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Navigando verso la meta sulle onde dello Zohar

Il flusso della storia attuale, le cui onde vengono verso di noi e in che forma questo non sia cosi importante. Quello che conta è che io stia sempre navigando su queste onde con l’intenzione di raggiungere lo scopo.

La storia attuale può essere espressa in tutte le forme possibili: questo non ha importanza. La cosa importante per me è che io rimanga sempre sopra su la narrazione dello Zohar e di pensare solamente a quello che io voglio ottenere attraverso la lettura. Io voglio raggiungere la forza di dazione!

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Lo Zohar è il vincolo con la forza superiore

L’unica opportunità per essere in collegamento con la Forza Superiore che ci corregge è leggere Lo Zohar. Naturalmente anche gli altri libri ci aiutano in questo ma Lo Zohar ha la forza più potente per collegarci.

Se riuscissimo a mantenerci nella giusta intenzione per un periodo di tempo più lungo, potremmo leggere Lo Zohar più frequentemente. È un dato di fatto che siamo ancora incapaci di mantenere la giusta intenzione per più di 45 minuti. Tuttavia, durante questi 45 minuti dobbiamo concentrarci esattamente in ciò che desideriamo da lui ed in come immaginiamo il nostro stato futuro descritto dallo Zohar. Questo è molto importante.

Nel nostro mondo i bambini prendono esempio dagli adulti, desiderando diventare come loro in tutto quello che vedono. Niente è più importante per loro. Non hanno comprensione o qualcos’altro e semplicemente ripetono gli esempi che gli adulti gli dimostrano.

In maniera similare noi dovremmo desiderare sentire la realtà della quale ci parla Lo Zohar ed immaginare che tutto è il collegamento tra di noi. Lo Zohar descrive costantemente il collegamento tra di noi: Zeir Anpin, Malchut, le tre linee, limitazioni ed altro ancora. Noi riveliamo tutto questo tra di noi dato che i nostri desideri condivisi sono l’unico “posto” dove la rivelazione possa accadere. Per cui, non abbiamo bisogno di altro oltre un forte desiderio condiviso perché la Luce venga e riveli il collegamento tra di noi. Tutti i fenomeni di cui leggiamo nello Zohar vanno trovati li.

L’azione in se è abbastanza facile ma non facile da compiere. Ci vuole del tempo per arrivare al punto in cui io mi siedo davanti al libro, immagino che stia parlando del collegamento tra di noi, e al suo interno io trovo queste parole ed azioni. Tutto è nel collegamento tra di noi; è li dove il Creatore è rivelato.

È abbastanza difficile combinare tutto questo, ma quando lo ottieni, il desiderio di rivelare il collegamento tra tutti noi diventa l’unico vincolo con la Forza Superiore. E non hai un altro mezzo oltre il santo Libro dello Zohar il quale descrive tutti gli stati che rivelerai.

Ed allora, come un bambino che lotta per essere come un adulto, tu desideri rivelazione ed aspiri a questo con tutte le tue forze.

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Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 12
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 770, Lez. 38
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Introduzione alla Saggezza della Kabbalah: “L’insegnamento della Kabbalah e la sua Essenza”, Lez. 2
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 13.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 15
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 751, Lez. 37
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 141
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Introduzione alla Saggezza della Kabbalah: “L’insegnamento della Kabbalah e la sua Essenza”, Lez. 1
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 12.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 4
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 726, Lez. 36
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Volume 6, Punto 137
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Rav Yehuda Ashlag: “L’ Amore per il Creatore e Amore per gli Esseri Creati ”, Lezione 10
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Lezione quotidiana di Kabbalah – 11.10.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 37
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “VaYechi”(E Giacobbe visse nella terra d’Egitto) Punto 696, Lez. 35
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Tutto inizia con un segreto

È scritto: “. L’intera Torah inizia con un segreto (Sod)” PARDES (acronimo per il raggiungimento progressivo della spiritualità), inizia con “Sod” (segreto) e termina con “Pshat” (conoscenza, semplice interpretazione).

Attualmente, non ci sentiamo di stare davanti ad un segreto, ma è tutto rigorosamente nascosto da noi. “Pshat” significa che tutto diventa semplice, pulito, e aperto, che è l’ultima fase della realizzazione. Quando iniziamo a raggiungere la spiritualità, noi saliamo dal nostro mondo al mondo dei Assiyà dove scopriamo Sod (segreto), cioè, ci rendiamo conto che tutto è un mistero per noi ed è tutto nascosto.
Questo è ciò che ci rivelano nel mondo di Assiyà.

Quando saliamo al Mondo di Yetzira, scopriamo DRUSH (spiegazione), e se raggiungiamo il mondo di Beria, scopriremo REMEZ (suggerimento). Se continuiamo l’ascesa al mondo di Atzilut, riveleremo PSHAT (conoscenza), e tutto si apre davanti a noi: la semplice Luce Superiore che riempie l’intera realtà.

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Una “Trappola” per la luce

Domanda: Passiamo tutta la nostra vita cercando la “carota”, ma non possiamo mai acchiapparla. Allora, quale è la differenza tra cercare la “carota” ed i nostri sforzi di rivelare il Creatore?

