Il controllo di Internet sul mondo

Comento: In alcuni Paesi i governi assumono ufficialmente il controllo di Internet e bloccano i siti che promuovono, ad esempio, la pedofilia, ecc.

La mia risposta: Naturalmente. Se hai una famiglia e dei bambini piccoli, li lasceresti guardare programmi osceni in televisione o su Internet? No. Quindi, dobbiamo trovare una sorta di regolatore. Il problema è come trovarlo.

L’umanità non è incline a cercare qualcosa in comune; arriva a qualcosa involontariamente, per esempio un accordo sui voli, sui corridoi per gli aerei e così via.

Ma in generale questo è un grosso problema, soprattutto per le questioni legate agli affari. È necessaria una sorta di base morale per questo, e l’umanità non ce l’ha.

I genitori di oggi, in linea di massima, hanno altre cose di cui preoccuparsi. Il nostro egoismo è cresciuto così tanto che Internet non corrisponde a ciò che accade nelle scuole. Pertanto, sono favorevole a raggiungere un accordo internazionale, una restrizione internazionale.

L’uomo è un animale, e per di più il più terribile, minaccioso ed egoista! Se permettiamo tutto, non è libertà, ma una perversione che trasforma la nostra vita in una palude dalla quale non riusciremo ad uscire! Affogheremo lì. Pertanto, dobbiamo limitarci in modo da trovarci almeno in uno stato tale da poter inizialmente andare oltre, pensare a qualcosa e scegliere una sorta di linea di mezzo.
La nostra natura egoistica ci schiaccia e ci trascina verso il fondo. La popolarità dei siti porno è al di sopra di tutto. Questo dimostra chi siamo!

Non ho intenzione di imporre nulla, ma deve essere molto limitato e adeguatamente considerato. Non sono un ipocrita, ma non deve essere in questo modo.

Dovremo comunque fare qualcosa. Sono favorevole alla creazione di un’organizzazione internazionale per il controllo di Internet in cui siano presenti i rappresentanti di tutti i Paesi. Questo è l’approccio corretto.

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Da KabTV “Ho ricevuto una chiamata. Il controllo di Internet nel mondo” 11/3/12

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L’intera storia dell’umanità in un’unica frase

Commento: Esiste una parabola su un governatore orientale che voleva conoscere l’intera storia dell’umanità.  Un saggio gli portò cinquecento volumi.  Il governatore rispose: “chi può leggere tutto questo? Mettilo in forma concisa”.

Vent’anni dopo, il saggio ritornò con cinquanta volumi. Ma il re era già vecchio, e lo mandò via di nuovo.

Altri vent’anni passarono.  E il vecchio saggio, dai capelli grigi, portò al governatore un unico volume, contenente tutta la saggezza del mondo.  Il governatore era sul letto di morte e non aveva tempo di leggere neanche un libro.  Allora il saggio gli disse la storia di tutta l’umanità, in una riga: “Si nasce, si soffre e si muore”.

È questa la storia dell’umanità?

La mia risposta: Questo è nei cinquecento volumi, sì.

Domanda: Riesci a immaginarlo? Tutta questa saggezza e storia, così tante cose sono state dette, e il risultato porta a una sola riga: “si nasce, si soffre e si muore”. Il nostro mondo è questo?

Risposta: Certamente.  E noi ci giriamo dentro per aggiungere sempre più volumi, volumi, volumi.

Domanda: La domanda è “perché nasciamo?”

Risposta: Perché nasciamo? In linea di principio, questo è incomprensibile per una persona.  Quindi, non vede né l’inizio né la fine.  Vede se stesso solo a livello animale: la nascita di un corpo animale, la sofferenza di un corpo animale,  alcuni piaceri di un corpo animale, e la morte di un corpo animale. Nient’altro.

Commento: Non riusciamo a decollare, per così dire.

La mia risposta: Se non riusciamo ad elevarci, non comprenderemo il significato.

Domanda: Quindi se non ci eleviamo, allora l’intera storia dell’umanità è : si nasce, si soffre e si muore. E se ci innalziamo, o vogliamo farlo, allora cosa diventa la storia dell’umanità?

Risposta: Allora è necessario distaccarsi dal corpo animale, e innalzarsi al di sopra, e non vivere secondo i suoi desideri, aspirazioni e così via. Allora si inizierà a sentire ciò che il corpo spirituale richiede.

Domanda: In cosa si trasforma questa formula? Che cosa nasce quando mi innalzo al di sopra dell’egoismo? Si nasce, si soffre, e poi, in cosa si trasforma?

