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La scala dei Kabbalisti

Baal Ha Sulam, “Lo Shofar del Messia”: E per questo, Rashbi si permise e svelò la saggezza nascosta nei suoi libri, Lo Zohar e il Tikkunim. Comunque, è stato fatto con molta cura, dal momento che lo permise solo a Rabbi Abba, il quale può svelare con allusioni, allora solo i saggi dei bambini di Israele vorrebbero comprendere e non i saggi delle nazioni.

Un Kabbalista che raggiunge il mondo spirituale è come uno scienziato che scopre qualcosa di grandioso. Se gli chiedete di spiegare la sua scoperta, lui non troverà le parole per questo e non sarà in grado di trovare una definizione compiuta e coerente. Al fine di compiere ciò, noi necessitiamo di metodologisti che pavimentino la maniera per le persone al vertice della conoscenza.

Quindi se noi stiamo parlando riguardo la prima convergenza, Rabbi Abba potrebbe riscrivere le parole di Rabbi Shimon allorché loro illuminino anche i principianti, per coloro che giacciono ai piedi della saggezza della Kabbalah, e aiutino coloro che avanzano. Lui ha arrangiato il materiale in una tale maniera coerente allorché ci possa essere una transizione lenta da “grado a grado”, da un livello all’altro. Anche se una persona ordinaria volesse qualcosa, come un bambino che apre la sua bocca istintivamente, sarebbe abbastanza. Dopo tutto, lui già possiede un sistema digestivo, il che significa che il cibo che riceve dai migliori lo aiuterà a crescere.

Questo è quello che Rabbi Abba sapeva riguardo a come si potesse fare: per svelare con allusioni, così permettendo anche al principiante di approcciare ai segreti. Rabbi Shimon raggiuse tutto il mondo e Rabbi Abba sapeva come portare in basso le sue parole e arrangiarle per farci ascendere. Questo è perché il Libro dello Zohar è come una scala spirituale per noi.

Baal Ha Sulam adattò il Libro dello Zohar anche per i tempi moderni attraverso il suo Commentario al Libro dello Zohar. Noi pensiamo abbia addizionato termini Kabbalistici, ma non è questo, è qualcos’altro.

Le spiegazioni addizionali non aggiungono nulla da sole. Al contrario, loro possono distanziare una persona che vuole imparare da questo libro dall’essenza interna. Questo perché una persona semplicemente riempie se stessa con conoscenza.

No, Baal Ha Sulam ha mitigato la nostra strada ancor più affinché noi dovessimo comprendere e avanzare sia con la mente che con le nostre emozioni. I Kabbalisti erano scocciati e si assicurarono di pavimentare questo cammino, la scala, e di offrirci l’accesso a questo.

Domanda: Anche noi vorremmo diffondere la saggezza della Kabbalah in maniera chiara e allo stesso tempo con un “riempimento” che faccia avanzare le persone. Come possiamo farlo?

Risposta: E’ stampato in noi a livello istintivo perché noi studiamo col metodo che i Kabbalisti ci hanno passato. Una persona che studia qui ed è dedicata al cammino ce l’ha grazie alla connessione tra Rabbi Shimon e Rabbi Abba.

Dopo tutto, qualsiasi cosa origina dal Libro dello Zohar e solo quella radice spirituale è scritta per tutte le generazioni: il raggiungimento superiore (Rabbi Shimon) e il cammino, l’accesso ad esso (Rabbi Abba). Tutti gli altri amici del gruppo di Rabbi Shimon, incluso il figlio Rabbi Elazar che parla della fine della correzione sono incorporati in questo sistema.

Allora questo è il significato di “svelare con allusioni”: anche durante l’occultamento, tutto quello di cui ha bisogno una persona ci è rivelato in questo cammino.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.09.2012,, “Lo Shofar del Messia”)

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La rivelazione avviene sempre all’improvviso

Domanda: La luce influisce su una persona di più quando essa capisce che cosa sta leggendo oppure quando è totalmente confusa e applica gli sforzi per mantenere l’intenzione?

