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A un passo dalla guerra

Non sono un politico. Guardo il mondo solo dal punto di vista della correzione, e il mondo potrà essere corretto soltanto quando tutte le nazioni si uniranno.  Da questa prospettiva, ciò che sta succedendo oggi tra la Russia e l’Ucraina è molto negativo.  Spero e prego che la questione non si aggravi fino a diventare una vera e propria guerra.  In ogni caso, gli eventi fino a ora indicano quanto abbiamo ancora bisogno di correggere noi stessi prima di poterci connettere, in maniera positiva, con gli altri.

Non esistono vincitori in guerra.  Quando si giudica soltanto dal proprio punto di vista, non si può giudicare correttamente.  Quindi, in questo conflitto nessuno ha ragione, anche se tutti credono di averla, altrimenti non ci sarebbe alcun conflitto.

Peggio ancora, anche se si volesse guardare la questione dalla prospettiva dell’altra parte, è impossibile farlo se lo sforzo non è reciproco.  Ma con una tale sfiducia e ostilità  tra le due parti, come si può cercare di esaminare la situazione dalla prospettiva dell’altro?

Quindi, dal momento che non c’è speranza, non dovremmo concentrarci su chi ha ragione e chi ha torto in questo conflitto, ma sul costo della guerra e sul fatto che l’unica vera soluzione è che entrambe le parti superino il loro rancore, costruiscano la fiducia e alla fine consolidino il calore tra loro.

In generale, le guerre sono andate “fuori moda”, per così dire; semplicemente non risolvono più i problemi. Non è che ci sia meno inimicizia e odio, ma le guerre stanno assumendo nuove forme. Abbiamo provato le armi nucleari, abbiamo provato le armi chimiche, e abbiamo capito che non possiamo usarle. Cosa ci rimane, proiettili e pallottole? Per quanto possiamo desiderare di distruggere i nostri nemici, vediamo che le guerre oggi non possono più svolgersi come una volta.

Viviamo in un’epoca diversa. Credo che ci stiamo avvicinando ad uno stato in cui possiamo capire che l’unica soluzione possibile a tutti i conflitti è correggere le nostre relazioni reciproche. Solo quando ci renderemo conto che non c’è speranza nel litigare su chi ha ragione, e che l’unica soluzione è fare la pace al di sopra del conflitto e nonostante esso, sarà possibile porre fine alle guerre e inaugurare una nuova era di pace e fratellanza nelle cronache dell’umanità.

Perché documentare la nostra morte quando possiamo costruire la nostra vita?

Secondo la Reuters, “scienziati ed artisti australiani stanno cercando di rendere il mondo responsabile per il futuro della Terra, creando un “indistruttibile” dispositivo di archiviazione in grado di registrare il modo in cui l’umanità ha gestito la crisi del cambiamento climatico.”

Il dispositivo, che hanno soprannominato “la scatola nera della Terra”, registrerà “ogni passo che l’umanità fa per avvicinarsi o per allontanarsi dall’imminente catastrofe climatica.”

Comprendo che la gente abbia bisogno di lasciarsi qualcosa dietro le spalle e posso capire perché pensano che presto moriremo tutti. Ma cosa intendiamo dimostrare, quanto siamo stati stolti?  Cosa abbiamo da poter mostrare che farà sì che i futuri abitanti della Terra evitino gli errori? 

Ai miei occhi, dobbiamo concentrarci sul qui e ora, sulla costruzione delle nostre vite piuttosto che documentare le nostre morti. Dopo tutto, l’unica ragione per cui siamo vicini all’estinzione è la nostra incessante spinta a distruggerci a vicenda, ignorando il fatto che, nel frattempo, stiamo distruggendo l’intero mondo. Se solo smettessimo di cercare di distruggerci l’un l’altro, cesseremmo di distruggere il pianeta e andrebbe tutto bene.

