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Sistemi di connessione analogici (superiori) e digitali (inferiori)

1. Siamo degli egoisti e dunque degli individualisti, vale a dire che pensiamo e capiamo solamente in forma digitale. Il pensiero analogico è completo, unito, e generale: solo il Creatore lo possiede. Ora Egli si sta avvicinando a noi e così noi sentiamo le crisi, che derivano dall’incompatibilità tra il Suo modello di esistenza ed il nostro (pensiero, comprensione, modalità di decidere, e condotta).

Non abbiamo altra scelta che raggiungere la somiglianza tra i nostri sistemi, vale a dire adattarci ad un sistema analogico di vita. Ciò significa che dobbiamo percepirci come un solo insieme, come un solo uomo con un solo cuore (desiderio), ed amare gli altri come noi stessi.

2. Possiamo immaginare il nostro futuro nella forma di modelli analogici o distinti/digitali. Il nostro stato attuale è egoistico e dunque separato, mentre quello corretto è analogico, generale. Dobbiamo costruire un sistema analogico dentro noi stessi partendo da quello separato. Questo modello deve essere sia diretto che indiretto.

Un sistema analogico diretto: lo costruiamo fisicamente; creiamo il modello di unicità del nostro futuro stato sotto forma di congressi, riunioni degli amici, organizzando gruppi di studio per bambini e per adulti, e così via.

Un sistema analogico indiretto: è un sistema matematico; creiamo qualcosa di immaginario.
Il modello digitale (separato) è l’ avvicinamento passo per passo verso il desiderato stato finale corretto che avviene salendo i gradini della scala spirituale. La misura dell’ampiezza dei passi è dettata ad ognuno e a tutti dall’Alto. Cioè, la discontinuità non è determinata da noi, ma dalla manifestazione di un nuovo Reshimot (informazioni genetiche) in noi.

E’ determinata dall’Alto, preservando la connessione tra i passi separati e il conseguimento analogico del suo risultato, cioè considerando la conservazione ed il trasferimento delle informazioni da un passaggio separato ad una forma di unione analogica. In altre parole, l’ampiezza di un passo (il suo valore) è definito dall’opportunità di annullare noi stessi davanti alla parte superiore e al gruppo, al fine di ricevere la forza per salire i livelli.

3. Un modello separato (digitale) si muove ad impulsi; i cambiamenti avvengono in forma di salti, seguendo i passi. Nel nostro mondo egoistico, un modello separato è molto più comodo, va meglio di quello analogico per fare dei calcoli, per registrare, trasferire e ricordarsi le cose ed inoltre esclude un soggettivo adattamento della lettura.

Allo stesso modo, a proposito degli atomi tutto è quantificato: gli stati cambiano in base a degli impulsi. Il trasferimento di informazioni nel mondo vivente (vegetativo o animato) avviene attraverso delle forme separate di sostanze chimiche, macromolecole, che sono composte da migliaia di atomi. Il tutto si presenta poi sottoforma di figure qualitativamente nuove.

4. Diagrammi provvisori di segnali di transizione da uno stato all’altro:

A – Un segnale è continuo (analogico) sia in termini di tempo che di stati;
B – Un segnale è discontinuo ( a impulsi), distinto sia in termini di tempo che di stati;
C – Un segnale è continuo in termini di stati e distinto in termini di tempo;
D – Un segnale distinto, sia in termini di stati che di tempo.
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Conoscenza e fantasia

Domanda: Quando un uomo è convinto di potere percepire il Creatore, c’è un modo di verificare se si tratta di una sensazione reale o di una fantasia religiosa?

Risposta: Nessuno dovrebbe mai provare a convincere un uomo che quello che prova non è reale. Infatti, non possiamo sostituire la nostra testa con la sua.

