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Un attacco dentro il cuore

Domanda: Ultimamente è come se il Kli mondiale stesse funzionando come un unico desiderio. Una volta, il Rabash aveva consigliato di far partire un attacco da questo stato. Che cosa esattamente staremmo attaccando?

Risposta: Noi stessi, il nostro cuore, la nostra pigrizia, il nostro orgoglio, le nostre abitudini del passato. Devo innalzarmi al di sopra di tutti questi calcoli.

La cosa più importante è di diventare una cosa sola con gli amici, di spingerci intenzionalmente nel gruppo. Voglio esserci sempre. Voglio perdere il controllo su di me ed acquisire e percepire il pensiero e le sensazioni degli amici. E’ come se mi perdessi in loro per mio stesso desiderio.

Questo significa acquisire il vaso della  garanzia mutua.

(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 06.07.2011, Matan Torà).

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Rivelare una misura (un criterio di valutazione) mentre se ne nascondono due

Domanda: Nel corso della storia dell’umanità, i Kabbalisti hanno trasmesso la scienza della Kabbalah da una generazione all’altra. Ma, nello stesso tempo, hanno nascosto con grande maestria questa scienza, per essere sicuri che non venisse diffusa in tutto il mondo. Perchè?

Risposta: I Kabbalisti rivelano i loro conseguimenti nell’occultamento. Questa è la ragione per cui è scritto, “Quando si rivela una misura, se ne nascondano due.” Si sta parlando della rivelazione del necessario desiderio nell’uomo, nel quale egli percepirà il mondo superiore.

La nostra natura è il desiderio, e solamente se questo desiderio è presente percepiamo il mondo dentro di esso. Maggiore è il desiderio, maggiore sarà questa percezione. Tutti gli oggetti del nostro mondo si distinguono tra di loro solo per la misura del desiderio. Il desiderio del livello 1 è inanimato, del livello 2 è vegetativo, del livello 3 è animato e del livello 4 è umano. Se il desiderio considera il godimento per se stesso, allora riguarda il nostro mondo. Se intende donare il piacere a qualcun altro, allora è proprio del mondo superiore.

Sappiamo che il piacere può essere percepito solamente nella misura in cui un uomo ne abbia desiderio. In altre parole, la Luce può essere ricevuta solamente quando c’è un vaso.

Nascondere due misure significa che un maestro Kabbalista deve creare un occultamento nello studente – il desiderio di una misura, il bisogno della rivelazione, e l’occultamento di un’ulteriore misura, in modo che questo desiderio per la rivelazione sia per il bene della dazione. In questo caso, lo studente meriterà la rivelazione dentro questo desiderio corretto.

(Dalla 2.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 09.05.2011 Lo Zohar)

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Chi è più vicino al maestro?

Domanda: Che cos’è la vicinanza al maestro e che cos’è lo studio “bocca a bocca”?

Risposta: La vicinanza al maestro non significa che un uomo gli è fisicamente vicino – questo non conta affatto. Un uomo è vicino al maestro quando sente che il maestro può passargli tutto quello che ha e desidera farlo, ma nella misura in cui l’uomo apre il suo cuore. Questo perché quando si arriva al momento del contatto e della comunicazione, colui che trasferisce e colui che riceve si devono connettere.

Quindi, prima di tutto, un uomo dovrebbe credere che il maestro continui a passargli le cose e che ci sono delle cose che egli può prendere da lui. Questo dipende dallo studente. Secondo, lo studente ha bisogno di capire che può ricevere qualsiasi cosa arrivi dal maestro solamente nella misura in cui si dimostra sensibile a farlo.

