Pubblicato nella 'Natura' Categoria

Quali sono gli effetti dell’interazione umana con l’ambiente sulla natura e sull’uomo stesso e quali potrebbero essere in futuro?

Le relazioni umane definiscono ogni livello della natura: inanimato, vegetale, animale e umano. Questo è più evidente nei paesi altamente sviluppati, poiché le loro azioni influenzano le relazioni in tutto il mondo, anche nelle nazioni meno sviluppate. Se prima stabilissimo armonia armonia nelle nostre relazioni reciproche, porteremmo naturalmente equilibrio a tutti gli altri sistemi della natura. Tuttavia, se non riuscissimo a armonizzare le nostre relazioni, la natura andrebbe fuori controllo. Questo squilibrio porterebbe a mutazioni e problemi imprevedibili, tra cui animali che diventano sempre più selvaggi e pericolosi.

Se le relazioni umane regredissero a livelli più bestiali e primitivi, la natura rispecchierebbe tale degrado. Gli animali diventerebbero così selvaggi che non potremmo nemmeno immaginare il loro comportamento. In casi estremi, si potrebbe assistere alla ricomparsa di creature come i dinosauri, se le nostre relazioni si degradassero al livello che esisteva in quei tempi antichi. Tali trasformazioni non richiederebbero particolari spostamenti geologici: la natura riflette semplicemente lo stato dell’umanità.

La ferocia dell’umanità potrebbe diventare così estrema che la natura stessa potrebbe iniziare a odiarci a causa del nostro odio reciproco. La saggezza della Kabbalah insegna che solo migliorando i legami e le relazioni umane possiamo riportare l’equilibrio nel mondo naturale. Le nostre azioni si ripercuotono all’esterno, plasmando tutti i livelli dell’esistenza.

Questa dinamica spiega che possiamo regredire in situazioni che si sono verificate nel passato attraverso il nostro degrado verso relazioni sempre più primitive tra di noi. Allo stesso modo, possiamo avere un impatto positivo sul futuro se ci sviluppiamo nella direzione di stabilire connessioni umane positive.

La natura non ci permetterà di continuare a progredire nel modo in cui lo facciamo oggi. Il nostro futuro positivo richiede che trasformiamo noi stessi e le nostre connessioni per allinearci al sistema integrale della natura. Raggiungendo l’armonia nelle nostre relazioni reciproche, possiamo compiere il progresso e l’ulteriore sviluppo di cui abbiamo bisogno come esseri umani.

Il nostro futuro felice dipende dalla nostra capacità di sviluppare connessioni positive al di sopra della marea crescente della nostra natura egoistica che resiste a tale connessione. Attraverso questo obiettivo, possiamo garantire che l’umanità si evolva in linea con l’interconnessione, l’interdipendenza e l’integrità della natura, portando così l’umanità a uno stato armonioso e pacifico, in equilibrio con la natura.

Basato sulla trasmissione “News with Dr. Michael Laitman” dell’emittente KabTV con il Kabbalista Dr. Michael Laitman in onda il 7 settembre 2018.

Scritto/editato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Il denaro aiuta a ottenere connessioni potenti?

L’impatto del denaro dipende interamente da come viene utilizzato. Se il mio obiettivo è soddisfare i desideri egoistici, ossia desideri di beneficio personale a scapito degli altri, il denaro diventa una necessità. Tuttavia, se desidero indirizzare il mio egoismo verso il soddisfacimento degli altri, ho bisogno di uno schermo anti-egoistico, una “copertura” per l’egoismo, rappresentata dal denaro.

Il denaro è un indicatore della forza di una persona, la forza dello schermo. Le guerre, ad esempio, non vengono combattute veramente per il denaro in sé, ma a causa dell’egoismo che il denaro amplifica.

Tuttavia, il denaro ha i suoi limiti. Sebbene possa comprare molte cose, non può acquistare tutto. Le qualità che sono radicate nella nostra anima, come la connessione tra le persone o i talenti innati nella musica, nell’arte o nella letteratura, sono al di là del valore monetario.

