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L’appello del principe William a dimenticare lo spazio e a concentrarsi sulla Terra non la salverà

In un’intervista su NBC News, il Principe William ha detto che “Abbiamo bisogno che i più grandi cervelli e menti siano concentrati nel cercare di riparare questo pianeta, non nel cercare di trovare il prossimo posto dove andare a vivere”. Aggiungendo che “vediamo l’aumento dell’ansia climatica”, il principe sottolinea che “i giovani crescono in un luogo praticamente sotto minaccia perenne”. E’ vero che il futuro sembra cupo, ma “riparare” la Terra non aiuterà, dato che non c’è nulla di sbagliato in essa. C’è molto di sbagliato nelle persone che ci vivono: sono loro la causa del “malfunzionamento” della Terra e sono loro che devono essere riparati. Qualsiasi altra idea è inutile,  uno spreco di tempo che creerà ulteriori danni al pianeta. 

L’inquinamento dell’acqua, del suolo e dell’aria della Terra e l’esaurimento delle sue risorse sono solo due forme di sfruttamento su innumerevoli, che la razza umana sta attuando ovunque. Infliggiamo lo stesso livello di danno alla nostra stessa specie, a nazioni e gruppi etnici svantaggiati, così come ad altri animali, uccelli e pesci. In effetti, causiamo danni ovunque andiamo e qualunque cosa facciamo.

La base di tutte le nostre relazioni è l’interesse personale. Tale base detta solo due atteggiamenti verso tutto ciò che ci circonda: usarlo o fuggirlo. In effetti, è uno stato di guerra costante di cui siamo per lo più inconsapevoli, salvo rari momenti di sincerità con noi stessi.

Dato che questa è la nostra unica motivazione, stiamo danneggiando non solo la terra, ma ogni sfera di coinvolgimento umano.  Per comprendere il danno causato dal  nostro atteggiamento egocentrico, basta pensare alle cellule cancerogene.  Queste cellule solitarie crescono senza considerare le cellule che le circondano, afferrano i vasi sanguigni e prendono più nutrienti e ossigeno possibile, “affamando” di conseguenza le cellule che le circondano, uccidendo gli organi dove crescono.  Dopo, “migrano” ad altri organi e infliggono lo stesso danno anche lì fino a quando il corpo muore insieme al cancro. 

Ci siamo già “metastatizzati” in tutto il pianeta. Abbiamo contaminato ogni cosa, luogo e impegno con il nostro atteggiamento maligno,  ora stiamo cominciando a renderci conto che stiamo per morire insieme al nostro pianeta.

Ma concentrarsi su un sintomo, anche uno così doloroso come il cambiamento climatico, non curerà il cancro, che è il nostro ego. Per curare il nostro ego, dobbiamo accettare la diagnosi che il nostro ego è il problema e decidere di combatterlo  fianco a fianco. Se il principe William e altri personaggi di spicco cominciassero a sollecitare l’unità tra tutte le persone, per superare le nostre differenze e instaurare  considerazione e  rispetto tra tutti, vedremmo un vero cambiamento per il meglio. Siamo un unico sistema completo, proprio come lo sono i nostri corpi.

Dunque, finché conserviamo la cultura del “Io! Io! Io!” non cambierà nulla. Se non accettiamo che dobbiamo imparare a prenderci cura degli altri e sviluppare la responsabilità reciproca piuttosto che la responsabilità per noi stessi, allora è meglio prepararsi al peggio.

Didascalia foto:
Il principe William sul palco, durante la prima cerimonia dei premi Earthshot all’Alexandra Palace di Londra, Gran Bretagna 17 ottobre 2021. Foto scattata il 17 ottobre 2021. Yui Mok/Pool via REUTERS

Due nazioni in un solo paese. Praticamente impossibile

È molto doloroso vedere quello che sta succedendo in Libano in questi giorni: religioni diverse e di fatto nazioni diverse, che rivendicano la sovranità sullo stesso piccolo pezzo di terra e si odiano a morte. Il Libano è la prova che due nazioni non possono condividere un paese. La storia lo ha dimostrato e ora, purtroppo, il Libano lo sta dimostrando di nuovo.

Non è che la convivenza sia impossibile, ma il fatto è che nessuno lo vuole fare dato che richiede di innalzarsi al di sopra del proprio ego e la gente preferisce morire piuttosto che abbandonare il proprio egoismo.  

