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“Il Sistema Monetario Globale è diretto al collasso”

Opinione (James Rickards, direttore generale della Tangent Capital Partners): James Rickards, direttore della Tangent Capital Partners afferma che: il sistema monetario mondiale è in marcia verso la catastrofe.

Il Wall Street Journal Digital Network afferma: il mondo è già entrato in una guerra monetaria che è iniziata nel 2010 sulla scia della Federal Reserve che ne ha facilitato l’enorme programma. […]

“Tutte le principali banche centrali sono state alleggerite”, afferma. “Alla fine verrà stampato così tanto denaro che ciò porterà all’inflazione. La fine del gioco – presto o tardi – sarà il collasso del sistema monetario internazionale.”

Rickards afferma: “Sia negli Stati Uniti che in Giappone, le banche centrali stanno cercando di “importare inflazione” per far ripartire le loro economie, piuttosto che cercare di aumentare le esportazioni, attraverso una moneta più debole.

“Tutti sono spaventati a morte per la deflazione. Hanno tagliato i tassi, e stanno usando le ultime risorse per sostenere le loro monete.”

“Quando il sistema monetario internazionale collasserà, i grandi poteri finanziari si riuniranno per pianificare l’indomani, dice. Quando ciò accadrà, ogni nazione dovrà avere abbastanza oro rispetto al suo prodotto interno lordo. […]

” L’economia mondiale quest’anno può confonderci, ma i grandi problemi cominceranno nel 2014, sostiene.”

Il mio commento: Se avranno abbastanza forza politica, limiteranno l’offerta di moneta al livello delle riserve d’oro, e il mondo potrà superare la crisi! La cosa principale è quella di prendersi cura del pane quotidiano e dell’educazione integrale per tutti. Se in passato il problema è stato l’alfabetizzazione della popolazione, questa volta è l’educazione, perché non c’è solo da comprendere le nuove condizioni della comunità solidale globale come una famiglia, ma anche il cambiamento personale di ognuno, affinché egli possa diventare membro della comunità.
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La situazione della Leadership globale annullata

Opinione (Ian Bremmer, Presidente del Gruppo Euro Asiatico): “Sai sencondo me siamo in quello che chiamiamo un mondo Gzero, non G7 o G20 ma Gzero – un posto dove manca la linea di comando e dove nessuno è il numero uno, questo veramente riflette il fatto che abbiamo un vuoto di potere.

“Prima della crisi finanziaria, gli Stati Uniti veramente guidavano tutte le istituzioni mondiali, hai visto questo certamente nell’ IMF, nella World Bank, nelle Nazioni Unite. Voglio dire queste sono tutte istituzioni create dagli Stati Uniti e dai loro alleati le loro priorità e capitali. Gli stati Uniti non sono più alla guida delle istituzioni globali, ma questo non significa che non ci sia un processo decisionale in corso. Solamente le decisioni vengono prese globalmente. E vedrai gli Stati Uniti lavorare moltissimo nel 2013 al fine di approvare, per esempio, un grosso patto commerciale la Partnership Transpacifica. Se succede, coinvolgerà il 40% del prodotto interno lordo del mondo, che non è il 100 o l’80 – è il 40. Però effettivamente è la coalizione di quanti sono pronti sul lato economico”.

Il mio commento: Lo sviluppo della società ci ha portato a livellare mano a mano qualunque cosa e chiunque. Non poteva essere altrimenti visto che il mondo si stà muovendo verso la piena integrazione, l’unificazione, l’unità contro la sua volontà attraverso la sofferenza, oppure in modo volontario e consapevole. Inoltre queste due vie, anche se portano allo stesso goal, sono diverse per noi: La via lunga passa per la guerra, le distruzioni, la morte di fame, la via veloce è facile, felice e pacifica. Scegliere la via significa accettare o no l’educazione integrale per tutti come mezzo per ottenere lo stesso risultato secondo una via buona.
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In disaccordo con la nuova realtà

Domanda: In passato l’umanità ha in qualche modo regolamentato il male che ha incontrato, ma oggi sembra che il male sia stato lasciato libero.

Risposta: Noi siamo avanzati e ci siamo sviluppati attraverso una salita costante, nel corso degli anni il nostro ego è cresciuto fino a diventare “circolare”. Abbiamo sempre saputo cosa fare con esso, e come bilanciarlo. Di volta in volta ci ha spinto in avanti per nuove conquiste. Lo abbiamo sempre gestito: abbiamo costruito, inventato, e aggiunto qualcosa. La mancanza ci ha spinto in avanti e abbiamo raggiunto un riempimento. Se non era possibile raggiungerlo direttamente, allora facevamo delle rivoluzioni.