Ora, prima di andarcene, dovremmo portare questa verità alla consapevolezza di tutti e iniziare a cambiare le nostre relazioni verso un sostegno reciproco e migliori connessioni. Possiamo costruire la solidarietà tra di noi, ma dobbiamo innanzitutto accettare che è necessaria per la nostra sopravvivenza. Altrimenti, i nostri ego ostinati non ci permetteranno di pensare a nessuno se non a noi stessi.

Anche questa iniziativa, che sembra una buona idea, ci porta nella direzione sbagliata: lontano dal pensare alla connessione e verso l’accettazione di una distruzione inevitabile. Non è inevitabile; non accadrà se ci concentriamo sulla promozione della solidarietà piuttosto che dell’ostilità.

Non dobbiamo documentare il passato, dobbiamo costruire il futuro. Possiamo costruire un magnifico futuro, ma possiamo costruirlo solo insieme. Se lo costruiamo gli uni per gli altri e non solo per noi stessi, tutti saremo sani e salvi e non ci sarà nessuna catastrofe climatica da documentare.

Didascalia della foto:
Scienziati costruiscono l’indistruttibile Scatola Nera  della Terra per registrare i cambiamenti del clima e della civiltà, 10 dic 2021 Credit: Earth’s Black Box/Cover Images

Un anno dopo. La polarizzazione sta ancora affondando l’America

Un anno dopo la presa d’assalto del Campidoglio Statunitense del 6 gennaio avvenuta durante la protesta elettorale del 2020, negli Stati Uniti prevalgono atteggiamenti polemici e si propaga un sentimento di sfiducia. Secondo un sondaggio dell’ABC/Ipsos, solamente il 20% degli Americani ha fiducia nell’integrità del proprio sistema elettorale (con un decremento circa del 50% dall’anno precedente). Sembra impossibile che Repubblicani e Democratici possano trovare un terreno comune per risanare la fiducia dei cittadini, ma su questa questione di fondamentale importanza non ci sono alternative.

Un anno fa, i sostenitori del precedente Presidente Donald Trump, invasero Capitol Hill nel tentativo di prevenire la ratifica di Joe Biden come capo di Stato. In quei giorni il paese era carico di tensioni sociali e profonde divisioni politiche che divisero gli Americani in due fazioni. Mentre metà della nazione celebrava con euforia ed eccitazione, l’altra metà si sentiva privata dei propri diritti, frustrata ed arrabbiata fino al punto di sospettare con veemenza la frode del processo elettorale.

Non è cambiato molto. Le ferite sono ancora profonde, scoperte e sanguinanti. Gli Americani restano divisi ed il divario sociale si è intensificato. Un recente sondaggio dell’università del Massachusetts rivela che il 71% dei Repubblicani considera illegittima la vittoria di Joe Biden, mentre invece il 91% dei Democratici crede che Biden sia stato legittimamente eletto.

Il problema non risiede nel fatto che diverse fazioni siano in disaccordo in quanto ci saranno sempre divergenze di opinioni. La vera minaccia risiede nell’estremismo. La diffidenza e le forti accuse reciproche stanno erodendo il tessuto sociale americano. In questo momento la situazione è talmente brutta che è difficile credere che possa peggiorare. Tuttavia, la frattura della politica statunitense ed il disaccordo tra la sua cittadinanza, rappresenta una opportunità unica affinché tutti possano acquisire la consapevolezza che non ci sarà alcuna possibilità di sopravvivenza nonché di prosperità futura se il paese non trova la strada dell’unità. 

In alternativa si prospetta uno scenario di costante conflitto che sicuramente esploderà in una totale spaccatura all’interno dell’America. Questo chiaramente, non porterà beneficio né alle diverse fazioni e né ai singoli. Oggi viviamo una realtà interdipendente ed interconnessa e danneggiare la barca che tiene tutti a galla, finirà semplicemente per trascinare tutti a fondo e questo accadrà talmente velocemente che non resterà alcuna possibilità di salvataggio. Attualmente ciascuna fazione è talmente occupata a remare nella propria direzione che non riesce neanche a notare che c’è un foro nella barca.

