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Crescere con la Roe contro Wade

Essendo figlio di due medici, di quelli che si impegnano a fondo e che portano il loro lavoro a casa, e con mia madre ginecologa, ho spesso assistito in prima persona alle complessità che comporta la decisione di interrompere una gravidanza. Mia madre, a cui spesso veniva chiesto di testimoniare come esperta in tribunale, discuteva regolarmente di questi casi con mio padre e io ero al corrente delle decisioni a favore e contro l’aborto. In un certo senso, sono cresciuto con la sentenza Roe v. Wade, poiché questi casi hanno fatto parte della mia formazione. Per questo motivo, capisco perché l’argomento è così delicato e difficile da risolvere.

Grazie alla mia formazione, sono arrivato all’opinione che, in fondo, una donna dovrebbe fare la sua scelta se abortire o meno.  Ma, credo anche che, dato che  la gente non ha sufficienti conoscenze sulle conseguenze di una decisione tale, e cosa comporta per la madre, per il feto e per le persone che circondano la donna incinta e quali effetti potrebbe avere, o non avere, sulla sua salute, in quale circostanze la donna ha concepito, e infinite altre considerazioni, è difficile arrivare a una decisione saggia e consapevole.

Inutile dire che in casi estremi, come in situazioni di abuso sessuale o stupro, come accade oggi in Ucraina, non c’è dubbio che l’aborto debba essere consentito. Pertanto, non dovrebbe esistere un divieto assoluto di aborto.

Ma la questione non si limita a gestire le emergenze. La sentenza Roe v. Wade intendeva dare alle donne il diritto di decidere del proprio corpo. Si tratta di una decisione assolutamente sensata. Tuttavia, per arrivare a una decisione che la aiuti davvero, una donna deve avere tutte le informazioni prima di decidere cosa fare.

Attualmente non esiste un sistema che fornisca queste informazioni. Le persone non conoscono le conseguenze delle loro azioni e decisioni. In altre parole, prima di decidere sul diritto di abortire, dobbiamo educare le persone su tutto ciò che circonda l’intero processo.

Non si parla solo di aborto. Le persone non hanno alcuna conoscenza dell’educazione sessuale, dei controlli delle nascite, della paternità, della nascita e dell’educazione dei figli. La decisione sul diritto di scegliere se abortire o meno dovrebbe far parte di questo intero complesso, di questo sistema educativo completo,  non essere una questione separata.

Dal punto di vista clinico, l’aborto è una procedura semplice. Tuttavia, si tratta di un processo molto emotivo. Le conseguenze emotive e mentali si manifestano solo a posteriori, quando la donna, e talvolta la sua famiglia, deve convivere con la sua decisione. Per questo motivo è così importante permettere alle donne di prendere decisioni consapevoli, il che richiede l’istituzione di un percorso educativo che le accompagni.

Inoltre, lo Stato non dovrebbe lasciare che le donne affrontino da sole le conseguenze delle loro decisioni. Il governo dovrebbe istituire un programma di assistenza  per aiutare le donne a portare a termine le loro decisioni, sia che si tratti di avere un bambino o di interrompere la gravidanza, e a riprendersi dopo.

Posso capire il clamore che ha suscitato la sentenza della Corte Suprema. Inoltre, sono certo che le persone abortiranno nonostante la sentenza della Corte. Il problema è che negli Stati che vietano l’aborto, le donne lo faranno illegalmente, esponendosi a condizioni sanitarie inadeguate, a trattamenti da parte di personale non autorizzato e a costi proibitivi.

Pertanto, l’unica soluzione che vedo è una soluzione strutturale che tenga conto delle esigenze e dei punti di vista di tutte le persone coinvolte, che fornisca informazioni complete, che copra tutti gli aspetti della questione e che offra strumenti che aiutino a prendere la decisione giusta e a gestirla in seguito. Una volta che questo impianto sarà stato messo in atto, credo che sarà naturale lasciare la decisione nelle mani delle donne che devono fare le scelte che riguardano la loro vita e quella dei loro figli non ancora nati.