Le generazioni sono cambiate, c’è stato il periodo della schiavitù, il feudalesimo, il Medioevo, il capitalismo, e alla fine abbiamo raggiunto l’ultima fase, il comunismo. In uno stato “circolare” non ci può essere altro che connessioni reciproche basate sulla mutua garanzia.

Dobbiamo dire qui che è il Creatore che di volta in volta evoca la mancanza, e con questo, la creatura riceve il potere e la mente per soddisfare la mancanza. Il cambiamento di epoche e i momenti speciali sono caratterizzati da rivoluzioni, dal momento che tali transizioni sono possibili solo attraverso i problemi, attraverso cambiamenti drammatici.

Così oggi, nel nostro stato attuale, dobbiamo agire secondo la nuova leadership. Tutti i vecchi approcci e metodi oggi non funzioneranno, dal momento che erano tutti buoni fino al momento in cui abbiamo cominciato a diventare “circolari”. Ora riceveremo colpi perché non ci stiamo adattando a ciò che sta accadendo intorno a noi.

Queste non sono insinuazioni, ma il processo naturale degli eventi: se non si regolano le condizioni esterne, non si può incolpare nessuno per il risultato. Per esempio, che senso ha incolpare gli altri se si è andati in giro senza vestiti caldi in una fredda giornata d’inverno? Allo stesso modo, stiamo ormai entrando in un nuovo mondo senza esserci adattati ad esso.

È stato scientificamente provato che nella nuova era abbiamo bisogno di un maggior grado di unione, connessione e cooperazione. Ma siamo rimasti così come eravamo e quindi non ci siamo adattati alla nuova realtà, alla forza della leadership che ci ha chiusi in un sistema “circolare”. Per più di cento anni gli scienziati e gli esperti hanno scritto riguardo a questo, quindi di chi è la colpa se noi non ascoltiamo?

Il prezzo del nostro non adattarci alle mutate condizioni sarà il fallimento globale, il crollo sistematico, e forse anche una guerra mondiale. Come potrebbe essere altrimenti se ci rifiutiamo ostinatamente di regolare noi stessi per l’unione e la connessione che il nuovo stato richiede? Siamo come una persona che ha ucciso i propri genitori e chiede al giudice misericordia, perché lui è un orfano.

Quindi è giunto il momento di adattarci al mondo globale, che continuerà ad “arrotondarsi” ancora di più. È impossibile continuare a vivere come nel passato, l’unico modo oggi è l’unione e la connessione, dato che il mondo sta diventando uno davanti ai nostri occhi.
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(Dalla seconda parte della Lezione quotidiana di Kabbalah del 21.12.2012, “La Pace“)

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“Donne e ragazze sono state colpite molto duramente”

Notizie (dal Plan and the Overseas Development Institute): “Le ragazze stanno sopportando il peso della recessione economica globale – essendo più predisposte alla caduta nella povertà, alla riduzione delle aspettative di vita e all’abbandono della scuola, secondo un nuovo rapporto del Plan and the Overseas Development Institute (ODI). […]

“Si dice che la povertà delle famiglie colpisca molto duramente le ragazze – con solamente 1% di caduta del PIL, l’ aumento della mortalità infantile di 7,4 decessi su 1000 ragazze contro 1,5 ragazzi.

“I risultati indicano anche che le carenze alimentari e la malnutrizione sono più diffuse tra le ragazze che tra i ragazzi. Le donne riducono anche il loro consumo di cibo per diventare degli ‘ammortizzatori’ a beneficio della sicurezza della casa.

“Come le donne lavorano più a lungo per meno denaro, così più ragazze sono spinte a lasciare la scuola per coprire le esigenze dei lavori domestici delle loro case, per essere inserite in pericolosi lavori minorili o anche nel commercio sessuale”.

Il mio commento: L’educazione integrale ci porta a costruire una società di eguali, provvedendo ai bisogni basilari di tutti, e tutti hanno il dovere di prendere parte alla propria correzione (educazione e formazione). Se smettiamo di produrre più di quello che serve per vivere, ci libereremo di lavori inutili e dannosi e saremo in grado di elevarci al livello successivo che la Natura ha stabilito, il livello dell’umanità integrale o indivisibile.
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“Che cosa andrà a sostituire il modello della globalizzazione?”

