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Quanto più difficile è durante gli studi, tanto meglio sarà!

I nostri pensieri e desideri sono connessi tra loro. Se uno diventa pigro durante la lettura dello Zohar, debilita gli altri. Egli sarà castigato per questo; per lui sarà più difficile studiare.

Siamo sulla stessa barca. O pratico un buco in essa, oppure applico la mia intenzione ed il mio sforzo come posso, per far avanzare la barca.

Quante meno forze ho e più difficile questo è per me, maggiore è la quantità di sforzo che dedico allo sforzo comune per attrarre la Luce quando supero detti ostacoli.

Influenzo gli altri con questa Luce e questa ritorna a me da parte loro. Per tanto, ne guadagno!

Per questo, quanto più è difficile durante gli studi, tanto meglio sarà! Devo sentire la mia responsabilità perché è come se avessimo firmato un contratto di gruppo sulla garanzia mutua e ciò deve obbligarmi ad agire.

È impossibile leggere il libro dello Zohar da soli, ho bisogno dell’ambiente. Questo è rappresentato dalle persone di tutto il mondo che aspettano i risultati dello studio!

Il Creatore ha risvegliato alcuni milioni di persone in differenti parti del mondo, le quali leggono il libro dello Zohar insieme a noi.

Ognuna di loro – davanti al suo schermo – deve capire che se adesso sente pigrizia, pregiudica gli altri!

Questo delitto tornerà a lei e la escluderà dal raggiungimento della meta, nella misura in cui ha danneggiato tutti noi.

Per questo, lo studio non è semplicemente il mio lavoro personale. Adesso, insieme, aspiriamo ad attrarre la Luce Circostante e con il suo aiuto, a far avanzare la nostra barca verso la meta.

È scritto che bisogna conseguire un amore per il prossimo tale che sarai disposto a dargli il tuo unico cuscino se egli lo vuole.

Immagina questa situazione: il tuo amico vuole avanzare verso la meta spirituale ed andate insieme nella stessa direzione, ma all’improvviso lo abbandoni! Che castigo merita un simile traditore?

La Luce dello Zohar

Kabbalisti nel Libro dello Zohar

Chi non ha visto la Luce della Saggezza della Kabbalah, non ha visto la Luce
-Rav Isaiah Horowitz (Santa Shlah), “Primo articolo”, pag.30

Tutti possono studiare il Libro dello Zohar , perfino se si tratta del peggior peccatore; va lasciato entrare per ricevere la correzione della sua anima
-Rav Moshe Cordovero (Ramak), Or Yakar (Luce Preziosa) Porta 1 Item 5

Bal Shem Tov ordinò alla sua gente di studiare le parole dello Zohar prima di pregare
-Rav Yitzhac Bar Yishaiah Atia, Doresh Tov (Cercando il bene), “ riguardante Lo Zohar

…E raggiungeranno la vita soltanto attraverso lo studio dello Zohar. E in questa generazione è impossibile attingere alla Divinità Superiore (Shehinà) senza lo Zohar e gli scritti di Rav Chaim Vital
Heichal HaBracha (Sala della Benedizione), Devarim,(Deuteronomio), 58

In quel giorno, quando il Libro dello Zohar è stato scritto, che fu da l’illuminazione dell’occulto, Luce buona…questo risplende per noi nell’esilio finché, per merito suo, il Messia apparirà
-Rav Tzivi Elimelech Shapira (MAHARTZA),
Bnei Isaachar (I Bambini di Isaachar), “Articoli per il mese di lyar” Articolo 3 Item 4

La Luce dello Zohar è la Luce del futuro nell’apparizione del Messia
-Rav Tzivi Elimelech Shapira (MAHARTZA), Bnei Isaachar (I Bambini di Isaachar), “Articoli per il mese di lyar” Articolo 3 Item 3

I grandi Kabbalisti studiavano segretamente e non scrivevano libri, anche se erano in grado di scrivere libri come Il Libro dello Zohar. E la mancanza di questa saggezza si può sentire nel mondo. Soltanto nei tempi del Rashbi, dopo i suoi 13 anni di occultamento nella cava, la Luce della saggezza è stata rivelata fino la fine dei tempi
-Rav Moshe Chaim Luzzato (Ramchal),
Adir BaMaron (L’Immenso in Alto), p 13

