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Come si può utilizzare consapevolmente una relazione per la crescita spirituale?

Quale sarà il codice del successo in un mondo sempre più interconnesso e interdipendente? Per risolvere l’enigma, dobbiamo diagnosticare correttamente il problema. Si scopre che c’è un fattore alla radice di tutti i fallimenti e le crisi nelle relazioni, sia nella società in generale che nella vita personale.

Nelle coppie che vivono conflitti esplosivi, nelle divisioni nazionali, nei conflitti internazionali, vediamo giochi di ego, lotte di potere, onore e dominazione. Ognuno pensa solo a se stesso. Non riesce a vedere nient’altro. Non è che in passato tutto fosse perfetto, ma oggi l’ego sembra toccare il cielo. E non smette di crescere: non si ferma, continua a generare nuovi drammi.

La vita ci sta avvicinando sempre di più con ogni tipo di connessione, ma interiormente accade il contrario. Stiamo diventando sempre più distanti, incapaci di tollerare la presenza degli altri, chiusi, irritabili e collerici.

Ci manca la capacità di mantenere relazioni ben funzionanti con le persone che ci circondano e questo si manifesta negativamente in ogni ambito della vita. Per esempio, da una parte del mondo c’è l’obesità, dall’altra ci sono persone che muoiono di fame. Non riusciamo a vivere in uguaglianza, pace e serenità e, se la tendenza allo sviluppo egocentrico continua, ci aspettano disastri globali: guerra nucleare, collasso ecologico, rivolte nelle strade. Nella nostra vita privata, vediamo già come l’unità familiare stia andando in frantumi.

Alla fine, capiremo che dobbiamo elevarci al di sopra dell’ego per poter sopravvivere. Questo ci porterà a investire tutta la nostra energia nello sviluppo della capacità di relazionarci agli altri come a noi stessi, percependo ognuno come parte di noi. Più avverrà questo miglioramento, più l’umanità progredirà verso una nuova fase evolutiva armoniosa, pacifica e connessa positivamente.

Dove possiamo iniziare concretamente questo sviluppo? La relazione di coppia può fungere da laboratorio domestico, sempre disponibile. L’approccio integrale all’educazione ci insegna come possiamo agire per sviluppare connessioni positive, e ci permette di applicare tali principi nel contesto della relazione di coppia, così come nella connessione con altre coppie in un contesto di gruppo. L’apprendimento nell’approccio integrale riguarda la natura umana, la natura del mondo e la tendenza allo sviluppo verso la connessione integrale tra tutti. Il gruppo costituisce un ambiente sociale per chiarire esperienze, condividere intuizioni e impressioni sugli esercizi di coppia, nonché offrire supporto e incoraggiamento da un incontro all’altro.

Partecipando a questo processo, creiamo per noi stessi un nuovo sistema di valori, che dà priorità all’elevazione al di sopra dell’ego personale a favore della connessione amorevole con gli altri e dell’espansione dei confini della percezione. Ogni coppia cerca di fornire buoni esempi di concessione reciproca e amore reciproco. Nel processo si possono identificare tre fasi principali.

Primo, ciascun partner cerca di essere uno psicologo di se stesso, identificando ciò che parla dentro di lui. Ogni critica verso il partner, i difetti che si vedono in lui, ciò che fa di sbagliato e quanto debba ancora cambiare: ognuno deve cercare di elevarsi al di sopra di tutto questo.

Secondo, ciascun partner dovrebbe voler sentire e comprendere l’altro: i suoi desideri, pensieri, passioni, aspirazioni e obiettivi. Includere il suo mondo interiore, costruire un’immagine di lui dentro di sé, porsi al suo servizio e cercare di realizzarlo.

Terzo, ciascun partner dovrebbe riconoscere quanto sia difficile mantenere tale approccio e che abbiamo bisogno dell’aiuto di altre coppie che stanno affrontando un processo simile. Nasce così lo stimolo a creare un ambiente di supporto.

Un principio importante dell’approccio integrale all’educazione è che chi trova difetti negli altri lo fa a causa di un difetto proprio. Questo principio significa che se avessimo più amore per gli altri, probabilmente non vedremmo difetti in loro. Inoltre, se vediamo qualcosa di sbagliato, è un invito ad aumentare l’amore da parte nostra. È come una madre che ama tanto i suoi bambini piccoli da trovarli sempre adorabili. Quando c’è amore, ci sono pochissime pretese. Siamo disposti a fare qualsiasi cosa per le persone che amiamo, e apprezziamo ogni piccola cosa che fanno per noi. Ciò che conta è l’atteggiamento, non il materiale. E con qualcuno che amiamo, siamo disposti a vivere anche in una stanza sola. Ecco perché è scritto: “L’amore copre ogni colpa” (Proverbi 10:12). Non esiste difetto o mancanza che non possa essere colmata dall’amore.

Da una prospettiva più ampia, quando le coppie lavorano per uscire da se stesse e sentire l’altro, sviluppano in sostanza la capacità di percepire una realtà più ampia.

Naturalmente, il nostro egoismo è come un paio di occhiali attraverso cui vediamo e analizziamo tutto. Ci dà lenti che ci fanno chiedere continuamente: “Cosa posso ottenere per me? Cosa posso ricavare dagli altri?” Di fatto, la nostra percezione egoistica nasconde molti aspetti della realtà, perché la filtriamo attraverso ciò che è “utile per me”. La realtà è molto più ampia, ma a causa dell’ego ne percepiamo solo una parte stretta e limitata. Se impariamo a uscire da noi stessi e a sviluppare la capacità di agire per il bene degli altri, allora otteniamo una nuova immagine del mondo. Si aprono infinite nuove possibilità e un’abbondanza di opportunità per espandere il nostro stesso “io”.

