Due parti inseparabili

Dr. Michael LaitmanLa nostra realtà è divisa in mondi, Partzufim e Sefirot, che sono l’involucro e il luogo in cui si trova l’anima. L’anima è il risultato dell’evoluzione di questa struttura e si sviluppa dal suo punto interno.

Analogamente, nel nostro mondo si è sviluppata per prima la natura inanimata e poi la natura vegetale su questo pianeta, poi gli animali e infine l’uomo. Questo è precisamente il modo in cui si è sviluppato il sistema spirituale che ha preceduto il sistema della natura.

Esiste una correlazione tra il sistema dei mondi e tutti i suoi meccanismi, e il sistema dell’anima che è nel sistema dei mondi. I mondi sono solo la parte esterna, mentre l’anima è l’interno.

Esiste di fatto una sola anima, ma noi non la percepiamo. Dovremo raggiungerla in futuro. Quanto più ci connettiamo, più diventiamo parte di questo sistema e più cominciamo a percepirlo. Tuttavia, nel frattempo, siamo disconnessi da questa sensazione.

Il sistema dei mondi è diviso in interiorità ed esteriorità. L’interiorità è il sistema del mondo di Ein Sof (Infinito) e il mondo di AK e Atzilut. L’esternalità sono i mondi di BYA, incluso questo mondo che è il livello inferiore.

Esiste un’anima che ha subito la frantumazione in questi mondi e anche lei comprende due parti: l’interiorità e l’esteriorità, sia prima che dopo la frantumazione, sia per motivi di corruzione che di correzione.

L’interiorità delle anime sono le persone che anelano direttamente al Creatore (Yashar-El), che bramano l’adesione a Lui. 5.774 anni fa, Adam è stato il primo a scoprire questo anelito, e scoprì il sistema dell’anima generale e dei mondi.

In seguito, ci sono state venti generazioni fino a quando Abramo ha riunito in un gruppo le persone che volevano raggiungere il Creatore e l’ha chiamato Israele (Yashar-El). In questo modo, l’ha distinto da tutti gli altri, in modo che sarebbero stati in grado di iniziare a lavorare secondo il principio di “Ama il prossimo tuo come te stesso”, e raggiungere l’equivalenza della forma con il Creatore, e di conseguenza raggiungere il sistema superiore.

Successivamente, questo gruppo ha subito una frantumazione ed è stato esiliato; ad oggi, questo gruppo, insieme a tutti coloro che aderiranno giorno per giorno, si sta formando e si prepara alla correzione. In generale, la fase di correzione è arrivata non solo per questo gruppo, ma per tutta l’umanità.

Nel complesso, la divisione in due parti si mantiene per tutto il percorso: la nazione di Israele (che anela al Creatore) è divisa in due parti, GE (Interiorità) e AHP (Esteriorità). L’umanità è divisa anch’essa in interiorità ed esteriorità, e nel complesso possiamo identificare le due parti in ogni individuo, in quanto “l’individuale e il generale sono uguali”. Questo si riferisce sia ai mondi che alle anime, dopo che l’anima generale è stata frantumata.

L’interiorità e l’esteriorità sono opposte l’una all’altra, e la Luce Superiore opera su di loro al fine di coordinare il sistema dei mondi e il sistema delle anime.

L’influenza della Luce Superiore su di noi è divisa anch’essa in interiorità ed esteriorità, perché c’è una divisione nei vasi in due parti rispetto alla Luce, il Creatore, il sistema superiore; la separazione delle funzioni è percepibile in ogni aspetto.

Di conseguenza, l’esternalità dei mondi è chiamata le nazioni del mondo e l’interiorità si chiama Israele, in base alla direzione di Yashar-El. La nazione di Israele e le nazioni del mondo sono divise anch’esse in interiorità ed esteriorità.

