I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 19

Cari amici, per favore, fate le vostre domande sui frammenti degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Principali Fonti kabbalistiche: le opere dell’ARI

Ed anche a riguardo dello stesso ARI è conveniente dire le stesse parole che furono dette del RaShBI; cioè, che ai predecessori dell’ARI (anche se sapevano di più dell’ARI) non venne dato il permesso dall’Alto di rivelare le interpretazioni della saggezza, mentre a lui, si, fu dato questo permesso. In maniera tale che qui non bisogna distinguere nessuna grandezza o piccolezza in assoluto, perché può essere che la virtù di coloro che lo precedettero fosse molto più grande di quella dell’ARI; nonostante ciò, a loro non venne dato il permesso di trattare questo. Per questo motivo, si astennero dallo scrivere commentari riguardanti questa stessa saggezza, poiché si attennero a piccole insinuazioni, le stesse che non avevano assolutamente nessuna relazione tra loro.

Per questa ragione, da quando i libri dell’ARI apparvero nel mondo, tutti quelli che si dedicano alla Saggezza della Kabbalah abbandonarono tutti i libri del RaMaK e tutti i migliori (kabbalisti) ed i grandi che precedettero l’ARI, così come è menzionato tra coloro che si dedicano a questa saggezza. Tutti loro associarono la loro vita spirituale solamente agli scritti dell’ARI, in modo tale che l’essenza dei libri, convenientemente considerati essere una ricerca interpretativa di questa saggezza, sono solamente il Libro dello Zohar, i Tikkunim (Tikkunei Zohar) e dopo di questi, i libri dell’ARI.

(Da quando Baal HaSulam scrisse i commenti completi al Libro dello Zohar ed ai libri dell’ARI, la nostra generazione studia ambedue le fonti attraverso le sue opere).

–Baal HaSulam, Rivelare una parte, occultarne due

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Scegliere un futuro benevolo

Domanda: Il sistema dello stimolatore spirituale lavora con le persone per poter realizzare il principio della “fede al di sopra della ragione”. Tuttavia, la maggior parte dell’umanità non può agire in base a questo principio, e solo colpi molto forti possono costringerlo a fare questo .

Risposta: Cominceranno a parteciparvi in esso perché non c’è altra scelta. Abbiamo bisogno di elevarci in qualche modo al di sopra di noi stessi, sopra le nostre vite, il destino e le forze della natura ci obbligano a fare qualcosa con noi stessi. Abbiamo bisogno di agire e di cercare qualcosa di esterno, che disciplinano la forza che ci protegge e si prende cura di noi.

Io credo che la gente dovrà vedere rapidamente che qui ci sia almeno un rifugio. Sentiranno questo con il “sesto senso”. E’ scritto molto chiaramente nella Kabbalah che non abbiamo altra scelta. O troviamo un modo per unirci come un tutt’uno per raggiungere uno stato di una società in totale interdipendenza, in aiuto reciproco, e, di conseguenza, anche in amore reciproco proprio attraverso il sentiero della Luce, o saremo spinti a a tale scopo, la natura intorno e dentro di noi ci spingerà attraverso il percorso della sofferenza.

Lo sviluppo di questo sistema e la diffusione di esso, la sua realizzazione allo scopo di educare i bambini e risolvere i problemi sociali, familiari e di altro tipo, disegnerà sempre più persone che ora sono lontani dall’obiettivo della Kabbalah. Tuttavia, il sistema e la Kabbalah diventerà significativo e accettato nella società come una specie di forza comune per tutti.

Sarà un sistema sociale parallelo, alternativo, che non si contraddice con gli altri sistemi sociali esistenti. Tuttavia, nella misura in cui l’umanità comincerà a capire che questo sistema può essere fonte di aiuto, supporto, e un mezzo per un comportamento più corretto, l’equilibrio, la sicurezza, e così via, la gente verrà qui. Gradualmente, esso diventerà sempre più richiesto e necessario per l’umanità.

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Cellule staminali dell’anima

Niente scompare nella spiritualità. Al contrario, le differenze tra le anime diventano più evidenti. Ogni particolare anima possiede delle qualità specifiche che creano l’intera ricchezza di percepire il Creatore. Questo succede precisamente in virtù del collegamento tra le qualità opposte delle anime. È cosi che la mutua percezione del Creatore diventa 620 volte più grande della percezione di un’anima separata.

La misura del nostro vaso spirituale (Kli) non si definisce dalla sua qualità, ma dalla quantità. È per questo che ogni singola anima è rivelata con più potenza ed in modo unico. Questo è similare alle cellule staminali che sono universali e che possono essere utilizzate come dei blocchi con i quali costruire qualsiasi cosa. Il cuore, fegato, reni e polmoni possono tutti essere costruiti dalle basi chiamate cellule staminali.

