La caratteristica della dazione: la Forza che ravviva tutto

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 20: 2-6): “E non c’era acqua per la comunità; e si radunarono insieme contro Mosè e contro Aronne. E il popolo si arrabbiò con Mosè, e parlavano dicendo: ‘Fossimo morti quando morirono i nostri fratelli davanti al Signore!

E perché avete portato l’assemblea del Signore in questo deserto, per morire qui, noi e il nostro bestiame? E perché ci avete fatto uscire fuori dall’Egitto per condurci in questo luogo malvagio? Non è un posto per seminare fichi o vigne o melograni; né vi è acqua da bere’. E Mosè e Aronne andarono via dalla presenza dell’assemblea fino alla porta della tenda di convegno, e caddero con la faccia a terra; e la gloria del Signore apparve in loro”.

La terra simboleggia la nazione e l’acqua è la caratteristica di Bina, la forza ravvivante senza la quale la terra è polvere e cenere.

Il popolo cominciò a lamentarsi e a brontolare ancora una volta di non avere la caratteristica della dazione e la fonte da cui poter ricevere la forza che ridia loro la vita.

Il popolo chiede acqua (dazione), ma da dove arriverà se non la ottengono da soli? Il risveglio spirituale avviene solo sotto l’influenza della caratteristica di Bina.

Questa è la ragione per cui i figli di Israele ricordano l’Egitto, perché lì avrebbero potuto almeno lavorare con l’intenzione di ricevere per loro stessi. Qui, invece, hanno bisogno di ricevere l’intenzione di dare, il che significa che non è rimasto loro nulla. Ed è una morte secca.
[170.238]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.12.2015

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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione al Commentario del Sulam”, voce 85
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “La saggezza della Kabbalah e Filosofia”, titolo “L’origine dell’anima”
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Avere cura degli amici, non importa in che modo

Dr. Michael LaitmanDomanda: Nei workshop, cerco di applicare tutte le regole, di ingrandire gli amici ai miei occhi, ma ad un certo punto arrivano pensieri molto negativi per stupidità e inutilità. Come devo affrontare tali manifestazioni di egoismo?

Risposta: Nonostante tutto, cerca di amare i tuoi grandi amici. In risposta a questi tentativi, giungerà la Luce che Riforma. E quando splenderà, tu vedrai che sono veramente grandi.

Questo richiede un lavoro interiore. Guardo gli amici: sono venuti a lezione di notte, poi devono andare a lavorare, hanno famiglie e bambini, tutti hanno molti problemi, tutti sono stanchi, esausti, corrono fino alla fine della settimana.

Per questo apprezzo molto i miei amici. E qui vedo di essere ben lontano dal loro livello di sforzo. Ognuno di loro si impegna con sforzi enormi e straordinari. Come posso non rispettarli dopo tutto questo? Solo con loro sarò in grado di navigare fino alle coste spirituali, verso il nuovo mondo.

Ne risulta che non è difficile percepirli come grandi amici.

Domanda: Nel corso del tempo diventa sempre più difficile convincermi di questo, fino a che rivelo che semplicemente non riesco.

Risposta: Certo, l’uomo non è in grado di farlo. Io sono uno zero, uno straccio da pavimenti, niente. E da questo si manifesta una cosa: ciò che Re Davide sentì quando si ritrovò nudo davanti al Creatore e fece un patto con Lui. Se ai miei occhi mi abbasso, allora rivelo la mia connessione al Creatore, e in seguito posso rivolgermi subito a Lui e ricevere una risposta.

Domanda: Vuol dire che il flusso dei pensieri negativi deve erodere così tanto da farmi gridare per un aiuto?

Risposta: Noi non aspiriamo di proposito a questo stato. Al contrario, io lavoro alla connessione con gli amici, volendo rivelare l’unione al Creatore in loro, e poi rivelo il contrario. Ma non posso aspirare a questo, io devo lottare solo per la perfezione.

Domanda: Se mi sento come uno straccio, se la negatività prende il sopravvento, come faccio a muovermi verso l’aspirazione corretta?

