Pubblicato nella 'Zohar' Categoria

Lezione quotidiana di Kabbalah – 01.10.2010

Dal Libro Shamati, Articolo 38 : “Il timore di Dio è il suo tesoro”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 447, Lez. 27
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Introduzione alla Saggezza della Kabbalah, Punto 92, Lezione 39
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Lezione sul tema: “L’approccio allo studio della Kabbalah”
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Lezione notturna per Hoshana Rabbah – 29.09.2010

Shamati 2, Art. 243, “Esaminando la Luce nella notte di Hoshana Rabbah”
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Shamati art. 8: “Qual è la differenza tra l’ombra della Santità e l’ombra della Sitra Achra
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYcra”, “Hoshana Rabbah
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La Luce viene rivelata da un punto nero

Lo Zohar, capitolo Lech Lecha (Vedi per te) punti 158 e 159

158: Nefesh è un risveglio dal basso che si afferra al Guf, come la luce di una candela la cui luce di fondo è nera, si afferra allo stoppino, non si allontana da questo e si corregge soltanto al suo interno. E quando la luce nera si corregge e si afferra allo stoppino, diventa un trono per la luce bianca che è su di essa, dato che svolazza su la luce nera. E questa luce bianca corrisponde alla luce di Ruach.

159: Una volta corrette tutte e due, la luce nera e la luce bianca su di essa, la luce bianca diventa un trono per la luce occulta, e non si vede ne si sa se volteggi su la luce bianca. Corrisponde alla luce di Neshama ed allora è una luce completa. Pertanto, ci sono tre luci, una sopra l’altra nella luce di una candela. 1) la luce nera che si afferra allo stoppino sotto le altre 2) la luce bianca su la luce nera; 3) e la luce occulta, sconosciuta, su la luce bianca.
Nella stessa maniera, un uomo che sia completo in tutto ha le tre luci, una sopra l’altra NRN, uguale a una candela.

Lo Zohar ci insegna come possiamo svilupparci e migliorare i collegamenti tra di noi dopo avere raggiunto il primo contatto spirituale. Se ci afferriamo al punto d’unione, questo risveglia nuove proprietà e sensazioni in noi nello spandersi e rivelarsi sempre di più. Quando succede questo, vuol dire che stiamo salendo gradini spirituali. Nient’altro cambia. Semplicemente approfondiamo di più il collegamento tra di noi ed iniziamo a sentire che tutti gli organi e gli elementi del sistema sono ancora uniti, che tutte le anime sono collegate in una sola.

Tutto punta verso un traguardo che è la dazione alla Forza Superiore. Dentro questa aspirazione sentiamo quello che riceviamo da Lui. Questo ha inizio con la sensazione di collegamento tra le anime ed è chiamato Malchut del mondo di Azilut, che è un punto. Più tardi questo è svelato attraverso la dazione alla Forza Superiore (verso il Creatore, Zeir Anpin ). Tuttavia, senza la dazione rimane soltanto come un punto.

Dobbiamo arrivare a questo preciso primo contatto nel collegarci insieme in un punto nero (Malchut) ed iniziare a donare al Creatore da li. Allora Malchut riceve la proprietà di dazione dal Creatore e nove Sefirot vengono svelate al suo interno. Il Creatore (la realtà spirituale) può essere sentito solo fino al grado in cui siamo capaci di donare a Lui.

La rivelazione di Malchut (il sistema delle nostre anime) a Zeir Anpin (il Creatore) è tutto quello di cui ci parla Lo Zohar. Lo Zohar ci insegna a sviluppare collegamenti aggiungendo forze nuove, che sono emerse nel primo punto spirituale chiamato Abramo. È cosi che una persona scopre organi spirituali e svela le forze del Mondo Superiore stesso. Al posto di un parco racconto, Lo Zohar diventa un mondo intero ed il suo potere non si può paragonare con la nostra limitata realtà.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 28.09.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 19
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 451, Lez. 26
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 105
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 2
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La linea di mezzo è l’anima

Lo Zohar. Capitolo, VaYeji (Giacobbe visse), Articolo 119) “Il Signore volle solo i tuoi padri”. “I tuoi padri”, in realtà sono tre: Abramo, Isacco e Giacobbe. Scrive “solo”, realmente solo, poiché non ce ne sono di più di questi tre e da loro, tutti gli altri si espandono e si afferrano, cioè tutti i gradi di BYA. Loro si elevano da MAN a ZoN, per coronare il Nome, per estendere nuovi Mochin alla Nukva, che si chiama “Nome”.

Lo Zohar ci conduce sempre alla linea di mezzo in tutti gli stati. Questa è la sua missione: mostrarci costantemente come possiamo organizzare le due linee che riceviamo dall’Alto, dal Creatore, che sono la forza della dazione e la forza della ricezione. Lo Zohar ci insegna a costruire la nostra realtà con esse, affinché ci troviamo al di sopra della forza della dazione e della ricezione. Ci eleviamo al di sopra di esse e le riceviamo nella misura in cui abbiamo la capacità di includerle una dentro l’altra. La loro combinazione mutua costruisce la linea di mezzo dentro di noi.

La linea di mezzo si costruisce con la somma delle due linee, usando il meglio di ambedue. La linea di mezzo si forma quando la linea sinistra si include in quella di destra e la linea di destra nella linea di sinistra ed allora si prende quello che ambedue condividono, le loro combinazioni mutue di ambo i lati (Malchut in Binà e Binà in Malchut). Così si forma la linea di mezzo.

