New Life #964 – I pionieri del nuovo mondo


New Life #964 – I pionieri del nuovo mondo
Il Dott.Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe.

Riepilogo

Il Creatore ha risvegliato lo spirito pionieristico negli ebrei così che possano insegnare al mondo come amare unendosi a Lui. Come nostro padre Abrahamo, che era il nostro pioniere spirituale, gli ebrei devono dedicarsi al bene della società e dell’ambiente. Gli ebrei hanno cominciato ad adempiere alla loro missione nella storia quando si sono allontanati fra loro e dispersi in vari territori. Dopo di questo, la borghesia ha cominciato a svilupparsi in Israele perché gli ebrei hanno avuto il desiderio di costruire una nazione proprio come tutte le altre nazioni.

Israele deve mirare al proprio sviluppo, ancora una volta, al livello più alto dei pionieri, che è quello di uscire dal mondo oscuro verso un illuminato mondo spirituale.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #964 – I pionieri del nuovo mondo”, 13/02/2018

La cosa più importante è avere tanta pazienza

La cosa difficile nello studiare la Kabbalah è che ci richiede di acquisire nuovi valori. Ecco perché coloro che non sono pronti o disposti a farlo per mancanza di pazienza, abbandonano. Non credono che questo studio porterà loro risultati reali e non capiscono veramente di cosa tratti questa scienza.

Qui c’è bisogno di tanta pazienza per lasciare che la Luce superiore agisca su di te, perché è la forza che ti trasforma in un nuovo essere. Gradualmente, iniziamo a sentire, a capire e a giudicare attraverso nuove definizioni.

Anche se dall’esterno sembra che un individuo sia sempre lo stesso, in realtà egli è completamente diverso. Egli è impossibile da definire con i chiarimenti, i valori e le normali regole corporee. Ora egli pensa in termini di uguaglianza della forma con la forza superiore, in modo completamente diverso.
Tale cambiamento qualitativo è ricevuto attraverso l’influenza della Luce superiore, attraverso il passare un’intricata rivoluzione interiore. Ciò richiede molti anni perché tali cambiamenti avvengono in una persona gradualmente, a piccoli passi.

E anche questo è difficile da ottenere. È molto più facile avanzare con il gruppo a cui puoi aggrapparti. Se una persona si stringe al gruppo con gli occhi chiusi, supera tutte le difficoltà.

Chiude la porta ai suoi vecchi valori e ne riceve di nuovi dal gruppo, dall’unificazione degli amici, che significa il nuovo Kli, dove dieci diventano come uno: riceve così una nuova mente e nuovi sentimenti, una nuova attitudine, nuove unità di misura.

È un periodo molto delicato e difficile di cui è scritto: “Mille entrano in casa, ma solo uno esce alla Luce”. Devi avere molta pazienza affinché la Luce superiore lavori su di te e ti dia nuove qualità. Quando si dice: “Fa di tutto, solo non abbandonare”, questo è ciò di cui si sta parlando.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 5/03/2018, Talmud Eser Sefirot

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I libri sull’eterno

Se cominciamo a spiegare ad un bambino di tre o quattro anni i nostri problemi di adulti, ovviamente in base al suo sviluppo mentale, psicologico e spirituale, sarà incapace di capirli. Non è interessato ad essi e non sono inclusi assolutamente nelle sue sensazioni.

Così quando leggiamo i libri scritti dai kabbalisti dobbiamo accettare il fatto che non capiamo assolutamente ciò che dicono.

Se per esempio leggiamo l’articolo “Riguardo all’Amore per gli amici”, non sappiamo cosa siano gli amici, né cosa sia l’amore. “Gli Amici” nella spiritualità sono parti della mia anima; tuttavia non li sento in questo modo. Immediatamente confondo la parola “amici” con l’amicizia usuale di questo mondo: con i conoscenti, qualcuno con il quale mi sento bene a passare una serata o a viaggiare, o con gli amici di infanzia.

Tuttavia l’amicizia qui ha un significato completamente differente. Voglio rivelare la mia anima, la parte eterna della realtà, però fino ad ora ho vissuto soltanto un’esistenza temporale, illusoria nel nostro mondo immaginario che in realtà non esiste. Pertanto devo capire che i libri parlano della mia anima eterna, il che appare davanti a me nella forma di certe persone speciali alle quali sono stato portato mediante il governo superiore, mediante la rete frammentata di connessioni fra di noi.