Risposta: Ci si separa dal proprio egoismo, ci si innalza al di sopra, e si inizia a sentire la natura in una forma diversa, nella dazione, nell’amore, nella connessione e nella reciprocità. Non nel ricevere, come nel corpo animale, ma nel donare, come nel corpo spirituale.

Domanda: E allora in cosa si trasforma la sofferenza?

Risposta: In piacere.

Domanda: Quindi hai detto “gode e vive per sempre”.  È questa la formula della vera umanità?

Risposta: Sì.

Commento: Mi sembra molto amaro che la nostra formula terrestre sia “nasce, soffre, muore”.

La mia risposta: E senza di essa, non ci sarebbe null’altro.  Non saremmo in grado di raggiungere la forma eterna attraverso i nostri sforzi, le nostre capacità.

Domanda: Quindi ci deve essere una formula iniziale in modo che si possa raggiungere e volerne uscire?

Risposta: Sì.

Commento: Questo avviene da millenni. Millenni, millenni, millenni.

La mia risposta: E quindi?

Commento: Stiamo scrivendo volumi di storia!

La mia risposta: Queste sono anime! E cosa c’è in questa storia e in questi volumi? Non c’è nulla!

Domanda: Quindi una persona deve nascere per vivere per sempre, giusto?

Risposta: Certo. Credo che ci stiamo già arrivando, gradualmente.

Il mio ottimismo deriva dall’assoluto pessimismo del nostro mondo. Credo che l’umanità si scuoterà. Non accetteremo di vivere per questa vita.

 

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 1/5/23

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Come le religioni hanno sostituito la Kabbalah

Ora siamo noi ad entrare in scena, una religione universale per così dire.  Questa non è una religione, ma è ciò che Baal HaSulam chiama Kabbalah nell’articolo “L’essenza della religione e il suo scopo”. Questo significa che non si tratta di ebraismo, ma specificamente di Kabbalah, che si fonda sulla realizzazione del principio “ama il tuo prossimo come te stesso”.

Duemila anni fa, quando fu distrutto il Secondo Tempio, la gente cadde dal realizzare questo comandamento, e di conseguenza caddero nella religione.  È  così che le religioni iniziarono a sostituire la Kabbalah.

La Kabbalah dice “Amando il prossimo come se stessi, ci si apre alle sensazioni del mondo superiore, qui e ora. Non esiste il tempo, non esiste la morte, esiste solo ciò che si percepisce.  Ora percepite un mondo piccolo, una dimensione piccola, ma potete innalzare le vostre sensazioni alla dimensione successiva: quindi iniziate a sentirlo, ora”.

Quando le persone caddero nell’egoismo e smisero di sentire ciò che si dovrebbe dire sull’amore per il prossimo, dimenticandolo, allora scelsero vari comandamenti e rituali materiali per se stessi e una ricompensa dopo la morte per questo.

Innanzitutto, questo non è un lavoro sulla propria correzione, non si riceve immediatamente una ricompensa per il proprio sforzo nel cambiamento, percependo di conseguenza il mondo superiore, ovvero la ricompensa.  Secondo le religioni, presumibilmente, compiendo certe azioni fisiche qui, si riceve una ricompensa dopo la morte del corpo.  Ma perché c’è questa interferenza? Che tipo di paradiso esiste per cui è necessario essere privi di un corpo?

In generale, le religioni hanno distorto un po’ tutto.  Credo che presto le persone inizieranno a comprenderlo.

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From KabTV’s “I Got a Call. America vs. Europe” 6/2/12

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La sofferenza è una punizione di Dio?

La punizione da parte di Dio è una delle tante teorie che sono state elaborate per spiegare perché soffriamo, cioè che Dio ci punisce per certe azioni che abbiamo (o non abbiamo) compiuto nella nostra vita attuale o in quelle passate. Tuttavia, a prescindere dalle teorie, nessuno sa davvero perché soffriamo.

Soprattutto nell’epoca attuale, possiamo vedere che siamo interdipendenti e interconnessi a livello globale. Più ci evolviamo, più la nostra interdipendenza globale ci viene rivelata.

Viviamo in un unico sistema globale e ognuno di noi condivide una responsabilità reciproca per il benessere dell’intero sistema.

In modo analogo a come funziona il nostro corpo, sentiamo una ferita nel mignolo del piede come un dolore in tutto il corpo e, se si tratta di una ferita importante, richiede la nostra completa attenzione. È così che ci riveliamo sempre più spesso nel mondo di oggi.

