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Mosè o Korach?

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 16:15-17): “Mosè era estremamente angosciato e disse al Signore: ‘Non accettare la loro offerta. Io non ho preso un asino da nessuno di loro, e non ho fatto del male a nessuno di loro’. Mosè disse a Korach ‘Tu e tutta la tua congregazione dovreste essere davanti al vostro Signore, tu, loro e Aronne domani.

Ogni uomo prenda il suo incensiere e mettetevi dell’incenso, e lasciate che ogni uomo presenti il suo incensiere davanti al Signore; [ci saranno quindi] duecentocinquanta incensieri, e lasciate che tu e Aronne, ognuno di voi [prenda] il proprio incensiere’”.

Da una parte, Mosè dice al Creatore, non importa quello che portano “non accettare la loro offerta”, perché si rende conto che per raggiungere il confine della Terra di Israele l’uomo ha bisogno della caratteristica pura di Bina, della dazione.

Quando Malchut (i desideri egoistici) sono incorporati in Bina, anche se vi è un patto tra di loro, esiste ancora lo stato in cui questi desideri si ribellano e chiedono ciò che è loro.

Pertanto, ora lui vuole verificare le sue caratteristiche personali e in quale misura funzionano davvero con l’intenzione al fine di dare, fino a che punto il loro incenso sale verso l’alto pieno di profumo speciale di amore e di dazione o se ci sono ancora dentro dei carboni ardenti che vogliono ingoiare e bruciare tutto.

Offrire incenso è la caratteristica di MAN (preghiera), un test davanti al Creatore come se MAN fosse salita al livello superiore e si fondesse con esso, poiché il livello superiore è sempre chiamato il Creatore.

Se lo fanno, il popolo avanza, il che significa che offrono il loro metodo di ascesa e di conseguenza possono entrare direttamente nella Terra d’Israele, nonostante il Creatore avesse detto che avrebbero vagato nel deserto per quarant’anni e che sarebbero morti nel deserto.

Tuttavia, quando si compie l’offerta dell’incenso, diventa chiaro che nel popolo esistono ancora desideri egoistici e questi cadono e si perdono in loro. Pertanto, al fine di verificare da cosa realmente siamo guidati, sia che si tratti dell’ego o della dazione, dobbiamo offrire il nostro incenso al Creatore.

Domanda: E’ questo il modo con cui Mosè si esamina?

Risposta: Certo! Mosè è la nostra caratteristica più sublime, ma Korach e tutti coloro che si ribellano contro Mosè sono i desideri egoistici che gli dicono: “Tu stai seguendo la strada sbagliata”. Dobbiamo avanzare solo con il nostro desiderio altruistico.

Questo è il motivo per cui esaminiamo questi desideri dentro di noi. Se io credo che abbiano ragione (la linea di sinistra), dentro me cade Mosè, e se mi giro dall’altra parte, appaiono i desideri egoistici assoluti e dentro me risorge di nuovo Mosè.

Questo accade perché io alzo completamente tutte le mie caratteristiche al livello successivo chiamato “offrire l’incenso”. Il livello successivo mi mostra sia la caratteristica di Mosè che quella di Korach, e quale di loro è più preziosa rispetto all’altra per aiutarmi a salire.

Questo è il luogo in cui compaiono i componenti egoistici e altruistici del livello successivo, cos’è l’alleanza tra di loro e chi governerà, Mosè o Korach.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 20/05/2015

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Alla ricerca della correzione

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri, 16:20-22): “Il Signore parlò a Mosè e Aronne dicendo: ‘Allontanatevi da questa comunità ed Io li annienterò all’istante’. Loro si gettarono con la faccia a terra e dissero: ‘Oh Dio, Dio degli spiriti di ogni vivente, se un solo uomo pecca, Tu ti adiri con tutta la comunità?’”.

Quando in una persona insorgono le caratteristiche opposte come Mosè e Korach, allora non c’è solo un desiderio di cancellarli per un periodo perché poi devono ancora essere corretti, ma c’è il desiderio di trovare il modo in cui possano essere corretti oggi.

Dato che sembrano opposti, inadatti all’uso con l’intenzione per il bene della dazione e dell’amore, nasce spontanea la domanda: È davvero possibile farne qualcosa senza doverli uccidere?