La stessa cosa è vera nella spiritualità. Per ora noi tutti noi viviamo all’interno di una “cellula staminale” all’interno della propria anima. Più tardi iniziamo a collegaci ad un sistema generale, il gruppo, o il sistema delle anime che riveliamo nel gruppo, ed aderendoli a noi, ci collegheremo al Creatore che viene rivelato nel sistema delle anime. Ed è allora che iniziamo a raggiungere noi stessi: Chi siamo, a cosa apparteniamo, cosa sia la nostra anima, quale sia la nostra missione, e quale sia la nostra qualità principale nell’intera somma delle qualità che l’accompagnano.

Perciò, quando procediamo nella spiritualità, ogni persona diventa sempre più collegata a tutto, ma allo stesso tempo rimane da parte sempre di più e diventa più marcata la sua unicità perché per il fatto di collegarsi con gli altri incrementa la propria “cellula staminale”. Ed è per questo che Baal HaSulam scrive nel suo articolo “La Libertà” che ogni persona deve sviluppare, più che reprimere, le proprie qualità. In virtù dell’unicità di ogni persona, noi otterremo un grandissimo e perfetto vaso dell’anima nel quale saremo capaci di percepire l’intero mondo spirituale ed il Creatore, 620 volte più grande di com’era dall’inizio della creazione.

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Mettete tutte le vostre uova in un cesto!

Domanda: Sto “facendo un buco nella barca” agendo in tutte le direzioni, in tutti i 359 gradi, eccetto quello rivolto verso la garanzia mutua?

Risposta: Ma io ho firmato un accordo con i miei amici che copre tutto! La mia garanzia non concerne solo la minuscola apertura attraverso la quale devo raggiungere la garanzia mutua. Non potrei concentrare il 100% sulla garanzia mutua, senza prendere le forze da tutte le altre direzioni e lasciando lì solo i bisogni vitali.

Solo quando tutte le altre direzioni diventano nient’altro che una necessita per te, il che “non è né disapprovato né lodato” e tutte le forze che restano dopo la fornitura per la tua esistenza, sono dirette al raggiungimento della garanzia mutua, solo in questo caso, tu non stai facendo un buco nella barca.

Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.12.2010, “L’amore del Creatore e l’amore per gli esseri creati”
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I Kabbalisti sui Kabbalisti, Parte 18

Cari amici, per favore, fate le vostre domande sui frammenti degli scritti dei grandi kabbalisti. I commenti tra parentesi sono miei.

Principali Fonti kabbalistiche: il Libro dello Zohar

Ad eccezione del RaShBi e della sua generazione, cioè, degli autori dello Zohar, ai quali vennero concessi tutti i 125 gradi nella pienezza, a prescindere dal fatto che fu prima dei giorni del Messia (prima del nostro tempo). Tanto di lui come dei suoi discepoli fu detto: “È preferibile un saggio ad un profeta”. Pertanto, spesso troviamo nello Zohar, che non ci sarà una generazione come quella del RaShBI fino alla generazione del Re Messia (la nostra generazione). Pertanto, fece una grande opera che impressionò fortemente tutto il mondo, posto che i segreti della Torà che si trovano in essa, occupano il livello di tutti i 125 livelli (non è così perché il mondo lo capisce, ma piuttosto perché la Forza Superiore è in esso).

Pertanto dissero nello Zohar, che questo libro non si rivelerà fino agli ultimi giorni, cioè nei giorni del Messia. Poiché ci dissero, che se i gradi dei lettori non sono del tipo di realizzazione di quelli dei compositori, non capiranno i loro segreti, a causa del fatto che non c’è realizzazione comune tra loro. (La necessità del Libro dello Zohar nasce alla Fine dei Tempi dello sviluppo dell’egoismo, quando l’umanità comincia ad accorgersi che il suo cammino è corrotto e vuole correggersi. È così perché una persona può attrarre la forza, la Luce della Correzione, solo quando legge lo Zohar con l’intenzione corretta: quella di correggersi).

E considerando che i gradi degli autori dello Zohar sono in tutta l’elevatezza dei 125 livelli, è impossibile raggiungerli prima dei giorni del Messia. Troveremo che nelle generazioni anteriori ai giorni del Messia, non c’è realizzazione comune con gli autori dello Zohar. Pertanto, non si è potuto rivelare lo Zohar nelle generazioni anteriori alla generazione del Messia. (L’egoismo non si era sviluppato a sufficienza).

-Baal HaSulam, Articolo per la conclusione dello Zohar

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Il giorno di espiazione è un giorno di gioia

Yom Kippur, il giorno di espiazione è uno stato nel quale il Kli (desiderio) che noi dobbiamo correggere è rivelato. Rabash scrive in molti articoli che una persona arriva al giorno di espiazione d’accordo al proprio stato interiore, che può essere rivelato senza nessun collegamento alla data della festività per quanto riguarda il calendario.

