Lezione quotidiana di Kabbalah 26.04.2010

Preparazione alla lezioen, Shamati #78 “La Torah, il Creatore e Israele sono Uno”
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Il Libro dello Zohar – Selezioni, Capitolo “BaHar(Sul Monte Sinai),” articolo 65
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Beit Shaar HaKavanot, articolo 94, lezione 33
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Rav Yehuda Ashlag “Matan Torah (Il Dono della Torah),” lezione 1
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Unitevi e Lui si rivelerà!

Domanda: Cosa significa che dobbiamo avere il desiderio di studiare insieme lo Zohar? Come dobbiamo realizzarlo o sentirlo?

Risposta: La correzione consiste di tutti i desideri uniti insieme. Nella nostra realtà (questo mondo) sentiamo i desideri separati gli uni dagli altri.

Unendo i nostri desideri, sentiremo in essi la realtà chiamata “il mondo spirituale”. Tutto è molto semplice.

Ciò non dipende né dallo spazio né dal tempo. Tutto dipende dall’unione dei desideri o dal loro isolamento.

Adesso percepisci questa realtà, poiché i nostri desideri sono separati ed ognuno esiste per conto suo.

Nel tuo piccolo desiderio che è diretto solo al tuo beneficio, senti ciò che è possibile sentire in esso.

Senti la Luce, però all’interno di questo desiderio ti sembra come la percepisci adesso. Vuoi percepirla in un’altra maniera?

Con questi desideri terreni non puoi fare niente fino alla Fine della Correzione.

Quando il desiderio terreno si rivela in noi, sentiamo di vivere. Dopo, questo si estingue e sentiamo di morire.

Dopo, il desiderio si rivela un’altra volta e muore di nuovo, svegliandosi per l’uso e occultandosi.

Però, oltre al desiderio terreno, esiste un desiderio chiamato “il punto nel cuore” che proviene da un altro livello (spirituale). Possiamo unire questo desiderio con gli altri.

Non possiamo unire i nostri desideri di questo mondo in nessuno dei livelli (inanimato, vegetale ed animale).

I desideri di questo mondo sono vincolati gli uni agli altri solo nella misura in cui li obbliga la loro natura, ma non più di questo;

però, possiamo unire e congiungere i nostri desideri chiamati “il punto nel cuore”. Allora sentiamo in essi il mondo spirituale.

Per questo devo immaginare questo desiderio generale (kli, il vaso).

Se i nostri desideri verso la spiritualità – i nostri punti nel cuore – potessero unirsi e congiungersi in aiuto reciproco ed in intercomunicazione, sentiremmo il mondo spirituale;

però, la sensazione in essi deve essere mutua. La sensazione non può essere separata in ognuno, poiché si rivela a partire dall’unione dei desideri.

Cosa si rivela? La connessione tra loro. La connessione tra loro si chiama riempimento, Creatore, Luce che riempie il desiderio.

Poiché in ognuno di noi, non si rivela la Luce. Riveliamo la nostra impressione della Luce, cioè, dalla proprietà della dazione vestita in noi. In cosa si veste? Nelle nostre relazioni degli uni con gli altri, con l’amore e la dazione.

C’è una certa forza che ci da la possibilità di unirci e stare insieme, di relazionarci gli uni con gli altri nella dazione reciproca.

Per questo, la mia dazione verso un’altra persona si chiama “Luce”. La dazione reciproca che rivelo tra tutti si chiama “Creatore”. Ciò significa “dall’amore verso le creazioni, all’amore per il Creatore”.

Le invenzioni culturali dell’umanità


Domanda: Alcuni amici mi hanno inviato il clip “Il muro del pianto” di un video club cristiano.

In questo video vi sono alcune parti con la sua partecipazione, quelle che sono state filmate sulla tomba di Baal HaSulam; cosa può dire a riguardo?

Risposta: Nel nostro archivio abbiamo due filmati “La Notte della Kabbalah” e “Siamo Bnei Baruch”, filmati del 1999 durante i viaggi nei luoghi cabalistici nella città di Sefed e nella caverna Idra Raba.

Non so dove hanno preso queste scene i cristiani. Certamente siamo conosciuti, ci studiano. Ho già scritto su questo blog che all’università del Cairo scrivono tesi sul nostro gruppo.

