L’anima ha un genere?

Domanda: L’anima ha un genere? Ad esempio, se una persona in questa vita è una donna, la sua anima nella prossima vita sarà rivestita da un corpo femminile? O non è così?

Risposta: Diciamo che è così.

Domanda: Cosa dice la Kabbalah a riguardo?

Risposta: La Kabbalah non tratta affatto questi concetti perché il nostro mondo è illusorio e viene percepito da noi nei nostri organi sensoriali.

Nota: Ma stavamo parlando delle anime, del fatto che questo fascio di energia subisce tutti i tipi di metamorfosi e si veste costantemente in un qualche tipo di corpo fino a quando non arriva alla correzione finale.

Il mio commento: Per semplificare, diciamo che un’anima maschile si veste in un corpo maschile e un’anima femminile in un corpo femminile.

Domanda: Questo fascio di energia o questo insieme di qualità sono unicamente per le persone? Oppure possono rivestirsi in alcune forme inferiori di materia?

Risposta: No, in nient’altro. Questo non è Induismo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

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Tre limitazioni nello studio della saggezza della Kabbalah

Commento: Baal HaSulam scrive che per poter iniziare a studiare il suo commentario de Il Libro dello Zohar o Il Libro dello Zohar stesso, devi prima familiarizzare con le quattro prefazioni scritte da lui: “Prefazione alla Saggezza della Kabbalah,” “Prefazione al Commentario Sulam,”
Introduzione a Il Libro dello Zohar,” e “Prefazione a Il Libro dello Zohar.”

Risposta: Sì. E’ impossibile approcciarsi alla lettura de Il Libro dello Zohar senza uno studio serio di queste quattro prefazioni.

Domanda: In aggiunta, Baal HaSulam scrive che prima di procedere con lo studio de Il Libro dello Zohar, tre limitazioni devono essere chiarite, e non possono essere violate. Nel conseguimento spirituale, ci sono quattro categorie chiamate: materia, forma rivestita in materia, forma astratta ed essenza. Il Libro dello Zohar non tratta tali concetti come essenza e forma astratta. Che cosa è questa limitazione?

Risposta: E’ assolutamente impossibile trattare con l’essenza in quanto è al di sopra della nostra natura.

Non possiamo trattare con la forma astratta perché non è una scienza.

Trattiamo solo con la materia, che assume una qualche forma.

Per esempio, studiamo l’egoismo che può acquisire certe forme egoistiche, non egoistiche o altruistiche.
Possiamo indossare queste forme ed esaminarle in quanto siamo noi stessi la materia che assume queste forme.

E’ impossibile esplorare qualcosa al di fuori di te stesso, in particolare, una tale sostanza come il Creatore. Solo se Lui appare come una persona e si manifesta nella forma di qualche proprietà: amore, dazione.

Domanda: La seconda limitazione:
Baal HaSulam dice che Il Libro dello Zohar considera soltanto i mondi di Beria, Yetzira, e Assiya, cioé, l’occultamento della forza superiore dalla creazione. Perché?

Risposta: Possiamo indagare solo ciò che si manifesta nella materia, e cosa c’è al di sopra di essa; di forme astratte e forze astratte non rivestite di materia, non ne possiamo discutere perché sono assolutamente non dimostrabili e non realistiche.

Domanda: Così ci sono cinque mondi e Baal HaSulam parla solo di tre mondi?

Risposta: Sì. Lui parla solo di quei mondi nei quali noi esistiamo: Beria, Yetzira, e Assiya.

Domanda: La terza limitazione: in ognuno dei mondi BYA, ci sono tre categorie: dieci Sefirot, le anime delle persone e il resto della realtà. Il Libro dello Zohar spiega il fenomeno associato solo alle persone. Cosa significa questo?

Risposta: Dovremmo essere interessati solo alle cose che ci riguardano e a cosa è rivestito in noi, e possiamo esplorare questo dalla nostra comprensione pratica.

