L’evoluzione dei desideri – 3′ Parte

Un doppio problema

Osservazione: Per ciò che riguarda i nostri desideri, la piena soddisfazione viene percepita solo per un breve periodo, dopodiché scompare. Questo è un vero problema.

Il mio commento: L’appagamento non scompare, è semplicemente represso da altri desideri perché questi cambiano in noi in ogni momento.

Dato che abbiamo un gran numero di desideri e che essi sono in relazione fra loro, questa loro costante correlazione non ci dà pace.

Quindi dimentichiamo il passato e pensiamo già al futuro. La sensazione scompare. Anche se desideriamo tornare ad essa, non ne siamo più in grado.

Domanda: Cioè il riempimento non è permanente?

Risposta: No! Il riempimento esiste nel desiderio. I desideri cambiano e traboccano di continuo l’uno dall’altro in ogni tipo di combinazione. Dopotutto una persona ha un gran numero di desideri. Perciò sentiamo continui cambiamenti in noi stessi.

Domanda: Perché quando il riempimento scompare ci sentiamo doppiamente vuoti?

Risposta: Se non ci fosse riempimento, avvertiremmo la sua mancanza. Dato che il riempimento è già avvenuto e passato, noi sentiamo la sua assenza e la mancanza di questo spazio come riempimento, il che significa che sentiamo una doppia mancanza.

Supponiamo che io sia al livello zero, avverto una certa mancanza, come un vuoto e quindi mi viene dato il riempimento, diciamo, per due milioni, dopodiché questo riempimento sparisce ed io sento la mancanza di riempimento per due milioni in più di ciò che avevo, ossia di ciò che ho perso. Non mi sento solo al livello zero, ma “zero meno due milioni”.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 03/12/2018

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Risposte dalla Kabbalah

Domanda: La profondità della connessione con il Creatore viene determinata in base a quanto riconosco la mia insignificanza?

Risposta: La profondità della connessione con il Creatore non è solo determinata attraverso questo parametro. Stai basando questo presupposto su: “Poiché il Signore è alto ma vede l’umile, e castiga da lontano i superbi”. (Salmi: 138:6). Ma cosa significa “umile”? Il termine non viene usato per sminuirti; anzi è necessario per elevare il Creatore. Quindi Lo elevi e ascendi dopo di Lui; questa è la cosa più importante.

Domanda: Stiamo costruendo un percorso tra il futuro e il presente. Dipende dai nostri sforzi se questo percorso sarà fitto di ostacoli (l’egoismo) o meno?

Risposta: Certo che dipende da noi. La risposta è nascosta nella domanda stessa. Quanto dobbiamo agire affinché l’egoismo scompaia? Solo nella misura della nostra unione. L’ostacolo, che significa l’egoismo, si frappone fra noi e non rende possibile la nostra completa connessione. Questo è il punto in cui iniziamo a perdere, cadendo nelle sue mani.

Domanda: Nelle unità militari in cui le persone si allenano 24 ore su 24, lavorano e combattono, c’è sempre una connessione molto forte fra loro. Quelle persone hanno anche un’illuminazione più elevata? Come viene stabilita questa connessione?

Risposta: No, non c’è niente del genere. Non c’è motivo per loro di entrare in qualche modo nel mondo superiore. Non stanno costruendo un sistema fra loro per aderire al Creatore.

Domanda: Ci può essere fusione e raggiungimento inconsci di stati unici?

Risposta: No. Non succede nulla per caso.

Domanda: A volte vedo che non vale la pena fare qualcosa nel presente perché potrebbe causare danno in futuro, ma non riesco a fermarmi. Cosa fa un kabbalista in questi casi? Come si ferma?

Risposta: Un kabbalista non ferma nulla. A suo modo, fa il necessario per orientare l’intero mondo verso la correzione.

Domanda: In quale stato ci troviamo quando dormiamo?