Lo stesso avviene nelle università degli Stati Uniti, dove ho dato conferenze diverse volte. Abbiamo un grande centro di studi negli stati centrali degli Stati Uniti (a Saint Louis). Ci sono molti alunni protestanti. Siamo aperti a tutti.

Baal HaSulam scrive che la Kabbalah è l’unico concetto mondiale che postula “ama il tuo prossimo come te stesso”, mentre le tre principali religioni e le credenze sono invenzioni culturali dell’umanità.

Per questo ognuno può restare nei limiti di questi costumi, correggendo la natura egoista attraverso lo studio della Kabbalah.

Se si estrarranno dalle religioni il tema del mondo dopo la morte e quello del governo sul destino – che in realtà non hanno nessuna relazione con le religioni – non resterebbe niente di esse, eccetto i costumi della casa e del club (la casa delle riunioni in un giorno di festa).

La persona rivela il mondo dopo la morte in questo mondo, attraendo la Luce attraverso lo studio della Kabbalah ed il controllo sul destino è possibile solo attraverso la Luce Superiore Or Makif, usando il libro dello Zohar!

Così noi cabalisti, non siamo contro le religioni. Siamo favorevoli a considerarle come un’altra opera culturale dell’umanità, niente più di questo.

Allora, cesserà lo sfruttamento spirituale dell’essere umano, terminerà la norma religiosa e l’umanità otterrà la visione chiara.

Materiale correlato:

Laitman blog: La religione è un’invenzione umana che causa separazione
Laitman blog: La Religione è solo una struttura culturale nel nostro mondo

La fame spirituale

Per arrivare alla spiritualità non c’è bisogno di sentirsi male nella vita materiale.

Lo vediamo dalla storia della schiavitù egizia, quando gli ebrei avevano tutto il necessario per una buona vita.

In Egitto si eleva un nuovo re e cominciano sette anni di fame; ma è fame spirituale, non materiale!

Hanno costruito “per il faraone” delle belle città: Piton e Ramses; cosa significa per il faraone? Per il suo egoismo! Hanno costruito per lui la bella vita;

ma all’improvviso si è rivelato che tutto questo è vuoto … Diventa necessario scappare da questa vita, a prescindere dal suo benessere.

Sente che la spiritualità è più importante della materialità e la morte è migliore di una vita senza la spiritualità. Non voglio più vivere una tale vita, devo rivelare la spiritualità; e per questo sono disposto a correre verso l’oscurità ed il deserto.

Questo stato si chiama “uscita dall’Egitto”. La persona deve cambiare i suoi valori per gli opposti nella società.

Il mondo però non deve sprofondare nelle sofferenze terrene! Deve soffrire solamente per la carenza spirituale e non per problemi materiali!

Non si può spingere verso la spiritualità con la forza. A causa delle sofferenze terrene la gente entra nella religione, va dagli psicologi, ecc …

All’uomo deve mancare la spiritualità. Ciò dipende da quanto rapidamente gli si riveli il punto nel cuore e da quanto largamente si diffonda la scienza della Kabbalah.

Senza la divulgazione di questa conoscenza, la liberazione spirituale non può avvenire. L’uomo, per conto suo, non è capace di inventare il metodo della scoperta spirituale ma lo deve ricevere in qualche modo.

Per questo Baal HaSulam chiamò la divulgazione della scienza della Kabbalah “il suono dello Shofar del Messia”, giacché senza questo, il mondo non ha nessuna possibilità di cambiare verso il bene.

Shamati il libro più prezioso del mondo

In una nuova entrata del blog, ho scritto che abbiamo pubblicato una nuova edizione della collezione delle opere di Rav Baruch Shalom Ashlag, il Rabash. Volevo offrirvi adesso alcuni commenti e la storia del testo più prezioso che il Rabash ci ha trasmesso, il libro dello Shamati.

Lo Shamati è il libro più prezioso del mondo, perché ha il potere di condurre una persona allo scopo della sua vita. Lo Shamati è il testo kabbalistico più importante. Nei suoi contenuti si trovano le basi del lavoro spirituale dell’uomo. Gli articoli che si trovano in questo libro riassumono tutto ciò di cui si necessita per entrare nel Mondo Superiore. Comprendono l’infinita profondità dei 125 gradi che una persona può e deve attraversare nel suo cammino spirituale, la cui cima è lo Scopo della creazione. Questo è il libro più straordinario del mondo, perché nessun altra opera nella storia dell’umanità è penetrata tanto profondamente nel lavoro spirituale dell’essere umano.

