Due domande nel Tribunale Celeste

Dr. Michael LaitmanDomanda: Perché fu detto che si trattava di un rifiuto e un rigetto che successivamente divennero un nuovo Kli di ricezione?

Risposta: Io non ho nulla eccetto l’appetito, la fame, la sensazione di mancanza o di soddisfazione. Questa è la nostra essenza. Questa è l’unica caratteristica che posso usare. Dentro di me esiste anche quel punto da Bina che mi aiuta a cambiare il mio atteggiamento nei confronti del desiderio di ricevere e la sensazione in esso, la sensazione di mancanza o la sensazione di riempimento. Il desiderio di ricevere con la sensazione di mancanza o di soddisfazione è Malchut. Il punto da cui posso osservarlo ed esaminarlo è il punto di Bina. Visto che Malchut si origina da Bina, questa capacità esiste entro di essa.

Quando uso il punto di Bina e mi ci identifico, posso vedere come soffre o come gioisce Malchut del riempimento o della mancanza di riempimento. Ora voglio prendere Malchut e cambiarla, in modo che sia come Keter. Per far questo, devo dare come Keter. Richiamo, allora, tutta la Luce che esiste nella mia Malchut, ma non godo nel sentire questo dentro di me, ma passandola attraverso me verso gli altri. In questo modo sarò come Keter, come l’ospite che si fa come il Padrone di casa.

Io godo della Luce che ricevo, non della Luce stessa, ma nel trasmetterla agli altri. Se dovessi solo ritornare la Luce al Padrone di casa, non Gli darei soddisfazione. Devo godere della Luce dentro i miei Kelim, dal dare piacere al Padrone di casa, e questo è il godimento che trasmetto indietro al Padrone di casa.

E a questo punto puoi già vedere che cos’è NRBNHY. Io ricevo semplicemente la Luce, e in base al grado per cui sono interiormente pronto a sentire il piacere che sto dando al Padrone di casa, esso riceve la forma chiamata Ohr HaNefesh, Ohr HaRuach, Ohr HaNeshama, Ohr HaHaya, e Ohr HaYechida. Questo dipende da quanto permetto a me stesso di godere e se posso trasmetterlo al Padrone di casa, sentire quanto Egli gode di tutta la parte che sono pronto a togliere dal mio godimento, come ci connettiamo nello stesso piacere. La Luce è condivisa tra noi; in caso contrario non possiamo connetterci. A questo punto, il mio desiderio ed il Suo desiderio sono connessi in un solo. Tutto questo viene fatto usando i Kelim di ricezione, anche non nella loro forma consueta, ma oltre loro, ovvero, oltre il loro solito significato ed utilizzo.

Domanda: Come faccio a sapere che il Creatore sente piacere?

Risposta: Per questo hai bisogno di percepirLo. Così richiedi la rivelazione. Richiedi la rivelazione non per goderne, ma solo per sapere se Gli stai dando piacere. Questa è la domanda giusta. Questo è esattamente ciò che dobbiamo chiedere per lavorare.

Domanda: Come devo percepire il piacere dalla Luce dentro il mio desiderio, in questo mondo fisico?

Risposta: Non esiste questo mondo o il mondo a venire; questi differiscono solo nel diverso approccio nei confronti del piacere, nel posto in cui è percepito. Se tu godi nel dare piacere agli altri, questo è chiamato “mondo spirituale”. Se tu non puoi godere dal trasferirlo a qualcun altro, significa che non senti lui come senti te stesso, e così ti trovi ancora nel mondo materiale. Ai tuoi occhi il sistema non è ancora connesso.

Domanda: Quale forza può tenermi nella via visto che è impossibile esistere senza alcun piacere?

Risposta: L’aiuto dal cielo, solo il Creatore può aiutare. È un bene quando l’uomo dipende dalla Luce che Riforma. Questo è chiamato “Aiuto dal cielo”. È scritto che dopo la morte, quando l’uomo raggiunge il tribunale celeste, gli viene chiesto: “Ti sei impegnato nella Torah? Ti aspettavi la salvezza?”. “Impegnarsi nella Torah” significa hai attirato la Luce che Riforma e “Ama il prossimo tuo come te stesso”, ovvero, hai compreso la grande regola generale della Torah?