Mosè è la caratteristica della persona che si rammarica di avere ora così tanti desideri egoistici che possono essere presto corretti, moriranno, ma questi sono scagliati indietro e lui rimane con la sua caratteristica pura, la caratteristica di Bina (Intelligenza). Ma qual è la necessità per questo se non è connessa a Malchut (Regno), che richiede correzione?

Da una parte è bene se riveliamo le contraddizioni tra queste caratteristiche e l’impossibilità di usarle al momento, tuttavia dall’altra, vengono rigettate con forza! È possibile correggerle in qualche modo?

La caratteristica di Mosè dentro noi vuole realizzare la correzione il prima possibile. E siamo davvero in grado di farlo! Se ci connettiamo ora in una richiesta speciale e facciamo appello al Creatore, allora questa MAN (Mayin Nukvin, acque femminili) solleverà le Reshimot (Reminiscenze) e ci sarà la possibilità di correggerci in qualche modo. In linea di principio, la preghiera, ovvero il giusto desiderio, corregge tutto.

D’altro canto però, anche se non funzionasse, la ricerca stessa, il tentativo di indurre il Creatore a correggere queste caratteristiche, costituirebbe un’azione efficace mediante la quale molto può essere corretto.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 20/05/2015

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I dubbi sono il posto per l’avanzamento

Dr. Michael LaitmanCommento: Se osserviamo la Torah con superficialità, sembra che stia parlando solo di omicidi, sofferenze e lotta tra il bene e il male, e sento che stai giustificando continuamente tutti i ribelli: Miriam con Aronne, Korach con Israele.

Risposta: Queste caratteristiche sorgono costantemente dentro noi. Sulla via della correzione, la scoperta di tutte le caratteristiche egoistiche avviene ad un livello maggiore o inferiore.

Però ancora sono in conflitto tra loro per risvegliare una somiglianza ed un’equivalenza maggiori col Creatore, per attrarre desideri maggiori e un’intensità di ascesa maggiore.

Dopo tutto, l’ascesa avviene sia in base alla caratteristica del desiderio egoistico, la “linea di sinistra” che in base alla caratteristica altruistica, la “linea di destra”. Quindi, è necessario chiarire come ascendere nella “linea di mezzo” in modo da attrarre di più dalle due linee con la connessione tra loro.

Dove si trova la giusta connessione tra loro? Qui ci sono molte sottigliezze. Lo studiamo nel libro L’Albero della Vita dell’Ari e, in parte, nel libro Talmud Eser Sefirot (Lo studio delle Dieci Sefirot) del Baal HaSulam.

Tuttavia, in generale, questo è un sistema multilivello molto complesso e quindi c’è posto per dubbi costanti, i quali appaiono in noi in modo intenzionale poiché proprio nel momento di questi dubbi, abbiamo la necessità di ascendere ancora di più al di sopra della caratteristica di ricevere verso la caratteristica di dazione.

Ogni dubbio rende possibile all’uomo di risolverlo con l’aiuto di un’ascesa al di sopra di questo. Per questo tutti i personaggi della Torah hanno contraddizioni e chiarimenti dato che, solo in questo modo, è possibile salire al livello del Creatore.

Tutto il sistema è composto dal salire sui dubbi: non so come comportarmi, cosa fare. Chiedo ai miei desideri egoistici, al mio intelletto, ai miei sentimenti, a tutta la mia esperienza, di pesare tutti i “pro” e i “contro”. Si gioca tutto apparentemente sul palco del teatro. In ultima analisi, la fuga avviene attraverso la salita al di sopra di me stesso. Questo è l’avanzamento.

Dobbiamo unirci chiudendo i nostri occhi; solo in questo modo è possibile sopravvivere e avanzare. Ovviamente, questo non si sente immediatamente poiché quando dentro di me sorgono i desideri come questi, come Korach e la sua fazione, allora io sono in una frammentazione interiore molto grande.

Mi sembra di avere ragione. E così, solo la caratteristica più piccola rimasta dentro di me, che scopro in un momento critico e che posso usare, mi solleva ad un’altezza maggiore.

Commento: E’ interessante che in particolare siano i grandi Tzadikim (Giusti) a commettere i “peccati”, però nel senso buono del termine. Un esempio di questo sono i capi delle dodici tribù che entrarono nella Terra di Israele e videro lì i giganti.

