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Lezione quotidiana di Kabbalah del 16.07.2010

Scritti di Rabash: Shamati, Art. 3 “La materia dell’ottenimento spirituale”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Punto 28, Lez.6
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Prefazione alla saggezza della Kabbalah: Lezione del venerdì mattina per principianti, Lez. 30
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Prefazione alla saggezza della Kabbalah: Art. “La Saggezza della Kabbalah e la sua Essenza”, Lez.2
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Quando il cuore comprende

Lo Zohar, capitolo Va YiKra ( Il Signore ha chiamato), articoli 147-149: Il Yod del Sacro Nome si collega in tre nodi. Per questo motivo una punta è sopra, una punta in basso, e un’altra punta è al centro, dato che tre nodi pendono da lei. La punta in alto è Keter superiore, al di sopra di tutti i superiori, la testa di tutte le teste è sta in alto sopra di loro…La punta inferiore è l’altra, la punta inferiore di Yod. Ed è Bina, la testa per innaffiare il giardino, Malchut. Questa è la fontana dì acqua da cui tutte le piantaggioni vengono innaffiate, dato che tutti i Mochin e Zon e BYA si estendono da Bina

La lettera Yod è Hochma del mondo di Azilut, la sua “mente occulta” Attraverso il punto superiore entra la Luce dell’Infinito, e dal suo punto inferiore esiste la luce di Bina, fluendo attraverso Zeir Anpin, innaffia il giardino, Malchut.

Sarebbe possiblile descrivere l’intero sistema in dettagli come questi, ma noi stiamo studiando Lo Zohar con lo scopo di destare la Luce che Riforma, non per studiare delle aride teorie. Noi studiamo Lo Zohar non per acquisire conoscenze teoretiche sulla spiritualità, ma piuttosto per farne esperienza! Quando iniziamo a capire quello che Lo Zohar ci sta dicendo, sentiamo la dazione e la ricezione in noi e la differenza tra di loro; soltanto allora saremmo capaci di leggere e svelare l’intero disegno, che apparirà come sensazioni. Noi studieremo Lo Zohar per poter capire quello che stiamo sentendo! Allora inizierò a studiare la Kabbalah come una scienza; aggiungerò intelletto ai miei sentimenti.

Ma prima devo ricevere le sensazioni. La mente segue. Se non fosse cosi, sarebbe soltanto un ragionamento teoretico senza una comprensione pratica. Rimarremmo bloccati in questi diagrammi e in questo mondo a intellettualizzare, come se sapessimo quello che sta succedendo “la” nel mondo spirituale.

Ma non abbiamo bisogno di sapere quello che sta succedendo là. Dobbiamo esserci! C’è una enorme differenza tra quelli che stano percependo il mondo spirituale e i teorici che stano imparandolo nello Zohar. Questi ultimi sono quelli che Bal HaSulam incontrò a Gerusalemme quando arrivò in Israele. Stavano studiando Lo Zohar e ne conoscevano tutti i libri cosi come gi scritti dell’Ari a memoria. Ma quando lui chiese se riuscivano a percepirlo loro risposero “Non c’è niente da percepire qui. Semplicemente memorizziamo il testo”.

Ma per noi, prima di tutto, è importante acquisire la capacità di percepire il mondo superiore: Lo Zohar deve entrare in noi , e noi dobbiamo iniziare a vivere in lui. Dopo studieremo quello che sentiamo e come cambiare questi sentimenti, come camminare nella spiritualità.

Non possiamo ricercare quello che non percepiamo. Dato che noi siamo la sostanza del desiderio di ricevere, dobbiamo percepire la realtà che è in esso. Solamente allora potremo studiare in che cosa consiste la nostra percezione.

Bina deriva dalla parola “Havana” comprensione, com’è scritto: “il cuore comprende”. È per questo che studiamo Lo Zohar, in modo di poter donare e percepire il Creatore. Più tardi si potrà discutere su tutte le pagine di Lo Zohar , e vedremo tutto quello che contiene, la completa sinfonia dei sentimenti.

