Quale domanda dovremmo farci tutti noi oggi?

L’umanità deve riconoscere che ha sviluppato una società corrotta con ostilità e scontri nelle sue connessioni.

Oggi, dobbiamo fare una autoanalisi e farci domande serie su come e perché viviamo: Per che cosa viviamo? Qual è il senso della vita? Qual è il suo scopo? Che senso ha vivere? Si tratta  semplicemente di sopravvivere nei pochi anni che abbiamo a disposizione, o c’è qualcosa di più grande in cui vale la pena di investire?

Nei nostri primi 20 o 25 anni, cresciamo in ambienti di apprendimento. Poi lavoriamo abbastanza duramente per la parte successiva della nostra vita, e infine, all’età di 60 o 70 anni, iniziamo ad avvicinarci alla fine della vita.  

Nei nostri anni di lavoro, abbiamo dei figli che dobbiamo crescere e ai quali dobbiamo mostrare la strada della vita. Che cosa acquisiscono da questa società che noi abbiamo costruito?

È come se ci fossimo messi in acque turbolente e poi cercassimo di tenerci a galla in qualche modo per non affogare.

Infine, tuttavia, gli attriti e le difficoltà della vita ci conducono tutti  alle domande fondamentali sul significato e lo scopo della nostra vita e la sofferenza aumenterà finché non ci sottoporremo a un serio esame di noi stessi. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Come comunica Dio con te?

Le riflessioni sul significato e sullo scopo della nostra vita sono il modo in cui il Bore ci invita a dialogare.

Sono come dei corrieri che bussano alla porta per avvisarci di una consegna speciale. 

Dobbiamo solo aprire le nostre porte, accettare i pacchetti, scartarli e riconoscere dal loro contenuto il mittente e il modo in cui dobbiamo rispondere.

Molti di noi sentono bussare, ma aspettiamo, rimanendo seduti sui nostri divani, guardando la televisione, controllando i nostri telefoni e urlando ai corrieri di lasciare i pacchi vicino alla porta, così li andremo a prendere più tardi.

Un simile atteggiamento annulla il risveglio, chissà quando sentiremo di nuovo bussare alle porte del nostro cuore?

Quando riceviamo inviti di questo tipo, dobbiamo immediatamente accettarli. Dovremmo fare tutto il possibile per aprire i pacchi, trovare l’indirizzo del Mittente, capire quale tipo di consegna speciale Gli farebbe più piacere e come potremmo inviarGliela in cambio.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Come posso gestire l’insoddisfazione generale nella mia vita?

Migliaia di anni di progresso umano, e cosa abbiamo ottenuto?

Possiamo procurarci qualsiasi bene materiale desideriamo, ma rimaniamo insoddisfatti.

In ogni caso, stiamo al gioco e inseguiamo piaceri fuggevoli. Cos’altro possiamo fare?

Ci osserviamo a vicenda e inseguiamo sbadatamente le tendenze del momento. Pensiamo che se ci comportiamo come tutti gli altri, ci sentiremo bene. Selezioniamo quindi i nostri obiettivi dalla varietà di forme materiali: cibo, sesso, famiglia, soldi, onore, controllo e conoscenze.  Li perseguiamo, sperando di sfuggire al vuoto.

Ci manteniamo occupati in modo che la domanda basilare sulla nostra esistenza, “qual è il significato della vita?” non appaia nelle fessure dei nostri cuori egocentrici.

Prima o poi, in ogni modo, la domanda più profonda sullo scopo della nostra esistenza, si risveglierà per distrarci dalla nostra vita frenetica.

Ma qual è la vera distrazione?

In realtà, abbiamo costruito la nostra intera vita sulla vera distrazione: distrarci da ciò che è più importante. Questo è ciò che arriveremo a capire.

Finché chiudiamo gli occhi per evitare di vedere veramente, possiamo correre insieme alla folla. Ma alla fine, subentrerà lo sfinimento. Inizieremo a sentire la futilità, il vuoto e l’insoddisfazione del cercare di stare al passo con la routine materiale che accelera costantemente.  

Benvenuti al nuovo desiderio che si sta evolvendo nell’umanità: il desiderio per il significato e lo scopo eterno della vita.

È arrivato il  momento di svegliarci dai nostri sogni di inseguire il proprio interesse a tutti i costi.  Abbiamo imparato ad avere successo e a trovare il nostro posto nel mondo materiale, dobbiamo ora iniziare a conoscere il nuovo desiderio che sorge in noi: che cos’è esattamente, perché nasce proprio ora,  da dove arriva e, cosa più importante, come possiamo guidarlo verso la sua realizzazione. La saggezza della Kabbalah è un metodo creato specificamente per soddisfare questo desiderio.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

Qual è il consiglio migliore per una vita longeva?


