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Fino a che la larva diventi un essere umano

Il sistema del Governo Superiore chiamato “L’Albero dell’universo” scende a noi dall’Alto nella sua forma ideale, dove tutte le sue parti sono interconnesse in maniera appropriata. Ogni elemento è unito a tutti gli altri in assoluta armonia, riceve sostegno da tutti e sostiene tutti in accordo al suo grado nella forza comune del sistema, che risulta nella formazione di una sfera comune che simboleggia la perfezione.

Tutto questo è colmato dalla “illuminazione della Shechinà”, la Luce riempie tutti i desideri che esistono in armonia mutua affinché possano provvedere gli uni agli altri. La legge di questo sistema è che tutti agiscano solo nei loro interessi comuni, consciamente ed in maniera reciproca; ed è creato dal lato della Luce, la dazione o Creatore.

Ci troviamo nello stesso centro di questo sistema. Risulta che esisto in un mondo meraviglioso di Luce ed armonia spirituale, però a causa del fatto che resto nel mio egoismo, sono opposto al sistema e vedo il mondo in un modo completamente diverso.

La Luce Superiore ci nasconde di proposito la realtà perfetta solo perché sarebbe orribile sentire la sua perfezione! Pertanto, vedo semplicemente una piccola parte della vera realtà che mi circonda, la parte che sono capace di assorbire con il mio piccolo egoismo, però vedo tutto nella forma opposta, come male o bene. Lo percepisco nel grado e nella forma in cui sono capace di accettarlo e di vivere con esso.

Nella misura in cui mi correggo ed acquisisco il grado della dazione, questa sfera mi viene rivelata sempre di più, si amplia e mi mostra che sono ogni volta peggiore! Però, nel frattempo, sto già ricevendo la forza della dazione e sto correggendo me e la mia realtà. Questo continua fino a che la mia percezione si espande ed abbraccia tutta la sfera, tutto “l’albero”, tutto il sistema, ed allora posso sintonizzarmi con questo correttamente e con tutta la sua forza.

Tuttavia, per il momento, esistiamo al centro di tutto questo universo in una forma opposta ad esso, chiusi dentro il nostro piccolo mondo come un verme in un rafano acido.
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(Dalla terza parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 19 Ottobre 2010 – Beit Shaar HaKavanot).

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Stavo solo guardando

La saggezza della Kabbalah parla sulla correzione della relazione tra le anime rotte ed egoiste e il nostro bisogno di ristrutturare il collegamento tra di esse e di innalzare le anime dalla rovina. Ovviamente, tutto questo sta accadendo all’interno della persona dato che “ognuno misura il mondo d’accordo con le proprie imperfezioni”.

Ma solamente noi, essendo incorretti, vediamo la rovina. È similare a quanto dicono i fisici moderni, che guardando l’universo possiamo cambiare i processi che stanno avendo luogo in esso. I fisici stanno iniziando a scoprire che noi influenziamo la realtà perfino con quello che vediamo o pensiamo.

Uno potrebbe pensare “Com’è possibile che io possa cambiare qualcosa soltanto per il fatto di guardarla?” è una risposta tipica, come quando rompiamo qualcosa e diciamo “Io non ne so niente, ma guarda cos’è successo”. Essenzialmente, questo significa che i scienziati hanno capito che “ognuno misura il mondo d’accordo con le proprie imperfezioni”, proprio come dice la Kabbalah, che noi non vediamo il mondo perfetto perché noi stessi siamo imperfetti.

Al livello della rottura, noi vediamo delle rovine intorno a noi, ma al livello in cui diventiamo perfetti, noi vediamo la perfezione. Perciò, tutti gli occultamenti hanno origine in noi, all’interno della rottura che occulta il Mondo dell’Infinito da noi. E la saggezza della Kabbalah ci spiega i nostri stati avanzati: come correggere noi stessi e vedere un mondo sempre più perfetto.

Più tu ti correggi, e più perfetto diventerà il mondo davanti a te.
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Indeterminazione quantica dell’anima non corretta

Dall’articolo del Baal HaSulam, 600.000 anime: ci sono tre periodi della creazione spirituale dell’anima umana:
1) Una scintilla dell’anima che in un momento si accende e nell’altro si spegne.
2) Un’anima particolare, quando si sente come una parte delle 600.000 anime, una parte dell’anima comune.
3) Un avvicinamento alla perfezione, all’anima comune, perché tutto il suo desiderio egoista è corretto, non è un ostacolo e permette di unirsi con l’Anima comune di Adamo.

Qui c’è un punto che è difficile da spiegare, simile al principio dell’indeterminazione della fisica quantistica. Non esistono “molte creature”, esiste solo un’unica creazione. Ogni persona che si sente come una creatura è proprio la stessa creatura e le altre, in relazione ad essa, non sono creature indipendenti, ma le parti della sua stessa anima.