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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Punto 20, Lez.5
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Vol.2, Parte 7, Punto 3, Lez. 11
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Rav Yehuda Ashlag, Scritti del Baal HaSulam: “Igeret”, Lettera 39
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Non si può camminare da soli

Se resto solo per un momento, senza il supporto del gruppo, cadrò immediatamente. Da solo non ho presa sulla spiritualità, sul Creatore o sulla dazione. Posso essere nel mio vaso spirituale mentre sono connesso con gli altri e ricevere supporto da loro, oppure esserne al di fuori. Appena perdo il loro supporto, cado.

Uno non può avanzare e raggiungere qualcosa da solo. Non sarà capace di portarsi nella spiritualità neanche per un istante. Se una persona pensa di poter avanzare da sola attraverso la lettura dei libri di Kabbalah, compiendo determinate azioni e tenersi nel cammino spirituale, allora si tratta di un’illusione. Mentirà a se stessa e spererà invano di avanzare. Senza la partecipazione e la connessione al gruppo, chiamata “garanzia mutua”, non abbiamo possibilità di essere nella spiritualità neanche per un momento.

Inoltre, essere presenti nell’ambiente spirituale non significa esservi fisicamente. Ciò che importa è quanto fortemente una persona desideri che questo ambiente la colpisca finché ciò dimostri al suo desiderio di porsi sotto l’influenza della Forza Superiore del Creatore; ma se una persona legge semplicemente i testi di Kabbalah in solitudine, non sarà sotto l’influenza del Creatore perché tutto ciò che una persona legge, passa attraverso i suoi filtri egoistici. Una persona percepirà il libro come lo capisce, lo sente e desidera vederlo!

Perciò, io sono sotto l’influenza del Creatore solo se quello che leggo viene a me attraverso il gruppo. Il Creatore o la Luce “dimora in mezzo alla sua gente”, vuol dire il gruppo, l’assemblea corretta delle anime.

Individualmente non abbiamo possibilità di avanzare spiritualmente. Dobbiamo capire molto chiaramente che il solo nostro strumento per rivelare il Creatore è la nostra unità.

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 14.07.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 15, “ Preghiera di molti”
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Dal Libro dello Zohar: Articolo “Il Creatore disse ad Abramo”, Punto 10, Lez. 4
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Essere impressionato e dipendente allo stesso tempo

L’ambiente mi porterà a pensare allo scopo spirituale, se io, in cambio, mi preoccupo che ognuno stia pensando alla nostra unità e non abbandoni questi pensieri. Quindi, ognuno riceverà questa impressione, crescerà più forte ed avanzerà. Questa è chiamata “garanzia mutua”, per mezzo della quale ognuno si preoccupa che gli altri abbiano tutto ciò che è necessario per l’avanzamento spirituale. Se invece di preoccuparmi di ricevere dall’ambiente, mi preoccupo di come fortificare il legame tra gli amici, come una madre si preoccupa dei propri figli, allora questo è sufficiente a questo ambiente per cominciare ad influenzarmi.

Prima di tutto, devo intraprendere azioni nella direzione della dazione, della connessione e della vigilanza. Dovrei esaminare me stesso su come essere più grande di loro riguardo a ciò, con lo scopo di influenzarli e fortificarli; dovrei cercare modi aggiuntivi per fornire questo a loro; e dopo devo essere capace di umiliare me stesso per ricevere da loro.

Questo ti verrà, perché facendo sforzi in qualcosa, essa diviene cara ed importante per te ed allora ti influenza. È simile ai genitori che sono entrambi impressionati e dipendenti dai loro figli.

Lezione quotidiana di Kabbalah del 13.07.2010

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Il punto d’accesso alla spiritualità

Ho ricevuto una domanda: Com’è possibile annullare me stesso davanti al mio amico se sono capace soltanto di vedere la sua corporalità?