Ogni mondo, ogni Partzuf, nel sistema generale in cui esistono le anime fino alla connessione in una sola anima; tutto questo sistema operativo che gestisce le anime è anch’esso diviso in interiorità ed esteriorità, in GE (Vasi di dazione) e AHP (Vasi di ricezione).
[128929]

Dalla Lezione quotidiana di Kabbalah 03/03/2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

Materiale correlato:

Il sistema operativo Spirituale: avvicinarsi alla finestra successiva
I discendenti di Abramo Isacco e Giacobbe
Il ruolo di Israele nel mondo

Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.09.2015

Preparazione alla lezione
Audio
Video

Lezione sul tema “Sukkot Secondo la saggezza della Kabbalah”
Audio
Video

Scritti di Baal HaSulam, TES, volume 6, parte 16, punto 158
Audio
Video

Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”, titolo: “Anima”
Audio
Video

Chiusi nell’universo

Dr. Michael LaitmanIl Kabbalista è lo scienziato che indaga la vita, questo mondo, la realtà in cui ci troviamo. Tuttavia, egli indaga con degli strumenti speciali, con dei nuovi sensi che si sono sviluppati in lui. Noi intanto non abbiamo questo tipo di sensi attraverso i quali sarebbe possibile scoprire il mondo superiore che ora ci è nascosto.

Questo sesto senso è la sensazione di una forza superiore, amore e dazione, che adesso non possediamo. Percepiamo il nostro mondo attraverso il nostro ego con i suoi cinque sensi materiali.

Il nostro desiderio egoista vuole sapere, capire e sentire la realtà in cui ci troviamo. Un approccio come questo ci blocca in una sorta di sfera chiusa, questo universo.

L’universo ci sembra gigantesco, ma, in realtà, non è niente rispetto al mondo che si trova oltre i suoi limiti. Dobbiamo uscire da questa sfera e sentire la realtà fuori di noi, e per questo abbiamo bisogno di un ulteriore senso basato sulla dazione.

Adesso, abbiamo solo i sensi di ricezione, quindi immaginiamo tutto in questo modo e siamo limitati a questo mondo fisico. Noi chiamiamo tutto ciò che viene scoperto attraverso i cinque sensi materiali il mondo in cui viviamo, ma questo mondo ci è stato dato soltanto in modo che, attraverso questa vita, potessimo uscire oltre i suoi limiti in un mondo superiore, più esterno e più esteso. Come possiamo uscire se immaginiamo tutto al nostro interno? Pertanto, abbiamo bisogno di sviluppare il senso della dazione invece del senso di ricezione. Questa nuova sensazione di dazione ci porta fuori della nostra sfera fisica.

La Saggezza della Kabbalah è stata progettata per sviluppare nell’uomo il desiderio di dare, amare, e per concedergli la sensazione del mondo esteriore. In questo modo scopriamo che esiste un’altra realtà che si trova proprio accanto a noi, ma si rivela solo attraverso un nuovo approccio: da te verso l’esterno.

Pertanto, è scritto “Amerai il prossimo tuo come te stesso” che è la grande regola generale della Torah, poiché indica quale caratteristica dobbiamo sviluppare dentro di noi per sentire il mondo superiore, la forza superiore.

Continua …
[165.428]

Dal Programma alla Radio israeliana 103FM, 16.08.2015

Materiale correlato:

La Kabbalah: la rivelazione dell’ intera realtà dentro di noi
È possibile realizzare un’immagine oggettiva della realtà?

Il Creatore precede ogni cosa

Dr. Michael LaitmanPer quale motivo comprendiamo il mondo in cui viviamo? Perché lo percepiamo. Se iniziassimo a sentirlo in un modo diverso allora lo comprenderemmo come qualcos’altro di sentito dentro di noi.

In altre parole, la sensazione deve precedere la comprensione. È impossibile capire una realtà che non percepiamo. Questo non succede. Certe volte è possibile comprendere qualcosa nel nostro mondo in base alla nostra immaginazione poiché abbiamo dei modelli di percezione di oggetti particolari ed è possibile immaginarli in qualche forma. Questo però è un problema.

Siamo pronti, per esempio, ad immaginare il sapore dell’uva con il benzene? Ovvero, sino a che non abbiamo fatto l’esperienza tangibile di qualcosa, i Kelim (Vasi) non si creano dentro di noi, visto che i Kelim sono i desideri, le sensazioni e prima di questo il nostro cervello non ha nulla con cui lavorare.
Il nostro problema con il Creatore allora, è che Egli è l’unica forza e noi abbiamo la possibilità di sentirci in questo mondo separati da Lui, e questa è la cosa più grande che Egli abbia mai fatto. Egli ha creato qualcosa come se esistesse fuori da Lui (Esistenza dall’assenza), e precisamente da questa non esistenza è possibile iniziare a conseguire il Creatore.

