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Non uno spettatore, ma un partecipante

Durante la fase di preparazione, chi studia la Kabbalah non riesce ancora ad utilizzarla come una scienza esatta e ad operare secondo i fatti. In questa fase, realizzo me stesso nel gruppo, nello studio, nella connessione con il Rav, nella connessione con il Creatore, e attraverso le fonti. Io studio le fonti autentiche di Kabbalah che si trovano al di là del Machsom (barriera), anche se non l’ho ancora superato. Ai miei occhi anche il gruppo si trova al di là del Machsom, e in particolare il Rav così come tutti gli altri kabbalisti e il Creatore, la forza universale superiore.

Solo io, miseramente, sono qui che voglio essere incorporato in tutti loro. Sono incorporato in loro attraverso il gruppo che ha una guida. Lui non guida nessuno personalmente, appartiene a tutti. Insegna al gruppo secondo i libri kabalistici, che sono stati scritti in un gruppo, e tutti gli amici insieme vogliono scoprire il Creatore nell’unione generale.

Questa è la differenza tra la saggezza della Kabbalah e le altre saggezze: ora sono proprio come un bambino che cerca di comportarsi come un adulto, con l’aiuto di diversi “giocattoli” che i suoi genitori gli hanno dato. Se faccio questo, cresco correttamente, ho un gruppo, libri, e un insegnante, tutto ciò che mi serve. Se li uso come dovrei fare, avanzerò.

Uno dei mezzi più efficaci sono i nostri workshop. Facciamo il lavoro più importante non attraverso la saggezza ma attraverso la connessione: il workshop è un atto di connessione.

Io sento quello che dicono gli amici, e nel mio cuore e nella mia anima bramo di stare con loro, di partecipare alla loro unione, sentire quello che sentono, pensare quello che pensano. Sono incorporato in loro, e facendo questo comincio ad accettare le condizioni necessarie per la Luce superiore.

Siamo dieci persone sedute insieme e tra di loro trovo una calda sensazione comune. Anche se li sto vedendo su un televisore o su di uno schermo del computer, in realtà, sto guardando la connessione, la cooperazione reciproca tra di loro. Osservo e voglio trovarmi al suo interno.

Poi comincio a percepire la Luce che Riforma, la Luce Circostante, che sviluppa la mia anima.

Questo è il motivo per cui è così importante vedere il gruppo e sentire che io mi trovo al centro di esso. Mi unisco con gli amici, voglio legarli insieme, abbracciarli tutti, e sentire un desiderio interiore, un pensiero interiore, mente e cuore.

Dopo diversi esercizi come questo, comincio a sentirmi molto più vicino agli amici, a tal punto che attraverso di loro percepisco la spiritualità.

Non sottovalutate i workshop perché sono molto vicini all’unione. Avverrà a volte, sempre di più, e non solo sotto forma di ispirazione, ma come un’esperienza spirituale da cui l’illuminazione della luce Circostante si trasformerà nella vera Luce.
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L’arma più forte

Baal HaSulam, “La saggezza della Kabbalah e la filosofia”: Similmente, tutte le immagini fisse che conosciamo e usiamo per indicare materiali sono inconsistenti e non esistono nel loro proprio significato. Soprattutto, loro solo si vestono e si spogliano delle forme sotto l’influenza di condizioni come il caldo o il freddo.

Durante la lezione noi pensiamo riguardo alla forza che “dirige” il materiale che realmente non esiste. Se durante la lettura stiamo insieme, noi costantemente penseremo al gruppo unito e vorremmo scoprire la forza generale tra noi, allora scopriremo un mondo integrale e vivremo in esso più chiaramente, più emozionalmente e in una maniera più intensa che la nostra vita attuale.

Questa non è fantasia. Evoca queste forze. Ora stai guardando agli amici dormendo e loro ti guardano alla stessa maniera. Allora evoca queste forze insieme e comprenderai che esistono mondi tra voi e che tutto dipende dalla vicinanza e unità nella mente e nei sentimenti, nel vostro anelare e nell’inclinazione, nel desiderio di sentire l’essenza insieme. Improvvisamente vedrai come le forze astratte diventano qualcosa di reale e concreto.