Le qualità che riceviamo dalla natura, come i nostri talenti e il potenziale spirituale, non possono essere acquistate con il denaro. Allo stesso modo, le connessioni positive che costruiamo nell’amore e nella dazione verso gli altri non possono essere comprate con mezzi finanziari.

Spesso confondiamo il denaro con lo sforzo, pensando di poter semplicemente pagare per ottenere un risultato desiderato. Tuttavia, le attitudini, i legami profondi e i doni che provengono dalla forza positiva dell’amore, della dazione e della connessione che risiede nella natura non possono essere acquisiti con mezzi egoistici. Questi aspetti intangibili, che dobbiamo coltivare e portare in equilibrio con la loro fonte , la stessa forza positiva che risiede nella natura, non vengono intaccati dalla cartamoneta o dalla ricchezza materiale.

Basato sulla Lezione Quotidiana di Kabbalah del Kabbalista Dr. Michael Laitman del 1 marzo 2011. Scritto/modificato dagli studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Perché il parto deve essere così doloroso quando è un evento necessario?

Il parto è un processo intrinsecamente doloroso. La natura lo ha reso tale, come è scritto: “Con dolore partorirai”. Questo dolore, tuttavia, non si limita all’atto fisico di mettere al mondo un bambino: rappresenta anche il processo di trasformazione interiore di un essere umano che dà vita al proprio sé spirituale, cioè al nuovo sé libero da interessi personali e desideroso di amare e donare completamente, come la forza d’amore e di dazione della natura.

La nascita spirituale è un processo particolarmente intenso che possiamo intraprendere più avanti nella vita. Richiede di affrontare i nostri desideri naturali di godere solo per il proprio tornaconto, che risiedono istintivamente in noi in ogni momento, e di cambiare volontariamente la loro direzione a beneficio degli altri e della natura.

Anticamente il parto era per certi versi più semplice. Le donne erano più legate alla natura e la loro tolleranza al dolore era più alta, grazie all’assenza dei moderni antidolorifici e a un diverso atteggiamento culturale nei confronti della sofferenza. Oggi, la nostra separazione dalla natura ha aumentato sia la percezione che l’intensità del dolore durante il parto.

Quando si tratta di nascita spirituale, il processo è altrettanto, se non più, impegnativo. Comporta che una persona decida consapevolmente di sottoporsi a questa trasformazione e che chieda di allinearsi con le leggi altruistiche e integrali della natura per facilitarla. In altre parole, è necessario rivolgere una preghiera al Bore, la forza superiore dell’amore e della dazione, che ha creato e sostiene tutta la vita.

La saggezza della Kabbalah descrive il Creatore come sinonimo di natura e afferma che questi due termini possono essere usati in modo intercambiabile. Se vogliamo effettuare una trasformazione spirituale, dobbiamo affrontare un processo che contrasta le nostre inclinazioni naturali. La sofferenza, in questo contesto, nasce dalla tensione tra il punto in cui ci troviamo e il punto in cui dobbiamo andare: un viaggio attraverso una stretta apertura verso un nuovo stato spirituale.

In quel nuovo stato spirituale, scopriremo una vita di beatitudine, armonia, pace e gioia che non possiamo nemmeno immaginare nella nostra vita attuale.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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Cosa pensi delle paure e dei dubbi?

Dubbi e paure sono qualità positive nella nostra natura che ci spingono a fare progressi nella vita. Senza dubbi e paure, rimarremmo fermi. Cercheremmo semplicemente di minimizzare qualsiasi sensazione negativa che emerge e, di conseguenza, sperimenteremmo a malapena qualcosa di positivo. Vivremmo in modo statico, evitando il più possibile di innescare dubbi e paure.

Dovremmo quindi accogliere dubbi e paure con la consapevolezza che emergono per spronarci a progredire e diventare esseri umani pienamente sviluppati.

