La lunga strada che ci porta alla domanda sul significato della vita

Domanda: Nella parabola sullo scudo e sulla spada, il re presenta un’arma al proprio figlio senza prima insegnargli come usarla e poi si nasconde. Perché non ha mostrato a suo figlio come combattere i nemici sapendo che lo attaccheranno?

Risposta: Non ti senti forse così anche tu in questo mondo? Non senti di essere stato abbandonato qui e che esisti senza neppure sapere il motivo e il modo, e cosa ci fai qui? All’improvviso ti viene detto che esiste una scienza detta saggezza della Kabbalah che ti aiuterà a percepire il mondo superiore e ad apprendere lo scopo della tua esistenza.

Dopotutto ti sei davvero perso e non sai nulla. Questo è, infatti, il nostro stato nel mondo materiale. Pertanto, prima di tutto, definiamo che siamo veramente in tale stato.

Ora un’altra domanda: perché ci viene dato uno stato in cui esistiamo come animali, non sapendo dove siamo, per quale motivo ci troviamo qui e cosa dovremmo fare?

Ci sviluppiamo da migliaia di anni come animali fino a diventare gradualmente esseri umani. Quindi, continuiamo a svilupparci per altre migliaia di anni fino a quando dai cosiddetti esseri umani cresce qualcosa che inizia a porre domande come: “Perché esisto?”, “Chi sono io?”, “Qual è lo scopo della mia vita?”, “Qual è il significato della mia vita?”, “Cosa mi succede prima della nascita e dopo la morte?” Passano decine di migliaia di anni fino a quando l’umanità non inizia a pensare a questo e a porre domande, perché in ogni generazione l’egoismo cresce e gradualmente ci sviluppa. Ora stiamo pensando: perché tutto ciò è necessario? Ne abbiamo veramente bisogno? Ci sono molte domande che sorgono e alle quali è molto difficile trovare risposte.

Perché non riceviamo subito una risposta? Beh, questo accade per il nostro bene, affinché possiamo comprendere prima la nostra domanda. Credetemi, non è così semplice. Per molto tempo, forse anche qualche anno, sarete tormentati, fino a quando questa domanda non maturerà completamente in voi. Solo allora vedrete la risposta nella domanda stessa.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 07/04/2019

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New Life n.229 – Sicurezza e felicità

New Life n.229 – Sicurezza e felicità
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

La nostra felicità dipende dal supporto che l’ambiente ci fornisce e dal sapere che il nostro futuro è sicuro. Come possiamo acquisire la certezza che ci condurrà alla felicità?
Un grande desiderio si è risvegliato in noi per costruire nuove relazioni all’interno della società; queste relazioni ci daranno calore, sicurezza e libertà di prosperare. Una rete di soddisfazione sociale deve essere costruita per fornire assistenza generale e protezione a coloro che ne hanno bisogno. Tutti devono partecipare alla costruzione di questa “società sicura”. È impossibile comprare sicurezza con il denaro o realizzarla da soli. Pagare le tasse non è sufficiente. Le persone hanno bisogno di investire in modo emozionale nelle vite degli altri e imparare come superare il reciproco rifiuto attraverso la devozione e la responsabilità per costruire una connessione al di sopra di ogni cosa.

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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.229 – Sicurezza e felicità,” 12/09/2013

L’interazione corretta con le forze spirituali

Domanda: Nel nostro mondo, un bambino non può fare opere buone, ma può acquisire conoscenza. Queste cose sono indivisibili nella spiritualità?

Risposta: Nel nostro mondo ci sono tanti fenomeni strani. Uno di questi è che possiamo ricevere forza senza conoscenza. Un bambino può afferrare qualcosa, fare qualcosa e ferire se stesso e altri.

Nel mondo spirituale questo è impossibile. Puoi individuare, vedere e trovare una connessione con le forze spirituali e con gli oggetti solo fino al livello in cui tu interagisci correttamente con loro.
Vedi come influenzarli e quali conseguenze il tuo impatto ha su di loro.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/06/2019

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L’immutabilità delle fonti kabbalistiche

Commento: Nella saggezza della Kabbalah, un libro, una fonte scritta da un kabbalista anche diverse migliaia di anni fa, gioca un ruolo molto importante ed è un mezzo di realizzazione spirituale, come, per esempio, Il Libro dello Zohar. In psicologia non è così.

Il mio commento: Le fonti kabbalistiche non cambiano, mentre i testi di qualsiasi libro relativi a psicologia, politica e tutto ciò che l’umanità fa, con eccezione delle scienze naturali, sono in un costante cambiamento perché la persona stessa cambia.