Dobbiamo vedere le limitazioni molto chiaramente. Un gradino a sinistra, un gradino a destra oltre i limiti del nostro desiderio, che assume varie forme, ci trasforma in filosofi e psicologi, ma non scienziati. La Kabbalah è una scienza puramente pratica.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah,” 18/12/2018

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New Life n.1140 – Trovare lo scopo della nostra esistenza con un nuovo approccio alla vita

New Life n.1140 – Trovare lo scopo della nostra esistenza con un nuovo approccio alla vita
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Tal Mandelbaum ben Moshe

Riepilogo:

Oggigiorno stiamo passando dal concentrarci sulla nostra professione per guadagnare sempre più denaro, alla scoperta di una nuova vita ad un livello spirituale superiore. Siamo insoddisfatti ed esigiamo perciò di conoscere lo scopo della nostra vita. Quando ci poniamo questa domanda, la natura ci aiuta e ci guida verso il nostro vero destino, che è quello di costruire un sistema integrale di dazione reciproca ed umana. Siamo stati creati dalla forza della ricezione e dobbiamo imparare a connetterci al di sopra dell’egoismo umano. Studiando la saggezza della Kabbalah scopriremo il potere che porta equilibrio nel sistema.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1140 – Trovare lo scopo della nostra esistenza con un nuovo approccio alla vita”, 11/08/2019

Elevarsi al di sopra dell’egoismo universale

Domanda: Noi vediamo che nella gente aumenta la rabbia, l’indifferenza e la riluttanza nel sentire cosa accade ad un’altra persona. È possibile che qualcuno fermi questo interagendo con loro o facendo loro delle domande?

Risposta: Niente affatto! In nessun modo. Questa è la legge dell’egoismo universale, che ci sviluppa continuamente, diventando più evidente, potente e terribile. Esso continuerà in questo modo fino a quando noi, alla fine, decideremo di non avere altro da fare se non elevarci al di sopra di esso. Diversamente, non sopravviveremo.

È possibile elevarci al di sopra dell’ego solo con l’aiuto della scienza della Kabbalah. Non c’è niente altro che possiamo fare.

Così, dopo tutto, noi dobbiamo padroneggiare la scienza allo scopo di elevarci al di sopra dell’ego, ottenendo una seconda qualità, ovvero l’altruismo, e rivelare il mondo superiore attraverso la corretta interazione tra la qualità positiva e altruistica e quella negativa ed egoistica.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 26/01/2020

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Lo sviluppo delle relazioni tra uomini e donne

Domanda: Come può la Kabbalah aiutare a stabilire una relazione tra uomo e donna?

Risposta: Vediamo che man mano che l’umanità evolve, diventa sempre più difficile. Una volta le relazioni tra uomo e donna erano regolate dalla società: un villaggio, una piccola città, le religioni, le consuetudini, e così via.

Per esempio, l’uomo aveva diritti che la donna non aveva e ogni cosa era regolato a questo modo. Tutto era molto semplice. La donna sapeva qual era il suo ruolo e l’uomo sapeva qual era il suo.

In linea di principio, entrambi avevano capito per cosa esistevano e come dovevano vivere. Non c’erano possibilità, da parte loro, di inventare un nuovo tipo di famiglia, nuovi tipi di collaborazione, come “quid pro quo” e qualcos’altro. Tutto era calmo e chiaro.

La ragazza veniva cresciuta in famiglia, il giovanotto pure. Dalla relazione tra i loro genitori, vedevano cosa voleva dire vivere una vita in famiglia. Crescevano per questo, si sposavano e questo era il modo di esistere.

Tutto questo ha continuato finché l’umanità ha oltrepassato la sua struttura.

Nello sviluppo dell’egoismo ci sono dei gradi: desideri primari come il cibo, il sesso e la famiglia; desideri sociali di salute, onore, potere e sapienza. Fintanto che lo sviluppo dei desideri non supera quelli primari, tutto è tranquillo; una società del genere può esistere normalmente. Non c’è un’elevazione degli impulsi.

Quando la società comincia ad entrare nel grado in cui si inizia ad essere interessati alla salute, al potere, alla conoscenza, sorgono i problemi perché questi desideri, nelle persone, sono molto più forti rispetto al desiderio per il cibo, il sesso e la famiglia.
Perciò un uomo lascia la famiglia per conseguire obiettivi più elevati. In generale, a questo punto arriva la confusione di cui facciamo esperienza nel nostro tempo.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 31/12/2018

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Risposte dalla Kabbalah

Domanda: Il bene e il male esisteranno fino a quando io comincerò a percepire completamente che tutto viene dal Creatore?

