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Lezione Speciale per le donne – 06.06.2010

Conferenza riguardante la Parte Femminile dell’ Anima
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Viaggiando con Rabbi Shimon

Una domanda che ho ricevuto: Perché gli autori dello Zohar ripetono e spiegano le stesse cose sempre più volte? Non è abbastanza spiegare le basi e procedere oltre? Perché scrivono così tanto riguardo a cose che ci sono già chiare, per esempio che ogni elemento consiste di quattro parti moltiplicate per tre linee, che alla fine fanno una somma di dodici parti?

La mia risposta: Ripetendo, gli autori dello Zohar danno una chance a quelli che ancora possiedono gli schermi ed ai vasi spirituali (Kelim) di compiere le azioni descritte nel Libro, mentre lo leggono. Allora, una persona rivela queste azioni e le compie insieme a Rabbi Shimon durante il tempo in cui quest’ultimo scrisse lo Zohar. Il tempo non esiste nella spiritualità, così il lettore si connette all’autore, prende la sua mano come un bambino che si aggrappa ad un adulto e prosegue con lui.

Rabbi Shimon conduce una persona, le mostra e le spiega le azioni e le proprietà una ad una, ripetendo le stesse azioni in diversi luoghi sempre più volte. Perché? Perché ogni volta dobbiamo correggere una certa proprietà all’interno del nostro desiderio di ricevere piacere.

Ci sembra che sia già abbastanza; quante volte possiamo passare sulle stesse cose? Questo perché noi semplicemente, non sappiamo né sentiamo che queste cose sono di fatto differenti. I nomi ed i titoli sembrano gli stessi, ma ogni volta essi rappresentano nuove definizioni interiori. Questo perché noi dovremmo semplicemente avanzare con gli autori dello Zohar, cercando di connetterci a loro quanto più possiamo, per capire meglio cosa succede.

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“Occhio per occhio, dente per dente”

Una domanda che ho ricevuto: C’è un detto della Torah che è diventato molto popolare nel mondo intero: “Vita per vita, occhio per occhio, dente per dente”. Cosa significa da un punto di vista kabbalistico?

La mia risposta: Dove c’è stata una frammentazione, adesso c’è bisogno di una correzione allo stesso grado, sullo stesso livello e nella stessa forma. Dove il desiderio è stato corrotto, adesso lo dobbiamo correggere, renderlo idoneo all’uso. Abbiamo bisogno di comprendere correttamente dove ha avuto luogo la frammentazione e correggerla nello stesso esatto luogo. Perché? Facendo ciò, studiamo quello che il Creatore ha fatto, l’intelligenza del Suo piano, e come Egli mi faccia inciampare in ogni stato in maniera tale che io domandi il Suo aiuto ed impari dal Suo lavoro.

Tutto il lavoro della correzione è chiamato il lavoro del Creatore perché riconosco la corruzione, Lo prendo per mano, Lo porto in quel luogo e Gli chiedo di correggerlo. Immagino anzitempo come deve essere corretto questo stato. Una volta che lo ha corretto, Lo completo e per questo Lui ed io camminiamo assieme. In questo modo, siamo connessi al Creatore.

Se fossi capace di fare questa connessione da solo, non avrei una connessione con la Forza Superiore. Se il Creatore fosse capace di farlo senza di me, allora chi sarei? Quale sarebbe lo scopo della mia esistenza? Questa è la sola maniera in cui Lui ed io possiamo lavorare assieme come partner.

Il Creatore piange a causa dei desideri frammentati (Kelim). Da un lato Egli vuole correggerli, ma dall’altro, è incapace di farlo nel sistema generale senza la mia richiesta, la mia domanda e l’istruzione precisa su cosa correggere e dove. Quindi, Lui ed io diventiamo veri partner in questo lavoro.

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Torah, Porzione Settimanale – 04.06.10

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “Shelach Lecha”, Brani selezionati
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Per prima cosa preparate la zuppa


Domanda: Durante tutta la lettura del libro dello Zohar la mia mente immagina immagini esterne.

Come posso ricordare che tutto questo avviene dentro di me e che si tratta di connessioni tra noi?

Risposta: In verità ciò non importa. “Ciò che non fa la mente, lo farà il tempo”, il tempo dello studio e l’avvicinamento agli amici.

Se la persona non può pensare (con la testa) allo scopo durante lo studio, che ascolti il suo cuore.

La cosa importante è di mantenere sempre il pensiero su cosa desideri dallo studio. Senza questo, la Torà non funziona.

La Torà agisce secondo l’intenzione dell’uomo, come è stato detto “Ho creato l’inclinazione al male e ho creato la Torà come una spezia per essa”.