Risposta: In uno stato bestiale. Non c’è nient’altro.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 28/04/2019

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New Life n.1118 – Il corpo umano come modello sociale

New Life n.1118 – Il corpo umano come modello sociale
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Nitzah Mazoz

Oggigiorno l’umanità è come un corpo umano le cui parti si sono staccate fra loro, così che muore. Tutti i sistemi all’interno del corpo hanno uno scopo: mantenere l’equilibrio affinché la persona possa svilupparsi. Se una parte si indebolisce, le altre parti la supportano. La natura lavora armoniosamente nella complementarietà reciproca. Gli esseri umani, tuttavia, spezzano questo equilibrio. La forza della vita è al di fuori del corpo e dobbiamo elevarci per ritornare alla fonte della vita.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1118 – Il corpo umano come modello sociale”, 06/06/2019

 

 

Qual è la differenza tra filosofia e Kabbalah?

Domanda: Ho letto su Wikipedia che Kabbalah e filosofia sono due sistemi di conoscenza che riguardano l’uomo e il mondo e che entrambi sono basati sulla stessa domanda: la domanda sul significato della vita.

Se parliamo dell’origine della Filosofia, il filologo e umanista tedesco Johann Reichlin (XV-XVI secolo) scrisse che il suo maestro Pitagora, il padre della Filosofia, ha acquisito i suoi insegnamenti non dai greci ma piuttosto dagli ebrei. Perciò, Pitagora dovrebbe essere definito kabbalista e lui fu il primo a tradurre la parola “Kabbalah”, sconosciuta ai suoi contemporanei, tra i greci, come “filosofia”.

I greci hanno studiato con i kabbalisti?

Risposta: I greci studiavano con i kabbalisti nel tempo dei profeti ebrei.

In quel tempo, le persone erano già connesse e gli ebrei accettavano chiunque volesse studiare. Proprio come nell’antica Babilonia, coloro i quali vollero, si unirono ad Abrahamo e coloro che non lo fecero, poterono unirsi in seguito. La Kabbalah era aperta a tutti.

Domanda: Qual è la differenza tra Kabbalah e Filosofia? É il fatto che la Kabbalah non considera ragionamenti astratti e speculativi, per esempio riguardo all’anima e al Creatore, come fa la Filosofia?

Risposta: Sì, perché la filosofia non ha uno strumento chiaro per approcciarsi alle persone, come iniziare a “rovistare” in questa, a studiare i desideri e i loro vari livelli e ad esaminare le intenzioni delle persone. Quindi non c è nessuna differenza tra le intenzioni per il mio bene e per il bene degli altri.

La Filosofia non studia come uscire da noi stessi verso gli altri, alzare e abbassare i nostri desideri, come lavorare quando sei in un’ascesa o discesa di desideri e intenzioni, e così via. Così è, la Kabbalah è una scienza e un’ elevata psicologia spirituale interiore.

Domanda: Possiamo dire che i filosofi sono persone che studiavano dai kabbalisti, ma non conseguirono la comprensione del Creatore; cioè, essi non acquisirono uno schermo ma rimasero semplicemente nel livello di conoscenza e poi svilupparono una scienza chiamata “Filosofia”?

Risposta: Certo. Dato che non potevano conseguire il mondo superiore e il Creatore, essi iniziarono a svilupparlo nella direzione del pensiero logico, usando la loro mente e le relative conclusioni.

Perciò la Filosofia non è di certo una scienza. Oggi solo coloro che ancora vogliono impiegare le proprie vite in cose futili diventano filosofi.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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L’appagamento costante nel desiderio

Una persona non riceve soddisfazione dall’amore in sé, ma dalla brama di amore, dal desiderio di chi ama. È felice di provare questo sentimento senza ricevere un appagamento egoistico.

Pertanto l’azione spirituale è compiuta attraverso la fede al di sopra della ragione, nell’interesse della dazione. Questo è un altro genere di Kli. È il desiderio che appaga una persona ed è la cosa più importante, per cui è necessario coltivarlo.

La stessa regola si applica al nostro mondo: fintanto che desideriamo l’obiettivo, questo ci appaga molto più che la realizzazione del nostro sogno, che poi si rivela non essere ciò che ci immaginavamo. Ma perché succede questo?

Il motivo è che, nei fatti, la natura dei desideri e dell’appagamento non funziona in questo modo. La volontà di ricevere non è stata creata per essere colmata ma piuttosto per sviluppare il desiderio di amore e dazione al di sopra di essa.