Un esercizio pratico di coppia che deriva da questo principio è mettersi d’accordo col partner che da questo momento in poi non si vedranno difetti l’uno nell’altro. Non c’è nulla di negativo nel partner. Siete entrambi perfetti e cercate soltanto di fare il massimo bene possibile l’uno per l’altro. Volete sentirvi connessi interiormente fino a diventare una cosa sola.

“Ho visto un mondo capovolto”, dissero i saggi. Se anche noi riusciremo a connetterci l’uno all’altro con amore, potremo meritarci di scoprire proprio quel grandissimo successo.

Basato sull’episodio 33 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Cosa fa sì che alcune relazioni siano più spirituali anziché solo sentimentali?

Il divorzio non è una questione semplice. Arrabbiature, tempo, denaro, salute, per non parlare dei bambini. Nessuno promette che la prossima relazione sarà migliore, quindi non c’è da meravigliarsi se sempre più persone stanno abbandonando completamente l’idea del matrimonio.Perché andare incontro al fallimento ancora una volta se si può evitare tutto il caos fin dall’inizio? Si scopre che la disgregazione dell’unità familiare nel nostro tempo non è affatto casuale, e il suo ruolo è quello di spingerci verso una nuova era nelle relazioni tra gli esseri umani in generale. 

Quando si esaminano le cose in profondità, diventa chiaro che questo non è un problema nella relazione tra i partner, ma un problema generale nella comunicazione umana. Siamo arrivati a uno stato in cui vogliamo essere liberi dagli altri, che nessuno ci limiti, al punto che è molto difficile per noi mantenere relazioni sociali. La relazione familiare è la più intima e ha sempre costituito la base della società. Se nel nostro tempo anche questa sta crollando, allora questo è il segno principale che abbiamo raggiunto una nuova fase nella nostra evoluzione come specie umana. Fino ad ora abbiamo sviluppato l’ambiente, cercato di costruire una società giusta, costruito vari sistemi, sviluppato la scienza e la tecnologia, ma oggi abbiamo raggiunto un punto in cui tutte questi elementi esterne non ci aiutano a sentirci felici e dobbiamo affrontare il cuore della questione: la correzione dell’essere umano.

La natura ha sviluppato il mondo inanimato, vegetativo, animato e umano,  poi ha messo a punto in noi umani specificamente un grande ego, per portarci ora alla fase successiva del processo. In questa fase, dobbiamo imparare a elevarci al di sopra del nostro ego, a costruire al di sopra di esso una nuova qualità attraverso la quale sviluppiamo un nuovo atteggiamento, visione, prospettiva e mondo. La natura aspira a portare tutte le sue parti in perfetto equilibrio. Per noi come esseri umani, ciò significa che al culmine della nostra evoluzione dovremo necessariamente essere connessi l’uno all’altro in modo armonioso, come organi in un unico corpo.

Sviluppare la capacità di mettersi in relazione con gli altri in un modo nuovo, al di sopra dell’ego, richiede di sperimentare, come in un laboratorio. Questo laboratorio ci aspetta costantemente a casa, nella nostra relazione più stretta. La relazione sentimentale può essere un luogo meraviglioso per condurre ogni tipo di esperimento, per cambiare delicatamente noi stessi e vedere quale nuovo mondo si apre a noi come risultato. Proprio come un esperimento in fisica o chimica, cambiamo vari parametri e osserviamo i fenomeni. Poi, cambiamo di nuovo i parametri e controlliamo nuovamente i fenomeni risultanti. Le variabili che cambiamo nel laboratorio della relazione sono all’interno del nostro reciproco rapporto. Se ci alleniamo all’interno della relazione a sviluppare nuove forme di atteggiamento verso l’altro, ci aiuterà a riuscire in ogni area della vita. Sapremo come lavorare con le persone per ottenere da loro una risposta opportuna. Le relazioni sono sempre al centro delle cose e tutto il resto è solo un risultato.

L’approccio ottimale per costruire buone relazioni si basa sul principio: “L’amore copre tutte le trasgressioni” (Proverbi 10:12). Ciò non significa che cerchiamo di nascondere tutte le “trasgressioni”, ovvero gli aspetti negativi tra noi come il disinteressamento, l’orgoglio, il disprezzo e persino l’odio, ma piuttosto che se vogliamo iniziare a costruire qualcosa di nuovo e corretto, non ha senso scavare nelle carenze esistenti. Non c’è bisogno di studiare a fondo quanto siamo egoisti e cattivi, riluttanti a vedere le nostre proprie carenze ma sempre in grado di elencare in dettaglio cosa c’è di sbagliato nell’altro.

Pertanto, ci viene data la regola: “L’amore copre tutte le trasgressioni”. Ossia, nonostante tutto ciò che sembra difettoso nei nostri compagni di vita, dobbiamo costruire un atteggiamento positivo verso di loro, bellezza, amore, concessione e cura. Attraverso tali esercizi di sviluppo di un atteggiamento più avanzato, precisamente sui problemi che sorgono, cominciamo a scoprire dentro di noi qualità buone che erano dormienti, evidenziandole sempre più. Tutto ciò che appare negativo nell’altro è solo un’opportunità per noi di elevarci a uno stato di amore.