Se viviamo in un ambiente di supporto formato da insegnanti, amici e testi che sostengono il nostro progresso verso lo sviluppo completo come esseri umani, allora i nostri dubbi e le nostre paure assumeranno una forma positiva nelle nostre interazioni con quell’ambiente. Progrediremo così insieme.

Dovremmo quindi comprendere che nulla nella natura è creato invano. Allo stesso modo, sarebbe saggio non sminuire, sopprimere o cancellare alcuna qualità apparentemente negativa che emerge in noi. Al contrario, dovremmo cercare la forma positiva di quelle qualità attraverso la partecipazione a un ambiente che supporti la nostra crescita positiva.

Scritto/editato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

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Come posso aiutare qualcuno che sta soffrendo ma non vuole essere aiutato?

Puoi aiutare solo chi è pronto a essere aiutato. Quando una persona soffre, la sua percezione del mondo è offuscata dal dolore, che la rende sorda e cieca a tutto ciò che va oltre la sua sofferenza. In questo stato, nessuno può realmente aiutarla. Deve attraversare il proprio dolore e, attraverso di esso, arrivare a percepire il mondo come pieno di bontà e beatitudine. Anche se  gli altri possono offrire consigli, la trasformazione reale può avvenire solo all’interno della persona stessa.

Persino gli animali, come gli esseri umani, esprimono il loro dolore attraverso una forma naturale di preghiera, come una mucca che muggisce quando soffre. Questo grido, sia di un animale che di una persona, è un’espressione autentica del desiderio di sollievo. Il dolore stesso serve a guidarci nel cercare di allinearci alle leggi della natura, leggi di altruismo, interconnessione e interdipendenza. Può sembrare un percorso duro, ma il disagio viene dato nella misura giusta per stimolare introspezione e crescita, e non per sopraffare.

Lo stato corretto che si deve raggiungere alla fine è l’armonia con le leggi della natura, che ci fanno evolvere continuamente verso una maggiore interconnessione e interdipendenza.

Per raggiungere questo stato, dobbiamo elevarci al di sopra delle nostre richieste e lamentele egoistiche e bilanciare il nostro stato interiore con il modus operandi perfettamente altruistico della natura. Solo allora il dolore svanirà, e ci troveremo in un mondo di armonia, pace e gioia.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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Cos’è il vero coraggio? Definisci come funziona il vero coraggio

Il vero coraggio risiede nella capacità di andare contro il flusso naturale dell’egoismo, ovvero i nostri desideri di trarre piacere esclusivamente per il nostro beneficio. Raggiungere un successo duraturo richiede di liberarsi dalle tendenze egocentriche, un’impresa impossibile da compiere in solitudine. Come esseri umani, siamo intrinsecamente deboli quando siamo isolati. La chiave del successo non sta quindi nella lotta solitaria, ma nella costruzione di un sistema di supporto, un gruppo di individui che condividano lo stesso obiettivo chiaro e comune.

All’interno di un gruppo simile, i membri si rafforzano reciprocamente attraverso la connessione e l’incoraggiamento reciproco. Insieme, possono superare ostacoli che sarebbero insormontabili individualmente. Il progresso è guidato da questa forza collettiva, che consente ai suoi membri di andare oltre i propri limiti.

Il rinvio, la procrastinazione e la debolezza sono sintomi di disconnessione. Una persona che dice “domani” spesso manca della spinta e del sostegno necessari per agire in modo deciso. Di conseguenza, il cambiamento e il raggiungimento degli obiettivi si verificano quando ci connettiamo con un ambiente di supporto che ci guida verso l’obiettivo ultimo della vita: allinearci con le leggi integrali della natura. Questo ambiente diventa una fonte di energia continua, che spinge ogni membro ad agire senza indugio e ad allineare i propri movimenti verso un successo comune.

