Pubblicato nella 'Percezione della realtà' Categoria

Cos’è la Verità Assoluta?


La verità assoluta è il riconoscimento che tutto nel nostro mondo è relativo, tranne due forze fondamentali: il desiderio di ricevere e il desiderio di dare. Queste due forze opposte definiscono tutta l’esistenza. La forza della dazione è la forza che risiede nella natura, mentre noi esseri umani siamo la forza della ricezione.

La saggezza della Kabbalah chiama la forza della dazione “il Creatore”, così come “la Natura” e diversi altri nomi che definiscono la potenza del dare rivolta verso l’esterno e che ha creato e sostiene tutta la vita.

La forza della ricezione è ciò che questa forza di dazione ha creato: gli esseri di livello inanimato, vegetale, animale e umano.

Per determinare la verità, dobbiamo misurare tutto in base a questo standard assoluto: la forza o qualità della dazione. Se qualcosa ci avvicina alla dazione e alla connessione, è vero. Se ci allontana dalla dazione, è falso. Questa comprensione ci consente di fare veri progressi per scoprire come e perché la natura funziona come funziona, come e perché la natura dell’essere creato è stata creata in opposizione alla natura generale e come passare dalla nostra natura di ricezione alla natura della dazione per scoprire la realtà al di fuori della nostra percezione innata, una realtà di eternità e perfezione. Altrimenti, ci perdiamo in molteplici “verità” soggettive.

Ma perché dovremmo pensare che la dazione sia la verità ultima? Dopotutto, non lo percepiamo immediatamente come tale. È qui che la Kabbalah offre un metodo, non un sistema di credenze, ma un approccio pratico, scientifico ed empirico. Siamo invitati ad esaminare la saggezza, per vedere come essa spiega la struttura dell’universo, la natura dell’umanità e la direzione del nostro sviluppo in modo logico e pratico. Col tempo, attraverso lo studio e l’esperienza personale, sviluppiamo gli strumenti sensoriali per percepire direttamente questa realtà.

Proprio come i primi scienziati che dedussero l’esistenza dei microrganismi prima di poterli vedere al microscopio, i kabbalisti lavorano con forze che inizialmente sono al di là della percezione ordinaria. Ma attraverso un processo strutturato, chiunque può sviluppare queste capacità e sperimentare direttamente il Creatore, la forza assoluta della verità.

Pertanto, la verità non riguarda solo i fatti o la logica. Si tratta di raggiungere uno stato in cui ci allineiamo con la forza della dazione, elevandoci al di sopra della nostra percezione limitata ed egocentrica per recepire la realtà come è al di fuori della nostra innata visione e sensibilità egoistica.

Basato sul video: “Verità e menzogna – Stati spirituali con il Kabbalista Dr. Michael Laitman”.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Allegoria del grosso cane e del cucciolo che insegue la propria coda

Un grosso cane vide un cucciolo che si rincorreva la coda e gli chiese: “Perché corri in cerchio?”. Il cucciolo rispose: “Ho studiato filosofia, ho risolto i misteri dell’universo e ho imparato che la cosa migliore per un cane è la felicità. E la mia felicità è nella coda. Quando la prenderò, sarà mia”.

Il cane sorrise e disse: “”Figliolo, anch’io ho pensato ai problemi del mondo e sono arrivato alla stessa conclusione: la felicità è nella coda. Ma poi ho notato che ovunque vada, qualsiasi cosa faccia, la mia coda mi segue”.

Questa allegoria illustra che inseguiamo la felicità, pensando che sia da qualche parte davanti a noi, mentre in realtà è sempre vicina, sempre alle nostre spalle. Non c’è bisogno di correrle dietro.

Questo solleva domande sulla felicità: Che cos’è la felicità? Possiamo riconoscerla? La felicità non è qualcosa da inseguire. Esiste vicino a noi, dentro di noi, dietro di noi, sempre presente.

Tuttavia, viviamo in un mondo che dà valore all’inseguimento di obiettivi materialistici e alla ricerca di progressi nella conoscenza, nella scienza e nella tecnologia. Non dovremmo forse perseguire questa ricerca per progredire in questi campi? Questa ricerca non ci porta forse piacere e felicità?

Non c’è davvero bisogno di correre da nessuna parte. Non abbiamo ancora imparato che la felicità viene dal vivere tranquillamente, dall’essere in pace con la vita stessa. “Vivere tranquillamente” significa vivere senza ambizioni inutili e obiettivi irraggiungibili, vivendo semplicemente la vita così com’è, in pace. La vita stessa ci mostra la strada. Ci insegna a non pretendere troppo da essa. Prendete quello che avete, accontentatevi e date l’esempio agli altri.