Diciamo che tu conosci veramente qualcosa, e un altro uomo no, ma quest’ultimo immagina comunque qualcosa in un modo non corretto. Se gli facessi della pressione e provassi a convincerlo che tu hai ragione, allora, invece dell’immagine che egli immaginava in precedenza, riceverebbe da te una nuova immagine. Ad ogni modo, sarebbe ancora una immagine della fantasia, anche se tu la potresti considerare un fatto ovvio e vero ( sebbene anche questo potrebbe essere discutibile). Una volta che questa immagine gli arrivasse, diventerebbe semplicemente una nuova fantasia.

Questa è la ragione per cui la Kabbalah non permette tutto questo. Un uomo non dovrebbe impegnarsi ad imporre agli altri uomini le proprie convinzioni, soprattutto perché la nostra verità cambia di continuo. Quando ci eleviamo da un livello ad un altro, tutta la nostra precedente conoscenza fondamentalmente cambia.

Noi viviamo di continuo degli stati opposti mentre passiamo da una parte all’altra fino a quando non attraversiamo Machsom (la barriera che ci separa dalla spiritualità). E’ scritto: “Non fidarti di te stesso fino al giorno in cui morirai (cioè il giorno della morte del tuo egoismo)”.

Questa è la ragione per cui non dovremmo far cambiare idea a nessuno. Dobbiamo solamente spiegare agli uomini come, in questa precisa situazione, siamo tutti quanti vulnerabili ed incoraggiarli ad esaminare sinceramente le cose, ad avere un approccio sensato. Questo è ciò che si considera un atteggiamento diretto: noi abbiamo cinque sensi, quindi facciamo affidamento solamente su di questi.

Ad ogni modo, è scritto che è possibile acquisire anche altri sensi. Una volta che li avremo sviluppati sulla base di un approccio scientifico, ragionevole e logico, senza ascoltare nessuno, e scopriremo un’altra realtà, allora incominceremo ad esaminarla. Incominceremo allora a comprenderla ed acquisiremo una nuova conoscenza che si baserà ancora sullo stesso principio: “Un giudice posa gli occhi solamente su ciò che può vedere”, sulla base cioè di una reale sensazione.
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(Dalla 4 parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2011 “La saggeza della Kabbalah e la filosofia”)

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Fantasie utili e dannose

Domanda: Se l’immaginazione interferisce con l’approccio scientifico e porta alla religione e alla filosofia, allora come può esserci d’aiuto l’immaginazione nella ricerca scientifica?

Risposta: L’immaginazione che ci aiuta non è una forma astratta separata dalla materia, ma la forma della parte superiore che prende corpo su di noi. Ogni informazione genetica, la Reshimò, è composta da due parti: l’informazione che riguarda il desiderio “di oggi” (Reshimo de Aviut) e l’informazione che riguarda la Luce “di domani” (Reshimo de Hitlabshut).

Per esempio, prendiamo un paio di Reshimot, Ghimel de Aviut/Dalet de Hitlabshut, “3/4.” Quando io realizzerò la Reshimò “3,” sarò in grado di ricevere la forma della parte superiore dal livello “4” che è in esso, e ci si riferisce a questa situazione come alla fantasia creativa. Io non la ricevo con la sua realizzazione, ma solamente come un esempio.

La Reshimo de Hitlabshut ci suggerisce una nuova forma futura, perché si tratta sempre di un livello superiore al nostro stato attuale. Queste sono “memorie” che sono rimaste in noi dall’espansione dei passi compiuti dall’Alto verso il basso, e adesso noi possiamo salire grazie a loro.

L’uomo funziona come una macchina. Se disponiamo di queste informazioni genetiche, le Reshimot, allora saremo in grado di lavorare grazie ad esse, ma se non le abbiamo, non ce la faremo. Se tutta la memoria di un uomo fosse cancellata, egli non saprebbe come fare a muovere volontariamente un dito. Avete visto i gesti indifesi dei bambini appena nati? Questi bambini non sono capaci di compiere coscientemente nemmeno il più piccolo movimento.