Per questa ragione, un paese può mantenere una stabilità relativa soltanto se è presente una sola nazione e si possa vivere insieme come una grande famiglia o clan.  Se esiste un senso di parentela, la gente accetterà di fare delle concessioni. Altrimenti non concederà nulla. 

Ci sono problemi persino nei paesi omogenei.  Comunisti, socialisti, capitalisti, e ogni genere di “isti” e “ismi” hanno i loro disaccordi, ma se hanno un’unica origine, troveranno modo di andare d’accordo, o almeno fare pace dopo uno scontro.  In assenza di un’ascendenza comune, non ci sarà alcuna base per  la riconciliazione, e la disintegrazione sarà una certezza.

Nonostante l’evidente mancanza di speranza, le nazioni stanno migrando a milioni. Dall’Africa, dall’Asia e dall’America Latina, milioni di persone attraversano a piedi le frontiere e i continenti in cerca di un futuro migliore. La fusione delle nazioni sta avvenendo indipendentemente dalle probabilità. Quindi, se vogliamo evitare un enorme scontro in Europa e negli USA, dobbiamo imparare a innalzarci al di sopra dei nostri ego e generare fratellanza dove non esiste ancora.

Chiaramente, è un processo lungo e delicato, ma è imperativo per la sopravvivenza dell’umanità. Dato che stiamo già vivendo insieme, senza imparare a farlo con successo, ci distruggeremo e distruggeremo i nostri paesi.

Eviteremo la catastrofe solo se ci sarà un ampio consenso per superare le nostre differenze e formare una nuova identità comune che tutti possiamo adottare. Le radici del cataclisma sono state seminate, i germogli sono spuntati, ma la tempesta non è ancora iniziata. Spetta a tutti prendere una decisione comune per disperdere le nuvole di odio e salvarci dal diluvio.  C’è ancora tempo, ma solo qualche anno, al massimo.

Un viaggio tanto atteso

Domanda: Airbnb, società che prenota alloggi in tutto il mondo, ha pubblicato un report con le previsioni per il mercato dei viaggi per il 2021. Credono che i viaggi d’affari non torneranno. Inoltre le persone viaggeranno spesso in auto e non lontano da casa. Il cinquantadue percento preferirebbe lasciare i telefoni a casa. I turisti non vogliono perdere tempo sulle foto e pubblicarle sui social network, non sono interessati e, inoltre, in modo che nessuno si possa connettere con loro.

Allo stesso tempo, la maggioranza dei turisti è di nuovo pronta per nuovi viaggi, e il 54% ha già prenotato i biglietti o sta programmando un tour oggi.

La prima domanda è questa: come si spiega la voglia di viaggiare anche se siamo minacciati da contagio? Non abbiamo imparato la lezione dal coronavirus?

Risposta: Il fatto è che non viviamo semplicemente perché esistiamo, come i gatti che si sdraiano al sole e si crogiolano. Viviamo ancora di appagamento.E poi compro un biglietto per qualche luogo, forse non lontano, ma all’estero, dove qualcosa è nuovo, diverso, ed ho una sensazione diversa, e sto viaggiando.

Domanda: E il coronavirus non può fermarlo? Vive in una persona?

Risposta: Vive nella persona. Penso che le persone cominceranno a viaggiare dopotutto. Sarà possibile viaggiare in alcuni paesi, e forse in tutti. E si  uscirà da questo stato.

Senza viaggio, non c’è modo di rinnovarsi. Quando entri in un ambiente sconosciuto, diventi un bambino. E questo stato di incuria, sorpresa e scoperta è molto importante per una persona. Inoltre, se è già in età avanzata (vecchio come un piccolo bambino), allora è molto importante per lui, si sta rinnovando.

Domanda: Tu sei come un bambino quando viaggi?

Risposta: Sicuro. Oggi andremo lì, poi andremo qui e faremo qualcos’altro! Questo infantilismo che si risveglia in noi, una sorta di spensieratezza, è proprio ciò che ci attrae.

Domanda: Ma se possiamo viaggiare nel nostro mondo interiore, vedremo un mondo luminoso lì?

Risposta: In questo vedremo tutto! Vedremo la cosa più importante: la causa e l’effetto di tutto ciò che accade. Sono un grande ottimista. Accadrà e succederà molto rapidamente, e lo vedrò insieme a tutta l’umanità.