Tuttavia, è impossibile comprenderLo con l’intelletto, poiché le Sue caratteristiche, i modi e le attività sono per noi completamente incomprensibili. I livelli di avvicinamento al Creatore sono in base al grado di equivalenza con Lui. Il problema più grande del nostro avvicinarci è che, ad ogni passo verso il Creatore, dobbiamo capire sempre di più, sentire, conoscere ed aggrapparci interiormente al fatto che tutti i nostri movimenti entro i nostri desideri, pensieri, spinte e piani, qualunque essi siano mentre siamo diretti a Lui, e anche tutte le attività opposte quando vogliamo deviare e mentire a noi stessi, in tutto questo il Creatore ci precede.

Non fa differenza come percepiamo noi stessi, in quali desideri, pensieri o azioni, noi Lo scopriamo sempre per primo e, dopo noi stessi. Ed allora io dove sono? Si sta chiarendo che l’“io” di ognuno di noi si trovi proprio nella comprensione che il Creatore è ovunque e che, a questo punto, bisogna aderire a Lui. Allora l’“io” gradualmente, aderirà al Creatore in alcune parti, in alcuni punti, sino a raggiungere la piena equivalenza con Lui. Questa forma è chiamata Adamo (Uomo).

Comunque, per noi è difficile immaginarlo, visto che tutto avviene dentro i nostri desideri, e questo sarà realizzato solo quando inizieremo a spostarci all’interno della nostra analisi interiore verso la scoperta del Creatore in ogni cosa, dentro di noi e intorno a noi, secondo il principio “Non esiste nulla tranne Lui”.

Ciò che sto pensando adesso è il Suo pensiero. La mia reazione a questo pensiero è la mia reazione o la Sua reazione? In che cosa possono essere equivalenti i nostri pensieri? In che cosa posso vedere la differenza tra Lui e me? Se non sono d’accordo con il pensiero che si è acceso dentro di me, significa che questo disaccordo viene da Lui, e qui inizia a chiarirsi il punto in cui la mia forma differisce dalla sua.

Questa è un’analisi molto interessante. All’inizio è faticosa, ma in seguito inizia ad essere interessante. Dopo tutto, è un gioco interiore continuo, infatti aggiunge e apporta un significato interiore alla nostra vita, apporta energia interiore, è una sorgente di movimento. Se l’uomo comincia a cercare il Creatore in tutte le sue pulsioni, sentimenti e pensieri, anche nei movimenti inconsapevoli e nelle reazioni istintive, significa che sta cercando le parti nelle quali è diverso dal Creatore.

Nella natura inanimata, vegetale e animale, il Creatore si manifesta istintivamente. Tutto succede in questi ambiti secondo delle leggi definite. Non ci sono problemi, e tutte le leggi della natura sono seguite in modo preciso.

Allora non possiamo lamentarci contro gli animali, e nemmeno gli animali possono lamentarsi gli uni con gli altri. Tutto è in un equilibrio particolare: chi mangia che cosa, chi esiste alle spese di chi. Ogni cosa è definita dall’inizio. Tutto deve esistere in questo modo. Esiste una trasmissione precisa ed istintiva della Natura. Il Creatore agisce dentro di loro naturalmente e non viene espresso in alcuna forma.

La stessa cosa succede nelle persone nelle quali il Creatore non vuole essere rivelato. Egli lavora istintivamente. Vediamo che tutti i grandi politici, economisti ed in parte anche gli scienziati (ci sono alcuni che sono già consapevoli della loro differenza), senza parlare della gente comune, esistono tutti istintivamente. Il Creatore si è rivelato a loro.

In che modo Egli si è rivelato a noi? Per prima cosa, Egli ci obbliga a cercare la ragione della nostra esistenza, nel senso di iniziare la Sua ricerca, e ci porta a sentire in quali posti e modi stiamo iniziando a crescere sopra il nostro livello animale. Se adesso sono coinvolto in questo, sto cercando di capire in quale posto dentro di me, nei miei pensieri e nei miei sentimenti, posso aggrapparmi al Creatore, dove Egli mi mette costantemente alla prova, mi dirige dall’interno. Questo pensiero è correlato al livello di Adamo. Desidero innalzarmi al di sopra del comportamento istintivo e voglio riconoscere consapevolmente la direzione del Creatore, consapevolmente dal mio punto di vista. Questa è esattamente la direzione verso la quale dobbiamo andare.