Dopo aver imparato a neutralizzare la visione egoistica e a sviluppare l’amore, cominciamo a vedere tutta la bellezza nei nostri compagni. Ci rendiamo conto che fino ad ora non li abbiamo visti oggettivamente, senza dipendenza dall’ego. Improvvisamente ora che usciamo apparentemente da noi stessi, fuori dalla nostra pelle, dal nostro corpo, elevandoci al di sopra del nostro ego, cominciamo a vederli diversamente. Inoltre la realtà in generale, non solo loro, ci appare diversa. Scopriamo che non è affatto malvagia. Non ci sono trasgressioni, non ci sono carenze, se copriamo tutto con l’amore. Un mondo nuovo e buono si apre davanti a noi e cominciamo a capire che tutto il male è dentro di noi e tutto il bene è in realtà fuori di noi. La realtà diventa chiara, divisa in due parti. Una parte è ciò che abbiamo visto fino ad oggi, un mondo che il nostro ego ci ha fatto dipingere, sul quale si dice: “L’inclinazione del cuore dell’uomo è cattiva dalla sua giovinezza” (Genesi 8:21). La seconda parte è ciò che ora comincia a rivelarsi davanti a noi mentre sviluppiamo l’amore. Quest’ultima si trova al di fuori di noi ed è un mondo esclusivamente buono.

Così, abbiamo acquisito nel nostro laboratorio domestico il metodo per un atteggiamento ottimale verso tutto ciò che è fuori di noi, una nuova visione del mondo. Dopo aver fatto questo con i nostri compagni di vita, vediamo che verso il resto dell’umanità non c’è molto altro da aggiungere, perché il nostro lavoro è stato in realtà non con i nostri partner, ma con noi stessi. Con l’aiuto dello specchio della collaborazione che la natura ha predisposto per noi, abbiamo visto cosa deve essere corretto dentro di noi e abbiamo lavorato su questo. Di conseguenza, siamo diventati pronti ad assorbire il mondo connesso che dovrebbe essere rivelato all’umanità nella nostra epoca . Allora, capiamo che la relazione sentimentale è un quadro naturale per prepararci a una vita sociale nuova e migliorata.

La precedente forma di nucleo familiare doveva crollare per avanzare verso una forma più evoluta, che ci porterà al culmine dell’evoluzione umana. A questo livello, tutte le persone saranno come una sola famiglia. Se fino ad oggi abbiamo affrontato lo sviluppo di tecnologie e dispositivi, ora che ci dirigiamo verso il futuro, possiamo progredire solo attraverso la crescita evolutiva di nuove persone.

Basato sull’episodio 31 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Che ruolo gioca l’ego nei conflitti relazionali? Come lo superano le coppie?

L’ego ci sta soffocando. Distrugge le relazioni e causa difficoltà al lavoro, per strada e letteralmente ovunque nella nostra vita. C’è qualcosa che possiamo fare al riguardo?

In ogni conflitto, ogni persona vede le cose dal proprio punto di vista. Cosa è realmente corretto?  Tutto è negli occhi di chi guarda. In generale, non vediamo il mondo, ma noi stessi. Le nostre qualità interiori si proiettano davanti a noi e ci dipingono un quadro. 

Se non ci piace ciò che vediamo, allora è fantastico! È un invito a correggere la nostra prospettiva, cioè a dipingere una realtà più bella. Dove? Innanzitutto dentro di noi, e poi apparirà anche un risultato esterno. Questo è ciò che insegna l’approccio integrale all’educazione, e fornisce anche un metodo per lavorare su tale cambiamento.

Cosa guadagniamo da un simile processo? Guadagniamo molto perché, sebbene i nostri impulsi iniziali siano quelli di piegare il mondo a nostro favore, in realtà non funziona per nessuno. Con un approccio così aggressivo, non si ottiene alcun risultato.

Un buon rapporto con un’altra persona, una connessione meravigliosa che duri nel tempo, richiede che ognuno di noi si elevi al di sopra di se stesso. Anche se non saremo in grado di mantenere una connessione così forte per sempre, ognuno cercherà in qualche modo di perdonare l’altro. Partendo dalla consapevolezza che a volte ci eleviamo, a volte cadiamo, di fondamentale importanza è l’impegno a fare uno sforzo per superare gli impulsi egoistici.

Farlo non è così facile come potrebbe sembrare, perché richiede di essere in una guerra costante contro la nostra natura interiore. Ecco perché abbiamo bisogno di un mantenimento continuo, di un nutrimento quotidiano con valori, idee, esempi e supporto che arricchiscano la connessione da parte di persone che condividono lo stesso processo.

D’altra parte, possiamo dire che fin dall’infanzia abbiamo spesso sentito prediche morali come “comportati bene” e “non rubare”, e simili, ma siamo stati immersi in una cultura che ci fornisce continuamente esempi opposti. E ciò che vediamo in realtà è ciò che ci plasma, non le belle parole.

Per questo motivo, l’approccio integrale all’educazione si basa sulla costruzione di un gruppo che funge da ambiente con condizioni simili a quelle di un laboratorio. I partecipanti imparano insieme a conoscere la natura umana e la tendenza generale dello sviluppo mondiale verso una connessione integrale tra tutti. Ciò che apprendono si trasforma in esercizi pratici e gradualmente si sviluppa la capacità di connettersi positivamente con gli altri, al di là dell’ego individuale, in una connessione complementare, fino a raggiungere il livello dell’amore, che è la connessione perfetta tra le persone.