Risposta: Se una persona cerca una “carota” o il Creatore, stimolata dai suoi desideri egoistici, allora non riceverà mai niente. Secondo la legge della creazione, non può entrare niente nel desiderio di ricevere, eccetto Kista de Chayuta, una minuscola porzione di Luce di corta durata, che ci da la sensazione di una vita piccola e corta.

Se una persona desidera sentire una vita più grande, è possibile farlo con un desiderio differente. Per esempio, pesco un pesce con una canna da pesca, una farfalla con una retina, un animale con una trappola ed un uccello con una rete. Esiste uno strumento per acciuffare ogni tipo di animale.

Allo stesso modo, il nostro desiderio di ricevere non può sentire nient’altro che questa piccola vita di corta durata. Qualcosa di più grande può essere sentito solo con una “trappola” diversa che possiamo fabbricare; possiamo sentirlo solamente nel desiderio di dare.

La lamentela che hai espresso nella tua domanda è corretta. Nel mio desiderio naturale non ho la possibilità di essere felice. Per esserlo devo rimpiazzare il mio desiderio “di ricevere” con il desiderio “di dare”. Dopo tutto, la cosa più importante non è il desiderio, ma il riempimento.

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15 Settembre 2010, sullo Zohar).

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Ritornare a Malchut dell’infinito

Domanda: Ieri su una pubblicazione del suo blog, Viaggiare nel mondo dei desideri, ha scritto: “Nel mondo spirituale non c’è una fonte di Luce perché la Luce riempie l’intero universo. Per tanto, la sua influenza è la stessa, non importa dove sei”. Ciò significa che possiamo dire quanto ci avviciniamo alla Fonte della Luce, il Creatore, solo nella connessione tra di noi?

Risposta: E’ corretto. Non c’è nessun luogo eccetto quello in cui siamo ora. Questo è l’unico luogo ad essere stato creato: Malchut del Mondo dell’Infinito. Tuttavia, come risultato della restrizione graduale della Luce (la presenza del Creatore in questo luogo) attraverso 125 gradi, adesso ci troviamo dietro a 125 filtri. Adesso siamo dietro l’ultimo livello dell’occultamento, nel quale non sappiamo neppure dove ci troviamo rispetto a tutti i livelli.

Per cominciare a rivelare questo luogo, Malchut dell’Infinito senza occultamento, dobbiamo immaginare che senza dubbio siamo lì, ma non lo sentiamo perché siamo separati gli uni dagli altri dall’egoismo. Se cominciamo ad unirci, nella misura in cui lo facciamo, ritorniamo lungo i 125 livelli della rivelazione della sensazione di Malchut dell’Infinito. Essenzialmente, ritorniamo alla coscienza, ritirando i veli dell’occultamento.

Tutto viene rivelato in accordo alla forza della connessione tra di noi. Quando aspiriamo ad unirci, allora la forza dell’opposizione a questa unità viene chiamata “inclinazione al male”. Quando desideriamo unirci nella nostra aspirazione di diventare come il Creatore, scopriamo un intero sistema di connessioni sbagliate tra di noi, che è opposto all’unità. Riveliamo il sistema dei mondi impuri di ABYA (BYA De Pruda, i mondi della separazione). Correggendo la nostra intenzione dalla “ricezione” alla “dazione”, trasformiamo i BYA impuri nel sistema dei mondi puri di BYA (BYA De Kedushà, santità, dazione).

In realtà non si è frammentato niente. Si è danneggiata solo la nostra connessione. È diventata egoista, ma adesso la stiamo re instaurando ancora una volta nella forma della dazione!

Non siamo frammentati, ma divisi gli uni dagli altri, solo che la nostra connessione è scorretta. Invece di comunicarti la bontà, voglio togliertela e darti il male al posto suo. Ecco come noi tutti ci sentiamo e questo è chiamato un sistema frammentato.

Tuttavia, in realtà non è stato frammentato niente in questo sistema. È lo stesso sistema nel quale tutti siamo uniti gli uni agli altri, solo la nostra connessione è scorretta. Quando scopriamo che la connessione tra di noi è scorretta, significa che adesso siamo nei mondi impuri di BYA e questa è una rivelazione spirituale; ma per adesso, siamo dietro i 125 livelli di occultamento di questa connessione. Tuttavia, è solo una mancanza di coscienza da parte nostra.

Pertanto, tutto dipende solo dai nostri sforzi per rivelare il sistema della connessione corretta tra di noi. Attraverso questa connessione riveliamo la forza che governa la creazione: il Creatore. Non c’è altra opportunità di rivelarlo.

Essenzialmente, ricreiamo il nostro Kli (il vaso comune dell’anima) dallo stato frammentato nel quale tutte le sue parti funzionano scorrettamente, come gli organi di una persona ammalata, fino a quando raggiungiamo l’armonia e la connessione corretta. Lo stato sano al quale ritorniamo, il nostro funzionamento adeguato, la forza interna che ci controlla, la necessità e lo scopo della nostra esistenza, tutto questo è chiamato Creatore!

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14 Settembre 2010 sullo Zohar).

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