Qui iniziamo a staccarci da Lui e a connetterci consapevolmente a Lui, come se precedentemente fossi sotto la direzione istintiva del Creatore. Tutto quello che ho fatto, tutta la mia vita precedente doveva essere esattamente così. Tutto è dovuto a Lui!

Da questo momento in poi, voglio sentire la sua attività in tutti i miei sentimenti e desideri, in tutto quello che mi succede e, dopo questo, decidere se sarò d’accordo con la sua azione, su come posso aderire a Lui consapevolmente.

Devo sentirLo, devo sentire questo è Lui e questo sono io, e che Lui sta facendo qualcosa dentro di me. Sono d’accordo con i Suoi desideri e pensieri con il cuore e con la mente, con quello che sta facendo con me? Se non lo sono, devo connettermi a Lui e aderire a Lui al di sopra dei miei desideri e pensieri. Questo è un lavoro molto grande. Qui inizio a separarmi dal Creatore (questo è chiamato “l’analisi dello stato”) e dopo fare la correzione, connettermi a Lui (e questo è chiamato “Correzione ed adesione”).

La distanza tra Lui e me è determinata dal mio ego, che sto iniziando a scoprire dentro di me, e più lavoro su me stesso, più il mio ego cresce da un meno ad un enorme più, o dal comportamento istintivo alla consapevolezza che Egli è Colui che agisce in questo modo, ma io sono ancora d’accordo con Lui e mi muovo indietro verso di Lui. Questo procede come in un cono, e noi dobbiamo collegare questi due sistemi alla linea di mezzo.

Attraverso la comprensione che senza l’ego non possiamo separarci da Lui, diventare una creatura indipendente, diamo grande soddisfazione al Creatore. Solo allora iniziamo a capire che cosa è l’esistenza dall’assenza, e da lì ci colleghiamo all’”esistenza dall’esistenza”.
[129647]

Dalla Lezione di Kabbalah del 07/02/2014

Materiale correlato:
Assenza precede presenza
Le differenze tra la Luce e il buio
La saggezza che ci indica la Luce

Lezione quotidiana di Kabbalah – 25.09.2015

Preparazione alla Lezione
Audio
Video

Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala”, articolo 9 (1990) “Cosa significa che la Scala ha i piedi piantati a Terra e la testa nel cielo”
Audio
Video

Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah”, punto 25
Audio
Video

Lezione sul tema “La preparazione per il Congresso nella Foresta di Bereshit”
Audio
Video

Scritti di Rabash,”I gradini della scala”, articolo 1 (1991)
Audio
Video

Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo 20 (1988)
Audio
Video

Preparazione alla Lezione
Audio
Video

Scritti di Baal HaSulam, articolo “Shamati”30, “Il fatto fondamentale è desiderare solo dare”
Audio
Video

Scritti di Baal HaSulam, articolo “Shamati” 34, “Il vantaggio della Terra sta in tutto”
Audio
Video

Scritti di Rabash, Lettera 24
Audio
Video

Domande e Risposte con Rav
Audio
Video

Preparazione alla Lezione
Audio
Video

Scritti di Rabash, “Dargot HaSulam”, articolo 24
Audio
Video

Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo 23 (1990)
Audio
Video

Il pentimento prima di Rosh Hashanah

Dr. Michael LaitmanPer chiedere perdono, bisogna sapere che cos’è l’amore per le persone come te e che cosa significa farsi queste domande “Cos’è che non ho fatto in nome di questo amore? Se è necessario sentire di avere l’amore per altri, che è la principale Mitzvah (Precetto) della Torah, lo sento o non lo sento affatto?”. Molte persone pensano che sia sufficiente fare solo le Mitzvot (Precetti) fisiche.

I Kabbalisti ci consigliano di unirci in gruppi di 10, in modo che insieme possiamo verificare se ci stiamo veramente trattando bene a vicenda. Stanno tutti cercano di prendere le distanze dal proprio ego e si connettono agli altri, si integrano con i desideri di tutti e sentono l’amore tra di noi?

Se ci rendiamo conto che tutto questo non esiste, ci sentiamo da biasimare, quindi chiediamo perdono. Il perdono serve per non uscire dalla condizione principale di “Ama il prossimo tuo come te stesso”.