Per migliorare le relazioni sentimentali in questo processo, è possibile creare un gruppo integrato composto da tre o quattro coppie. Ecco alcuni principi operativi.

Ogni coppia ha i suoi problemi, ovviamente. Gli esperti che guidano il gruppo possono chiedere ai partecipanti di sollevare un problema che hanno incontrato e discuterne insieme. Quali impulsi agiscono in quel momento, cosa sta succedendo da entrambe le parti e così via. Quindi, la coppia che ha sollevato il problema cercherà di mettere in scena, come a teatro, una risposta diversa alla stessa situazione, in un modo nuovo, più corretto, più vicino a uno stato in cui si eleva al di sopra del proprio ristretto egoismo. Gli altri osserveranno e in seguito ognuno parlerà di ciò che coloro che hanno recitato hanno provato, a cosa hanno dovuto rinunciare, come si sono sentiti a ridurre un po’ l’ego di fronte all’altro, quale impressione hanno avuto le coppie che osservavano e cosa si può fare affinché la rappresentazione in cui mettono in scena relazioni più corrette si concretizzi nelle loro vite. Pertanto, attraverso esempi di casi e risposte e uno sforzo comune per trovare forme di connessione migliori, tutti i partecipanti faranno progressi.

L’amore, dicono i saggi, è come un animale domestico cresciuto in casa grazie a concessioni. Pertanto, non importa quale sia l’oggetto della discussione tra le parti, la cosa più importante è vedere lo sforzo nelle reciproche concessioni.

In una relazione sentimentale corretta, entrambi i partner si pongono come piccoli agli occhi dell’altro, in modo da poterne assorbire il desiderio. Allo stesso tempo, si pongono anche come grandi agli occhi dell’altro, offrendo esempi positivi e guidandolo concretamente. I partner compiono tali azioni anche per conto loro ed entrambi diventano pari nella comune aspirazione a connettersi nell’amore.

Le coppie si formano così a condizione che ciascuno faccia spazio dentro di sé al desiderio dell’altro e si metta al suo servizio. In questo modo, i partner si includono sempre più l’uno nell’altro, fino a diventare un tutt’uno.

Ciò che rende l’approccio integrale all’educazione diverso da qualsiasi altra dinamica di gruppo è che apprendiamo che lo scopo della nostra esistenza è quello di elevarci al di sopra dell’ego e adattare le nostre connessioni all’integralità, all’interconnessione, all’interdipendenza e all’unità della natura. Inoltre, la formazione di un desiderio comune di connettersi con gli altri nell’amore risveglia la forza unificante della natura che agisce sui partecipanti al gruppo. Questo è il vero gioco della vita, in cui ognuno di noi impara dagli altri a giocare non contro l’altro, ma insieme a loro, contro l’ego individuale. È così che i partecipanti si elevano al livello successivo di connessione, quello verso cui tutta l’umanità si sta gradualmente evolvendo.

Basato sull’episodio 30 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come si può affrontare un tradimento nel matrimonio? Quali sono i passi consigliati e quanto tempo ci vuole in genere per guarire da un tradimento nel matrimonio?

Negli anni in cui ho parlato con le coppie e ho guidato le persone attraverso i loro conflitti interiori ed esteriori, mi sono spesso imbattuto nel tema del tradimento nelle relazioni. È doloroso, crudo e disorientante per tutti i soggetti coinvolti. In una conversazione con i miei studenti sul tema delle relazioni, hanno affrontato la storia di un uomo sulla cinquantina che, pur amando profondamente la moglie, si innamorò di una donna più giovane. Si ritrovò emotivamente lacerato, incapace di staccarsi dal nuovo legame, mentre allo stesso tempo soffriva per il dolore causato alla moglie e ai figli.

Quando sento queste storie, non mi affretto a giudicare. Piuttosto, osservo la struttura della natura umana, come siamo fatti come uomini e donne e come le nostre relazioni riflettano radici spirituali più profonde. Un uomo e una donna non sono solo fisicamente diversi. Sono programmati in modo diverso nel modo in cui vivono l’amore, la connessione e la sessualità. Un uomo può amare sinceramente sua moglie ed essere attratto da un’altra donna. Per una donna, questa scissione è quasi impossibile; i suoi legami emotivi e fisici sono unificati. Si connette completamente o non si connette affatto.

Questa differenza spesso porta a profondi malintesi. Una donna percepisce l’infedeltà fisica di un uomo come un tradimento totale. Nel suo mondo, non c’è separazione tra corpo e cuore. Per l’uomo, tuttavia, ciò che fa fisicamente potrebbe non riflettere ciò che prova emotivamente. Potrebbe persino non rendersi conto di tradirla, perché non l’ha “lasciata” nel suo cuore. Questo non giustifica l’atto, ma contribuisce a spiegare la confusione e l’angoscia.

In una crisi del genere, ripongo gran parte del potere curativo nelle mani della donna, non perché sia ​​lei la colpevole, ma perché ha una radice emotiva più profonda e stabile. Lei è la casa. Inoltre, se riesce a mantenere questo ruolo, anche quando il suo mondo sembra crollare, può spesso portare in salvo la relazione. Questo richiede immensa forza interiore, pazienza e saggezza. Non è facile, e non pretendo che lo sia. Ma è possibile.

