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Come nello schermo di un oscillografo

Lo schema di tutte le lettere è determinato con precisione. Ogni dettaglio delle lettere è un simbolo geometrico di una determinata qualità spirituale, prodotta dalla combinazione di dazione e ricezione. È per questo che la scrittura ebraica è rimasta immutata lungo i millenni. Tutti gli altri alfabeti sono cambiati con il tempo, a volte anche fino al punto da non poterle riconoscere, mentre le forme delle lettere ebraiche sono fissate dalla combinazione di forze spirituali e per questo preservate nel corso dei secoli.

I dettagli orizzontali delle lettere sono uno schema che simboleggia l’ influenza della Luce di Hassadim, mentre i verticali simboleggiano l’ influenza della Luce di Chokhmà. Hassadim appartiene alla forza di Binà, mentre Chokhmà appartiene alla forza di Malchut.

Questo può essere comparato ad un oscillografo, il cui segnale è composto anche dall’ interazione di due scale. Di fatto, tutte le immagini del nostro mondo sono anche basate sulla combinazione di due forze, di conseguenza c’ è anche uno sviluppo cronologico sovraimposto su di esse. Questo è causato dall’ intrusione della Klipà, che “stira” il processo nel tempo. Come risultato, nasce una differenza tra l’ inizio e la conclusione.

Nella misura in cui correggiamo le forze impure, esse si uniscono al tutt’ uno, avvicinando lo stato iniziale e quello finale, fino ad arrivare all’ unità totale. Di conseguenza, la propria nozione del tempo scompare.

(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15 Dicembre 2010, lo Zohar)

La chiave del problema: La volontà di cambiare

Lo Zohar, introduzione, articolo “Il Lucchetto e la Chiave“, Articolo 44: All’ interno di quelle porte c’ è un blocco e un luogo ristretto in cui inserire tale chiave.

Prima di tutto dobbiamo trovare la chiave e la serratura. Che cosa sono? Dove sono? E come possiamo farle corrispondere l’ una a l’ altra? Inserire la “chiave nella serratura” significa stabilire una connessione tra gli opposti attraverso il raggiungimento dell’ equivalenza della forma.

E, infine, come si può aprire la serratura? Come si fa a girare la chiave in essa? Vogliamo “girare” noi stessi nell’essere superiore, al fine di diventare simili a Lui? Oppure non sono nostri atti, ma solo Suoi? Dobbiamo solo evocarli o avviarli?

Queste sono domande che una persona percepisce continuamente. La serratura e la chiave rappresentano un meccanismo di protezione che si adatta al sistema del mondo di Atzilut, di Arich Anpin .

Egli divide se stesso in due parti: quella superiore e quella inferiore. La parte superiore è nascosta mentre la parte inferiore si rivela a quelle inferiori. Noi non abbiamo una connessione diretta con Lui e quindi ci rivolgiamo a Binà, che proviene dall’ esterno, diventando un conduttore della governance superiore.

Lo Zohar ha molto da dire su questo, perché dobbiamo risvegliare le Luci su di noi che proietteranno dentro di noi il meccanismo che corrisponde alla parte inferiore del Arich Anpin . Il nostro compito è quello di dare all’ essere superiore l’ opportunità, di nuovo e ancora, per lavorare su di noi per darci forme che sono sempre più perfette. Alla fine dobbiamo prendere su le leggi del sistema che è collegato a noi, abbassando noi stessi prima di esso, e diventare simile ad esso.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah 21.12.2010 , Lo Zohar)

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Una rosa tra le spine

“Introduzione del Libro dello Zohar”, articolo “La Rosa”: “Katnut (infanzia, piccolezza) si chiama “una rosa tra le spine”, poiché i suoi nove inferiori furono svuotati della luce di Atzilut e si mantennero come spine. Gadlut è chiamata semplicemente “una rosa” o “l’ Assemblea di Israele”. È per questo che fu detto: “C’ è una rosa e c’ è una rosa”.

Domanda: Che consiglio darebbe ad un nuovo studente che si trova in una lezione di Kabbalah per la prima volta?

Risposta: La nostra Fonte è chiamata “Infinito” (Ein Sof). Da lì e attraverso il mondo di Adam Kadmon (AK), la luce discende al Tabur comune (ombelico). Di seguito, si presentano i Partzufim del Mondo di Atzilut: Atik, Arich Anpin (AA), Abba ve Ima (AVI) e ZON (Zeir Anpin e Nukva). Al di sotto di essi ci sono i mondi di Beria, Yetzira e Assiya (BYA).

Studiamo quello che succede nel mondo di Atzilut. Per noi, è di grande importanza perché è qui che il governo si compie, dove passato, presente e futuro sono contenuti. Si conclude con il Parsa (frontiera, linea che separa) che restringe la diffusione della Luce di Chokhmà (Saggezza).

Sotto, nei Mondi di BYA, ci sono le anime frammentate, mentre il nostro mondo è tutto il cammino nella parte inferiore, al di sotto della comune consumazione (Sium), linea che deriva dall’ Infinito. Qui, esistiamo nei nostri corpi fino a che veniamo risvegliati spiritualmente.

Le anime elevano il loro desiderio, la loro richiesta per la correzione a Malchut del Mondo di Atzilut. Questa utilizza la sua connessione con Zeir Anpin ed eleva il desiderio dalle anime ad esso.

Nella misura in cui Zeir Anpin si connette a Malchut, diventano un Partzuf unito, chiamato ZON ed ascende ad AVI. Zeir Anpin ascende ad Abba, il Partzuf paterno, mentre Malchut ascende ad Ima, il Partzuf materno.

