Lezione quotidiana di Kabbalah – 20.09.2015

Preparazione alla Lezione
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Scritti di Rabash, “I gradini della scala“, articolo 28 (1991) “Qual è la santità e la purezza nel lavoro”
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Scritti di Baal HaSulam, TES, volume 6, parte 16
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”, titolo “Ordine di passare la saggezza”
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I colpi del passato e del futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Parecchi ricercatori dell’antisemitismo moderno rimandano al fatto che la Torah chiama la nazione di Israele gli eletti e la nazione santa, che è difficile da digerire per chi cerca una correzione in uguaglianza …

Risposta: Non è che la Torah ci dice queste cose; è piuttosto che la nazione israeliana non le manifesta e non le proclama come suo fondamento. Molti non ne sanno niente, ma questo non diminuisce l’intensità dei loro sentimenti.

Noi abbiamo a che fare effettivamente con la forza che si trova nella natura, nei nostri desideri umani. Anche le persone che non sentono qualcosa verso la nazione di Israele e non sanno nulla sulle sue radici, percepiscono ugualmente questo odio. Esso deriva dalla loro stessa natura, e non c’è nulla che possiamo fare al riguardo. I vasi del desiderio di ricevere odiano naturalmente la dazione e la vera connessione di cui parla la Torah.

Non sentiamo l’odio nei confronti di questo ma una resistenza. La dazione appartiene ancora a noi e a nessun altro. Quelli che non sentono di farne parte, la odiano a tal punto che in realtà sono pronti a distruggerla, ucciderla ed eliminarla.

Non c’è niente di più naturale. Questo, in realtà, è la ragione per cui Esaù voleva uccidere Giacobbe, ma non poté farlo perché l’immagine subconscia di Esaù in una persona è il pensiero che senza Giacobbe non sopravviverà, e questo lo ferma. Nella Torah vediamo che è impossibile gestire il mondo senza una fonte di dazione. Tuttavia, il desiderio di distruggere o di soggiogare e di piegare la caratteristica della dazione brucia sempre nell’uomo, soprattutto ora.

Possiamo chiederci come questo sia possibile nel XXI secolo. La gente non capisce che sta iniziando una nuova era, in cui si richiede alla nazione di Israele di agire in modo reale. In passato era così. Nonostante l’odio delle altre nazioni, non c’era un obbligo effettivo di effettuare la correzione, tuttavia eravamo sottoposti ancora a delle terribili sofferenze.

Non abbiamo sofferto solo di recente e per un breve periodo di tempo, perché il Creatore ci ha permesso di tornare alla Terra di Israele e di stabilire che noi siamo qui per iniziare la correzione. Il periodo iniziale del nostro ritorno a questa terra è tuttavia finito. Baal HaSulam ce ne parla ne Il Discorso per il Completamento dello Zohar dicendo che ci è stata data la possibilità e ora, se la nazione di Israele non adempie realmente alla sua correzione, tutte le sofferenze che abbiamo subìto ci sembreranno nulla in confronto alle nuove sofferenze che arriveranno.

Questo perché, dopo l’esilio della nazione di Israele, non siamo mai stati nello stato in cui abbiamo dovuto compiere la correzione, e quindi il rendiconto di questa nazione sarà molto duro. Tutti i colpi che abbiamo ricevuto in precedenza erano soltanto per impedirci di connetterci alle nazioni del mondo in modo che non lo avremmo dimenticato. Loro ci hanno aiutati a restare separati e a custodirci in modo che saremmo stati in grado di ritornare alla correzione che sarebbe avvenuta in seguito. Anche quelli erano comunque dei colpi terribili.

Ora, però, verranno da una fonte completamente diversa. Dobbiamo capire che il nostro dovere è portare al mondo il messaggio della correzione. Dopo tutto, in ultima analisi, siamo noi quelli da biasimare. Gli altri non lo sanno ancora, mentre noi lo sappiamo, e quindi ci viene richiesto di compierlo. Se ci addormentiamo, tutti i colpi del mondo saranno sulla nostra coscienza.
[128921]

Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 02.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

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Come possiamo superare L’Ego?