C’è la necessità di rivelare qualcosa che al momento non esiste: un comune denominatore capace di sanare la rottura. C’è un unico modo in cui le diverse fazioni possono ottenere questo ed è assieme. I Repubblicani guardano al lato economico, all’industria e alle forze militari mentre i Democratici guardano ai movimenti sociali ed alle proteste di massa, stimolando un linguaggio cortese per realizzare i propri programmi. E’ possibile vivere gli uni senza gli altri? No, questo non è possibile, una fazione non può cancellare l’altra; c’è bisogno che le due parti si compensino al fine di restituire la fiducia al sistema democratico.

I due partiti avversari e i relativi sostenitori, che attualmente percorrono traiettorie opposte, debbono cambiare direzione ed avvicinarsi e non perché provano un sentimento di reciproco amore o sintonia ma perché devono recuperare il loro interesse comune, la nazione. Vincere le differenze è nell’interesse di tutti per far sì che l’America rimanga a galla. 

Didascalia della foto:
I sostenitori di Trump protestano sui gradini del Campidoglio degli Stati Uniti a Washington il 6 gennaio 2021. Foto di Yuri Gripas/ABACAPRESS.COM

Il Freedom Convoy è una lotta di potere

Il Freedom Convoy è stato creato inizialmente per protestare contro le normative dell’obbligo vaccinale per poter superare il confine statunitense, ma in seguito si è trasformato in una contestazione delle restrizioni per il Covid-19 in generale. Mentre molti camionisti e attivisti che partecipano alla manifestazione sono in buona fede, le forze dietro di loro non hanno nulla a che fare con la libertà o la salute, e tutto a che fare con il potere e la ricchezza. 

È molto triste che una questione così importante come la nostra salute sia stata allontanata dal grande pubblico, oltre che dai professionisti sanitari, che sono coloro che dovremmo ascoltare. Invece, ogni parte, a favore e contro la vaccinazione obbligatoria e le normative riguardanti le mascherine, si muove a modo suo non a causa di preoccupazioni per la salute, per la maggior parte del tempo, ma perché le entità politiche e industriali stanno pagando fior di dollari affinché le persone sostengano il programma che le avvantaggia finanziariamente o politicamente.  Per quanto riguarda la salute pubblica, è irrilevante. Dato che non c’è profitto nel prendersi cura del pubblico, non c’è alcun motivo per promuoverlo. 

Per come la vedo io, l’unico beneficio delle lotte che si scatenano sui vaccini  e le mascherine è che ci porteranno a renderci conto della nostra vera natura. Alla fine, ogni parte è così concentrata sul vincere che è impossibile sapere chi ha ragione, chi ha torto, e addirittura se esiste la ragione e il torto in questo scontro. 

La risposta alle domande su chi ha ragione e su cosa è giusto fare arriverà solo quando cambieremo la società umana dalla base. Il virus sta dissolvendo il tessuto della società proprio per costringerci a ricostruirlo, e a ricostruirlo bene.

La ricostruzione della società deve iniziare nella parte più debole della società: dal nostro atteggiamento verso gli altri. Solo quando inizieremo a trattare gli altri prima di tutto con attenzione, e infine con premura, anche gli altri aspetti della società inizieranno a migliorare. Finché non inizieremo questa trasformazione, le cose continueranno a deteriorarsi. Se non invertiamo la rotta in tempo, la società crollerà.

La guerra, qualsiasi guerra, non porta mai alla pace. Una guerra finisce quando una o più parti perdono, o quando le parti esauriscono il potere, i fondi, i soldati, o qualsiasi combinazione di questi elementi. Non finisce perché le parti vogliono la pace.