Quando eri impegnato in questo, ti aspettavi la salvezza, che la Luce che Riforma sarebbe giunta a te e ti avrebbe dato il potere della dazione e dell’amore per gli altri, e attraverso questo, l’amore per il Creatore? All’uomo si chiede solo questo.
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Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10/03/2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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La Saggezza della Kabbalah non è una religione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Sta ricevendo un sacco di critiche sulla sua posizione per cui la Kabbalah non è una religione e non ha alcun collegamento al giudaismo. La prego di spiegarci perché i grandi Kabbalisti che sono vissuti nei nostri tempi come Baal HaSulam e Rabash che erano ebrei ortodossi, non abbiano mai detto che Dio è solo natura e non una personalità.

Risposta: Baal HaSulam lo ha spiegato nel modo migliore nel suo articolo L’Essenza della religione ed il suo scopo“. Ne sappiamo ancora di più da Ramchal (Moshe Chaim Luzzatto) riguardo alla Saggezza della Kabbalah per le persone che non sono ebree. Tutta la Saggezza della Kabbalah parla dello sviluppo dell’amore per gli altri, e la religione parla della realizzazione delle Mitzvot (Precetti) materiali.

La definizione di Saggezza della Kabbalah è: il sistema per rivelare il Creatore agli esseri creati in questo mondo. La religione non aspira a raggiungere lo stesso obiettivo della Kabbalah (la rivelazione del Creatore attraverso l’amore degli altri). Quindi non è la stessa cosa.

Pertanto, la sua proposta che Dio è semplicemente una personalità mi fa domandare se forse non siate solo un adoratore di idoli.
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Un contrasto drammatico

Dr. Michael LaitmanLa Parshat Shalach dice che quando le spie raggiunsero la Terra di Israele, videro quanto fosse meravigliosa. Tuttavia, allo stesso tempo, compresero che fosse impossibile entrarvi a causa dei terribili giganti che ci vivevano e, quando il popolo ne fu informato, cominciò a provare risentimento.

Di solito, quando comincio ad essere risentito? Quando mi dicono: “Devi fare questo”.

Ovvero, se sto andando verso il livello successivo da raggiungere, non posso sfuggirlo perché le circostanze mi spingono. Tuttavia, sento di non avere più alcuna forza. Questo drammatico contrasto per cui devo fare qualcosa ma non ne ho le forze, genera in me del risentimento.

Anche se la Terra di Israele è così attraente e vi scorre latte e miele, io non riesco ancora ad entrarci. Tutto quello che mi resta è solo essere invidioso da lontano e rinunciare. Com’è detto che l’uomo non desidera la figlia del re perché, anche solo sognarla, porta sofferenza.

Quindi, io non soffro. So che lei non è per me, è un sogno che non diverrà realtà. In questo modo, la rimuovo automaticamente dai miei desideri e vivo in pace, godendo di ciò che posso raggiungere.

A questo punto, il problema è che mi viene chiesto di conquistare la figlia del re: “Tu devi”, e io non vedo alcuna possibilità di farcela. Ma le circostanze mi forzano: “Non ha importanza, resisti, sali. Scalerai questa montagna e farai tutto”.

Ma lì ci sono giganti enormi e io devo combattere contro di loro? Devo superare ostacoli come fiumi con forti correnti e alte montagne? Non sono pronto! Così, sono risentito e borbotto.

Il risentimento appare a seconda di quanto posso comprendere, al momento, le possibilità che ho di fronte, e gli ostacoli che mi vengono posti davanti. Anche se in seguito posso aspettarmi una ricompensa, fiumi di latte e miele, questo non è per me. Lasciatemi vivere in pace. Ho vissuto per quarant’anni nel deserto e potrei viverci per altri quarant’anni, non è poi così male. In sostanza, l’essere umano è costruito in questo modo.