Opinione (David M. Smick , consigliere macroeconomico globale, fondatore e direttore della rivista Economia Internazionale, autore di “Il mondo è curvo: Pericoli nascosti per l’economia globale”): Ecco una delle previsioni: Il partito politico che controlla la Casa Bianca da gennaio potrebbe, fra quattro anni, essere fuori dal potere per una generazione. Le sfide economiche sono molto scoraggianti. […]

“Il modello della globalizzazione degli ultimi 30 anni sta per crollare. E sembra che non vi sia alcun modello nuovo per sostituirlo. […]

“E ‘difficile sottovalutare il grado in cui questo è difettoso, a volte spaventoso, il bene che chiamiamo globalizzazione è stato una proverbiale oca dalle uova d’oro. Di conseguenza, il pubblico ha aspettative irrealistiche su quanto l’economia è in grado di fornire nella post-globalizzazione mondiale.”

Il mio commento: Dobbiamo riconsiderare i modelli di tutto il mondo, il modo in cui l’economia li riflette, e uno di questi sono i brutti rapporti. La globalizzazione, che è stata costruita da egoisti, non è riuscita, ma ha accelerato la realizzazione del male in dipendenza dall’egoismo e ci costringe a riconoscere la sua fine, un vicolo cieco dell’approccio generale alla vita egoista. Un vero mondo globale, solidale, ci aspetta, in cui tutte le relazioni e le soluzioni saranno basate solo sulla somiglianza con le leggi della natura, del Creatore.
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Il nostro universo è simulato

Opinione (Silas Beane, fisico): “C’è una nota ipotesi secondo la quale è probabile che viviamo in una simulazione. L’idea è che nel futuro, gli umani potranno simulare interi universi con assoluta facilità. E data la vastità del tempo che abbiamo davanti, il numero di queste simulazioni è probabile che siano moltissime. Quindi, se facciamo la domanda: ‘Viviamo in una sola vera realtà o in una delle tante simulazioni?’ la risposta, statisticamente parlando, è che molto probabile che stiamo vivendo in una simulazione[…]

“Nel nostro universo, le leggi della fisica sono le stesse in ogni direzione. Ma in una griglia di connessioni questo cambia perché non si ha più una continuità spazio-tempo, e le leggi della fisica dipenderebbero dalla direzione…Ho tenuto una conferenza su questo argomento l’altra settimana e si è rivelata straordinaria. Metà delle persone mi guardava come se avessi avuto dei problemi e l’altra metà era molto entusiasta”.

Il mio commento: Lo capisco perfettamente, ma come sempre quando si presenta una svolta, gli scienziati vanno a picchiare contro l’ignoranza, e si devono preparare alle critiche e aspettare pazientemente fino a quando le persone non maturano…
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“L’Europa nel 2013: Un anno di decisione”

Opinione (George Friedman, Presidente di Stratfor): “E’ la dimensione politica che è diventata la più importante, e non quella finanziaria. Può anche darsi che l’Unione Europea sia in procinto di trattare con i suoi bancari e potrebbe evitare altri problemi di debito sovrano, ma il prezzo che ha pagato oltre la recessione è ben più grave, la disoccupazione è a un tasso superiore a quello degli Stati Uniti d’America in generale, ed enormemente più alto in alcuni paesi.

“Siamo in grado di dividere l’Unione Europea in tre categorie misurando a confronto il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti, che si attesta a circa il 7,7 per cento. Ci sono cinque paesi dell’UE con un tasso nettamente inferiore a questo (Austria, Lussemburgo, Germania, Paesi Bassi e Malta). Ci sono sette paesi con tasso di disoccupazione simile a quello degli Stati Uniti (Romania, Repubblica Ceca, Belgio, Danimarca, Finlandia, Regno Unito e Svezia). Gli altri 15 paesi sono al di sopra dei livelli di disoccupazione degli Stati Uniti, 11 hanno un tasso di disoccupazione tra il 10 e il 17 per cento, tra cui la Francia al 10,7 per cento, l’Italia all’ 11,1 per cento, l’ Irlanda al 14,7 per cento e 16,3 per cento in Portogallo. Altri due sono incredibilmente superiori – la Grecia al 25,4 per cento e la Spagna al 26,2 per cento. Questi livelli sono vicini al tasso di disoccupazione negli Stati Uniti, al culmine della Grande Depressione.