 

In Australia, una donna di cento anni ha condiviso quello che considera il segreto della sua longevità. Deriva dalla calma attitudine nei confronti di ogni evento della vita. Consiglia di non serbare rancore e di vivere nel qui e ora. Il suo credo è: “Non preoccuparti di cose che potrebbero mai accadere”.

Sebbene possa sembrare un buon consiglio di vita, un Kabbalista considera privo di vita il fatto di non preoccuparsi di ieri o di domani e di vivere solo nel qui e ora. Così è come vive il livello animale di esistenza, non quello  umano.

Prendete qualsiasi animale: vive nel qui e ora. Se hanno delle premonizioni è un altro discorso, ma se non ricevono questa sensazione, vivono con quello che hanno. I movimenti di un animale sono abbastanza semplici, mentre l’uomo si fa carico di ogni tipo di problema cosmico. Per esempio, le stelle potrebbero esplodere in un’altra galassia e ci sarebbero persone a preoccuparsene.

Le preoccupazioni che riguardano dove siamo ci danno la sensazione della vita. Al contrario, un’esistenza calma, in cui vivere di solo quello che si ha, sarebbe una vita a livello animale.

Il Kabbalista è una persona che si apre al mondo per mostrarsi e partecipare in esso. Assorbe i desideri e i problemi del mondo e li elabora al fine di attivare la propria correzione, allo scopo di cercare la migliore risposta e intenzione a tutto quello che assorbe. Restituisce così al mondo la reazione corretta a ciò che assorbe.

Una vita così è lontana dall’essere esente da problemi. Tuttavia dà al Kabbalista una sensazione di felicità perché sente di svolgere un compito necessario. Altrimenti non sarebbe una vita umana. Un Kabbalista non può vivere diversamente.

Comunque, rispetto alla dichiarazione della signora circa il non serbare rancore, questo è davvero importante. E viene anche naturale a un Kabbalista farlo, perché accettando che tutto viene da una singola forza, la forza naturale di amore e dazione, allora ogni cosa che si verifica tra di noi è un’immagine del mondo che la natura dirige. Aderendo a questa immagine, la nostra attitudine diventa corretta e pratica.

Non serbiamo così alcun rancore, perché ci  includiamo nella correzione del mondo, nell’incorporazione e nella manifestazione del mondo, e partecipiamo al sistema insieme alla natura. In altre parole, non solo osserviamo e assorbiamo quello che abbiamo intorno, ma capiamo che è stato fatto per noi e questo viene elaborato nella nostra percezione della realtà.

Dobbiamo quindi agire in un modo che motivi questa immagine che si proietta dentro di noi. Vivere nel qui e ora è veramente corretto, ma nel senso che il “qui e ora” sia la realtà che creiamo. Riceviamo le impressioni dal risultato della natura verso di noi, risultato che elaboriamo come nostro. Poi correggiamo costantemente le nostre impressioni e i nostri riflessi sul mondo, e lo facciamo per giustificare la natura in tutti i gradi della nostra percezione.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Quando i sentimenti prevalgono sulla ragione

Commento: Un uomo per natura può adattarsi a diverse condizioni. Ad esempio, dominando lo spazio, può annullare il suo “io” e adattarsi a questo ambiente. Ma non appena questo riguarda le leggi della natura che non percepiamo, comincia subito ad accendere il suo “io”, con cose come “non c’è evidenza, non c’è logica”.

La mia risposta: Perché pensiamo con la nostra pancia e non con il nostro cervello. Ciò  che è buono per noi è vero. Invece della ragione si accendono i sentimenti e i nostri sentimenti sono egoistici. Ecco perché viviamo, agiamo e decidiamo in questo modo.

Questo è un grosso problema che deve comunque essere risolto nel prossimo futuro. O ci sarà una grande sofferenza che ci insegnerà, o inizieremo ad ascoltare ciò che dice la scienza della Kabbalah, e allora la sofferenza diminuirà gradualmente, e inizieremo a ricevere informazioni attraverso la testa, e non attraverso la pelle – una delle due cose.

E come andremo avanti: o con la sofferenza più terribile, quando forse un paio di milioni di persone rimarranno di tutta l’umanità, o “con una canzone alla felicità” questo dipende da noi.

 

 

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Da Kab TV, “I Got a Call” Conquista di spazio” 3/10/12

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Chi è più responsabile per la nostra società: gli uomini o le donne?

Un documento dell’organizzazione umanitaria Care presenta statistiche degne di nota sulla condizione femminile. In primo luogo, emerge che le donne che soffrono la fame nel mondo sono centocinquanta milioni in più rispetto agli uomini, e che il sessanta per cento delle persone che soffrono la fame sono donne; inoltre, decine di milioni di donne in tutto il mondo mangiano per ultime e mangiano meno.