Quando dico che la donna dovrebbe diventare come una madre per il marito, lo intendo nel senso di contenimento spirituale. Un uomo, nonostante le apparenze, rimane un bambino sotto molti aspetti. Desidera sentirsi accudito, avvolto ed emotivamente sostenuto. Se la donna è saggia, può rafforzare il suo legame con lui circondandolo d’amore, non attraverso il controllo, ma attraverso il calore, cioè ancorandolo attraverso i ricordi condivisi, i figli, la famiglia, quelle piccole cose che rendono la casa insostituibile.

La nuova connessione, con tutta la sua fantasia, di solito non ha il peso della realtà. È il riflesso di qualcosa che manca dentro l’uomo, un’eco della giovinezza o un sogno abbandonato. Se lo si aiuta a vedere questo, a riconoscere che ciò che vede nell’altra donna non è veramente lei, ma una sua proiezione, la sua nostalgia, allora l’illusione può iniziare a dissolversi.

Viviamo in un’epoca in cui le persone vivono più a lungo, affrontano più tentazioni e subiscono più confusione. Relazioni che un tempo ci si aspettava durassero trent’ anni oggi si estendono fino a sessanta o più. In questo scenario in evoluzione, dobbiamo equipaggiarci non con rigidi giudizi morali, ma con comprensione, educazione e profondità spirituale.

Dobbiamo preparare le coppie alla realtà della vita, non solo a innamorarsi, ma anche a innamorarsi e rialzarsi insieme. Dobbiamo insegnare ai nostri figli, fin da piccoli, non solo la biologia del sesso, ma anche la capacità di ripresa emotiva, l’impegno e cosa significhi costruire qualcosa di duraturo con un altro essere umano.

Sì, il tradimento fa male. Tuttavia, se ne comprendiamo le origini, possiamo affrontarlo. Possiamo creare sistemi di supporto che non permettano a momenti di debolezza di distruggere un’intera vita. L’amore non è solo sentimento. È responsabilità, è sostenersi a vicenda durante le tempeste, perché si ha fiducia in qualcosa di più grande del momento presente. Questo, per me, è il vero fondamento di una casa duratura.

Basato sull’episodio 28 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché provo solitudine nel mio matrimonio?

Molte persone si sentono sole nelle loro relazioni sentimentali. Hanno un partner, eppure si sentono sole. La domanda più pratica è: come si può colmare il vuoto in una situazione del genere?

Prendiamo il caso di studio di una coppia sulla trentina. I primi anni del matrimonio sono andati relativamente bene. La sera, dopo il lavoro, mangiavano insieme e chiacchieravano un po’. Dopo, il marito si sedeva sul divano davanti alla televisione e la moglie si occupava principalmente delle faccende domestiche. In seguito, hanno avuto due gemelli, ora di due anni. Dalla loro nascita, la madre è rimasta a casa. Da un lato, ha una quantità estenuante di lavoro, dall’altro si sente terribilmente sola. Non c’è nessuno con cui parlare, nessuno che la capisca. Non importa quanto si sforzi di convincere il marito a prestarle più attenzione, a prendersi cura di lei, semplicemente non funziona.

Purtroppo, questa storia non è particolarmente insolita. In generale, molti dei problemi nelle relazioni sentimentali e familiari odierne derivano dal fatto che fin dall’infanzia non ci viene insegnato come costruire relazioni basate sulla comprensione della nostra natura e di quella degli altri.

Per sua natura, la nascita dei figli cambia la realtà della coppia. Per la donna, diventano il suo mondo intero. Li ha portati in grembo, li ha partoriti, li ha allattati, e da quel momento in poi sono per sempre una parte inseparabile di lei, la carne della sua carne. Per l’uomo, sono i suoi figli, il suo seme, prezioso e importante per lui, ma è anche impegnato in altre questioni. Bisogna anche ricordare che originariamente proveniamo dal mondo animale. Lì, il maschio si avvicina alla femmina, fa la sua parte, e il gioco è fatto. Lei rimane con la prole e la cresce. Qualcosa di questo è inciso nella percezione di base del maschile e del femminile, anche negli esseri umani, e non importa come la si interpreti, il padre non è la madre.

In questo caso, l’uomo racconta di tornare a casa con la testa che scoppia, cerca di aiutare come può, cambia un pannolino ogni tanto, dà una mano alla moglie quando fa loro il bagno, ma non può fare di più. La donna, da parte sua, sente che ciò che le manca di più è un legame con lui. Vuole che lui parli con lei, che le racconti cosa sta passando e che si interessi a quello che sta passando lei, che parli della loro relazione, di ciò che provano entrambi.

Innanzitutto, per sua natura, un uomo fatica a capire perché ci sia così tanto bisogno di discutere della relazione. Per lui, le cose sono molto semplici. “Cosa vuoi sentirti dire? Che ti amo? Allora sì, ti amo. Ora andiamo avanti”.

In secondo luogo, la donna farebbe bene a riflettere su come evitare che i figli rappresentino una barriera tra lei e il marito. Cosa significa? Prima lui era al centro dell’attenzione, ma ora le cose sono cambiate. Lei parla sempre e solo dei figli, di ciò di cui hanno bisogno e di come lui dovrebbe aiutarla a prendersi cura di loro. Potrebbe benissimo essere che questo lo allontani. Pertanto, deve fargli sentire che è ancora il suo “principe”, ovvero che sta tornando a quella scena originale, quando erano solo una coppia innamorata, prima del colpo di scena.