Didascalia della foto:
Attivisti per il diritto all’aborto organizzano una veglia a lume di candela davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti d’America a Washington, 26 giugno 2022. REUTERS/Evelyn Hockstein

 

 

 

Voglio imparare ad amare

Commento: Gli psicologi dicono che ognuno di noi spesso cerca di obbligare gli altri a cambiare il loro comportamento o punto di vista. Lo sappiamo bene. Il capo vuole cambiare i dipendenti in mondo che lavorino di più. I dipendenti vogliono cambiare il capo in modo da renderlo più flessibile. Cambiamo mariti, mogli, amici, e così via. E ogni tentativo, quasi sempre, fallisce.

Alcuni psicologi suggeriscono inoltre, che con quattro passi è possibile cambiare quasi tutti, e il primo passo è cambiare se stessi. Il primo passo è: trasformarsi da critico in alleato.
Come possiamo trasformarci da critici in alleati? Questo consiglio può essere messo in pratica, o è un utopia? Che cosa ne pensi?

La mia risposta: Perché mai dovrei essere d’accordo con qualcuno? Mai! Allora tutti si approfitterebbero di me! Non sono d’accordo con questo.

Commento: Il secondo passo è determinare il risultato che si vuole ottenere insieme. Lo possiamo fare? Io sono contro qualcuno, ma insieme costruiamo ciò a cui vogliamo arrivare.

La mia risposta: Con questo sono d’accordo. La visione del futuro deve essere comune. Nonostante il fatto che sono contro l’altro e voglio piegarlo e cambiarlo, ciononostante, dobbiamo determinare il futuro e poi attraverso un movimento graduale verso questo futuro, possiamo già avvicinarci.

Commento: Il terzo passo: discutere insieme come risolvere il problema.
Risposta: Corretto. Irrealistico, ma corretto.

Commento: Il quarto: costruire insieme, passo dopo passo, un piano per raggiungere i risultati.

La mia risposta: Questo è molto difficile.

Commento: Difficile? Se ci troviamo in una relazione tale, allora come si suol dire, tutti hanno un proprio piano.

La mia risposta: Sì. E poi, man mano che il piano si sviluppa, vedrai che non sarai assolutamente d’accordo.

Domanda: Questo significa che l’altro distorce il piano a suo favore, tutto il tempo, e io faccio la stessa cosa?
Risposta: Naturalmente.

Domanda: Allora la domanda è: come si costruisce una relazione in modo da non cercare di cambiare l’altro? Gli psicologi dicono che si può fare in quattro passi. Tu cosa ne dici? Il mio stato naturale è di cambiare l’altro per me stesso. Come posso non farlo, questa è la garanzia di ogni guerra, di ogni litigio, di tutto?

Risposta: Basta amare l’altro. Tutto qui.

Dobbiamo considerare, ancora una volta, la prima domanda. Se capiamo che la cosa più importante nella vita è essere vicino a qualcuno che ci capisce, ci aiuta, ci ama e ci apprezza, allora dobbiamo apprezzarlo davvero e sacrificare ogni cosa per questo.

Commento: Ovvero, sacrifico praticamente tutto il mio “IO” che richiede delle condizioni per se stesso. E dico che “voglio imparare ad amare”.

La mia risposta: Sì. Voglio imparare ad amare questa persona dato che voglio stare con lei. Tutto qui. È bene se anche lui la pensa in questo modo. Allora è un sentimento davvero molto bello, reciproco, e insolito.

Domanda: Non ti stai riferendo, in effetti , solo alle coppie, ma anche potenzialmente a un dipendente, a un capo e persino a un Paese?

Risposta: Praticamente sì. Questo stato di “imparare ad amare” dovrebbe splendere al di sopra di ogni cosa.