Il testo sottolinea come le donne sentano una responsabilità naturale nei confronti della famiglia, dei figli e di ciò che le circonda. A proposito di questa responsabilità naturale insita nelle donne, la Torah scrive che “la donna è la casa”.

La capacità delle donne di partorire è un aspetto del motivo per cui le donne posseggono le caratteristiche naturali di responsabilità e di anteporre gli altri a se stesse. Hanno un modo di sentire la natura più istintivo. Ecco perché, nella Torah, il Bore dice ad Abramo di ascoltare ciò che gli dice Sara. Descrive la saggezza naturale innata che le donne hanno in sé.

Secondo le radici della natura, la donna è già nella natura, mentre la caratteristica dell’uomo è la correzione di essa, la capacità di superarla e di guidarla con un’intenzione di dare simile alla qualità di dazione della natura. Se avessimo l’inclinazione ad ascoltare la naturale e interiore saggezza delle donne, certamente ci sarebbe più ordine nel mondo con meno guerre e sofferenze.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Quali sono le citazioni degne di nota sull’istruzione?

” Educa un bambino secondo il suo modo di  essere”.  [Proverbi 22:6]

C’è anche una citazione degna di nota di Adolphe Ferrière, insegnante e pubblicista svizzero, che spiega come non riusciamo a seguire questo principio, vale a dire:

“E crearono la scuola come il diavolo aveva ordinato.

Il bambino ama la natura,  fu quindi chiuso  tra quattro mura.

Non può stare seduto senza muoversi, quindi fu costretto all’immobilità.

Gli piace lavorare con le mani, e si cominciò a insegnargli teorie e idee.

Ama parlare, gli fu detto rimanere in silenzio.

Cerca di capire, gli fu ordinato di imparare a memoria.

Vorrebbe esplorare e cercare da solo la conoscenza, ma gli fu data in versione già pronta.

E allora i bambini impararono ciò che non avrebbero mai imparato in altre condizioni. Impararono a mentire e a fingere”.

Questa citazione risale all’inizio del secolo scorso, ma è tuttora valida. Evidenzia come i bambini abbiano per natura la capacità di essere come uccelli liberi, ma noi li mettiamo in gabbia.

Perché? È semplicemente più facile e più chiaro per noi costringere i bambini a rimanere all’interno delle nostre mura. E così facendo, li priviamo del libero sviluppo della loro anima, della loro mente e del loro cuore, interrompendo anche il loro sviluppo corporeo.

Il principio “insegnare al bambino secondo il suo modo di essere” significa che i bambini devono essere educati in modo da potersi sviluppare liberamente. In pratica, significa che devono ascoltare gli adulti, ma gli adulti devono adattarsi ad essere il più possibile interessanti e coinvolgenti per i bambini. Inoltre, i bambini hanno bisogno di trascorrere molto tempo all’aria aperta con i loro amici e di stare contemporaneamente con i loro amici e i loro insegnanti. Dovrebbero cioè dedicarsi a diverse attività che prevedono la creazione, l’invenzione e la riparazione di oggetti insieme, nonché a un dialogo continuo con i loro coetanei e con gli adulti, in cui devono confrontarsi su determinati argomenti e giungere a delle conclusioni.

Questo approccio favorisce lo sviluppo dei bambini seguendo il naturale svolgimento delle loro attività. Li libera e dà loro la libertà di pensare e di elaborare nuove idee. Non abbiamo ancora trovato un sistema educativo in grado di sviluppare i bambini al massimo delle loro potenzialità in tal modo. Invece, li impacchettiamo in gabbie che limitano il loro pensiero e il loro sviluppo ottimale.

Per migliorare l’istruzione in modo da “insegnare al bambino secondo il suo modo di essere”, abbiamo bisogno di insegnanti diversi, o più precisamente, gli stessi insegnanti devono inizialmente sottoporsi a un corso di formazione differente per diversi anni, e solo allora saranno effettivamente idonei a occuparsi dei bambini. A quel punto inizieremo a vedere risultati completamente diversi da quelli attuali.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

Qual è il futuro dell’umanità?

In futuro le persone arriveranno a vedere la connessione tra gli innumerevoli elementi della natura.

Più specificamente il cambiamento del nostro futuro sarà solo nel modo in cui comprenderemo le connessioni.

Prendiamo ad esempio un alieno che improvvisamente arriva sul nostro pianeta. Ci vedrebbe tutti come un unico fenomeno e non sarebbe in grado di riconoscere le differenze tra noi, che ci sono, ad esempio, poliziotti e ladri, ricchi e poveri, uomini e donne. È lo stesso per noi.

Quando scopriremo il mondo in cui siamo correttamente connessi tra noi e con la natura, con la rivelazione della forza di amore  e dazione tra di noi, allora percepiremo una realtà nuova, spaziosa e straordinaria. Comprenderemo la profondità di tutto ciò che accade nell’universo, presente e futuro, vivo e defunto.