Questo è il principio fondamentale e lo stesso succede con l’anima. L’anima non esiste a meno che non la costruiamo. A prescindere da che si chiami “una parte del Creatore in Alto”, di fatto questa parte non proviene dal Creatore, a meno che non la costruiamo attraverso la connessione tra noi. Questo vaso spirituale (il Kli) non esiste. Noi lo costruiamo sotto forma di una rete di connessione tra noi.

Lo stesso succede con la linea di mezzo perché è l’anima. La linea destra e la sinistra, la dazione e la ricezione arrivano a noi. Sono due forze della natura. Quando le combino in maniera corretta, allora la linea di mezzo o l’anima si forma a partire da esse.

Nelle nostre relazioni lavoriamo con le forze di dazione e ricezione. Prendendo come base la nostra ricezione, costruiamo la forma della dazione e così raggiungiamo l’anima, creando la linea di mezzo tra noi. Non c’è realtà a parte quella che costruiamo tra noi. Tutto si rivela lì, in quella realtà.

Lo Zohar ci porta la linea di mezzo dall’alto. Leggendolo, dobbiamo cercare di includerci in questa linea. Allora ci sintonizziamo con la stessa onda attraverso la quale ci arriva la Luce e ci riporta alla Fonte, il Creatore.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30 Agosto 2010 sullo Zohar).

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 27.09.2010

Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 419, Lez. 25
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6 , Punto 104
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e l’ Amore per gli esseri creati”
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 26.09.2010

Dagli scritti di Rabash: Articolo: “E si aiutano a vicenda”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 395, Lez. 24
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 103
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Baal HaSulam, “600.000 Anime”, Lezione 2
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 24.09.2010

Dal Libro di Shamati, Articolo 97
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 376, Lez. 23
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Brani Selezionati per Sukkot
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Una Guida al Libro dello Zohar: Il sentiero per la rivelazione del Creatore

Citazioni dal mio prossimo libro, Una Guida al Libro dello Zohar.

La correzione delle attitudini in un gruppo kabbalistico dall’amore per se stessi all’amore per gli altri, è possibile solo con l’aiuto dell’autentica Forza Superiore che ha creato “l’inclinazione al male”, il nostro egoismo. Solo questa Forza può cambiare la cattiva inclinazione in buona, come è scritto, “Ho creato la cattiva inclinazione e ho trasmesso la Torah per la sua correzione, poiché la Luce in essa Riforma”; cioè ci unisce nell’amore.

Infatti, anche adesso noi esistiamo in una perfetta realtà. Noi siamo strettamente connessi gli uni agli altri come parti di un corpo nell’amore mutuo e nell’adesione con la Forza Superiore che ci ha creati e riempiti con amore ed abbondanza. Dobbiamo solo risvegliarci dal sentimento di consapevolezza di questa realtà nella stessa maniera in cui una persona inconscia deve risvegliarsi per sentirsi viva.

Questo risveglio, la forza resuscitante della Luce che Riforma, può essere sentito solo quando ci riconciliamo. Nel gruppo, cerchiamo di essere connessi nell’amore tra di noi ed elevarci al di sopra delle nostre emozioni istintive egoistiche. Insieme leggiamo il Libro dello Zohar.

Questo libro parla dell’unità tra di noi e del nostro stato corretto dell’esistenza. Così, la nostra lettura collettiva del Libro dello Zohar con l’intenzione di raggiungere l’unità, risveglia la Luce che ci riporta dall’oblio. Gradualmente, cominciamo a sentire la connessione e dentro di essa, il Creatore. Facendo ciò, raggiungiamo una realizzazione pratica dell’essenza della scienza della Kabbalah: la rivelazione del Creatore agli esseri creati.

Lo Zohar è la cosa più potente che c’è al mondo

Lo Zohar influenza la nostra anima più di qualsiasi altra cosa al mondo. Ciò non vuol dire che dobbiamo scartare tutti gli altri libri e studiare solo questo, ma i suoi effetti sono più potenti di quelli di tutti gli altri.

Il Talmud Eser Sefirot e L’Albero della Vita sono buoni per formare la persona. Inoltre, più avanti, quando la persona si trova nei livelli spirituali, possono essere istruttivi per realizzare azioni interiori.

Quando si sperimentano ascese e discese, gli ingressi e le uscite delle Luci nella maniera in cui si potrebbero sentire fisicamente, poiché il desiderio o vaso spirituale è pronto per la ricezione e la dazione, per l’ingresso e l’uscita della Luce, allora si può lavorare con il Talmud Eser Sefirot e L’Albero della Vita, realizzando concretamente le azioni che descrivono.

D’altra parte, quando lavori con lo Zohar, lo fai attraverso un intermediario, la Luce Circondante. Questa composizione sviluppa il vaso dell’anima in generale, invece di come dice il verso, “L’anima della persona la istruisce”. Quest’ultima cosa succede quando puoi prendere il Talmud Eser Sefirot e realizzare praticamente le azioni.

C’è un tempo di preparazione per il futuro livello ed è per questo che è progettato lo Zohar. A parte questo, c’è un tempo per attualizzare i livelli, il che si fa con l’aiuto del Talmud Eser Sefirot.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 29 Agosto 2010 sullo Zohar)

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