Deve essere insegnato. Ma sfortunatamente, non esiste un’ educazione tale. Quando invecchiamo e capiamo, non abbiamo più la forza di farlo. Non funziona approcciarsi alla generazione più giovane e cercare di passargli qualcosa. Ci ignorano e noi ci proviamo ma non riusciamo ad avvicinarci. Come disse Freud “se i giovani sapessero, se l’età potesse”.

Domanda: Pensi che tutti abbiano bisogno di ricevere colpi? Non siamo semplicemente in grado di evitarli?

Risposta: Dobbiamo dimostrarlo intensamente in tutti i libri e nelle scuole. In generale, dobbiamo insegnare questo alle persone. Perdipiù, a gente di ogni età. Allora la società intera sarà riempita di questo approccio. Dobbiamo assicurarci che tutto questo sia nell’aria e allora sarà possibile amare.

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Da KabTV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 27/6/22

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La regina Elisabetta e il regno eterno

“Dichiaro davanti a tutti voi che tutta la mia vita, che sia lunga o breve, sarà dedicata al vostro servizio”. Queste furono le parole di impegno dell’allora principessa Elisabetta prima di diventare regina, e il primo monarca britannico a celebrare  il Giubileo di platino, che lo scorso giugno ha siglato settant’anni di servizio al popolo del Regno Unito.  Le persone possono imparare dal suo esempio a tenere fede alle proprie parole e a ricoprire un ruolo con costante devozione anche quando si è circondati dalle tempeste.

Per sette decenni questa signora minuta ma di forte statura ha governato la Gran Bretagna, contenendo i contrasti tra il desiderio di impero e il moderno multiculturalismo. Ha dato prova di resistenza quando dettagli intimi e imbarazzanti della sua famiglia si sono diffusi sui media di tutto il mondo.

A 96 anni, pur mostrando una certa fragilità fisica, fornisce stabilità al mondo turbolento delle società moderne.  Non conosco nessun altro leader come lei, una donna che riconosce e assume il potere del suo ruolo con impegno senza precedenti, agisce con uno spirito determinato e una forza di volontà impressionanti, sa esattamente come agire per dare al mondo il grado di stabilità di cui ha bisogno.

Riceve ospiti, partecipa a cerimonie, e va persino a caccia in Scozia, non per il suo piacere personale, ma come parte del protocollo reale.  Le faccio i miei complimenti.

Elisabetta II sembra essere l’ultima delle regine. Il tempo fa il suo corso e tutti i discendenti della corona mostrano un vuoto che non si adatta a un trono. Ai veri re o regine non è concesso di agire secondo la loro volontà privata, secondo i desideri e le sensazioni viscerali, ma di agire secondo ciò che è desiderato per il loro ruolo.

Un re è un unico leader che sta a capo e sotto di lui gli altri. Questo schema è radicato nel piano della creazione.  Simile al regno della natura superiore, il regno dei cieli, le dinastie di re sulla terra sono un fattore permanente, stabile e immutabile che scorre come un filo attraverso  le epoche e le generazioni. Un regno è come un ramo materiale che spunta da una radice spirituale. Proprio come la gerarchia prevale in natura, una monarchia reale può essere una forma adatta di governo nella società umana.  

Per diversi secoli nella storia dell’umanità c’è stato un legame così stretto e visibile tra il popolo e il re del mondo. È stata la dinastia della Casa di Davide a operare a Gerusalemme fino alla distruzione del Tempio, un episodio passeggero che si è concluso circa duemila anni fa. Il popolo d’Israele non è fondamentalmente fatto per esistere sotto una casa reale. Per natura, disprezziamo chiunque salti e voglia essere più grande degli altri. Il resto delle nazioni è disposto ad arrendersi a chi tra loro sa come guidarle. Per Israele, questo non è appropriato e non accadrà. Fin dall’inizio eravamo destinati a esistere nell’uguaglianza, a inchinarci solo al potere supremo della natura e non a un re in carne e ossa.