Naturalmente, in generale tutto dipende dallo studente. Solo dallo studente! Praticamente niente dipende dal maestro. Invece, lo studente deve accordarsi completamente sulla ricezione. Che cosa significa ricevere? Significa connettersi. In altre parole, l’uomo deve avere dei pensieri, delle sensazioni, e obbiettivi che siano in qualche modo come quelli del maestro, anche se l’uguaglianza è solamente dell’1%. L’uomo deve desiderare di ricevere dal maestro, si deve inserire nella sua stessa corrente. E allora ce la farà.

Lo studio è fatto di due livelli:

  1. “Dalla bocca alle orecchie,” che è la comunicazione verbale, quando io parlo con la mia bocca, e lo studente percepisce con il suo orecchio.
  2. “Da bocca a bocca,” quando ci si riferisce alla bocca come allo schermo comune, che è la bocca del Partzuf spirituale.

Quando comunichiamo in un modo in cui lo studente non vuole o non è in grado di essere allo stesso livello del suo maestro, allora ascolta soltanto. Può ascoltare senza il desiderio, senza molto sforzo; può anche essere contro il suo maestro, eppure continuare ad ascoltarlo in questo modo.

Non si ha ancora un unico schermo, un’unica aspirazione, o qualche forma di reciproca connessione, che sia quando lo studente e il maestro sono collegati almeno all’1%. Quando si ha questa connessione, lo studente è in grado di ricevere le informazioni bocca a bocca, in base all’intensità di questa connessione, cioè, in base all’intensità dello schermo e delle aspirazioni che condivide con il maestro. In questo caso, c’è qualcosa per cui sforzarsi. Si tratta di una lavoro difficile da fare con il proprio egoismo, ma è possibile, e allora quello che il maestro ha scorre verso lo studente.

Domanda: Tu puoi scegliere chi ti starà vicino?

Risposta: Non dipende dal maestro decidere chi gli starà vicino. Chiunque si mette nella posizione di studente, sarà uno studente. A volte il maestro vuole veramente che certi uomini siano suoi studenti perché questi uomini hanno delle qualità speciali, e potrebbe essere più facile trasmettere i concetti all’umanità, in un modo più veloce ed efficace, attraverso questi uomini; ma questi uomini potrebbero non esserne capaci, potrebbero rifiutare l’opportunità e perdere l’occasione.
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(Dalla lezione quotidiana di Kabbalah da Mosca del 16.06.2011 Gli scritti del Rabash)

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La storia è finita

La Kabbalah parla del desiderio. Non esiste il tempo, il movimento, o lo spazio, ma solamente uno stato dell’essere. E a proposito del passato e del futuro? E a proposito dei mondi spirituali? Io non li percepisco.

Ci sono dunque atri stati di esistenza oltre a quello attuale, oltre il nostro mondo? Io non lo so, perché non ne ho mai fatto esperienza. Da questi stati non ricevo delle sensazioni o Reshimot. Adesso non posso raggiungere questi stati e confermare la loro autenticità.

L’uomo giudica tutto in base a quello che vede. Non si tratta solamente di un assioma, ma è la conseguenza di ciò che il desiderio sente quando si è sviluppato al livello di essere, in cui è consapevole di se stesso e capisce cosa sente. Se così non fosse, ci staccheremmo dalla realtà e ci perderemmo in un mondo di fantasie.

Io non sto parlando da me della dimensione più elevata. I Kabbalisti me ne hanno parlato, ed io ho fiducia in loro. Considero vere le loro parole quando mi dicono che è possibile esistere in stati diversi: “Aspira a questi stati, ed ascenderai verso di essi”, mi dicono i Kabbalisti. “Sono migliori di quello che senti adesso”. Dunque, io mi sposto da uno stato verso quello successivo con il desiderio, correggendolo e migliorandolo. Rivelando il mio desidero come dazione, rivelo in esso dei nuovi stati.

Al giorno d’oggi, tutta l’umanità si trova lungo un asse verticale e deve muoversi dal basso verso l’alto. Abbiamo completato l’asse orizzontale della storia e non ci sono più posti dove poterci dirigere ancora. Da adesso in poi, il nostro cammino punta verso l’alto.
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(Dalla 5.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 21.06. 2011 “Matan Torà (Il Dono della Torà)”

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Chi sta con me?