Per questo, anche se ci sembra che esistano miliardi di creature, nella spiritualità l’essere umano unisce queste parti a se stesso e, in relazione al suo libero arbitrio, queste parti sono alla Fine della Correzione; ma dal canto suo è l’unica parte che può essere considerata come esistente.

Tuttavia, proprio in questo modo diviso, egli si considera non esistente e deve unirsi alla spiritualità, all’Anima Comune! Per quanto riguarda gli altri, che si considerano come parti “estranee”, egli deve accettarle come già esistenti nel mondo spirituale.

È necessario capire che “ognuno giudica nella misura del suo difetto”, tutti loro sono nello stato della Correzione Finale e solo lui non è in questo stato. Allora, chi fra tutti possiamo definire come l’unica creazione? Proprio una persona che ancora “non è creata” e necessita di una correzione.

Quando acquisiamo la visione spirituale, allora vediamo il mondo in questa maniera. Baal HaSulam descrive uno stato molto elevato. Quando si parla dell’esistenza dell’anima unica, non solo tutti si uniscono in un’anima unica, si tratta del fatto che in realtà, non esistono assolutamente anime indipendenti …

Questa è la nostra illusione temporale, la conseguenza dei tre assi delle coordinate (il tempo, il movimento e lo spazio) nei quali, in questo modo, si manifesta il quadro di questo mondo; però, quando questi assi scompariranno, smetteremo di essere dipendenti da essi e dal tempo e quando ci eleveremo al di sopra di essi, allora vedremo la realtà nella quale esiste solo una creazione.

Per questo, abbiamo bisogno di correggere il nostro desiderio egoista che provoca questa illusione dell’esistenza della realtà nel tempo, nel movimento e nello spazio, nel livello del nostro mondo.
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(Dalla lezione sull’articolo 600.000 anime di Baal HaSulam, del 26 Ottobre 2010)

Gioco secondo il pensiero della Creazione

Domanda: Come dobbiamo essere in questo mondo fino al Machsom, cioè verso questa realtà immaginaria?

Risposta: Il rapporto verso questo mondo deve essere molto semplice – il tempo in cui mi trovo in questo sogno, lo devo vivere.

È scritto: “non ha il giudice cosa maggiore dei propri occhi”. Sono obbligato a lavorare, sostenere la famiglia, fare tutto il necessario in questa vita, però oltre questo  devo comprendere che questo è soltanto un sogno, (“che il mondo è un gioco!”) e che io lo realizzo come in un gioco.

Ma io mi riferisco a questo gioco in maniera seria. In quanto tutta questa realtà me l’ha preparata il Creatore, che io esistessi secondo le sue regole. E che da essa io potessi sviluppare  il “punto nel cuore” – nel mio atteggiamento con il Creatore.

Questi due livelli, terrestre e spirituale , non sono collegati l’uno con l’altro: al livello terrestre , dove io sono “nel sogno”, faccio tutto l’indispensabile per questa vita , invece al livello spirituale, io voglio trovare il collegamento con il Creatore, mi sviluppo, dando a questo tutta la mia attenzione. Altrimenti perché vivo, se non raggiungo il Creatore?

Stiamo costruendo una nuova realtà

Lo Zohar, Capitolo “Va Yechi (E Giacobbe visse)” punto 26: “E chiamò suo figlio Giuseppe” Giacobbe interrogò i propri figli e gli disse “Io vedo molti grossi problemi venire a vostri figli. È necessario trovare una più grande Rachamim (misericordia).

Tutto quello che è descritto nella Torà, Lo Zohar, e tutti i “testi sacri” (libri scritti dai Kabbalisti, quelli che raggiunsero il Mondo Superiore basandosi nella loro sensazione di quel mondo) si sviluppa solamente dentro di noi. Non esiste niente fuori di noi!

La nostra attuale realtà, tutto quello che noi sentiamo adesso ci serve solamente per tenerci svegli per poter percepire una nuova realtà, o più precisamente, per crearla dentro di noi. Non esiste il tempo ne i cambiamenti esteriori. Ci stanno soltanto svegliando con l’aiuto di stati sgradevoli per poter cambiare e vedere la vera realtà, il Mondo dell’Infinito.

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L’intera storia è dentro di noi

Lo Zohar, capitolo “VaYechi (E Giacobbe visse),” Articolo 24:Il terzo esilio è il più lungo in cui ci troviamo, che corrisponde a 100 anni di vita di Giacobbe rispetto ai quaranta (anni) in esilio a Babilonia.

Non dobbiamo vedere questa storia come un racconto storico. Non esiste una storia. La realtà che pensiamo di vivere traspare dentro di noi come fotografie immaginarie, si svolge all’interno del nostro desiderio (Kli).