Avremo successo come nazione solo se ci uniremo con un unico cuore e di conseguenza riveleremo la forza nascosta della natura. Allora questa forza ci governerà veramente e ci purificherà dalla nostra natura egoistica. Dovremmo farlo non solo per il bene del nostro futuro, ma per dimostrare al mondo il tipo di connessione di cuore che deve essere raggiunta affinché tutti noi, allo stesso modo, ci aggrappiamo a Lui, l’eterno Re del mondo.

Il futuro appartiene a leaders femminili?

Commento: Secondo la classifica sulla resistenza al Covid di Bloomberg, Finlandia, Svezia, Danimarca, Norvegia e Bangladesh sono tra i paesi più resistenti alla pandemia. Tutti questi paesi hanno in comune il fatto che i loro primi ministri sono donne.

Alcuni suggeriscono che le donne leader abbiano qualità che danno loro dei vantaggi soprattutto in situazioni di crisi, come sapere ascoltare, capacità di mediazione, genuino pragmatismo, resistenza ai conflitti, oltre a saper essere parsimoniose. Si suggerisce inoltre che le donne leader lavorino meglio in situazioni di crisi rispetto alle loro controparti maschili e, in questa crisi,  hanno dato la priorità all’assistenza sanitaria rispetto all’economia. Ultimamente hai parlato sempre di più del fatto che una donna può guidare il progresso dell’umanità.

La mia risposta: Sì, lei può guidare il progresso.

Anche Dio è maschile; ha paura delle donne, come tutti gli uomini.

Domanda:“È meglio non scherzare con loro”. È questo che sta dicendo?

Risposta: Sì.

Domanda: Le donne hanno davvero delle qualità così speciali?

Risposta: Sono capaci. Sono in conflitto tutta la vita con le persone che le circondano, con le altre donne, con i bambini, con i mariti. Devono gestire tutto: la casa, il lavoro…

Un uomo lascia tutto alla donna e va da qualche parte in politica, verso qualche lavoro che non serve a nessuno. Questi lavori stanno decadendo e sono in crisi. Per una donna, invece, tutto rimane com’era – lavoro, casa, figli – oltre a questo, lei dà la vita e nutre.

Quindi una donna è davvero capace di far nascere un nuovo mondo. Questo non è un lavoro da uomini.

Domanda: Quindi possiamo dire che il futuro appartiene alle donne? Se comprendiamo questo, avanzeremo?

Risposta: Sì. E’ scritto nella Torah che Dio disse ad Abramo:” Ascolta ciò che ti dice Sarah.”
Questo è perché Egli ha creato tutto in questo modo. Ascolta l’egoismo corretto.

Commento: Questo è già un concetto cabalistico.

La mia risposta: Questo è molto serio. Non ascoltare te stesso ma il corretto egoismo.

In linea di principio, nel nostro livello quotidiano una donna è molto più pratica, molto più sobria e molto più equilibrata degli uomini.

 

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Da KabTV’s “ Notizie con il Dr.Michael Laitman” 20/12/21

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Nel mezzo tra l’amore e l’odio

Nelle notizie: ( “Gli scienziati dimostrano che c’è veramente una linea sottile tra amore e odio”): L’amore e l’odio sono collegati intimamente all’interno del cervello umano, secondo uno studio che ha scoperto le basi biologiche delle due emozioni più intense.

“Gli scienziati che studiano la natura fisica dell’odio hanno scoperto che alcuni dei circuiti nervosi del cervello responsabili di questo sentimento sono gli stessi che vengono attivati durante la sensazione di amore romantico – anche se l’amore e l’odio sembrano essere polarità opposte…

“Le scoperte potrebbero spiegare perché sia l’odio che l’amore romantico possono sfociare in azioni simili di comportamento estremo – sia eroiche che maligne – dice il Professor Semir Zeki dello University College di Londra, che condusse lo studio pubblicato sulla rivista on-line PloS ONe.