Il problema è che tengo conto delle mie caratteristiche e possibilità attuali. Tuttavia, il Creatore dice: “Io ti metterò in circostanze tali che non avrai scelta e ti rivolgerai a Me. Allora io ti aiuterò, ti sosterrò e tu salirai fino a questo livello”.

Però, nel frattempo, la gente è risentita: “Sceglieremo altri capi che ci riporteranno in Egitto”. Questo perché è impossibile rimanere in mezzo al deserto, bisogna andare avanti o indietro. Così, è preferibile tornare indietro, cosa c’era lì di male?

All’uomo nella situazione attuale, sembra sempre questo: “Come odio lo stato in cui mi trovo adesso, me ne vado”. Quello da cui fugge gli sembra positivo, così torna indietro.

Tutto questo è del tutto naturale, eccetto per una cosa: chiedere, domandare la forza per padroneggiare il livello successivo. Solo allora la persona ottiene le forze. Fino a quel momento si dimentica sempre che è possibile ricevere dal Creatore le forze che gli mancano, con l’aiuto delle domande e delle richieste.

Domanda: Com’è possibile spiegare questa colossale dimenticanza, il costante alternarsi in noi della sensazione del Creatore e della discesa, di nuovo la sensazione e la discesa, e che è così fino a quando il Creatore viene cancellato completamente dai nostri ricordi e pensieri?

Risposta: Il fatto è che l’uomo è sempre nuovo, in lui non viene immagazzinata la memoria. Tutto scompare come se non ne avesse mai fatto esperienza e non avesse vissuto simili circostanze. Dopo tutto, quello che si trovava nello stadio precedente viene perso, come in un razzo. Lo stadio precedente si stacca e tutto viene cancellato completamente. Non viene lasciato nulla perché, per il nuovo livello, tutte le dieci Sefirot sono nuove.
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Dalla trasmissione di Kab.TV “I Segreti del Libro Eterno” 06.05.2015

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I quaranta anni di preparazione prima di entrare nella Terra d’Israele

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 14:26-31): “Il Signore parlò a Mosè e Aronne dicendo: ‘Per quanto tempo esisterà ancora questa malvagia assemblea che mormora contro di me? Io ho udito le lamentele dei figli di Israele contro di me. Dì loro: ‘Come io sono vivo’ dice il Signore ‘Così come voi avete parlato nelle mie orecchie, così Io farò a voi. I vostri cadaveri cadranno in questo deserto; tutti i recensiti, dall’età di vent’anni in su, che sono stati contati, che hanno mormorato contro di Me.

Voi non entrerete nella Terra in cui ho giurato di farvi abitare, eccetto Caleb, figlio di Iefunne, e Giosuè, figlio di Nun. Per quanto riguarda i vostri bambini, dei quali avete detto che saranno danneggiati, Io li farò entrare e conosceranno la Terra che voi avete disprezzato’”.

La Torah ci parla dei livelli attuali che l’uomo sale internamente ma non comprende che è tutto fatto dalla Luce e non da solo, e continua a dimenticarselo, e quindi non può essere aiutato a non sbagliare.

Quando cercheremo di andare indietro faremo molti errori. Non c’è un’altra via! Dobbiamo riconoscere pienamente il nostro ego e vedere quanto è grande. Non possiamo fare nulla con questo ciclope gigante.

Ci siamo educati gradualmente su ogni livello, ad ogni passo durante i quaranta anni di peregrinazioni nel deserto, in modo che quando staremo per entrare nella Terra di Israele, saremo assolutamente sicuri di essere totalmente impotenti e di non poter fare nulla da soli.

Non possono aiutarci in alcun modo né la nostra mente, né il nostro cuore. Ci troviamo di fronte ad un ciclope gigante, un esercito forte, alle nazioni che ci odiano pronte a fare qualsiasi cosa per non farci attraversare i loro confini. La nuova generazione riconosce anche questo, e le cose stanno diventando ancora più chiare.