Risposta: È impossibile saperlo. La luce influenza tutto il tempo, ma la persona non può sentire questo effetto immediatamente, ma solo col passare del tempo. Forse dopo due settimane, o anche in un momento inappropriato, improvvisamente la rivelazione succede. Tu non sai come accadrà perché ci sono tante condizioni interne ed esterne che di conseguenza ti portano a una tale scoperta.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.09.2012, Lo zohar)

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Come parlare di un mondo sconosciuto

Domanda: Perché è molto più facile mantenere la giusta intenzione mentre si legge lo Studio delle Dieci Sefirot rispetto a quando si legge Lo Zohar?

Risposta: Il fatto è che abbiamo bisogno di un linguaggio per le spiegazioni. Dopo tutto, non vi sono parole nel mondo spirituale e i Kabbalisti devono parlare il linguaggio dei rami, che ci confonde.

Il linguaggio dei rami va bene per coloro che sono già nel mondo spirituale. Se sono sopra il Machsom, non ho alcun problema a comprendere, non importa il linguaggio della spiegazione. Questo avviene perché sento davvero questo mondo, lo comprendo, e lo percepisco dal livello dei 125 gradini in cui sono asceso. Capirò ciò che sta avvenendo dalla spiegazione, allo stesso modo in cui capisco una favola di questo mondo che mi è familiare.

Se però sono sotto il Machsom, non sono in grado di capire il linguaggio allegorico dei rami. Mi è più facile comprendere il linguaggio del TES, che è costituito da termini tecnici e utilizza definizioni spirituali, nomi della Luce, Sefirot, Partzufim, e le altezze dei livelli. In qualche modo riesco a capirlo; almeno mi è chiaro che il 120° grado è inferiore al 125°, e che Nefesh è più piccola di Ruach. Anche se non capisco cosa sia, posso compararli e valutarli in qualche maniera. E ciò è molto importante. Anche se non sento questi concetti nel mio cuore, almeno posso separarli in livelli nella mia mente: Reshimot Dalet/Ghimel, Ghimel/Bet, Partzufim AB, SAG, MA, BON.

Qui ognuno può essere saggio se ha studiato il materiale. Seppure non ha raggiunto praticamente niente, quanto meno ha imparato la terminologia ed è in grado di spiegarsi. Ecco perché è davvero fondamentale per noi e non saremmo in grado di esprimere nulla senza di essa. In fondo, i Kabbalisti devono stabilire una certa connessione con noi in modo da utilizzarla per portarci la Luce che Riforma.

Necessitano di un certo filo che li colleghi a noi per riuscire a versare di continuo la medicina attraverso ciò dentro di noi. Altrimenti non saremmo in grado di connetterci con loro poiché essi sono in un altro mondo che è separato da noi. Non vediamo i canali dai quali l’informazione fluisce fino a noi.

I Kabbalisti creano questo canale raccontandoci di Partzufim AB, SAG, MA, e BON. E noi li studiamo nella teoria e stabiliamo una connessione esterna con loro, essenzialmente senza alcuna comprensione, ma soltanto ripetendo obbedientemente le parole dopo di loro, in questo modo esprimiamo il nostro desiderio di ricevere la medicina da loro, la Luce della correzione, ed è per questo che la riceviamo. Ma questa connessione è necessaria.

Se i Kabbalisti, anziché parlare nel linguaggio del TES (Talmud Eser SefirotLo Studio delle Dieci Sefirot), parlassero il linguaggio del Tanakh, tu all’improvviso ti immagineresti che stanno parlando di questo mondo e che stai capendo ogni cosa. Il problema è tutto qui, le persone non capiscono che la leggenda appartiene al mondo spirituale, le azioni della dazione (chiamate la Santa Binà, le qualità della dazione), ed attribuiscono ciò al nostro mondo, e questo genera tutte le religioni e tutte le credenze.

