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Le cause nascoste della mancanza di acqua in Inghilterra

Nonostante le recenti piogge torrenziali a Londra, quest’estate l’Inghilterra ha vissuto una grave siccità. Ma non solo l’Inghilterra, anche la maggior parte dell’ Europa, se non tutta, ha vissuto un’estate torrida, con giganteschi incendi boschivi che hanno consumato innumerevoli case, oltre ad alberi e animali selvatici.

Ma c’è un altro problema che sta aggravando la crisi: le perdite delle tubature. L’anno scorso le società idriche di Inghilterra e Galles hanno perso più di mille miliardi di litri a causa di tubature difettose. Negli Stati Uniti la situazione non è molto migliore. Secondo uno studio di Technology Networks Applied Sciences, “si stima che dal 20 al 50% dell’acqua vada dispersa a causa di perdite nel sistema di approvvigionamento del Nord America”.

Se il clima sta cambiando e le siccità sono diventate più frequenti e più gravi, perché non stiamo facendo qualcosa? Perché lasciamo che così tanta acqua vada sprecata? C’è una risposta semplice, ed è la causa nascosta che rende la crisi climatica così grave nel Regno Unito e nel mondo: non ci preoccupiamo l’uno dell’altro. Se lo facessimo, non lasceremmo che questo accada.

Se dovessi costruire una casa da qualche parte per la mia famiglia, non farei in modo di avere un sistema idrico adeguato? Non farei in modo che venga gestito accuratamente? Certo che lo farei. Poiché amo la mia famiglia, mi assicurerei di mantenere efficiente il nostro sistema di approvvigionamento idrico.

In altre parole, le tubature che perdono sono solo un’indicazione di un problema molto più grande: l’isolamento e la indifferenza tra di noi. Perché ci sono i senzatetto? Perché ci sono tossicodipendenti che giacciono agli angoli delle strade finché la loro vita non si esaurisce? Perché ci sono così tante persone che subiscono abusi, bullismo e schiavitù? C’è una sola causa dietro tutti questi errori, un solo problema che dobbiamo risolvere. Dalla più piccola ingiustizia al crimine più orribile, tutti derivano dalla nostra mancanza di cura, dalla nostra indifferenza, freddezza e dal piacere che traiamo dal dolore altrui. Se ci preoccupassimo, o almeno non odiassimo così tanto, il nostro mondo sarebbe infinitamente migliore.

Ogni problema ha i suoi scienziati ed esperti che elaborano piani per affrontarlo. (Si noti che non parlano di migliorarlo, tanto meno di risolverlo). Non ci riescono mai. Con tutti gli stanziamenti che ricevono, le cose non migliorano. C’è una buona ragione per questo: non c’è interesse in tutti i loro piani, non c’è cuore in tutte le loro azioni.

Come mai le madri di solito riescono a crescere i propri figli con successo, a meno che circostanze esterne al di fuori del loro controllo non glielo impediscano?  A dire il vero, a volte hanno successo nonostante le circostanze impossibili, ma queste sono eccezioni, non la regola. Le madri hanno successo perché si preoccupano, e per nessun altro motivo. Non hanno piani, non sanno in anticipo come deve essere una madre e spesso ricevono consigli contrastanti da amici e “consulenti”. Eppure, nella maggior parte dei casi, crescono bene i loro figli. Perché? Perché l’amore guida le loro azioni. Se l’amore guidasse le nostre relazioni con gli altri, vivremmo in un mondo molto diverso, molto migliore di quello attuale.

Se prima potevamo farla franca con il nostro atteggiamento negativo verso gli altri, oggi il mondo è così interconnesso che ogni cosa che facciamo influisce su tutti gli altri molto più velocemente e intensamente. Se fino a poco tempo fa la gentilezza e la considerazione reciproca erano facoltative, oggi sono obbligatorie. 