In terzo luogo, a nessuno piace essere avvicinato con richieste. Una richiesta è una pressione, e la pressione fa chiudere una persona. Non apre, ma respinge, raffredda, allontana invece di avvicinare. Infatti, poiché siamo tutti egoisti, vogliamo che gli altri si adattino a noi. Ma per mantenere una relazione amorosa è essenziale la concessione reciproca. Dobbiamo quindi cercare di elevarci un po’ al di sopra dell’ego per fare spazio dentro di noi al compagno.

Sulla base di queste utili informazioni, ecco alcuni suggerimenti pratici per affrontare la solitudine emersa.

Dopo aver messo a letto i bambini, la moglie può far sentire al marito che è il centro della sua vita. Se lui è sul divano a guardare la partita, allora può sedersi accanto a lui. Con delicatezza, dolcezza, affetto, può portargli qualcosa di buono da mangiare, da bere, magari abbracciarlo. Dargli la sensazione di condividere qualcosa con lui, di essere felice quando sta bene. Se non ha voglia di guardare la partita, allora può leggere un libro accanto a lui, o qualcosa di simile. Il punto chiave è che lui senta che lei gli è accanto, in contatto con lui. Dopo la fine della partita, probabilmente la vicinanza che si è creata porterà a una conversazione, a un legame.

Una relazione strutturata è molto importante. Pertanto, vale la pena stabilire orari fissi per diversi tipi di connessione. Ad esempio, è utile che un marito si abitui a chiamare la moglie due volte al giorno, a orari fissi e comodi, e a chiederle brevemente come sta. Inoltre, possono dedicare una sera a settimana a momenti di qualità, in cui dedicare tutta l’attenzione possibile l’uno all’altra. Una cena premurosa, un’uscita, romanticismo e amore. Anche una gita nella natura, con escursioni e passeggiate, può rafforzare il legame. Naturalmente, potrebbero sorgere innumerevoli altre idee, ma l’importante è comprenderne la direzione e l’intento.

Pertanto, possiamo dissolvere la solitudine e il vuoto solo sviluppando una connessione tra i cuori. Possiamo creare questo legame in una relazione di coppia quando ognuno di noi cerca di sentire l’altro, di percepire ciò che vuole e di dedicarsi a soddisfarlo. Questo è “ama il prossimo come se stessi” nella sua versione romantica. Crea un flusso continuo di energia calda e positiva all’interno della coppia e, in fin dei conti, non c’è niente di più appagante di questo.

Basato sull’episodio 26 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come possono gli imprenditori promuovere l’interdipendenza sul posto di lavoro?

Gli imprenditori dovranno intraprendere un cambiamento di percezione per conformarsi alla direzione evolutiva generale della natura verso stati sempre più unificati. Pertanto, dovrebbero tenere conto della legge integrale della natura e della direzione dello sviluppo, affinché questa legge operi nelle loro menti, determinando un cambiamento di percezione in direzione di una maggiore integralità. Il successo di domani richiederà che tutti, imprenditori compresi, considerino il beneficio dell’umanità nel suo complesso, la definizione di impresa cambierà di conseguenza.

In cosa consiste questo cambiamento di percezione, in pratica, per gli imprenditori? Gestire la propria attività con la massima attenzione a tutti i membri dell’intera filiera. Ad esempio, si dovrebbe tenere sotto controllo tutto ciò che accade nel settore, individuare chi è più bravo e chi è meno bravo nei vari aspetti e fare concessioni a chi è il migliore nei rispettivi settori. Prendiamo ad esempio un’azienda che produce matite. Sappiamo che qualcuno produce matite nel miglior modo possibile, quindi desideriamo supportare queste persone perché ci preoccupiamo di offrire al consumatore le migliori matite possibili. In altre parole, l’imprenditore dovrebbe preoccuparsi del bene dell’umanità e non del proprio portafoglio.

Pertanto, alla fine raggiungeremo una comprensione comune del fatto che il successo aziendale dipende dalle relazioni positive tra i suoi membri e non da tecnicismi o competenze. Ci renderemo sempre più conto di come la competenza sia insufficiente e subordinata alle relazioni umane. Grazie a queste relazioni umane positive, inizieremo a percepire e comprendere come l’azienda possa avere successo. Inizieremo a scoprire come costruire noi stessi per diventare un’azienda di vero successo, che dipende esclusivamente dalle nostre relazioni positive.

 

Basato sull’episodio 1.254 di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman.

Scritto e curato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come può l’educazione cambiare l’attuale crisi mondiale?

Le capacità delle altre creature cambiano pochissimo nel corso di centinaia o addirittura migliaia di anni, mentre gli esseri umani progrediscono in modo significativo di generazione in generazione.

Perché succede questo? Non basterebbe che una generazione sostituisse la precedente, continuando così la vita sulla Terra? Osserviamo che un neonato deve crescere e svilupparsi per vivere una vita piena e produttiva, raggiungere obiettivi, formare una famiglia e avere figli. Questo vale anche per gli animali, ma a differenza loro, noi non ci limitiamo a sopravvivere: noi evolviamo. Quindi sorge la domanda: qual è lo scopo di questo sviluppo?

Forse esiste un parallelismo tra l’umanità e un singolo neonato. Così come un neonato non è ancora pronto per la vita e deve sviluppare saggezza, forza e profondità emotiva per comprendere e strutturare la propria esistenza, lo stesso vale per l’intera umanità? Potrebbe essere che l’evoluzione dell’umanità, nel corso di decine di migliaia di anni, corrisponda alle fasi evolutive di una sola persona, dall’infanzia alla maturità, solo che, nel nostro caso, ogni fase dura diversi anni.