Ad ogni modo, non appena le nozioni di gruppo, connessione, e divulgazione diventano più vicine, sentirai che il materiale nel TES sta divenendo più chiaro. Non sarai mai in grado di capirlo puramente nella teoria con la tua mente. Si possono memorizzare tutti i mondi, ma non si avanzerà oltre a questo. Se una persona desidera avanzare attraverso la realizzazione sensoriale dentro il suo desiderio, allora non capirà il TES fino a quando non lo collegherà a qualche correzione personale di sé stessa, già ottenuta. Già prima del Machsom, inizierà a percepire il significato interiore delle nozioni, e sarà più facile per essa studiare.

Quando una persona avanza correttamente, il raggiungimento si sposta dal sentimento alla mente. Questo è il motivo per cui non serve avere una grande mente per imparare. La conoscenza teorica non è legata all’avanzamento spirituale in alcun modo.
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(Dalla terza parte della lezione quotidiana di Kabbalah 16.05.2012, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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Divulgazione dell’educazione integrale in Messico

Settimana scorsa il gruppo messicano ha iniziato il terzo periodo di studio all’Academia della Kabbalah.

Il gruppo messicano ha inoltre partecipato a una manifestazione di studenti a Città del Messico dove ha consegnato 4000 volantini sull’educazione integrale con informazione del nuovo sito web che il gruppo ha creato per il 99%.

 Il sito in questione è molto popolare. Gli amici messicani sono molto involucrati nella divulgazione ed è in costante crescita.

 Alcune fotografie degli eventi:

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Le discese dei Kabbalisti

Quando un Kabbalista sperimenta uno stato di discesa spirituale, tutte le sue conquiste precedenti svaniscono dalla sua coscienza. Più in alto ascende, maggiore sarà per lui la discesa.

Ad esempio, una volta, Baal Shem Tov ha detto al suo assistente che voleva partire immediatamente per la Terra Santa. Quindi si imbarcarono sulla prima nave in partenza. Lungo il percorso, incontrarono una tempesta e la nave venne spazzata fuori rotta. Il terzo giorno, la tempesta si e placata e il mare si calmò.

Loro si fermarono su un’isola, e tutti andarono ad esplorarla, poiché quest’isola era sconosciuta ai marinai. Baal Shem Tov e il suo assistente vagarono lontani e si persero. Improvvisamente, furono attaccati dai banditi che li legarono e iniziarono ad affilare i loro coltelli.

L’assistente chiese a Baal Shem Tov di fare qualcosa subito. La sua risposta è stata, “proprio in questo momento, non ricordo nulla. Tutta la mia forza mi è stata tolta. Forse tu ricordi qualcosa di tutto ciò che vi ho insegnato? Ricordamelo.”

L’assistente rispose, “non so nulla neanche io. Tutto quello che ricordo è l’alfabeto”. Baal Shem Tov le gridò, “Perché non me lo reciti?”

L’assistente cominciò a recitare le lettere dell’alfabeto e Baal Shem Tov le ripeteva ad alta voce con grande ispirazione finché acquisirono di nuovo tutta la forza di resistenza e strapparono le corde.

Sentirono allora una campana suonare e videro il vecchio capitano apparire insieme ai soldati. Egli spavento’ i banditi liberando i prigionieri. A quel punto, tornarono indietro alla nave e in poco tempo arrivarono a Istanbul.
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La lettera e lo spirito

Domanda: Baal HaSulam dice nella “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot,” Articolo 155, che anche se non capiamo i testi kabbalistici, noi attingiamo il potere della correzione, la luce circostante, leggendolo. Allora, perché le persone che conoscono questi testi a memoria non hanno mai raggiunto la realizzazione?

Risposta: Non attingiamo il potere di correzione, perché la Luce circostante deve diventare la luce interiore, quando si acquista un Masach (schermo), il che significa l’intenzione di dare. La domanda è: hai la voglia di raggiungere il Masach? Siete attratti dalla correzione? Vuoi rivelare l’inclinazione al male? Siete pronti a passare attraverso questo, anche se è spiacevole? Voi vedete questo come un obbligo e una necessità? Investite tutte le vostre energie nella società, al fine di essere sotto l’influenza degli amici? Solo allora ti solleva dai tuoi desideri e ti tirerà fuori da questa palude.

