Lezione quotidiana di Kabbalah – 10.12.2015

Scritti di Rabash, articoli “Dargot Hasulam“, articolo 875
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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione al Commentario Sulam”, voce 85
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “La saggezza della Kabbalah e Filosofia”, titolo “Un vaso spirituale è chiamato” una forza”
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L’odio è l’inizio dell’Amore

Dr. Michael LaitmanDomanda: Ho compreso di odiare il Creatore. Prima pensavo di amarLo, ma questo si è trasformato in un inganno. Non ho sentito il mio amore, ma invece sento sicuramente il mio odio per Lui.

Brucio dentro; semplicemente non voglio sentirlo. Sono soffocato dalla Sua grandezza. So che è Uno ed Unico, e che Egli è il buono che fa il bene. Tuttavia, dentro di me c’è odio. Non so come amare e non so cosa sia l’amore.

Risposta: E’ semplicemente un miracolo che questo ti sia rivelato, perché questo è l’amore per il Creatore, e quel che tu senti è come tu Lo odi dentro il tuo ego. La correzione inizia da questo momento. Ma che felicità!

In bocca al lupo!
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 09.12.2015

Scritti di Rabash, Lettera 17
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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione al Commentario del Sulam“, voce 84
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”, titolo “Filosofia per quanto riguarda la sua essenza”
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Come possiamo entrare nel Mondo Superiore?

Dr. Michael LaitmanDomanda: Come può l’uomo che non ha trasceso il Machsom (Barriera), decidere quali azioni nel nostro mondo lo aiuteranno a lasciare il mondo di Assiyà e sentire l’influenza delle cinque Luci del NRNHY della Luce di Ruach nel mondo di Yetzira?

Può l’uomo progettare questo progresso spirituale, come in qualche modo afferrare il mio ego e offrirle un esca, per esempio?

Risposta: L’uomo che non sente il mondo superiore non può in alcun modo immaginare cosa sia o com’è esserci, e parlare della transizione verso l’altro mondo è inutile e non ha senso dal momento che dobbiamo cambiare tutto il nostro strumento di percezione!
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 08.12.2015

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Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala”, articolo 4 (1989)
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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione al Commentario del Sulam”, voce 83
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “La saggezza della Kabbalah e la Filosofia”
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Il Vaso aperto

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat“, 19.15): “Ogni vaso aperto che non abbia il coperchio ben aderente diventa impuro”.

L’uomo è costituito da piccoli vasi (Kelim) che in realtà sono i nostri desideri, intenzioni e proprietà. Se il vaso dell’uomo non è ancora formato, se non è sostenuto da uno schermo, se l’uomo non usa il vaso dopo la contrazione, se è aperto a qualsiasi azione, vale a dire, se l’uomo non ne ha il controllo, allora è considerato un vaso impuro che non ha un “coperchio”.

Tutti devono percepire e comprendere di quale particolare qualità si tratti, creare lo schermo e tenerlo aderente. Allo stesso tempo, l’uomo deve sapere a quale stato questa proprietà appartenga e quando può essere usata per favorire il proprio avanzamento.

Il nostro vaso deve essere sempre pulito e aderente, altrimenti diventa incline a varie influenze esterne ed interne, che in linea di principio sono uguali. Il vaso si deve aprire solo quando è assolutamente necessario, al fine di soddisfare le esigenze della società in cui viviamo.

Dalla Torah (Numeri, “Chukat“, 19:20): “Chi si sia reso impuro e non si pulisce, tale uomo verrà reciso di mezzo al suo popolo…”.

L’uomo che non si purifica non riesce a connettersi agli altri; è come se fosse estraniato dall’anima generale.

La Torah menziona il “campo” che l’uomo impuro deve lasciare e che deve trascorrere molti giorni di purificazione di se stesso prima che gli sia permesso di tornare. Il campo rappresenta la connessione inter umana, vale a dire, l’anima generale.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 26/06/2015

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 07.12.2015

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Scritti di Rabash, articoli “I gradini della scala”, l’articolo 7 (1987)
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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione al Commentario del Sulam”, voce 77
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Scritti di Baal HaSulam, articolo “Esilio e Redenzione“, titolo “La differenza tra un ideale laico e un ideale religioso”
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La tenda e gli indumenti

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, “Chukat”, 19:14): “Questa è la legge: un uomo che muoia in una tenda, chi entra nella tenda e tutto ciò che si trova nella tenda è impuro per sette giorni”.

Questo versetto parla dell’ambiente esterno dell’uomo che comprende la casa, il cortile, il campo e il deserto.

La tenda è la cosa più vicina al corpo umano dopo i suoi vestiti. Gli uomini sono animali ed è per questo che i loro vestiti erano fatti di lana e pelle. Anche le tende erano fatte di pelle di animale, lana e pelliccia.

La lana, la pelle, la seta sono i migliori materiali per i corpi umani; dormire sulla lana, indossare la lana e la pelle è la cosa migliore per la nostra salute. E, naturalmente, sono molto utili per vivere in una tenda dato che lì c’è un’aura completamente diversa.

Domanda: Che cosa significa quindi “morire nella tenda”?

Risposta: Significa che gli uomini utilizzano i loro desideri in modo egoistico, ovvero, per ricevere a proprio beneficio. Ecco perché il loro guscio circostante non li salva, e nemmeno i loro vestiti o la tenda. Pertanto, i nostri desideri devono essere puliti, in modo da rendere possibile il loro utilizzo in futuro.

In passato, gli indumenti venivano trasferiti da una generazione all’altra. Nella spiritualità, questo viene fatto trasferendo lo schermo da uno stato all’altro. Non si tratta della morte fisica, ma di uccidere i propri stati precedenti.

Come si fa il passaggio da uno stato all’altro? Come fanno gli uomini a reincarnarsi? Che cosa rimane di noi e cosa si trasforma? Perché chiamiamo la nostra nuova reincarnazione una “vita nuova”? È davvero nuova rispetto alla nostra vecchia vita? Cos’è intatto e cosa continua a ruotare? Come fanno gli uomini ad usare i loro strumenti precedenti tra cui abiti e tende? La Torah dà risposte a tutte queste domande.
[169.908]

Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 24/06/2015

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Yeshivat Haverim Mondiale – 06.12.2015

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 06.12.2015

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Scritti di Baal HaSulam, “Prefazione al Commentario Sulam“, voce 73
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