Hai l’inclinazione al male? Portala ed allora riceverai la Torà come la spezia per essa (il mezzo per la sua correzione).

Se non hai l’inclinazione al male, in cosa ti può aiutare la Torà? I cabalisti ci danno alcuni esempi molto semplici.

Hai la zuppa? Vuoi aggiungervi il pepe, il sale ed altre spezie? Per favore! Se non hai la zuppa, in cosa ti possono aiutare il sale ed il pepe? Da soli sono orribili.

Nel nostro caso, dobbiamo prima preparare “la zuppa”. Senza di essa non ha senso esigere le spezie. Non possiamo neanche esigerle!

Nel processo della preparazione della zuppa (del gruppo), appare la necessità delle spezie affinché la Luce ci unisca. La Torà è necessaria solo per coloro che hanno scoperto la loro inclinazione al male.

Per questo dobbiamo arrivare alla nostra lettura del libro dello Zohar ed a tutti i nostri studi, soprattutto con la corretta intenzione, sapendo che è ciò che desideriamo, ovvero, preparando la nostra natura maligna.

Hai qualcosa da correggere, hai il male dentro di te: riceverai la sua correzione. Se non hai scoperto il tuo male, prima di tutto devi cercarlo.

Se ti senti un giusto, la Torà non è per te. Essa è per i peccatori, per correggerli.

Per questo il più grande scopre in sé un egoismo più grande, un male più grande ed ha qualcosa per correggerlo.

Per questo non è importante quanto capisca la persona durante lo studio. “La Torà non è studiata dagli intelligenti”. La cosa importante è che senta di avere qualcosa da correggere nella sua relazione con gli amici;

perché dobbiamo unirci in un unico desiderio, l’anima di Adamo. Dobbiamo diventare fratelli.

Non importa se adesso ci odiamo, non ci amiamo e ci ignoriamo a vicenda, ma comprendiamo che lo scopo è l’unione.

Per questo, speriamo che arrivi la Luce e che ci riporti alla fonte. In questo modo ci trasformeremo in un solo desiderio e tra noi si rivelerà il Creatore.

Aprendo lo Zohar – 30.05.2010

Il Libro dello Zohar – Selezioni, Art. 97, “Il Conduttore di Somari”
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Le finestre che mi conducono ad un realtà più profonda

Leggiamo lo Zohar ed immaginiamo -come in un schermo- alcune immagini di questo mondo con distinti oggetti e personaggi, parole materiali ed azioni. Ciò si deve al fatto che il nostro desiderio è per ora esclusivamente terreno.

Però, nel chiedere che arrivi la Luce, grazie ad essa, ci si illuminerà uno schermo più profondo. È come nel computer, quando una finestra si nasconde dietro l’altra.

Per questo, dobbiamo cercare di vedere dietro ogni parola una qualità spirituale, fino a quanto si può.

Quando otteniamo davvero questa vista spirituale, in un modo naturale e semplice, cominciamo a vedere dietro tutte le parole lette un’ immagine totalmente diversa: le forze, le connessioni, le relazioni, le qualità, le proprietà.

Questo non ha niente a che vedere con quello che abbiamo visto precedentemente. La forma anteriore semplicemente scompare. Passiamo ad uno schermo più interno e tutte le nostre percezioni, la nostra conoscenza e la nostra vita, si trovano già lì.

Ossia, spero che la Luce –la forza che ricevo dalla lettura del libro dello Zohar- mi prenda e mi porti ad una profondità più vasta, ad uno schermo più interno, sempre più profondo.

Se mi muovo da uno schermo all’altro, già comincio a vivere in esso! Lì si trovano i miei sentimenti e la ragione e questa comincia ad essere la mia vita.

Allora tutte le parole ottengono un altro significato. Precedentemente mi sembrava di capirle, però le relazionavo a distinti oggetti ed azioni di questo mondo.

Adesso quando passo ad uno schermo più interno, vedo che tutto ha un altro significato più profondo. Questo equivale alle mie qualità interiori.

Questo e il cambiamento che dobbiamo aspettarci dallo Zohar.

Torah, Porzione Settimanale – 28.05.10

Il Libro dello Zohar, Porzione Settimanale “ Bealutcha”, Brani Selezionati
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L’unione pacifica delle forze opposte nella linea di mezzo

Lo Zohar, Capitolo “VaEra (Ed io Sono Apparso)”, Articolo 41: Anche, il sud aderisce all’est perché il calore nel sud aderisce al calore nell’est. E l’est aderisce anche al nord perché il suo vapore umido aderisce al vapore umido nel nord. Ne risulta che il sud e l’est sono legati reciprocamente attraverso il calore in entrambi; l’est ed il nord – attraverso il vapore umido in essi; il nord e l’ovest – attraverso il freddo in entrambi; l’ovest ed il sud attraverso il secco in entrambi; e tutti sono inclusi gli uni negli altri, appesi in giù l’uno nell’altro.