Questo è il mio modo di vivere. La felicità non è inseguire, acquisire o raggiungere. Si tratta di imparare a esistere in pace e ad accettare la vita così come viene.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 13 novembre 2023.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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La paura è la radice di tutta la sofferenza?

La radice della sofferenza è in realtà piuttosto sciocca: è il nostro rifiuto della sofferenza, la convinzione che il dolore che sperimentiamo e sopportiamo non sia in qualche modo destinato a noi.

Se accettassimo la sofferenza che riceviamo, non soffriremmo. Ci abitueremmo semplicemente a questo livello di vita.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” trasmesso da KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in data 23 settembre 2024. Scritto/redatto da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Dovremmo imparare a sentire il dolore degli altri?

Dovremmo imparare a percepire il dolore degli altri, perché in questo modo coltiviamo intorno a noi un campo positivo di connessione reciproca, essenziale per la nostra esistenza.

Tratto dal programma dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso in data 23 settembre 2024.

Scritto/edito dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman

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A cosa dobbiamo pensare nel tempo libero?

Dovremmo pensare al senso della vita. È con questo che dobbiamo riempire il nostro tempo. La ricerca del senso della vita non è qualcosa in cui ci si imbatte per caso, ma richiede un impegno attivo. Senza di esso, alla fine iniziamo a sentirci soffocare. Più ci sviluppiamo, più diventa chiaro che la vita ha un inizio, una parte centrale e una fine. Ma ora che l’aspettativa di vita è raddoppiata, la domanda diventa ancora più pressante: a chi servono tutti questi anni in più senza significato?

La risposta è che dobbiamo scoprire il senso della vita, lo scopo che ci viene dato dalla natura stessa. Il senso della vita esiste al di là della nostra natura egoistica, del desiderio di godere solo per il proprio tornaconto, che è alla base della nostra attuale percezione e comprensione. Per coglierlo, dobbiamo crescere spiritualmente. Dobbiamo aprire gli occhi su una realtà diversa, su un sistema più profondo e più elevato in cui esistiamo, che non è controllato dall’ego umano.

Quando spostiamo le fondamenta del nostro modo di percepire l’universo, tutto cambia. Vedremo dove siamo veramente e il vasto mondo che ci aspetta. È come se avessimo un pulsante che, una volta premuto, trasforma la nostra intera percezione della realtà.

Dove si trova questo pulsante? È nel cuore. Per cambiare il mondo, dobbiamo prima cambiare noi stessi.

Il desiderio di cercare il significato della vita non può essere comprato o acquisito. Ma se abbiamo questo bisogno interiore che ci spinge a cercare al di là di tutti gli appagamenti materialistici del nostro mondo, la strada è aperta. Altrimenti, resteremo dove siamo. Tuttavia, osservando lo stato dell’umanità oggi, vediamo che sempre più persone cercano risposte. Cercano nuove dimensioni, altri mondi, qualcosa che vada oltre i limiti di ciò che conoscono attualmente.

È proprio qui che la saggezza della Kabbalah diventa rilevante. Ci dice: “Ecco i tuoi strumenti, ecco la tua tela bianca. Vai avanti e dipingi!”. Ci fornisce un metodo per esplorare e scoprire il significato della nostra esistenza. Ed è proprio questo che dovremmo fare nel nostro tempo libero.

Basato sul programma “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman trasmesso in data 9 dicembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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In base alla prima legge della termodinamica, l’energia non si distrugge mai. Questo potrebbe significare che la morte non esiste?

La morte non esiste, ma non ha nulla a che vedere con la prima legge della termodinamica. La vita stessa non è una questione di trasferimento di energia. Ciò che chiamiamo vita, la nostra esistenza, le nostre esperienze, i nostri pensieri e i nostri sentimenti, non deriva dall’energia fisica. Esiste all’interno della nostra percezione, che è interamente modellata dalla nostra programmazione interiore.

Il nostro mondo, tutto ciò che vediamo e sperimentiamo, non è altro che un’immagine costruita dentro di noi. Sembra reale, proprio come un sogno sembra reale mentre dormiamo. Ma quando ci svegliamo, ci rendiamo conto che il sogno non c’è mai stato davvero. Era solo nella nostra mente. Lo stesso vale per la nostra cosiddetta realtà. La nascita, la vita e la morte fanno parte di questo stato onirico in cui attualmente ci troviamo.