Tutti ciò dovremmo fare è correggere il programma della nostra percezione. Quando lo facciamo, avremo il senso della realtà autentica attraverso le nostre proprietà autentiche (che sono simili al Creatore che gli ha fatti).

Ed è per questo che dobbiamo trattare le narrazioni dello Zohar come un invito a rivelare tutto ciò che descrive come qualcosa che è all’interno delle nostre sensazioni e coscienza, e nella nostra mente e il cuore.

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La scala per l’infinito

Lo Zohar ci parla del Mondo Superiore che riveliamo dentro di noi. Tutto ciò che è descritto in questo libro avviene dentro di noi. Infatti, percepiamo il nostro mondo alla stessa maniera. La differenza tra i mondi o percezioni, è che percepiamo questo mondo individualmente, dentro il nostro egoismo, mentre il Mondo Superiore viene percepito collettivamente, all’interno delle nostre relazioni e delle connessioni tra di noi.

La connessione attraverso la dazione mutua e l’amore viene chiamata anima, e quello che percepiamo in quest’anima è chiamato il mondo spirituale. Realizzando le correzioni in noi, correggiamo la connessione inizialmente frammentata (Kli) e così riveliamo le qualità differenti della connessione di cui parla lo Zohar. La connessione comune di tutte le parti dell’anima o creazione è chiamata il Creatore. Tutto il mondo spirituale comprende diversi tipi di connessioni che sono chiamate Abramo, Isacco, Giacobbe, diversi angeli, come pure gli oggetti inanimati, vegetali, animati e spirituali. Questi sono tutti rivelati nelle connessioni.

Oggi percepiamo il nostro mondo e pensiamo che esista per conto suo. Tuttavia, questa è un’illusione. La verità è che percepiamo un tipo di connessione tra di noi che chiamiamo con questo nome. L’ultimo o più basso livello di connessione tra le parti dell’anima (le anime particolari) procura la sensazione di una cattiva connessione che viene chiamata “questo mondo”. Quando raggiungiamo la connessione assoluta di tutte le parti dell’universo, questa connessione viene chiamata il Mondo dell’Infinito, perché è una connessione illimitata senza nessun limite circoscritto. Esso è invece al di là dello spazio e del tempo.

Tra la piena connessione nel Mondo dell’Infinito e la completa assenza di connessione in questo mondo, ci sono cinque livelli di connessione o cinque mondi chiamati Adam Kadmon, Atzilut, Berià, Yetzirà e Assiyà. Noi esistiamo effettivamente in una sola realtà che è il Mondo dell’Infinito, ma la nostra percezione di esso, dipende dalla nostra attitudine verso la connessione. Questo implica 1) egoismo o ricezione e 2) dazione o amore. La nostra vita è una sensazione della qualità della connessione tra le parti della realtà.

Se vogliamo rivelare il vero mondo e capirlo, raggiungerlo e gioirne, dobbiamo provare a vedere noi stessi più connessi mentre leggiamo Il Libro dello Zohar. Allora cominceremo a rivelare una connessione più grande ed il Mondo Superiore. Questo metodo di rivelare il Mondo Superiore è chiamato “Faremo e ascolteremo” (Naase ve Nishma).

(Dalla seconda parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 18/08/2010, Lo Zohar).

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Su cosa si poggia il mondo

Lo Zohar, CapitoloLech Lecha (Vai Avanti)”, Articolo 4: La gente dovrebbe osservare il lavoro del Creatore. Dopotutto, tutta la gente non conosce e non considera su cosa risiede il mondo e su cosa risiedono loro.

Su cosa si poggia il mondo? Si poggia sul desiderio. Su cosa si basano le persone? Si basano sul desiderio. Lo Zohar parla di tutti i tipi di desideri, del mondo su cui poggiamo e di come possiamo cambiare questi desideri. Dopotutto, tutto ciò che succede all’interno del nostro desiderio costruisce la realtà che sperimentiamo.

La nostra percezione del mondo dipende da come possiamo cambiare i nostri desideri. Nel suo articolo “L’Occultamento e la Rivelazione del Creatore”, Baal HaSulam scrive che non cambia niente al di fuori di noi; è soltanto nostra responsabilità rimpiazzare la nostra percezione di questo mondo con la percezione del Mondo dell’Infinito.