Possiamo sostenere che prendersi cura l’uno dell’altro è irrealistico e idealistico, che è un obiettivo irraggiungibile e ingenuo. Può sembrare così, ma se si considera che l’opzione di lasciare che le cose continuino come sono state porta a una sicura decimazione di gran parte dell’umanità, spero che sarete d’accordo sul fatto che, idealista o meno, vale la pena di fare uno sforzo serio. Se riconosciamo il fatto che dipendiamo tutti gli uni dagli altri, ci renderemo conto che, a prescindere da tutto, dobbiamo trovare un modo per smettere di odiarci e iniziare a prenderci cura gli uni degli altri, anche se solo un po’.

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Crepe visibili sul letto prosciugato del lago artificiale di Tittesworth, a Leek, Gran Bretagna, 12 agosto 2022. REUTERS/Carl Recine

Credo che Liz Truss sarà un buon Primo Ministro

Il giorno 6 settembre 2022, Mary Elisabetta Truss è stata nominata Primo Ministro del Regno Unito, il terzo Primo Ministro donna in Gran Bretagna. La Camera di commercio Britannica prevede che il paese piomberà in una recessione, l’inflazione ha toccato un picco del 14%, e i prezzi dell’energia sono impazziti. Nonostante tutto ho buone speranze per la Signora Truss. È una donna forte che sa cosa vuole ottenere e come farlo. 

Il Regno Unito ha una storia di donne forti e di successo in posizioni di vertice. La regina Vittoria ha guidato la sua nazione attraverso le turbolenze industriali, politiche ed economiche della seconda metà del XIX secolo e ha trasformato il suo paese in un impero. Anche la Regina Elisabetta, nonostante non abbia avuto lo stesso potere dei monarchi che hanno regnato in epoche precedenti alla democrazia, è ammirata dal suo popolo e dal mondo intero. E poi c’è Margaret Thatcher, il primo Primo Ministro donna, che è stata in carica per quasi dodici anni consecutivi ed è diventata nota come la “Lady di ferro” per le sue politiche intransigenti e il suo stile di governo. Credo che anche Truss renderà il suo mandato memorabile, e per giuste ragioni.

Per quanto riguarda Israele, penso che sarà un ottimo primo ministro per Israele, forse anche meglio di Boris Johnson. Israele farà bene a rafforzare i suoi legami con il Regno Unito mentre Truss è in carica. Se sia il Regno Unito che gli Stati Uniti sosterranno Israele, avremo una forza potente a nostro favore.

Allo stesso tempo, come dico sempre, gli Ebrei non dovrebbero affidarsi a leader esteri per cercare sostegno. Essi possono sostenersi da soli, se veramente lo vogliono, in quanto il loro successo dipende esclusivamente dal livello di solidarietà che sono in grado di sviluppare. Se gli Ebrei fossero uniti, l’opposizione all’esistenza dello Stato di Israele e agli Ebrei nel mondo si dissolverebbe da sola.

Pertanto, ritengo che se da un lato è ottimo che Truss abbia promesso di prendere in considerazione lo spostamento dell’ambasciata britannica a Gerusalemme, ed è ancora meglio che abbia giurato di inasprire le regole anti-BDS della Gran Bretagna, dall’altro sarebbe opportuno che incoraggiasse gli Ebrei a unirsi tra di loro. Questa è la nostra unica arma e, in fin dei conti, l’unica cosa su cui dovremmo fare affidamento.

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Il nuovo Primo Ministro britannico Liz Truss parla dopo il suo arrivo a Downing Street a Londra, Gran Bretagna, 6 settembre 2022. REUTERS/Kevin Coombs

Lo scontro tra Armenia e Azerbaigian ricorda la precarietà dei tempi

Due anni dopo l’ultimo cessate il fuoco tra Armenia e Azerbaigian nel loro decennale conflitto sulla regione del Nagorno-Karabakh, sono improvvisamente scoppiati intensi scontri. Secondo i resoconti, decine di persone sono rimaste uccise nei nuovi bombardamenti. Non c’è una ragione apparente per questa improvvisa esplosione, ma è indicativa dei tempi precari in cui stiamo entrando, in cui le persone sono suscettibili, intolleranti, intransigenti e, peggio ancora, combattive.