“L’Odio è spesso considerato una passione malvagia che dovrebbe, in un mondo migliore, essere domata, controllata e sradicata. Eppure, per il biologo, l’odio è una passione di pari interesse dell’amore”. Dice il Professor Zeki.

“Come l’amore, sembra spesso irrazionale e può portare un individuo ad azioni eroiche e malvagie. Come possono due sentimenti opposti portare allo stesso comportamento?”.

Domanda: Cosa ne pensi?  Sono due concetti completamente opposti?

Risposta: Innescano la stessa sensazione.

Domanda: “C’è estasi nella battaglia”. Ma l’odio è ancora una cosa oscura. E l’amore è limpido.

Cosa sono l’amore e l’odio per te?

Risposta: Questo avviene solo quando c’è un terzo elemento in gioco, chiamato la meta che raggiungo.  L’amore da solo e l’odio da solo, sono inutili.

Domanda: Significa che c’è una meta verso la quale avanzo.  E lungo la strada trovo amore-odio, amore-odio.  È così che avanzo in ogni momento? È questo ciò che intendi?

Risposta: Sì, con l’aiuto dell’amore e dell’odio avanziamo verso una meta che non comprende né amore né odio.

Domanda: È possibile avvicinarsi alla meta semplicemente con l’aiuto dell’amore?

Risposta: Come? Dove sono le qualità opposte?  Come puoi avanzare su una gamba sola?  Non c’è modo.

Domanda: È possibile solamente amare? Devo per forza odiare?

Risposta: Questo è l’errore che fanno tutti quei filosofi e politologi.

Domanda: Che vogliono arrivare soltanto ad amare?

Risposta: Sì, o comunque a una sola cosa.

Domanda: A un certo punto, lungo la strada, dovrei arrivare a un’enorme odio, un odio terribile?

Risposta: Solo nella linea di mezzo.

Domanda: Nel mezzo – significa muoversi tra l’amore e l’odio?

Risposta: Sì, costantemente.

Domanda: Dimmi, quando odio, dovrei sentire che odio?

Risposta: Certamente. Un odio enorme! Devi tremare! Allo stesso modo in cui si trema per il desiderio d’amore.

Domanda: Dovrei odiare questo enorme odio che provo?  Dovrei arrivare a questo?

Risposta: Dipende su quale livello.  Forse lo accoglierai con piacere.

Domanda: Perché mi porta alla meta?

Risposta: Certo. E allora smetterai di considerare se si tratta di amore o di odio. La cosa principale è avanzare verso la meta, avanzare lungo la linea di mezzo.

Credo che sia l’amore che l’odio siano necessari.

Domanda: Il movimento avviene in ogni caso lungo la linea di mezzo tra questi due punti?

Risposta: Sì. Esiste tutto in relazione all’uomo piccolo.

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 2/10/22

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Cosa fare quando si è bullizzati

Commento: Oggi la parola “bullizzare” è ben conosciuta.  Si tratta di una persona sfortunata che viene bullizzata o tormentata a scuola, nelle istituzioni o su internet.

In Francia, una nuova legge multerà i colpevoli di bullismo, 45000 euro e li condannerà a tre anni di galera. Insegnanti o studenti che siano.

E se viene provato che la vittima ha saltato scuola per via delle molestie subite, la condanna sarà aumentata a otto anni.  Nel caso di tentato suicidio, o suicido commesso di conseguenza al bullismo, la multa arriverà a 150000 euro e la condanna sarà fino a dieci anni.

La legge è stata approvata dal parlamento, con la speranza che una legge così severa possa porre fine al bullismo.

La mia risposta: Quali relazioni possono esistere nelle scuole, per portare alla necessità di adoperare leggi tali? La Francia! La fonte mondiale dell’umanesimo, della libertà e della rivoluzione!

Domanda: Credi che delle misure così severe e rigide possano aiutare?

Risposta: Per non so quale motivo, in ogni parte del mondo, si pensa che la punizione, l’isolamento dalla società per molti anni, possa correggere la società, correggere la persona.  Alla fine, vogliamo che il criminale migliori e che la società possa in qualche modo correggere non solo il criminale, ma anche il difetto inflitto su di lui.