Verremo a scoprire tutta la profondità della natura nella sua vera forma. Vedremo tutte le cause e gli effetti, tutto ciò che accade, tutto ciò che produciamo in natura, quali reazioni risvegliamo e perché. In generale, vedremo tutto di fronte a noi, tutti i mondi immensi, e tutto questo sarà nella nostra realizzazione.

Questo è precisamente l’appagamento interiore di una persona, sopra di questo non c’è nulla, non c’è niente di più completo di questo, e questo cattura una persona così tanto che non ha più bisogno di niente. Questa non è una restrizione o una sosta lungo la strada, è davvero tutto quello per cui una persona è stata creata.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 2/8/21

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Il conflitto tra Cina e Taiwan è reale?

Durante il primo fine settimana di ottobre più di centocinquanta jet da combattimento cinesi sono entrati nello spazio aereo di Taiwan. Da parte loro, i Taiwanesi hanno dichiarato che si stanno preparando alla guerra con il paese gigante vicino e gli Stati Uniti hanno esortato la Cina a interrompere le sue intrusioni provocatorie. Anche se la tensione aumenta in maniera sconcertante, personalmente credo che sia un conflitto piuttosto fasullo tra due parti della stessa nazione, ed è nell’interesse di altre nazioni metterle in conflitto tra di loro.

In ogni caso, credo che quando la Cina lo vorrà, le due nazioni si riuniranno, Taiwan si unirà alla Cina e la Cina stessa cambierà di conseguenza.

Se non altro, forse l’intenzione della Cina nelle sue incursioni aeree non era quella di spaventare Taiwan, ma di provocare gli Stati Uniti, il protettore dichiarato di Taiwan.  Non si tratta di un interesse territoriale e tutta la tecnologia che possiede Taiwan, la possiede anche la Cina.  Sono certo che ci sia un secondo fine, non riportato dai media, ma in ogni caso, non vedo motivo per una guerra.

Dobbiamo capire che la Cina non è semplicemente un’altra nazione. È una repubblica colossale con una popolazione di più di 1,4 miliardi di persone.  Queste persone provengono da culture, religioni, stati sociali e modi di vita diversi, spesso contrastanti.

Pertanto, il governo cinese deve mantenere una forma molto rigorosa di governo per tenere il paese sotto controllo. E’ detto che non dovremmo giudicare gli altri finché non ci troviamo nei loro panni. Quindi non mi affretterei a dare un giudizio sulla Cina.

Inoltre se la Cina volesse veramente riprendersi Taiwan, lo farebbe, e nessun alzerebbe un dito per fermarla. Gli Stati Uniti, l’Europa, la Russia, nessuno di loro si preoccupa di Taiwan e certamente non rischierebbero di andare contro la Cina. Se la Cina decidesse di conquistare Taiwan, ci sarebbero proteste, ma sarebbero semplicemente parole ipocrite.  In più, il fatto che Taiwan sia ancora un paese sovrano dimostra che la Cina non ha interesse nel riprenderlo.

In generale, penso che stiamo entrando in una nuova era. L’intero concetto di stato-nazione si sta dissolvendo. Oggi non c’è altro che una bandiera e un inno.

Molti anni fa, ero nell’Irlanda del Nord, mentre stavano ancora combattendo per l’indipendenza dal Regno Unito.  Ho persino partecipato a una manifestazione facendo finta di essere orgoglioso di essere uno di loro.

Ma quei giorni sono finiti.  Il mondo sta diventando più circolare, tutti sono connessi con gli altri e l’intero concetto di confine sta perdendo il suo significato.  Se non fosse per i trafficanti di droga e per la  difesa, non ci sarebbe alcun motivo di barriere tra le nazione.

Credo che il mondo sia diretto verso una destinazione migliore, un’esistenza più collaborativa. Dovremo subire ancora dei colpi, ma alla fine comprenderemo che c’è una traiettoria ben definita, verso l’unione e la coesione.  Se lo comprendiamo, il nostro avanzamento sarà più spontaneo e più piacevole.