Tuttavia, allo stesso tempo, durante i quaranta anni, abbiamo sviluppato gradualmente la caratteristica dell’amore e della dazione tra noi, e abbiamo iniziato a scoprirvi il Creatore come fonte di questa caratteristica. Ne deriva che possiamo entrare nella Terra d’Israele solo con la fede al di sopra della ragione, il che significa con la caratteristica di dazione, la quale è esterna a noi.

Qual è allora il problema? Abbiamo dovuto sbagliare per scoprire e spiegare a noi stessi e alla nazione che cosa sta succedendo nella Terra di Israele, quali grandi forze ci sono, perché non possiamo superarli e perché siamo così distanti uno dall’altro e dal Creatore.

Pertanto, il peccato delle spie è necessario per capire fino a quanto non siamo parte di questo. L’uomo non può saltare da un livello a quello successivo senza la preparazione dei quaranta anni, prima di entrare nel modo corretto nella Terra di Israele. Tutti i problemi sono stati chiariti dalle spie e la rivelazione dell’atteggiamento negativo della nazione è naturale e non può essere altrimenti.

Lungo il cammino spirituale non ci sono errori. Il calcolo è realistico: quale Masach (Schermo) avete contro il vostro ego e se l’uno copre l’altro.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 06/05/2015

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Il primo grammo nella Correzione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Cosa deve succedere per creare nell’uomo un Kli (Vaso) nuovo al di sopra dei suoi desideri attuali?

Risposta: Prima di tutto, per questo c’è bisogno di un supporto che può essere ottenuto grazie al gruppo, all’insegnante e alla divulgazione.

La sottomissione è l’atto primario e fondamentale verso il Creatore, sul quale in seguito viene costruito tutto il resto. Dopo tutto, il nostro desiderio è egoistico, per cui la prima azione deve essere la sottomissione dell’ego. Quelli che sono pronti a questo, provano a realizzare ciò di cui ha bisogno il gruppo e ciò che richiede l’insegnante, per essere stimolati con l’apprendimento e per impegnarsi nella divulgazione.

Il lavoro principale qui è il chiarimento attraverso l’emozione e l’intelletto. Dopo tutto, potrebbe accadere che l’uomo esegua molte azioni fisiche ma che non esegua alcun ragionamento a riguardo, o al contrario, che continui a rimuginare senza far nulla. Questi ragionamenti non servono a nulla. Questa è solo filosofia.

Tutto inizia dalla sottomissione perché senza la sottomissione dell’ego e della mente che lo serve, non si può iniziare a lavorare al di sopra di esso. Devo tirar fuori il mio desiderio di ricevere, studiarlo e soggiogarlo. La sottomissione è la prima attività sulla via verso l’adesione. Dopo tutto, con il desiderio che c’è dentro di me adesso, non sarò in grado di avvicinarmi in alcun modo al Creatore.

E allora lo piego, lo critico e cerco di chiarire con quale parte posso lavorare e con quale parte non è possibile. Io non ho nulla tranne il desiderio di ricevere, e quindi inizio ad imparare come sia possibile cambiarlo, verso quali direzioni. Per esempio, mi avvicino agli amici anche se non sento nulla ma capisco che devo farlo.

Grazie a questo, attraverso l’attuazione di cambiamenti nel mio stato precedente e portandomi e avanzando un po’, correggo il mio comportamento. Sacrifico me stesso. Ho aiutato gli amici. Ho seguito il consiglio dell’insegnante. Sono passato dallo stato F1 allo stato F2. Anche se questi due stati si trovano dentro il mio ego, sono diversi, una differenza dovuta al mio cambiamento. Posso imparare dall’esempio del cambiamento che ho fatto ed i risultati che sono stati ricevuti sono il primo mattone nella costruzione dell’annullamento dell’ego.

