuna entrata. E a un certo punto, quando si è esausti, si vede improvvisamente il cancello. E si scopre che è sempre stato lì.

Risposta: Sì.

Domanda: E io  non l’ho visto?

Risposta: No.

Domanda: Di cosa avevo bisogno per vederlo? È sempre stato lì, semplicemente c’era!

Risposta: Non c’era abbastanza delusione.

Domanda: Devo essere deluso da tutto?

Risposta: Certamente. In tutto! In modo che rimanga solo una cosa: l’adesione, la fratellanza. Non sappiamo cosa sia. Tutti noi usiamo alcuni tipi di sostituti e surrogati. Ma poi le sentiremo.

Domanda: Può dare almeno un suggerimento? È chiaro che se non sentiamo, non saremo in grado di ascoltarti. Ma cosa intende per fratellanza?

Risposta: La fratellanza è quando siamo tutti nello stesso desiderio, nella stessa intenzione e in completa adesione e connessione, unità di ciascuno con tutti. Torniamo di nuovo al sistema chiamato Adamo come un solo uomo in un solo corpo, in un solo cuore. Questo è il futuro corretto.

Deve essere davanti a noi! Questo è il modo in cui questo futuro deve stare davanti a me come uno stato evidente, realizzabile e necessario.

Commento: Hai appena descritto ciò a cui dobbiamo arrivare dopo tutte le peregrinazioni e le delusioni.

La mia risposta: Per questo sono necessarie, per arrivare a uno stato come questo.

Domanda: Non è idealismo?

Risposta: Non è idealismo, è proprio il sistema dell’autoeducazione.

Domanda: Ma io sono dentro questo sistema?

Risposta: Io sono all’interno di questo sistema, ma devo trovare la mia identificazione con esso, nel senso che devo essere in esso, partecipare a ogni aspetto di esso, e voglio che diventi realtà.

Domanda: In linea di principio, siamo ancora dentro questo sistema rotto, frantumato, disperso, ricercando e soffrendo?

Risposta: Ma dobbiamo essere d’accordo con esso. Dobbiamo volere che si manifesti e non rimanere in questa nebbia, in una forma  negativa, com’è oggi.

Domanda: Allora, siamo tenuti a manifestarlo?

Risposta: Sì.

 

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Da KabTV’s “ News with Dr. Michael Laitman” 29/6/23

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Un atomo contiene tutte le informazioni nell’universo?

C’è un principio nella saggezza della Kabbalah: l’individuale ed il generale sono uguali. Significa che la particella più piccola contiene le informazioni dell’intero sistema di cui è parte.

Questo principio di somiglianza tra individuale e generale si estende a tutti noi che emergiamo da un unico piccolo punto.

Nella creazione del nostro universo, abbiamo subito un processo a cascata attraverso i mondi superiori fino al nostro mondo, e anche il nostro mondo o universo si è formato da un piccolo punto.

Tale principio si estende ad ogni livello di esistenza: un piccolo punto discende e poi, con l’aiuto della materia che si forma in questo punto, diventa un sistema ampio ed espanso. Il livello successivo, poi, distribuisce di nuovo l’intero sistema dal suo punto finale più basso. Questo processo continua attraverso cinque di queste discese, che nella saggezza della Kabbalah sono chiamate “cinque mondi”.

Di conseguenza, il nostro universo è emerso da un piccolo punto grazie alla forza del cosiddetto Big Bang. In quell’istante non ci fu un’enorme esplosione, ma piuttosto una piccola scintilla di energia spirituale penetrata nel livello materiale dal più alto livello spirituale. Poiché questa scintilla era spirituale, ossia ospitava l’eterna forza di dazione, allora era sufficiente per creare tutta la materia, l’energia e le informazioni che oggi riempiono il nostro universo. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.