Tutto proviene solamente dalle Reshimot, e quando io sarò in grado di realizzare correttamente il mio desiderio (Reshimò de Aviut) al mio livello, allora sarò in grado di ricevere il livello della parte superiore che prende corpo su di me (Reshimò de Hitlabshut) nella forma di un esempio. La fantasia ci aiuta a lavorare su questa base.

Questa non è una fantasia vacua che non ha alcun punto di contatto con esso, le Reshimot, ma si tratta di una forma reale che si deve manifestare.
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(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 2.01.2011 “la Saggezza della Kabbalah e la filosofia”)

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Provare diversi abiti di dazione

Domanda: Nelle scienze comuni si studiano le relative terminologia e le formule, e lentamente si incominciano a comprendere le leggi attraverso le quali la realtà funziona. Ma come si spiega che non capisco niente quando studio la scienza della Kabbalah?

Risposta: Prima di tutto, si può studiare e in qualche modo discutere ciò che c’è scritto, ed immaginare le leggi della Kabbalah anche se la Kabbalah non parla del nostro mondo e queste leggi non si vedono ad occhio nudo. Ma non abbiamo bisogno di niente di più di questo. Se aspiriamo a questa forma di dazione, è abbastanza per incominciare a cambiare noi stessi.

La scienza della Kabbalah viene usata in modo completamente diverso dalle scienze del nostro mondo. Quando studiamo un triangolo in geometria, non diventiamo un triangolo! Ma nella Kabbalah quando studiamo il Partzuf ZON, diventiamo il Partzuf ZON. Noi aspiriamo ad esso e da esso attiriamo la Luce che ci cambia. Qui sta tutta la differenza! Prendiamo la stessa forma di ciò che stiamo leggendo.

Ci sviluppiamo ed avanziamo lungo la linea che ci connette alla radice della nostra anima nel mondo dell’Infinito, e tutte le nostre forme e stati futuri sono già stabiliti. Attiriamo la Luce su noi stessi da questi stati futuri, e questa Luce ci influenza, facendoci avanzare.
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(Dalla 1.a parte della lezione qotidiana di Kabbalah del 15.02.2011, Gli scritti del Rabash)

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La scienza a proposito della natura della dazione

Domanda: Io capisco la spiegazione su come il mondo stia diventando globale e che tutti noi abbiamo bisogno di unirci. Si tratta di una conclusione specificamente scientifica. Ma non capisco da dove arriva la forza che realizza l’unione, che cos’è la Luce Circostante? Non suona un po’ come misticismo?

Risposta: I libri che spiegano la struttura del mondo superiore (Talmud Eser Sefirot) non riguardano il misticismo, ma una scienza in senso stretto nella quale ci sono due forze in funzione: la Luce e il desiderio, o dazione e ricezione. Tutte le formule derivano da queste due forze, proprio come nella matematica dove ci sono due concetti: da 0 a 1, o come nella fisica che esamina sempre due forze e la loro interazione.

Lo stesso vale per la scienza della Kabbalah, in quanto fornisce la base per il totale conseguimento della realtà e di tutte le altre scienze che descrivono questa realtà. Non ci vedo niente di mistico in tutto questo.

Sono d’accordo che è scritto in un linguaggio a cui l’uomo di oggi non è molto abituato e può quindi risultare poco chiaro, tuttavia le sue conclusioni sono precise, scientifiche e logiche. Ci sentiamo confusi dal testo perché non sappiamo come interpretarlo nel modo corretto. Ma in sostanza il testo parla solamente della volontà di godere che prende la forma della dazione, e allora si dice che si ha un “corpo” spirituale, un Partzuf.

Il desiderio è la materia. Per esempio, nel nostro mondo ci sono diversi tipi di materia: inanimata, vegetativa, animata e parlante. Tutti questi generi sono rappresentati anche il desiderio di godere, che prende delle forme esteriori diverse in base al genere di appartenenza, e di conseguenza noi vediamo molti tipi di piante e di animali.