Oggi, questa condizione è diventata un imperativo per tutto il mondo per poter uscire dalla crisi globale. Ma il popolo di Israele deve essere il primo a realizzarlo, e noi non lo facciamo. Quindi chiediamo la forza che ci aiuti a raggiungere questo amore. Vediamo chiaramente di non essere preparati a svolgere questa condizione da soli, tuttavia, possiamo chiedere aiuto. E concludiamo il Selichot (Perdono) chiedendo di poter compiere la principale Mitzvah e far avvicinare le persone. Attraverso questo, ci avviciniamo sempre più anche noi alla forza superiore, al Creatore.

L’uomo non può realizzarlo da solo, quindi lavoriamo in gruppo, questo è il modo in cui controlliamo se abbiamo raggiunto o meno la reciproca dazione e la connessione. Altrimenti abbiamo bisogno di chiedere la forza per aiutarci a connetterci e per raggiungere l’unione. Questa richiesta comune è chiamata preghiera e deriva dalla nostra connessione, dal centro del nostro cerchio, come una colonna che si erge verso l’alto. Quando esaminiamo la nostra unione, raggiungiamo il Selichot.

Da questo punto, vediamo che senza studiare la Saggezza della Kabbalah è impossibile scoprire cosa chiedere, da cosa dobbiamo essere attratti, lo scopo della Creazione e come la Torah è collegata alle Mitzvot di amore per gli altri e di amore per il Creatore attraverso l’intero ordine della correzione. La Saggezza della Kabbalah ci insegna come realizzare noi stessi secondo ciò che è scritto nella Torah. L’unica Mitzvah è quella di superare il nostro ego e di raggiungere la connessione e l’unione tra tutti. Essa comprende, al suo interno, tutto il resto delle Mitzvot, le quali sono correzioni individuali del nostro ego. Il desiderio egoistico è composto da 613 parti, dobbiamo correggerle tutte a cominciare dalla più semplice fino a quelle sempre più difficili. Così è necessario effettuare le 613 correzioni, chiamate le 613 (Taryag) Mitzvot.

Quando ci aiutiamo l’un l’altro, in ultima analisi, raggiungiamo la redenzione, nel senso che scopriamo la forza superiore, il Creatore, dentro la nostra connessione reciproca corretta della dazione e dall’amore. Questo è il perdono prima di Rosh Hashanah. Ovviamente, è impossibile iniziare un nuovo anno, un nuovo inizio, il livello successivo, verso il quale dobbiamo salire grazie alla nostra correzione, senza chiarire tutto quello che abbiamo passato. E questa è l’essenza del pentimento, chiedere con maggior vigore alla Luce che Riforma di correggerci e di renderci possibile il raggiungere un’unione ancora più forte.

[166.295]

Dalla trasmissione di Kab.TV “Selichot” 17.08.2015

Materiale correlato:

Selichot: Il Tempo del Pentimento
Il cammino verso lo stato di Yom Kippur

Ai confini della Terra Promessa

Dr. Michael LaitmanLa Parshat Shelach parla di quello che accade all’uomo prima del suo ingresso nella Terra d’Israele, ovvero, prima della sua ascesa al successivo livello spirituale. A questo punto ci viene dato chiaramente l’esempio di quanto sia necessario proseguire con la fede al di sopra della ragione.

Il livello spirituale successivo che si rivela davanti all’uomo, è un mondo meraviglioso in una terra dove scorre latte e miele, nella quale è impossibile entrare.

C’è stato un tempo in cui gli abitanti dell’Unione Sovietica sognavano sul comunismo “Questo ci darà una buona vita! Saremo in grado di soddisfare tutti i nostri desideri e necessità, darà sfogo a tutte le nostre speranze, sogni e desideri!”. Tuttavia, hanno perso immediatamente l’interesse quando hanno capito che, con questo, sarebbe giunta l’uguaglianza, la preoccupazione per gli altri, la necessità di lavorare per tutti e di sentirsi felici per questo. È questa la felicità comunista? Riprendetevela!

Quando si parla di una terra nella quale scorre latte e miele, è quindi necessario comprendere che non si parla del latte e del miele di oggi, ma di valori completamente diversi per i quali devo creare un desiderio e una bramosia dentro di me.

Devono diventare particolarmente importanti per me, e allora entrerò veramente nello stato che mi soddisferà come il latte e il miele.

