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Venire alla lezione con una richiesta per la vita

Domanda: Se ci preparassimo tutto il giorno per la lezione, come per l’incontro con un Re, dove è possibile entrare con una sola richiesta, come apparirebbe la lezione domani?

Risposta: Potresti ricevere una grandissima Luce. Cominceresti a sentire veramente quanto ti dà. Attraverso il materiale studiato, inizieresti a sentire il sistema spirituale della dazione sopra di te. Le linee asciutte (del testo) sembrerebbero rinate. Acquisirebbero la profondità e la trasparenza che crea volume interno in tutto. Diventerebbe chiaro per te che tutto il nostro mondo è piatto, come una foto sul muro. E dietro di essa, si vedrebbe improvvisamente una nuova dimensione, un sistema che muove tutto il quadro e assembla le sue parti. Quando sentirai l’importanza dell’ obiettivo, comincerai a esistere in esso.

Ma nel frattempo, noi sminuiamo l’obiettivo, lo respingiamo inconsciamente, quindi, naturalmente, questo è lontano da noi.

In ogni caso, noi dobbiamo andare avanti e prima di tutto dobbiamo essere preoccupati di capire la sua importanza. Anche se ora stiamo avanzando, dobbiamo sempre passare sopra la linea di sinistra per chiarimenti critici e vedere che non è sufficiente. Ogni giorno dobbiamo aggiungere degli sforzi per la connessione, e solo per questo.

Oltre a questo, dobbiamo ringraziare i nostri amici di tutto il mondo che fanno la divulgazione e distribuiscono materiale esplicativi. Abbiamo bisogno di sostenerli nel loro lavoro, davvero ci aiutano molto tutti.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 24.01.2012, Introduzione allo Studio delle dieci Sefirot)

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Non abbiate paura di ricominciare

Domanda: Per me ogni volta lo studio degli stessi materiali nella lezione sono disposti con nuove immagini. La mia mente li combatte e cerca di riportarmi ai vecchi schemi e cerco invano di domarla. Che cosa posso fare?

Risposta: Dovremmo amare le rivoluzioni, non abbiate paura di perdere ciò che avete. C’è qualcosa di nuovo? Bene! Nulla è lasciato al vecchio? Eccellente. Non m’interessa.

Saggio è colui in grado di perdere la sua saggezza e ricominciare daccapo. Tu sei come un bambino: la mente è vuota e non disponi di alcun approccio verso ciò che accade; anche il vecchio approccio è andato.

Non dovremmo desiderare che rimanga alcuna traccia di ieri, perché in caso contrario non potremmo ricevere l’oggi. Questo principio è espresso vividamente nella spiritualità. Meno mi è rimasto di ieri, meglio è. Questo appartiene a tutto: il gruppo, me, il Creatore e il mondo. Tutte le foto che si riferiscono alla spiritualità dovrebbero essere buttate via, liberando lo spazio per qualcosa di nuovo.
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(Dalla 4° parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 22.12.2011, “La Libertà”)

La visione dell’uomo che ha visto il futuro dell’umanità

Abbiamo iniziato a studiare l’articolo di Baal HaSulam “Introduzione allo studio delle dieci Sefirot”, che a me sembra la più importante tra tutte le sue introduzioni. In parte introduce degli estratti del Libro degli Oracoli dell’ARI, scritti dal suo discepolo Chaim Vital. Infatti, questa introduzione contiene tutto il percorso che dobbiamo attraversare per poter raggiungere il traguardo.

Anche se abbiamo tanti altri materiali, nessuno spiega in maniera più consistente il percorso lungo il quale dobbiamo avanzare e cambiare, passo per passo, metodicamente e deliberatamente. Altri articoli e introduzioni ci danno una visione generale della Saggezza della Kabbalah o la guardano da determinate angolazioni.

Ma questa introduzione seleziona una linea molto sottile, con l’intento di mostrare all’uomo religioso o secolare, che comincia con questo quesito sul significato della vita, come raggiungere la sua realizzazione con tutte le difficoltà e gli scrutini del percorso.