L’unico modo per trasformare i nemici in amici è la possibilità di fornire spiegazioni. Quando la gente sarà troppo stanca per combattere, non avrà altra scelta che ascoltare. Allora sarà possibile parlare loro della dipendenza reciproca, dei benefici della cooperazione, dei vantaggi delle relazioni pacifiche, e di altre idee che l’orgoglio e la vanità evitano quando siamo forti.

È interessante notare che la parola ebraica per pace è shalom, che deriva dalla parola shlemut (completezza/complementazione). Significa che siamo in pace solo quando ci completiamo a vicenda e insieme formiamo un tutto. Per fare questo, dobbiamo guardare ogni problema da ogni angolo e abbracciare tutte le prospettive.

I nostri saggi hanno espresso questa nozione in vari modi, alcuni dei quali sono piuttosto poetici. Il libro Likutey Halachot (Regole assortite), per esempio, scrive: “La vitalità è principalmente attraverso l’unione, includendo tutte le differenze nella fonte dell’ unione. Per questo motivo, ‘Ama il tuo prossimo come te stesso’ è la grande regola … per includere nell’unità e nella pace. La vitalità, il sostentamento e la correzione di tutta la creazione derivano principalmente dal fatto che persone con punti di vista diversi vengano incluse insieme nell’amore, nell’unità e nella pace”.

Allo stesso modo, Raaiah Kook scrisse: “Qualsiasi divisione tra … una collettività e un’altra … costruisce mondi”. Poiché tutto è miglioramento e costruzione, non c’è motivo di parlare con acredine, ma di annunciare la magnificenza che entrambe le parti stanno attuando e che, insieme, stanno perfezionando la struttura eterna e stanno correggendo il mondo. Allora, … l’amore crescerà in accordo con l’intensità dell’odio, e la connessione crescerà in accordo con la grandezza della separazione”.

Solo se affrontiamo il nostro conflitto con questo atteggiamento positivo e propositivo,  avremo l’opportunità di trasformare le profonde divisioni nella società in un’unione ancora più grande. Se ci ostiniamo a combattere fino alla fine, la nostra società finirà prima che la battaglia finisca.

Didascalia della foto:
I manifestanti mostrano i cartelli durante la protesta contro l’obbligo vaccinale. I dimostranti si sono riuniti a Queen’s Park, Toronto, per il secondo fine settimana consecutivo in solidarietà con il Freedom Convoy dei camionisti, che protestano contro l’obbligo vaccinale. (Foto di Shawn Goldberg / SOPA Images/Sipa USA)

Ci sono solo due innamorati

Gli innamorati sono due. Il mondo intero intorno è lo scenario (Antoine de Saint-Exupéry).

Risposta: Questo è naturale perché non vedi nient’altro, se ami, ami solo una cosa o una persona e nient’altro. L’amore non può essere a 360 gradi. Può essere solo strettamente focalizzato. Non abbiamo altra scelta, nessun’ altra opzione. Prendi anche una madre che ama così tanto i suoi figli. Tuttavia, se abbiamo compreso appieno la sua condizione, allora probabilmente, tratta il più piccolo con più grande amore.

Domanda: Ma tutto il resto, per così dire, aiuta questo amore ed esiste solo per esso?

Risposta: Solo così, sì.

Domanda: E’ questo è il modo di amare?

Risposta: Amore spirituale implica un tale stato di una persona quando vede tutta l’umanità come un tutto unico, come una persona unita, e lo ama.

Perché scopre che con un tale atteggiamento a questa immagine comune, e unificata veda il Creatore in lui. Costruisce con Lui un tale sistema di comunicazione che inizia a sentire in questo tutta la natura, tutta l’umanità, tutto il presente e il futuro. Altre idee su il Creatore sono insostenibili.
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Da Kab TV “Notizie con Michael Laitman” 18/11/2021

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Scatena il potere della nonna

Una notizia di cronaca di Rachel Nuwer pubblicata su BBC Future, descrive un modo unico, comprovato, ed economico per sconfiggere la depressione in Zimbabwe. Con appena dodici psichiatri per una popolazione di sedici milioni di abitanti, anche i pochi che possono permettersi il trattamento, raramente  poi trovano un terapeuta a una distanza ragionevole.