Inquinando il campo in cui viviamo

Oggi, 13 ottobre, è la giornata internazionale delle Nazioni Unite per la riduzione del rischio di disastri. Quest’anno ci sono già stati più disastri di quanti se ne possano contare. Inoltre, hanno colpito il mondo intero, non solo i paesi del terzo mondo o altre aree soggette a disastri, ma ogni continente e praticamente ogni paese. Incendi, inondazioni, tempeste, terremoti, eruzioni vulcaniche, e un virus capriccioso, abbiamo avuto tutto, e l’anno è tutt’altro che finito. Domani, l’ONU discuterà su cosa possiamo fare per prevenire questi disastri, ma non parlerà di ciò che li causa: noi, l’umanità, che inquiniamo tutta la realtà con i nostri pensieri e intenzioni disgustosi.

Per qualche ragione, sfugge alla nostra consapevolezza che i molteplici disastri che abbiamo vissuto e che continuiamo a vivere hanno un’origine comune. Sappiamo già che tutto nella realtà è connesso e tutto influisce su tutto il resto. Sappiamo anche che un’unica cattiva deliberata volontà esiste negli esseri umani. Perché, allora, è così difficile per noi vedere che questo unico elemento intrinsecamente negativo è l’origine di tutto ciò che è negativo nel nostro mondo?

Esistiamo in un campo di forza cosmica, che ha creato il mondo materiale collegando elementi in composizioni sempre più complesse. Eppure, di tutte le sue creazioni, solo una ha coscienza, uno scopo nelle sue azioni che va oltre la soddisfazione dei bisogni immediati ed essenziali per la sopravvivenza: l’uomo.

Attraverso le nostre intenzioni di ricchezza, gloria e potere, abbiamo sviluppato tecnologia, strutture sociali, arte, religione o, in una parola, civiltà. Tuttavia, abbiamo creato una civiltà così egocentrica che sta cominciando da implodere. Se non cominciamo a sincronizzare le nostre intenzioni con il campo che ci ha creato e ci sostiene, non sopravviveremo. Proprio come il campo connette tutto, così noi dobbiamo connetterci. A meno che non cambiamo la nostra natura da egoistica a premurosa e inclusiva, saremo espulsi da questa realtà, come è successo a ogni elemento che non ha coinciso con le leggi della creazione.

Può sembrare che dobbiamo passare attraverso un processo doloroso di rinuncia ai piaceri per coincidere con la natura, ma questa è un’illusione. Non rinunceremo a nulla; guadagneremo conoscenza, potere, comprensione, sicurezza e sostegno emotivo da parte di tutti. Vivremo in una società in cui le persone si prendono cura l’una dell’altra.

È un mondo veramente diverso da quello che conosciamo oggi. Se sembra che il nuovo mondo sia inquietante è solo la rappresentazione del nostro ego che rifiuta di rinunciare alla sua sovranità sulle nostre menti. Ma per il nostro bene, dovremo lasciarlo andare.

Se ci sosteniamo reciprocamente in questo processo, saremo in grado di trasformare la nostra attitudine. Come risultato, tutta la nostra realtà cambierà e salveremo noi stessi e il nostro pianeta. Se stiamo cercando un modo per ridurre, e persino prevenire i disastri, questo è l’unico modo che c’è.

Didascalia della foto:
Una vista aerea di una fattoria a nord di Council Bluffs, Iowa, sommersa dalle acque del fiume Missouri 24 giugno 2011. REUTERS/Lane Hickenbottom

Perché dovrei perdonare?

Domanda: Lyudmila ci scrive : “Non so come perdonare. Credo inoltre che ogni azione dovrebbe essere punibile.  Ma se riuscissi a perdonare, penso che sarebbe molto più semplice, emotivamente.  Si può imparare a perdonare?”

Risposta: Possiamo imparare a perdonare soltanto se capiamo quanto sia malvagia la nostra natura.

Una volta che capisco ciò che sono: un egoista, che si dimentica degli altri, che non ricambia mai la gentilezza, e così via, allora arrivo a uno stato dove causo ogni effetto negativo su di me.  Quindi, non ho nessuno da perdonare.  Devo solo pensare pensieri positivi verso gli altri.

Commento: Quello che hai appena detto: “Che causo effetti negativi su di me”. E’ spaventoso.

La mia risposta: Certamente, sono io a causarlo.  In che altro modo?  Con la mia natura egoistica, trasformo la natura intera contro di me.  Quindi, ne consegue che devo cambiare me stesso, o almeno devo voler cambiare me stesso anche se non è possibile realizzarlo.  E poi tutto cambierà.  Il mondo in realtà non è altro che le relazioni tra di noi.