È per questo motivo che questa introduzione è insolitamente profonda e difficile per i principianti. Ci vogliono anni per iniziare ad assimilare, comprendere e trovarcisi dentro. Deve essere studiata a piccole parti, attentamente, finché l’uomo cresce e diventa capace di rivelare di più. Dobbiamo comprendere che questa introduzione è stata scritta dall’uomo che si trovò all’inizio di una nuova era, l’ultimo stadio dello sviluppo umano, che doveva passare dallo sviluppo incosciente a quello cosciente.

Dallo stato in cui ci troviamo adesso nel quale non possiamo nemmeno chiamarci umani, ma soltanto degli animali più sviluppati che agiscono in base agli istinti e completamente maneggiati dalle forze della natura, dobbiamo elevarci ad un nuovo livello. in questa creatura inizia a svilupparsi  qualcosa designato ad essere simile al Creatore.

Dobbiamo comprendere l’uomo che si trovava all’inizio di questo processo, il suo approccio e la sua veduta, e cercare di emularlo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18.12.2011, Introduzione allo studio delle dieci Sefirot).

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Ci manca solo lo schermo

Domanda: Che cosa raccomandi di fare durante la lettura dello Zohar a coloro che sono di lingua inglese: di seguire il testo stampato o soltanto di ascoltare? Lo si dovrebbe fare in ebraico o in inglese?

Risposta: La cosa migliore si ha quando un uomo ascolta semplicemente il suono del testo che stiamo leggendo e si sforza interiormente di rivelare il testo dentro la qualità della dazione, desiderando che questa qualità si riveli in lui.

Diciamo che io ascolto soltanto il suono delle parole, ma non ne conosco il significato. Per comprendere le parole ho bisogno di un certo traduttore interiore, che le tradurrà per me. Il traduttore, che sarà in grado di tradurre le parole dello Zohar per me, è solamente la qualità della dazione. Se questa qualità venisse rivelata in me, capirei immediatamente di cosa parla lo Zohar. Vedrei il quadro generale attraverso i miei sensi, entrerei in questo quadro e prenderebbe vita dentro di me.

Non ho bisogno di altro se non della qualità della dazione. Allora rivelerò immediatamente all’interno di questa qualità tutto ciò di cui parla la Kabbalah. E’ come se ci fosse un programma alla televisione, ma noi non siamo in grado di accendere lo schermo. Possiamo farlo non appena lo abbiamo acceso. E nel frattempo? E nel frattempo qualcosa rimane nascosto dietro lo schermo, qualcosa viene trasmesso dal canale, ma non siamo in grado di accendere la tv.
Ci manca solo lo schermo…
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 15.12.2011, Lo Zohar)

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Un biglietto aereo per il futuro

Domanda: Qual è il potere dello Zohar se al momento non ne capiamo nulla?

Risposta: Il potere del libro de Il Libro dello Zohar non dipende da quanto noi lo comprendiamo, deriva direttamente dal suo autore, dal livello da cui l’ha scritto, dalla forza della sua tale intenzione per cui leggere questo libro irradia su di noi una Luce speciale e da quanto possiamo usarla. Ma tutto questo non ha nulla a che fare con la comprensione del libro, non dovete comprendere nulla.

Se devo recarmi in un certo posto, scelgo il mezzo più conveniente e migliore che mi ci porti. Potrebbe essere un treno, un aereo, una macchina, un cammello…Che differenza fa? La cosa più importante è che mi senta bene ed a mio agio.

Il Libro dello Zohar è il migliore, più conveniente, più efficace e più forte mezzo per coloro che desiderano evolversi. Mi viene detto come funziona, del resto non so come funzionano i motori di un aeroplano, mi limito a comprare un biglietto e a volare.

In questo caso avviene la stessa cosa, quando raggiungo la mia destinazione, anche durante il percorso, comincio a capire quello che sta succedendo, ma non prima. Per esempio se volo a New York per la prima volta, so forse com’è? Oppure dov’è? Nulla! Ne ho solo sentito parlare, ma in realtà non so nulla. Uso qualche mezzo di trasporto per recarmici. Credo alle persone che sanno, che ci sono già state, che hanno scoperto ed ottenuto questa possibilità. Io vi entro, raggiungo la mia destinazione e poi capisco: “ Ah ora comprendo…!”