Ho già qualcosa nelle mie mani. Lo stato che ho ottenuto è migliore di quello precedente, e così lo chiamo “una sposa bella e gentile” (Talmud Babyli, Ketubot 16b). Ho ricevuto un Kli superiore e bello e così Beit Hillel (la scuola di Hillel) non mi costringe a mentire. Mi mostra solamente che ottenere questo stato dipende da me.

Beit Shammai ci parla della situazione presente mentre Beit Hillel parla dello stato desiderato, ma di uno che avverrà alla fine. Quando lo ottengo, lo raggiungo, allora lo stato F2 diventa per me lo stato principale. Questo stato deve essere ulteriormente lavorato in modo che F2 di Beit Hillel diventi realistico. È il punto di vista di Beit Shammai dal quale chiarisco lo stato desiderato F3 di Beit Hillel. Ecco come continuo ad avanzare.

Comunque, uso prima la differenza tra gli stati F1 ed F2 come unità di misura: un millimetro, un centimetro, un grammo di correzione. Lo uso come un modello, come uno standard, una scala di misura e con quest’arma posso avanzare.

Domanda: Che cosa deve essere fatto per avanzare dallo stato F1 allo stato F2?

Risposta: È necessario vedere i due stati dal punto di vista di Beit Shammai e dal punto di vista di Beit Hillel “Una bella sposa così com’è” e allo stesso tempo “una sposa bella e gentile”. Comunque, l’uomo per conto suo non ha la possibilità di vedere lo stato F2; a questo scopo gli vengono dati l’insegnante ed i libri che deve ascoltare. Egli deve accettare che quello che dice il maestro è vero e il maestro dice “Non esiste nulla tranne Lui”, “Il Buono e Benefattore”.

Se egli vede la sposa solo brutta così com’è, allora è necessario continuare a lavorare nel gruppo, studiare e divulgare. Rispettare l’insegnante significa realizzare i sui consigli riguardanti il tuo avanzamento. Questo significa fare delle attività e stare all’erta per una risposta della Luce, come una sposa che si deve preparare, e solo allora lo sposo arriverà. Le azioni giuste causeranno necessariamente una risposta dalla Luce Superiore.
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Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah 12.03.2014

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Dr. Michael LaitmanDomanda: Se ancora non abbiamo raggiunto la rivelazione spirituale, ma stiamo solo studiando, stiamo facendo il lavoro spirituale o no?

Risposta: State facendo il lavoro spirituale perché volete raggiungere la spiritualità, sebbene non siate ancora in essa. Come l’uomo che costruisce una casa. È possibile costruirla per oltre 20 anni, ma siete impegnati nella costruzione della casa. Avete l’obiettivo di raggiungere la spiritualità e progredite, vi avvicinate fino ad entrarci. Anche se ci volessero 20 anni, qual è il problema?

Domanda: Cos’è più importante: studiare e prepararci all’ascesa verso la spiritualità o essere nella spiritualità stessa? Una volta lei ha detto che il Creatore ci ama di più quando ci stiamo solo preparando piuttosto che quando siamo nella spiritualità stessa?

Risposta: Invero, per tutto il tempo in cui vi state preparando, state facendo degli sforzi come un bambino, come il bambino piccolo che ancora non sa verso cosa sta avanzando. Proprio nel luogo dell’occultamento si hanno più opportunità di attivare e rivelare la vostra attitudine verso il Creatore: “la forza della fede”. Come nel nostro mondo siamo più toccati e gioiamo di più per un bambino piccolo.

Nella spiritualità non è così, tuttavia c’è il fascino di questa ingenuità che proviene da questo sincero desiderio, come la conformità tra la radice e il ramo. La più grande ricompensa arriva e si rivela all’uomo come risultato del suo sforzo nel tempo del suo periodo di occultamento, in questi 20 anni.

Noi pensiamo che questo periodo di preparazione sia tempo perso e vorremmo evitarlo per entrare nella spiritualità il prima possibile e cominciare davvero a lavorare in piena comprensione. Tuttavia, non comprendiamo che proprio questi anni sono così preziosi. E qui sta il problema, perché resta solo chi ha il desiderio autentico di rimanere e gli altri scompaiono.