La mia risposta: Non prestare attenzione alla parte corporale, questo mondo è un’illusione (Olam Amedumeh). Tu devi fare caso solamente al punto nel cuore della persona. Questo è quello a cui tu vuoi unirti. La sua personalità può essere sgradevole, e può essere qualcuno che non ti piace, ma quello appartiene al livello “animato”, ai suoi e i tuoi “asini” (ego).

Quando ti concentri nei traguardi spirituali e nel suo punto nel cuore, vedi un desiderio puro che brucia dentro di lui senza nessun collegamento con le proprietà corporali. Il corpo non ha nessun significato. Alla fine viene soltanto trascinato verso il cimitero, essendo totalmente inutile.

Ma il punto nel cuore è Il Creatore in ognuno di noi. Il Creatore esiste dentro di tutte quante le persone. Comunque, Lui si manifesta apertamente tra gli amici di un Gruppo Kabbalistico dato che è stato Lui che ha riunito questi punti nel cuore per farli unire ed andare verso di Lui. Per cui, devi essere grato di avere ricevuto questo medio.

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Dal punto nel cuore fino a Malchut dell’infinito

Non c’è Luce senza un vaso e non c’è riempimento senza un desiderio. La Luce Superiore si trova in uno stato di riposo assoluto; riempie e circonda completamente la creazione. Tutto dipende unicamente dal nostro desiderio, dai nostri vasi di percezione. Se desideriamo questo particolare riempimento, lo percepiremo. Tuttavia, se il nostro desiderio non corrisponde esattamente alla frequenza o alla qualità del riempimento (cioè, non c’è equivalenza delle proprietà tra il desiderio e ciò che lo riempie), allora non ci sentiamo soddisfatti. Diversi esempi del mondo corporeo danno prova di ciò.

Dobbiamo portare il nostro desiderio verso la Luce Superiore affinché sia riempito. Per fare questo correttamente, il desiderio deve corrispondere alla Luce, cioè, essere nella dazione. Come acquisiremo questa forza della dazione? I kabbalisti dicono che in ogni persona esiste il potere di dare, però è molto piccolo e resta tale nella persona che si mantiene sola.

Questo potere di dare crescerà solo se una persona si unisce agli altri. Se desidera ottenere la dazione ed è disposta a fare ciò che è necessario con il fine di ricevere, dal gruppo e dagli amici, il suo desiderio di dare; allora acquisisce da loro molti di quegli stessi desideri. Può farlo nella misura in cui annulla se stessa ed esalti gli amici al di sopra di sé. In questa maniera, sarà pronta a ricevere da loro un desiderio più grande di dare, tanto in qualità che in quantità. Se una persona ha il desiderio di dare, allora la Luce, durante la lettura dello Zohar, lavorerà con lei; questa Luce comincerà ad organizzare il suo desiderio ed a riempirlo.

Per tanto, la preparazione alla lettura dello Zohar dovrebbe aver luogo nel gruppo, nella reciproca “incorporazione” degli uni negli altri, con il fine di formare un forte desiderio. In questo caso, avremo successo. Possiamo accelerare il tempo ed accorciarlo, senza necessità di sommergerci in una sofferenza corporea prolungata. Possiamo trasformare le sofferenze terreni in tormenti d’amore, il che significa soffrire per il fatto di non avere le qualità della dazione, per non avere il desiderio di dare che dobbiamo acquisire. Possiamo lavorare con il gruppo e gli amici e facendolo, acquisire questa volontà.

Come vediamo, tutto è nelle nostre mani. Di fatto, possiamo mettere il cronometro sullo zero. Il Creatore ha creato solo il punto “dell’esistenza dall’assenza”. Ci ha dato il resto affinché aumentassimo il nostro desiderio dalla misura del punto nel cuore fino a quella dell’estensione di Malchut dell’Infinito. Ciò è possibile solo se ci uniamo. Per tanto, abbiamo solo un’opportunità di raggiungere il desiderio per la Luce: sforzarci nell’essere giusti all’interno dei nostri piccoli desideri di dare.

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