Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Lo Zohar diffonde la Luce sulla connessione tra le anime

Lo Zohar ci parla della connessione tra le anime. Dalla prospettiva del Creatore, tutte le anime formano un singolo sistema nel Mondo dell’Infinito, nel quale la Luce infinita riempie tutti. Ciò può essere paragonato ad un organismo perfetto ed in salute, nel quale tutte le parti esistono in armonia ed in corretta interazione. Dall’altro lato, lo Zohar descrive questo sistema in riferimento al quale le sue parti sono chiamate anime delle persone.

Ci sono alcuni che sentono le anime e la connessione tra loro. Ci sono anche altri che non la sentono e percepiscono questo sistema nella sua forma esteriore. Lo vedono composto dai nostri corpi animali di questo mondo che sono in qualche modo connessi reciprocamente.

L’intera Torà descrive solo i tipi di connessione tra noi. La questione è solo come la persona la percepisce. Noi sentiamo anche la connessione nella forma esteriore, siccome questa sta cambiando costantemente il mondo che si sta muovendo verso lo scopo, oppure penetriamo all’interno ed usando questo mondo come base, cominciamo a sentire la connessione tra noi nelle anime. Allora, noi sentiamo queste due forme simultaneamente.

I concetti di “mondo”, “anno”, “anima” e “conseguimento della realtà” sono forme di connessione tra noi sia a livello materiale che spirituale. Tutti i concetti che esistono nel nostro mondo possono anche essere trovati nella spiritualità. Tuttavia, nel secondo livello, essi puntano alla forma, alla forza o il tipo di connessione tra noi. Questo è precisamente quello che abbiamo bisogno di ottenere.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 17.05.2010

Preparazione alla Lezione: Shamati 214
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Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYikra”, Articolo 85
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Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Commentario del Sulam, Punto 5, Lezione 2
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Scritti di Rabash,Shlavei HaSulam, Articolo 18
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Siamo finalmente pronti per la correzione


Il processo della correzione mondiale è un percorso lungo che consta di diversi livelli che ogni anima acquista da se. Siamo passati dalla rottura dell’anima comune Adam HaRishon, dopo dall’Esilio di Babilonia, una nascita spirituale e la conseguente caduta dal grado spirituale durante la distruzione del Secondo Tempio. Questo ha avuto come seguito la resurrezione ad un livello spirituale nuovo, e dopo ancora una caduta durante i tempi del Secondo Tempio.

Adesso ci stiamo avvicinando a uno stato nel quale tutti i desideri intesi per la correzione sono pronti per questo. Dopo tutte le salite, discese, rotture e rivoluzioni che abbiamo sperimentato durante tutta la storia, tutti i desideri si sono mescolati. Come risultato di questo, ogni persona contiene dentro di se sia i desideri di dazione che di ricezione nella giusta combinazione. I desideri sono pronti per la correzione, e quello è quanto dobbiamo conseguire.

Perciò, l’obiettivo che abbiamo davanti è la correzione. Questo è il primo periodo nel quale non ci stiamo comportando come materia senza volontà, che passa dalle cose senza parteciparvi. Piuttosto, dobbiamo prendere parte nella nostra propria correzione con molta attenzione, con i nostri sforzi, e d’accordo alle nostre richieste. Dobbiamo effettuare la correzione con la virtù dei nostri sforzi, al grado che siamo autorizzati di questo dal Governo Superiore.

È per questo che questa è la prima volta che abbiamo iniziato a studiare, “Che siamo noi?”, e come ognuno di noi deve effettuare un cambiamento, cosi come tutti quanti insieme. La scienza della Kabbalah ci insegna come vivere correttamente nella realtà nella quale esistiamo.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 16.05.2010

Preparazione alla Lezione: Shamati 140
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Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYikra”, Articolo 51, Lezione 4
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Rav Yehuda Ashlag, Prefazione al Commentario del Sulam, Punto 1, Lezione 1
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Scritti di Rabash,Shlavei HaSulam, Articolo “Lo Scopo della Società”
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Correggendo idee sbagliate sulla Kabbalah


È risaputo il fatto che quanto più facciamo ricerche sulla letteratura Biblica più scopriamo che la sua datazione tradizionale è corretta. I filosofi che fecero rivendicazioni infondate sul fatto che Il Libro dello Zohar fosse stato scritto in Spagna nel undicesimo secolo, o addirittura più tardi nel Medio Evo, hanno dovuto cambiare idea e accettare a denti stretti quello che è scritto nello stesso Zohar , cioè, che l’autore è stato Shimon Bar Yochai nel secondo secolo.