Il principio è lo stesso, non c’è differenza. Anche nel nostro mondo ci comportiamo nello stesso modo quando si tratta di cose corporee e che sono completamente rivelate e che possono essere sentite. Così, perché dovresti aspettarti di trovare nella spiritualità quello che non esiste nemmeno in questo mondo?
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(Dalla 2° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2011, Lo Zohar)

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Domande sulle donne e sullo studio

Domanda: Se chiedi a qualcuno che cosa sia l’anima, per la maggior parte dei casi ti risponderà che è qualcosa come una nuvola o qualche forma di energia, tipica della persona (della sua risposta a quanto gli accade intorno). Durante il mio studio ho compreso che l’anima è la qualità di un carattere, che non conosciamo, e che scopriamo solo quando ci uniamo gli uni con gli altri.

Ma una donna non può unirsi. Questo significa che non ha un’anima? Una donna non attira la Luce e quindi non deve studiare Lo studio delle dieci Sefirot o Lo Zohar. Un tempo ci sono state donne profetesse, che differenza c’è tra loro e quelle che predicono il futuro?

Risposta: Attraverso la partecipazione, una donna riceve ogni cosa attraverso un uomo anche quanto non studia la Kabbalah, anche se oggi la Kabbalah non è preclusa a nessuno.

Domanda: Cosa devo fare per scoprire velocemente la successiva parte di me stesso che manca quando mi sento bene ed “a posto” riguardo alla mia vita? Questa mattina ho sentito il bisogno di connettermi e di studiare con altri, però la lezione inizierà soltanto tardi questa notte! Sento come di perdere tempo. Cosa dovrei fare?

Risposta: Leggi Shamati, i Salmi, e una qualunque delle nostre fonti.
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Non nasconderti dietro lo schermo di un computer

Domanda: Dopo l’unione che abbiamo sentito durante il congresso, l’uomo che studia con noi virtualmente dovrebbe cercarsi un gruppo nel quale inserirsi?

Risposta: Andare a cercare un gruppo non è più come succedeva duecento anni fa, quando l’uomo doveva lasciare la propria casa per andare alla ricerca. Oggigiorno entra in internet e si trova già insieme a noi, nel gruppo comune. Ha già assistito ad un congresso e sa di cosa si tratta.

Dovrebbe cercare un gruppo fisico? Non so se ne ha l’opportunità. Il gruppo più vicino potrebbe trovarsi diverse ore di strada lontano da lui.

Dovrebbe tuttavia cercare di mantenersi in collegamento con gli altri. Alcune volte devi sentire quanto tu non voglia questa connessione. Può darsi che collegandoti virtualmente idealizzi la situazione, pensando di essere già unito a loro completamente, mentre in realtà ti nascondi dietro lo schermo del computer. E allora, smetti di stare dietro il computer e collegati veramente agli altri. Vedi se è possibile.

Ovviamente adesso, dopo l’unificazione avvenuta durante il congresso, iniziamo a sentire confusione, repulsione e separazione, tutti quegli stati che sono opposti all’unità, uno contro l’altro. Questo avviene perché. per poter crescere, dobbiamo avanzare con le due gambe, quindi non sorprenderti se ci troviamo da un momento all’altro in stati opposti. Dobbiamo abituarci al fatto che devono alternarsi e susseguirsi uno con l’altro.

Perciò, se l’uomo non ha una connessione vicina con un gruppo, non attraversa questi stati drammaticamente, in modo veloce e intenso. Tutto questo viene fuori per lui in modo “macchiato”, ciò nonostante deve avere qualche tipo di connessione fisica con gli altri, perché siamo in questo mondo e non possiamo annullarlo completamente, non possiamo trasformarlo in un mondo virtuale. Siamo qui nei nostri corpi e con ogni tipo di connessione tra di noi perché è importante. Acceleriamo il tempo con le connessioni fisiche tra di noi.