Quando cresciamo i bambini, sappiamo di che tipo di sviluppo hanno bisogno. Sappiamo come fornire loro giocattoli, giochi, strumenti di apprendimento ed esercizi per sostenere la loro crescita. Ma come specie umana collettiva, non riusciamo a capire dove siamo diretti. Di conseguenza, prestiamo poca attenzione al modo in cui l’umanità si evolve.

Si può fare un paragone con i genitori che non hanno idea di cosa fare con i loro figli: come educarli, quali esercizi fare e se integrarli con altri bambini. Un bambino non può svilupparsi solo grazie agli istinti naturali. I genitori devono fornire loro conoscenze, coinvolgimento emotivo, musica, arte e alfabetizzazione, elementi essenziali per la vita. Se non circondassimo i bambini di queste aggiunte educative e non costruissimo un ambiente adatto a loro, crescerebbero come animali e non come esseri umani.

Ma che dire dell’umanità? Mentre si evolve di generazione in generazione, qualcuno si assicura che si sviluppi in modo ottimale? In effetti, guardiamo dove siamo. Da un lato, progrediamo tecnologicamente, scientificamente e in altri settori. Dall’altro lato, le persone sembrano sempre più tristi e smarrite ad ogni generazione successiva. Oggi ci troviamo sempre più spesso a chiederci: “Che cosa abbiamo effettivamente raggiunto? Cosa ci ha dato davvero tutto questo sviluppo? Possiamo fare quasi tutto sulla Terra, ma cosa importa se non sappiamo come renderci felici?”.

Se consideriamo la storia umana come la vita di un singolo neonato, diventa evidente: all’umanità mancano “buoni genitori” che la accudiscano, la guidino e la educhino in una direzione ottimale. Eppure scopriamo che la natura stessa contiene una meravigliosa saggezza, che guida lo sviluppo di ogni individuo.

Lezioni dallo sviluppo della Natura

Per comprendere meglio la nostra situazione, confrontiamola con altri processi naturali. Pensiamo a una mela che cresce su un albero. Nelle fasi iniziali è amara e aspra. Solo dopo la maturazione diventa dolce, bella e commestibile. Prima di allora, è acerba.

Ora pensiamo a un animale appena nato, ad esempio un vitellino, e confrontiamolo con un neonato umano. Il vitello riesce già a stare in piedi, camminare, vedere, mangiare e difendersi entro un giorno. Al contrario, un neonato umano sembra del tutto indifeso e acquisisce le abilità di base solo dopo molti anni. Servono dai quindici ai vent’anni perché un essere umano sia pienamente funzionale e in grado, eventualmente, di trasformare il mondo. Quel vitellino invece matura in fretta e poi rimane praticamente immutato. Vive d’istinto, e non trasforma né se stesso né il mondo.

Quindi forse anche noi siamo come un frutto che deve ancora maturare? Forse anche l’umanità non ha ancora completato il suo sviluppo. Non è ancora “matura”, ed è per questo che le cose ci sembrano così cupe?

La specie umana come lavoro in corso

Guardiamo ancora una volta l’umanità da una prospettiva più elevata. Gli esseri umani sono gli esseri più avanzati in natura. Pertanto, è logico che il nostro sviluppo sia il più lungo, con le fasi più estreme. Solo perché sappiamo come una mela termina la sua crescita, riconosciamo il valore del suo pieno sviluppo. Vediamo come la saggezza della natura l’ha trasformata in qualcosa di delizioso e bello.

Ma come si sviluppa l’uomo? Possiamo imparare dallo sviluppo individuale e applicarne i principi all’intera umanità. Come detto, un bambino non si sviluppa adeguatamente solo grazie all’istinto. Senza stimoli esterni e influenze sociali, crescerebbe come un animale. Ma quando i genitori forniscono asilo, scuola, comunità e guida, il bambino impara abilità sociali, cooperazione ed empatia.

Esistono quindi due forze di sviluppo. Una è una forza di pressione, cioè gli impulsi e gli istinti naturali che spingono il bambino da dietro. L’altra è una forza di attrazione, cioè le influenze positive di un ambiente favorevole che attraggono e accelerano lo sviluppo.

Possiamo applicare questo stesso principio a noi stessi, gli adulti? Forse possiamo creare per noi stessi un ambiente di supporto che ci spinga in avanti, pensando a noi stessi come a un frutto che matura, in modo da passare da condizioni scadenti a condizioni migliori. Questo ci permetterebbe di progredire più facilmente, risparmiandoci la sofferenza di essere “spinti da dietro”.

Lo stato del mondo di oggi mostra come l’umanità non sappia cosa fare di se stessa per far sbocciare i propri figli in adulti felici e soddisfatti. Siamo come bambini in mezzo a una stanza, che si sentono abbandonati e si chiedono: “E io?”. I governanti dell’umanità si riuniscono in innumerevoli vertici per risolvere apparentemente i problemi del mondo, ma non sanno cosa fare. Non hanno un vero piano di recupero.

Quindi, perché non prendiamo in mano la situazione e facciamo un uso intelligente della forza di attrazione? Per i nostri figli abbiamo costruito vasti sistemi di sviluppo: giochi, libri, programmi di arricchimento nello sport, nelle arti, nelle scienze, nella tecnologia e nelle lingue. Ci sono volute generazioni per capire quanto valga la pena investire nella crescita dei bambini, ma ora tutti lo capiscono.

La realtà attuale dimostra chiaramente che dobbiamo investire non solo nei bambini, ma anche nello sviluppo di noi stessi e dell’intera umanità.