Il benevolo guaritore dei cuori

Tutto il nostro lavoro in termini di volontà di desiderio si conduce nell’occultamento del Governo Superiore. Questo periodo è descritto nell’Introduzione allo studio delle Dieci Sefirot punto 53:…”La ricompensa è in conformità alla sofferenza”. Dato che la Sua guida non è rivelata, è impossibile vederlo che nell’occultamento del volto, dal di dietro…e si può dubitare…In questa maniera, uno viene sempre a sinistra con la scelta di mantenere il Suo desiderio oppure di romperlo. Questo succede perché i problemi e le sofferenze che patisce fanno si che lui dubiti sulla realtà della Sua guida sulle Sue creature…

Immagina di vedere una persona in piedi davanti a te attraverso il tuo desiderio egoistico. Esistono il Creatore ed io, e tra di noi c’è la mia natura egoistica. E come se una gentile e benevola persona si avvicinasse a me, come se fosse un medico con in mano una siringa per farmi un’iniezione ed io sono un piccolo bambino. Io guardo il suo viso gentile sorridermi e la siringa nascosta nella sua mano, ed io sono congelato dal terrore. Tuttavia, lui sembra avvicinarsi sempre di più, e, sembra, con l’intenzione di farmi del male.

Hai percepito la scena? Quello è lo stato nel quale ci troviamo. Dobbiamo fare conoscenza con Lui, capirlo, e sentire le Sue intenzioni, anche se Lui deve farci una puntura. Non abbiamo altra scelta se noi siamo ammalati ed abbiamo bisogno di essere curati (corretti).

Perché ha fatto tutto in questo modo? Lo ha fatto precisamente per farsi conoscere altrimenti sarebbe stato impossibile. Il beneficio della Luce si può conoscere soltanto attraverso l’oscurità.

Allora, tu puoi capire che queste scene terribili immaginarie, – la puntura, questo mondo intero con le sue sofferenze e il male – sono soltanto le scene disegnate nella tua sostanza egoistica. Raggiungere il grado della fede significa innalzarsi da questa sostanza e non sentirla più. Tu ti accorgerai che si trattava di fantasticherie infantili che in realtà non sono mai esistite. La Luce, la benevola attitudine del Creatore sono apparse al tuo egoismo come un’iniezione dolorosa. Come i bambini che hanno paura delle siringhe, noi avevamo paura di Lui.

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L’intero universo in soltanto dieci sefirot

Lo Zohar, Capitolo “Va Yetze (E Giacobbe usci) Punto 59: “E osserva, il Signore è rimasto al di sopra” Qui nella scala, Giacobbe vide il collegamento di fede, la Nukva, legando tutte le Sefirot come una. “Rimase al di sopra” è com’è scritto. Un “pilastro di sale”, un mucchio, dato che tutti i livelli sono come uno in questa stessa scala, la Nukva, collegando tutto in un nodo perché quella scala è stata data tra i due lati.

È scritto “io sono il Signore, il Dio di Abramo tuo padre, ed il Dio di Issaco” Quelli sono i due lati, destra e sinistra – Abramo è la destra ed Issaco la sinistra.

Malchut è un’immagine, un dipinto del Creatore. Noi siamo in Malchut. In realtà noi siamo Malchut e sentiamo tutto come all’interno di un disegno di questo mondo. Infatti noi sentiamo il Creatore, e nient’altro oltre a Lui. Il problema è che noi sentiamo Lui in conformità con le nostre proprietà e con il livello della nostra somiglianza con Lui.

Le sensazioni vengono sempre dalla Luce, ma il desiderio (il vaso di ricezione) sente se stesso come un oggetto dipendendo dalla sua opposizione o similitudine con la Luce. Ed è per questo che la Sefirot più Alta costituisce proprietà che sono presenti in Malchut ed includono l’attitudine del Creatore verso i tentativi di Malchut di diventare similare a loro. Vengono chiamate Sefirot dato che illuminano all’interno di Malchut che le “accende” a causa del desiderio corretto di ricevere piacere con lo scopo di dazione. Ed è per questo che è luminescente.

La Luce Superiore in se no illumina, è nascosta. Soltanto nel grado in cui l’inferiore avanza e cerca di diventare similare al Superiore è che le proprietà del inferiore si accendono ed allora vengono chiamate Sefirot.

Tutto quello che sentiamo inizia e finisce in Malchut. Tutto quello che immaginiamo sia esistito prima di Malchut è un’illusione della nostra percezione. In modo del tutto similare noi immaginiamo una certa realtà intorno a noi, ma di fatto no esiste niente; tutto è al nostro interno. Noi semplicemente dividiamo la realtà tra “me” e “qualcosa fuori di me”.

La stessa cosa succede nella spiritualità. Noi dividiamo tutto in un’anima che non ha una sensazione di se stessa e qualcosa all’esterno di essa. Ma quando la nostra correzione è completata, tutto si unisce e non esistono più differenze tra “esteriore” o “interiore”, tutto si fonde in un punto.

Mentre una persona progredisce, inizia a vedere che anche se il disegno intorno a lui diventa più vasto, più intenso e complicato, allo stesso tempo si concentra e organizza se stesso in dieci Sefirot . Questo ci permette di arrivare alla conclusione che tutto dipenda dalla nostra percezione, cioè, nella nostra similitudine con la Luce.

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