Risposta: Con il sostegno degli amici e senza allontanarsi dal calendario (programma) che segue il gruppo.
[127.620]

Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah, “Introduzione a Il Libro dello Zohar” 17/02/2015

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Attraversare Edom

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 20:14, 20:17 – 20:18, 20:21): “Mosè mandò gli ambasciatori da Kadesh al re di Edom a dirgli:

“Così dice tuo fratello Israele, Tu conosci tutti i travagli che ci hanno colpito”.

“’Ti preghiamo di farci passare per il tuo paese; noi non passeremo per i campi o i vigneti, né berremo l’acqua dei pozzi. Cammineremo lungo la strada maestra e non volteremo né a destra né a sinistra fin quando non avremo oltrepassato il tuo confine’”.

“Edom gli rispose: ‘Non passerai il mio paese, altrimenti uscirò contro di te con la spada!’.

“Edom si rifiutò di permettere ad Israele di attraversare il suo territorio; così Israele si allontanò da lui”.

Edom è la caratteristica dell’egoismo inflessibile. “Israele che attraversa” sta per la connessione ad esso.

Le Colline di Edom si trovano nel territorio della moderna Giordania e si possono vedere facilmente da Israele. Esse rappresentano il passaggio alla Terra di Israele che non si può raggiungere in altro modo.

Il popolo d’Israele fu per quarant’anni nel deserto ad acquisire le caratteristiche di Bina. Il loro infinito vagare nel deserto rappresenta le combinazioni spirituali di Malchut e Bina che mostrano come prepararsi ad entrare nella Terra di Israele (Malchut) e come prenderne possesso con la nuova acquisizione della caratteristica di dazione.

Gli Ebrei possono entrare nella terra promessa solo dopo che questo accade. Tuttavia, non è ancora la Terra d’Israele poiché è sotto il dominio di sette nazioni. Questo è il momento in cui inizia la conquista vera e propria, trasformando la terra con le caratteristiche di Bina.

Questo spiega perché l’attraversamento di Edom sia in realtà la transizione da Malchut a Bina. Tuttavia, non è permesso loro di farlo perché è l’ultima caratteristica egoistica prima di entrare nella Terra di Israele, la quale deve essere superata con forza. Sette nazioni egoistiche aspettano gli Ebrei nella terra di Israele, sette enormi forze impure: Hesed, Gevura, Tifferet, Netzach, Hod, Yesod e Malchut. Anche loro devono essere conquistate e corrette.

Questo è il motivo per cui il re di Edom li respinge, in modo che si preparino all’ultimo viaggio, si uniscano e riconoscano che senza il Creatore non possono sopravvivere. Il passaggio è la conquista di noi stessi, la nostra vittoria sull’egoismo.
[170316]

Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 24.06.2015

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Scoprire il segreto

Domanda: Potrebbe fare almeno un esempio di com’è possibile aderire al Creatore nel nostro mondo?

Risposta: L’uomo deve sentirlo da solo su di sé. Questa è la ragione per cui la Saggezza della Kabbalah è chiamata saggezza segreta; è impossibile descriverla in maniera astratta, teorica e verbale. Si può solo insegnare all’uomo al fine di rivelarla dentro di sé, e allora sarà in grado di capire cos’è questa saggezza.

Nella Saggezza della Kabbalah non ci sono segreti. Il segreto sta solo nel fatto che è nascosta ai nostri sensi attuali e viene rivelata a tutti in base al proprio livello di correzione. È molto semplice! Nel nostro mondo, per esempio, non diamo ad un bambino piccolo degli strumenti taglienti, cose che potrebbero essere pericolose per lui, ci assicuriamo che non si faccia male o che non si faccia cadere nulla addosso!