Ognuno di noi attraversa questo stato del nostro sviluppo, includendo le ascese chiamate Rosh HaShana (l’anno nuovo), Yom Kippur (giorno dell’espiazione) ed altri. Yom Kippur è uno stato molto elevato. Una grande Luce deve influenzarci in modo di rivelare questo livello in noi ed è richiesta una intera serie di azioni. Una persona deve esercitare un grande sforzo nel gruppo, nella nostra unificazione, dove la rottura ha avuto luogo. Il posto della rottura ci viene donato per far si che noi possiamo correggerlo. Allora capiremo quello che viene chiamato correzione, cosa sia la struttura di questo posto, e come la Forza Superiore lo abbia creato e continui a supportarlo. Come risultato, noi scopriamo il Creatore.

In modo di compiere questo, noi esercitiamo uno sforzo d’accordo con la principale regola della Torà “Ama il tuo prossimo come a te stesso”. Come i Kabbalisti ci avvertono, noi lo attualizziamo inizialmente in uno o diversi piccoli gruppi piuttosto che in tutta l’umanità, dato che sarebbe impossibile. Cercando di applicare questa regola nell’unificazione tra di noi d’accordo al metodo dei Kabbalisti, noi andiamo dall’amore per gli essere creati all’amore del Creatore e scopriamo fino a che punto non siamo nella qualità di amore e dazione.

Non stiamo parlando sulla vita in questo mondo e di quanto ci possiamo sentire bene o male. Non consideriamo bene e male d’accordo a questo, ne arriviamo al giorno di espiazione in questa maniera. Soltanto stando in un gruppo, aspirando al collegamento tra di noi, e al risveglio della Luce che Riforma io mi rendo conto di quanti io sia logorato dall’ odio e dal rifiuto verso i miei amici, che stanno cercando di unirsi con lo scopo di rivelare il Creatore all’interno del gruppo.

Io rivelo la forza della separazione, della rottura all’interno di me, e solamente con riguardo a questa forza posso rivelare di avere rivelato il male. Allora, con questo male, io posso venire dal Creatore e chiedere a Lui la correzione. Il giorno di espiazione diventa un giorno di gioia perché posso rivelare il disturbo dell’egoismo, nella mia natura che deve essere corretta. Io rivelo la condizione “io ho creato l’egoismo” e adesso posso chiedere al Creatore la Torà, che è la forza per correggerlo. È scritto “io ho creato l’egoismo ed io ho creato la Torà per la sua correzione perché la Luce in essa ci porta alla Fonte (al Creatore).

Prima dobbiamo lavorare con molto impegno sull’unificazione tra di noi, e dopo la Luce Superiore splende su di noi dal livello di ELUL (che sta per “io sono del mio Amato ed il mi Amato è mio”. Poi arriviamo a Rosh HaShana, lo stato in cui desideriamo un nuovo inizio, nuovi cambiamenti nel percorso, unità tra di noi, la nascita di un nuovo sistema o di un nuovo essere umano (Adamo) in noi. E solamente dopo avere attraversato tutto questo noi arriviamo a uno stato dove noi verifichiamo le nostre dieci qualità. Nel decimo giorno dopo l’anno nuovo, che ha segnato l’inizio di un nuovo percorso, noi arriviamo al giorno di espiazione.

A questo punto, da una parte siamo veramente in uno stato di completa disperazione e mancanza di forza, e dall’altra noi sperimentiamo grande gioia perché possiamo finalmente urlare al Creatore chiedendogli di aiutarci con la certezza che Lui ci aiuterà. Abbiamo questa certezza perché abbiamo già controllato noi stessi e raggiunto la realizzazione del fatto che dimoriamo nel male, incapaci di farci niente. Ma adesso, in virtù del collegamento tra di noi, abbiamo la certezza che il Creatore ci aiuterà e sta aspettando questo momento.

Baal HaSulam scrive “Non esiste un momento più bello nella vita di una persona di quando scopre quanto sia assolutamente impotente e perde fiducia della propria forza dato che ha esercitato tutti gli sforzi che è stato capace di fare, senza arrivare a niente. Questo è cosi perché precisamente in questo momento, durante questo stato, lui è pronto per una completa e chiara preghiera al Creatore!” Questo momento è chiamato il giorno di espiazione. Da questo momento in poi, una persona può essere sicura di ricevere la Luce della Correzione.

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L’intera storia è dentro di noi

Lo Zohar, capitolo “VaYechi (E Giacobbe visse),” Articolo 24:Il terzo esilio è il più lungo in cui ci troviamo, che corrisponde a 100 anni di vita di Giacobbe rispetto ai quaranta (anni) in esilio a Babilonia.

Non dobbiamo vedere questa storia come un racconto storico. Non esiste una storia. La realtà che pensiamo di vivere traspare dentro di noi come fotografie immaginarie, si svolge all’interno del nostro desiderio (Kli).

Tutti ciò dovremmo fare è correggere il programma della nostra percezione. Quando lo facciamo, avremo il senso della realtà autentica attraverso le nostre proprietà autentiche (che sono simili al Creatore che gli ha fatti).

Ed è per questo che dobbiamo trattare le narrazioni dello Zohar come un invito a rivelare tutto ciò che descrive come qualcosa che è all’interno delle nostre sensazioni e coscienza, e nella nostra mente e il cuore.

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