Precedentemente avevi prestato attenzione a “sgrezzare” le forze corporali: caldo, freddo, pressione, ecc. Ma esistono forze più sottili e potenti in una persona persino quelle che operano nel micro-mondo a livello subatomico. Queste forze sottili ti rivelano la vera materialità. Quando entri in questo campo, scopri che è l’inizio e la fine di tutto, che tutta la creazione è qua nel suo piano. Qua, comunque, non c’è niente tranne che la falsa, artificiale, esterna immagine che è costruita per confonderti e farti focalizzare sulla correzione da falsi incentivi senza prendere il tuo libero arbitrio e quindi non trasformarti in un robot.

Questa realizzazione dovrebbe focalizzarci nello scopo principale, sullo sviluppo delle forze che esistono tra noi. Loro sono le nostre “armi” contro il male, contro tutti i problemi. Anche nel tuo mondo immaginario le forze subatomiche sono molto più forti delle forze ordinarie del macro-mondo. Molta energia è richiesta per causare una collisione tra particelle. Noi, comunque, entriamo nel campo delle nostre forze personali che operano tra gli amici. Questa è una tale grande intensità che non può essere misurata dai mezzi che deteniamo in questo mondo.

E’ una forza reale. Noi dobbiamo solo raggiungerla e apprendere come gestirla, giacché non sarà rivelata senza un’intenzione di dare, per il bene degli altri.

Domanda: Questo significa che ci sono forze in me che mi consentono di scoprire una nuova realtà? Come posso trovarle?

Risposta: Comincia ad agire, esercitati, ripara le connessioni con gli amici e attraverso questo consentigli di connetterli a te. Comincia ad evocarli allorché loro ti imprimeranno l’importanza dello scopo. Noi dovremmo fare questo sforzo tutti i giorni, ogni momento, perché il desiderio di ricevere si rinnova continuamente e ci chiede di rinnovare le nostre relazioni, per intero Ha-Va-Ya-H. Questo è tutto il nostro lavoro.

Se evochi e sistemi le forze che ti connettono con gli amici il più correttamente possibile, la forza della dazione e la forza della ricezione, scoprirai che le relazioni tra voi sono molto più importanti che il mondo corporale.

Arriverà, giacché studi e ti aspetti la Luce che Riforma ed essa t’influenzerà. Improvvisamente scoprirai che le relazioni tra voi sono la cosa più importante e allora comincerai a scoprire una nuova materia spirituale, che è molto più reale e concreta che quello che ti circonda oggigiorno. Sarà così potente, pesante e reale che la figura temporanea e immaginaria di questo mondo si dissolverà sul suo sfondo.
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(Dalla 4° Lezione quotidiana di Kabbalah 18.12.2012, “La Saggezza della Kabbalah e la Filosofia”)

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A proposito di fatti e miti

Baal HaSulam, “La Pace,” Primo Metodo: la Natura

Questo metodo è un metodo antico. Dato che non hanno trovato un modo e uno sbocco per rendere più vicini questi due opposti, sono arrivati a ritenere che il Creatore, che ha creato tutto ciò, che veglia con forza sulla Sua realtà per paura che nessuno di essi venga cancellato, è irrazionale e senza senso.

Quindi, anche se Egli veglia sull’esistenza della realtà con meravigliosa saggezza, ma Egli stesso è irrazionale, e fa tutto ciò che non ha senso. Se ci fosse stata in Lui della ragione e del sentimento, Egli non avrebbe certo lasciato tali disfunzioni nella fornitura di realtà senza pietà e compassione per il tormentato. Per questo motivo, Gli hanno dato il nome di “Natura“, ossia irrazionale, un supervisore senza cuore. E per questo motivo, credono che non ci sia nessuno con cui essere arrabbiati, da pregare, o a cui giustificare se stessi.

Si tratta di un concetto antico, di un approccio, anche se lo vediamo come una nuova realizzazione del materialismo. Il modo più semplice è quello di vedere il mondo così com’è, e questo era in realtà l’approccio iniziale dell’umanità. Religioni, credenze, e approcci filosofici sono arrivati molto più tardi, quando l’uomo si è sviluppato interiormente, è diventato più complesso, e si è messo ad inventare diversi miti. All’inizio la gente semplicemente vedeva la natura e viveva in essa come gli animali che pure non credono a niente.