Questi valori mi sembrano adesso davvero terribili: lavorare per gli altri, essere preoccupato degli altri, pensare a loro ed essere preoccupato per tutti quanti. Dovrei riempire la mia vita con questo?

Oggi questo mi sembra l’inferno! Quindi, ho bisogno di cambiare me stesso in modo che i nuovi valori mi sembreranno il Giardino dell’Eden, e allora questa terra diventerà per me la Terra Promessa.

Domanda: Perché le persone sono contrarie a questo? Cosa c’è di male nel vivere per gli altri, pensare a loro e ad amarli?

Risposta: Non c’è niente di male in questo. In teoria, è fondamentalmente un sistema meraviglioso, uno stato meraviglioso, ma quando si tratta di metterlo in pratica, come è successo nel regime sovietico, nei Kibbutzim e in altre comunità simili, nulla è diventato concreto poiché il nostro ego è contrario a questo.

Non si può nemmeno pensare di lavorare per il bene degli altri. Per noi esiste solo la percezione di soddisfarci, e se pensiamo agli altri è solo riguardo al modo in cui possiamo soddisfarci attraverso loro.

Nel momento in cui l’uomo comincia a lavorare su questo, termina immediatamente l’aspetto romantico. La rivoluzione divora i suoi figli.
[165416]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2015

Materiale correlato:

Nove passi verso la scoperta della Spiritualità
Come far entrare la Luce dentro di noi

I desideri che vanno nella fede al di sopra della ragione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:36-38): “Ora gli uomini che Mosè aveva mandato a esplorare la Terra e che, tornati, hanno causato a tutta l’Assembla di mormorare contro di lui attraverso la diffusione di un [calunnioso] resoconto riguardo a questa Terra. Gli uomini che hanno diffuso il resoconto calunnioso sulla Terra, morirono colpiti da una piaga, davanti al Signore. Ma Giosuè figlio di Nun e Caleb figlio di Jefunneh, rimasero vivi tra gli uomini che erano andati ad esplorare la Terra”.

Giosuè e Caleb sono i desideri dentro di noi che possono ancora salire al di sopra della ragione, e che sono necessari per la connessione con la Terra d’Israele.

Dal momento che sono giusti, rimangono nella generazione come dei ricordi spirituali (Reshimo) di ciò che hanno visto nella terra promessa. Questo è il motivo per cui muore l’intera generazione del deserto, ad eccezione di quei due.

Come tutti gli altri, vagano nel deserto per quaranta anni. Ad ogni livello, è necessario attraversare una quarantina di gradini per salire alla caratteristica di Bina da Malchut, i quali hanno appena rivelato di essere incapaci di lavorare con l’egoismo. Dopo tutto, non possono attraversare i confini della Terra di Israele senza guadagnare la caratteristica di Bina.
[165.881]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.05.2015

Materiale correlato:

Dall’Egitto alla Terra di Israele
Dal deserto alla Terra d’Israele

Il cammino verso lo stato di Yom Kippur

Dr. Michael LaitmanM. Weisman “Midrash Sefer”, “Acharei Mot”, “Il lavoro Santo durante Yom Kippur”: Che sia la Tua volontà, oh Signore, che questo anno sarà Benedetto con tanta pioggia, sole, ombra e rugiada; che questo sarà un anno di abbondanza, successo in quello che faccio, un anno in cui la Tua gente, la nazione di Israele non sarà dipendente da un’altra e non dominerà un’altra.

A prima vista questa preghiera sembra una preghiera normale: Dammi ciò di cui ho bisogno, di cui necessita il mio corpo materiale, di cui ha bisogno la nazione; fa che ci sia pace e abbondanza. Tuttavia, le preghiere che si fanno affinché il nostro ego stia comodo, non raggiungono il Creatore. Salgono a Lui solo le preghiere nelle quali innalziamo la nostra richiesta di correzione, e a questo ci riferiamo col ricevere tutti i benefici specificati in questa preghiera. Dopo tutto, la Luce si espande su di noi ed è pronta a riempirci completamente. La mucca vuole allattare ed ha abbondanza di latte, più che il vitello voglia succhiare.