Risposta: Sì e poi l’inclinazione al male diverrà bene assoluto.

Domanda: Quando le persone cominciano a studiare la Saggezza della Kabbalah poi comprendono di essere opposte al Creatore e sentono la Luce come male. Malgrado ciò qualcosa le mantiene su questo percorso e le aiuta. Cos’è questo?

Risposta: Lo scopo della creazione attira le persone in avanti. Ogni persona deve sapere perché esiste altrimenti la vita non ha significato.

Domanda: Come, oltre a sentire che tutti mi mantengono, posso sentire che io mantengo anche tutti gli altri?

Risposta: Tu mantieni tutti con la tua buona attitudine.

Domanda: Cosa significa: “Il nostro mondo?”

Risposta: Il nostro mondo è ciò che vedi con i tuoi sensi e niente di più.

Domanda: Percepiamo ogni cosa che accade nella vita con i nostri sensi…ma in che modo noi cambiamo ciò che percepiamo: noi stessi o il mondo? Cosa possiamo cambiare?

Risposta: Noi possiamo cambiare qualcosa solo attraverso la nostra attitudine verso noi stessi e verso il mondo, cioè, verso il Creatore. E’ solo in questa maniera che cominciamo a percepire noi stessi in modo diverso e migliore e in nessun altro modo.

Domanda: Perché il Creatore ha creato così tante religioni se Lui è uno solo?

Risposta: La quantità di religioni, fedi e ogni genere di approcci e filosofie furono creati specificamente perché le persone potessero scegliere e trovare da sole il giusto cammino verso il Creatore. Avendo così tante vie davanti a noi e scegliendo una di esse noi diventiamo “complessi.”
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezze della Kabbalah”, 21/07/2019

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La vita dopo la morte

Nota: In tutti i tipi di insegnamenti mistici, la vita dopo la morte è spiegata con dovizia di particolari. Nelle religioni è abbastanza semplice poiché descrivono la stessa vita che conduciamo qui, con gli stessi problemi. Cioè, tutto ciò che è familiare a una persona qui, viene trasferito nell’aldilà.

Con la lettura delle fonti kabbalistiche è molto difficile capire cosa accade. Non è spiegato praticamente nulla sulla reincarnazione.

Mio Commento: Non è che i kabbalisti non vogliano parlarne, ma è impossibile farlo.

Una persona arriva gradualmente a questo da sé e inizia a sentire qualche tipo di movimento all’interno, perché le sensazioni, la conoscenza e tutti i tipi di definizioni, si stanno raccogliendo in lei poco a poco. E ancora… quando ciò si verificherà davvero internamente, saremo incapaci di trasmetterlo correttamente a qualcuno. Perciò è scritto: “Ciò che sarà rivelato a te, lo vedrai tu e nessun altro”.

Domanda: Quindi, significa che è impossibile spiegare, mostrare o parlare ad una persona riguardo alla vita dopo la morte?

Risposta: No, ma comunque esiste.

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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 14/01/2019

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La Torah è sia il piano della creazione che la sua realizzazione

Domanda: Il filosofo Paulus Ricius (Paulo Riccio) nel XVI secolo scrisse che il significato letterale del Tanakh è soggetto alle condizioni del tempo e dello spazio e che il significato kabbalistico rimane per secoli, senza limiti di tempo e spazio. Cosa significa?

Risposta: Il significato kabbalistico del Tanakh è indipendente dal tempo e dalle circostanze del nostro mondo. Questo principio non si applica affatto alla Torah. Dopotutto, un kabbalista che ha acquisito proprietà spirituali speciali la legge dal suo conseguimento spirituale.

Domanda: Il Libro dello Zohar, che commenta la Torah, afferma che tutti gli eventi nella Torah sono segreti sublimi. Di quali segreti stiamo parlando? Cosa ci è nascosto?