Questo è ciò che possiamo aspettarci dalla nostra condizione futura finale. 

Capiremo la materia inanimata, vegetale, animale e umana in tutti i suoi cicli.

La cosa comunque più importante è che sentiremo di esistere in una rete di connessioni e influenze reciproche tra gli elementi e i livelli della natura, prima della loro esistenza nel nostro mondo, durante e dopo.

Percepire la totale interconnessione delle parti della natura ci darà una visione eterna capace di rispondere a tutte le nostre domande, senza eccezioni. Otterremo chiarezza sul motivo per cui tutto è accaduto, accade e accadrà, e proprio in quel modo. Riceveremo anche chiara comprensione delle leggi attraverso le quali ci sviluppiamo. Come in un ricamo, da una parte vediamo l’immagine bella e dall’altra tutti i punti dove, se  tagliati, l’immagine cadrebbe. Così siamo noi: se non sentiamo le nostre connessioni, cadiamo e ci distanziamo gli uni dagli altri.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.  

Davvero il mondo è controllato soltanto da alcune famiglie?

Viviamo, eccome, in una gerarchia di potere  in cui solo poche dozzine di famiglie controllano il mondo e fanno liberamente quello che vogliono per loro stessi. Sembra che abbiano una capacità di potere infinita, come se limitassero l’umanità nell’acquisizione di informazioni vere, nell’ottenimento di cure specifiche, di cibo normale e di energie sostenibili che avremmo potuto usare da tempo al posto del petrolio. Agiscono in base ai loro scopi egoistici e alle loro posizioni.

Non abbiamo la forza di creare alcun tipo di ordine diverso nel mondo, a meno che non ci eleviamo a un livello di connessione tale, in cui iniziamo a sentire le forze positive presenti nella natura, che sono al momento a noi nascoste. Allora usciremo da questa struttura di potere in cui ci troviamo. Queste poche famiglie non possono intralciare il governo della natura e limitare il mondo nella sua forma positiva di sviluppo.

La saggezza della Kabbalah chiama queste persone al potere “angeli”. Il significato kabbalistico di questa parola è completamente diverso da quello che la maggior parte delle persone pensa. “Angeli” significa forze specifiche che sono sotto il controllo totale della forza superiore e queste di cui parliamo agiscono come ombre dei nostri difetti.

Se ci connettiamo positivamente in modo da adattarci alle forze benefiche della natura, forze di amore, dazione e connessione, neutralizziamo le forme negative di controllo su di noi. Per il momento, però, se rimaniamo distaccati nelle nostre connessioni egoistiche, ognuno che tira dalla propria parte, è come se sostenessimo il potere di quelle poche famiglie. In altre parole, siamo noi stessi la loro fonte di potere e creiamo le condizioni per la loro esistenza.

Pertanto, il nostro progresso verso un futuro armonioso e pacifico dipende dalla nostra trasformazione per connetterci positivamente. Così facendo, sentiremo agire sopra di noi forze di cura e amore assoluto, qualità che garantirebbero a ognuno l’accesso alla più perfetta, potente e infinita forma di appagamento. 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman. 

Come posso imparare a mantenere la calma in ogni situazione?

È impossibile mantenere la calma in qualsiasi situazione. Inoltre non dobbiamo essere sempre calmi.

La natura ci fa evolvere attraverso la costante crescita del nostro ego. Se osserviamo gli anni dello sviluppo umano, possiamo notare l’evoluzione dai desideri di sopravvivenza di base per cibo, sesso, famiglia e un riparo, desideri che avevamo come abitanti delle caverne, fino ai desideri egoistici che compaiono quando ci sviluppiamo come civiltà: denaro, onore, controllo e conoscenza.

Più l’ego cresce, meno calmi diventiamo.

Esasperazione, agitazione e stress sono tutti stati che la natura ci spinge a provare per arrivare a riconoscere il nostro ego umano come causa dell’ affanno e, così facendo, sviluppare un nuovo desiderio sincero di elevarsi al di sopra dell’ego.

In questo momento abbiamo bisogno di un ambiente che ci sostenga, ci incoraggi e ci dia fiducia per elevarci al di sopra dell’ego.

Un aspetto di tale ambiente è costituito un regolare apprendimento e un’attività volta a elevarci al di sopra dell’ego umano, in modo da proteggerci da eventuali avversità che potrebbero destabilizzarci.

In altre parole, calibrandoci regolarmente per riconoscere l’ego come fonte del nostro squilibrio con l’ambiente circostante, e per elevarci al di sopra di esso, dovremmo rafforzare il nostro ambiente di sostegno, che a sua volta ci aiuterebbe a superare qualsiasi stato che sperimentiamo più velocemente di quanto non faremmo se fossimo lasciati a noi stessi.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.