Ma non lo capisco! Tanti vengono incarcerati, per diversi anni, in ogni paese del mondo. Controlliamo le statistiche: nei paesi dove abbiamo il maggior numero di i carcerati,  abbiamo società migliori?

Al contrario. Secondo la legge biblica, non esiste il concetto di “essere in prigione”. Non si tratta di una punizione.  Facendo ciò si toglie alla persona l’opportunità di imparare e in qualche modo migliorare.  La prigione non è un sistema di correzione, nessuno esce dalla prigione riabilitato.

Domanda: Non insegnerà agli altri a non umiliare e uccidere il prossimo?  Non  insegnerà né  li correggerà?  E il denaro non aiuta?  Se si pagano multe salate, questo non aiuterà?

Risposta: forse il denaro sì, potrebbe scuotere un pochino, i suoi genitori (se stiamo parlando della scuola). Ma no, non aiuterà.

Domanda: E quindi qual è la via di uscita?

Risposta: la risposta è di educare le persone fin dalla tenera età, e persino i genitori, prima di partorire.  Bisogna educare i genitori in modo che siano in grado di crescere i propri figli.

La gente dovrebbe avere il permesso dalla società per far nascere e crescere un figlio.

Domanda: e quale tipo di autorizzazione dovrebbe ricevere la scuola?

Risposta: Nello stesso modo, tutto dovrebbe essere indirizzato all’assicurarsi che le persone che partoriamo, produciamo, ed educhiamo, crescano proprio come membri corretti della società.  Sto parlando a livello sociale, non spirituale.

Domanda: Di solito dici “nelle buone relazioni tra di noi, nell’amore tra di noi”.  E’ questa la strada verso lo spirituale?

Risposta: Sì. Anche se non lo sanno, non importa.  Non devono pensare allo spirituale.  Devono pensare alla correzione reciproca corretta.  E in questo riveleranno lo spirituale.

Domanda: Quindi la società dovrebbe esaminare se stessa e non il criminale?

Risposta: La società dovrebbe osservare se stessa.  La società deve coltivare l’atteggiamento corretto verso gli altri.  E nelle relazioni corrette, inizierà improvvisamente a scoprire, proprio in quelle relazioni, delle relazioni completamente diverse, più elevate, che chiamerà il mondo superiore.  Ed è tutto qui, nulla di più.

Oggigiorno, le persone arrivano a questo punto perché vogliono percepire il mondo superiore, e quindi, per necessità iniziano a studiare come trattare gli altri, in maniera positiva, se necessario, per poter percepire il mondo superiore, per comprendere il nostro destino.  Non è una cosa che ci piace, ma è il piano della natura, è il suo significato.  Quindi obbedisco.  Chino la testa e studio queste leggi della gentilezza, l’interazione corretta, e persino le leggi dell’amore.

Quindi, coloro che arrivano alle lezioni di Kabbalah sono gli egoisti più grandi.

Domanda: E quando avviene il loro cambiamento?

Risposta: dopo molti anni.  Stiamo preparando le loro relazioni esterne, la base interna per questo.  Ma è difficile.  Non vogliono, all’inizio, amare il prossimo.

Le persone con un ego molto basso, lasciano il percorso per intraprendere altre pratiche spirituali. Quelle orientali e così via.  Non gli interessa altro.

Ma noi siamo sull’orlo dell’illuminismo, quello vero.

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 12/6/22

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Come dovrebbe essere la preghiera?

Domanda: Nadezhda scrive: “Oggi ho un grande desiderio di rivolgermi alle donne di tutto il mondo, riguardo la pace e l’amore. Sono sicura che solo le donne possono salvare il mondo.” Credi che se scrivessi una lettera a tutte le donne del mondo e la spedissi, cambierebbe qualcosa nel mondo? O è solo una mia illusione e tutto è già predeterminato?