Ci troviamo davanti a un lungo inverno freddo. La guerra tra Russia e Ucraina è ancora in corso e il gas scarseggia. Il suo prezzo alle stelle sta alimentando la crescente inflazione e gli alimenti di base stanno diventando inaccessibili o del tutto assenti. In aggiunta, è probabile  che compaiano  nuovi virus e varianti dei virus esistenti, esacerbando le tensioni già amplificate. Queste condizioni esplosive sono destinate ad accendere i conflitti, che potrebbero portare a scontri violenti come quello del Nagorno-Karabakh, o peggio.

Per rimediare alla situazione, dobbiamo capire e spiegare agli altri che l’unico modo per disinnescare la situazione e ridurre le tensioni è creare con forza un’atmosfera positiva tra tutti.  Dobbiamo intenzionalmente coltivare connessioni positive, dato che le connessioni negative esistono già e l’unico modo per equilibrarle è stabilire ciò che al momento manca: connessioni positive. Se ci sembra innaturale (e sgradevole) farlo, è solo una prova che le connessioni negative sono già presenti e dominano i nostri sentimenti.

E’ necessario ricordare che possiamo fare la pace soltanto con un nemico, e soltanto con un nemico dobbiamo fare la pace. Deve essere imbarazzante, dato che farsi amico il nemico è la cosa che ci viene meno naturale. La cosa naturale è combattere contro il proprio nemico. Ma abbiamo già visto dove porta la via naturale. Penso che sia giunto il momento di avventurarci sulla via innaturale, ma sicuramente più costruttiva e sicura: la via della pace.

Non dobbiamo aspettarci di essere d’accordo gli uni con gli altri. Le divergenze che ci hanno messo l’uno contro l’altro probabilmente rimarranno. Pertanto, non dobbiamo cercare di appianare le nostre differenze. Dovremmo invece accettare di essere in disaccordo e che da questo punto di partenza si costruisca un rapporto, non un conflitto, ma una relazione.

Questo approccio risveglierà una forza positiva tra di noi, che riequilibrerà l’attuale forza negativa prevalente.  Questo ci permetterà di vedere nuovi modi per connettersi e trovare una nuova vicinanza con persone che fino a ora erano nemiche. 

Abbiamo provato la guerra, i boicottaggi e ogni altra opzione negativa. E’ arrivata l’ora di connettersi senza  imporre le nostre idee e senza invadere, ma semplicemente di unirci per il bene dell’unione.

 

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Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan si rivolge al parlamento in seguito all’escalation delle ostilità sulla regione del Nagorno-Karabakh, lungo il confine tra Armenia e Azerbaigian, a Yerevan, Armenia, 13 settembre 2022. Tigran Mehrabyan/Foto PAN via REUTERS

Inebriarsi con il potere della vita

Un sondaggio del Centro Israeliano per le Dipendenze ha scoperto che “un israeliano su 7 soffre di qualche forma di dipendenza”. Negli ultimi 5 anni dall’ultimo sondaggio, circa mezzo milione di persone si sono aggiunte alla categoria. In un paese di soli 9 milioni di abitanti, mezzo milione in cinque anni è davvero molto. E peggio ancora “il 90% di questi [le persone con dipendenze] non cerca trattamenti.”

Non sono solo gli adulti ad avere delle dipendenze ma anche i ragazzi. Assuefazione vuol dire che si è abituati ad un’attività che stimola il corpo a produrre sostanze che ci fanno star bene e siccome si ha sempre più bisogno di provare quella sensazione, l’attività viene ripetuta in modo compulsivo.

Le persone possono assuefarsi a qualunque cosa, all’attività fisica, a medicinali, alcuni possono sballarsi persino con certi tipi di musica.

Oltre che per stare bene, c’è un altro motivo per cui si diventa dipendenti: staccarsi dai problemi della vita. La sensazione di libertà dagli obblighi e dai problemi può essere inebriante.

Di norma, un giovane diventa dipendente più facilmente di un adulto perché adolescenti e giovani sono alla costante ricerca di piaceri. Per loro, sentirsi bene e tutto ciò che conta.

Man mano che maturiamo entrano in gioco altri calcoli oltre al piacere immediato. Questo rende gli adulti più “resistenti” all’assuefazione anche se non del tutto immuni.