È necessario formare una rappresentazione di questo sistema dentro di noi, anche quando è ancora immaginario, ma tanto vicino alla spiritualità quanto sia possibile. A parte questo, abbiamo bisogno di definire in maniera precisa chi è “una persona” in generale e “gli amici” in particolare, e cos’è “L’amore per gli amici”. Gli amici non sono coloro con i quali è gradevole convivere, andare a bere qualcosa, a cena, a ballare o a studiare.

Gli amici sono una connessione spirituale speciale, che non avviene con il proposito di dare soddisfazione reciproca. Il piacere può risiedere solo nel mezzo; però in realtà, l’amore per gli amici si ha quando ognuno agisce per soddisfare l’altro.

Questa è una delle difficoltà dello studiare la saggezza della Kabbalah.

La seconda difficoltà è che percepiamo la Torah come una storia che riguarda il nostro mondo: come se esistessero il tempo, il movimento e lo spazio, che in realtà non esistono nel mondo spirituale. Pertanto, questa “storia” che ascoltiamo della Torah, nemmeno esiste! Non esiste l’Egitto, né l’esilio in Egitto.

La Torah non descrive eventi storici, ma la sequenza di stati preparatori attraverso i quali passarono i kabbalisti, con il fine di ottenere la vera ed unica percezione della realtà che esiste.

Allora anche io devo costantemente immaginarmi non a studiare la storia che avvenne nei tempi antichi, con un gruppo di persone che scappavano da un luogo all’altro. Non riguarda questo, ma delle impressioni sensoriali di una persona che si trova in uno stato che definisce come esilio spirituale, esilio dal mondo spirituale. Allora è possibile immaginare cosa siano la redenzione e lo sviluppo spirituale. Si tratta solo di quello che succede all’interno di una persona.

Ogni giorno voglio separarmi sempre di più dalle narrazioni, dalla storia e dalla geografia e spiegarlo a livello interiore, sensoriale: il mio o quello di qualcun altro che vuole svilupparsi spiritualmente. Tutto questo si applica solo al periodo dello sviluppo spirituale di una persona. Pertanto, “l’amore degli amici” ed in generale tutta la Torah, devono essere considerati solo nella forma interna, in relazione al nostro sviluppo.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 06/03/2018, lezione sul tema: “Preparazione per Pesach”

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La Terra e i suoi ultimi anni di vita

Commento: Gli scienziati americani e quelli britannici hanno presentato un rapporto ufficiale alla National Academy of Sciences degli Stati Uniti secondo cui la Terra diverrà inadatta per ospitare la vita tra il 2200 e il 2400, indipendentemente dal calo demografico stimato per la crescita entro il 2100.

Gli esperti puntano il dito contro il pericolo del cambiamento climatico, che sarà inevitabile a causa dell’aumento del consumo di energia e che continuerà ad aumentare anche con la riduzione delle emissioni di gas serra nell’atmosfera. Inoltre, ci sono altri rischi globali (Kathmandu Tribune). Sulla stessa linea di pensiero, Stephen Hawking aveva recentemente suggerito di trovare una nuova casa nello spazio per l’umanità (NBC News).

Il mio commento: Il problema è che tali progetti non sono realistici. Le persone sono inestricabilmente legate a questo pianeta da un invisibile “cordone ombelicale”. Siamo un tutt’uno, siamo intrecciati ad esso con un numero infinito di fili e non possiamo esistere senza di esso.

Ma diciamo, ad esempio, che ci siamo trasferiti su Marte. Che cosa accadrà dopo? Inquineremo o spremeremo tutte le sue risorse, proprio come abbiamo fatto con la Terra. E inoltre, dovremo affrontare problemi personali e sociali perché anche cambiando il luogo di residenza, non avremo cambiato la nostra natura. Quindi, cosa faremo? Vagheremo da un pianeta all’altro sfuggendo a noi stessi? Non ci sarà di alcun aiuto.

Portiamo la morte intorno a noi perché questa è la nostra natura. “La morte” è l’egoismo che vuole divorare tutto. Gode a distruggere tutto ciò che lo circonda. Non sopravviveremo su nessun pianeta. Dopotutto, non sappiamo come prendere in considerazione la natura globale e le sue leggi fondamentali.