Risposta: solo le caratteristiche superiori ci danno situazioni complesse come queste. E dopo che la terra li inghiotte o vengono lapidati o bruciati; il cosa e il come non sono importanti. Si parla solo della correzione dell’egoismo. Dopo tutto, ci sono quattro livelli di densità dell’ego, di conseguenza ci sono quattro metodi della sua “esecuzione”.

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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno”20/05/2015

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Korah-Il desiderio di avanzare

Dr Michael LaitmanTorah, Numeri 16:8 – 16:10: Mosè disse a Korah “Ascoltate, o figli di Levi. Vi sembra poco che il Dio di Israele vi abbia distinti dal resto del popolo di Israele per farvi accostare a sé, perché prestiate il servizio nel Mishkan (tabernacolo) del Signore e perché stiate davanti alla congregazione per servirla? Egli ha avvicinato a sé te e con te tutti i tuoi fratelli, i figli di Levi, ed ora pretendete anche il kehunah (sacerdozio)?

Il problema è che noi percepiamo la Torah come un romanzo affascinante, mentre essa si riferisce ad un solo individuo e ci dice cosa accade dentro di lui, allorché egli si accinge a determinare chi sono Mosè, Aronne, Korah e le altre persone dentro di lui.

Egli deve chiarire a quali desideri ed a quali attributi queste persone corrispondono dentro di lui, perché sono così diverse tra loro, cosa esattamente viene rivelato in questo contrasto ed in quale modo Korah è migliore o peggiore di Mosè.

La Torah spiega che tutti dobbiamo attraversare questi stati, così io voglio rivelarli dentro di me. Supponiamo che io mi trovi in uno stato nel quale mi rivolgo al Mosè dentro di me: “Io posso guidare e condurre le persone meglio di te. Va bene, siamo d’accordo. Per favore vieni e porta il braciere con l’incenso che brucia”. Ma perché dovrei ascoltarlo? Dopotutto io dico che conosco meglio la situazione ma per qualche ragione io cedo all’attributo di Mosè. Questo pone molti interrogativi, dato che il mondo interiore di una persona è in uno stato di totale confusione.

Da una parte è come se io obiettassi a Mosè e dall’altra io mi arrendo a lui, per qualche motivo, quando ascolto ciò che egli mi dice.

Se ci addentriamo in questo argomento, risulta chiaro che la Torah parla solo dell’appagamento di un determinato stato e non del completo raggiungimento del livello di Mosè, dato che è un livello di Bina assoluto, di connessione completa col Creatore. Questo è il motivo, certamente, per cui Korah non ha alcuna pretesa di raggiungere questo livello.

Il punto è che che se io mi trovo al livello di Bina, mi potrei distaccare da Malchut ed allontanarmi dalle persone. Quindi Korah aveva ragione, in un certo senso. Vedo tutti gli altri desideri non egoistici, che sono già corretti, e capisco che qui non vi è connessione tra Bina e Malchut. Anche se Mosè può essere al comando, qualcosa che è in suo potere, nei suoi attributi, non funziona col mio ego.

La Torah ci dice che noi non abbiamo attributi negativi. Non è malvagità ma semplicemente l’attributo di Korah che aspira ad avanzare quanto più possibile. L’intera Torah tratta solo di come dare di più, donare, ascendere, immaginare tutto in adesione col Creatore e velocizzare questo percorso.

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Da “I Segreti del Libro Eterno”  di Kab TV del 20-5-15

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Non ritardare l’avanzata verso il Fine della Creazione!

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Levitico 24, 10-16): “Ora il figlio di una donna israelita e di un egiziano uscì in mezzo ai figli di Israele; nell’accampamento, fra questo figlio della donna israelita e un uomo di Israele, scoppiò una lite. Il figlio della israelita bestemmiò il Nome del Signore, imprecando; perciò fu condotto da Mosè. La madre di quel tale si chiamava Shelomit, figlia di Dibri, della tribù di Dan. Lo misero sotto sorveglianza, finché fosse deciso che cosa fare per ordine del Signore.

Il Signore parlò a Mosè: «Conduci quel bestemmiatore fuori dell’accampamento; quanti lo hanno udito posino le mani sul suo capo e tutta la comunità lo lapiderà.

Parla ai figli di Israele e di’ loro: Chiunque maledirà il suo Dio, porterà la pena del suo peccato. Chi bestemmia il nome del Signore dovrà essere messo a morte: tutta la comunità lo dovrà lapidare. Straniero o nativo del paese, se ha bestemmiato il nome del Signore, sarà messo a morte”.