Ci sono due ragioni per l’aumento delle dipendenze. In primo luogo è più facile entrare a contatto con sostanze che producono dipendenza. In secondo luogo, e ancora più importante, la disperazione si è diffusa in tutto il mondo. Le persone stanno perdendo il senso dello scopo della vita, così cercano di evadere. La sensazione di essere inebriati oppure l’adrenalina, in altre forme di dipendenza, calmano le persone oppure infondono un certo senso di vitalità.

Il trattamento terapeutico più diffuso è compensare una dipendenza con un’altra meno dannosa. Le dipendenze più semplici da trattare sono quelle che richiedono una compensazione minore. Tuttavia, essenzialmente, non si cura la dipendenza ma si sostituisce con un’altra.

La ragione per cui oltre il 90% dei tossicodipendenti non cerca trattamenti terapeutici è che sanno che la medicina non può farcela. Se tutto ciò che la medicina può offrire è l’astensione forzata oppure la sostituzione di una droga con un altra, allora queste non sono cure e non interessano i tossicodipendenti.

In realtà c’è solo un rimedio che può curare le persone dalle dipendenze letali che affliggono l’umanità: il potere della vita. Questo viene rivelato attraverso connessioni positive tra le persone. Quando le persone stabiliscono delle connessioni reciproche positive, ciò riproduce la reciprocità positiva che pervade tutta la realtà.
Questa è la forza che fa crescere ogni cosa.

Quando le persone sviluppano tali connessioni, e la loro natura reciproca richiede che si sviluppino in una società di persone che la pensano allo stesso modo, sono pervase dal senso dello scopo e soddisfazione. Si sentono connesse alla realtà, l’una all’altra e con se stesse.
È un tipo di soddisfazione completamente diversa da quella che può dare qualsiasi sostanza, è molto più profonda e appagante. Una volta che le persone iniziano a sperimentare il potere della vita, non avranno più bisogno di altro perché non si vorranno mai più disconnettere dalla forza vitale che hanno scoperto.

La connessione inizia con il rispetto

Gil Timary è un famoso giornalista Israeliano. Alcune settimane fa è entrato di nascosto a Mecca, la città islamica più sacra, sfidando un divieto di ingresso per i non-musulmani. Questa trovata ha fatto arrabbiare così tanto i Sauditi che hanno rintracciato e arrestato l’uomo che ha aiutato Tamay a entrare in città, dichiarando che lo perseguiranno.

Anche in Israele, la storia ha “suscitato indignazione” che si è intensificata ulteriormente dopo “che è stato rivelato che il suo compagno era stato arrestato”. Posso comprendere la rabbia. Disobbedire al codice di condotta di un altro paese è audace e irrispettoso verso il paese e verso la fede del suo popolo. È come trattarli con superiorità, e sono totalmente in disaccordo con questo.

Che beneficio c’è nell’andare contro la volontà del mondo Arabo? Non fa nessuna differenza se si tratta di un giornalista Israeliano che infrange la legge o del Papa; il mondo Arabo non vuole popoli di altre fedi che mettano piede a Mecca. Perché non dovremmo rispettare questa volontà?

Le sinagoghe, le case di culto per gli ebrei, sono molto diverse. Chiunque può entrarvi. Un musulmano può persino pregare nella sua lingua e nella sua fede, e non sarà considerata un’idolatria. Ma se l’Islam considera questo un peccato, non ho nessun diritto di sminuirlo. La connessione con gli altri inizia con il rispetto per gli altri.

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Una vista aerea mostra la Grande Moschea durante l’annuale pellegrinaggio haj, nella città santa della Mecca, Arabia Saudita 10 luglio 2022. REUTERS/Mohammed Salem

La Regina Elisabetta II- un monarca modello

La Regina Elisabetta II è stata un monarca esemplare. Ha vissuto in tempi storici molto significativi e complicati e ha mantenuto l’Inghilterra stabile e sulla strada corretta. Credo che la Gran Bretagna possa essere fiera della sua rappresentazione. Se cerchiamo un modello di un buon monarca, la Regina Elisabetta II sicuramente corrisponde alla descrizione.