Domanda: Cosa è il desiderio autentico?

Risposta: Il desiderio autentico è chiamato Reshimo ed è destinato alla correzione a seconda della radice dell’anima.

Domanda: Ma noi tutti vogliamo attraversare il Machsom?

Risposta: Naturalmente tutti lo vogliono, ma alcuni vengono a studiare due volte a settimana, come te, altri vengono tutti i giorni. Ci sono quelli che la sera guardano il football e ci sono persone che escono a divulgare.

Domanda: Come posso far nascere dentro di me questo desiderio autentico di cui stiamo parlando?

Risposta: Con l’aiuto dell’ambiente.

Domanda: Ma io sono già in un ambiente così meraviglioso! Cos’altro posso fare?

Risposta: Hai bisogno di integrarti con esso in modo da diventare un tutt’uno senza alcuna differenza. Questo è chiamato: essere un solo uomo in un solo cuore, e qui si trovano tutte le difficoltà. Ogni volta ti riprometti che lo farai, ma quando arriva l’opportunità, all’improvviso sgattaioli lontano. Tuttavia con questo, se rimani e studi semplicemente, il tempo in seguito farà il suo lavoro.
[129165]

Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah 05.03.2014, Gli Scritti di Baal HaSulam

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Più è impenetrabile l’oscurità, più luminosa è la luce

Dr. Michael LaitmanDurante la festa di Sukkot, le capanne simboleggiano il nostro abbraccio al Creatore. Giungiamo al collegamento a Lui attraverso l’ausilio di una speciale illuminazione circostante, detta Sukkah (Capanna).

Noi lavoriamo davanti al Creatore, adattandoci a Lui, e questo rapporto è descritto come le azioni dell’uomo con le quattro specie di piante (Arba’a minima) nella capanna, ovvero, nella Luce Circostante (Ohr Makif).

Per portarsi in conformità al Creatore, in una mano ho l’Etrog (il frutto del cedro) e nell’altra Lulav, Hadassim e Aravot (un ramo di palma, tre rami di albero di mirto e due rami del salice di fiume). Le ultime tre specie rappresentano le mie proprietà che devo coordinare con il Creatore.

. Tre rami di albero di mirto (Sefirot Hesed, Gevurah e Tifferet)
. Due rami del salice di fiume (Sefirot Netzach e Hod)
. Un ramo di palma (Sefira Yesod)
. Etrog (Malchut)

Unendoli durante i sette giorni della festa di Sukkot, mi aggrappo a questa unione nei pensieri e nei desideri, collegandomi in questo modo al Creatore nella Luce fluente. Dopo tutto, anche le Luci giungono gradualmente e sono chiamate con gli stessi nomi: Hesed, Gevurah, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut.

Come risultato, se uso nel modo giusto tutto ciò che mi è stato dato, allora mi correggo e arrivo ad abbracciare completamente il Creatore, e questo è chiamato “La gioia della Torah” (Simchat Torah) poiché ho usato tutta la Luce Circostante che lavorava su di me aiutandomi a raggiungere l’adesione. La Luce che mi ha corretto e mi ha portato all’adesione al Creatore ora è chiamata Torah.

Com’è scritto: “Io ho creato l’inclinazione al male, Io ho creato per questo la Torah come una spezia, poiché la Luce in essa riforma”. L’inclinazione al male è quello stesso strato di occultamento. Io uso tutte le Luci che mi giungono e, grazie a questo, esse convertono questo preciso occultamento in rivelazione, e nel punto in cui l’occultamento è più grande, profondo e scuro, sarà rivelata in seguito più Luce.

In questo modo giungo alla festa di Simchat Torah, all’esplosione di gioia che arriva immediatamente dopo Sukkot.
[145113]

Dalla trasmissione di Kab TV (Vita nuova), del 05.10.2015

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