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14: 4-7): “E loro dissero l’uno all’altro: ‘Facciamoci un comandante, e torniamo in Egitto’. Allora Mosè e Aronne si prostrarono davanti a tutta l’Assemblea della comunità dei figli d’Israele. E Giosuè, figlio di Nun, e Caleb, figlio di Jefunne, che erano andati a esplorare il paese, si stracciarono le loro vesti. E parlarono a tutta la comunità dei figli d’Israele, dicendo: ‘Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo, è un paese buono, buonissimo’”.

Le spie che furono mandate a spiare la Terra di Israele, la attraversarono in lungo e in largo. Esplorarono il terreno su tutti i livelli, ovvero, tutti i vasi, tutti i cinque livelli di NRNHY, e scoprirono che è bene.

Dalla Torah (Numeri 14: 8-9): “Se il Signore trova delizia in noi, allora Egli ci condurrà in questo paese, e ce lo darà, un paese dove scorre latte e miele. Solo se non vi ribellate al Signore, non abbiate paura del popolo di quel paese; perché loro sono il pane per noi; la loro difesa è stata rimossa e il Signore è con noi; non temeteli”.

Le nazioni che vissero nella Terra di Israele sono i nostri desideri egoistici giganti. Quando l’uomo capisce di non poter superare i suoi impulsi e vede dentro di sé il suo rivale egoistico, si arrende semplicemente e lascia all’ego fare tutto ciò che vuole con lui; oppure può provare a fare qualcosa, ma non può superare l’ego e non ha il potere di farlo. Solo se si connette ad un gruppo, ad un ambiente, può ricevere forza da loro, e allora sarà in grado di superare questo ostacolo, esattamente come, per esempio, venti piccoli uomini possono superare un gigante.

Pertanto, quando Caleb e Giosuè dicono che il tempo dei desideri egoistici è finito e che se la nazione di Israele va di pari passo con il Creatore, intendendo con il Suo potere saranno in grado di asservire l’ego per distruggerlo e sottometterlo. In seguito, tutti gli ostacoli egoistici che loro vedono sotto forma di giganti lavoreranno correttamente.

Domanda: Cosa significa che “stracciarono le loro vesti?”

Risposta: Questo significa che tutti i precedenti Masachim (Schermi) esterni, la Luce che ritorna, tutti i vestiti che avevano, non sono adatti al nuovo livello. Adesso hanno bisogno di essere vestiti con una Luce di ritorno completamente diversa. Questo significa che devono cambiare i loro vestiti. Nel nostro mondo esiste l’usanza che quando muore qualcuno, i suoi parenti si strappano i vestiti al suo funerale. Vuol dire che sono in procinto di raggiungere un nuovo livello. Non è la persona a morire, ma il suo ego, e quindi lo seppelliamo. Questa è la ragione per cui piangiamo il morto per sette giorni lasciandolo a poco a poco, e una volta essere totalmente liberi del livello precedente, cambiamo i vestiti e iniziamo una nuova vita. I giorni del lutto, i sette giorni, i trenta giorni e l’anno simboleggiano le reincarnazioni, quando le stesse Reshimot (Geni Spirituali) ritornano e gradualmente li innalziamo fino alla fine della correzione.
[164.990]

Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 15.04.2015

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 18.09.2015

Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo 20 (1986)
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Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo 33 (1985) “I criminali di Israele”
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Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo 31 (1985) “La persona non accusa se stesso di malvaggio”
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati 167 “Il motivo per cui è chiamato Shabbat Teshuvah”
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Scritti di Baal HaSulam, Shamati 53 “Il tema della limitazione”
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Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo “chi testimonia una Persona” (1985)
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Scritti di Rabash, Lettera 65
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Scritti di Rabash, “I gradini della scala”, articolo “Io sono il primo e io sono l’ultimo”
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Lezione sul tema “La preparazione per il Congresso in Odessa”
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Domande e risposte con Rav
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Preparazione alla lezione
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Scritti di Rabash, Shamati 113 “La preghiera 18”
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Scritti di Rabash “I gradini della Scala” Articolo “Chi è colui che causa la preghiera”
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Il tempo del giudizio

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché si pensa che Rosh Hashanah sia l’inizio della formulazione del giudizio di se stessi?