Risposta: Nulla. Solo che, per comprendere le interazioni interne tra tutti gli elementi della creazione, è necessario essere al livello di queste interazioni. Le loro proprietà sono la mutua dazione, la mutua connessione, l’amore, la coniugazione, cioè tutte proprietà opposte al nostro mondo. Pertanto, una persona deve acquisire queste proprietà opposte e, a questo punto, a questo livello, sarà in grado di comprendere correttamente la Torah.

Domanda: Ma cosa ci è ancora nascosto?

Risposta: L’intero metodo è nascosto, l’intera storia della trasformazione dell’universo dal suo stato iniziale a quello finale.

Domanda: Quindi si può dire che la Torah è un metodo?

Risposta: La Torah è un metodo, la Torah è il piano della creazione e la sua attuazione in ognuno e in tutti, è la sequenza di questo piano, la sua incarnazione.

Domanda: Nei libri kabbalistici, in particolare quelli di Baal HaSulam e Rabash, è scritto che la Torah per definizione è la luce che ritorna alla fonte.

Risposta: Questo è un uso completamente diverso della Torah, quando la usiamo in modo da determinare alcuni cambiamenti in noi. Questo avviene perché studiamo i processi superiori basati sulle proprietà di dazione, amore, coniugazione, aiuto, inclusione reciproca, ossia dell’opposta natura anti-egoistica, e quindi nel processo di studio attiriamo la luce, una certa forza che ci cambia. Questa è la buona influenza della Torah sull’uomo.

Domanda: Si può dire che esiste un libro chiamato Torah, un metodo della Torah ed una forza inerente a questo libro?

Risposta: Si. La Torah è il piano dell’intero universo, il modo in cui l’universo attraversa tutte le fasi del suo sviluppo.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah” , 18/12/2018

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I segni della rivelazione del Creatore

 Domanda: Come facciamo a sapere che il Creatore è rivelato fra di noi? Ci sono segni specifici?

Risposta: Quando inizi a provare forti colpi opposti, vieni lanciato da una parte all’altra, non capisci cosa ti sta accadendo, non sei consapevole dei tuoi prossimi stati: questo è un segno di avanzamento.

Lo stato più importante è la discesa, quando una persona sente che non ha speranza, nessuna chiarezza, si trova come in mezzo alla nebbia, ma va, pazientemente, attraverso tutti questi stati, sistematicamente s’impegna nel gruppo, in ogni cosa che la Kabbalah dice. Passano molti giorni e il mondo diventa nuovo.

Domanda: Quando questo potere è manifestato in una persona cosa cambia nella sua famiglia?

Risposta: E’ tutto uguale, anche più grande. Una persona cade in questo mondo, nell’esatto opposto allo spirituale, di cui ha già fatto esperienza. Non poteva immaginare che sarebbe caduta in tali stati. Ma rinasce di nuovo. Cade ancora e si erge ancora. Quando si cade, si preleva un’altra porzione di egoismo dal nostro mondo per elevarlo alla correzione.
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Dalla trasmissione di KabTV “Concetti di base della saggezza della Kabbalah”, 1/01/2019

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Coronavirus: il boomerang della natura

La garanzia reciproca è un concetto familiare a tutti noi sin dall’infanzia. Ci hanno sempre insegnato che dobbiamo sostenerci a vicenda, altrimenti saremmo persi. Ma oggi, la garanzia reciproca e la connessione fra le persone, stanno diventando un argomento insolitamente attuale e pertinente.

L’epidemia di Coronavirus che sta travolgendo il mondo, ci dà l’opportunità di imparare qualcosa di nuovo sulle nostre vite e sulle relazioni interpersonali nel mondo globale. D’altra parte, ci mostra quale potere possieda ciascuno di noi, compreso anche il più piccolo degli elementi della natura. Il mondo sembra così enorme…ma all’improvviso si scopre che un piccolo virus può farlo sprofondare nel caos e nell’oscurità.

Questo ci mostra quale responsabilità personale ognuno di noi abbia davanti al mondo ai giorni nostri, per non essere parassiti e infettare gli altri. Pensa a quali cambiamenti, così drammatici per il mondo intero, hanno avuto inizio in un semplice mercato cinese. Ciò dimostra il potere che ognuno di noi possiede nel mondo globale e quale responsabilità ricada su ciascuno di noi in relazione a tutte le persone.