Che cos’è dunque una persona? Anche la persona è un’illusione. La nostra coscienza elabora le informazioni in modo da far apparire questo mondo solido e tangibile, ma si tratta semplicemente di una proiezione. Ci muoviamo nella vita come se fosse assoluta, ma è solo uno stato temporaneo, dal quale non ci siamo ancora risvegliati.

È per questo che le persone indagano sul mistero della morte. In realtà non stanno cercando ciò che accade dopo che il corpo ha smesso di funzionare. Nel profondo, cercano la vita vera, qualcosa che vada oltre questa esistenza transitoria. Ma non sanno ancora come trovarlo. Invece, continuano a cercare all’interno della stessa illusione, inseguendo nuove esperienze che alla fine non le portano da nessuna parte.

La vera vita inizia quando ci svegliamo, quando ci eleviamo al di sopra dei limiti della nostra percezione egoistica e ci colleghiamo a qualcosa di più elevato. Svegliarsi significa passare da una vita in cui si riceve per se stessi a una vita di dazione, in cui si dà e ci si connette al di là dell’io. Questo è il percorso che la Kabbalah ci rivela. È un metodo per scoprire il segreto della vita, per liberarsi dall’illusione e per vivere veramente.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Qual è il segreto dell’immortalità?

In primo luogo, l’immortalità non riguarda la conservazione del corpo fisico, perché il corpo fisico in realtà non esiste. Esiste solo nella nostra immaginazione, proprio come tutto ciò che percepiamo in questo mondo. È per questo che il mondo è chiamato “Olam” in ebraico, dalla parola “Ne’elam” (nascosto) e “Alama” (occultamento). La nostra esistenza attuale è solo uno stato d’ombra, una realtà nascosta in cui non ci siamo ancora risvegliati alla vera vita.

Come possiamo quindi superare queste illusioni, scoprire la vita reale e raggiungere l’immortalità? Attraverso la trasformazione, non del corpo, ma della percezione. L’immortalità non consiste nell’aggrapparsi alla forma temporanea del nostro corpo fisico, ma nello spostare il nostro senso di sé dall’interno. È la resurrezione di una nuova consapevolezza.

Iniziamo questo processo quando non vediamo più la vita solo in noi stessi, ma negli altri, quando iniziamo a sentire noi stessi attraverso gli altri. Più ci stacchiamo dalla preoccupazione per noi stessi e ci risvegliamo a una realtà che va oltre il nostro ego, più ci eleviamo al di sopra dell’illusione della vita e della morte. Questo è il segreto dell’immortalità: elevarsi al di sopra dell’io, fondersi con la qualità eterna della dazione e risvegliarsi a una vita senza fine.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 22 settembre 2019.

Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché esiste la morte?

Non esiste la morte. Quello che percepiamo come morte è semplicemente una transizione tra stati, nient’altro.

Per comprendere questo concetto dobbiamo accedere alla realtà spirituale al di sopra della nostra esistenza corporea in questo mondo. Quando lo facciamo, vediamo anche che non c’è tempo. Allo stesso modo, se non c’è tempo, come può esistere la morte?

La realtà spirituale opera secondo schemi diversi da quelli che vediamo nel nostro mondo. Non esiste un ciclo di vita, morte e vita nella realtà spirituale come la intendiamo noi fisicamente. La vita biologica, il corpo fisico proteico che conosciamo nel nostro mondo, non ha alcun legame con la spiritualità. Può vivere e morire, ma questo non ha nulla a che fare con il processo spirituale. Non abbiamo alcuna percezione della materia spirituale, né essa è legata in alcun modo a quella fisica.

Inoltre, la vita o la morte del corpo non indicano nulla del mondo spirituale. Il mondo spirituale segue leggi completamente diverse, indipendenti da quelle che sperimentiamo qui.

L’accesso alla realtà spirituale mentre siamo vivi qui nel nostro mondo implica l’acquisizione di un nuovo senso che non esiste in noi dalla nascita. Questo è ciò che impariamo nel metodo della Kabbalah: come ottenere e sviluppare questo nuovo senso.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman andata in onda il 22 settembre 2019. Scritto/redatto dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può sostenere emotivamente un medico?