Domanda: Quindi inizio a capire che i criminali sono tutti dentro di me?

Risposta: certamente

Commento: non appena cambio questo, tutto il resto cambierà intorno a me?

Risposta: dipende tutto da me.

Domanda: Questa formula funzionerà se capisco veramente che devo cambiare e allora tutto ciò che mi circonda cambierà?

Risposta: Non cambia immediatamente, quando vogliamo. Ma in ogni modo cambia.

Domanda: Dato che esiste un processo tale, l’umanità non ha scelta se non seguirlo?

Risposta: L’umanità deve convincersi prima di tutto che non esiste altro modo. Solo allora seguirà esclusivamente il processo.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Dr. Michael Laitman” 6/24/21

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Il permafrost si sta scongelando(ed è una pessima notizia)

Il permafrost, lo strato di terreno congelato che ha ricoperto la tundra artica per millenni, sta accelerando il suo disgelo. Diversi anni fa, gli scienziati avevano notato che il ghiaccio che credevano non si sarebbe mai sciolto, stava diventando velocemente più sottile.  Nel 2017, la BBC ha pubblicato un articolo di Jasmin Fox-Skelly. “Abbiamo gli antibiotici da quasi un secolo”, scriveva, “Ma, cosa succederebbe se fossimo improvvisamente esposti a batteri letali e virus assenti da migliaia di anni, o che non abbiamo mai incontrato prima d’ora? Forse lo stiamo per scoprire” conclude.  “I cambiamenti climatici stanno sciogliendo i terreni del permafrost che sono stati congelati per migliaia di anni, e con lo scioglimento dei terreni, abbiamo il rilascio di virus antichi e batteri che, dopo essere stati inattivi, stanno ora tornando in vita”.

Forse non ne siamo consapevoli, ma il potenziale distruttivo di questi germi sovrasta i danni causati dal virus attuale.  Potrebbero veramente mettere a rischio l’umanità dato che non abbiamo alcun immunità contro questi microrganismi, poiché non esiste nulla di simile che potrebbe prepararci al loro arrivo. 

Inoltre, mentre gli scienziati temono il risveglio di virus e batteri,  credo che ci potrebbero essere forme di vita ancora più complesse in grado di ritornare dall’estinzione.  Pesci, rane e persino uccelli potrebbero improvvisamente apparire. Non abbiamo idea di ciò che giace dormiente sotto il ghiaccio, e che il riscaldamento globale sta gradualmente facendo rivivere. 

Dobbiamo renderci conto che la natura è un unico sistema chiuso. Nulla finisce in essa, e nulla inizia. Quando i tempi sono maturi le cose si manifestano, quando i tempi sono maturi, svaniscono, aspetta solo che sia il momento per riapparire. 

I cambiamenti che infliggiamo alla natura fanno accadere le cose più velocemente e in modi che non possiamo capire. Quindi, l’unica certezza è che l’inatteso si manifesterà, anche se non possiamo anticipare come si svolgerà, quale forma assumerà, quanto velocemente apparirà e quali conseguenze avrà. L’unica cosa che possiamo dire con certezza è che non saremo preparati, dato che non ci si può preparare allo sconosciuto e all’imprevedibile.  

Anche se non ci possiamo preparare all’imprevedibile, possiamo prevenire il suo arrivo.  Dato che  il cambiamento climatico sta sciogliendo il permafrost artico, e noi, secondo la maggior parte degli scienziati, ne siamo la causa, possiamo annullare i danni che stiamo causando al clima eliminando la causa. 

Gli scienziati attribuiscono il cambiamento climatico alle emissioni di gas e altri fattori causati dall’uomo.  Ma questa visione ignora una questione chiave: la natura è un sistema completo, chiuso e interdipendente, non un cumulo di elementi separati.   Dato che ogni cosa ha un effetto su ogni altra cosa, un malfunzionamento di un elemento nel sistema interrompe tutta la natura, causando squilibri all’intero sistema. Ripara quell’elemento e avrai ripristinato l’equilibrio della Terra.