“Per gli avanzati paesi industrializzati – tra i più potenti d’Europa, se è per questo – questi sono numeri mozzafiato. E’ importante considerare che cosa significano questi numeri socialmente. Tenete a mente che il tasso di disoccupazione salirà per i lavoratori più giovani. In Italia, Portogallo, Spagna e Grecia, più di un terzo della forza lavoro sotto i 25 anni è riferito come disoccupato. Ci vorrà una generazione per portare l’aliquota fino ad un livello accettabile in Spagna e Grecia. Anche per i paesi che rimangono a circa il 10 per cento per un lungo periodo di tempo, i tempi saranno più sostanziali, e l’Europa è ancora in recessione.

“Si considera disoccupato qualcuno del tipo 20%, magari con un titolo universitario. I numeri significano che non avrà mai una buona occasione o che non avrà mai la possibilità di proseguire la sua carriera prescelta e molto probabilmente non potrà mai ottenere un posto di lavoro a livello sociale che ha anticipato. In Spagna e in Grecia, il giovane – come pure il vecchio, – si trovano ad affrontare una catastrofe personale. Negli altri, la percentuale di fronte a una catastrofe personale è inferiore, ma ancora molto reale.

Si ricorda anche che la disoccupazione non riguarda una sola persona. Essa colpisce i parenti stretti, genitori e eventualmente altri parenti. L’effetto non è solo finanziario, ma anche psicologico. Si crea una cappa, un senso di fallimento e di terrore.

“Si crea anche disorientamento nei giovani pieni di energia e di rabbia. La disoccupazione è la radice di movimenti anti-statali a sinistra e a destra. L’estendersi di disoccupati disperati che hanno poco da perdere e pensano di avere qualcosa da guadagnare dal destabilizzare lo Stato. E ‘difficile quantificare il livello di razzismo e disoccupazione in questo tipo di disordini, ma non c’è dubbio che la Spagna e la Grecia sono in quella zona e che altri potrebbero esserci.

“E ‘interessante che, mentre la Grecia ha già sviluppato un movimento di destra radicale di una certa dimensione, il sistema politico spagnolo, mentre sta vivendo lo stress tra il centro e le regioni autonome, rimane relativamente stabile. Direi che la stabilità si basa su una convinzione che non ci sarà una soluzione per la situazione della disoccupazione. E’ una completa enormità che non è ancora affondato, neppure per il fatto che questo tipo di problema della disoccupazione non si risolverà rapidamente. È profondamente strutturale. Il tasso di disoccupazione degli Stati Uniti durante la Grande Depressione è stato attenuato in misura limitata dal New Deal, ma ha richiesto la ristrutturazione della seconda guerra mondiale per affrontarlo davvero.

“Questo è il motivo per cui il 2013 è un anno cruciale per l’Europa.”

Il mio commento: Anche se l’anno 2013 non ci si aspetta di essere critico, ma di passarlo in silenzio, il tempo indebolisce l’UE e il mondo. Ci sono più problemi sociali, che economici, ma non possono essere risolti se non attraverso l’educazione della società, perché si è persa, non ha una guida, dei leader, e obiettivi. Le persone non possono essere gestite in queste condizioni, nulla di nuovo può essere offerto a loro. Ecco perché i leader scompaiono, e la barca è a dondolo in mezzo al mare.
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Responsabili dell’umanità

Qual è il futuro dell’umanità visto che ogni giorno si sente sempre più confusa? Sotto l’esteriorità prepotente ci sono degli uomini piccoli e perplessi che non sanno cosa fare. Corrono da una parte all’altra, cercando di provare ad eliminare le cause di tutti i problemi: sociali, politici, economici ed ambientali. Ed i problemi continueranno a crescere perché al loro centro c’è l’essere umano che non si è adattato al nuovo sistema, al nuovo mondo.

Questa è la ragione per cui abbiamo di fronte l’enorme compito di parlare all’umanità del nuovo mondo e come ci si deve adeguare ad esso. Dobbiamo sentire la responsabilità di questo compito.

Non c’è bisogno di aspettare fino a quando la sofferenza accellera lo sviluppo dell’umanità; al contrario, rallenta questo processo. Gli uomini si nascondono dalla sofferenza, indietreggiano, e non riescono ad accettare niente. Invece di espandersi, di comprendere, e di correggersi, gli uomini incominciano ad andare indietro. Solo un’adeguata presa di coscienza dei problemi darà una spinta veloce al loro sviluppo. Questa è la ragione per cui dobbiamo fare ogni sforzo per portare il nostro messaggio all’umanità

Un’educazione ed una preparazione integrale, l’integralità di tutti i livelli, settori, nazioni e stati è il futuro dell’umanità; non c’è altro metodo. Dipende solamente da noi, dal nostro gruppo globale, quale strada si prenderà: se essere obbligati o, invece, guidati lungo un percorso piacevole e corto. Perciò, vi spingo a pensare a quanto detto e a sviluppare dei piani precisi per la nostra divulgazione.