La Saggezza della Kabbalah riguarda oggetti e forze anche più affilati e pericolosi. Per questo è stato creato un “blackout” intenzionale, in modo da non essere capaci di toccarli. Immaginate di esistere in una nuvola scura e che, solo se lavorerete adeguatamente, questa nuvola comincerà a dissolversi gradualmente, una volta da una parte e una volta da un’altra ecc. Tuttavia, si può agire senza danneggiare se stessi e gli altri solo in accordo alla distanza e alla direzione.
[170125]

Dalla Lezione di Kabbalah in lingua russa 11/10/2015

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Classificare i desideri

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 17:12-15): “Aronne prese quanto aveva detto Mosè, e lui corse in mezzo all’assemblea, ed ecco il flagello era incominciato nel popolo. Egli mise dell’incenso ed espiò per il popolo. Si pose tra i morti e i vivi e il flagello si arrestò. I morti nel flagello erano 14.700, oltre ai morti per il fatto di Korach. Aronne tornò presso Mosè all’ingresso della tenda della radunanza e il flagello cessò”.

La Torah non parla degli uomini e della loro morte fisica, ma dei nostri desideri e caratteristiche che pensiamo di poter correggere al livello attuale, tuttavia, improvvisamente, scopriamo che alcuni non possono essere corretti. L’ego è diviso in 613 caratteristiche che insieme sono chiamate il nostro ego, caratterizzate dall’odio tra gli uomini, il rifiuto dell’altro, e diretto contro la nostra unione. Nessuno vuole avvicinarsi all’altro e se lo fa è solo al fine di dominare gli altri.

Queste caratteristiche di solito appaiono quando cominciamo ad avvicinarci a qualcuno. Tuttavia, questo livello deve essere ancora raggiunto. Quando impariamo ad avvicinarci agli altri e a connetterci a loro in un cuore solo e in una sola mente, cominciamo a sentire come sorgono in noi le forze che si oppongono a questa unione. Queste forze si rivelano nell’uomo come le 613 caratteristiche, i desideri, chiamati Mitzvot (Precetti). Una Mitzva (Precetto) è la correzione di una determinata caratteristica che abbiamo, e la Torah ci dice come correggere le forze che ci dividono, in forze che ci avvicinano, connettono e uniscono.

Prima di questo però, abbiamo bisogno di sentire che questi desideri per la connessione e l’unione esistono. Questo è proprio ciò che è successo a Korach: egli aspirava all’unione ma credeva che fosse possibile raggiungerla in un modo diverso. Quando si manifestò questo e gli altri 250 desideri che si aggrapparono a lui, fu chiaro che fossero impossibili da correggere.

Questo è il motivo per cui egli cadde dal livello in cui si trovava, ovvero, che l’attributo di Korach nell’uomo cadde, ovvero, che non può ancora essere corretto nel livello attuale della scala spirituale. In seguito, Korach nascerà nel livello superiore ove ci sono altre forze di correzione più forti e più precise che saranno in grado di correggere questi desideri con il loro metodo e saranno rimosse dal loro posto.

Domanda: Questo significa che diventano dei giusti?

Risposta: Certo! Tutto raggiunge la forma corretta. Gli uomini subiscono lo stesso “inventario”: alcuni dei loro desideri, caratteristiche e intenzioni chiamati uomini, possono essere uniti al Creatore e alcuni non possono ancora essere connessi.

Allo stesso tempo, ognuno prende il suo posto specifico e così alcuni desideri muoiono a causa di un flagello, altri soffrono e basta, e altri ritengono di essere in uno stato più o meno normale. Questa divisione tra le caratteristiche è necessaria, in quanto senza di essa l’uomo non sa cosa vi è dentro di lui e quale delle sue caratteristiche siano focalizzate sullo scopo della creazione. In fondo, tutto è misurato secondo lo scopo finale: quali caratteristiche devo correggere dentro di me per avvicinarmi agli altri e raggiungere la completa adesione al Creatore.

Nella Torah tutto è descritto come azioni terribili in cui migliaia di uomini apparentemente muoiono durante un flagello, ma allo stesso tempo, i numeri sono Ghematria (Numerologia) dalla quale viene calcolato lo stesso volume, la stessa densità dei desideri nell’anima generale che sono messi a morte in quel momento. Questo significa che ora sono neutralizzati e, al momento, non vengono presi in considerazione. Questi desideri cadono sul fondo e, quando sarà il momento, si rialzeranno. Così vengono classificati i desideri e avanzano solo quelli che possono essere corretti sotto l’influenza della Luce Superiore.

[168468]

Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 27/05/2015

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