Un argomento comune sostenendo la più recente scrittura dello Zohar era che il vocabolario usato nello Zohar non appariva nel lessico prima del secondo secolo. Comunque, recenti ricerche su testi antichi facilitati dalle nuove tecnologie hanno fatto luce su una ricchezza di documenti scritti nell’antica lingua Aramaica.

In una relazione su questi ritrovamenti nelle Notizie dell’Università di Chicago, uno dei ricercatori del Progetto Archivio della Fondazione Persepolis nell’Istituto Orientale, una studentessa di Aramaico, Annalisa Azzoni, assistente della Divinità School, dell’Università di Vanderbilt afferma: “Non abbiamo tanti archivi di queste dimensioni. Molto di quello che c’è in questi testi è completamente fresco, ma anche cosi cambia quello che già sapevamo. Ci sono delle parole che io sapevo venivano usate in dialetti in tempi posteriori, per esempio, ma non sapevo fossero usate in quel tempo ed in quel posti, La Persia del 500 D.C. Per uno studiosa di Aramaico è una scoperta molto importante”.

Io voglio credere che nel prossimo futuro tutte le miscredenze sulla Kabbalah svaniranno e noi saremmo capaci di usarla per migliorare il mondo.

Scienza – lo studio dei desideri


Domanda: Perché lo studio della scienza convenzionale non richiede la Luce Circostante invece la saggezza della Kabbalah sì? Qual è la differenza tra loro?

Risposta: In genere gli studi scientifici riguardano i desideri egoistici, e alla persona non viene chiesto niente di sovrannaturale. Non vanno oltre lo studio del materiale egoistico. Con la Kabbalah questo materiale, il nostro desiderio di godere, si presenta a noi, e noi esaminiamo questo mondo enorme intorno noi.

In ultima analisi, esploriamo il nostro desiderio interiore, che si divide in inanimato, vegetale, animale e umano, e che si trova già dentro di noi.

Tutti gli animali, le piante, la natura inanimata, tutto ciò che viene rivelato dalle nostre scienze, ci appare nel nostro desiderio di ricevere piacere.

Così, alla fine, tutte queste rivelano solamente il nostro desiderio. Tutta la nostra scienza (fisica, biologia, chimica, astronomia, ecc), si occupa di questo che si trova dentro di noi.

Anche la scienza della Kabbalah è dentro di noi. L’unica differenza è che la scienza convenzionale è lo studio dei nostri desideri egoistici nel loro stato originale e la saggezza della Kabbalah è lo studio dei nostri desideri, con l’intento di dare, che noi in primo luogo abbiamo bisogno di armarci per la nostra indagine.

Pertanto, un ricercatore dei nostri desideri terreni di godere non è obbligato a cambiare se stesso. Studia i fenomeni che appaiono nel suo desiderio egoistico. Per fare questo ha bisogno di una ragione.

Un ricercatore che va a studiare ciò che sta accadendo nel desiderio di godere con l’intenzione di dazione, vale a dire un kabbalista, deve trovare l’intenzione di dazione come strumento di ricerca.

Ottenere i Nomi del Creatore


Malchut, la creazione, non potrà mai raggiungere Keter, il Creatore. Lui è rivelato alla creazione in tutte le altre sefirot, che separano il Creatore e Malchut. Come risposta Malchut acquisisce similarità con Lui nella Luce Riflessa in tutte le sefirot. Queste forme di Malchut vengono chiamate raggiungimento o nomi del Creatore.

Tutto quello che succede e tutto quello che sentiamo sono manifestazioni del Creatore che desidera mostrarsi a noi in quella forma. Intorno a me vedo la natura inanimata, natura vegetativa e animali, quelli materiali e quelli spirituali. Tutto questo sono forme della Luce, che sono rivelate in questo modo nel mio desiderio, in Malchut , queste sono le forme del Creatore in me. Queste forme possono essere un riflesso diretto in me, che non chiedono la mia similarità con Lui. Tuttavia, queste forme riflesse non sono vere, ed e per questo che il nostro mondo è cosi limitato ed immaginario.