Dalla prima parta della lezione quotidiana di Kabbalah del 03/07/2019, “La mancanza per la grandezza del Creatore”

1 Minuto 16:55

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New Life n.482 – La domanda che cambierà il mio mondo

New Life n.482 – La domanda che cambierà il mio mondo

Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

La domanda sul senso della vita porta l’umanità alla scoperta di una nuova realtà basata sulla dazione.
La creazione è un unico grande desiderio di ricerca del piacere.
Il desiderio è espresso diversamente in ognuno di noi e cresce attraverso i livelli di sviluppo inanimato, vegetale, animale ed umano dell’evoluzione. Molte persone vogliono sapere cosa si nasconde dietro i limiti corporei della vita nel nostro mondo poiché non si sentono più soddisfatte o appagate. Abrahamo studiò l’ego umano e giunse alla conclusione che esso è stato creato per aiutare l’umanità a connettersi e ad elevarsi ad un nuovo livello spirituale. La qualità della benevolenza di Abrahamo, ha insegnato alle persone come vivere rispettando il precetto “Ama il tuo amico come te stesso” .
Quando cambiamo il vecchio paradigma del vantaggio personale a scapito dell’altro e guardiamo il mondo dal punto di vista della dazione, la nostra percezione del mondo cambia e si apre una nuova realtà.
La saggezza della Kabbalah ci insegna come vedere la realtà vera, come scoprire il programma della creazione, a realizzare l’obiettivo dell’evoluzione.
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.482 – La domanda che cambierà il mio mondo”, 25/12/2014

 

 

Pensare al Creatore

Domanda: Esistono molti metodi di avanzamento spirituale che apparentemente parlano della stessa cosa ma non concordano sui metodi per la realizzazione del Creatore. Ogni nazione dovrebbe avere il suo personale metodo per raggiungere la forza superiore?

Risposta: Esatto, perché raggiungere il Creatore è possibile solo attraverso l’annullamento e l’eliminazione dell’egoismo che separa una persona dal Creatore. Questo lavoro dipende proprio dalla natura di una persona. La completa abolizione del proprio egoismo si chiama il metodo di Israele, quello che ricevette Abrahamo. Ci sono metodi che egli diede come dono alle venti nazioni del mondo che vissero a quell’epoca nell’antica Babilonia.

E il principio è lo stesso: si dovrebbe annullare l’egoismo. Con questo annullamento una persona comincia a sentire la forza superiore. Ogni nazione ha il suo personale tipo di egoismo per cui i metodi del suo annullamento differiscono. Comunque ogni persona può usare il metodo della Kabbalah come il principale metodo che aiuta tutti. La scienza della Kabbalah è un percorso ampio e affidabile, pronto per tutti. Altre nazioni possono usare il loro metodo, ma c’è differenza nel tipo di realizzazione spirituale che possono ottenere in questo modo.

Non è necessario che tutti studino il metodo della saggezza della Kabbalah perché noi studiamo non per conoscere ma per attrarre la luce che riforma. L’annullamento dell’ego è possibile in modi differenti. Per esempio conosco un caso in cui, a causa dell’enorme sofferenza, una persona annullò così tanto il suo ego che ricevette una certa percezione del Creatore. Il metodo della Kabbalah è come l’autostrada principale. Ma ci sono tutti i tipi di percorsi attorno ad essa designati per differenti tipi di anime. 1

Se non penso a me stesso, allora sarò in grado di pensare al Creatore. Non ci possono essere due padroni nel mondo: o sono io oppure il Creatore. Non dovrei preoccuparmi di me stesso ma di come non disconnettermi dal pensiero che il Creatore mi modella in ogni momento, implementando il pensiero della creazione.

Vado al lavoro, mi prendo cura della famiglia, penso a come attraversare la strada in sicurezza, ma allo stesso tempo voglio sentire come ogni momento ed ogni situazione è organizzata per me dal Creatore. Questo significa non pensare a te stesso perché pensi che tutto sia fatto dal Creatore e non che organizzi tutto tu2.

Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 24/08/2019 “Domande e risposte con il Dott. Michael Laitman”.
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L’anima è la conoscenza del mondo superiore

L’anima è la conoscenza del mondo superiore; se l’anima crescesse senza la conoscenza, questo di sicuro la danneggerebbe. Ecco perché all’anima viene data l’opportunità di agire solo nella misura della conoscenza acquisita.

Nel nostro mondo, io posso premere i pulsanti di alcuni dispositivi, utilizzare vari macchinari e allo stesso tempo, creare una minaccia per me stesso e per le altre persone, come per esempio premendo il pulsante di attivazione di una bomba atomica.

Questo è impossibile nel mondo spirituale, dove io posso premere qualsiasi “pulsante” e lanciare i sistemi spirituali di interazione tra le persone solo nella misura in cui capisco cosa sto facendo. Sono totalmente connesso a questa azione. Ci sono sia dentro che al di sopra. Posso decidere qualcosa solo nella misura in cui io comprendo tutto ciò. Ma nient’altro.

Il mondo spirituale differisce dal nostro mondo in quanto nel nostro mondo una persona può compiere azioni brutte e inconsce senza capire cosa sta facendo. In pratica è così che agiamo tutti perché il mondo spirituale è nascosto e non ci è possibile vedere le conseguenze di ciò che facciamo.

Io faccio qualcosa e ciò che succede succede. Pertanto, noi stiamo scandendo il tempo che passa e siamo molto limitati nelle nostre azioni, che non hanno uno sviluppo adeguato perché non le vediamo, non le sentiamo.

Ma dopo aver attraversato il mondo spirituale, ci sentiamo completamente diversi. Vediamo i risultati delle nostre azioni e, se siamo pienamente d’accordo con loro, allora iniziamo a implementarle.

Una persona inizia ad agire in base alle conoscenze acquisite e la sua anima cresce. L’anima è la conoscenza del mondo superiore. Crescendo, l’anima ha l’opportunità di agire nella misura di una conoscenza sempre maggiore acquisita. Il risultato è lo sviluppo dell’anima.

Quindi la forza del bambino aumenta gradualmente, in base all’ampiezza delle conoscenze accumulate. Dopotutto, se avesse ricevuto la forza prima della conoscenza, si sarebbe fatto del male.

Non esiste una cosa del genere nel mondo spirituale, poiché lì abbiamo l’opportunità di agire solo nella misura delle conoscenze che acquisiamo.

Pertanto, oggi, non importa quanto ci sforziamo, perché non avremo l’opportunità di agire nel mondo spirituale finché non avremo le conoscenze necessarie. Non appena acquisiremo un determinato livello di conoscenza sul mondo spirituale, e solo nella misura della conoscenza acquisita, saremo in grado di agire. Questa conoscenza sarà per noi la garanzia che agiremo per il meglio.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/06/2019

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Le fasi dello sviluppo della creazione

Il Creatore emana la Luce (+) della realizzazione e della soddisfazione, che dà alla luce un desiderio per essa, il Kli (vaso) (-).
La Luce è lo stadio 0 (Keter). Il primo stadio, Hochma, è già un desiderio di ricevere che vuole godere della Luce. Questo desiderio è naturale, istintivo. Di solito lo raffiguriamo sotto forma di un vaso che riceve la Luce.

Dopo che la Luce ha creato il desiderio, esso ha iniziato a trasformarsi. Ora il desiderio vuole essere come la Luce e, quindi, rifiuta il piacere. La Luce trasferisce gradualmente le sue proprietà di dazione e il desiderio, che ora vuole donare da solo ed essere simile alla Luce, si svuota. Questa è la terza fase, Bina.

Domanda: Se nella prima fase volevo ricevere, poi nella seconda fase, sotto l’influenza della Luce, improvvisamente voglio dare, diventare come la Luce?

Risposta: Sotto l’influenza della Luce inizi a cambiare.
Il terzo stadio è molto interessante. È opposto al primo stadio, nel senso che qui l’essere creato raggiunge lo stato opposto a quello in cui è stato creato. Successivamente, Bina decide: “Se voglio donare, devo realizzare me stesso”. Pertanto, con il suo desiderio di donare, crea un nuovo stadio chiamato Zeir Anpin.
Questo è un desiderio di ricevere, ma molto piccolo, non grande come il livello di Hochma.