Questo è il modo in cui in realtà dovremmo relazionarci alla natura, come è detto, “un giudice ha solo quello che i suoi occhi possono vedere.”

I seguenti approcci derivavano dal disaccordo con ciò che accade in natura, la gente li ha inventati come scuse diverse, e in modo che siano tutti falsi. In effetti vediamo che i fatti sono indipendenti dal nostro atteggiamento nei loro confronti. Ma l’uomo inventa scuse diverse, al fine di addolcire la vita o per godere di false speranze.

Un atteggiamento sano verso la vita è l’approccio scientifico. Vediamo l’effetto delle immutabili leggi esatte in tutto il mondo, l’attività dei sistemi e la periodicità degli elementi naturali. Se vedo che è così che stanno le cose, allora è così, e non mi vengono offerte diverse menzogne. Vedo la verità e ogni aggiunta ad esso è individuale e non ci si può contare. È in queste aggiunte che vengono create le credenze, mentre la natura nei fatti si rivela per come è realmente.

La saggezza della Kabbalah continua questo approccio, raccontandoci i principi della percezione della realtà. Noi vediamo questo mondo prima di noi, e, ad eccezione di esso, dice che c’è una intera area denominata “il mondo superiore”, che non è immaginaria, ma che può essere studiata scientificamente.Così la saggezza della Kabbalah continua la scienza convenzionale e svolge un’attività di ricerca oltre i confini della scienza convenzionale.

Con l’aiuto della saggezza della Kabbalah, continuo la ricerca scientifica e lo sviluppo di nuovi vasi di percezione, espando la loro gamma, e mantengo il principio di “un giudice ha solo quello che i suoi occhi possono vedere”. Tutto il resto , tra cui le religioni, è in realtà filosofia.
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(Dalla quarta parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.12.2012)

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Domande riguardanti le lezioni registrate, la conoscenza e la divulgazione

Domanda: Recentemente hai detto che quando studiavi con Rabash ascoltavi la lezione che avevi registrato tre volte al giorno. Consigli ai tuoi studenti di fare lo stesso, se possibile?

Risposta: Almeno una volta.

Domanda: Inoltre, per coloro che partecipano ai workshop, è utile rivedere questa azione di gruppo e ascoltare la registrazione dal gruppo centrale, se il tempo lo permette?

Risposta: No.

Domanda: “Caro Signor Laitman,

Dopo aver preso parte a diversi corsi di BB e aver letto il tuo blog per più di due anni, ho questa domanda:

Perché dici sempre: “Io non la penso così …. Penso che questo non accadrà …. Credo che questo non sia il modo giusto …. Penso che il Creatore non accetterà questo ….. Tra i così tanti pensieri che si trovano dentro di te, c’è dello spazio lasciato per il sapere? “

Risposta: Tutto nasce dalla conoscenza della Natura, del Creatore, questa è la vera conoscenza.

Domanda: Professore, ho dei dubbi. Lei è uno scienziato, giusto? Segue un percorso empirico. Questo particolare modo di divulgare la scienza della Kabbalah è una sua ricerca scientifica? La questione stessa è più ampia, ma questa è la sua tesi. Accetterò una risposta-tesi.

Risposta: Cosa non corrisponde a ciò che è detto nelle nostre fonti?
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Il Mondo Superiore è aperto a tutti

Una persona che arriva alla saggezza della Kabbalah diventa veramente schiava. Quando entra in questo sistema, rende davvero se stesso schiavo. Non vi è nulla di terribile poiché è impossibile conseguire tale sistema in qualsiasi altro modo. Se tu ti recassi da esperti speciali di yoga o di qualsiasi altro sistema, ti direbbero la stessa cosa: se vuoi raggiungere la nostra saggezza, la nostra tecnica, il nostro sistema, è necessario rimuovere temporaneamente le altre cose, altrimenti non sarai in grado di sentirla in profondità.