Quindi vedete che la redenzione di Israele e l’ascesa d’Israele dipendono dallo studio dello Zohar e da l’interiorità della Torà
-Rav Yehuda Ashlag (Baal HaSulam) introduzione al Libro dello Zohar, Item 69

Acquisire la Forza sull’ Universo intero


Lo Zohar, Capitolo Behaalotcha (Quando si mettono le candele) Item: 118… Dopo aver spiegato i due titoli, che sono la linea di mezzo e la linea destra, adesso spiega il terzo titolo, che è la linea di sinistra, chiamata “faccia di bue” negli animali e “Gabriel” nei quattro angeli. Si sa che dopo che la linea di mezzo decise e unì tra loro la linea di destra con la linea di sinistra, nella linea sinistra rimase soltanto la luce di Malchut, che è l’illuminazione di Hochma dal basso verso l’alto, ossia VAK, mentre scomparve il GAR .

Due linee piene, la destra e la sinistra (Hassadim e Hochma), sono arrivate a noi dall’Alto. La rottura dei vasi è avvenuta perché la creatura decise di unirsi nella sua totalità a Hassadim e Hochma, di ricevere la luce di Hochma, vestita nella luce di Hassadim per il bene della dazione. Ad ogni modo, è stato impossibile farlo per la mancanza di uno schermo di così grandi dimensioni. Per cui, si ruppe l’intenzione di dare (Kli) e scomparve lo schermo.

Adesso abbiamo bisogno di correggere questa rottura. Correggendola, inizieremo a capire anche ciò che succede nella creatura, il motivo per cui fu creata in questa maniera dal Creatore, e quello che Lui desiderava mentre lo faceva. La rottura non è un qualcosa di negativo, è il mezzo per preparare a mettere il nostro mondo in un insieme con intendimento, realizzazione e sensazione. Dopo tutto, se fossimo esistiti in un mondo già pronto per noi, non l’avremmo capito.

Ad ogni modo, dato che il Creatore creò il mondo dell’Infinito e poi lo ruppe, Lui ci ha dato l’opportunità di riunire il Mondo dell’Infinito di nuovo in un insieme, di sintonizzarci nell’Atto della Creazione (Maase Merkava) e l’Atto Primario (Maase Beresheet) in modo di capirLo, di sentirLo e diventare come Lui.

Ovviamente non stiamo costruendo tutto questo all‘improvviso, o dal niente, dato che anche noi siamo stati creati “dal niente”. Comunque, le parti che stiamo raccogliendo per formare un insieme ci danno una comprensione e un sentimento di quello di cui abbiamo bisogno per diventare simili al Creatore, cioè, ci danno l’informazione su tutte le parti, gli elementi e la profondità dell’universo.

È per questo che tutto Il Libro dello Zohar , tutti i commentari e l’intera scienza della Kabbalah, ci dicono come correggere questi desideri rotti (Kelim), come collegarli adeguatamente uno con l’altro e farli diventare di nuovo un unico desiderio (un vaso spirituale o Kli), tutta la Luce che riempiva precedentemente il Mondo dell’Infinito.

Ma la creatura deve compiere questo compiendo uno sforzo. Ottiene poi la comprensione, la sensazione, la percezione e la forza sull’intero universo.

Sul linguaggio del libro dello Zohar

Lo Zohar, capitolo Tazria, punto 162: un solo testimone non si presenterà contro un uomo a conto di qualsiasi iniquità o qualunque peccato … sull’evidenza dei testimoni.

È necessario prendere in considerazione che il linguaggio dello Zohar non sempre è chiaro perché abbiamo ricevuto questo libro, mettendo insieme quelle pagine che erano rimaste.

A volte mancano alcune parti o ci sono delle frasi incomplete.

Baal HaSulam completa lo scritto e dice che in un posto o nell’altro manca del testo o che una parte non si connette ad un’altra e che probabilmente, appartiene ad un’altra parte.