ZON obbliga “il padre e la madre” a dargli tutta le Luci Necessarie, le correzioni ed i riempimenti, e poi ritornano ai loro luoghi. Lì, diventano “grandi”, acquisiscono lo stato adulto di Gadlut. Questo ci aiuta a chiarire il significato dei due stati della “rosa” o Malchut: Katnut e Gadlut.

Nel primo stato, essa rappresenta solo il punto della Sefirà Superiore, Keter, mentre le sue altre nove Sefirot sono al di sotto del Parsa. Anche qui ci sono le forze impure (Klipot, gusci). Questo è il significato della frase “una rosa tra le spine”: Malchut tra le Klipot. È il primo e più piccolo stato di Malchut.

Nel suo stato adulto, Malchut eleva le sue nove Sefirot inferiori, facendo uno Zivug (accoppiamento, copula) con Zeir Anpin mediante l’ unione con esso, e pertanto diventa una vera rosa, fioritura della sua bellezza. Malchut può diventare così solo quando le sue “spine”, cioè i Kelim (i vasi) che sono estranei e senza il riempimento di Zeir Anpin, ascendono ad uno Zivug con lui.

Tutto questo è evocato dalle anime frammentate quando si uniscono, e sono loro che portano a compimento la correzione di Zeir Anpin e Malchut. In questo risiede tutto il nostro lavoro, nell’ ottenere la correzione di ZON, fino a che essi raggiungano il loro stato finale.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 28 Novembre 2010, “Introduzione del Libro dello Zohar”, articolo “La Rosa”)

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Come lavora Binà con le anime

Stiamo studiando un articolo di “Introduzione al Libro dello Zohar”, intitolato “Mi creò ELE”. Parla di Binà del mondo di Atzilut e di come le sue tre Sefirot superiori (GAR o IM) crearono sette Sefirot inferiori (ZAT o ELE).

GAR creò (Bara), significa che tirò fuori da se stessa verso l’ esterno (Bar) la sua parte inferiore, l’ AHP. Dopo essere disceso a Zeir Anpin e Malchut, l’AHP è ora capace di interconnettersi con le anime che ascendono a Malchut dai mondi di BYA (Berià, Yetzirà, Assiya) e che sono disposte ad essere riformate ed unificate.

Le anime chiedono la forza per unirsi e non hanno bisogno di nient’ altro che questa. Esse capiscono che facendolo, acquisiranno un vaso nel quale il Creatore sarà rivelato. Inoltre, si rendono conto che la loro forza è insufficiente per ottenere questa unione ed è necessaria la forza superiore.

Pertanto, esse innalzano il loro desiderio a Malchut del mondo di Atzilut, facendo in modo di fondersi con Zeir Anpin in un tutt’ uno, ZON. In questo punto, ZON scopre che in Malchut e Zeir Anpin c’ è la parte inferiore di Binà, ELE e questa parte le eleva a Binà, MI, per se stesse.

Come risultato, le anime, Malchut, Zeir Anpin e le due parti di Binà si uniscono in Alto e ricevono lì la forza della Luce: l’ attributo della dazione che governa completamente nella parte superiore di Binà. In tal modo, MI crea ELE e più tardi riforma le anime che sono ascese a Binà.

Se vogliamo agire seguendo l’ esempio descritto nel Libro dello Zohar, dobbiamo sforzarci di trovare tra noi il desiderio, la necessità di ascendere a Malchut di Atzilut per entrare nell’ AHP di Binà. Questa necessità arde in una persona quando diventa ansiosa di far parte del gruppo, perché Malchut del mondo di Atzilut riconosce e risponde esclusivamente a questo desiderio specifico.
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(Dalla 1° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.12.2010, “Introduzione al Libro dello Zohar”, articolo “Chi creò questi”)

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Preparare il suolo per il lavoro di Davide

Domanda: Come si può esprimere nel lavoro di gruppo la storia di Davide e Bat-Sheva?

Risposta: É una domanda corretta. Noi non lavoriamo esclusivamente nel desiderio individuale di una persona, ma nel desiderio che si trova tra di noi. Questo è precisamente quello che è stato rotto, ed è questo quello che deve essere corretto.

Nel desiderio generale di correzione ogni persona è presente con il proprio egoismo, che non viene considerato per niente. Dentro di me ci sono desideri dei livelli animato, vegetativo e livelli inanimato, che non sono soggetti a correzione direttamente. Saranno corretti nel grado in cui io lavoro nel livello umano.

Quello che deve essere corretto sono i rapporti tra di noi, i fili di collegamento tra di noi. Questo desiderio generale è il male in relazione a te – l’ intenzione con lo scopo di dare.

Lascia tutte le altre cose e lavora sull’ essere umano in te – Adamo, quello che deve essere similare (Dommeh) al Creatore. Tutti gli altri desideri lo seguiranno automaticamente.

È per questo che tutto il lavoro viene fatto nel gruppo, Malchut, Bat Sheva, è il Kli comune rotto per il quale dobbiamo trovare correzione, unità. La Luce Superiore di discernimento AB-SAG viene e prende una parte di Luce da noi. È cosi che Uriah muore, la Luce Yod-Hey. Solamente rimane Vav-Hey con la quale possiamo lavorare.

Allora Davide prende una parte di Zeir Anpin, che è intesa per correggere Malchut, e inizia a lavorare. Essendo uno schermo (Masach) con l’ intenzione “con lo scopo di dare”, lui corregge Bat Sheva e raggiunge il giusto Zivug, unità con lei, in modo di poter dare piacere al Creatore.

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