Risposta: È opportuno farlo, certamente. Scrivere da un cuore puro un appello di questo tipo, non solo un appello, ma una proclamazione, in grado di incollarle al tuo appello, e tutta questa forza comune circonderà il mondo.

Domanda: Quindi non devo pensare, ma semplicemente scrivere ciò che sento?

Risposta: No, ci devi pensare. Poiché le persone non lo leggeranno nello stato in cui tu, lo scrittore, lo vivi. Quindi devi pensare. Pensare a come verrà percepita da un’altra persona. Ma alla fine dovrebbe essere permeato di ciò che vuoi trasmettergli.

Domanda: Quindi se una persona vuole scrivere dell’amore e della pace, questo arriva al cuore della gente?

Risposta: Sì, sicuramente, scrivi!
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Da Kab TV “News con il Dr. Michael Laitman” 10/03/22

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Perché le grandi dimissioni

Soltanto nella seconda metà del 2021, più di 25 milioni di Americani hanno lasciato il loro lavoro. Questa ondata è stata definita “le grandi dimissioni” o “Il grande licenziamento” ed è la più grande ondata di dimissioni da quando è iniziata la registrazione dei dati all’inizio del secolo. Al momento, questo fenomeno è prevalente nelle occupazioni a basso reddito o in lavori particolarmente difficili e spesso non appaganti, come gli operatori sanitari. Tuttavia, mi aspetto che coinvolgerà tutte le professioni e non solo i lavori meno apprezzati o mal pagati, e che si diffonderà non solo in America ma in ogni parte del mondo.

Posso capire la gente che si licenzia. Che senso ha sgobbare per un lavoro dove si impiega un’ora ad arrivare, un’ora per tornare a casa e che non lascia tempo per se stessi o per stare con la propria famiglia? Oltre a questo, è meglio se lavorano meno persone: ci sarà meno spreco di plastica, meno inquinamento atmosferico e meno di tutto ciò che sta avvelenando il pianeta.  

In passato lavoravano meno persone, principalmente perché le donne stavano a casa, ma anche gli uomini lavoravano meno ore e impiegavano meno tempo per arrivare sul posto di lavoro. Cosa ci ha dato la modernità oltre allo sfinimento e a una salute cagionevole? Pensavamo che questo stile di vita ci avrebbe soddisfatto, ma abbiamo visto che oltre un certo punto, l’inseguimento della carriera e della ricchezza ci rovina soprattutto la vita. 

Quindi credo sia un bene che stiamo diventando meno materialisti e più indifferenti e pigri. Quando le persone smettono di lavorare, scoprono che possono cavarsela con meno soldi e soddisfare comunque i bisogni primari. In cambio ottengono la libertà!

Credo che stiamo assistendo a un processo naturale e che non sia necessariamente negativo. Potrebbe essere scomodo per gli imprenditori o per il governo, ma non credo che sia una cosa negativa o che dobbiamo “curarlo”. La tecnologia può occuparsi dei nostri bisogni, e se la gente trova necessario lavorare, lavorerà. 

 L’attuale stato di sovraconsumo è una distorsione della società, un fardello per il pianeta e non giova a nessuno se non agli azionisti delle imprese che ci vendono ciò di cui non abbiamo bisogno, ovvero la maggior parte di ciò che producono.

Soprattutto ora, in un momento in cui le persone iniziano a porsi domande serie sulla vita, non vogliono essere gravate da bisogni materiali più del necessario. Hanno bisogno di tempo per riflettere e interrogarsi sulla vita, per esplorare dentro di sé ciò che vogliono dalla vita e dalle relazioni.

Siamo nel mezzo di una formidabile trasformazione. Richiede tempo, energia, pazienza e distoglie la mente dalle cose banali.  Più persone accolgono questa nuova mentalità, meglio sarà per tutti.