Certamente non abbiamo cambiato niente del libro, ma nel testo si vede che lo hanno composto con ciò che è stato possibile mettere insieme.

Ciò che ci è rimasto del libro dello Zohar è una parte molto piccola dello scritto originale.

Dall’altro lato, dobbiamo capire che questo non sminuisce la forza del libro che è capace di portarci la Luce.

Se il libro è rimasto così e ci è stato dato così, significa che è ciò che è necessario per la correzione delle nostre anime.

Il linguaggio del libro non è sempre chiaro. In alcune parti ci sono alcuni pezzi delle frasi; ma proprio questo ci segnala l’autenticità del testo.

Figlio significa “comprensione”


Isacco è la forza che cresce davanti ad Abramo e serve come “aiuto contro di lui”.

Allora, la persona comincia a rivelare che lo spirituale non è semplicemente una sola forza. Prima la persona non capiva come potessero esistere due opinioni opposte ed ambedue essere nella ragione.

Non capiva che la verità si chiarisce proprio nello scontro e nel confronto perché pensava che tutto fosse chiaramente determinato ed univoco.

Adesso, lavorando con la sua qualità di Isacco e correggendola, la persona comincia a capire che tutto non è così univoco come pensava nel suo egoismo, quando vedeva solo il suo desiderio di gioire ed il piacere contro di lui.

Adesso la persona vede che la linea sinistra e la linea destra possono avere ragione, essere ugualmente sacre ed ambedue aiutare nell’avanzamento.

Ambedue possono essere opposte, ma nella creazione c’è posto per entrambe ed entrambe sono connesse al Creatore.

L’uomo include entrambe le qualità in se stesso. Grazie alla sua qualità di ricezione, egli resta come il creato che esiste separatamente dal Creatore. Al di sopra della qualità di ricezione, c’è la qualità della dazione che l’uomo ha adottato dal Creatore.

Per questo, egli avrà sempre il confronto interno tra queste due forze.

Solo creando Isacco, Abramo comincia a capire la sua vera posizione in relazione al Creatore. Per qualcosa figlio (Ben) significa “comprensione” (Lehavin), Binà, cioè un nuovo gradino.

Contare sull’uscita dall’Egitto è un comandamento


Lo Zohar, capitolo Bo, punto 179: il comandamento che segue tratta della lode dell’esodo dall’Egitto, che è obbligatorio per l’uomo per sempre.

Ogni uomo che racconta la storia dell’esodo dall’Egitto e si diletta con questa storia, si rallegrerà con la Divinità (che è la gioia in tutte le direzioni) nel prossimo mondo.

Questo è un uomo che si diletta con il suo padrone ed il Creatore si diletta con questa sua storia.

Il comandamento è l’ordine del Creatore, una legge della Natura, un obbligo dell’essere umano.

Il Creatore è la Natura. In Natura è stabilito che dopo la nostra uscita dall’egoismo verso la qualità della dazione, dobbiamo “contare” sull’uscita dall’Egitto. Contare significa controllare, conoscere, capire, ricercare, percepire in tutta la sua profondità la Luce che ci influenza, i processi che il nostro desiderio di ricevere piacere ha attraversato e come abbiamo partecipato all’azione della Luce: inconsciamente, automaticamente o indipendentemente.

Senza la comprensione, in tutta la sua profondità, del processo che ci è capitato, non possiamo arrivare alla percezione del Creatore.

È impossibile saltare da uno stato non corretto ad uno corretto. Fino a che non capiremo la creazione, non capiremo il Creatore e non diventeremo simili a Lui.

Da me (correggendo me stesso) Lo percepisco (dentro di me, Borè=Bo-Rè, raggiungo e percepisco nel mio movimento interiore, nel mio cambiamento).

Nel nostro punto nero della creazione, creato “dal niente”, dobbiamo ripetere tutte le azioni della Luce affinché ciò ci riempia, però deve riempirci nella percezione, nella conoscenza, nella sensazione.

Per questo, ci è stato dato questo ordine: percepire in profondità tutto il processo che ha luogo nel desiderio egoista fino a raggiungere la dazione, cioè “contare” sull’uscita dall’Egitto.