Quando odiate qualcuno dovete fare uno sforzo in modo da amarlo. E ‘come se hai sbagliato e ti alzi al di sopra, anche se il sentimento di odio rimane, si lavora solo per l’amore volendo dargliene più di quello che dai al tuo bimbo.

Ma voi fate e mantenete questa inclinazione per quanto riguarda queste correzioni? Se è così, si sta attirando la Luce Circostante che opera su di voi e vi offre i necessari attributi.

Il momento stesso in cui vengono deviate dal percorso, e si sono ostacolate da più interruzioni, ma si deve ancora avanzare e soggiogarsi prima degli amici chiedendo il loro aiuto. Così si evoca la Luce Circostante su di voi, che il desiderio dell’attributo per la dazione e l’amore-odio e di rifiuto al di sopra. Anche se siete assolutamente nella ragione in tutte le vostre richieste per quanto riguarda gli amici, bisogna comunque cercare di progredire “la ragione al di sopra.”

Quanto a coloro che stanno chiedendo, hanno a che fare con la saggezza e non con la Torà, non con il metodo della correzione nella Luce che riforma che è nascosta. Leggono i testi, senza alcun collegamento con l’inclinazione al male che si rivelerà o che è già rivelata. Essi non vengono a lezione, al fine di correggere se stessi, e non studiano la Torà, ma la saggezza. Quindi dice: “la sapienza tra le nazioni, credo.” Le “nazioni” si riferisce a coloro che non vogliono correggere se stessi. Tuttavia, coloro che vogliono raggiungere l’unità sono chiamati “ebrei”, e questa è la differenza.

Abraham ha dato i “doni” ai figli delle concubine, vale a dire i metodi intermedi. Hanno studiato per piacere, hanno ricevuto una illuminazione leggera, ma non soddisfano la correzione e non saliranno la scala dei gradi spirituali. Queste persone studiano il materiale a memoria, discutono, discutono….

Noi non discutiamo e non discuteremo di qualsiasi cosa, per noi solo la Luce che Riforma è importante. Non importa quanto una persona sa, ciò che è importante è quello che tiene in contatto con il testo che porta la potenza della correzione.

Eventualmente, tuttavia, la correzione è la quota di tutti, e io non sottovaluto nessuno. Se una persona apre libri di Kabbalah, anche se cammina al buio, sta ancora andando avanti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 23.05.2012, Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot)

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Attenti ai Sostituti

Quando il gruppo di Kabbalisti che diventò una nazione si sparse in tutto il mondo dopo la discesa spirituale, esso era separato. I Giudei vennero tagliati fuori l’un l’altro in diverse parti del mondo e la saggezza della Kabbalah rimase nascosta fino ad ora. In base a queste condizioni, benché fosse un risultato di libera scelta, certe persone che non vollero raggiungere la spiritualità crearono differenti metodi alternativi, percezioni, e credi. Questa è l’origine delle varie religioni, che sono “adattamenti” corrotti della saggezza della Kabbalah.

Cominciò durante i giorni di Abramo: Lui portò alle persone del suo tempo i significati necessari per il loro sviluppo: metodi che portarono loro alla verità da una parte, che gli elevarono al di sopra del livello “bestiale” e permise loro almeno di toccare il più alto livello di percezione della forza superiore, della vita e della morte.

Oggi, comunque, è veramente difficile parlare della vera saggezza della Kabbalah perché ognuno ha la sua opinione personale al riguardo. Le persone hanno ascoltato un sacco di cose riguardo al misticismo, riguardo ai braccialetti rossi, ai miracoli, agli amuleti portafortuna, alle preghiere speciali, ai rituali, ecc., senza menzionare chi ne ricava un profitto da questo. Anche l’approccio più onesto a cuore aperto non garantisce una ricerca spirituale di successo, benché questo tipo di idee fossero attribuite alla saggezza della Kabbalah.