La Gran Bretagna dovrà ora creare una nuova immagine di un monarca dopo essersi abituata per così tanti anni a vedere la Regina Elisabetta ricoprire questo ruolo. Non sarà facile, ma il paese non ha altra scelta, un monarca è essenziale per la stabilità della Gran Bretagna.

In termini più generali, le nazioni hanno bisogno di un re. Anche in Israele, esisteva un re per molti secoli; egli mantiene l’ordine nella società.

In ogni modo, il dovere del re di Israele era più che governare. Egli era un modello delle buone relazioni verso tutti. Il ruolo di re di Israele è insegnare al popolo ad amare gli altri come se stessi, e il re dovrebbe essere un esempio di questo amore.

Per quanto riguarda l’Inghilterra, le auguro di rimanere unita, tutti i membri del commonwealth, e di aumentare il legame tra di loro. Questo sarà il compito principale del Re Carlo III.

Storicamente, il Regno Unito e Israele hanno sempre avuto una buona connessione, anche se in presenza di alcune dispute. Spero che con il re Carlo, potremo mantenere questa buona connessione anche in futuro.

REUTERS/Paul Hackett RD/SA

Se avessi un miliardo di dollari

Qualche settimana fa, qualcuno ha comprato un biglietto  Mega Millions in una stazione di servizio di Speedway a Des Plaines, Illinois. Quel biglietto si è rivelato essere di un’ unica  vincita  e il proprietario ha vinto un miliardo e 337 milioni di dollari. Uno studente mi ha fatto una domanda al riguardo. Ha detto che questa persona probabilmente aveva  molte persone che gli o le  davano dei  consigli finanziari di ogni genere, e mi ha chiesto cosa avrei consigliato  al vincitore o ai vincitori. Ecco la mia risposta.

Io non consiglio nessuno su alcuna cosa. Quello che posso dire, però, è quello che farei se vincessi il jackpot.

Se lo vincessi, penso che dividerei i soldi tra investire in bambini piccoli e anziani. Questi due segmenti della popolazione hanno bisogno di sostegno e non possono aiutarsi da soli. Il resto della gente può protestare o cercare altri modi per migliorare la propria situazione, ma anziani e bambini piccolissimi sono completamente impotenti e non possono nemmeno lamentarsi.

Userei i soldi per costruire luoghi per bambini e luoghi per anziani, posti diversi per ogni segmento. In questi luoghi si svolgerebbero attività a loro  gradite e che li aiuterebbero. Per i bambini, mi concentrerei su dei programmi d’intrattenimento educativi e, per gli anziani, mi concentrerei sul farli divertire insieme.

I bambini hanno bisogno di imparare e di divertirsi nel farlo. Pertanto, offrirei loro lezioni gratuite di arte, fotografia, sport e scienze, oltre a giochi che sviluppino il loro pensiero e la collaborazione. E’ importante che queste lezioni siano gratuite, come quando ero bambino, in modo che tutti vi abbiano accesso.

Penso che sia molto più gratificante usare i propri soldi per dare agli altri che spenderli per se stessi. Quando dai, il tuo dono continua a vivere  negli altri; non può essere cancellato. Sviluppa la tua anima e la riempie di vitalità.

Al contrario, quando usi i soldi per i piaceri egoistici, ti stai sotterrando da solo. E’ letteralmente una sepoltura spirituale, una morte spirituale. Ecco perché se vincessi il jackpot, userei i soldi in questo modo.

Ciò che possiamo e non possiamo scoprire con il nuovo telescopio spaziale

Il mese prossimo il telescopio spaziale James Webb (JWST) sostituirà il telescopio spaziale Hubble, ormai datato, e inizierà a “svelare le prime immagini spaziali di qualità”, secondo space.com. Una notizia di CBS news spiega che Webb è 100 volte più potente di Hubble, e può rilevare le scie di calore di un ape da una distanza lontana quanto la luna.

Per gli scienziati è motivo di festeggiamento. “Webb è stato progettato specificamente per permetterci di vedere le prime galassie formate dopo il Big Bang..è come se avessimo la storia dell’universo di 14 miliardi di anni, ma ci mancasse il primo capitolo” afferma l’astrofisico Amber Straughn in un’intervista per “60 Minutes”.