Chi sono Abramo ed Isacco dentro di me?

Abramo è la prima qualità spirituale che una persona rivela in sé.

È la qualità principale della dazione, “Chafetz Chesed” (colui che desidera la pietà) sulla quale si basa tutto;

però quando Abramo “arriva alla vecchiaia”, cioè, quando questo gradino si realizza totalmente in una persona, dentro di lei si rivela un nuovo stato, un nuovo gradino, come se fosse opposto in base al gradino anteriore.

Nello stato anteriore (Abramo) la persona saliva tutto il tempo al di sopra del suo desiderio anteriore, usciva dalla sua Babilonia e si allontanava da tutte le forze ed i desideri dei suoi abitanti, i quali idolatravano altri dei;

però, alla fine quando una persona esce da lì, all’improvviso si rivela un nuovo gradino.
Allora, la persona rivela in sé un desiderio come se riportasse se stessa in quello stato dal quale era già uscita!

Ma è solo la sua percezione perché si tratta di un gradino totalmente nuovo al di sopra del quale dovrà crescere .

Si rivela un desiderio dal lato opposto di Abramo, dal lato “sinistro”. Tuttavia, è suo “figlio”, cioè la conseguenza di Abramo.

In questa maniera nasce Isacco, la linea sinistra, Binà, Gevurà (il superamento), la fonte di tutte le forze impure del lato sinistro (Klipot).

Lo Zohar cambia il centro della nostra attenzione


Rabbi Nachman di Breslov disse: “Molte sono le lacrime che una persona versa su Il Libro dello Zohar fino a quando essa diventa degna di comprenderlo.” Quando penso al desiderio corretto, immagino che sia tutta opera mia. Non ci sono altre persone, sono tutti, in realtà, dentro di me. Sono tutti me! Quindi, quando leggo lo Zohar dovrei immaginare che tutto accade dentro di me. Ho letto di montagne, cime, un flusso che esce dal giardino dell’Eden, il superiore o l’inferiore, la corporeità o la spiritualità, il faraone, Mosè, Abramo, uomini e donne che si sposano e danno alla luce bambini, ma tutto questo accade dentro di me , nel mio desiderio. Non c’è niente altro.

In questo modo mi viene detto circa i diversi fenomeni che si svolgono dentro il mio desiderio. Lo Zohar mi dice ciò che accade dentro di me, in questo intero, enorme vaso di desiderio, che è fatto di tutti. Nulla esiste al di fuori di esso; tutta la realtà è in me.

Allora, dove è il Creatore? Egli è anche dentro di me! Se riesco a raggiungere un senso di unione, di dare, e l’amore tra tutte le Sue parti all’interno di questo desiderio, allora vorrà dire che ho rivelato il Creatore. Il Creatore si chiama “Bo-Re” – “Vieni e vedi”. Questo accade nel desiderio, dove si trova la Luce. La luce è percepita solo nel desiderio.

Quanto più si tenta di modificare la visione in questo modo, più facile sarà. Abbiamo semplicemente bisogno di toglierci gli occhiali attraverso cui vediamo il nostro mondo e cominciare a guardare da un diverso punto di vista. Poi improvvisamente si rivela che la realtà è in realtà completamente diversa da quella cui siamo abituati. Abbiamo solo bisogno di rimuovere la regolare immagine del mondo che la blocca.

Lo Zohar è volutamente scritto in un linguaggio che sembra parlare del nostro mondo, come se ci parla di una famiglia, come Abramo, Isacco e Giacobbe, o di una nazione che esce dall’Egitto, e altre cose. E spiega questo a noi di proposito, affinché noi smettiamo di concentrare su questo mondo, la nostra percezione abituale, ad un altro tipo di messa a fuoco che è più interna. Allora vedremo che tutto accade dentro di noi.

La persona è un piccolo mondo. Capire questo è la condizione per la comprensione della spiritualità.