Prendiamo in considerazione solo ciò che è vantaggioso e conveniente per noi. Questo atteggiamento è distruttivo per la Terra perché avvelena il sistema planetario comune.

La carica negativa dell’egoismo è ciò che realmente scuote la noosfera. Gli squilibri crescenti nella società, tra le persone, minano l’equilibrio in tutto. Qual è il futuro che ci aspetta? Nella peggiore delle ipotesi, dopo aver attraversato una dura sofferenza, fino all’inverno nucleare e ad altre “delizie” distopistiche, ci renderemo finalmente conto della necessità di liberarci dell’egoismo.

Allora le persone finalmente supereranno la loro natura egoistica e correggeranno questa Terra, smettendo di inquinarla e di rovinarla in tutti i modi. Dopotutto, la Terra ha un grande potenziale rigenerativo. Può guarire se la gente smette di nuocerle e se accetta le leggi della natura che stabiliscono interazioni, armonia e omeostasi.

In altre parole, se ci eleveremo al di sopra dell’egoismo, saremo come su un altro pianeta, che guarisce le ferite e si relaziona con noi in modo benevolo. Quindi non dovremmo andare da nessuna parte. Scopriremo che se rinunciamo all’amore per noi stessi, allora tutto servirà alla nostra prosperità. Rimane solo una domanda: perché non farlo adesso?

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman”, 23/01/2018

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New Life #975 – Il livello successivo dello sviluppo dell’umanità

New Life #975 – Il livello successivo dello sviluppo dell’umanità
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo

Nel livello di sviluppo successivo, le persone spirituali vivranno al di sopra delle limitazioni del tempo, dello spazio e del movimento.

Gli umani finalmente troveranno felicità, allegria e soddisfazione, raggiungendo un nuovo desiderio d’amore e dazione pura. Quel nuovo mondo non avrà limiti come li ha questo. Attualmente, non siamo felici nonostante gli infiniti sviluppi tecnologici e l’avere tutto ciò che desideriamo. La natura ha programmato il nostro sviluppo, da quando avevamo una natura animale fino ad entrare nell’intenzione per la dazione, in accordo con il pensiero iniziale della Creazione.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life #975 – Il livello successivo dello sviluppo dell’umanità” 6/03/2018

Come si diventa un Messia?

Domanda da Facebook: Tu affermi che il Messia è una forza e che nessuna persona possa diventarlo.

Risposta: Il Messia (Mashiach) è una forza, che con le qualità della dazione e dell’amore ci tira fuori dall’egoismo.

Una persona che raggiunge le qualità della dazione e dell’amore con l’aiuto di questa forza ha fatto una correzione interiore completa. Raggiungendo quel livello, può anche essere chiamata Messia.

Domanda: Non era così che venivano chiamati i grandi kabbalisti, incluso l’Ari, durante il loro tempo?

Risposta: Sì. In altre parole, è una persona che ha una forza che la aiuta a correggersi completamente. Ma ciò non significa che, fatto questo, sia anche in grado di correggere gli altri perché il libero arbitrio rimane e ognuno deve correggere se stesso.

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Dalla trasmissione di KabTV “Le Notizie con Michael Laitman”, 23/11/2017

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Come si può misurare la devozione dell’anima?

Quando una persona studia la saggezza della Kabbalah, dovrebbe sforzarsi non solo di accrescere la propria saggezza ricevendo nuove conoscenze, ma soprattutto, di cambiare le proprie sensazioni in modo che il cuore cambi e si espanda. Il cuore impara a sentire i più alti fenomeni che sono inaccessibili a noi ora, le azioni di dazione e unificazione. Loro sono al di sopra della nostra ragione.

Nella Kabbalah c’è un concetto di “fede al di sopra della ragione“. La conoscenza è ciò che corrisponde alla ragione. Nella misura della mia comprensione, io sono in grado di dare, sapendo che questo mi farà bene. Io vado al supermercato e do dei soldi in cambio di prodotti. Non c’è nessun problema con questo.

Ma non c’è fede al di sopra della ragione nel nostro mondo. Dove posso ottenere la potenza extra per dare al di sopra della ragione? Secondo la mia comprensione, sono pronto a pagare un euro per una tazzina di caffè, e mi viene chiesto di pagare venti euro anziché uno, per qualche buona causa. Dove ottengo la forza di rinunciare ai diciotto euro in più?