Tra l’altro, la saggezza della Kabbalah non è così rigorosa come gli altri sistemi, dal momento che non separa la persona da questo mondo. Egli deve essere sposato, allevare i figli, lavorare, essere connesso con il mondo, e non astenersi dal fare le cose, inoltre non deve fare diete, non deve fare speciali esercizi fisici, o di respirazione o di postura. Ha bisogno di essere una persona totalmente normale di questo mondo. Non ci si aspetta nulla da lui tranne una sola cosa, cioè, i desideri e le intenzioni interiori verso lo scopo. Questa è in particolare la condizione più difficile, ma in linea di principio, l’unica condizione.

Tutto il resto non è importante. Non è importante ciò che mangia, cosa beve, come vive, o che tipo di professione svolge, certo, a patto che non sia un comportamento antisociale. Una persona può essere intelligente o semplice. Non ha importanza. Nel raggiungere il mondo superiore, l’età o il livello di istruzione non ha nessuna importanza. È aperta assolutamente a tutti! Una persona non è limitata in niente.
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(Dal Congresso di Giorgia del 06.11.2012, Lezione 3)

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La salvezza si trova nella connessione

Rabash, Lettera 34: Come è detto: “E il Signore sarà per voi una luce eterna.” Quando? Quando sarete tutti una sola società, come è scritto, “ognuno di voi viva questo giorno.”

Di solito, se qualcuno prende un mucchio di rami, può romperli tutti in una volta? Se presi uno alla volta, però, anche un bambino può romperli. Allo stesso modo, troviamo che Israele non sarà ricompensato fino a quando non saranno tutti una società, come si dice, “In quei giorni e in quel tempo, dice il Signore, i figli d’Israele verranno, loro e i figli di Giuda insieme. “Così, quando sono uniti, ricevono il volto della Divinità. Ho presentato le parole del Midrash in modo che non crediate che il problema di un gruppo, che è l’amore degli amici, si riferisca al chassidismo. È piuttosto l’insegnamento dei nostri saggi, che hanno visto come è stata necessaria per la ricezione del volto della Divinita’, l’unione dei cuori in un unico gruppo.

Possiamo solo sentire la connessione con la Luce da un vaso intero e perfetto, un vaso in cui tutti i desideri per lo scopo di ricevere sono coperti da un Masach (schermo), che li trasforma in desideri con lo scopo di dare. Questo è possibile solo quando vi è la connessione, in quanto a chi posso esprimere la mia intenzione di dare? Solo verso gli altri! Quindi, attraverso la connessione dei nostri desideri e intenzioni nel cuore e nella mente, ricostruiamo il vaso in frantumi e attraverso ciò ci avviciniamo alla Luce, fino a quando alla fine essa può illuminaci.

Se, nel frattempo, cerchiamo solo di avvicinarci ad un altro, evochiamo su di noi un’illuminazione a distanza, che si chiama la Luce Circostante. Questa è la legge che conosciamo dalla saggezza della Kabbalah, che è la legge di tutta la realtà, la legge della natura.

Quindi la condizione per ricevere aiuto dall’Alto per la rivelazione della Luce è la nostra connessione. Se vogliamo migliorare la nostra condizione, non ci sono altri metodi, tranne quello. Non ha senso cercare qualcos’altro sprecando i nostri sforzi. Dobbiamo solo anelare per la connessione attraverso cui evocheremo e attireremo la Luce che Riforma.

Se non agiamo in direzione della connessione, non verrà fuori nulla di buono dai nostri sforzi. Quindi, nella situazione così difficile e tesa in cui oggi si trova il popolo di Israele, dovremmo provare a connetterci più che possiamo e raggiungere l’unione. È attraverso questo che attiriamo la Luce più vicina a noi, e la avviciniamo a tutti. Di conseguenza avanziamo ad uno stato migliore in modo migliore, attraverso la Luce.

Dovremmo farlo prima che le sofferenze ci raggiungano e ci obblighino a connetterci facendo pressione su di noi. Dobbiamo sempre avere la tendenza a connetterci grazie alla nostra buona volontà e non perché siamo costretti a farlo. Questa è la differenza tra la “via della Luce” (affrettare il tempo) e la “via della sofferenza”, il processo naturale di sviluppo (nel suo tempo).