Domanda: Come possiamo noi, i suoi alunni, unirci con la sua mente?

Risposta: Cosa significa “con me”? Tu stai con me se ti annulli, se diminuisci il tuo desiderio davanti al mio. Se assisti alle lezioni, non significa necessariamente che sei con me. Questo non è ancora lo studio nel vero senso.

Dopotutto, l’unità deve essere interiore, non si tratta delle parole che ascolti, noi ci uniamo attraverso i desideri, le mete e le azioni comuni. Chi evoca l’attributo della dazione nell’azione è chi studia. In questo caso, di fatto, tu studi la saggezza. Non sarai capace di ricevere da me la saggezza, la Luce di Chokhmà (Saggezza), se non attivi la Luce di Hassadim (Misericordia) come un vaso. Hassadim è l’auto-annullamento e l’unità quando sei pronto per questo.

Tu liberi nel tuo cuore uno spazio per ogni anima ed allora tutte le anime lo riempiono. Tutta la realtà ritorna a te; comunque, ritorna proprio attraverso il tuo annullamento.
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(Dalla 4° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 30.04.2011, “La mente attuante”)

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Elevarsi con l’aiuto del faraone

Domanda: Non importa quanto mi impegno per elevarmi al di sopra del mio egoismo, dove c’è la garanzia che tutto quello che faccio non finirà dentro la ragione? Come faccio a verificare se mi si sono elevato al di sopra di esso, e cosa mi aiuterà ad elevarmi?

Risposta: La ragione punta sempre verso la conoscenza e la ricezione. E al di sopra della ragione ci sono la fede e la dazione. Ora, mi devo chiarire: mi sto dirigendo verso la dazione perché la mia ragione vuole così o perché è la fede a volerlo?

Se io mi trovo solamente da una parte soltanto, ed in base al mio stato, agirò sicuramente nei limiti o al di sotto della ragione, cioè lavorerò per il mio egoismo.Due posizioni insieme sono sempre necessarie. Immaginiamo di odiare il maestro, di ribollire di rabbia verso di lui, perché pensiamo che non faccia le cose giuste. E contemporaneamente costruiamo una relazione di amore, di dazione, e di totale rifiuto di noi stessi e di adesione a lui. Allora, il nostro desiderio si sviluppa precisamente tra questi due punti, nella loro differenza, grazie al fatto che ci manteniamo in uno dei due che è opposto all’altro.

Altrimenti, a cosa serve il faraone se non costruiamo il nostro amore al di sopra di lui, al di sopra di tutto questo odio e della certezza nelle nostre ragioni, per accettare l’opinione del maestro al posto della nostra conoscenza, delle nostre idee, e della nostra ragione? Tuttavia, se perdiamo uno di questi punti, non ci eleveremo più. Di solito, in questi casi, gli uomini scendono al di sotto della ragione.
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(Dalla 1.a parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 13.04.2011, Shamati No.59)

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Il significato di fede sotto la ragione

Domanda: Qual è la differenza tra fede sopra la ragione e fede sotto la ragione?

Risposta: Se annulli te stesso davanti all’insegnante perché hai deciso nella tua mente che valga la pena per raggiungere la spiritualità, allora è chiamata fede sotto la ragione. Dopotutto, è la tua mente che attua quest’auto-annullazione: pensi di avere uno stupendo insegnante e che con il suo aiuto avrai successo.

Hai bisogno di sentire il tuo ego alla sua massima potenza, l’intero Faraone che esiste dentro di te. Hai bisogno di sentire questi due punti, il Faraone e il Creatore, cioè il punto fino al quale vuoi rimanere nel tuo ego, criticando i tuoi amici, te stesso e tutto l’intorno, mantenerti in tutti questi calcoli con la logica e la potenza della tua acuta mente razionale.

