
La cosa più importante mentre leggiamo lo Zohar è di unirsi con il testo. Se ci ricordiamo che la Luce ci influenza, ciò è sufficiente.
Un piccolo bambino vive tra gli adulti, ma cosa capisce dalle loro conversazioni e comportamenti? Conosce il loro mondo? No, gli è del tutto segreto. Siamo costruiti dalla natura come un bambino fra gli adulti: senza capire niente od essere pronto a farlo, un bambino percepisce tutto per mezzo della “luce circostante”.
Questa è la maniera in cui lo sviluppo ha luogo: gradualmente, indirettamente, dall’esterno, un bambino comincia ad assorbire tutto dagli adulti e si sintonizza con loro senza capire cosa stia accadendo anzi tempo. Entrando in loro attraverso il suo desiderio, comincia a sentire e poi a capire. Questo sviluppa nuovi sensi e desideri (Kelim) in lui, e poi la mente.
Quando siamo adulti, non ci sviluppiamo, ma semplicemente riempiamo noi stessi con la conoscenza e la sensazione. I nostri sensi non si sviluppano più a lungo. Possono solo svilupparsi a condizione che una persona entri in un “area” nella quale anche senza capire o sentire niente, desideri diventare simile ad essa. Per mezzo del suo desiderio e della spinta, senza capire o conoscere niente, comincia ad assorbire forze da questa area e ciò la sviluppa.
Gli adulti non subiscono lo stesso sviluppo interiore dei bambini. Essi sentono semplicemente i loro precedenti desideri. Sia nel nostro mondo che in quello spirituale, nuovi desideri possono crescere solo quando vuoi sentire e scoprire dove sei.
Quando leggo lo Zohar, non so di cosa sta parlando; però, siccome desidero rivelare questo quadro, sviluppo i sensi attraverso ciò che la mia anima percepisce. Ecco perché è scritto “Lo studio non avviene attraverso la ragione” (Lo HaHacham Lomed).
Il nostro sviluppo spirituale ha luogo esattamente nello stesso modo in cui un bambino si sviluppa nel nostro mondo. Può avvenire solo quando il livello più basso si annulla completamente prima del Livello Superiore. Dopotutto, stiamo imparando a sentire un nuovo, intero mondo!
I cabalisti scrivono riguardo a questo in molti articoli. Baal HaSulam scrive in “Un Discorso in Celebrazione della Conclusione dello Zohar” che uno studente deve cancellare se stesso innanzi al Rav, come fanno i bambini innanzi agli adulti. Questo è l’unico modo in cui puoi ottenere uno stato più alto.
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Lo Zohar, Capitolo “Shemot (Esodo)”, Articolo 40: Noi apriamo i nostri occhi e vediamo le ruote della santa Merkava viaggiare nei loro viaggi, ed il suono del canto, dolce alle orecchie, a Binà, e bello per il cuore, Malchut, elevandosi e cadendo e camminando, e non viaggiando. … e Hokhmà è ottenuta solo viaggiando da una linea all’altra nei tre punti – Holam, Shuruk, Hirik – il suono del canto viene sentito. Questa è l’illuminazione di Hokhmà per le orecchie, che sono Binà, primariamente attraverso la linea di mezzo, Tifferet, chiamata “voce”. Ed è impartita da lui, dal cuore, a Malchut.
Ho ricevuto una domanda: Il canto è un elevata azione spirituale che genera “l’illuminazione di Hokhmà per le orecchie, che sono Binà”, la Luce di Hassadim. Come è connesso questo alla musica prodotta da Bnei Baruch?
La mia risposta: Mi piacciono molto le canzoni scritte dai miei studenti Moti Mor e Arkadi Duchin. Esse sono nate da un’impressione di una persona che è già nel cammino spirituale ed aspira alla spiritualità. Il fatto che essi non abbiano già raggiunto livelli elevati non importa.
Baal HaSulam scrive che anche una semplice persona può intuitivamente assegnare nomi corretti e connettere rami corporei alle loro radici spirituali. Per esempio tempo fa, qualche persona ha visto il Monte degli Ulivi a Gerusalemme ed ha pensato che fosse buono per la crescita degli alberi di olive. Pertanto lo chiamò il Monte degli Ulivi. Oggi noi accettiamo questo appellativo come sacro.
Baal HaSulam spiega che a causa di ciò lo spirituale riveste il corporeo e la connessione tra la radice ed il ramo si manifesta. La radice spirituale interessa il suo ramo, e questo come se “parlasse” ad alta voce della radice , naturalmente, senza neanche sapere il perché.
Quindi, quelli che studiano la Kabbalah creano la giusta arte anche se non hanno ancora raggiunto le vette dell’assoluta sensazione spirituale o raggiunto la vera natura del suono ed il profondo significato delle parole. La profondità e la ricchezza dell’impressione che possiedono è molto più grande dell’impressione che essi stessi realizzano. Ogni cosa che una persona genera dalla sua connessione con la Fonte porta già all’interno una scintilla spirituale.