Qual è l’origine del libro dello Shamati? Ho qui una breve storia. Tra tutti i libri ed i manoscritti che il mio maestro, il Rav Baruch Shalom Ashlag, utilizzava per studiare, ce ne era uno molto speciale, un quaderno di appunti personali, la cui copertina recava l’iscrizione “Shamati”, in ebraico “ho udito”. Non lasciava mai il suo quaderno e si assicurava di averlo con sé dovunque fosse. Non smetteva mai di studiarlo e lo leggeva una volta e poi un’altra.

Una notte già tardi, all’improvviso me lo diede e disse: “Prendi questo quaderno di appunti ed utilizzalo”. Immediatamente compresi che il suo cammino stava per terminare; ed in verità, morì la mattina seguente. La sua anima pura ascese alle sommità sconosciute non appena finì la notte.

Il quaderno di appunti che mi diede era grande ed il suo contenuto erano le lezioni del padre del mio maestro, il grande kabbalista Yehuda Ashlag, Baal HaSulam.

Baal HaSulam integrava tutta la conoscenza kabbalistica che precedentemente veniva trasmessa in segreto, da maestro a studente, di generazione in generazione e così nel corso di migliaia di anni. Con questo lavoro, Baal HaSulam preparò per noi un metodo di ascesa spirituale di massa.

Il Rav Baruch Ashlag registrava le lezioni di suo padre parola per parola, perché le ascoltava direttamente da suo padre e Maestro. Per tanto, è indispensabile attaccarci alla forma esatta in cui Baal HaSulam scelse le sue parole. Una persona deve dedicarsi ai pensieri di Baal HaSulam e camminare lungo lo stesso sentiero che il testo ci propone, seguendo il pensiero di Baal HaSulam. È molto più importante aderire ad un grande cabalista che porre attenzione alla bellezza delle sfumature linguistiche del testo. Una persona deve insistere nel vedere la bellezza interna del testo e dopo, continuando la lettura, la nostra comprensione degli articoli si trasformerà costantemente, penetrando ogni volta più in profondità.

In questi articoli, con frequenza, il Baal HaSulam si appoggia su citazioni di altri cabalisti, scritti dalle sommità che avevano raggiunto. Queste citazioni dovranno darci un’idea di quanto profondo sia il tema che ci impegna. Ci devono aiutare anche a prendere coscienza che stiamo ricevendo, da tutto un lignaggio di cabalisti, un metodo per aderire al Creatore e che questo metodo ce lo trasmette lo stesso Baal HaSulam, l’ultimo cabalista di questo lignaggio.

Tutti questi testi devono essere considerati come un solo articolo, perché tutti parlano della stessa cosa. Descrivono la ricerca della creatura del suo Creatore e come si avvicina ad Egli fino a raggiungere l’adesione con Lui. Basicamente tutti questi articoli descrivono tutto il lavoro che una persona deve realizzare per raggiungere l’equivalenza della forma, l’adesione e l’unione con il Creatore. In tutta la realtà, non c’è altra ragione per esistere oltre a questa unica Meta. In conformità a questa Meta, l’uomo autorizza tutta la realtà, tutti i mondi e tutto ciò che abita al loro interno, a rivelarsi ed incorporarsi al Creatore.

Per tanto, dobbiamo capire che tutto l’universo, tutte le creature e tutti i mondi esistono all’interno della persona. Ogni individuo deve immaginare di essere quella persona e di avere la libertà di scelta e la libertà di agire. Lui e soltanto lui si trova in una posizione opposta al Creatore ed ha la responsabilità ed il privilegio di effettuare il lavoro necessario per raggiungere l’equivalenza della forma, l’unificazione e l’adesione al Creatore.

Di questo trattano gli articoli che integrano il libro dello Shamati.

L’orologio segue il suo andamento ed il tempo vola. In tutte le parti del mondo ci sono persone che cominciano a provare interesse per l’ascesa spirituale e ad interrogarsi: “quale è lo scopo della mia vita?” Alla luce di quanto detto prima, ho compreso la particolarità e l’importanza degli articoli dello Shamati ed è per questo che ho deciso di pubblicare questo libro e di rivelarlo al mondo.