Domanda: Perché la seconda fase è insufficiente? Dopotutto, diventiamo come la forza superiore che dona.

Risposta: No. Diventiamo come la forza superiore nella nostra intenzione, ma non nella nostra forma. Non concediamo nulla a Bina, semplicemente rifiutiamo di ricevere. Ma quando Bina si realizza in Zeir Anpin, il terzo stadio, è così che si realizza come simile al Creatore.
Pertanto, Keter è la proprietà del Creatore di donare. Hochma è la realizzazione di questo desiderio, la dazione. Bina riceve la proprietà che Hochma le passa e, a sua volta, rifiuta di ricevere.
Ma per ora, non ha nulla da dare e non vuole nemmeno farlo.
Nella terza fase Zeir Anpin, Bina realizza la sua proprietà di dazione. È come se le avesse dato la luce, creando questa proprietà successiva e soddisfacendola.

Domanda: Quindi, in questa terza fase, io do e prendo un po’, contemporaneamente?

Risposta: Sì. Zeir Anpin è complesso ed è composto come se fosse formato da due parti, così come Bina. Anche Hochma è composta da due parti così come Keter. Il che significa che il desiderio di ricevere è sempre presente.

Quando Zeir Anpin è completamente riempito da Bina, inizia a sentire che ciò che è più importante è essere riempiti piuttosto che rifiutarsi di ricevere. Pertanto, la proprietà che desidera essere riempita si chiama Malchut (regno), il regno dei desideri.

Malchut è completamente opposto a Keter. Significa che alla fine la creazione, che è completamente opposta al Creatore, vuole realizzare ciò che ha pianificato per essa. Significa che il Creatore vuole concedere e Malchut vuole ricevere ciò che Keter vuole concedere.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 27/11/2018

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Avanzare in modo efficace

Domanda: Quale atteggiamento dovremmo avere
verso il passato, il presente e il futuro per avanzare nel modo più efficace nella Kabbalah e nella vita?

Risposta: Da un lato è molto semplice, ma dall’altro è difficile. È solo che devo riuscire ad immaginare l’intera umanità, il mondo intero come un’unica entità, un’unica costruzione, controllata solo da una forza superiore benevola. Voglio avere il mio personale rapporto con questa forza, identificarmi con essa, appartenere ad essa ed entrare in essa. Non appena cercherò di adattarmi alla forza superiore, nel senso di portarmi in uno stato di fusione con il Creatore, inizierò immediatamente a sentire tutta l’umanità come un unico meccanismo.

In generale, molti concordano sul fatto che questo è probabilmente vero, mentre altri ne parlano solamente. Cos’altro possono fare? Ma io devo accettare che saprò, vedrò, sentirò, capirò, comprenderò e anche realizzerò questo attraverso le mie azioni.

La saggezza della Kabbalah ci dà gli strumenti per intervenire correttamente nella natura attraverso la nostra partecipazione.
Nella misura in cui posso interagire correttamente con una natura superiore, eterna, perfetta, buona, in comunicazione assoluta con tutte le sue parti, allora rivelerò, capirò, sentirò, vedrò la tua intenzione, il sistema e la formula con cui opera.

Domanda: Come ci si avvicina al futuro di cui si sta parlando?

Risposta: Hai un gruppo per questo. Se non è così, è necessario creare un gruppo in cui le persone vogliono raggiungere uno stato in cui sono un tutto unico e realizzarlo.

Questo non significa che si deve essere fisicamente connessi l’uno con l’altro. Ci si deve semplicemente supportare a vicenda nel proprio movimento verso un obiettivo comune, prendersi cura della vita spirituale degli altri, poiché in tale gruppo la vita spirituale di ciascuno dipende dagli altri.

Pertanto, se ci relazioniamo l’uno con l’altro con il pieno coinvolgimento, dove ciascuno è pronto per essere lì per l’altro, allora inizieremo a sentire la manifestazione di una forza positiva, il Creatore, tra di noi. Spero per te che lo sentirai.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 28/04/2019

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