“Chi bestemmia il nome del SIGNORE” è l’uomo che ritarda l’avanzamento verso lo scopo della Creazione, ritagliando se stesso e staccandosi dalla Luce Superiore, che è pronta a correggerlo, così il suo ego non può più essere corretto.

Quindi, egli “Dovrà essere messo a morte” significa perdere tutta la connessione con la Luce Superiore e non avanzare più. Nel futuro sarà necessario un ciclo di esistenza per ritornare allo stesso stadio e riconquistare l’opportunità per l’ascesa e per la correzione.

Domanda: Cosa Significa “Il figlio di una donna israelita e di un egiziano uscì in mezzo ai figli di Israele”?

Risposta: Grazie ad una precisa ed intelligente correzione iniziamo a scoprire i difetti nelle persone, che prima non erano evidenti. Ed allora adesso è necessario correggerli.

In altre parole, la lapidazione e gli altri metodi di condanna a morte simbolizzano la morte del desiderio egoistico nell’uomo, che deve essere in qualche modo annullato e poi si inizia di nuovo a correggerlo.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 18/06/2015

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Qualità diverse: Mosè e Korach

Dr. Michael LaitmanKorach è il capo della qualità del giudizio critico nella persona che crede che sia possibile compiere le azioni spirituali di correzione e di ascesa al livello che è uguale al Creatore, il che significa entrare nella Terra di Israele, uno stato in cui la persona scopre la forza superiore della natura ed è in contatto con essa, in adesione.

La qualità di Korach dentro di noi ritiene che sia possibile raggiungere questo stato in un modo più semplice e più breve di quello che propone Mosè, senza afflizioni e senza tanti problemi, senza la terribile sofferenza e la morte nel deserto.

Tuttavia, la nazione sta affrontando i 40 anni di serio lavoro per avvicinarsi l’uno all’altro. Non vi è dubbio che moriranno durante questo periodo, e sono condannati a soffrire durante tutti i 40 anni per poi morire alla fine, vicino al confine della Terra di Israele.

Tuttavia, Korach sostiene ancora che saltare questo livello è possibile. Lui è un grande uomo che comprende tutto ed è nella sua qualità, vede (e crede che quello che vede è vero) che Mosè sta sbagliando, proprio come lui ha fatto indurre in errore le spie. Cosa accadrà in seguito?!

È molto difficile esprimere se stessi. Si dovrebbe raggiungere adesso lo stato più alto, chiamato la Terra di Israele, e conseguire la qualità della dazione, la fine della correzione, l’amore reciproco con il Creatore, quando tutto il mondo superiore è rivelato davanti a te e puoi operare lì secondo le leggi spirituali, oppure dovresti morire a causa della tua incompatibilità con il mondo superiore.

Perché è impossibile correggere questa incompatibilità? Se le spie avessero deciso di entrare nella Terra di Israele senza curarsi di cosa sarebbe potuto succedere, sarebbe stato tutto perfetto. Il popolo li avrebbe seguiti e avrebbero superato facilmente tutti gli ostacoli senza alcuna guerra. La guerra è necessaria solo al fine di batterci ed elevarci al livello successivo, per rivelare la nostra disponibilità e niente di più.

Korach ritiene che come capo, Mosè sia responsabile di tutto. Dal suo punto di vista Mosè non ha preparato il popolo in modo corretto, in modo che i figli di Israele avessero potuto seguire una via diversa.

Questo problema non ha soluzione poiché la qualità di Malchut (Korach) e l’attributo di Bina (Mosè) sono opposti l’uno dall’altro e non possono essere integrati. Anche se Korach è un grande uomo e si trova ad un livello vicino a Mosè, queste qualità sono molto diverse.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 20/05/2015

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I segreti dei Libri Sacri

Dr Michael LaitmanDomanda: Com’è possibile capire quali segreti ci sono nella Torah?

Risposta: Se vogliamo comprendere cosa ci dice la Torah, dobbiamo iniziare lo studio della Saggezza della Kabbalah. La Saggezza della Kabbalah insegna il metodo della lettura dei libri sacri. Sono chiamati “sacri” perché sono stati scritti dal livello del mondo superiore spirituale.