Risposta: Prima di Rosh Hashanah c’è un periodo in cui l’uomo controlla in modo evidente i suoi stati precedenti ed esprime rammarico, si pente, piange, e poi chiede aiuto all’alto. È così che lui ammorbidisce il suo cuore in modo evidente, trasformandolo da un cuore di pietra a un cuore di carne. Questa è la tradizione, e la cosa principale è che l’uomo inizierà a capire di dover guardare alla sua vita in un modo nuovo.

Domanda: Significa che si sta parlando delle buone azioni, quelle che lui deve iniziare nel nuovo anno, durante Rosh Hashanah?

Risposta: Le buone azioni sono le correzioni del sé, perché quando si corregge se stessi, si corregge il mondo, nel senso che si costruisce un sistema di integrazione reciproca e di unità in cui il Creatore è rivelato e per cui è necessario portare alla correzione tutta la sostanza dei livelli inanimato, vegetale e animale e, in particolare, il livello del parlante.

Dalla trasmissione di Kab.TV “La Festa del Capodanno ebraico” 06.08.2012

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Che cosa è possibile chiedere al Misericordioso e Benevolo?

Dr Michael LaitmanDomanda: Raggiungere la preghiera è il lavoro individuale dell’uomo o è il lavoro di tutto il gruppo?

Risposta: Naturalmente è un lavoro comune di tutti noi. Da dove posso ottenere la forza per questo? Se non mi identificassi con il dolore della comunità, non sarei in grado di raggiungere la preghiera.

Altrimenti griderei per me stesso e per questo non riceverei una risposta dall’Alto. Devo trasmettere all’Elyon (Superiore) la richiesta degli altri, la preghiera dei tanti. Si chiama così perché grido per i tanti, e non perché gridano molte persone.

I “tanti” sono i miei desideri raffigurati a me come estranei. Grido perché voglio avvicinarmi a loro, sentirli come sento me stesso, raggiungere l’amore per gli altri come per me stesso, e connettere.

Non grido per il fatto che loro stanno male e il Creatore deve aiutarli, anche se anche questa è una preghiera, com’è detto “Colui che prega per il suo amico verrà ricompensato prima” (Baba Kama 90b). La cosa principale è che, quando li vedo come parti di me e mi connetto a loro, a quel livello sono connesso al Creatore.

Dopo tutto, se chiedo al Creatore di essere misericordioso verso di loro e di risolvere i loro problemi allora, in questo modo, io Lo colpevolizzo del fatto di stare abusando di loro e penso che Lui sia crudele e Gli chiedo di fare qualcosa di buono per loro. Ma non posso rivolgermi al Creatore in quel modo e non avrò l’equivalenza della forma con Lui se non decido che è misericordioso e benevolo.

Quindi, la vera preghiera non è la richiesta che dovrebbe essere fatto qualcosa di buono per gli altri. Come posso chiedere al Creatore di fare qualcosa di buono se Egli è anche Buono e Benefattore? Io Gli chiedo di fare una correzione tale in noi da essere tutti aderiti a Lui. Questa è la preghiera completa, non c’è null’altro da chiedere.

Se vedo qualcosa di cattivo, è perché esiste un divario; si sono rivelate le forze della Shevira (Rottura). E la Shevira si trova dentro di me, quindi vedo la realtà come brutta. Così, chiedo che tutti siano in grado di aderire al Creatore e di darGli piacere. Dopo tutto, siamo così spregevoli che non siamo disposti ad accettarLo per com’è veramente: Buono e Benefattore.