Quindi, anziché professionisti, lo psichiatra Dixon Chibanda, direttore dell’Iniziativa di Ricerca della Salute Mentale Africana, ha ideato un sistema rivoluzionario, conosciuto come: “La panchina dell’amicizia”. Invece di cercare invano un aiuto professionale, ha pensato Chibanda, gli zimbabwesi dovrebbero consultare persone che hanno un cuore caldo, molto tempo libero, una passione per i colloqui a cuore aperto e la capacità di dare buoni consigli. Queste persone avrebbero ricevuto una formazione e, grazie al loro calore e pazienza, Chibanda sperava, sarebbero state in grado di aiutare le persone in difficoltà.

Pensando a dove trovare queste persone, Chibanda è arrivato a una soluzione improbabile: le nonne. Chibanda e il suo team hanno addestrato più di 400 nonne alla terapia della parola, che ora offrono gratuitamente in più di 70 comunità dello Zimbabwe. L’idea si è rivelata un successo clamoroso. “Solo nel 2017”, riferisce Nuwer, “Friendship Bench, come si chiama il programma, ha aiutato oltre 30.000 persone. Il metodo è stato vagliato empiricamente e è stato [ sic] diffuso in altri paesi, compresi gli Stati Uniti”.

Nel 2016, Chibanda, in collaborazione con colleghi dello Zimbabwe e del Regno Unito, ha pubblicato sul Journal of the American Medical Association i risultati di una prova di controllo randomizzata sull’efficacia del programma. I ricercatori hanno scoperto che, dopo sei mesi, il gruppo, che aveva incontrato le nonne aveva significativamente meno sintomi di depressione rispetto al gruppo che si era sottoposto al trattamento convenzionale. 

Chiaramente, l’amore può fare molto per aiutare le persone. L’empatia è tutto ciò di cui abbiamo bisogno. Più di qualsiasi medicina, ci guarisce da dentro. La connessione dei cuori ci connette al potere che sostiene il mondo, la forza creativa dell’amore. Senza questo potere di connessione, nessun elemento nella realtà potrebbe connettersi,  la vita sarebbe impossibile. 

Quando ci connettiamo nell’amore, creiamo una similitudine tra noi e la forza che crea e sostiene la vita. Proprio come una corda di una chitarra vibra quando la sua nota viene suonata su un’altra corda quando la frequenza è simile, quando creiamo una sensazione simile alla sensazione che crea la vita, la sensazione di empatia e amore, “accendiamo” questa sensazione dentro di noi. 

Sperimentiamo questa sensazione come se provenisse dalla persona che ci sta accanto, ma non è così. In realtà, è arrivata perché la calda connessione tra voi due vi ha permesso di sentire il calore che esiste intorno a voi. Finché non avete stabilito questa connessione, è come se non aveste un sensore per percepirla. Ma una volta che la si stabilisce con un’altra persona, la si può sentire.

Ecco perché amare gli altri è così importante. Non è solo importante per gli altri, ma ancora più importante per la persona che ama. Le persone con l’amore nel cuore sono connesse al potere dell’amore e della creazione, che esiste in tutta la realtà. Nessun sentimento è più potente. Una persona che è connessa ad esso non si sentirà mai depressa, persa o senza speranza.