Quando si guarda il mondo, c’è evidentemente un solo elemento disfunzionale in tutto ciò: l’umanità. Siamo così corrotti che non riusciamo nemmeno ad ammettere che siamo noi il motivo dei disastri che ci colpiscono.  Il padre del mio maestro, il grande kabbalista Yehuda Ashlag (conosciuto anche come Baal HaSulam), ha paragonato la natura umana all’angelo della morte: Ci spinge a bere un nettare mortale. Anche se quella goccia è posta sulla punta di una spada, siamo troppo deboli per resistere. Apriamo la bocca, portando la punta della spada alla bocca, e lasciamo che la goccia letale ci cada in gola.  

Non ci siamo ancora, ma ci stiamo avvicinando velocemente.  La nostra unica arma è la consapevolezza della nostra natura e il sostegno reciproco nell’agevolare il cambiamento. Se ci aiutiamo a vicenda ad elevarci al di sopra della nostra natura autodistruttiva, che ci uccide proprio concentrandoci solo su noi stessi invece che sul sistema in cui viviamo, allora possiamo salvarci. Se ci ostiniamo a pensare solo a noi stessi in questo momento, periremo. 

Siamo l’unico essere che ha una volontà deliberata, un’intenzione di fare del male, possedere, dominare, umiliare e immortalarsi. Questa intenzione è la radice di tutti i cataclismi che colpiscono il nostro pianeta e l’umanità. Se ci aiutiamo l’un l’altro a costruire una società equilibrata e armoniosa, equilibreremo tutta la natura, poiché riparerà l’unico elemento rotto nella realtà. Se evitiamo il compito e ci attacchiamo al nostro ego, nessun rimedio ci salverà dal disastro.

Didascalia della foto:
Un cucciolo di leone delle caverne, soprannominato Boris, che è stato trovato conservato nel permafrost della Siberia, è mostrato in questa foto senza data scattata nel 2020, a Yakutsk, in Russia. REUTERS/Innokenty Pavlov

Svelare l’11 settembre. Il caso per trovare la verità sfuggente

Sono totalmente favorevole alla declassificazione dei documenti relativi all’attacco terroristico del 11 settembre 2001. Purtroppo, in mancanza di un impegno di mantenersi a un scadenza o di rivelare qualsiasi contenuto, la mossa di declassificazione dei documenti sembra più dichiarativa che sostanziale. 

Secondo la lettera del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti d’America, l’FBI “riesaminerà le dichiarazioni di segreto precedenti per individuare le informazioni supplementari appropriate per la divulgazione.  L’FBI divulgherà tali informazioni il più rapidamente possibile”.

La cortina di fumo che circonda gli attacchi dell’11 settembre è un esempio degli errori che il governo continua a commettere.  Nascondere la verità, qualunque essa sia, su qualsiasi evento nella storia, ci impedisce di arrivare alle conclusioni corrette per il futuro e ne pagheremo il prezzo. 

Come nel caso della decisione di declassificare i documenti dell’11 Settembre, il motivo per la declassificazione è spesso per motivi di risarcimento monetari0. Tuttavia, un indennizzo di qualsiasi tipo non ci dice cosa è successo veramente e, se non sappiamo cosa è successo, ci manca la lezione più importante: cosa dovremmo fare per evitare che simili disgrazie accadano in futuro. 

Ogni catastrofe, disastro, sconfitta nella storia, viene interpretata diversamente da persone diverse, secondo la loro prospettiva personale.  Quindi, anche dopo la rivelazione della “verità”, dobbiamo continuare a cercare una verità “più vera”, ragioni più approfondite e nuovi discernimenti, dato che ci sarà sempre qualcos’altro da scoprire. 

Per me, la ragione per esporre la verità non è quella di incolpare qualcuno. La natura umana è marcia dal profondo, come sappiamo dai tempi della Bibbia, quindi non mi aspetto che le persone siano giuste o che credano che il risarcimento faccia del bene a qualcuno.  Il motivo per il quale credo che dovremmo sempre cercare la verità è perché non possiamo costruire un futuro migliore, se non conosciamo il nostro passato.

Più sappiamo sul perché le persone fanno quello che fanno, qual è la loro natura, cosa le muove e perché, più saremo in grado di costruire una società stabile e solida. La trasparenza è la chiave per la corretta costruzione di una società. Se non ci nascondiamo nulla, potremo comunicare più facilmente, sapremo cosa aspettarci l’uno dall’altro, cosa evitare e come rafforzare i nostri legami.