Cerchiamo di capire che la connessione attira su di noi l’influenza della forza del bene e spieghiamolo a tutti. Più persone si uniranno a questa connessione e unione, per sentir questa condizione e comprensione che più divulghiamo e pubblicizziamo attraverso ogni canale disponibile, attraverso Internet e TV, più persone sentiranno di essa e si uniranno ad essa, più vicini saremo alla Luce buona. La luce è l’unica cosa che funziona. È uno spreco di energie pensare che esistano altre azioni che possano migliorare la nostra situazione, tranne la connessione e l’unione.
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L’attuale fase di sviluppo della Kabbalah

Le più recenti fonti scritte della saggezza della Kabbalah sono datate circa 500 anni fa. Questi sono i libri scritti dal Santo ARI. Circa 20 volumi dei suoi scritti rivelano nel dettaglio l’intero sistema di controllo di questo mondo e la sua interazione con il mondo superiore.

I libri dell’ ARI spiegano non solo il modo in cui questo mondo è controllato dalle forze superiori, ma anche il nostro impatto su di loro, l’influenza inversa, e come questo influenza ancora una volta l’innesco delle azioni delle forze superiori su di noi. I libri dell’ ARI descrivono tutte queste interazioni tra il controllo superiore e noi, il nostro libero arbitrio, i nostri destini, le precedenti reincarnazioni e così via. Essi forniscono una descrizione molto seria e dettagliata di tutto quello che c’è.

Tuttavia, si sono rivelate insufficienti. Nel XX secolo (400-500 anni dopo l’ARI), un altro Kabbalista, Baal HaSulam (“il padrone della scala” in ebraico), appare. Perché? Perché lui ha descritto dettagliatamente la “Scala” che uno deve salire per ascendere da questo mondo, dallo stato massimo in cui una persona ordinaria si ritrova, al culmine del suo sviluppo.

Non si tratta di crescita fisica, nemmeno si parla del suo sviluppo intellettuale. Vediamo che non c’è niente di cui vantarsene in questo mondo. Piuttosto, si tratta di avanzamento che ognuno di noi deve compiere: per raggiungere il mondo superiore, il sistema di controllo. Si tratta della nostra realizzazione del mondo eterno, perfetto, che è oltre la nostra percezione. Baal HaSulam ha presentato una metodologia moderna che noi stiamo usando in questo momento.

Suo figlio Rabash ha sviluppato il metodo del padre ulteriormente e l’ha reso più pratico. Egli ha creato un metodo concreto, passo dopo passo, con istruzioni descritte in numerosi articoli. Questi articoli mostrano chiaramente come cambiando noi stessi, espandendo i nostri organi di percezione, possiamo cominciare a percepire l’universo nascosto a noi dalle nostre limitazioni.

È risaputo che siamo limitati. Possiamo sentire solo entro una certa gamma di suoni, vediamo un limitato spettro di luce e così via. In altre parole, tutti i nostri sensi, visione, udito, odore, tatto e gusto — sono limitati. Mentre qui stiamo parlando di altri organi di percezione, non quelli che abbiamo attualmente.

Al fine di ampliare i nostri organi di percezione, abbiamo inventato più periferiche, quali telescopi e microscopi per gli occhi, numerosi tipi di radar, localizzatori e così via. Tuttavia,è più importante per noi capire quali ulteriori organi di percezione abbiamo bisogno al fine di percepire il mondo intorno a noi.
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(Dal congresso in Georgia 05.11.2012, lezione 1)

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Preparatevi a varcare la soglia del Palazzo del Re

Rabash, “Le tre linee:” Prima che ad una persona le sia concesso di uscire dall’amore di sé stesso e di fare tutto al fine della dazione, che si chiama Lishma (per il Suo nome), la persona studia diverse cose così come sono, ma sono solo nomi senza commenti, quindi lui non ha nessun raggiungimento nella materia che sta studiando, poiché non sa nulla circa le radici superiori che sono chiamate con i nomi Santi delle Sefirot o Partzufim.