Comunque, quando inizio a prendere forme che corrispondono a Lui, saranno chiamate come i nomi del Creatore in me, dato che saranno similari alla Sua dazione. Comunque, questa non sarà la Sua dazione, ma la mia. Se io costruisco una forma in me che è simile alla Sua dazione, e la Sua dazione si veste in essa, allora la nostra dazione unita si chiama il mio grado spirituale, la nostra adesione o il raggiungimento del Creatore.

Nel mio percorso in salita attraverso molti nomi o immagini del Creatore. Tutti i miei risultati sono nomi del Creatore.

Lezione quotidiana di Kabbalah – 14.05.2010

Preparazione alla Lezione: Shamati 66 “Il Dono della Torah”
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Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYikra”, Punto 33, Lezione 3
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Prefazione alla Saggezza della Kabbalah, Punto 50, Lezione 23
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La preghiera del cuore


Lo Zohar, capitolo Shemot, punto 368: quando il Rabbi Elazar stava seduto a digiunare, stava pregando e diceva “È rivelato ed è saputo di Te, Signore mio Dio, e Dio dei miei padri, che ho sacrificato il mio grasso ed il mio sangue per Te e li ho serviti con il calore e la debolezza del mio corpo …”

C’è una grande differenza tra leggere queste parole dal libro delle preghiere, a che, dentro di me, succeda qualcosa ed esploda in un’aspirazione verso il Creatore, esprimendosi in parole.

Queste sensazioni si sono create dentro di me e diventano parole e frasi. Può anche essere che non conosca questo linguaggio … Non so come avviene, ma il risultato dei miei sforzi fa si che eguagli i miei desideri alla Luce e li unisca ad essa.

La Luce e i desideri producono questa reazione nell’anima: viene percepita nel mio cervello; questo trasmette l’indicazione agli organi delle articolazioni ed io le pronuncio, ma non so dove sono nate queste parole in me!

Tale deve essere la vera preghiera, quando tutto proviene dall’interno, dall’unione delle luci con i Kelim, dalle stesse basi profonde della creazione. Si crea gradualmente, il riempimento del desiderio con la Luce – tutta TaNTA (il Kli completo: Taamim, Nekudot, Taguin, Otiot) – fino a che essa arriva all’espressione, grazie all’apparato dell’articolazione.

È chiaro che Rabbi Elazar pronunciava questa preghiera non secondo il libro delle preghiere, ma trovandosi in questo stato di connessione con il Creatore.

Prima della distruzione del Secondo Tempio, il popolo di Israele era in connessione con il Creatore, cioè, nelle qualità di dazione ed amore. La sua preghiera era la sensazione nel suo cuore (nel suo desiderio). E’ scritto in questa maniera: “Cos’è una preghiera? È il lavoro nel cuore”;
però i Saggi della Grande Assemblea (Anshei Kneset HaGdola), sapendo che presto si sarebbe avvicinata una caduta nell’egoismo – l’occultamento del Creatore in ognuno – crearono per noi il libro delle preghiere. Questo libro narra degli stati che deve passare l’uomo.

Lo chiamarono Sidur che ci mostra l’ordine degli stati spirituali che dobbiamo passare nel nostro cuore, cioè, nel nostro desiderio;

ma siccome non lo possiamo fare durante il nostro esilio, a causa dell’assenza della connessione con la Luce (con il Creatore) perché la Forza Superiore è occulta, dobbiamo leggere meccanicamente le parole del libro delle preghiere. In qualche modo, proviamo ad immaginare cosa possano significare queste parole nella spiritualità …

Solo la Luce, durante gli studi della Kabbalah, provocherà in noi sensazioni, pensieri, sentimenti, parole e frasi della nostra preghiera, come risultato del lavoro del nostro cuore e non dell’apparato delle articolazioni.

Lezione quotidiana di Kabbalah –13.05.2010

Il Libro dello Zohar, Capitolo “VaYikra”, Punto 17, Lezione 2
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