Quindi, per comprenderli, dobbiamo imparare una lingua e dei concetti speciali per sapere cosa significano le parole “Adamo” (Uomo) e “anima”.

Ogni parola e ogni frase nella Torah avrà un aspetto completamente diverso. È detto che “La Torah parla nel linguaggio degli uomini” (Sifre Bamidbar 112), il che significa nel “linguaggio dei rami”. Utilizza le parole del nostro mondo ma è diretta alle radici di tutto ciò che sta accadendo, ovvero, le forze attive nel mondo superiore.

La Torah è chiamata sacra, ma nel nostro mondo non c’è nulla di sacro. Sacro significa separato dal nostro mondo. Così, durante un matrimonio, lo sposo dice alla sposa: “Vedi, tu sei sacra per me”, nel senso di distinta dal mondo intero e giusta solo per me. In questo senso, anche la Torah è chiamata sacra, perché è giusta solo per il mondo superiore.

Questo significa che, prima di tutto, dobbiamo imparare la lingua in cui è scritta la Torah. In seguito, comprenderemo tutte le sue storie e vedremo che queste non sono leggende o una storia. Si tratta di una guida speciale che ci dirige verso una corretta percezione della realtà. La Torah non parla di eventi del passato remoto ma di forze che agiscono su di noi in questo momento.
[165.921]

Dal programma della radio israeliana 103FM, 16/08/2015

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Coprire la terra nella Sukkah con la Luce della correzione

Dr. Michael LaitmanDomanda: Durante la festa di Sukkot, la Festa dei Tabernacoli, costruiamo una Sukkah, e il suo elemento più importante è la copertura. Che cosa simboleggia questa struttura?

Risposta: La struttura della Sukkah e tutti i materiali che vengono utilizzati per costruirla, sono in accordo al metodo e alle misurazioni degli attributi superiori che dobbiamo risvegliare dentro di noi.

Il tetto della Sukkah è composto dai rami degli alberi in modo che l’ombra di una giornata di sole sarà maggiore rispetto alla luce, e la luce arriverà solo occasionalmente attraverso i rami e le foglie.

Il tetto simboleggiava il Masach (Schermo) che ci separa dal mondo superiore e la luce che lo riempie. Tuttavia, per farlo, dobbiamo formare un Masach spirituale dentro di noi. Come se noi neutralizzassimo il Masach superiore.

Il Masach superiore è quello che si nasconde, e il nostro Masach è quello che si rivela. Pertanto, durante il periodo della neutralizzazione del Masach superiore dal nostro Masach, la luce comincia ad illuminarci e correggerci.

Durante i sette giorni, ci riempiamo gradualmente con questa luce, e l’ottavo giorno arriviamo allo stato di essere completamente corretti, la festa di Simchat Torah (La gioia della Torah). Questo significa che la Luce della Torah raggiunge il suo fine logico e unico: il riempimento del Kli (Vaso) dell’anima corretta.

Domanda: Parliamo sempre dell’importanza degli atti spirituali e non di quelli fisici. Allora, perché il tuo insegnante, Rabash, trattava la costruzione della Sukkah con tanta passione a tal punto da controllare se il tetto fosse stato appeso e non connesso ad alcun asta e così via.

Risposta: L’uomo è così. Se per lui qualcosa è prezioso, allora si relazione a questa cosa con grande considerazione, anche al livello fisico più basso.

Se le nostre profonde motivazioni interiori sono a noi molto care, di conseguenza nel nostro mondo, manteniamo lo stesso atteggiamento di riverenza per i loro simboli. Naturalmente, la cosa più importante sono le correzioni spirituali. Ma quando l’uomo inizia a lavorare interiormente, allora i simboli interiori diventano un incentivo che lo attraggono verso le azioni esteriori adeguate.

Oltre a questo, la festa di Sukkot è semplicemente una festa bella e felice. Le persone si riuniscono nella Sukkah, cenano insieme, cantano delle canzoni e sono felici.

Arriverà un tempo in cui il mondo intero entrerà in una enorme Sukkah, e allora tutto il mondo sarà felice.
[166.981]

Dalla trasmissione di Kab TV “I segreti del Libro Eterno” 18/06/2015

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Korach, tesoriere del Faraone

Dr. Michael LaitmanDurante gli anni della schiavitù in Egitto, Korach era il tesoriere del Faraone e sperava che gli Ebrei rimanessero in Egitto, così sarebbe stato l’unico responsabile del tesoro reale.