Il potere che mi dà l’opportunità di fare del lavoro extra, di compiere ulteriori sforzi e di sacrificare il mio egoismo è chiamato “fede”. Questo è ciò per cui dobbiamo lottare. Solo in questo modo si può misurare quanto io realmente do. E questo non deriva dal mio ragionevole calcolo, ma dal desiderio di dare al mio ospite.

In altre parole, io do al di sopra del calcolo di quanto io ho ricevuto da Lui e sono pronto a ricompensarLo, ma del tutto disinteressatamente. Questo è ciò che è chiamato la devozione dell’anima quando io sono pronto a darGli il mondo intero anche se non ottengo nulla da Lui.

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Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21/03/18, Talmud Eser Sefirot

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ll corridoio dell’Egitto

Baal HaSulam scrive che il vantaggio che una persona ha rispetto ad un animale è che, in una persona, si risveglia il desiderio per la spiritualità. Se non fosse per questo, un uomo vivrebbe un’esistenza animale. L’aspirazione spirituale è quello che fa di una persona un uomo (Adam).

“La schiavitù dall’Egitto” è lo stato che precede la spiritualità, come un corridoio che dobbiamo attraversare allo scopo di entrare nel mondo spirituale. Perciò prima entriamo in Egitto. Una volta lì, incominciamo a chiarire i nostri desideri ed a preparare noi stessi per il livello spirituale.

L’Egitto è caratterizzato da un immenso aumento in termini di egoismo fino al punto che una persona vuole inghiottire il mondo intero. La persona inizia allora a chiedersi: “Qual è il senso della mia vita?” e si mette in cerca della risposta. Alla fine vede che l’egoismo la domina completamente, rendendola schiava del Faraone. Lei però non lo accetta e vuole invece lavorare per il Creatore.

Ma scopre che non può farlo. Perciò grida e richiede con forza finchè non si trova in una disperazione assoluta dovuta al fatto che i suoi sforzi non portano a nessun risultato, come è scritto: “Ed i figli di Israele sospirarono a causa del lavoro”.

La persona sente i colpi perchè si sta impegnando nel lavoro spirituale ma vede che non ne viene fuori nulla ed allora un grido di dolore esce fuori. Ossia il giusto desiderio, la richiesta sorge in lei ed allora esce dall’Egitto.

Quante volte durante gli anni del nostro lavoro abbiamo provato a dare, ad unirci, a pensar bene degli altri e a preoccuparcene, ma finora, non abbiamo visto nessun risultato? Dove vanno tutti i nostri sforzi? Dopotutto nulla svanisce senza lasciare traccia. Ci troviamo in un sistema chiuso dove opera la legge della conservazione dell’energia. Ma dov’è il frutto del mio lavoro, dove sono i miei desideri, le preoccupazioni, i successi e gli insuccessi? Realmente, dov’è che sparisce proprio tutto?

Nulla sparisce. Tutto si accumula: il mio, il tuo ed il lavoro di tutta l’umanità nel corso di tutti i tempi. Perciò ci sono persone che ricevono un tale peso al cuore che le guida all’esodo dall’Egitto. Altre continuano la schiavitù in Egitto per adesso, ma ciononostante, di generazione in generazione, esse accumulano i loro sforzi. Questo concerne tutta l’umanità senza eccezione.

Persino un minuscolo pidocchio che si sforza di mangiare e sopravvivere, anche lui, contribuisce al “salvadanaio comune”, perché anch’esso appartiene al desiderio comune creato dal Creatore.

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Dalla prima parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11/3/2018, lezione sul tema “Preparazione per Pesach”, Parte 1

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Come risvegliare l’umanità

Domanda: Diciamo che la saggezza della Kabbalah risveglia la gente. Ma talvolta non dovremmo far attenzione a non turbare i loro sogni?

Risposta: Questo è esattamente quello che disse il Faraone a Mosè e ad Aronne in Egitto. “Perché stai risvegliando la gente? Lascia che la gente lavori pacificamente e tranquillamente, che vuoi da loro? Guarda quanto si sentono bene e quanto comode vivono le persone. Io ho creato un paradiso sulla terra per loro.”

L’Egitto fu veramente un paradiso egoista per loro. Improvvisamente Mosè si è avvicinato a loro e ha iniziato a disturbare le persone dicendo loro che dovevano partire ed andare nel deserto!