Lag B’Omer (il 33° giorno di Omer) è un giorno speciale, in cui la Luce comincia ad entrare in Malchut dalle Sefirot Superiori. La Luce ci arriva dall’infinito, passando attraverso il Mondo di Adam Kadmon, poi attraverso il Mondo di Atzilut, poi attraverso i Partzufim Atik, Arich Anpin, Aba ve Ima e Zeir Anpin, fino a raggiungere l’anima.
Zeir Anpin contiene sette le Sefirot, ciascuna delle quali contiene sette Sefirot. Complessivamente, 7×7=49. Malchut è la 50° Sefirà. Così contiamo i giorni di Omer, l’ingresso della Luce in Zeir Anpin e nel 50° giorno, in Malchut, quando le nostre anime, che sono incluse in Malchut, cominciano a ricevere la Luce.
L’unione (Zivug) di Zeir Anpin con Malchut ha luogo nel 50° giorno, ma la luce entra completamente in Zeir Anpin nel 33° giorno, quando entra nella Sefirà Hod de Hod. Quindi ci sono Chesed, Gevurà, Tifferet e Netzah, con sette Sefirot all’interno di ognuna di esse. Questo somma a 28, e ci sono altre 5 Sefirot in Hod (Chesed, Gevurà, Tifferet, Netzah, e Hod), che equivale a 33 (Lamed Ghimel – Lag).
In questi giorni celebriamo l’ingresso della Luce in Malchut di Zeir Anpin, che significa che la Luce Superiore entra nel sistema in basso, il quale già si relaziona con le anime. Se raggiunge questo posto, allora non c’è dubbio che riceveremo questa Luce. Cominciamo a sentirla e a prepararci alla sua rivelazione.
Il periodo dal 33° al 50° giorno è già preparazione. La Luce continua a discendere più in basso e si adatta per entrare nell’anima. Una persona che è già nel mondo spirituale sente questa preparazione che ha luogo prima della ricezione di questa speciale Luce Superiore, chiamata Zohar.
Ecco perché celebriamo questo giorno. Rabbi Shimon lasciò questo mondo perché completò questa missione. Non aveva nient’altro da compiere in questo mondo perché passò in basso la Luce Superiore attraverso le Sefirot a Malchut de Zeir Anpin. Con questo, completò il suo lavoro.
Insieme ai suoi studenti, egli diresse l’intera Luce dell’Infinito attraverso se stesso come uno speciale filtro, preparandola ad essere ricevuta dalle nostre anime. Questo è il lavoro più grande che hanno compiuto. Adesso, quando guardiamo in questo libro, anche senza capire le parole, con il nostro desiderio ci uniamo al sistema che hanno preparato per noi ed attraverso il quale riceviamo la Luce.
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Notte di Lag Ba’Omer

In Lag B’Omer celebriamo il passaggio del grande kabbalista Rabbi Shimon Bar Yochai, autore dello Zohar. Egli fu una persona speciale e la rivelazione che ha compiuto preannuncia la dazione della Torah, la scienza della correzione all’intero mondo.
L’umanità si è sviluppata da una generazione all’altra nei dolori della nascita finché giunse Abramo, che rivelò la scienza della Kabbalah al di sopra della crisi che si sviluppò nell’Antica Babilonia. Allora la nazione di Israele attese la schiavitù egizia e l’esodo da essa, seguita dalla costruzione del Primo e del Secondo Tempio, così come altre ascese e discese. Tutti gli eventi orribili che sono avvenuti in questa nazione ed in tutta la storia umana in generale, sembrano essere una prova senza fine.
Tuttavia, l’intero cammino che abbiamo attraversato fino all’arrivo di Rabbi Shimon è stata solo la nostra preparazione alla correzione. Dopo la distruzione del Secondo Tempio, la nazione di Israele perse alla fine la sensazione della spiritualità e da ciò, entrò in esilio; ma poi abbiamo ricevuto questo dono dall’alto, segnato dall’arrivo di un saggio dai tempi del Tempio (un Tanà), un cabalista di grande statura. La sua anima speciale incorporò tutte le precedenti anime e le unì in essa. Ecco perché, insieme ai suoi studenti, poté raggiungere una elevatezza straordinaria, la correzione finale nella sua generazione.
Baal HaSulam scrive che non c’è stato mai nella storia un conseguimento più elevato di quello avutosi ai tempi del Rashbi e della sua generazione. Una cosa simile può accadere ancora solo alla Fine della Correzione e noi adesso, ne siamo alla soglia.