Ecco perché penso che la verità sia importante. Non per vendetta o indennizzo, ma come lezione per il futuro.

Sdraiarsi e disconnettersi

Domanda: La cultura del “tang ping,” uno stile di vita passivo senza stress e carrierismo, sta guadagnando popolarità tra la gioventù Cinese.“Tang Ping” significa “ sdraiarsi e spegnere.” Questa è la salvezza dalla pressione della società, che spinge i giovani a cercare lavoro, a lavorare sodo e a costruirsi una carriera, com’è di consuetudine in Cina.

Il termine “tan ping” è stato utilizzato dall’autore di un post che ha scritto di non aver lavorato negli ultimi due anni e di non considerarlo un problema. Invece di inseguire il successo, ha deciso di “sdraiarsi”.

Dici che questo non è sempre un male?

Risposta: Questo non è un male. E’ meglio capire: Cosa vuoi esattamente? Per cosa? Perché? E’ solo dopo, se ne vale davvero la pena per te e per il mondo, per non bruciare carburante, per non inquinare l’aria, calcola attentamente qual è il significato del tuo lavoro. Danneggi l’ambiente, inclusa, la materia, vegetale, animata, e umana, la società, e così via?

E dopo, fai questo lavoro. Immagina quale può essere il risultato del tuo lavoro. Allora vedrai che forse non fare nulla è davvero la cosa migliore da fare per tutta l’umanità. E anche il fatto che tu esisti e consumi alcune calorie non è importante. Non stai causando danni.

Domanda: Ma come provvederò alla mia famiglia?

Risposta: Provvederemo noi per te. Se non produci eccessi, ma solo il necessario per tutti noi, per tutta l’umanità, ci basterà alzarci dal divano e lasciare il telefono, o anche non lasciarlo, per un’ora alla settimana, a settimana! E andrà tutto bene.

Domanda: Ci sarà qualcosa da mangiare un tetto sotto cui vivere?

Risposta: Ci sarà assolutamente tutto li per te. Fermate tutte queste navi e locomotive a vapore che sfrecciano in giro per il mondo e consegnano tutti i tipi di spazzatura di cui nessuno a bisogno. Solo chi fa soldi ha bisogno di questi pezzi di carta, e poi li buttano nel nulla.

Domanda: Quando dici che una persona dovrebbe vivere come necessario, non significa un equalizzazione, che abbiamo già attraversato tempo fa?

Risposta: L’equalizzazione è quando ti viene imposta. E non mi interessa., non mi confronto con nessuno. Non ho paura che avrò lo stesso del mio vicino. Non guardo al fatto di avere gli stessi mobili, lo stesso cibo, gli stessi vestiti, non importa.

Domanda: Perché vivo in modo da non guardare gli altri? Cosa è cambiato in me?

Risposta: Perché ho il mio mondo, l’interiorità, in cui vivo. E pertanto non sento che qualcuno mi stia sopprimendo. Al contrario, mi forniscono delle condizioni. L’ambiente, la società, tutti insieme ci procuriamo le condizioni per lo sviluppo interno. E non richiede calorie.

Domanda: Quando entrerà una tale comprensione, ridurrà automaticamente tutto al necessario, e il necessario mi basterà?

Risposta: Si.

 

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Dalla trasmissione di KabTV “News with Michael Laitman” 6/10/21

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La relazione Israele-Polonia: dovremmo concentrarci solo sulla correzione

Alcuni giorni fa il parlamento polacco ha approvato la legge contro la restituzione dei beni confiscati durante l’Olocausto “progettata per porre fine alle richieste di restituzione delle proprietà e di risarcimento per le proprietà confiscate dal regime comunista del paese negli anni ’40 e ’50, compresa quella dei sopravvissuti all’Olocausto” , scrive Jeremy Sharon nel Jerusalem Post. Due giorni dopo, Israele ha richiamato il suo inviato dalla Polonia per protestare contro la nuova legge e gli Stati Uniti e Israele hanno dichiarato che stavano coordinando la loro risposta alla legge anti-restituzione.

Non serve conoscere i dettagli degli argomenti sulla restituzione per sapere che l’antisemitismo è molto diffuso in Polonia.  E’ anche ben documentato che i Polacchi parteciparono all’uccisione degli Ebrei durante la seconda guerra mondiale.