 

 

Invece di sparare DART agli asteroidi, dovremmo mirare ai nostri cuori

Uno studente mi ha parlato di una notizia che aveva letto sul New York Times. Secondo tale notizia, la NASA ha lanciato un veicolo spaziale con la missione di schiantarsi contro un asteroide per vedere se si poteva “spingerlo in una traiettoria diversa”. L’esperimento, chiamato “Double Asteroid Redirection Test, o DART,”  [Duplice collaudo di reindirizzamento di asteroide] cerca di testare la capacità di deviare gli asteroidi che potrebbero rappresentare un rischio di collisione con la Terra. La natura ha troppi modi per causare tali disastri, e tali esperimenti ci distraggono solo da dove si trova la vera soluzione: nella società umana.

Non è così assurda l’idea di un asteroide che colpisce la Terra. È già successo in passato e può succedere di nuovo. Il problema è che invece di occuparci di ciò che abbiamo davvero bisogno di sistemare nella nostra vita, rivolgiamo i nostri pensieri a futuri pericoli immaginari la cui possibilità di materializzarsi è minuscola, mentre i veri pericoli vengono dalle persone che ci circondano, e sono queste quelle che dobbiamo sistemare. Invece di lanciare dardi nello spazio, dovremmo puntare ai nostri cuori.  

Tutti i problemi reali che affliggono le nostre vite sono opera nostra. Inflazione accelerata, inquinamento dell’acqua, dell’aria e della terra, guerre e terrorismo, povertà, depressione, dipendenza da sostanze, divisione sociale: nessuno di questi problemi è naturale, tutti sono grandi crisi e tutti sono fatti dall’uomo. Dobbiamo smettere di guardare lo spazio esterno in cerca di minacce e iniziare a guardarci l’un l’altro chiedendo come possiamo imparare a vivere insieme. Dobbiamo iniziare a porci domande vere e dolorose: Perché odio il mio vicino? Non posso sostenere me stesso; sono dipendente  dagli altri per ottenere ciò che non posso fornire a me stesso, ma allo stesso tempo, non sopporto gli altri. Perché è così? Perché sono fatto in questo modo?

Certo, non tutti sentono queste domande in modo così intenso, ma in qualche misura esse esistono in tutti noi e avvelenano le nostre relazioni. Se non riusciamo ad ammetterlo a noi stessi, dovremmo dare un’occhiata alle statistiche e vedere quante persone sfuggono alla realtà attraverso la droga o altre innumerevoli forme di dipendenza. Dovremmo guardare il crescente numero di episodi di violenza, l’intensificarsi delle ostilità tra paesi economicamente interdipendenti e le crescenti divisioni politiche all’interno dei paesi e delle società.

La società umana sta cadendo a pezzi e questo è un pericolo molto più grande di una stella cadente. Se risolviamo i nostri problemi sociali, saremo in grado di risolvere tutti gli altri problemi. Ma se il tessuto sociale si rompe, non risolveremo nulla, mai. Pertanto, la nostra priorità dovrebbe essere quella di superare le fratture sociali e l’alienazione di ogni genere.

Finché non invertiamo il nostro atteggiamento verso l’altro, dall’alienazione alla connessione, dall’indifferenza alla responsabilità reciproca, la preoccupazione per qualsiasi altra “minaccia” è una distrazione che rimanderà solo la correzione di cui abbiamo veramente bisogno. Ciò, a sua volta, renderà la correzione più lenta e dolorosa.

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Immagine della sonda DART della NASA e del LICIACube dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) prima dell’impatto con il sistema binario Didymos. Crediti: NASA/Johns Hopkins, APL/Steve Gribben

Ridefinire il progresso

Il giorno 25 dicembre 2021 la NASA ha lanciato il suo tanto atteso telescopio spaziale di nuova generazione, il James Webb Space Telescope. Il telescopio, che è stato in costruzione per decenni, è il più complesso osservatorio scientifico spaziale mai costruito.

Secondo la NASA, “Webb scruterà più di 13,5 miliardi di anni trascorsi nella storia cosmica, al tempo in cui i primi oggetti luminosi si stavano evolvendo. È il primo osservatorio in grado di esplorare le galassie più antiche… Webb studierà anche le atmosfere dei pianeti che orbitano intorno ad altre stelle, e osserverà lune, pianeti, comete e altri oggetti all’interno del nostro sistema solare”. 