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Libro di Shamati
Comprare il Libro di Shamati (Inglese)

Sul linguaggio del libro dello Zohar

Lo Zohar, capitolo Tazria, punto 162: un solo testimone non si presenterà contro un uomo a conto di qualsiasi iniquità o qualunque peccato … sull’evidenza dei testimoni.

È necessario prendere in considerazione che il linguaggio dello Zohar non sempre è chiaro perché abbiamo ricevuto questo libro, mettendo insieme quelle pagine che erano rimaste.

A volte mancano alcune parti o ci sono delle frasi incomplete.

Baal HaSulam completa lo scritto e dice che in un posto o nell’altro manca del testo o che una parte non si connette ad un’altra e che probabilmente, appartiene ad un’altra parte.

Certamente non abbiamo cambiato niente del libro, ma nel testo si vede che lo hanno composto con ciò che è stato possibile mettere insieme.

Ciò che ci è rimasto del libro dello Zohar è una parte molto piccola dello scritto originale.

Dall’altro lato, dobbiamo capire che questo non sminuisce la forza del libro che è capace di portarci la Luce.

Se il libro è rimasto così e ci è stato dato così, significa che è ciò che è necessario per la correzione delle nostre anime.

Il linguaggio del libro non è sempre chiaro. In alcune parti ci sono alcuni pezzi delle frasi; ma proprio questo ci segnala l’autenticità del testo.

Figlio significa “comprensione”


Isacco è la forza che cresce davanti ad Abramo e serve come “aiuto contro di lui”.

Allora, la persona comincia a rivelare che lo spirituale non è semplicemente una sola forza. Prima la persona non capiva come potessero esistere due opinioni opposte ed ambedue essere nella ragione.

Non capiva che la verità si chiarisce proprio nello scontro e nel confronto perché pensava che tutto fosse chiaramente determinato ed univoco.

Adesso, lavorando con la sua qualità di Isacco e correggendola, la persona comincia a capire che tutto non è così univoco come pensava nel suo egoismo, quando vedeva solo il suo desiderio di gioire ed il piacere contro di lui.

Adesso la persona vede che la linea sinistra e la linea destra possono avere ragione, essere ugualmente sacre ed ambedue aiutare nell’avanzamento.

Ambedue possono essere opposte, ma nella creazione c’è posto per entrambe ed entrambe sono connesse al Creatore.

L’uomo include entrambe le qualità in se stesso. Grazie alla sua qualità di ricezione, egli resta come il creato che esiste separatamente dal Creatore. Al di sopra della qualità di ricezione, c’è la qualità della dazione che l’uomo ha adottato dal Creatore.

Per questo, egli avrà sempre il confronto interno tra queste due forze.

Solo creando Isacco, Abramo comincia a capire la sua vera posizione in relazione al Creatore. Per qualcosa figlio (Ben) significa “comprensione” (Lehavin), Binà, cioè un nuovo gradino.

Contare sull’uscita dall’Egitto è un comandamento


Lo Zohar, capitolo Bo, punto 179: il comandamento che segue tratta della lode dell’esodo dall’Egitto, che è obbligatorio per l’uomo per sempre.

Ogni uomo che racconta la storia dell’esodo dall’Egitto e si diletta con questa storia, si rallegrerà con la Divinità (che è la gioia in tutte le direzioni) nel prossimo mondo.

Questo è un uomo che si diletta con il suo padrone ed il Creatore si diletta con questa sua storia.

Il comandamento è l’ordine del Creatore, una legge della Natura, un obbligo dell’essere umano.

Il Creatore è la Natura. In Natura è stabilito che dopo la nostra uscita dall’egoismo verso la qualità della dazione, dobbiamo “contare” sull’uscita dall’Egitto. Contare significa controllare, conoscere, capire, ricercare, percepire in tutta la sua profondità la Luce che ci influenza, i processi che il nostro desiderio di ricevere piacere ha attraversato e come abbiamo partecipato all’azione della Luce: inconsciamente, automaticamente o indipendentemente.

Senza la comprensione, in tutta la sua profondità, del processo che ci è capitato, non possiamo arrivare alla percezione del Creatore.

È impossibile saltare da uno stato non corretto ad uno corretto. Fino a che non capiremo la creazione, non capiremo il Creatore e non diventeremo simili a Lui.

Da me (correggendo me stesso) Lo percepisco (dentro di me, Borè=Bo-Rè, raggiungo e percepisco nel mio movimento interiore, nel mio cambiamento).