Se comprendessimo e sentissimo tutta la portata della nostra interdipendenza, allora arriveremmo subito alla conclusione che dobbiamo sistemare i nostri legami: migliorare i nostri atteggiamenti reciproci come se fossimo membri di un’unica famiglia, anche più vicini. Se lo faremo, allora inizieremo a percepire che viviamo in un mondo assolutamente perfetto, privo di sofferenza.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Come posso sapere di cosa ha bisogno l’umanità?

L’umanità ha bisogno di sapere che c’è un livello successivo di completa unificazione a cui la natura ci fa avanzare, e il fatto che essa ci connetta contro la nostra volontà è la ragione di tutte le forme di sofferenza che proviamo. In altre parole, ci sono forze della natura che ci uniscono sempre di più e, rifiutando la tendenza a connetterci positivamente, soffriamo; al contrario, se agiamo all’unisono con le forze che ci connettono, potremo godere di una vita beata.

Per questo oggi abbiamo bisogno di un tipo di educazione completamente nuovo, che ci insegni a conoscere le forze della natura che operano su di noi e a capire come possiamo equilibrarci con queste forze realizzando la nostra connessione in modo positivo. Possiamo così elevarci pacificamente al livello successivo di una vita armoniosamente connessa, verso la quale la natura ci guida.

Vediamo che siamo diventati un’umanità globale. Non c’è modo di sfuggire alla nostra interdipendenza e interconnessione globale. Entrare all’unisono con la natura significa quindi aggiornare i nostri atteggiamenti nei confronti di questo stato di interdipendenza e interconnessione globale sempre più stretta in cui ci troviamo, rendendoci conto che siamo tutti su un’unica barca, che siamo un’unica famiglia in tutto il mondo, e iniziando a relazionarci gli uni con gli altri di conseguenza. Questo è il messaggio che la natura vuole che ascoltiamo, e se rimaniamo come bambini sciocchi che desiderano semplicemente inseguire ciò che sembra dolce e buono per ciascuno di noi individualmente, senza considerare la nostra influenza e dipendenza reciproca, allora cosa farà la natura? La nostra incongruenza con la tendenza della natura a connettersi è la ragione della nostra sofferenza di oggi, ed è la ragione per cui proveremo sempre più sofferenza nel futuro.

Dovremmo quindi prestare attenzione a ciò che la natura ha iniziato a mostrarci, ovvero che siamo un’unica umanità globalmente interdipendente e interconnessa e che, se vogliamo rendere la nostra interdipendenza armoniosa e pacifica, dobbiamo invertire i nostri atteggiamenti reciproci in modo che siano completamente inclusivi come la natura stessa.

È piuttosto complicato, poiché siamo nati e cresciuti unicamente nella nostra natura egoistica, il beneficio di se stessi a scapito degli altri e della natura, ma se ci mettiamo sulla strada dell’attuazione di un nuovo apprendimento che arricchisce la connessione in tutto il mondo, allora saremo in grado di subire una transizione positiva, alleviando la necessità di ogni tipo di turbolenza che si abbatte su di noi.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

 

Che cos’è l’omeopatia?

Domanda: Che cos’è l’omeopatia?

Risposta: Non c’è nulla di speciale nell’omeopatia.  Sono le stesse forze che esistono nella materia solo a un livello più nascosto. Sembra che non si usino le proprietà della materia stessa, ma le proprietà di quelle forze che ne determinano la sua composizione chimica.

Supponiamo che l’oro, il rame, il piombo o alcune piante, o alcuni liquidi, vengano usati per creare delle medicine omeopatiche, non importa di cosa siano fatte.  Attraverso la diluizione omeopatica delle sostanze, si ricavano forze da questi materiali e si usano.  In generale, non è la sostanza stessa che viene usata, ma il suo potere.

È bene dare all’organismo l’opportunità di lavorare con quelle sostanze, che non è in grado di sopportare da solo. Per esempio, non posso dare al corpo alcun veleno, ma in omeopatia, sì.

E ci sono delle combinazioni molto interessanti.  Prendiamo come esempio la depressione: l’omeopatia prescrive Aurum (oro), il suo potere, dato che la depressione deriva principalmente dall’avidità.

La cura principale all’infertilità e altri problemi femminili è Seppia. Si tratta del liquido che si accumula nella rana quando il suo sacco si gonfia.

Per i maschi iperattivi, esigenti e maniaci del lavoro viene usato Nux Vomica.

Questi materiali sono benefici grazie all’impatto che hanno sul sistema umano delle energie, tramite le forze anziché la materia.