Come risultato di tutto questo, c’è una grande confusione in questi giorni. Noi stiamo parlando di una saggezza che è stata rivelata per i nostri giorni poiché stiamo raggiungendo un momento fatale nella storia. Dopo di questo, una mala interpretazione della saggezza può portare a molte più stragi, se non c’è concesso di seguire la giusta e semplice via.

Nell’articolo “L’attributo generale della saggezza nascosta”, Baal HaSulam cita dal libro dei Proverbi: “La Gloria di Dio é celata”. Questa regola é la regola ristretta che applica l’occultamento della saggezza della Kabbalah, infatti lui dice: Molti sono stati vittime di relazioni di questo tipo. E’ da questo che tutti i maghi e i mistici, quando gli studenti che mancavano di princìpi andarono nella direzione sbagliata e cominciarono ad insegnare tutto il materiale che avevano senza controllare se la persona fosse adatta allo scopo. Così, cominciarono ad usare la saggezza per raggiungere gli scopi degli umani, la lussuria e l’ambizione, vendendo cose attribuibili alla Santità e chiamandole “Kabbalah pratica.”

Nell’articolo “Rivelare una Porzione, Nascondendone Due” Baal HaSulam aggiunge:” Dalla metà di quella stirpe tutti gli incantatori, i maghi e i “Kabbalisti pratici” coloro che cacciano le anime con la loro astuzia, e i mistici, che usano la saggezza avvizzita che proveniva dal di sotto delle mani degli studenti indegni, attrassero benefici corporali per sé stessi o per terzi – Il mondo ha sofferto molto a causa loro e sta ancora soffrendo.”

Per noi la Kabbalah pratica significa correggere noi stessi quando ci uniamo nel gruppo in accordo ai princìpi della garanzia mutua. Ma per altri riguarda certe azioni che li aiutano a rimuovere il malocchio, a cambiare il loro destino, ecc..

In generale ci sono due tipologie di approccio separate:

  1. Io riconosco il fatto che tutto è nelle mani del Creatore e solo con il Suo aiuto quando io trascendo me stesso è possibile cambiare qualsiasi cosa. Nel nostro mondo tutto è destinato a cambiare noi stessi e non per provare a cambiare il nostro destino. Eventualmente io posso vedere me stesso e il mondo attraverso un prisma di opportunità per portare piacere al Creatore, quando assomiglierò a Lui, aderirò ai Suoi attributi, e così Gli permetterò di rivelarsi nell’essere creato. Guardando la realtà questa via è la Saggezza della Kabbalah, la rivelazione degli attributi della dazione nell’essere creato che lo riempiono completamente.
  2. In quanto alla correzione degli altri: La salute di una persona, problemi familiari, lo stato, il mondo, tutto questo non ha niente a che fare con la Saggezza della Kabbalah, ma con la psicologia, i rituali, ecc.

E’ uno dei due. O la mia unica meta è percepire il mondo in accordo ai princìpi di unione del Creatore, scoprendo realmente Lui correggendo me stesso, o io uso diversi mezzi per correggere il mio stato esteriore.
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(Dalla Lezione di Kabbalah del 18.05.2012, L’essenza della Saggezza della Kabbalah)

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Assimilare i contenuti del Congresso

Domanda: Lei ha detto che nei prossimi giorni, invece di impegnarsi nella divulgazione è più auspicabile per noi scrutare il punto interiore per rafforzare l’unione…

Risposta: Io credo che voi dobbiate costantemente, in tutto il tempo libero, passare in rassegna tutti i materiali sulla garanzia mutua, sull’unione, sulla reciprocità e integralità. Potrebbe essere più utile il materiale elaborato, piuttosto della versione originale, poiché quella originale è scritta in un linguaggio particolare e può distrarvi dallo sperimentare questi contenuti in modo diretto. Forse dovreste semplicemente guardare il congresso un’altra volta.