In ogni modo, credo che focalizzarsi sulle colpe del popolo polacco e declassare il livello delle relazioni diplomatiche con la Polonia per la questione non sia il modo giusto di gestire la situazione.  Non renderà la Polonia meno antisemita, e non aiuterà a commemorare l’Olocausto  L’unica cosa che fa è infangare il nome di Israele.

Credo che se vogliamo veramente fare del bene a noi stessi e al mondo, dovremmo focalizzarci sulla correzione del futuro, il che significa, prima di tutto, correggere noi stessi.  Questo è l’unico passo che possiamo fare che porterà a buoni risultati. Tutto il resto avrà soltanto esiti negativi.

Il popolo d’Israele, che ne sia consapevole o meno, un tempo era in possesso di un metodo che ha cambiato la natura umana dall’inclinazione al male che è in noi fin dalla nostra giovinezza, come scrive la Torah (Gen. 8:21), in una natura di dazione e unione. Questo metodo permise ad Abramo di unire i nomadi che si erano riuniti intorno a lui per sentire i suoi insegnamenti sulla gentilezza e la misericordia.  Questo metodo aiutò Mosè  a rivolgersi agli Israeliti fuggiti dall’Egitto a una nazione dopo essersi impegnati  a unirsi “come un unico uomo con un unico cuore”.  Questo metodo ci rese “come una luce per le nazioni” nel III secolo A.C quando Tolomeo II, re d’Egitto, invitò settanta saggi da Gerusalemme a tradurre la loro saggezza dall’ebraico in greco.

Allo stesso tempo l’abbandono di questo metodo ci ha portato Nabucodonosor, che distrusse il Primo Tempio, mandando in esilio il popolo di Israele in Babilonia. L’abbandono di questo metodo ha portato su di noi anche l’Impero Seleucide, la cui cultura ellenistica ha minacciato di dissolvere l’unità ebraica e che ci ha inflitto una sanguinosa guerra civile.

Alla fine, l’abbandono del metodo di unione ci ha portati Tito e la sua legione romana, che distrusse ciò che era rimasto di Gerusalemme dopo che ci distruggemmo tra di noi all’interno delle mura della città.  Se non avessimo rinunciato al metodo di  connessione di Abramo, che trasforma individui egocentrici in esseri umani premurosi come Abramo stesso, le nostre cronache sarebbero state totalmente diverse.

Ma non dobbiamo commiserarci;  dobbiamo fortificare il nostro futuro.  Come allora, ora la nostra forza si trova nella nostra unione. Se ci innalziamo al di sopra del nostro (intenso) odio reciproco, nessun nemico potrà perseguitarci. Se cerchiamo di coprire il nostro odio con amore, come suggerito dal Re Salomone (Prov. 10:12) forgeremo un’unione solida che brillerà come un faro di speranza per tutta l’umanità, che vedrà che i nemici possono davvero diventare amici.

Quando il nostro esempio accenderà la luce fioca sulle relazioni internazionali dell’umanità, il mondo giustificherà la nostra presenza nella terra di Israele e ci sosterrà in ogni modo possibile. In quel momento, non avremmo bisogno di lottare per la restituzione, lotteremo contro i nostri ego, per innalzare l’unione al di sopra dell’odio, e il mondo intero ci sosterrà nella nostra lotta per garantire il nostro successo.

L’Olocausto ha rivendicato la vita di milioni del nostro popolo, compreso la maggior parte dei membri della mia famiglia.  Se vogliamo fare giustizia alla loro memoria, dare alla loro vita un significato permanente, dobbiamo prendere il lascito del nostro popolo, una realtà vivente, una realtà di unione al di sopra della divisione, amore al di sopra dell’odio, ed essere una prova vivente che persone di culture, lingue, valori e obiettivi  diversi possono diventare un’unica nazione solida. Saremo una nazione fiera e rispettata soltanto quando mostriamo che “Ama il prossimo come te stesso” non è uno slogan vuoto, ma la nostra realtà e lo scopo della vita .

Per ulteriori informazioni su questo argomento, vedete il libro The Jewish Choice: Unity or Anti-Semitism, Historical facts on anti-Semitism as a reflection of Jewish social discord.

 

Didascalia della foto:

Il primo ministro della Polonia Mateusz Morawiecki arriva per un incontro bilaterale a Bruxelles, Belgio, 13 luglio 2021. REUTERS/Pascal Rossignol/Pool