Di solito, quando un trattamento viene fatto con l’ausilio di sostanze chimiche, è necessario prescrivere molti farmaci per avere un impatto sul sistema nervoso o altri sistemi interni della persona, non materiali, ma già a un livello diverso.

E qui, si agisce precisamente con forza contro forza, si aggiunge, si corregge, si dà al corpo una sfida, o, al contrario, un aiuto.

 

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From KabTV’s “I Got a Call. What is Homeopathy?” 9/8/12

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Qual è il significato di Deuteronomio 5:15, in cui è scritto: “Ricordati che eri schiavo in terra d’Egitto e il Signore tuo Dio ti ha fatto uscire da lì”?

Secondo la saggezza della Kabbalah, lo stato di schiavitù in Egitto significa che siamo sotto il completo controllo del desiderio di godere solo per il proprio tornaconto, o in altre parole, dell’ego umano.
A partire da questo stato, intraprendiamo un viaggio interiore per correggere il nostro desiderio in modo da godere non egoisticamente, cioè solo per il nostro beneficio, ma per il beneficio degli altri e del Bore, che è un desiderio opposto al nostro: dare, amare e connettersi positivamente.
Questa inversione di intento è considerata una correzione della nostra natura ed è descritta nella Torah come l’uscita dall’Egitto e l’ingresso nella Terra d’Israele.
Tale correzione del nostro ego, che passa dalla priorità del beneficio di se stessi alla priorità del beneficio degli altri e della natura, descrive il percorso spirituale a cui siamo sottoposti fino al nostro stato finale eterno e perfetto, chiamato “la fine della correzione” (ebr. “Gmar Tikkun”).
In ogni fase di questo percorso spirituale, dobbiamo uscire dal nostro ego, chiamato “Egitto”, e iniziare gradualmente a rivelare la forza dell’amore e della dazione in natura, chiamata “Bore”. Questo ci porta a una grande gioia e a una grande sorpresa che il Bore ha preparato per noi.
Pertanto, il nostro bisogno di ricordare che eravamo schiavi in Egitto significa che eravamo nel desiderio di godere solo per noi stessi, che ci controllava completamente, e che il Bore ci ha fatto uscire dal nostro desiderio egoistico.
Avevamo bisogno di sentire che non potevamo uscire dal nostro desiderio egoistico se non connettendoci l’uno all’altro e raggiungendo una sincera richiesta reciproca , una preghiera, per uscire dal nostro ego. Ci è stato quindi concesso l’accesso a una nuova natura di amore, dazione e connessione positiva con gli altri attraverso la quale abbiamo scoperto una realtà armoniosa, pacifica e gioiosa.
Questa sensazione è molto speciale perché una parte di essa penetra nel nostro desiderio di godere e un’altra parte resiste al nostro desiderio. Con questo contrasto interiore, possiamo poi esaminare le forze che operano sulla nostra natura egoistica, se e quanto possiamo uscire dal controllo di queste forze e come la forza superiore, il Bore, ci concede questa capacità speciale.
Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

I cani possono fiutare il cancro?

La startup israeliana SpotitEarly utilizza i cani per rilevare il cancro nelle persone grazie al loro olfatto. Il procedimento prevede che i pazienti vengano muniti di una maschera nella quale respirano per alcuni minuti. La maschera viene poi portata in un laboratorio dove i cani la annusano; in oltre il 90% dei casi, i cani hanno individuato i pazienti affetti da cancro. Inoltre, si è scoperto che i cani sono in grado di individuare il cancro nelle sue fasi iniziali, prima che si manifestino i sintomi.

In effetti, ci sono diversi fenomeni in natura che non abbiamo ancora scoperto e forse presto ne scopriremo altri. Ad ogni modo, questa notizia è magnifica: possiamo individuare il cancro nelle sue fasi iniziali e salvare molte vite.

Ci mostra anche come, nonostante i nostri potenti progressi tecnologici, i cani siano in grado di rilevare il cancro in modo più efficace di noi. Questo perché ognuno di noi emette una nuvola attraverso la quale è possibile rilevare molte informazioni su di noi, tra cui ciò che pensiamo e sentiamo, nonché le nostre malattie interne e la loro posizione. La maggior parte degli animali percepisce ciò che emettiamo in quella nube, ma poiché non riusciamo a sentirli, non riusciamo a capire cosa riescano a captare.

Comunemente pensiamo agli esseri umani come alle creature più evolute, ma poi troviamo negli animali capacità che dimostrano come, nonostante il nostro intelletto sviluppato, non siamo migliori di loro. Un chiaro indicatore di ciò è il fatto che il nostro progresso ci porta a inventare e accumulare sempre più armi. Insomma, più mettiamo le mani sulle cose, più produciamo risultati negativi.