Tuttavia, il punto è che noi non siamo pronti a ricevere la Luce abbondante. Quindi, quando chiediamo una cosa o un’altra nel mondo spirituale, nella qualità interiore, alludiamo alla correzione: “Dacci l’opportunità di costruire il Masach (Schermo) in modo da essere capaci di ricevere il riempimento che giunge attraverso la Luce Superiore per il Tuo bene”.

Yom Kippur non è la rivelazione del dare con l’intenzione di dare, ma del ricevere con l’intenzione di dare. Il riempimento del dare con l’intenzione di dare è rappresentato da Chanukah, e il ricevere con l’intenzione di dare è rappresentato da Purim. Per avvicinare lo stato di Yom Kippur dobbiamo mantenere tutte le condizioni che ci sono state date durante il dono della Torah, che vuol dire chiarire tutti i nostri 613 desideri e salire al livello del grande sacerdote.

Questo significa rivelare dentro di noi i desideri più bassi e ricevere su loro la Luce suprema e alzarli al livello del grande sacerdote, quando Malchut di Atzilut alza i suoi desideri a GAR di Atzilut a Arich Anpin. Questo stato è chiamato Yom Kippur e rappresenta la rivelazione di tutti i desideri che saranno rivelati in seguito e riceveranno il loro riempimento a Purim (Kippurim equivale a Purim).

Questo è un livello straordinario; la grande Luce Superiore comincia ad illuminare tutti i nostri desideri e splende nell’anima di tutti. Noi iniziamo a comprendere cosa dobbiamo farci.

Un tale lavoro serio è fatto sotto l’influenza della Luce Superiore nel gruppo, durante lo studio messo a fuoco dall’insegnante. Questa è la preparazione per il livello spirituale.

Nel complesso, non dobbiamo immaginare un certo giorno, un Tempio, una montagna o Gerusalemme. Queste sono tutte caratteristiche interiori dell’uomo, che lui dovrebbe raggiungere interiormente in questo modo, rivelarli e dominarli, e salire al livello del grande sacerdote.

La cosa principale è che tutte queste correzioni portano al punto di unione. Perciò è detto: “…un anno in cui la Tua gente, la nazione di Israele non sarà dipendente da un’altra e non dominerà un’altra”. È in questo punto di unione che si sente la connessione al Creatore. Solo con il conseguimento dell’unione cominciamo a sentire che “l’uno rivela l’Uno”.
[144.299]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 12.03.2014

Materiale correlato:

Il giorno dell’espiazione
Le qualità del Sommo Sacerdote, Parte 2

La Torah: cambia te stesso per rivelare il Creatore

Dr Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:13-16): “Mosè disse al Signore: Ma gli Egiziani hanno sentito che Tu hai portato questa nazione fuori dal loro seno con grande potenza. Diranno agli abitanti di questa terra che avevano sentito che Tu, oh Signore, sei in mezzo a questo popolo; che Tu, Signore, sei apparso a loro faccia a faccia e hai appoggiato una nuvola su di loro. E che Tu andavi davanti a loro con una colonna di nubi di giorno e con una colonna di fuoco di notte, e se Tu uccidi questa nazione come un sol uomo, le nazioni che hanno sentito parlare della Tua reputazione diranno quanto segue: ‘Dal momento che il Signore non ha avuto la capacità di portare questa nazione verso la Terra che Lui giurò loro, li ha massacrati nel deserto'”.

Mosè sembra dire al Creatore: “Potevi educare i tuoi figli in modo appropriato, se non con incentivi allora almeno con le punizioni. Che tipo di educatore sei se Tu punisci semplicemente i tuoi figli e li uccidi?”.

Mosè è il punto più interno del cuore dell’uomo, il posto in cui può essere in contatto con il Creatore. Quando ascende al livello successivo, dal livello di Bina al livello di Chochma, per esempio, subisce un cambiamento interiore. Egli deve dirlo! Non è che Mosè inizia a lamentarsi così improvvisamente: “Come osi comportarti in quel modo?!”. Nel complesso, le persone religiose temono tali pensieri: “E’ possibile pensare in questo modo del Creatore? Dio non voglia! Che ne sarà di me se penso in questo modo?”. D’altra parte, qui la situazione è opposta, dal momento che, dopo tutto, è la natura stessa ad essere stata creata dal Creatore, e ora si ribella contro di Lui dentro di noi, in modo da poter realmente capire che la nostra situazione attuale è opposta alla natura.