Non ho dubbi che le immagini saranno stupende e le nuove rivelazioni imminenti. Ma anche se potessimo vedere indietro al momento del Big Bang stesso, non troveremmo le forze che hanno creato l’universo, e di conseguenza, che hanno creato anche noi.

Per quanto siano potenti gli specchi di Webb, non potranno riflettere le forze che hanno creato l’universo. Per scoprire le forze che hanno creato l’universo materiale, abbiamo bisogno di un telescopio di tipo diverso. Proprio come la luce degli specchi viene riflessa al centro del nuovo telescopio, che poi li connette creando un’immagine, le forze che hanno creato l’universo possono essere connesse alla forze che ci uniscono.

Queste forze derivano da una sfera superiore a quella materiale, che è confinata ai limiti dell’auto-interesse. Quando non esiste l’auto-interesse, nulla limita queste forze ed esse possono connettersi in maniera da generare la vita.

Soltanto le forze che sono superiori all’auto-interesse possono creare la vita. Le forze legate da una percezione ego-centrica non possono creare alcuna cosa; possono soltanto assorbire. Proprio come la forza creativa della vita di una mamma è l’amore per suo figlio, che ama ancora prima del concepimento, le forze che creano la vita sono forze di dazione, senza ombra di auto-assorbimento.

Quando formiamo relazioni basate su un approccio che corrisponde alle forze che hanno creato l’universo, le possiamo scoprire. Proprio come un ricevitore di onde radio riceve le onde creando frequenze simili in sé, quando noi creiamo una “frequenza” per trascendere il nostro stesso ego, scopriamo le forze che esistono su quella “lunghezza d’onda” e possiamo studiare la loro natura, comportamento e potere.

Forze tali, che trascendono l’ego, devono avere un oggettivo verso il quale mirare. Questo è il motivo per il quale le scopriamo attraverso il lavoro collaborativo.

Quando riveleremo queste forze, capiremo come correggere gli errori del nostro comportamento e come modificare la nostra vita in accordo con le forze che creano la vita. Allo stesso tempo, saremo in grado di costruire le nostre società in maniera sostenibile, sicura, e soddisfacente per tutti.

Didascalia foto:
Il telescopio Webb della NASA svela il suo specchio gigante
Stati Uniti 08 Gennaio 2022 Credit: NASA GSFC/CIL/Adriana Manrique Gutierrez/immagini di copertina

Mikhail Gorbachev- un’impressione personale

La morte di Mikhail Gorbachev mi ha ricordato una breve conversazione che avuto con lui. Ancora prima di incontrarlo, avevo l’impressione che fosse un politico veramente diverso dagli altri. Non era intrinsecamente negativo, capiva le persone ed era vicino alla gente comune. Nella struttura impossibile in cui operava, credo che avesse fatto del suo meglio e a beneficio di tutti. Se non fosse stato tolto dal suo incarico di leader dell’Unione Sovietica, avrebbe fatto ancora di più per il bene del suo paese e per il mondo.

Quando l’ho conosciuto, nel novembre 2015, non era più in carica da quasi quattordici anni. Ciononostante, cercava ancora di rendere il mondo un posto migliore. Ci siamo incontrati a una conferenza a Tokyo, Giappone. In quei tempi ero membro del Consiglio Mondiale di Saggezza (WWC) e lui era un presidente onorario dell’organizzazione, diretta dal Prof. Ervin Laszlo.

Durante l’evento, il Goi Peace Foundation, in Giappone, aveva invitato il WWC a una conferenza a Tokyo, per partecipare all’iniziativa dal titolo “Creare una nuova civiltà”. Il culmine della manifestazione fu una serie di discorsi in una sala nel centro di Tokyo, davanti a un pubblico di 5000 persone, compresi ambasciatori e altri ufficiali provenienti da 46 nazioni.

La sera prima dell’evento, i membri del WWC si riunirono per un incontro sociale con un tono più informale delle discussioni formali. Quella sera scambiai alcune parole con Gorbachev. Era molto amichevole e informale, l’ultima cosa che ci si aspetterebbe da un ex presidente dell’Unione Sovietica.