C’è una semplice legge nella scienza della Kabbalah: il generale e il particolare sono uguali. Il generale è solo una raccolta di elementi personali, e quindi dipende da ciascuno di essi. È impossibile estrarre anche un singolo elemento dei più piccoli dal generale, senza distruggerlo. Anche senza una sola particella, esso sarà difettoso perché manca quella singola parte.

Pertanto, osserviamo il Coronavirus e non capiamo come una tale particella microscopica sia riuscita a creare così tanti problemi nel mondo. In realtà, il virus ci mostra quale danno abbiamo fatto nell’intero sistema a livello biologico, il più alto livello della natura. Al di sopra di esso ci sono solo i pensieri e le intenzioni delle persone.

Dobbiamo capire che tutto inizia dalla testa. Pertanto, se c’è un guasto all’interno del sistema biologico, è una conseguenza del malfunzionamento nel sistema del pensiero e del desiderio che è al di sopra del livello biologico. Dovrebbe essere chiaro a tutti noi quale tipo di problemi ci siano nelle relazioni fra le persone, e soprattutto che queste relazioni corrotte sono in grado di creare distorsioni come i virus a livello biologico.

Apparentemente, c’è un problema nelle nostre relazioni: non sono integrali. Abbiamo già violato tutte le leggi della natura integrale e ne vietiamo la normale esistenza. Pertanto, la distruzione che creiamo in natura, dove tutto deve essere connesso e armonioso, è diventata così significativa da colpire tutti sotto forma di virus.

L’epidemia colpisce davvero tutti perché viviamo in un mondo integrale. E, quindi, non importa dove tu abiti – tutti ne stanno soffrendo, che si tratti di un contadino cinese, di un agente di borsa a Hong Kong o di un cittadino americano, perché siamo in un sistema comune e connesso.

Una volta vivevamo più isolati e dipendevamo solo dalla nostra area locale perché il mondo non era globale. Ma il mondo di oggi è così integrato che ogni villaggio cinese è collegato da una catena attraverso una rete di relazioni commerciali con tutta l’umanità. Siamo abituati al fatto che il destino del mondo è gestito dai governi e improvvisamente le redini sono nelle mani di un piccolo virus.

Siamo tutti parti di un sistema integrato chiamato “Adam“, l’essere umano, e dipendiamo l’uno dall’altro senza eccezioni. E se questo sistema ci mostra sempre più la nostra interconnessione e ci obbliga a migliorarlo, allora impariamo come adattarci ad esso, o sarà peggio per tutti noi. Altrimenti, nuovi virus mortali verranno rivelati ogni giorno.

Il sistema ci indica che siamo tenuti a connetterci fra noi tramite connessioni positive. Ma dobbiamo scoprire cosa significa “positivo” perché il nostro egoismo considera solo ciò che è benefico per essere positivo.

Per scoprire ciò che è veramente positivo, dobbiamo studiare l’intero sistema, e poi ognuno e tutti insieme, dobbiamo agire per mantenerne l’integrità. A parte questo, non è necessario nulla, solo il prendersi cura degli altri, come di se stessi.

Tra noi deve esserci una garanzia globale e reciproca, che è superiore a qualsiasi separazione e obiettivo personale. La cura reciproca, la connessione positiva tra di noi, soprattutto, devono determinare tutti i legami individuali esistenti tra di noi. La mutua garanzia è la più alta legge in natura ed esiste solo in natura. Tutte le altre leggi e forme di comportamento derivano da essa.

Grazie al Coronavirus, la legge sulla garanzia reciproca viene ora divulgata in tutto il mondo. La natura ha deciso di mostrarci chi siamo e quanto siamo opposti ad essa.

Forse durante questa crisi, impareremo cosa dovremmo fare per diventare parte integrante della natura. Se ci uniformeremo alla legge della mutua garanzia, noi esseri umani porteremo la natura in equilibrio. Raggiungiamo il completo equilibrio e l’armonia con le forze della natura…questo è il vero paradiso!
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Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1212”, 10/03/2020

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