E possiamo imparare la materia superiore, chiamata la saggezza della Kabbalah, solo sulla via del merito, dal momento che questa puo’ portare alla persona il desiderio e la passione di aderire al Creatore, poiché queste sono questioni Sante riferendosi ai Santi nomi … e quando la persona studia la materia superiore al fine di avvicinarsi alla santità, viene portato alla vicinanza delle luci, quindi egli vuole che questo studio lo porti al fatto che gli sarà concesso di puntare tutte le sue azioni al fine della dazione, e questo è chiamato lavorando in preparazione, come quando una persona si prepara per essere pronto a entrare nel Palazzo del Re e di aderirsi a lui.

Ci sono diverse fasi nel lavoro di preparazione. Nella prima fase di studio una persona ascolta, ma lui non sente, poiché egli non sa di cosa si parla. Tutti i termini di cui si parla nei libri di Kabbalah sono nascosti alla persona — egli non li sente e non li vede; Egli non discerne se stesso o il suo ambiente. Quindi egli immagina ciò che sente e ciò che desidera.

Lui non lavora con questi concetti e non può discernerli o rispondere a loro, lui pensa che il faraone è una persona che regna nell’Egitto, che è un paese lontano, che il Creatore è molto distante e che Israele è qualcuno che è nato da una famiglia ebrea. Gli mancano i concetti e le regole spirituali, quindi lui non può sentire immediatamente una reazione interiore, quando li ascolta.

Se lui sente parlare di un dolore nel cuore, alla testa, al braccio o alla gamba, egli può subito immaginarlo. Sentirebbe subito una reazione alla parola che sta sentendo, ma i termini Kabbalistici non evocano alcuna reazione in lui, e quindi, nel frattempo, lui studia senza attribuire tutto questo a se stesso. Ma la Luce circostante opera su di lui e lo riforma, e nella misura in cui la persona fa tutto quanto in suo potere, lo porta sempre più vicino al mondo superiore.

La cosa principale è che in un primo momento la persona non sa che l’unico modo per avanzare è sottomettendo se stesso al gruppo, l’insegnante e ai libri. Dopo tutto, egli è come un bambino che deve rispettare il più grande, il livello superiore a lui. Da questo accorcia o allunga il tempo. La preparazione può richiedere diversi anni, fino a quando lui si avvicina abbastanza alla luce e inizia a sentire come la luce opera in lui e comincia a discernere ogni attributo in lui. Questo può durare 20-30 anni.

Tutto dipende dalla misura in cui la persona può sottomettere se stesso prima all’insegnante, al gruppo e allo studio con tutti i mezzi che ha. È il periodo di studio di Yenika (infanzia) quando uno deve aderirsi e dedicarsi al livello superiore, quando deve annullare la sua mente e tutto ciò che sa quanto più possibile. Poi c’è la fase di maggiore consapevolezza, quando una persona inizia già a discernere questi attributi in lui e ha l’esperienza delle salite e delle discese.

Nella terza fase già capisce che è il Creatore che evoca queste salite e discese in lui, come quando lo chiama, “Vieni al faraone!” Il Creatore è sempre sul lato destro e Faraone è sul lato sinistro, e la persona rimane in mezzo tra queste due forze. Ma fino a quando questo non è in realtà rivelato dentro di lui, egli può solo immaginare che questo è il modo in accordo alle proprie reazioni. Alla fine lui grida dal momento che non può uscire da se stesso e liberarsi della dominazione del Faraone e allora le viene concesso il riscatto.

Da questo momento in poi la strada non è affatto più facile. La persona vede semplicemente tutto ciò che le accade lungo questa strada in modo diverso. La redenzione diventa l’occasione per la dazione per lui, per salire sopra se stesso e lavorare trascurando le proprie spiacevoli sensazioni interiori.

Così egli avanza e il suo avanzamento è determinato dalla rivalutazione dei suoi valori.
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(Dalla preparazione alla lezione di Kabbalah del 15.11.2012)

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Il ruolo dei Kabbalisti in ogni Generazione

Domanda: Qual è stato il ruolo dei kabbalisti prima della rivelazione della Kabbalah ai nostri giorni? O semplicemente era il trasferimento di informazioni da una generazione all’altra?