Solamente quando avrai deciso che nonostante tutto, che forse vale la pena abbassare te stesso poiché la mente vede che altrimenti non raggiungerai la spiritualità. Questo è chiamato fede sotto la ragione. Oppure, puoi andare con la fede oltre la ragione. Come funziona? Come fai ad andare contro la tua mente, che calcoli devi fare che ti permettano di innalzarti sopra il tuo intelletto?

Questo riguarda non soltanto la tua attitudine verso il tuo insegnante, ma anche verso gli amici e il Creatore. Dopotutto è su qualcosa fuori di te. L’insegnante proporziona la direzione, tu ti annulli davanti al gruppo, e i tuoi amici fanno la stessa cosa. Il vostro scopo è di unirvi come ruote dentate, dove tu dipendi da loro e loro da te. Se tu lavori all’interno del gruppo per realizzare le istruzioni dell’insegnante, allora sarai meritevole della rivelazione del Creatore, la forza della dazione.

Tu ti annulli davanti all’insegnante per accettare i suoi consigli. Ti annulli davanti al gruppo per eseguire questi consigli nella pratica, in modo che, con loro e in loro, possiate rivelare il Creatore.
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(Dalla prima parte della lezione quotidiana di Kabbalh del 12.04.2011, Shamati 59)

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La conoscenza è trasmessa a catena

Quando leggiamo il TES (lo Studio delle Dieci Sefirot) discutiamo e chiariamo i significati più vicini a noi per prepararci a capirli; dobbiamo allora leggere il testo originale, autentico, scritto dai grandi kabbalisti che canalizzano la Luce superiore per noi.

Io non possiedo questa Luce Superiore come quella del Rabash e del Baal HaSulam, però posso aiutarti a connetterti ad essa. Per insegnare ad un bambino, uno non deve essere un maestro, ma solo qualcuno che può arrivare al livello del bambino.

Pertanto, affianco all’allievo c’è un maestro, la persona più importante che possa aiutarlo in questo momento; inoltre, ci sono le fonti autentiche, molto preziose per noi, dalle quali ci arriva la Luce. È impossibile vivere senza l’una o l’altra.

Per conto tuo, senza una persona così speciale come il maestro, non sarai mai capace di sintonizzarti con la fonte spirituale di Rabash o di Baal HaSulam, e così è stato per tutte le generazioni. Non parliamo di quelle anime uniche come quella di Adam HaRishon ed Abramo, che scoprirono il mondo spirituale per conto proprio; a volte, ci sono momenti nella vita nei quali qualcosa viene rivelata alla persona dall’alto, per qualche speciale predestinazione dell’anima.

Ma se parliamo della Kabbalah come trasmissione di conoscenza spirituale attraverso la catena dei kabbalisti, di generazione in generazione (“Kabbalah” significa “ricevere”), allora questo implica sempre un maestro ed un discepolo. Al di sopra di tutto il resto, il maestro ha come obbiettivo la meta, lui ti aiuta a muoverti e ti da la direzione nella vita. La sua realizzazione è definitivamente la tua responsabilità, con l’aiuto dei grandi kabbalisti che scrissero queste fonti autentiche sacre per noi.

Da un lato c’è un maestro che ti appoggia e ti guida e per questo dobbiamo essergli leali, affinché possa “tenerti nelle sue braccia” come un bebè. Dall’altro lato, cammina al suo fianco per connetterti con le fonti autentiche.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.04.2011, Talmud Eser Sefirot)

Il Maestro mi connette alla vita

Domanda: Come si differenzia la maniera in cui ci relazioniamo alle parole scritte nel TES (lo Studio delle Dieci Sefirot) dalla maniera in cui ci relazioniamo con le spiegazioni che lei ci da del testo?