Al di là delle riflessioni si trova una nuova visione del mondo che incorpora tutte le persone e rifugge dalla brutalità e dal narcisismo. Quindi lasciate che la gente si sdrai al sole e pensi; è meglio per tutti noi.

Che cos’è in pratica la giustizia?

Domanda: oggigiorno tutti parlano di giustizia: tutti la cercano nelle guerre giuste, in un equo processo. Che cos’è in pratica la giustizia?

Risposta: E’ quando tutti si sentono bene. Assolutamente tutti!
Ovvero, una persona non dovrebbe considerare se stessa, ma piuttosto accettare tutti e creare condizioni tali che siano approvate da tutti.

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Da Kab TV “Notizie con il Dr. Michael Laitman” 7/3/22

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La libertà di espressione è in vendita?

Lo spazio sembra essere troppo piccolo per Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo. Dopo aver reso i viaggi spaziali privati una realtà, il suo prossimo obiettivo è quello di conquistare il pianeta informazione. Il magnate del business ha comprato Twitter perché crede nel potenziale della piattaforma globale per “la libertà di espressione”. Renderà veramente il mondo più libero, più aperto?

Se un tempo i social media, e i media in generale, provavano a mantenere apparenze come piattaforme per il pluralismo e la libertà di espressione, adesso è chiaro che la libertà di parola è in vendita e chi controlla le azioni controlla le informazioni.

La gente legge un giornale, gira sulle reti, ascolta ogni tipo di narrazione e poi crede di scegliere la propria visione del mondo. Questo è ridicolo, perché la libera parola e la libera stampa non esistono nella realtà e non sono mai esistite. La narrazione è sempre stata determinata da chi paga, da chi ordina le “notizie”, stabilisce l’agenda e vuole influenzare l’opinione pubblica. Così è stato e così sarà.

Infatti, è merito di Musk e di altri ricchi che lottano per il controllo oggi se capiamo che non c’è libertà di parola. Capiamo con maggiore chiarezza chi sta tirando i fili e prende le decisioni dietro le quinte. Mentre in passato i centri di controllo erano anonimi, ora tutto è trasparente, e sappiamo chiaramente quale giornale e quale rete appartiene a chi.

Il prossimo passo da aspettarsi è che tutti i ricchi si uniscano e abbiano il pieno controllo in una sola mano. Anche se domani il presidente Biden dominasse i media o l’ex presidente Trump, per molto tempo bandito da Twitter, tornasse ad accelerare l’attività sui social media o mille altri leader prendessero il loro posto, non cambierebbe nulla. Sopra di loro ci sono degli interessi consolidati con il capitale che circola nelle stesse mani,  questi sono gli azionisti di controllo. Pertanto, non c’è alcuna speranza realistica per la libertà di espressione.

Anche se ci fosse speranza per la libertà di parola, quale libera verità potrebbero dirci i media? Che ci sono guerre qua e là? E cosa si potrebbe fare a riguardo? Potrebbero dare consigli su come uscire dai guai? Potrebbero raccontare al mondo il suo buon futuro?

Nel frattempo, nessun leader, giornale o rete può riuscire a portare il mondo più vicino alla pace e alla riconciliazione. Al contrario, ognuno cerca solo i propri interessi personali. Perciò non riusciamo ancora ad ammettere la semplice verità: che un buon futuro può essere ottenuto solo quando ci sono legami cordiali tra le persone. Le guerre che si intensificano ora con il crescere dell’egoismo o dell’interesse personale non hanno alcun futuro da offrire; infatti, tutto ciò che possono promettere è la nostra distruzione.
Per uscire dal ciclo delle guerre e dei combattimenti senza fine, Twitter e altri media similari devono diffondere la possibilità di pace e di riconciliazione reciproca tra tutti. Potrebbero giocare un ruolo importante nell’ influenzare positivamente l’opinione pubblica e la percezione della realtà della società attraverso esempi tratti dal passato e dal presente sui benefici del miglioramento delle relazioni umane. Finora, questo obiettivo sembra lontano come lo spazio.