La tecnologia è una cosa meravigliosa. Ci ha dato energia abbondante ed economica, elettrodomestici che ci rendono la vita facile e viaggiare in modo piacevole e sicuro. La tecnologia ci ha dato medicina avanzata, longevità, conoscenza al di là dei nostri sogni, e “occhi” che possono vedere i confini dell’universo.

Sì, per secoli abbiamo riposto le nostre speranze nella tecnologia per darci qualcosa che non è destinata a darci: la felicità. Pensavamo che rendere la vita più facile e più lunga ci avrebbe reso più felici, ma ci sbagliavamo. Ecco perché dai tempi in cui ricavavamo luce e calore da un fuoco che accendevamo sbattendo pietre l’una contro l’altra, ai giorni in cui accendiamo un dispositivo elettrico alimentato da pannelli solari, non siamo stati in grado di soddisfare il nostro bisogno più elementare: sentirci felici.

Una volta che abbiamo quella solida base di buone relazioni e ci sentiamo felici e contenti, la tecnologia può essere una grande acquisizione. In questo caso, sapremo come usare la tecnologia per migliorare e rafforzare le nostre relazioni, e non saremo ingannati nel pensare che essa possa, o debba, renderci felici.

Oggi, quando pensiamo al progresso, pensiamo a quello tecnologico. Ma il vero progresso non sta nel passare dall’energia del fuoco all’energia solare, ma nel costruire connessioni migliori che generino calore tra di noi. Dobbiamo ridefinire il “progresso” per rispecchiare il miglioramento delle nostre relazioni piuttosto che la nostra capacità di generare più energia attraverso la fissione nucleare o la produzione di combustibili fossili.

Quando i nostri cuori saranno illuminati dalle persone che ci circondano, sapremo che tipo di energia usare, di quanta ne abbiamo veramente bisogno, e come usare al meglio la tecnologia per il nostro bene e per il bene di tutti gli altri.

Didascalia della foto:
Lo specchio del telescopio spaziale James Webb è stato mostrato durante una presentazione ai media al Goddard Space Flight Center della NASA a Greenbelt, Maryland, il 2 novembre 2016.

Il boicottaggio dei giochi di Pechino 2022 dimostra che siamo tornati indietro

Gli Stati Uniti, il Canada, l’Australia, il Regno Unito e altri paesi hanno annunciato che boicotteranno per via diplomatica le Olimpiadi invernali del 2022 a Pechino per il presunto abuso dei diritti umani da parte della Cina. In passato, il mondo vedeva il mescolare sport e politica in una luce molto negativa. Questo non è più il caso. L’odio tra i paesi si è intensificato al punto che ogni mezzo per mostrare disapprovazione è legittimo. Gli antichi greci avevano quella che era conosciuta come la “tregua olimpica”, quando tutti i combattimenti cessavano prima e durante i Giochi Olimpici per garantire che la città-stato ospitante (Elis) non fosse attaccata e gli atleti e gli spettatori potessero viaggiare in sicurezza ai giochi e tornare pacificamente nei rispettivi paesi.

Tanto è cambiato dai tempi dell’antica Grecia. La gente aveva degli ideali allora; noi non ne abbiamo. Spesso pensiamo alle persone dell’antichità come barbare e  noi stessi come civilizzati. Per molti versi noi siamo i barbari e le Olimpiadi ne sono un esempio. Siamo tornati indietro. Non riusciamo più ad unirci su nulla. L’impulso egoistico all’autoaffermazione ci fa opporre impulsivamente e fermamente a qualsiasi punto di vista di un’altra persona semplicemente perché è il punto di vista di un’altra persona e voglio che il mio punto di vista domini, non quello di qualcun altro.