La divulgazione viene fatta in due modi:

  1. Divulgazione interna: la connessione tra di noi che studiamo la scienza della Kabbalah e ci sforziamo per raggiungere l’unione, tra di noi e con il mondo;
  2. Divulgazione esterna: attraverso internet, i libri, conferenze, lavori di gruppo.

Ma uno non deve essere fatto a discapito dell’altro! La proporzione dovrebbe essere la seguente: internamente, dobbiamo espanderci educando in continuo insegnanti ed organizzatori. Centinaia di migliaia, milioni di uomini avranno bisogno di noi!

Vedremo presto che questo bisogno aumenterà. Anche oggi, se fossimo pronti, potremmo trovare l’impiego delle nostre forze nel campo dell’educazione integrale. Possiamo fare tutto! Non abbiamo idea di quanto ognuno di noi sia importante per il mondo! Dobbiamo presentarci al mondo come maestri. Questa è la garanzia per un buon futuro dell’umanità.

Spero che saremo capaci di realizzare un nuovo approccio con il mondo, soprattutto attraverso la nostra parte interiore, attraverso la divulgazione interna, attraverso una comune rete di lavoro, collegando tutti gli uomini del mondo. Dipende solamente da noi. E adesso, naturalmente, i nostri ostacoli personali possono sia aiutarci o ostacolarci dal realizzare questa missione.
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(Dalla lezione 6 del Congresso di Novosibirsk del 09.12.2012)

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La metà del cibo del mondo è sprecato

Nelle notizie (da BBC News): “L’Institution of Mechanical Engineers ha detto che lo spreco è causato dalla cattiva conservazione, la rigorosità delle date di scadenza per i venditori, dalla sovrabbondante offerta e dalla pignoleria dei consumatori. […]

“Secondo il rapporto -“Global Food, No rifiuti, Non gli vogliamo”- dal Regno Unito come istituzione base, si getta tanto quanto la metà del cibo prodotto nel mondo, pari a due miliardi di tonnellate, è quello che viene sprecato. […]

“Il rapporto dice che tra il 30% e il 50% dei quattro miliardi di tonnellate di cibo prodotte in tutto il mondo ogni anno viene sprecato.

“Si suggerisce che la metà del cibo acquistato in Europa e negli Stati Uniti viene buttato via.”

Il mio commento: Dall’alto, ci viene dato tutto, abbastanza in tutte le aree della nostra vita, e solo il nostro egoismo che trasforma tutto il bene che scende dall’Alto nel male, sotto forma di salute, istruzione, cibo, le armi, la cultura, la scienza , ecc, tutto ciò che facciamo, lo facciamo a nostro danno perché c’è l’egoismo al centro delle nostre azioni, come è detto nella Torà, “un aiuto contro di te”, che in ogni caso trasforma tutto contro di noi.

È per questo che l’unico metodo per correggere la onnipresente “distorsione” è quello di sostituire il nostro egoismo con il suo opposto la proprietà della dazione ed amore. Non è affatto difficile se lo facciamo insieme. L’unico problema è quello di iniziare, ed è puramente psicologico!
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L’ UE e gli Stati Uniti: Integrazione?

Notizie (tratte da Reuters): “I funzionari dell’UE e degli Stati Uniti, hanno affermato, che all’inizio del prossimo anno Europa e Stati Uniti si sono imposti di avviare negoziati commerciali per intraprendere maggiori relazioni nel mondo commerciale, scatenando potenzialmente miliardi di euro di nuova produzione transatlantica.

“Insieme, il blocco e gli Stati Uniti contano circa la metà della produzione economica del mondo e quasi un terzo del commercio mondiale. Ma una crisi del debito in Europa e la mancata crescita americana stanno spingendo entrambe le parti a prendere in considerazione l’abbattimento delle ultime barriere commerciali”.

Il mio commento: Il consolidamento del mercato per aiutare l’integrazione globale può, in modo più pacifico, facilitare il riconoscimento della necessità di un’ integrazione universale globale.
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