Lo stesso desiderio di godere funziona nel mondo spirituale. Però, nel nostro mondo lo fa in tutte le forme possibili di egoismo, mentre nel mondo spirituale assume le forme della dazione piuttosto che della ricezione. Questa è la ragione per cui non possiamo riconoscerle in questo momento, poiché non abbiamo la capacità di vedere come vede la Luce della dazione. Dunque, non distinguiamo queste immagini.

Adesso noi ci realizziamo in noi stessi e negli altri attraverso il desiderio di assorbire tutto dentro di noi, cioè di ricevere. Tutta la nostra visione si basa su questo. Questa è la ragione precisa per cui vediamo il mondo come lo vediamo intorno a noi – tutte le possibili forme di ricezione nel desiderio di godere. Noi riveliamo tutte queste forme, le studiamo, e sulla base di esse costruiamo la scienza.

Tuttavia, esiste una forma diversa di desiderio – la dazione, in cui ci irradiamo al di fuori di noi stessi. Quando il desiderio incomincia a lavorare in questo modo, di conseguenza prende delle forme diverse: inanimate, vegetative, animate e parlanti, che sono tutti i possibili livelli di dazione, la combinazione di differenti forze di dazione che operano in esso.

La scienza della Kabbalah studia precisamente queste forme. I Kabbalisti, che hanno conseguito la qualità della dazione, ognuno in base al proprio livello, scrivono le loro osservazioni proprio come gli altri scienziati scrivono delle forme di ricezione di questo mondo. Quindi, ci sono le scienze di questo mondo, che riguardano la nostra natura terrena, e c’è la scienza della natura della dazione che si chiama “Kabbalah”.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana da Kabbalah del 15.02.2011 , Gli scritti del Rabash)

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La cosa più importante è la connessione con la radice!

Tutta la scienza è un linguaggio. Tuttavia nella scienza normale, spieghi le tue realizzazioni allo stesso livello nel quale le realizzi (nello stesso mondo), mentre utilizzando il linguaggio della Kabbalah, spieghi quello che realizzi in relazione alla radice. Questa è la differenza tra la scienza normale e la scienza della Kabbalah. Registri ogni fenomeno che studi e realizzi in questo mondo, nello stesso livello in cui lo realizzi e lo ricerchi. Comunque nella Kabbalah, non realizzi la materia stessa, ma la sua connessione con la radice. Questa è la cosa più importante!

Baal HaSulam scrive quanto segue nell’articolo “L’insegnamento della Kabbalah e la sua essenza”: … la fisica è solo la conoscenza delle strutture di un tipo particolare esistente in un mondo particolare. È unica nel suo tema e nessun’altra saggezza è inclusa in essa.

Non è così per la saggezza della verità, dato che è la conoscenza della totalità dell’inanimato, vegetale, animato e parlante in tutti i mondi, con tutti i loro esempi e condotte, come furono inclusi nel pensiero del Creatore, cioè nel proposito. Per questa ragione, tutti gli insegnamenti del mondo, dal più piccolo di essi al più grande, sono meravigliosamente inclusi in essa …

La connessione con la radice è unica per la scienza della Kabbalah. Questo è ciò che le permette di includere tutte le altre scienze in sé. Tu puoi spiegare in questo momento le qualità di un determinato argomento o la connessione tra i fenomeni, ma questo non spiega l’essenza delle cose e dei fenomeni.

(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 10.02.2011, “L’Essenza della Saggezza della Kabbalah”)

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La Kabbalah è la scienza dell’ amore

Una persona arriva alla Kabbalah dopo aver risvegliato la necessità di apprendere la Forza Superiore nascosta, il proposito e la ragione della sua esistenza ed il significato della sua vita. Nella misura in cui attraversa gli stati del suo sviluppo spirituale, la persona arriva ad un punto critico e comincia a pensare alla maniera in cui raggiungere il mondo spirituale.