Poi di nuovo, l’ego continua a crescere e noi diventiamo sempre più odiosi l’uno verso l’altro, quindi è meglio se l’ego mette in evidenza la sua natura. Almeno ora possiamo vedere chi siamo e non fantasticare di essere in qualche modo più umani o civilizzati dei nostri antenati, ma al contrario. Poiché riconoscere un difetto è inevitabilmente il punto di partenza per correggerlo, ora che lo abbiamo capito, possiamo iniziare a formarci meglio.

Se non siamo ancora sicuri di chi siamo, dovremmo pensare alla quantità di droghe e altri vantaggi illegali e ingiusti che i paesi incoraggiano e talvolta costringono i loro atleti ad utilizzare e impiegare per salire sul podio olimpico. È una guerra, e in una guerra non importa come hai vinto, purché tu abbia vinto.

Se si trattasse davvero di sport, tutto ciò che importerebbe è come hai giocato e non come hai vinto o se hai vinto del tutto. In Grecia, giocavano per sport. Noi giochiamo per vincere.

La competizione dovrebbe tirare fuori il meglio di noi, farci migliorare. Non dovrebbe renderci migliori degli altri, ma migliori di noi stessi. Il fatto che si gareggi per creare uno stimolo a migliorarsi è benvenuto perché ci fa superare i nostri limiti. Tuttavia, quando competiamo per vincere, non ci concentriamo sul miglioramento di noi stessi, ma principalmente sul superamento degli altri. In questo caso, non fa differenza se hai raggiunto il tuo obiettivo migliorando te stesso o influenzando gli altri. Pertanto, non ci preoccupiamo di ferire gli altri. Al contrario, è più facile e più piacevole ferire gli altri che migliorare se stessi.

Nella forma attuale delle Olimpiadi,  esse non hanno altra utilità che mostrarci quanto ci siamo allontanati dal loro intento originale. La vera medaglia d’oro dovrebbe andare a chi migliora gli altri. Questo è il vero spirito sportivo.

Didascalia della foto:
Membri della Tibetan Youth Association in Europa (TYAE) e Students for a Free Tibet protestano contro i Giochi Olimpici di Pechino 2022 fuori dal Comitato Olimpico Internazionale (CIO) a Losanna, Svizzera 11 dicembre 2021. REUTERS/Denis Balibouse

Possiamo contare soltanto sulle donne

Domanda: Tatiana ti scrive: “Ho capito correttamente  che tutto deriva dalla donna.  Che la donna causò un peccato, e la donna deve portare il mondo alla correzione?

Risposta: Corretto.  Conto molto sulle donne poiché credo che la donna possa obbligare l’uomo a fare ciò che è necessario in famiglia, nella società, e nel mondo.

Spero che l’era della donna stia gradualmente iniziando. Le donne devono esigere un nuovo mondo.

Credo che la prossima fase sarà quando le donne smetteranno totalmente di partorire e smetteranno di fare i lavori di casa.  Ha già tutto ciò che le serve, allora tutto il mondo inizierà gradualmente ad affondare .

Domanda: Una minaccia tale al mondo dovrebbe arrivare da loro?

Risposta: Non si tratta di una minaccia per il mondo, ma una minaccia al nostro stato, alla nostra civiltà pazza e selvaggia.

Domanda: Perché? metti tutte le tue speranze nella donna solo perché partorisce?

Risposta: Credo che sia una grande forza nel nostro mondo, che è ancora dormiente.  Quando le donne capiranno che il mondo sta veramente andando nel senso sbagliato e non c’è altra forza se non la loro, esse potranno iniziare a relazionarsi al mondo diversamente, e nessuno potrà fermarle.

Domanda: E qual è la loro proprietà principale?

Risposta: Si basa sul fatto che esse sentano che il mondo non ha futuro.  E non lo possono accettare.

 

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From KabTV’s “News with Dr. Michael Laitman” 11/4/21

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