Si dovrebbe vivere per questo e ripassarlo ancora e ancora per poter formare il Reshimo più forte, ovvero i ricordi, i sentimenti e lavorare con queste sensazioni. Scoprirete improvvisamente che abbiamo parlato di cose che forse sono sfuggite alla vostra attenzione là, o che forse avete sentito in un contesto diverso, in una prospettiva diversa. Dovete superare quello che è successo là e farlo diverse volte.

Ho constatato molte volte che le persone ascoltano in modo selettivo. Dio ti aiuta a prendere qualcosa dall’informazione che io ho messo lì, non segretamente, ma chiaramente, verbalmente. In realtà, la gente non cattura più del 10 – 15% di quello che ascolta. Personalmente, ripasso almeno due volte al giorno una qualsiasi lezione di Rabash (qualsiasi lezione! Non parlo nemmeno dei nostri congressi), a parte il fatto che vi ho partecipato.

Ho fatto anche un progetto: perché egli spiega in quella maniera particolare, dov’è l’inizio e dov’è la fine, come comincia una domanda, come la conclude, come procede dall’inizio alla fine, come sviluppa un tema, introduce domande aggiuntive, o come prepara un qualche compito non chiaro in mezzo. Provo ad “entrare”nella sua testa, a penetrare il suo approccio. Il risultato ottenuto da questo lavoro meccanico è che incomincio a sentirlo, inizio a percepire meglio.

E’ dunque necessario. Questo è quello che intendevo quando ho detto che non dovreste fare nient’altro. Siete voi quelli che avete sperimentato il congresso e che eravate all’interno, e ora dovete assimilarlo bene.
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(Da Kab.TV “Le Fondamenta della Società Integrale”, 26.02.2012)

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Chi è l’insegnante per me?

Domanda: In quale punto dovremmo inserire gli studenti che studiano attraverso i corsi virtuali del Learning Center con gli studenti veterani e nei gruppi?

Risposta: Non penso che sia possibile restringere questa connessione in nessun modo. In generale, è meglio non intervenire; deve accadere da se. E sicuramente alcuni dei nostri amici con più esperienza dovranno assistere l’insegnante nel lavoro con i nuovi studenti, dando delle letture, rispondendo alle loro domande e aiutandogli a stabilire comunicazione con loro. Tuttavia, i veterani devono stare attenti a non mostrarsi come “grandi” perché facendolo possono indebolire l’immagine dell’insegnante agli occhi degli studenti e togliendo loro la possibilità d’imparare nella maniera corretta.

È possibile imparare solo da un “grande uomo”. Inversamente, se vedi che è piccolo, allora tu sei già l’insegnante e lui il tuo studente. Quindi, è molto importante che gli assistenti non spicchino, ma rimangono come assistenti dell’insegnante e mostrino rispetto per l’insegnante. Daranno un esempio agli studenti e aumenteranno il rispetto per l’insegnante ai loro occhi, e questo aiuterà gli studenti a ricevere di più da lui.

Dopo tutto, la saggezza nella Kabbalah, il materiale è compreso in base all’importanza dell’insegnante. Più si annullerà lo studente davanti all’insegnante, più sarà considerato un buon studente. Qui non stiamo parlando di conoscenza imparata con l’intelligenza, ma specificamente quanto piccolo mi sento in confronto all’insegnante, o a quanto sia grande l’insegnante in confronto a me. Più sarà grande la breccia che ci divide, più abbondanza scenderà su di me. Non c’è una maniera per misurare l’abbondanza in se. Io determino la sua intensità precisamente in base alla stessa grandezza alla quale io elevo l’insegnante ai miei occhi. Questo è molto importante. Gli assistenti devono costruire correttamente la relazione dei nuovi studenti verso l’insegnante. Il successo dipende da questo.
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(Dalla quarta parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 05.02.2012, Insegnamento della Kabbalah)

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Il segreto proibito è aperto a tutti i bambini

Domanda: Perché il Baal HaSulam “nell’Introduzione allo Studio delle Dieci Sefirot” scrive della parte proibita della saggezza della Kabbalah, che i Kabbalisti possono rivelare quello che appartiene ai “Sapori della Torà”, ma non possono rivelare la parte che appartiene alle prime tre Sefirot o “testa del Partzuf”?