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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah del 12.12.2011 Gli scritti di Rabash)

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Domande sull’ego, la divulgazione, la depressione ed i teenager

Domanda: Ho capito che nel nostro mondo ci sono delle leggi e delle forze. Quale legge o forza mi impedisce di raggiungere la dazione e perché? Come posso cambiare questo dentro me?

Risposta: Il tuo egoismo ti trattiene da questo scopo ma può essere domato solo da una forza esterna che agisca solo quando studi, comunichi con gente simile a te ed insegni agli altri, perché la forza della correzione è nascosta tra noi.

Domanda: Se il 99% dell’umanità non può cambiare niente da solo, esattamente cosa stiamo cercando di cambiare in loro con i nostri sforzi per la divulgazione?

Risposta: Noi, l’1%, dovremmo correggerci attraverso l’unione nel gruppo, ed attraverso la forza della nostra unità (Arvut) uniamo tutto quel 99% che è fuori dal gruppo. Vedi “L’Introduzione al Libro dello Zohar”, articoli 70-71.

Domanda: Può essere depresso un uomo o una donna che studia e divulga la Kabbalah ed è nel nostro ambiente? Se così fosse, quale ne è la ragione? Possono studiare la Kabbalah le persone che hanno una tendenza ereditaria e genetica alla depressione o alle manie?

Risposta: Nel nostro tempo, la depressione è il fenomeno più comune, e la sua cura è un coinvolgimento maggiore nelle attività del gruppo.

Domanda: A casa ho tre teenager che si rifiutano assolutamente di ascoltare la saggezza della Kabbalah. Come e quando posso parlare loro di questo argomento?

Risposta: Non parlare della Kabbalah finché non cresceranno e desidereranno ascoltarla da soli.
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Il congresso di Arava è una disconnessione programmata da tutti i disturbi

Domanda: A cosa serve l’isolamento del gruppo al congresso nel deserto di Arava?

Risposta: Ci riuniremo qui per gettare le basi di una nuova società, il cui scopo sia quello di raggiungere l’adesione al Creatore. Al fine di riuscirci, dobbiamo raggiungere l’adesione tra di noi, e per riuscire in questo, dobbiamo unirci, disconnetterci da tutti i disturbi che arrivano dal mondo esterno. Infatti siamo piccoli e ci dobbiamo dare forza a vicenda, e non dobbiamo lasciare che il mondo interferisca con quello che stiamo facendo. Questa è la ragione per cui andremo nel deserto.

In passato certi gruppi di Kabbalisti prendevano delle misure molto più straordinarie per isolarsi dall’ambiente esterno. L’uomo deve concedersi più di libertà da questo mondo confuso e insensato per raccogliersi un po’ di più in se stesso e capire quale sia il suo destino.

Nel turbine della vita, frastornati dal baccano delle radio e delle televisioni, non possiamo far emergere la voce sottile della nostra anima o raggiungere una labile ispirazione interiore. Il fatto è che non abbiamo l’energia per farlo. Anche i Kabbalisti, che hanno vissuto centinaia e migliaia di anni fa in un mondo completamente diverso, che non conoscevano le “meraviglie” dei mezzi di comunicazione, si isolavano, togliendosi dal loro ambiente abituale, addirittura “andavano in esilio”, lasciando le loro case senza portarsi dietro niente; vagavano per anni e tiravano avanti con quel che riuscivano a guadagnarsi per mangiare.

Noi non sappiamo nemmeno cosa stiamo perdendo nel mondo moderno, che ci subissa e ci insudicia con la sua sporcizia. Vogliamo ottenere qualcosa di meraviglioso? Se lo vogliamo, allora quali sforzi stiamo facendo per scappare da queste bassezze?

Varrebbe la pena trovare il tempo per questo genere di isolamento, durante il quale sentiremo solamente le nostre forze, senza i disturbi del mondo esterno. Prendiamoci un giorno nella vita per sentire che siamo noi invece di sentire chi sono loro, questi disturbi.