Nel nostro punto nero della creazione, creato “dal niente”, dobbiamo ripetere tutte le azioni della Luce affinché ciò ci riempia, però deve riempirci nella percezione, nella conoscenza, nella sensazione.

Per questo, ci è stato dato questo ordine: percepire in profondità tutto il processo che ha luogo nel desiderio egoista fino a raggiungere la dazione, cioè “contare” sull’uscita dall’Egitto.

Chi sono Abramo ed Isacco dentro di me?

Abramo è la prima qualità spirituale che una persona rivela in sé.

È la qualità principale della dazione, “Chafetz Chesed” (colui che desidera la pietà) sulla quale si basa tutto;

però quando Abramo “arriva alla vecchiaia”, cioè, quando questo gradino si realizza totalmente in una persona, dentro di lei si rivela un nuovo stato, un nuovo gradino, come se fosse opposto in base al gradino anteriore.

Nello stato anteriore (Abramo) la persona saliva tutto il tempo al di sopra del suo desiderio anteriore, usciva dalla sua Babilonia e si allontanava da tutte le forze ed i desideri dei suoi abitanti, i quali idolatravano altri dei;

però, alla fine quando una persona esce da lì, all’improvviso si rivela un nuovo gradino.
Allora, la persona rivela in sé un desiderio come se riportasse se stessa in quello stato dal quale era già uscita!

Ma è solo la sua percezione perché si tratta di un gradino totalmente nuovo al di sopra del quale dovrà crescere .

Si rivela un desiderio dal lato opposto di Abramo, dal lato “sinistro”. Tuttavia, è suo “figlio”, cioè la conseguenza di Abramo.

In questa maniera nasce Isacco, la linea sinistra, Binà, Gevurà (il superamento), la fonte di tutte le forze impure del lato sinistro (Klipot).

Lo Zohar cambia il centro della nostra attenzione


Rabbi Nachman di Breslov disse: “Molte sono le lacrime che una persona versa su Il Libro dello Zohar fino a quando essa diventa degna di comprenderlo.” Quando penso al desiderio corretto, immagino che sia tutta opera mia. Non ci sono altre persone, sono tutti, in realtà, dentro di me. Sono tutti me! Quindi, quando leggo lo Zohar dovrei immaginare che tutto accade dentro di me. Ho letto di montagne, cime, un flusso che esce dal giardino dell’Eden, il superiore o l’inferiore, la corporeità o la spiritualità, il faraone, Mosè, Abramo, uomini e donne che si sposano e danno alla luce bambini, ma tutto questo accade dentro di me , nel mio desiderio. Non c’è niente altro.

In questo modo mi viene detto circa i diversi fenomeni che si svolgono dentro il mio desiderio. Lo Zohar mi dice ciò che accade dentro di me, in questo intero, enorme vaso di desiderio, che è fatto di tutti. Nulla esiste al di fuori di esso; tutta la realtà è in me.

Allora, dove è il Creatore? Egli è anche dentro di me! Se riesco a raggiungere un senso di unione, di dare, e l’amore tra tutte le Sue parti all’interno di questo desiderio, allora vorrà dire che ho rivelato il Creatore. Il Creatore si chiama “Bo-Re” – “Vieni e vedi”. Questo accade nel desiderio, dove si trova la Luce. La luce è percepita solo nel desiderio.

Quanto più si tenta di modificare la visione in questo modo, più facile sarà. Abbiamo semplicemente bisogno di toglierci gli occhiali attraverso cui vediamo il nostro mondo e cominciare a guardare da un diverso punto di vista. Poi improvvisamente si rivela che la realtà è in realtà completamente diversa da quella cui siamo abituati. Abbiamo solo bisogno di rimuovere la regolare immagine del mondo che la blocca.

Lo Zohar è volutamente scritto in un linguaggio che sembra parlare del nostro mondo, come se ci parla di una famiglia, come Abramo, Isacco e Giacobbe, o di una nazione che esce dall’Egitto, e altre cose. E spiega questo a noi di proposito, affinché noi smettiamo di concentrare su questo mondo, la nostra percezione abituale, ad un altro tipo di messa a fuoco che è più interna. Allora vedremo che tutto accade dentro di noi.

La persona è un piccolo mondo. Capire questo è la condizione per la comprensione della spiritualità.