Questo vuol dire che non chiediamo a Lui di farci del bene perché, in ogni caso, ci troviamo nella situazione ottimale per noi. Noi chiediamo la correzione della nostra visione e sensazione distorte, così non incolperemo il Creatore come i bambini che urlano “Mamma cattiva!”.

Domanda: Ma cosa si deve fare con l’inclinazione al male che proclama continuamente che tutto è cattivo?

Risposta: L’uomo deve cercare di superare la sua inclinazione al male, e non annientarla. Abbiamo bisogno di salire su di essa ed esserle superiori perché i desideri di dazione devono essere al di sopra dei desideri di ricezione. È vietato anche spegnere i desideri di ricevere; perché altrimenti non possono esistere i desideri di dazione.

Senza Yetzer HaRa (Inclinazione al male), cosa ci rimane? Yetzer HaTov (Buona inclinazione) non può esistere in noi, perché questo è il Creatore, il desiderio di dare. Non posso essere Yetzer HaTov, Yetzer HaTov può esistere dentro di me solo nella misura in cui esso cavalca il Yetzer HaRa.

Il Yetzer HaRa mi assicura il distacco dal Creatore, l’indipendenza. E il Yetzer HaTov che lo controlla mi dà la forma del Creatore. Tuttavia, posso solo chiedere a Yetzer HaTov di dominare Yetzer HaRa dentro di me. Solo la Luce Superiore può portare fuori questo; io stesso non sono in grado di farlo. Questo non è in mio potere.

Posso solo chiarire che è questo ciò che mi è richiesto. Ottengo tale possibilità a seguito della Shevira, la quale costruisce la connessione tra il desiderio di ricevere e il desiderio di dare. Così ho la possibilità di chiarire, analizzare e distinguere tra una e l’altra. La Luce Superiore comincia ad illuminare questi concetti per me e vedo cos’è il bene e cos’è il male.
[129215]

Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 06/03/2014

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Il segreto da cui tutto inizia

Dr. Michael LaitmanBaal HaSulam, “Introduzione al Libro Panim Meirot uMasbirot”, Sezione 1: È l’opposto nell’argomento della negligenza nel raggiungimento dell’interiorità, che dicono a loro stessi: “Sediamoci per raggiungere il Peshat. Se raggiungiamo questo, saremo contenti”. Le loro parole possono essere paragonate all’uomo che desidera fare un passo fino al quarto gradino senza prima aver fatto un passo alla volta sui primi tre gradini.

Possa Dio concederci la comprensione del significato semplice, la conoscenza di ciò che loro si attribuiscono. Dopo tutto, sulla strada per ottenerla dobbiamo attraversare la via del Sod (Segreto), Drush (Interpretazione) e Remez (Suggerimento). E finché non abbiamo completato i passaggi precedenti, quale significato semplice può esserci? Una persona raggiunge il Peshat al quarto livello di desiderio corretto; come può accadere se non abbiamo ancora corretto il primo, il secondo e il terzo livello?

Quando correggo il primo livello del desiderio di ricevere, scopro che tutta la Torah è per me un grande segreto. E questa è già un ottenimento. Fino ad ora non sapevo nemmeno questo, e ora capisco la mia mancanza di conoscenza. Come risultato di questo, viene stabilita una connessione tra me e qualcosa che mi è nascosto, ma per il momento non posso scoprire questo segreto. E dopo questo appare il Drush, io penetro già nelle cose e vedo le connessioni tra loro, ma non capisco ancora i principi con cui operano.

Dopo questo scopro il Remez; io non riconosco ancora le cause e i risultati, non ottengo lo scopo esatto ma posso già vedere come opera il Creatore e posso collaborare con Lui. E solo al quarto livello posso conseguire a poco a poco il suo scopo, e questa è già adesione. In seguito mi viene rivelato il Peshat, poiché tra me e il Creatore non vi è più alcun rivestimento che nasconde, nessuno schermo o suddivisione.

Quindi, se una persona studia già la Torah, deve relazionarsi ad essa con grande serietà. Questo è il motivo per cui si chiama Kedusha (Santità) e la Kedusha è dazione. Sto avanzando correttamente verso la dazione attraverso l’apprendimento della Torah?