Ovviamente non costringiamo nessuno a partecipare e non facciamo una lista di chi verrà e di chi no. Non spuntiamo elenchi per il futuro. Chi non vuole o non può venire, non lo faccia. In questo senso, tutto è lasciato alla libertà individuale. Però, se un uomo viene, deve partecipare alle iniziative che il gruppo ha stabilito per aiutarci a staccarci da tutto, per sentire solamente noi stessi.

Non desiderate delle volte essere soli con voi stessi? Questo è anche il modo in cui il gruppo vuole essere solo con se stesso, per sentirsi. Entriamo in una stanza, chiudiamo la porta e restiamo con i nostri pensieri. Ed è così che vogliamo fare. In realtà, questa è un’idea chiara e comunemente accettata. Ma per noi non è solamente un minuto di riposo, ma un distacco dal “livello delle donne e dei bambini” per ascendere al “livello degli uomini”.

Nell’articolo “L’importanza del gruppo” il Rabash scrive: “Quando un uomo lavora lungo il cammino della verità, ha bisogno di isolarsi dagli altri uomini. Infatti il cammino della verità richiede una certa forza di carattere perché va contro il pensiero comune. Le opinioni del mondo sono costruite sulla conoscenza e la ricezione, mentre le opinioni della Torah sono costruite sulla fede e sulla dazione. Se un uomo è distratto, allora si dimentica subito di tutto il lavoro del cammino della verità e cade nel mondo dell’amore per se stesso. Solamente nel gruppo gli amici si aiutano a vicenda, e perciò ogni uomo riceve dal gruppo la forza per combattere le opinioni comunemente accettate”.

Il mondo superiore è il nostro mondo interiore. Dobbiamo spostare la nostra osservazione dall’esterno all’interno. Perciò, con l’aiuto degli amici, proveremo ad entrare in noi stessi, a guardarci dentro, per acquisire una saggezza profonda, per raggiungere l’intimo significato della Torah. Non c’è altra scelta e ne abbiamo bisogno.

Un uomo deve essere costantemente immerso nella sua interiorità, penetrare nelle sue profondità, ed è proprio qui che rivelerà il vero mondo. Il mondo esterno ci confonde di proposito in mondo che attraverso i conflitti e la resistenza, costruiremo la nostra strada puntando all’esterno. La nostra lotta consiste nel penetrare sempre più nel profondo la realtà del mondo che abbiamo davanti ai nostri occhi, e che ci spinge verso l’esterno.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 16.11.2011 “Arvut (Garanzia Mutua”)

Alcune domande dei principianti sullo studio

Domanda (dal blog ebraico): Sto ascoltando Canale 66 a casa tutto il tempo, ne sono affezionato a, ma non capisco tutto. Io non sono nel gruppo e ascolto solo da casa. Questo è sufficiente?

Risposta: Se puoi fare solo questo sì, sarà sufficiente!

Domanda: Sono stato invitato ad una classe di Kabbalah questo fine settimana quindi, prima di frequentarla, stavo facendo una piccola ricerca. Mi sono imbattuto in un articolo sulla numerologia ed ho capito che il numero del mio nome è 4. Significa infortunio, distruzione e morte. Sono molto preoccupato per quanto riguarda questo studio. È vero e cosa posso fare?

Risposta: Non leggere nulla tranne le nostre fonti. Tutti gli altri sono stati scritti da dilettanti che non hanno familiarità con la Kabbalah e credono di capirla. Un Kabbalista è qualcuno che ha ricevuto la sua conoscenza da un vero maestro dalla generazione di Abramo ai giorni nostri. Il mio consiglio: buttare via il libro ed i pensieri sulla numerologia e leggere di più dal nostro sito per i principianti.

Domanda: Come dovrei comportarmi ogni giorno al lavoro e a casa con le persone che non conoscono la Kabbalah, e come dovrei comportarmi nel gruppo la sera?

Risposta: Non parlare di Kabbalah con nessuno sul posto di lavoro o con la famiglia e gli amici, solo quando si va fuori a divulgare. Solo nel gruppo si può essere sinceri.

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