Se non stiamo costruendo la linea di mezzo, allora le forze (del nord e del sud) che sono reciprocamente opposte stanno crescendo. Poiché esse non giungono alla riconciliazione attraverso la linea di mezzo, si scontrano e tentano di cancellarsi reciprocamente. Questo causa un’esplosione. Allora proprio come un vulcano esplode in Islanda nel nostro mondo, una guerra comincia a divampare all’interno di una persona oppure all’esterno tra persone. Tutto avviene perché queste due linee, la destra e la sinistra, hanno raggiunto una certa grandezza e si sono scontrate piuttosto che unirsi pacificamente nella linea di mezzo.

Le persone sono le sole a dover compiere la connessione attraverso la linea di mezzo al nostro livello. Allora la pace arriverà anche per tutti i precedenti livelli inferiori. Abbiamo pronta per noi la capacità di creare la linea di mezzo. Se non la costruiamo, allora un corto circuito avverrà tra i due poli e ciò condurrà a disordini su tutti i livelli: inanimato (problemi di l’ecologia), vegetale, animale ed umano, oppure su tutti i livelli contemporaneamente. Tutto ciò avviene perché non abbiamo raggiunto la corretta connessione nella linea di mezzo.

La linea di sinistra e quella di destra nascondono un grande pericolo quando sono in connessione diretta. Se la Luce ed il vaso si connettono senza lo schermo, allora avviene “la frammentazione dei Kelim”, ma solo su bassi livelli. Lo Zohar dice che anche se il Nord ed il Sud, l’Est e l’Ovest sono opposti gli uni agli altri, ciascuno di essi ha la capacità di complementare l’altro. Tuttavia, se non forniamo loro una connessione attraverso la linea di mezzo, si incontreranno comunque, senza equilibrio e mancanti di pace, come nemici …

La spiritualità è l’unione dell’oscurità e della Luce

Lo Zohar, capitolo VaEra, punto 90: … “Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore”, significa con ambedue le inclinazioni, l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male, affinché le cattive qualità dell’inclinazione al male diventino buone …

Allora certamente non ci sarà differenza tra l’inclinazione al bene e l’inclinazione al male ed esse saranno una.

Nel nostro mondo non ci accorgiamo della differenza qualitativa tra il male ed il bene. Per questo non capiamo che queste due qualità si decretano l’un l’altra e si assecondano e non può esistere l’una senza l’altra.

Vorremmo immediatamente annientare tutto il male e lasciar esistere solo il bene; ciò che in questo istante consideriamo come bene.

La spiritualità si rivela nella differenza tra qualità opposte e non nell’aspirazione ad escludere od eliminare una di esse.

Entrambe le qualità esistono per la loro rivelazione e lo stesso stato spirituale si allinea ad entrambe le qualità unite, alla Luce e all’oscurità.

Inizialmente, non abbiamo le corrette definizioni interiori e non ci è chiaro cosa è la Luce e cosa è l’oscurità.

Dopo averle distinte, chiariamo che questa è la Luce e questa è l’oscurità, e preferiamo la Luce al posto dell’oscurità. Allora, prendiamo tutta la Luce e tutta l’oscurità, e dalla totalità di queste due, creiamo il nostro stato spirituale.

Non sopprimiamo nessuna di esse, perché se ne annulli una, scompare l’altra. Per questo creiamo la linea media tra queste due.

Nel nostro mondo una tale struttura non esiste, questo fenomeno, la linea media, non è conosciuto. Tentiamo sempre di sradicare i fenomeni indesiderati e sgradevoli. Ci sembra che non dovrebbero esistere in questo mondo;

ma nella spiritualità c’è posto per tutto e tutto deve esistere eternamente. Solo quando si uniscono tra loro in modo corretto, ci sarà un luogo per la loro esistenza unita e non separata.

Per questo i peccatori ed i giusti, la ricezione e la dazione, la fede e la conoscenza, si basano gli uni sugli altri.

Per questo, per il conseguimento dell’obbiettivo, sono ugualmente importanti. Come è scritto: “L’uomo deve ringraziare tanto il male, quanto il bene”.

La correzione del male si rivela nel suo uso corretto, insieme al bene, dove ambedue, uniti ed uguali, partecipano alla rivelazione della loro Fonte, il Creatore.

La linea media, l’anima, si crea da queste due e rivela la loro Fonte, il Creatore.

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