In primo luogo, dobbiamo comprendere l’immensa responsabilità che i medici hanno nel nostro mondo. Le persone affidano ai medici quanto di più prezioso hanno, la loro stessa vita. Poiché la maggior parte delle persone non vive una vita spirituale, cioè in connessione con la forza superiore dell’amore, della dazione e della connessione, i loro corpi fisici delimitano la loro esistenza. Quando questi corpi smettono di obbedire, esse ripongono la loro speranza nei medici, credendo che questi abbiano il potere di ripristinare la loro salute. In questo senso, i medici diventano una sorta di esseri superiori ai loro occhi.

I medici, a loro volta, sentono questa grande responsabilità. Non possono semplicemente ignorarla. Il loro carico di lavoro è enorme, con decine e talvolta centinaia di pazienti, e ne arrivano sempre di nuovi mentre quelli vecchi rimangono. Giorno dopo giorno, questo peso si accumula. Eppure nessuno insegna ai medici come affrontare l’aspettativa di dover essere simili a delle divinità. Non esiste un vero e proprio supporto psicologico per loro, né un codice medico ben definito che delinei chiaramente il modo in cui un medico dovrebbe interagire con un paziente che lo considera un guaritore nel senso più elevato del termine.

Nell’antichità, le persone avevano una comprensione più naturale della vita e della morte. Riconoscevano che un medico poteva aiutare solo in parte. Ma oggi la percezione è cambiata. La società moderna pone i medici su un piedistallo esageratamente alto, facendo credere che l’intera vita di una persona sia nelle loro mani. È un peso incredibile. È estremamente difficile per chiunque resistere a tali aspettative.

Eppure, un medico non può semplicemente andarsene. La medicina non è solo una professione, ma una vocazione. Per diventare medico occorrono da dieci a quindici anni di studi rigorosi. Inoltre, comporta un’enorme responsabilità del medico nei confronti della società, dei pazienti e delle loro stesse famiglie. Inoltre, comporta rispetto, onore e uno status pubblico. I medici si trovano quindi intrappolati in questo ruolo. Si stanno compiendo alcuni sforzi per migliorare la situazione, ma la strada per un cambiamento positivo e duraturo è difficile.

Dopo aver preso coscienza del peso che i medici portano con sé, è possibile aiutarli emotivamente affiancando loro delle persone che abbiano il compito di sostenere il carico psicologico che i pazienti pongono sui medici. Immaginate un medico che somministra un’iniezione mentre una persona di supporto spirituale o psicologico tiene la mano del paziente, confortandolo. In questo modo una persona può ricevere cure sia fisiche che emotive, che soddisfino i bisogni sia del corpo che dell’anima.

Non possiamo evitare questa necessità perché i desideri umani sono in continua evoluzione. Diventano più delicati, più complicati, rivelando strati sempre più profondi di complessità. Anche la persona più semplice di oggi ha un mondo interiore più raffinato rispetto alle persone del passato. Se prendete uno scrittore, un poeta o un artista di duecento anni fa e lo confrontate con una persona comune di oggi, scoprirete che anche un vagabondo di strada ha uno stato psicologico più raffinato e una sensibilità maggiore di un intellettuale di quell’epoca.

Ecco perché oggi dobbiamo prenderci cura seriamente delle persone, con un adeguato sostegno emotivo per i medici come parte dell’atmosfera di interessamento reciproco che deve sorgere. I crescenti problemi della vita moderna lo richiedono e, se non riconosciamo questa necessità, continueremo ad assistere a un aumento delle crisi in medicina e in tutta la società umana.

Basato sulla trasmissione dell’emittente KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, in onda il 14 febbraio 2020.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come ci si avvicina alla verità?

Molti dicono di lottare per la verità, ma sappiamo davvero che cos’è? La verità è che non lo sappiamo. Allora, verso cosa si muove esattamente la gente? Solo perché siamo insoddisfatti del nostro stato attuale non significa che conosciamo anche la via giusta per uscirne.

Uno dei miei studenti mi ha chiesto cosa penso personalmente che sia la verità, e dopo aver studiato la saggezza della Kabbalah per oltre 40 anni, posso dire che la verità è che tutte le persone sono assolutamente uguali.

Se scelgo di vedere il mondo in questo modo e di muovermi in questa direzione, allora sto avanzando verso la verità. Quando percepiamo veramente tutte le persone come uguali , non solo a parole ma anche nel nostro sentire interiore, iniziamo a scoprire cos’è la verità, come ci si sente e cosa significa vivere in essa.

Siamo uguali a tutti allo stesso modo. Quando raggiungeremo insieme questa percezione, assaporeremo la verità.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il giorno 1 settembre 2024.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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