Questo significa che quando l’uomo ascende e si avvicina al Creatore, non ha paura di non essere d’accordo con Lui e di maledirLo, anche dal profondo della suo cuore. Lui è contento di questi cambiamenti perché, in realtà, indicano il suo vero stato superiore.

Quello che Mosè dice, quindi, indica che sta per completare il livello con cui ha guidato il popolo nel deserto per 40 anni. Lui ha cambiato l’attributo di ricezione in attributo di dazione, ed ora consegue le ultime correzioni del suo ego. Questo livello è come un missile che ha adempiuto alla sua funzione, si stacca e brucia nell’atmosfera.

Le lamentele di Mosè derivano dallo stato di fine della correzione, dopo aver completato il suo lavoro sul livello attuale. Il livello successivo è totalmente diverso e in questo livello esiste l’adempimento di ricevere con l’intenzione di dare.

È impossibile compiere la missione che il Creatore dà ora alle persone che hanno appena attraversato il deserto e Lo hanno raggiunto. Questa missione non può essere conseguita in questo modo poiché la fase successiva è quella di ricevere con l’intenzione di dare. Nella fase successiva, detta il passaggio della frontiera della Terra di Israele, i cambiamenti nella persona dall’esterno verso l’interno avvengono nei vasi completamente nuovi apparsi in lui, questo è un nuovo metodo di lavoro su se stessi ed è una nuova percezione del mondo. Questa non è solo la sensazione del mondo, ma l’inizio della realizzazione di come lui deve correggere il mondo. Fino ad allora, si è solo preparato ad entrare nella Terra di Israele e a conquistarla, il che significa sconfiggere tutte le nazioni dei giganti che ci vivono e raggiungere un livello tale per cui i frutti giganti che lui ha trasportato dovrebbero diventare luce, poiché può ricevere con l’intenzione di dare.

Pertanto, le lamentele di Mosè avvengono solo perché chiede al Creatore nuove competenze e nuove conoscenze. Egli vuole imparare una nuova correzione e vuole ricevere l’istruzione su come entrare in questa terra e conquistarla. All’interno dell’uomo deve esserci uno sconvolgimento estremo e deve trasformarsi in un uomo diverso.

Domanda: Questo significa che Mosè può lamentarsi con il Creatore?

Risposta: Il discorso tra Mosè e il Creatore è il riconoscimento completo di ciò che dovrebbe succedergli ora: “Ho bisogno di una trasformazione interiore e Tu devi farlo per me”. Se non si lamenta col Creatore per questo, significa che non è ancora pronto alla transizione. Pertanto, tutto ciò che Mosè dice, può sembrare un grave attacco al Creatore, ma in realtà Lui lo desidera. Questo significa che l’uomo comprende la grave trasformazione interiore che deve subire per poter iniziare a lavorare con il suo ego con l’intenzione di dare. Nessuno può immaginarselo.

Commento: Invece di non dire il nome di Dio invano e di non essere arrabbiati con Lui, ecc., tutto avviene esattamente al contrario.

Risposta: Non dobbiamo avere paura di nulla. Il Creatore è la caratteristica della bontà assoluta. Lui è inanimato e senza vita fino a quando tu Lo porti alla vita attraverso i tuoi sentimenti. Proprio come puoi essere arrabbiato come un vulcano che distrugge una determinata regione o puoi temere il sole, la luna o i terremoti quando attribuisci i tuoi sentimenti ad oggetti inanimati, puoi anche relazionarti al Creatore nella stessa maniera, alla caratteristica di dazione e amore assoluti. Non puoi dare in un modo o nell’altro, ma devi semplicemente cambiare te stesso.

Quando cambi te stesso, cambi la tua personale ricezione e quindi il Creatore ti sembra diverso. Ma in realtà, quello che sta cambiando sei tu! Tutta la Torah si basa sulla preghiera, che in ebraico deriva dalla parola radice che significa giudicare se stesso.

Preghiera significa auto-giudizio e chiedere che cosa ho bisogno di cambiare dentro di me per rivelare il Creatore come bene assoluto. Ovviamente, questo è il punto in cui finisce qui il lavoro di Mosè, tuttavia è la preparazione alla fase successiva.
[165.477]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 29.04.2015

Materiale correlato:

Allargare gli orizzonti della dazione
Quando il sole non lascia lo zenith
Il timore spirituale non può essere senza amore