Per cui, ciò che fu scritto dagli psicologi da 100 a 150 anni fa, oggi, certamente, non è più pertinente. Se i filosofi dell’antica Grecia credevano che l’anima potesse essere espirata e inalata, ora nessuno ha un pensiero così primitivo al riguardo.

La Kabbalah, invece, opera sempre con gli stessi strumenti e oggetti di prima.

Domanda: Questo significa che se dovessimo incontrare un kabbalista vissuto 2.000, 3.000 anni fa o 500 anni fa, troveremmo un linguaggio comune con lui?

Risposta: Non troveremmo solamente un linguaggio comune, ma impareremmo anche da lui!

Avremmo un linguaggio comune, cioè un’assoluta comprensione reciproca e sarebbe interessante parlare con questa persona. Inoltre avremmo una lingua parlata comune.

Per esempio, se un francese moderno incontrasse un francese vissuto 500 anni fa, non si capirebbero. O prendiamo, per esempio, l’alfabeto cirillico creato da Cirillo e Metodio dove le lettere ed ogni tipo di cerchio non hanno nulla a che fare con l’alfabeto moderno.

Invece l’ebraico non è mai cambiato. Dopotutto ci sono leggi secondo le quali ogni lettera deve essere esattamente com’è poiché il suo contorno deriva dalla conformità delle forze spirituali. Inoltre la combinazione delle lettere ebraiche non è nulla di più che segni che esprimono il sentimento di una persona che ha raggiunto il Creatore. Ecco perché non cambia mai.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 13/12/2018

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New Life n.1 – Verso un mondo nuovo

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Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi

Riepilogo
L’umanità si sta sviluppando in una nuova dimensione nella quale la società si integrerà e tutti i livelli dell’esistenza vivranno insieme in armonia. Siamo in una fase di transizione, come il feto prima della nascita. Questa crisi non è gradevole e sentiamo una pressione reciproca, come nel travaglio del parto. I desideri umani si sono evoluti e ci hanno portato in questo vicolo cieco, dove non possiamo cavarcela bene né nella famiglia né nel lavoro. Tutto si è trasformato in un malinteso e la situazione è completamente disordinata. Allo stesso tempo, scopriamo l’inevitabile interconnessione e interdipendenza della vita sulla terra. L’unica soluzione si chiama “Shalom Bait” o pace domestica, questo si materializzerà quando tutti, inclusi i popoli e le nazioni, cercheranno la loro reciproca integrità.
Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1 –Verso un mondo nuovo”, 27/12/2012

Quali sono le buone azioni?

Domanda: Quali sono le buone azioni?

Risposta: Le buone azioni sono quando tu vuoi essere connesso a tutti gli altri in un desiderio comune ed attiri la luce superiore per riempire i tuoi amici tramite te, cioè tu sei un collegamento di trasmissione tra il Creatore e tutti gli altri.
Riempire gli altri è una buona azione.

Domanda: Come posso sapere che le mie azioni sono buone? Che cosa è considerato “buono” nella Kabbalah?

Risposta: È molto semplice. La prima regola è: “Non fare agli altri quello che è odioso per te”. Pensa a come ti vuoi relazionare agli altri. Come vorresti essere trattato? Fai così.

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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 16/06/2019

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L’anima è collegata al corpo?

Domanda: Una persona che vive in questo mondo, in un corpo fatto di carne ed ossa, può in qualche modo influenzare la propria anima?

Risposta: In pratica mi stai chiedendo qual è lo scopo del nostro corpo fisico?
Il fatto è che ci viene dato un corpo fisico di modo che possiamo iniziare ad identificarci con l’anima, rivelarla, svilupparla e, da un certo livello in poi, provare ad uscire dal corpo e iniziare a lavorare là fuori.

Domanda: Come kabbalista lei si prende ancora cura del suo corpo? É importante per lei farlo?

Risposta: Certo. È grazie al fatto che esisto nel mio corpo che conseguo, sviluppo e correggo la mia anima. Tuttavia, il corpo in sé prende parte a questo sviluppo solo indirettamente.

Domanda: Significa che lo sviluppo di un’anima è possibile solo dallo stato in cui una persona esiste nel proprio corpo fisico?

Risposta: Sì, ma l’anima non si relaziona al corpo, significa che quando vivo in un corpo sviluppo la mia anima.

Domanda: E come accade tutto questo?

Risposta: La nostra anima viene chiamata “i nostri desideri”. I desideri possono essere sia negativi, quelli egoistici, che positivi, quelli altruistici. Noi lavoriamo su questi ultimi, così che i desideri altruistici prevalgano sempre su quelli egoistici; noi costruiamo la nostra anima.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/11/2018

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Il punto comune della bontà

Domanda: Se il Creatore è sempre diverso per ogni uomo, come può essere un punto di connessione tra le persone?