Risposta: E’ difficile spiegare la ragione per la quale il Creatore ha fatto in modo che necessitassimo di qualcuno che ci connetta alla realtà superiore nel nostro mondo. È come la madre ed il padre che abbiamo in questo mondo, loro ci connettono alla vita. Di fatto, se non fosse per la madre, in primo luogo, non sarei nato e poi non sarei esistito fino a raggiungere la maturità.

Lo stesso avviene con la nascita spirituale: ho bisogno di qualcuno che mi faccia nascere, mi appoggi, fin quando non maturi nella spiritualità! Questo si manifesta con la nascita nel corpo materiale nel nostro mondo ed allo stesso modo avviene con la nascita delle anime, tutto questo deriva dalle leggi che reggono il mondo spirituale, nel quale esiste un certo ordine dei Partzufim spirituali e Aba ve Ima (il padre e la madre superiori), questi danno alla luce ZON e lo estendono fino alle anime.

Al momento, però, non ho vincolato la mia anima rotta a ZON del mondo di Atzilut e non posso ottenere che Aba ve Ima lavori su di me; così necessito di una guida spirituale! Anche lei in questo momento, mi sembra una persona materiale poiché non posso vederla nel mondo spirituale.

La stessa cosa si applica agli amici: non posso percepire i loro desideri spirituali e penso di essere circondato da diversi corpi fisici, ma dopo, vedo che non è così. Il maestro e gli amici sono meccanismi, forze spirituali con i quali lavoro.

Questa è la maniera in cui devo trattare il maestro e gli amici, con la comprensione che sono parte di quello che il Creatore mi ha dato per aiutarmi a connettermi a Lui. In base alla misura in cui valorizzo il maestro ed il gruppo e mi abbasso davanti a loro, raggiungerò il contatto con il Creatore. Non ho altra opportunità di connettermi a Lui e nessuna possibilità di accedere a Lui in altro modo.
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(Dalla 3° parte della lezione quotidiana di Kabbalah del 12.04.2011, Talmud Eser Sefirot)

Una spinta per nascere prima

Domanda: Baal HaSulam scrive che, prima di iniziare a studiare la Kabbalah, è necessario comprendere di che cosa si tratta. Come possono gli uomini comprendere il suo linguaggio se è così complicato?

Risposta: Comprendere che cos’è la saggezza della Kabbalah significa acquisire uno schermo per elevarsi al di sopra del proprio egoismo e vedere così le azioni spirituali. Allora, saremo in grado di comprendere un insegnante di Kabbalah ed imparare da lui cosa dobbiamo fare dopo. Comprenderemo e saremo capaci di verificare tutto quello che ci dirà in senso pratico, seduta stante, come avviene per i comuni studenti del mondo materiale.

Ma fino a quando non saremo nati nella spiritualità, come ci possono venire spiegate le cose? E come se si parlasse di questo mondo ad un bambino che non è ancora nato e che si trova nel ventre della mamma. Infatti i Kabbalisti ci parlano da un altro mondo. Noi ci troviamo in questo mondo, dentro la sua sfera, come in una bolla, e intanto ci viene detto cosa sta succedendo al di fuori di essa.

Perciò, i testi Kabbalistici funzionano per noi solamente come un “rimedio miracoloso”(Segula).Gli articoli sono scritti per i principianti, mentre il testo intitolato “Lo Studio delle Dieci Sefirot” è scritto per coloro che sono nati nella spiritualità, che sono già dei “bambini spirituali” ai quali può essere raccontato del mondo superiore. Grazie a ciò, essi progrediranno ed incominceranno ad esplorare il nuovo mondo nel quale sono nati.

Mentre per coloro che si trovano ancora dentro il ventre della mamma, si tratta solamente di uno stimolo, una spinta a nascere il prima possibile.
[35312]

(Dalla 4.a parte della lezione quotidiana della Kabbalah del 14.02. 2011 “L’essenza della saggezza della Kabbalah”)

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