Per iniziare a svilupparci in modo più positivo, dobbiamo guardare un po’ al futuro e porci una domanda seria: “Cosa otteniamo davvero vivendo nel modo in cui viviamo?”.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Di cosa è fatto tutto ciò che esiste?

Domanda: Sappiamo che la struttura del nostro mondo è costituita da atomi. Essi sono costituiti da nuclei, nuclei di protoni, neutroni ed elettroni. E qual è la struttura della materia spirituale?

Risposta: La materia spirituale è  il desiderio.

Domanda: Di che cosa è fatto?

Risposta: Il desiderio esiste di per sé. È stato creato dal Bore e quindi non possono esserci altre domande su cosa sia. È il desiderio stesso che esiste in natura, e tutta la natura consiste di esso.

Oltretutto, questo desiderio è  solo quello di essere soddisfatto, di godere, di ricevere, di essere riempito con qualcosa che è al di fuori di esso. E poi, c’è il desiderio di dare, di colmare, di riempire. Tutto ciò che esiste è costituito da questi due desideri.

 

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Da “Lo studio delle dieci Sefirot (TES)” di KabTV del 2/12/23

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Il diamante è in te

Commento: C’è una parabola buddista su un borseggiatore professionista che viveva nella città dei gioiellieri. Un giorno, vide un uomo comprare un diamante enorme e incredibilmente bello che il  borseggiatore aveva desiderato  acquistare per tutta la vita. Così,  seguì l’uomo, salì sul treno e si sedette nello stesso scompartimento. Una volta che l’uomo si addormentò, controllò tutti i vestiti dell’uomo, ma non riuscì a trovare il diamante. Quando l’uomo uscì per andare in bagno, controllò le borse e le valigie dell’uomo, ma non riuscì a trovarlo.

Sceso dal treno, il borseggiatore lo  seguì e gli disse con sincerità: “Sono un borseggiatore, un professionista. Non fallisco mai. Tutto era semplice. Ti ho seguito per dirti che non ho potuto trovare il diamante che volevo rubarti.

L’uomo rispose: “Ti ho visto subito. Mentre compravo il diamante, ho capito che mi avresti seguito, che volevi questo diamante. Così l’ho nascosto in un posto dove non l’avresti cercato”.

“Dov’è questo posto?”, esclamò il borseggiatore.

“L’ho nascosto nella tua tasca”.

In conclusione, il “diamante” che cerchi è proprio accanto a te, più vicino del tuo respiro.

Cerchiamo sempre questi “diamanti” da qualche parte là fuori. Per tutto il tempo. Vi dedichiamo la nostra vita, lottando, odiando, cercando. In realtà, è così vicino. È proprio qui, nella nostra “tasca”, in noi.

Che cos’è questo “diamante”? E perché non riusciamo a trovarlo?

Risposta: Trovate il vostro vero io, non cercate qualcosa negli altri: non c’è. Ognuno ha il suo. Bisogna trovare la propria anima, la più intima. E allora un uomo troverà tutto nella vita. Ma se lo cercate negli altri, non lo troverete mai. Non sarà tuo.

Domanda: Cosa significa trovare se stessi?

Risposta: Trovare se stessi significa trovare la connessione con il Bore, il punto più interno del cuore. È questa connessione, questa grande pietra speciale.

Domanda: Questa connessione con il Bore, questo diamante, si trova in ogni individuo?

Risposta: In tutti. Questo è il punto di connessione con il Bore. Questo è il nostro diamante personale.

Domanda: Tutti devono trovarlo?

Risposta: Naturalmente.

Domanda: Cadiamo sempre nella disperazione. Continuiamo a cercarlo, ma non lo troviamo, lo cerchiamo, ma non lo troviamo. Dobbiamo affrontare lo scoraggiamento costante e fare tutti i tentativi per trovarlo?

Risposta: Calma, perché questo diamante è in te. Devi solo trovare la connessione con il Bore dentro di te.

Domanda: Quando in un uomo arriva la saggezza che tutto è in lui?

Risposta: È il risultato dell’esperienza.

Domanda: E l’esperienza deve essere amara?

Risposta: Ci vuole tempo. Un paio di decenni.

Domanda: E quando arriverò al fatto che tutto è in me, sarò in pace?

Risposta: Naturalmente. Dopo tutto, hai trovato il punto centrale del tuo mondo, dove esisti tu e il Bore.

 

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Da “Notizie con il Dr Michael Laitman” da KabTV del 15/12/22

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