Risposta: Il fatto è che la connessione avviene nel momento in cui la bontà del Creatore ci attraversa. Cominciamo a capire che tutto ciò che Egli fa è assolutamente giusto, ragionevole e buono.
È a questo punto della comprensione che abbiamo di Lui che ci uniamo e diventiamo come Lui. Per cui questo punto di bontà diventa comune tra noi.
Dopo di ché nuovamente ci sparpagliamo in direzioni differenti, con un nuovo egoismo, di nuovo ci odiamo l’un l’altro e di nuovo ci raduniamo ma al livello successivo più elevato.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 24/02/2019

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Percepire la sfera nascosta dell’universo

Quando ci confrontiamo con il mondo spirituale abbiamo bisogno di capire che stiamo entrando in una nuova sfera, dove nessuno dei nostri normali organi di percezione è utile. Dobbiamo sviluppare organi di percezione in una maniera completamente differente, invece dei cinque organi sensoriali corporei: vista, udito, olfatto, gusto e senso tattile.

Questi cinque sensi esistono anche negli animali, parzialmente nelle piante, anche leggermente in oggetti non viventi del nostro mondo. Solitamente chiamiamo gli organi corporei sensoriali “animali”, perché noi stessi siamo nel grado animale. Non c’è niente di offensivo in questo; è solo un particolare livello.

Tuttavia nel mondo spirituale sono completamente differenti perché rappresentano sensazioni al di sopra del nostro desiderio di ricevere, sentire e provare piacere. Questi sensi funzionano in direzione opposta: dare, deliziare, compiacere, per questo non li sentiamo.

Il passaggio dalla sensazione del nostro mondo alla sensazione del mondo superiore consiste nel fatto che dobbiamo passare quella che viene chiamata barriera, Machsom. Lì esistono altri cinque sensi che vengono costruiti sulla base di un principio opposto, la dazione. Quanto più do di me stesso, più percepisco il mondo al di fuori di me.

Ovvero, gli organi sensoriali del corpo sono costruiti sulla base della sensazione del mondo all’interno della persona, cioè nella misura in cui questo mondo può entrare dentro di me, negli occhi, nelle orecchie, nelle narici, nella bocca e negli organi tattili; però quando comincio ad “uscire da me stesso”, sento un mondo che non ha nessun impatto sulle mie sensazioni. Non deve entrare in me, né soddisfarmi. Non lo percepisco nella misura delle mie qualità interne, ma al di fuori di me, proprio com’è.

Qui appare uno stato completamente nuovo chiamato il raggiungimento del mondo superiore. È basato su due qualità: la qualità dello schermo, ovvero il rifiuto di tutta la ricezione per me stesso ed il trasferimento al di fuori di me quando entro negli altri.
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Dalla lezione di Kabbalah in lingua russa, 07/04/2019

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La fede in un mondo migliore rende la vita più facile?

Domanda: Se tutti affermassero che l’anima è la cosa più importante e che il corpo non è nulla, le persone probabilmente avrebbero un atteggiamento diverso nei confronti della morte?

Risposta: Senza ombra di dubbio.

Domanda: Perché allora non lo fanno?

Risposta: In primo luogo perché nessuno nella popolazione mondiale sente questo, e in secondo luogo, perché è anti-egoistico. Dopotutto, se questo è diretto contro l’egoismo, allora chi vuole lavorare contro di esso?

È necessario pensare, fare sforzi, agire in qualche modo, organizzare qualcosa. Cosa otterrò da questo? Assolutamente nulla in questo mondo: niente cibo, niente sesso, niente famiglia, niente fama, nessuna conoscenza.

Domanda: È probabilmente più facile per una persona vivere credendo esattamente a ciò che affermano le religioni, in merito all’esistenza di un mondo futuro. Ma in che misura, la speranza che ci sia qualcosa, da qualche parte nel mondo, migliora psicologicamente la vita di una persona?

Risposta: Oggigiorno per migliorare psicologicamente la vita di una persona non è necessario essere religiosi.

Assistiamo sempre più al progressivo fallimento delle religioni. Di recente sono apparse sulla scena mediatica sempre più persone non religiose che disprezzano apertamente le diverse credenze religiose, perché è ormai chiaro che le religioni non rispondono specificamente alle nostre domande.

Se un individuo ha bisogno di movimentare un po’ la propria vita ha Hollywood, Internet o qualcos’altro. Ce n’è abbastanza così che potrà creare qualsiasi forma di mondo illusorio per se stesso.

Cosa c’è dopo la morte? Nessuno lo sa. Pertanto gli uomini non credono più a questo, il loro ego ha superato la fase in cui credevano a queste storie e non riescono più a crederci, tanto meno essi sono più capaci di sacrificare il proprio tempo e intelletto.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 12/11/2018

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