Risposta: Il ruolo dei Kabalisti era quello di sviluppare sempre più la Kabbalah in ogni generazione fino ai nostri tempi. Non c’era un altro uso in pratica. C’erano diversi Kabbalisti in ogni generazione che dovevano continuare a svilupparla nella loro generazione.

Un Kabbalista è una persona che è interessata al sistema di gestione del nostro mondo: perché, per che cosa, e come lavorare con esso. Rivela questo sistema, lo studia, e lo descrive in base al suo livello.

Un Kabbalista della prossima generazione è su un piano diverso rispetto al Kabbalista del passato. Proprio come tutte le altre persone, si evolve con altre esigenze e in base a quelle egli sviluppa ulteriormente la Kabbalah. In altre parole, lo sviluppo dell’umanità e della Kabbalah sono parallele, fino a quando la gente comincia ad averne bisogno, allora la Kabbalah viene rivelata.
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(Dal Congresso di Giorgia 05.11.2012, lezione 1)

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Mobilitazione generale

Solo la nostra persistenza nel sentire la necessità di una connessione ci può salvare. Smettiamola di giocare con altre cose sperando che con il tempo qualcosa cambi, abbastanza per avere a che fare con altre cose. Tutte le attività correlate sono necessarie solo per sostenere la cosa principale: comprendere la necessità della connessione.

Fino a quando non ci riusciremo deve esserci uno sforzo collettivo incessante. Non dobbiamo scappare o deviare da questo obiettivo verso qualsiasi altra direzione. Qualunque cosa facciamo serve solo a rafforzare i nostri sforzi per la connessione. Dobbiamo sentire la preoccupazione che va da cuore a cuore, fino a quando non ci riusciremo. Non ci sono concessioni qui e le condizioni sono note: il continuo raggiungimento delle Reshimot (i geni informativi), secondo il principio “Ho lavorato e ho trovato”. Se siamo in grado, lo superiamo, e se non ci riusciamo, no. Deve essere un obiettivo chiaro davanti ai nostri occhi e noi tutti dobbiamo mobilitarci per la missione.

Ci sono nuovi studenti che ancora non capiscono e non sentono la disperazione totale, ci sono vecchi studenti che sono cresciuti troppo deboli e si sono trovati coinvolti nella routine. Ma nel complesso, dobbiamo rafforzarci reciprocamente. La preghiera non può essere che per la connessione, altrimenti non viene ascoltata. Se non desideriamo la connessione, la reciproca dazione, dare al Creatore, allora tutto il resto è la “pozione della morte.” Dobbiamo completamente chiarire questo.

La cosa principale è la preoccupazione generale. Anche se, nel mio cuore, non sento realmente la preoccupazione, tuttavia devo mostrarlo agli altri. Anche se al momento non sono entusiasta verso lo scopo della creazione, devo comunque agire prima degli altri. Altrimenti non devo far parte della società.

Deve essere la condizione principale: una persona si trova nella società per rafforzare i cuori degli amici che sono sulla via di raggiungere l’obiettivo, aumentando l’importanza e la grandezza dello scopo. Se non lo fa, non c’è posto per lei qui. È meglio che a raggiungere l’obiettivo siano poche persone, perché quale sarebbe altrimenti l’utilizzo di tutti i milioni di persone intorno a noi, se non hanno raggiunto nulla e se la forza spirituale non governa il livello corporeo?

La società dovrebbe quindi esigere da tutti: è necessario mantenere l’obbligo per rafforzare gli amici verso la grandezza dello scopo, la grandezza della connessione, oppure rinunciare. Proprio così.

Per quanto riguarda i principianti, la missione gli dovrebbe essere chiarita nella misura in cui possono percepire, dal momento che a parte questo non c’è nulla.

Devono trascorrere molti anni prima che una persona cominci in qualche misura a sentire e percepire il messaggio. Ma abbiamo accumulato abbastanza esperienza, competenze, conoscenza delle fonti, lo sforzo per realizzarlo. Per di più, la realtà esterna esige che lo facciamo.
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(Dalla preparazione alla Lezione quotidiana di Kabbalah del 05.10.2012)

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