Precedentemente era solita pensare che la spiritualità poteva essere raggiunta con ciò che aveva, cioè con i cinque sensi, con la sua mente e la sua percezione abituata alla realtà; però, in un determinato momento, la persona comincia a sentire che il mondo spirituale non può essere rivelato in questa maniera e che per farlo, ha bisogno di cambiare se stessa. È allora che ricorda un famoso detto: “Ho creato l’inclinazione al male e la Torà per la sua correzione, perché la Luce contenuta in essa riporta alla Fonte”.

Ogni persona immagina il mondo spirituale alla propria maniera. La saggezza della Kabbalah viene definita come la proprietà dell’amore e della dazione, nella quale la persona esce dalle sue proprietà egoistiche e comincia a rivelare la realtà più elevata nelle proprietà della dazione che sono opposte alle sue.

I kabbalisti spiegano che è necessario che sviluppiamo l’attributo della dazione, cioè che realizziamo la correzione del cuore (desiderio). Ciò significa che se in questo momento il nostro desiderio lavora per ricevere, dobbiamo cambiarlo col fine di percepire i desideri degli altri come nostri. Tutto il metodo consiste nella correzione del nostro ego, i cui desideri lo consumano tutto, per mezzo dello sviluppo di un senso al di sopra di questo, il che significa uscire dal nostro desiderio.

Nel momento in cui arrivai a studiare la Kabbalah, quando avevo più di 20 anni di educazione, ero uno scienziato ed un impresario, mentre tutti i kabbalisti con i quali studiavo erano persone semplici. Ricordo di aver avuto una conversazione con il Rabash, nella quale mi disse che cominciò il suo lavoro facendo l’assistente di un fabbro, dopo fece il calzolaio ed alla fine lavorò nell’ufficio di un esattore delle tasse. Tuttavia, io ero convinto che sarei stato capace di realizzare di più con la mia mente. Mi ci volle tempo per capire che la Kabbalah è una scienza dei sentimenti e che abbiamo bisogno di correggere il nostro cuore.

La saggezza della Kabbalah spiega che la mente si risveglia in noi solo nella misura in cui il cuore la impiega. Il cuore vuole sapere ciò che sta sentendo e perché, da dove vengono i sentimenti e come si possono cambiare; ed allora il cuore impiega la mente.

È risaputo che la nostra mente funziona meglio quando affrontiamo i problemi e la miseria. La necessità che nasce sviluppa la mente. Così, la funzione del sistema chiamata “mente” esiste per aiutarci a riempire il nostro desiderio.

La saggezza della Kabbalah è una scienza dello sviluppo del sentimento dell’amore. In altre parole, ho bisogno di acquisire la capacità di connettermi ai desideri degli altri o ne ho bisogno e li accetto come miei. La mia preoccupazione per i bisogni dell’altro come per i miei, si chiama “il mio amore per lui”. Ciò non ha relazione con il ricevere il riempimento o il piacere di qualcun altro, ma al contrario, il mio piacere verrà dal riempimento altrui.

Le persone che cominciano a studiare la Kabbalah acquisiscono nuovi sentimenti nel cuore che permettono loro di cominciare gradualmente a comprendere che in realtà c’è infinito riempimento e piacere nell’essere capaci di uscire da se stessi e riempire gli altri. Ciò da alla persona un’opportunità incessante ed illimitata che rivela improvvisamente una nuova percezione della realtà, un nuovo orizzonte per lei.

Ciò si deve al fatto che la persona che esce da se stessa e comincia a sentire le necessità degli altri invece delle proprie, smette di percepire se stessa ed arriva gradualmente ad uno stato in cui non deve più badare a sé. Quando troviamo l’attributo della dazione, in questo riceviamo il riempimento ed acquisiamo il Mondo Superiore attraverso di esso, arrivando ad essere come il Creatore.
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(Dalla mia lettura nella hall di “Kabbalah L’Am” del 21.12.2010)

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La Kabbalah ha dato luogo a tutte le scienze

Domanda: Mi piacerebbe chiedere degli scienziati che hanno scoperto la Kabbalah attraverso la scienza esterna.