Risposta: Anche se i Kabbalisti parlassero di qualcosa che è “proibito”, noi non capiremmo niente. È come parlare di qualcosa vicino ad un bambino senza avere il bisogno di fare attenzione perché il bambino comunque non ascolterà o capirà ancora niente; lui non connette le parole che sente ad alcun significato. Proprio come quando noi leggiamo il Libro dello Zohar, le singole parole sono comprensibili, ma per noi esse formano delle frasi senza senso.

“I segreti della Torà” non sono delle informazioni che ci sono attentamente nascoste, è semplicemente il nostro cervello, che al momento si trova su un livello bestiale ordinario, a non poterli percepire. Così per noi restano un segreto, come tutta la realtà. Per favore, ti è tutto rivelato, guarda! Vedi qualcosa? Chi è colpevole per il fatto che non hai i mezzi per percepire? Sviluppali e vedrai la realtà. È la stessa cosa quando si affrontano i “segreti della Torà”.

Noi studiamo nello “Studio delle Dieci Sefirot” quello che appartiene alla testa del mondo di Atzilut, la testa di Arich Anpin e sappiamo che ci sono le parti di RADLA (Reish delo Eiyada), le parti del suo “cervello” (Mocha de Avirah, Kruma de Avirah) che ci sono nascoste nella Luce superiore. Ma noi studiamo tutto quello che appartiene ai “sapori della Torà” e non i suoi “segreti” in questo sistema. La differenza è che i “sapori” si relazionano ai pensieri dell’essere creato ed i “segreti della Torà” si relazionano ai pensieri del Creatore.

Potrebbe non esserci alcun punto che menziona questo, se non ci fossero persone che reclamano che è proibito studiare la saggezza della Kabbalah perché è un segreto. Non ci sono segreti in essa, al contrario, la saggezza della Kabbalah ci rivela la realtà! Non rivela dei “segreti proibiti”, per rivelare i segreti devi raggiungerli tu stesso per preparare i tuoi vasi, i tuoi desideri, i tuoi vasi di percezione. Se tu prepari tutti i desideri che appartengono alle sette Sefirot più basse (ZAT) nella piena elevatezza della scala spirituale, allora cominci a scoprire la loro parte superiore (GAR). Tu sarai pronto per questa rivelazione e scoprirai questo segreto tu stesso.

Ogni grado dei 125 gradi è diviso in due parti: la parte superiore e quella inferiore (GAR e ZAT). La parte inferiore di ogni grado può essere raggiunta ed è una grande virtù se una persona la realizza perché allora scopre le azioni del Creatore come buono e benefattore. La Luce che è vestita nella testa del corpo del Partzuf è chiamata “sapori” come è detto: “Assaggia e vedi che il Signore è buono”.

Ma noi non scopriamo ancora la parte superiore, la testa del grado. Sarà possibile scoprirla dopo che la sua parte inferiore, il “corpo” sarà corretto. Persino la testa del livello più basso, Malchut de Assiya, è un segreto per il momento. Noi possiamo parlare di tutto quello che appartiene ai “corpi”, di tutto quello che appartiene all’essere creato, al suo lavoro ed alla sua correzione, ma è “proibito” parlare dei “segreti”, delle teste di tutti i gradi, ovvero è impossibile parlare di essi perché noi non possiamo realizzarli al momento e ci confonderebbero soltanto; questo perché cominciamo a discutere di un’area che non possiamo percepire. Non ci sono cellule e canali nel nostro cervello che possano percepire questa dimensione superiore, ma gradualmente noi ci sviluppiamo e ci avviciniamo alla sua percezione.

“Non rivelare il segreto” significa: “non mettere un ostacolo davanti ad un cieco”, ma lascialo avanzare gradualmente fino a che possa vedere. Proprio come noi insegniamo gradualmente ai bambini e li lasciamo sviluppare, è così che dovremmo sviluppare anche noi stessi.
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(Dalla 3° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 10.01.2012, “Lo Studio delle Dieci Sefirot”)

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