In definitiva, felicità, salute e prosperità non si trovano nell’isolamento, ma nell’unità. Circondati delle persone giuste, di coloro che ti ispirano e ti sfidano a crescere ai massimi livelli che la vita può offrire, e troverai il coraggio di agire, crescere e raggiungere i più alti obiettivi della vita.

 

Tratto da KabTV “News with Dr. Michael Laitman” con il Kabbalista Dr. Michael Laitman, 3 giugno 2019.  Scritto/editato da studenti del Kabbalista Dr. Michael Laitman.

 

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Perché dovrei preoccuparmi di essere gentile dato che poi le persone si approfittano di me?

Se siamo gentili, diventiamo come il Bore, la forza superiore dell’amore e della dazione che agisce con totale bontà verso la creazione. Sarà allora meglio e più facile per noi sia in questo mondo che nel prossimo.

Potrebbe sembrare che essere gentili ci renda vulnerabili all’ essere sfruttati e che quindi dovremmo operare in modo da sfruttare noi stessi gli altri per evitare che loro facciano lo stesso con noi. In alcune circostanze molto particolari e limitate, questo potrebbe essere in qualche modo giusto. Ma è una visione molto ristretta e circoscritta e, in generale, nella vita non è così. Quando si ha una prospettiva della vita nel suo complesso, di ciò che ci resta e di dove finiamo, si vede chiaramente che è molto meglio essere gentili.

Inoltre, non dobbiamo essere gentili con l’aspettativa che la gentilezza ci venga ricambiata. Piuttosto, la gentilezza ci dà la possibilità di capire perché tutto è stato creato proprio grazie a questa virtù e come sia quindi meglio agire in modo garbato. Dovremmo quindi essere gentili perché è la caratteristica che si estende dal Bore verso la creazione e per nessun altro motivo: vogliamo semplicemente imitare questo attributo supremo nella nostra vita, senza aspettarci che ci venga ricambiato.

Approfondendo il discorso, il fatto che possiamo anche solo pensare e agire con gentilezza è già l’influenza del Bore su di noi, cioè è già la nostra ricompensa. Al contempo, ci sono molte persone che cercano di farsi strada nella vita approfittandosi degli altri, manipolandoli e sfruttandoli, perché sembra loro che questo sia il modo per trarre un po’ di benessere dall’esistenza e che dia loro più soldi, onori e potere. Così finiscono per calcolare ciò che entra nelle loro tasche e possono pensare di essere felici, ma in realtà sono molto lontani dall’esserlo.

Inoltre, queste persone vengono punite. All’inizio non capiranno che stanno ricevendo una punizione, ma accadrà. In pratica, questa è la legge generale della natura: tutto ciò che facciamo deve essere compensato, il bene con il bene e il male con il male.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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Cosa dovrebbe ricevere una persona dalla sua comunità?

Prima di tutto, una persona dovrebbe ricevere sicurezza mentale e personale. Le persone dovrebbero sapere di poter avere cibo in tavola oggi e domani, un tetto sopra la testa, un posto per la loro famiglia e la possibilità di affrontare qualsiasi problema di salute o fisico che si presenti. Solo una comunità può offrire questa sicurezza a una persona.

Questo porta alla domanda: perché abbiamo bisogno specificamente di una comunità e non del denaro, che ci permette di acquistare diversi beni materiali che ci diano sicurezza?

Possiamo comprare in parte questa sicurezza con il denaro, ma arriveremo a situazioni in cui ci renderemo conto di quanto siamo deboli e di quanto saremo incapaci di risolvere i nostri problemi con il denaro. Inoltre, non saremo in grado di proteggerci da vari fenomeni che superano i limiti di ciò che il denaro può risolvere.

Proprio mentre ci evolviamo per diventare una società sempre più interconnessa e interdipendente in tutto il mondo, solo una comunità sarà in grado di proteggerci con la forza integrale che genera, una forza che è in equilibrio con la forma integrale, interconnessa e interdipendente della natura.