Durante il convegno, gli raccontai quanto apprezzassi i suoi sforzi per rendere il mondo un luogo migliore. Mi rispose che apprezzava la mia comprensione del suo intento, e disse di essere ancora attivo nel cercare di essere d’aiuto ovunque fosse possibile.

Penso che, considerate le circostanze in cui operava, provenendo da un contesto sovietico e comunista, le riforme che aveva attuato erano sbalorditive, inconcepibili fino a quando non iniziò a farle. In quel senso, fu veramente un pioniere e merita il rispetto del mondo per il suo contributo all’umanità.

IA, disegna l’amore tra un’ape e una farfalla

Ultimamente c’è stato un gran parlare sulle macchine con intelligenza artificiale (IA) come Dall-E 2 oppure Imagen di Google che creano immagini dall’aspetto realistico di scene completamente irreali descrivendo l’immagine desiderata a parole. Per esempio, se vuoi l’immagine di un cobra gigante fatto di mais che striscia su Marte, o del palmo d’una mano con foglie che crescono dalle dita, digita semplicemente la frase nella macchina e il gioco è fatto.

Dopo i riconoscimenti arrivano le domande. Sarà una minaccia per la professione degli artisti? Renderà obsoleti i fotografi? I grafici diventeranno un ricordo del passato? È così che operiamo, giudicando tutto in base a ciò che è bene per noi, come se potessimo fermare il progresso del mondo se non fossimo d’accordo con questo.

Abbiamo cercato di fermare molte tecnologie, molto più dannose delle immagini artistiche artificiali. Non ha mai funzionato. Non potremmo fermare la fabbricazione di armi nucleari o la produzione di droni killer, e non saremmo in grado di fermare lo sviluppo delle Intelligenze Artificiali in generale e in particolare  della IA per l’ arte. Non c’è alcun bisogno di fermarla. Al contrario, dovremmo cercare di vedere come le innovazioni possono inserirsi nelle nostre vite e migliorarle.

La tecnologia sta avanzando insieme alle nostre aspirazioni di autorealizzazione. In altri termini, non è la tecnologia stessa ad avanzare, ma l’umanità. A causa di ciò, cercare di ostacolare il progresso della tecnologia significa impedire il progresso dell’umanità. Questo va contro natura e non porterà mai risultati positivi.

La tecnologia è una materia grezza. Proprio come uno scultore potrebbe usare una pietra per ricavarne un’immagine oppure un musicista userebbe uno strumento per creare musica, la IA è lo strumento che realizza la creazione dell’artista. L’unica domanda è che tipo di arte vogliamo creare.

Se dovessi usare questo tipo di arte, proverei a creare un’arte spirituale, che mostri le connessioni nascoste tra i diversi elementi della natura. Se potessimo mostrare come ogni cosa è connessa e dipendente dal benessere di tutto il resto, la nostra relazione con l’ambiente e con le altre persone sarebbe molto diversa da quella di oggi.

Per esempio, chiederei alla macchina di disegnare l’amore tra un fiore e un’ape. Non un fiore e un’ape, ma l’amore che provano l’uno per l’altra. Perché lo fanno, a parte il fatto che non lo sentiamo (per la maggior parte). La relazione tra l’ape, che ha bisogno del nettare del fiore per nutrire se stessa e le nuove generazioni, e il fiore, che ha bisogno dell’ape per impollinarsi e riprodursi, è una relazione simbiotica che coinvolge due livelli della natura molto diversi: quello animato e quello vegetale. Per questo motivo, i due sono profondamente connessi e si sentono vicini l’uno all’altro.

Se potessimo mostrare come tutto è connesso in questo modo, saremmo in grado di simpatizzare con tutta la natura e con tutte le persone, di sentirci collegati a loro e sviluppare affetto per tutte le cose e tutte le persone. Se potessimo farlo, non dovremmo preoccuparci di limitare lo sviluppo di innovazioni potenzialmente dannose, dato che l’affetto tra noi garantirebbe che l’uso di ogni cosa sarebbe solo a beneficio di tutti e mai per recare danno.