Risposta: Nel corso di migliaia di anni, molti scienziati come Platone ed Aristotele, arrivarono alla Kabbalah. Non possiamo neppure immaginare fino a che punto tutti gli scienziati antichi fossero connessi tra loro e conoscessero la Kabbalah.

Newton imparò l’ ebraico per studiare la Kabbalah, ha intere opere ed articoli basata su di essa. La Kabbalah non è una scienza antica, obsoleta. In verità, è una scienza ben conosciuta, ad eccezione degli ultimi cento anni, quando invece di far fronte alla vera scienza, gli scienziati si sono impegnati nella tecnologia.

Alcuni scienziati raggiunsero la Kabbalah a causa del fatto che studiarono dagli antichi kabbalisti. Ciò è particolarmente vero per quelli che vissero tra l’800 A.C. e l’ era volgare. Durante questi 700-800 anni, molti scienziati “esteriori” andarono dai kabbalisti per studiare. Fu allora che nacquero la filosofia e tutte le altre scienze.

Gli scienziati del Medioevo arrivarono a questa per conto proprio. Loro non avevano la realizzazione pratica della Kabbalah, ma sentirono quello che era in realtà questa saggezza; non avevano nessuno dal quale imparare perché a quel tempo tutto era nascosto. Dal 16° secolo D.C. in avanti, la Kabbalah cominciò ad essere rivelata ancora una volta.

Sappiamo che il Ramchal, un grande kabbalista del 16° secolo, aprì dei centri di Kabbalah in tutta l’ Europa. Parallelamente a lui, un grande kabbalista, Abraham Abulafia, “solcò” letteralmente tutta l’ Europa con la diffusione della Kabbalah e la insegnò anche al Papa romano. Andarono in tutte le direzioni per accelerare il processo della correzione.

Tuttavia, questi scienziati “esteriori” conseguirono tutto in gran parte attraverso i loro sforzi. A loro giudizio la Kabbalah è una fonte di conoscenza generale, ma non più di questo. Anche se nelle loro opere possiamo vedere l’ ammirazione genuina verso la Kabbalah, non sento che l’ hanno realizzata interiormente. Comunque, ciò che hanno fatto è una grande impresa.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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Calpestare un pianeta sconosciuto

Domanda: In cosa si differenzia la Kabbalah dalla psicologia, che anche insegna alle persone a connettersi le une alle altre?

Risposta: Nella sua parte pratica dello studio la psicologia va bene e si include nella Kabbalah. La saggezza della Kabbalah contiene tutta la conoscenza sulla natura di questo mondo. Essa parla di tutto quello che succede dal principio alla fine della creazione e per questa ragione include in sé tutte le scienze di questo mondo. Solo che la Kabbalah non le descrive in dettaglio poiché questo non è il suo obbiettivo.

La psicologia, come osservazione pratica di certi tipi di comportamenti nel nostro mondo, è stata corretta fino al giorno d’ oggi; però adesso la sua abilità di mantenere la linea è discutibile, poiché stiamo entrando in un nuovo mondo completamente globale. Un sistema globale sta cominciando ad agire su di noi, ed esso non considera ogni individuo separatamente o la sua relazione personale con l’ altro, ma accede a tutti in connessione con tutti.

Noi non sappiamo come avvicinare il mondo in questa maniera. Non abbiamo una scienza che possa spiegare questo approccio verso di noi.

Non potremmo sviluppare una scienza su un comportamento di sistemi analoghi e globali e sulle leggi dell’ esistenza di tutti i suoi componenti perché noi, dal canto nostro, saremmo differenti dentro. Una persona può sviluppare solo le forme presenti dentro di sé, dentro la sua natura;

però, se non sento la mia connessione con gli altri, non sono capace di sviluppare una scienza in merito. Questo è il problema! Adesso stiamo entrando in un mondo del quale non sappiamo niente, assolutamente niente! E non scopriremo niente su di esso fin quando, organicamente, non ci sentiremo connessi a tutti.