Domanda: Allora non possiamo risvegliare la gente troppo presto? Abbiamo bisogno di lasciare tutto al Creatore? Lui è la legge della natura e Lui risveglierà tutti? Arriverà il momento in cui la gente si risveglierà?

Risposta: Noi non infastidiamo nessuno. Semplicemente divulghiamo la saggezza della Kabbalah a chi ne ha bisogno.

La libertà dell’uomo sta nell’ascendere al di sopra del nostro mondo. Sono basi concettuali completamente differenti. Cambiando il sistema di misura, osserveremo la vita in una maniera differente e cambieremo l’ordine dei valori.

Allora il concetto di libertà sta semplicemente nell’elevarci al di sopra del nostro mondo egoista, dove esiste solo la caratteristica della dazione e dell’amore, che sono caratteristiche del Creatore.

Questo è quello che dobbiamo raggiungere e dopo parleremo, investigheremo e discuteremo le cose correttamente.

In contrasto a ciò, nessuna filosofia materialista ci darà alcun beneficio. Sono limitate dal marchio della natura umana. Da qualche tempo la filosofia si è esaurita.

Inoltre le scienze si stanno ripetendo e, gradualmente, termineranno il loro sviluppo, perché l’umanità ha raggiunto lo stato finale del suo sviluppo e, in seguito, la meta della libertà la starà aspettando.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 21/07/2017

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Un attacco di consigli sulla Kabbalah

Domanda: Esistono degli oggetti nella creazione in relazione ai quali il Creatore smette di agire e che non hanno quindi alcuna possibilità di conoscerLo?

Risposta: Ogni persona ha la possibilità di raggiungere il Creatore. Esistono degli oggetti solo ai livelli della natura inanimata, vegetale e animale che non sono preparati a fare questo.

Domanda: Se il Creatore è responsabile della mia corruzione, perché un Creatore buono e benefattore mi costringe a svilupparmi attraverso il male quando Lui mi dà sensazioni di sofferenza?

Risposta: Questo è necessario per darti modo di trascendere il male che è stato creato inizialmente in te e raggiungere il bene assoluto.

Domanda: Tu dici che l’amore vuol dire prendersi cura degli altri più che di me stesso. Come dovrei prendermi cura di me stesso per mantenere l’equilibrio? Dopo tutto, il principio dell’amore nella Kabbalah non è quello che io devo amare me stesso, gli altri e il Creatore allo stesso modo?

Risposta: Potrei dire che amo me stesso ed è per questo che voglio tirarmi fuori dalla schiavitù verso l’ego e ottenere una piena somiglianza con il Creatore. In linea di principio, questo è davvero un grande amore per se stessi. Ma allo stesso tempo, io sopprimo il mio egoismo con tutte le mie forze.

Domanda: Un kabbalista comprende come il Creatore agisce attraverso di lui o sente solo l’azione del Creatore?

Risposta: Un kabbalista sente le azioni del Creatore, e attraverso questa sensazione lo comprende. La sensazione viene prima e poi arriva la comprensione.

Domanda: Vale la pena imparare i principi della Kabbalah a memoria in ebraico? O è sufficiente conoscerli in italiano?

Risposta: In italiano è possibile, ma è preferibile conoscerli in ebraico in modo che sia chiaro da dove provengono e specificamente perché sono stati chiamati così perché la lingua ebraica deriva dalla Kabbalah.

Domanda: Cosa è successo a una persona che ha sentito gli amici e il loro stato spirituale, ha ascoltato i loro pensieri, e poi tutto si blocca? Dove è andato tutto questo? Dopotutto, nulla scompare. Il vaso si è espanso?

Risposta: Certamente. L’egoismo è cresciuto e tutto ciò che esisteva prima, tutto ciò che la collegava ai suoi amici, è scomparso nel crescente egoismo. Ma deve andare avanti perché ora raggiungerà la sensazione degli amici su una scala più ampia.

Domanda: Se io non sono il Creatore, come posso essere completamente come lui? Smetterei di essere una creatura?

Risposta: No. E’ specificamente in questo che tu sei completamente come il Creatore così diventi una creatura. Quindi, una persona che assomiglia al Creatore è chiamata “Adamo”, dalla parola “Adameh“, simile al Creatore. Questo è il modo in cui venne chiamato il primo kabbalista che divenne simile al Creatore.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa del 19/11/2017

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