Imparando la Saggezza della Kabbalah scopro gradualmente di essere immerso nelle tenebre, non capisco e non sento che esiste qualcosa che mi è nascosto, inaccessibile a me. Questo sentimento è la scoperta di Sod, un sentimento molto importante nella fase attuale. Questo desiderio, questa mancanza che mi domina, mi aiuterà a raggiungere il Peshat.

E com’è possibile restare indifferenti quando vedo di non avere ancora nemmeno una goccia di comprensione? Questo è peggio della morte, perché i morti non sentono nulla ma io sento una mancanza spirituale. Sono il più sfortunato. Quindi, come risultato dello studio scopriamo il buio ….

Domanda: Come può essere? Pensavo che dopo la scoperta del Sod, avessimo risolto tutti i problemi.

Risposta: In questo modo ho risolto il problema più grande; ho capito alla fine che tutti i miei problemi derivavano dal mio atteggiamento nei confronti del Creatore. In altre parole, spetta a me costruire il giusto rapporto.

Fino ad ora non sapevo questo. Mi sembrava che ci fossero altre cause e circostanze. E ora, dopo aver raggiungo il Sod, vedo di non avere alcun legame con il Creatore e che dipendo soltanto da lui. Questo già non è male perché è la verità. Finalmente sono chiuso in qualcosa, connesso a qualcosa di vero, reale.
[129.168]

Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah 05.03.2014, Gli scritti di Baal HaSulam

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Come scoprire il futuro

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa significa rivelare la forza superiore, scoprire la sua intenzione, rivelare dove mi sta portando e scoprire ciò che vuole?

Risposta: Ramchal (Moshe Chaim Luzzatto, un grande kabbalista vissuto in Italia nel XVIII secolo), ha scritto che la saggezza della Kabbalah è orientata solo ad apprendere la gestione e lo scopo del desiderio superiore: il motivo per cui il Creatore ha fatto tutte queste creazioni, quello che Egli vuole da loro e quale sarà la fine di tutte le incarnazioni nel mondo.

Conoscerai tutto in base a ciò che accade nel tuo corpo, nei tuoi pensieri, desideri, nella mente e nel cuore, tutto quello che succede nel mondo e dove porta. Sto parlando dell’alto raggiungimento in cui sei allo stesso livello della forza superiore, com’è scritto in Hosea 3: 5: “Dopo i figliuoli d’Israele dovranno tornare a cercare il Signore loro Dio…”.

Tu riveli l’intero programma della creazione, tutte le forze che lo attivano, cominci a ricevere il diritto di entrare in questo programma e a controllarlo al posto del Creatore. È come con il bambino che cresce e il padre gli consegnerà la sua attività affinché il figlio continui a gestirla al posto suo.

Questo è ciò che significa diventare un essere umano, un uomo, in quanto “uomo” (in ebraico “Adam“, dalla parola “Domeh“, che vuol dire simile) significa simile al Creatore, simile a chi è superiore. Questo è ciò che dobbiamo raggiungere.

Domanda: Questa rivelazione influenza la vita quotidiana di una persona?

Risposta: Certo! Prima di tutto diventi il padrone di tutto ciò che sta accadendo. Sai quello che stai vivendo e sai come organizzare la tua vita al fine di estrarne il massimo beneficio.

Baal HaSulam scrive nell’articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza” che la Saggezza della Kabbalah è la rivelazione della superiore forza governante in tutte le sue caratteristiche e manifestazioni, la quale si dispiega nei mondi ed è assoggettata alla rivelazione da parte dell’uomo in futuro, fino alla fine di tutte le generazioni.

In altre parole, vedi tutte le prospettive fino al futuro, fino alla fine dell’esistenza del nostro mondo in 6.000 anni, a decorrere dalla prima rivelazione del Creatore ad Adam HaRishon 5775 anni fa. Tu rivelerai il futuro.
[165.560]

Da un programma della radio israeliana 103FM, 08.08.2015

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