Lo Zohar è il nome della Luce che viene rivelata in GAR del Mondo di Atzilut, nelle sue radici, che è un posto speciale – “la mente nascosta” del sistema di Arich Anpin. Rabbi Shimon fu unico in ciò, fu capace di connettere questo livello incredibilmente elevato con il nostro mondo. Il suo conseguimento lo piazzò sul livello della Correzione Finale, proprio come prima della distruzione del Tempio; allo stesso tempo, egli visse una vita materiale regolare nei tempi successivi alla distruzione del Secondo Tempio. Ciò avvenne quando la nazione cadde del tutto dal livello dell’amore fraterno all’odio senza fine, e questa caduta causò una scomparsa completa della sensazione spirituale.
A causa del fatto che Rabbi Shimon unì questi due poli completamente differenti in lui, fu capace di scrivere questo grande Libro, che significa fare una rivelazione. Senza di esso, non avremmo avuto l’opportunità di correggere le nostre anime ed attrarre la Luce che Riforma.
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Lo Zohar, capitolo BeHar, punto 66: … ci sono due creazioni nell’uomo, la creazione per il bene e la creazione per il male. Con la Torà, lui le separa e il Creatore gli da un anima di Lui per dominare su ambedue, la quale è buona e leggera, il mondo a venire, e quella che è cattiva e oscura, questo mondo, come è scritto “E lui soffiò nelle sue narici l’alito della vita”.
Tutta la realtà proviene dalla separazione tra la Luce e l’oscurità, quando possiamo realmente cominciare a “filtrare” le qualità che appartengono a questo mondo ed al mondo a venire.
Con l’aiuto dei chiarimenti, discernendo le qualità per la dazione e la ricezione, cominciamo a creare noi stessi. Tutto ciò che studiamo in questo mondo è un’esistenza animale, cioè, la nostra natura.
Perché si chiama animale? Perché l’animale non può maturare e rimane nello stesso livello di sensazioni.
Per questo, prima di cominciare ad usare la Luce per creare se stesso – distinguendo tra le qualità di dazione e ricezione, unendo tutto il tempo queste qualità di dazione, desiderando stare con esse e da esse creare se stesso – esiste solo l’uomo in questo mondo.
Come da una goccia di seme nell’utero della madre comincia a costruirsi il corpo dell’embrione, in questo modo l’uomo – con l’aiuto del gruppo, dell’ambiente, degli studi, delle intenzioni e di differenti azioni – deve provare ad aggiungere ed accumulare sempre di più le qualità della dazione. In questo modo, si crea in lui il corpo spirituale.
Ogni volta egli rivela una parte in più della dazione, desiderando unirsi a questa qualità, e questa viene denominata la sua prossima reincarnazione.
Ogni volta egli vede la sua nuova vita, la sua nuova possibilità, per aggiungere una volta e poi un’altra a se stesso, le qualità dell’uomo che è simile al Creatore, alla dazione (l’uomo “Adam” proviene dalla parola “Edome”, simile).
Lo Zohar, Capitolo “BaHar (Sul Monte Sinai), “Articolo 3: A mezzanotte, un vento del nord si risveglia ed una fiamma di fuoco appare dall’altare più basso, Malchut. Poi gli ingressi si aprono e il basso Dinim, Dinim de Nukva, si raccoglie nei loro buchi e quella fiamma cammina e vaga, e gli ingressi del Giardino dell’Eden si aprono. Alla fine, quella fiamma giunge e si divide in diverse parti del mondo ed entra sotto le ali di quel gallo, ed esso chiama.
Le correzioni più speciali vengono compiute nello stato chiamato “notte”, quando una persona sente l’oscurità, la mancanza di forza o di interesse, quando la spiritualità non la attrae molto, è stanca, vuole dimenticare tutto ed addormentarsi, ed è stufa di tutto, in breve, quando non sente l’importanza dello scopo spirituale.
Il lavoro della “notte” è cruciale. È scritto che Re Davide “si svegliò” a “mezzanotte” e raccolse su di sé il “vento del nord”, i grandi poteri restrittivi della sopraffazione e della correzione dell’egoismo (“Gevurot” e “Dinim”). Usando proprio questi spiacevoli poteri del “nord” egli “suonò l’arpa” ed in questo modo accolse “l’alba”, che è la manifestazione della Luce nell’anima.
Durante tutto il lavoro della “notte” egli stava portando se stesso allo stato in cui stava ritornando ai molti desideri (Kelim) nei quali egli sentì l’oscurità, la mancanza di potere e la separazione dal Creatore; egli “pianse e strillò” nei desideri o “vasi” per la Luce. Ciò provocò “il mattino”.
Nella spiritualità, non c’è il mattino, la sera o il pomeriggio. Noi percepiamo l’intera realtà all’interno del nostro desiderio. Ecco perché riveliamo la “Luce” nel nostro desiderio corretto che precedentemente era buio e vuoto. Allora la Luce di Hassadim brilla in esso e ciò è chiamato “giorno”. Quando la Luce di Hassadim non può brillare, vuol dire che non abbiamo l’intenzione di dare e ciò è chiamata “notte”.