Sentenze del corpo e dell’anima


Lo Zohar, Capitolo “Metzorah (Il Lebbroso,)” Articolo 10: Quando per l’anima arriva il momento di separarsi dal corpo, l’anima non si allontana dal corpo prima che la Divinità compaia dinanzi ad essa. Poi, l’anima, a causa della gioia e della simpatia della Divinità, si allontana dal corpo verso di essa. Se la persona è giusta, si connette con la Divinità e aderisce ad essa.

Ciò significa che quando una persona sale a un livello superiore, lo stato precedente sfuma.

In caso contrario, la Divinità lo lascia e l’anima rimane e cammina e piange per la separazione dal corpo.

Allegoria: Quando il gatto non lascia il fuoco, affila il coltello e il gatto ti seguirà perché penserà che si sta per tagliare la carne. Si parte, quindi, con il fuoco. Anche in questo caso, quando l’anima non vuole lasciare il corpo, la divinità appare prima all’anima e viene verso di essa e si allontana dal corpo.

Allo scopo di salire ad un nuovo livello, una persona deve essere spinto da una causa indiretta. È scritto: “Tu sali verso la santità, ma non scendi mai.” Ci sono diversi modi di avanzare. Un nuovo stato emerge solo dopo che viene rivelato un nuovo desiderio non corretto. Questo fa sì che sia la luce a scomparire, dato che è costretta a lasciare il desiderio.

Se una persona ha raggiunto lo stato di perfezione, (lo stato di Hafetz Hesed, dove non si desidera nulla per se stessi), o se una persona ha un’intenzione per il piacere di dare, allora come può lasciare questo stato e iniziare a donare meno? Essa deve fare questo per ascendere ad un nuovo livello, perché una persona deve separarsi completamente dallo stato precedente. Deve rinascere in un nuovo stato da zero. Come è possibile? Una persona non è in grado di farlo per conto suo. Per lui, significa dover cadere. Egli è semplicemente incapace di allontanarsi dalla perfezione, dicendo: “io do a tutti, allora che altro vuoi da me? Non riesco a smettere di dare”.

Pertanto, deve intervenire una forza supplementare. Ad esempio, supponiamo che una madre stia avendo un problema cronico di alimentazione del suo bambino. Un medico esamina il bambino e le dice: «Vostro figlio ha un disturbo di stomaco e non deve mangiare per due giorni.” Il medico deve usare il suo potere per influenzare la madre a smettere di dare. Allo stesso modo, ci deve essere un ulteriore elemento che richiama una persona lontano dalla perfezione, che è la stessa morte.

Il miracolo dell’esilio dall’Egitto

Lo Zohar, capitolo Bo, punto 121: è scritto, “che ti ha portato fuori dal paese d’Egitto”. “Ricordati di questo giorno nel quale sei uscito dall’Egitto”.

Ti ha portato fuori dall’Egitto, con la Sua presenza e con la Sua grande forza”. “Il Signore ti ha portato fuori da questo”. Cinquanta volte si menziona l’esodo dall’Egitto nella Torà.

Cinquanta è un gradino completo, 10 Sefirot di Malchut e 40 Sefirot di Binà, tutte unite. Tutta Malchut deve ascendere da sé in tutto il gradino completo.

L’uomo deve sentire queste due forze dentro di sé, una davanti all’altra.

Per questo, la liberazione non verrà prima di finire l’esilio, raggiungendo un’orribile sensazione di non avere forze per uscire dal nostro egoismo; ed unito a questo, dobbiamo semplicemente fare questo!

Quando sentiremo questa opposizione, con tutta la sua forza, si apriranno le acque del Mare Finale e lo attraverseremo.

L’uomo non sa come si rivela. Questo viene chiamato miracolo. Lo provoca lo stesso uomo, quando si trova in un vicolo cieco.

Da un lato, l’uomo non capisce come può uscire: egli non ha nessun potere e nessuna forza.

Non capisce neppure che possa esistere una Forza Superiore che potrebbe cambiare la sua natura. Dall’altro lato, si rivela questa forza che si trova al di sopra della natura.

Ciò accade solo come un miracolo, cioè, al di sopra di questo stato, di questa natura che si chiama “Egitto” e che forma tutta l’essenza umana.

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