Così, adesso risulta che solo i kabbalisti sono capaci di sviluppare una scienza per noi al di sopra di questa realtà ordinaria e terrena che adesso sta cominciando a rivelarsi in noi ed a nessun altro. Tutti gli altri sembreranno essere completamente indifesi e non sapranno cosa fare con tutti i problemi e le catastrofi che vivranno. Gli specialisti non saranno capaci di offrire niente, tantomeno gli psicologi, i fisici, i matematici ed i biologi.

All’ improvviso cominceremo a renderci conto che la nostra scienza attuale, con tutto il suo desiderio, smetterà lentamente di funzionare in questo nuovo stato. Ciò è dovuto al fatto che una nuova rete integrale di forze sta agendo in noi, la quale prende in considerazione la connessione generale di ognuno con tutti.

Capisci la difficile situazione nella quale ci troviamo? È per questo che abbiamo bisogno di diffondere la scienza della Kabbalah il più rapidamente possibile, affinché le persone si rendano conto di cosa hanno davanti. Se ci fosse solo un piccolo impulso in avanti, una quantità minima di accordo e comprensione, per lo meno una certa conoscenza e desiderio di capire, questo cambierebbe tutto il quadro e la vita sarebbe più facile per il mondo.

Adesso un tifone si avvicina all’ Australia e cosa possono fare le persone? Piangere soltanto! Stanno cercando di fortificare le abitazioni, di mettere più chiodi nelle pareti, ma questo li aiuterà davvero contro la furia di questi elementi?
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 4.02.2011, “Lo studio della Saggezza della Kabbalah”)

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Studia la Kabbalah e questa ti spiegherà tutto

La Kabbalah è un sistema di conoscenza ed un metodo della rivelazione della forza superiore in tutte le sue manifestazioni, in tutte le generazioni fino alla fine della nostra esistenza in questo mondo. Non solo ci spiega lo scopo della creazione, ciò che sta avvenendo e ciò che avverrà, ma ci eleva!

Nessun’ altra scienza ci cambia in qualche modo, dato che esse spiegano solo come possiamo trarre beneficio con il loro aiuto, per migliorare in qualche modo il mondo intorno a noi, mentre la saggezza della Kabbalah è un metodo per elevare la persona dal nostro mondo a quello superiore.

Per mezzo dello studio della Kabbalah, cominci ad ascendere, a cambiare la tua forma interiore e ad alterare la tua essenza. Cominci ad aprire gli occhi a te stesso ed al mondo intero ed ascendi davvero al livello successivo. Non è la scienza ordinaria, nella quale resti “nell’ esteriorità” separato da questa, è un metodo di auto trasformazione, di ascesa. Questa è forse la sua parte più importante.

Speriamo che alla fine, attraverso la nostra circolazione, raggiungiamo uno stato nel quale la gente sappia che tipo di metodo è questo e che tutta la scienza, ancora una volta torni a riunirsi. Come ha spiegato chiaramente e concisamente Paracelso nel suo trattato “Paragranum” (Das Buch Paragranum): “Studia la Kabbalah (artem cabbalisticam), questa ti spiegherà tutto!”.

Oggigiorno ogni scienza esiste nel suo ridotto campo d’ azione, ed in ognuno ci sono migliaia di differenti nicchie occupate da scienziati che non sanno come parlare gli uni agli altri. La Kabbalah, tuttavia, ha l’ intenzione di riunire tutte queste scienze e servire ad esse come una base comune, per elevarle tutte verso l’ unico scopo e verso la conoscenza comune. Questo è ciò che la rende così speciale.

In ultima istanza, la persona capisce che il mondo in cui vive è unito, completo, globale ed integrale, che è quello al quale oggi tutti noi dovremmo aspirare.
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(Dalla 3° lezione del Congresso di Berlino del 28.01.2011)

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