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Quali qualità dobbiamo sviluppare per reinventare noi stessi e vivere in armonia con la natura?

Ci mancano le qualità per reinventarci da soli. Quali sono queste qualità? Sono la sensazione di come causiamo uno squilibrio nella società, tra i cerchi più stretti e più ampi, fino a tutta quanta la natura e all’universo.

Dove si trova tale equilibrio? L’equilibrio esiste nei livelli inanimato, vegetativo e animale della natura. Essi funzionano secondo le leggi naturali di interconnessione e interdipendenza.

Noi esseri umani, tuttavia, ci sviluppiamo e cambiamo continuamente, e lo facciamo soprattutto nelle nostre relazioni. Viviamo molti problemi a causa del nostro ego, il desiderio di godere a spese degli altri, che cresce costantemente. Pertanto, dobbiamo imparare cos’è l’ego e come bilanciarlo per portarci a una vita equilibrata e pacifica.

In primo luogo, dobbiamo comprendere le esigenze della natura e temere di cadere in uno squilibrio con essa. Perché? Perché gli atteggiamenti e i comportamenti in disequilibrio con la natura comportano una serie di problemi a livello personale, sociale ed ecologico.

Dovremmo quindi cercare di andare d’accordo gli uni con gli altri in un modo che sia positivo per tutti. Ciò significa che dobbiamo superare il nostro ego e raggiungere uno stato in cui pensiamo e agiamo in modo positivo verso gli altri.

In questo modo, possiamo pensare alla natura come a una madre. L’ego dei suoi figli si accende sempre, provocando discussioni e litigi, ma lei continuamente ricorda a loro di smettere di litigare, di essere buoni, di giocare bene e di aiutarsi l’un l’altro. Dovremmo imparare da questo esempio e cercare di adottare un atteggiamento simile a quello di una madre tra di noi e nei confronti della natura. Così facendo, eleveremo la coscienza umana a un punto tale da entrare in equilibrio tra noi e con la natura, soddisfacendo così le condizioni per una vita armoniosa e pacifica.

 

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.

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La ricerca dell’anima: una richiesta di verità in un mondo di illusioni

Un giorno un discepolo si avvicinò al suo maestro e gli chiese: “Maestro, desidero la piena realizzazione e il raggiungimento perfetto della verità”. “Aspetta,” disse il maestro, “Ci vorrà del tempo, e certamente ti accadrà”. “No”, disse lo studente, “Voglio che accada ora, subito!”

Lo studente seguì il maestro, che lo portò al fiume, gli afferrò la testa, la immerse nell’acqua e la tenne finché lo studente cominciò a soffocare. Poi il maestro rilasciò il discepolo. “Cosa stai facendo?! Un altro istante e sarei morto!” gridò il discepolo. Il maestro rispose: “Ora capisci a chi viene rivelata la verità”.

Infatti, la verità più alta viene rivelata solo a coloro che non possono vivere senza di essa e che accettano di fare qualsiasi cosa per conseguirla. Ma come possiamo raggiungere una tale forte richiesta di verità? È solo grazie a una volontà superiore, quella del piano superiore della natura. Coloro che cercano la verità sulla vita, il suo significato ultimo, sono il risultato della ricerca dell’anima di liberarsi dalle catene dell’ innata percezione e sensazione corporea ed egocentrica della vita. Le anime speciali si interrogano sulla verità, sul senso della vita, ma più l’umanità si evolve, più le anime si avvicinano a questo stato.

Che cos’è la verità? La verità è il raggiungimento delle leggi della natura che agiscono in modo perfetto nell’universo e nella nostra vita. Tutti, in un modo o nell’altro, devono raggiungere questo traguardo, prima o poi. Tuttavia, non tutti dovranno sopportare la sensazione di non poter respirare. Le anime speciali attraversano queste fasi. Poi ci sono quelli che seguono in massa le loro orme.

Contenuti scritti ed editati da studenti, basati sulle loro conversazioni con il Rav dr. M. Laitman.