Korach sperava di cambiare in dazione qualsiasi aspetto della sua natura egoistica.

Commento: Non è una caratteristica negativa essere il tesoriere del Faraone?

Risposta: Al contrario, egli era astuto! Chi è astuto non è considerato saggio; piuttosto è qualcuno che sa usare bene la sua intelligenza.

Quindi, essere “l’unico responsabile del tesoro reale” significa assumersi il compito di trasformare gli atti di ricezione in dazione. Questo significa conseguire la fine della correzione (Gmar Tikkun) trasformando tutta la potenza dell’ego in dazione.

Nonostante le sue eccezionali caratteristiche, Korach non osò mai confrontarsi con Mosé, ma sua moglie accrebbe costantemente l’autostima del marito e lo convinse di non essere inferiore in alcun modo a Mosé ed Aronne. Purtroppo, Korach ascoltò le sue parole.

Qui si è ripetuta la stessa cosa che accadde ad Adam HaRishon (Primo Uomo). Il “serpente” ha fatto il suo lavoro.

La donna è il nostro desiderio interiore di ricevere e questo desiderio ti dice che puoi fare di più e che per questo non serve essere connessi a Mosé. E Mosé è la caratteristica della Bina pura.

Pertanto, quando Korach si è staccato da Bina, non ha più potuto occuparsi del tesoro reale, poiché il tesoro si riferisce alle forze egoistiche che è possibile trasformare gradualmente in quelle altruistiche.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 20/05/2015

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Anima Eterna

Dr. Michael LaitmanDalla Torah (Numeri 15:30-31): “Ma chiunque faccia qualcosa con arroganza, sia egli nativo del paese o straniero, bestemmia il Signore; e quell’anima deve essere allontanata dal suo popolo.

Poiché ha disprezzato la parola del Signore ed ha infranto il suo comandamento; quell’anima sarà irrimediabilmente eliminata, la sua iniquità ricadrà su di lui”.

Domanda: Cosa vuol dire “quell’anima sarà irrimediabilmente eliminata”?

Risposta: È impossibile eliminare l’anima, perché dopo tutto, questa è la scoperta della caratteristica della dazione, l’amore, la Luce, in una persona.

Se il nostro desiderio egoistico lo rendiamo simile alla Luce, la forza superiore, allora questa caratteristica di dazione e amore, comincia a percepire la Luce Superiore e ad essere riempita da essa, fino al grado di equivalenza con l’altro, questa è chiamata anima. In questo modo ci connettiamo al Creatore, alla Luce.

Il nostro scopo principale è quello di assicurarci che tutti i nostri diversi desideri interiori, intenzioni, pensieri e sentimenti si riuniscano insieme in un’unica singola intenzione di dazione e amore al di fuori di noi stessi.

In seguito, nella misura in cui ad un certo punto essi sono uniti e collegati dentro di noi, creiamo al nostro interno un oggetto chiamato Creatore e Lo sentiamo dentro di noi. La caratteristica di amore e dazione che questa persona può creare dentro di sé è il Creatore.

Domanda: Allora perché si dice che se “l’anima che fa qualcosa con arroganza… deve essere irrimediabilmente eliminata, la sua iniquità ricadrà su di lui”?

Risposta: Se una persona si trovava ad un alto livello spirituale o ha avuto la possibilità di elevarsi a questa altezza ma fa il contrario, poi cade, scende da questa altezza. Ne consegue che l’anima precedente viene apparentemente eliminata e deve generarne di nuovo una, ma già ad un livello più elevato. La discesa è quindi necessaria.

In ogni fase bisogna cadere dal livello precedente e salire ad un livello più elevato.

Quando leggiamo la Torah, vediamo come il popolo ha sempre commesso degli errori. Possiamo chiederci: non hanno potuto imparare nulla?! Ma loro devono commettere peccati; devono scoprire i veleni del loro egoismo interiore più e più volte e poi correggerli, per salire ancora più in alto.

Considerato questo, devono essere felici della loro discesa! Come è detto “Uno Tzadik (Giusto) cadrà mille volte e si rialzerà” (vedi Proverbi 24:16). Questo è il nostro percorso.
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Dalla trasmissione di Kab TV “I Segreti del Libro Eterno” 13/05/2015

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