Proprio come usiamo le incubatrici per accelerare la schiusa delle uova o le serre per le coltivazioni, possiamo costruire strumenti per uno sviluppo umano ottimale e rapido. Questo ci risparmierebbe molti problemi futuri. Come un bambino che cresce in una famiglia con condizioni ideali in ogni sua tappa, anche noi potremmo evolverci senza interruzioni.

La crisi come segnale e opportunità

L’unicità dello stato cruciale del mondo di oggi è data dal fatto che ci indica la giusta direzione per la crescita e ci offre i mezzi per raggiungerla. Da un lato, è globale e riguarda il mondo intero. Dall’altro, ci connette tutti al suo interno.

Siamo sempre più interdipendenti e interconnessi, ma non riusciamo a comprendere questa connessione in modo positivo. Questo ci obbliga a riconoscere la necessità di un nuovo sistema socio-educativo, un ambiente positivo in cui tutti imparino a relazionarsi positivamente gli uni con gli altri.

Molti in tutto il mondo già comprendono questo percorso evolutivo in cui ci troviamo e possono guidare questo processo socio-educativo. Un mondo globalmente interconnesso richiede un’educazione globale e integrata, sia per i bambini sia per gli adulti.

Se iniziamo ad agire in questa direzione, faremo un uso saggio della forza di attrazione, lasciando che lo sviluppo positivo prenda il volo. Non ha senso aspettare passivamente. Nulla di positivo avverrà da solo. È meglio creare rapidamente un ambiente favorevole per noi stessi, che ci guidi passo dopo passo lungo un percorso più agevole e privo di ostacoli.

I genitori comprendono già il valore di un ambiente di questo tipo. Chi non vorrebbe inserire il proprio figlio in una società in cui i ragazzi siano incoraggiati a relazionarsi, a imparare il rispetto reciproco e a sentirsi al sicuro? In cui non si abbia paura della violenza o dell’umiliazione?

Una società che offre un luogo ospitale e accogliente permette a ogni individuo di aprirsi e di sviluppare tutte le proprie capacità. In queste condizioni, diventiamo capaci di tutto. Un ambiente del genere potrebbe dare a ciascuno di noi il potere di crescere e prosperare, la forza che manca così disperatamente nella società di oggi.

Tratto dalla seconda puntata di “New Life” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman del 28 dicembre 2011.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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New Life n.1286 – L’assistenza familiare dei genitori anziani

New Life n.1286 – L’assistenza familiare dei genitori anziani
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:

I figli adulti di genitori anziani devono condividerne la cura con tempo, energia e denaro. È impossibile stabilire come condividere equamente l’assistenza dei genitori anziani, poiché non è possibile misurare i diversi contributi. Ogni figlio ha la sua situazione unica e non può essere paragonato con precisione al contesto dei fratelli. Secondo la saggezza della Kabbalah, in una prospettiva olistica, i figli dovrebbero mettere da parte le loro differenze e incontrarsi una o due volte l’anno per suddividersi i doveri associati alla cura dei genitori anziani. Ma dovrebbero farlo in modo impassibile, privo di emozioni; in modo utile e simile a come si fa in un’azienda. Il benessere dei genitori dovrebbe essere al centro dell’attenzione. Ognuno dà quello che può, sia che sia il momento di portare i genitori a visite mediche, di investire denaro per pagare i servizi a casa, o calore emotivo e cura. Ognuno paga per la cura dei propri genitori come se pagasse il Bore’, poiché il Bore’ assegna a noi i nostri genitori.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.1286 – L’assistenza familiare dei genitori anziani”, 30/10/2020

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New Life n.481 – Relazioni nella leadership

New Life n.481 – Relazioni nella leadership
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi

Riepilogo:

Coloro che salgono al potere sono più egoisti di chiunque altro e devono calpestare gli altri per sentirsi vivi. Persone che hanno interessi diversi potranno cooperare, solo se esiste un obiettivo comune più alto. Un buon esempio è una minaccia esterna come la guerra, ma anche una ricompensa celeste può unire le persone. Il piano della natura indica che siamo parte di un meccanismo globale e integrale e che l’umanità ha bisogno di evolversi in uno stato di mutua armonia, amore, complementarietà e gioia eterna, qui e ora. La chiave è imparare ad “Amare il prossimo tuo come te stesso” e diventare come un solo uomo con un solo cuore.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.481 – Relazioni nella leadership”, 23/12/2014

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New Life n.468 – La mancanza di stabilità del governo

New Life n.468 – La mancanza di stabilità del governo
Il Dott. Michael Laitman in una conversazione con Oren Levi e Yael Leshed-Harel

Riepilogo:

Siamo arrivati ad un punto, nello sviluppo umano, nel quale Israele deve capire il piano della natura affinché possiamo allinearci completamente con il suo sistema globale. Nel passato, il re era il capo dello Stato e quello che diceva era sacro. La natura ci ha portato ad una condizione nella quale tutti si sentono dei re, persone speciali che capiscono e decidono. Ora dobbiamo imparare ad esercitare il nostro libero arbitrio con l’atteggiamento di “Ama il prossimo tuo come te stesso”, di resa assoluta. Dipendiamo tutti uno dall’altro, come gli organi di un
corpo. Non abbiamo alternativa. Dobbiamo imparare a connetterci.

Dalla trasmissione di KabTV “New Life n.468 – La mancanza di stabilità del governo”, 16/11/2014

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