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Correzione in tre linee: Un elevato compromesso complementare

Prefazione al “Commentario Sulam” Articolo 31/32…La linea destra mantiene Hassadim e desidera cancellare la Ohr Hochma nella linea destra e ordinare la Ohr Hassadim da sola. Viceversa, la linea sinistra, che mantiene a Ohr Hochma, desidera cancellare la Ohr Hassadim nella linea destra e ordinare da sola la Ohr Hochma. A causa di questa disputa, nessuna delle due risplende, dato che Ohr Hassadim nella linea destra ha deficienza di Ohr Hochma, come Guf senza Rosh, e la Ohr Hochma nella linea destra è completa oscurità perché Ohr Hochma non può risplendere senza Hassadim.

E non c’è correzione a questa disputa eccetto attraverso alla linea centrale, creata dal più basso che sale per Man, nella forma di linea centrale. Un Zivug della Luce Superiore è fatto…e costringe la linea sinistra ad unirsi alla linea destra.

Le due linee, sinistra e destra, vengono preparate per noi dall’alto, ma la linea centrale la dobbiamo preparare. Noi eleviamo la nostra richiesta (Man) per lo schermo e con ciò acquisiamo correzione. Le linee sinistra e destra vengono insieme, completandosi l’una con l’altra e arrivano a un compromesso. Ha a che vedere con la libertà di scelta. La persona si collega ad un sistema meccanico esistente delle linee sinistra e destra e genera una qualità che non esisteva in precedenza: il desiderio di essere simile al Creatore.

Uso la fede oltre la ragione, il desiderio che è totalmente indipendente da qualsiasi cosa che possa accadere. Non mi preoccupo delle linee sinistra e destra, nemmeno su Hassadim  Hochma, il mio unico scopo è quello di unirmi al Creatore. Per questo motivo non percepisco questo come un compromesso (una linea non può annullarsi da sé davanti all’altra), ma solamente come un mezzo per raggiungere l’unità. Ed è per questo che il compromesso è possibile.

É simile all’ incontro con due persone che discutono furiosamente su un argomento senza essere preparate a cambiare la propria opinione nemmeno leggermente. Comunque, io non ho intenzione di unirmi e riconciliarle. Io ho un traguardo molto più elevato: raggiungere qualcosa di superiore. Tuttavia, faccio questo usando il potere di queste due linee.

Mi impongo un traguardo che è superiore a tutti gli altri: diventare simile al Creatore e fondermi con Lui. In questo caso le due linee possono fondersi e completarsi l’una con l’altra perché sentono perfezione in relazione a questo obiettivo. Ognuna di esse non raggiunge ciò che desidera; comunque, il fatto di essere coinvolte in questo scopo le calma.

La linea centrale risplende per loro. È più piccola rispetto alle altre, ma ottiene la perfezione del Creatore. Questa è una perfezione superiore a quella che avrebbero ottenuto da sé perché questa perfezione viene dalla fusione con il Creatore.

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Usare il binocolo nel percorso verso il traguardo

Ho ricevuto una domanda: Come faccio a dirigermi in modo corretto verso il traguardo?

La mia risposta: Il Creatore mi ha dato il binocolo attraverso il quale io posso vedere la mia destinazione nella distanza e camminare verso essa. Questo binocolo è una manciata di anime alle quali mi unisco e attraverso di loro riconosco il traguardo. Io inizio a muovermi verso il traguardo con il loro aiuto.

Da tutte le anime, il Creatore ha scelto un gruppo di anime per me. Questo gruppo di anime è un organo dell’anima collettiva, l’organo al quale io appartengo. Il Creatore non ha soltanto scelto il gruppo di anime, mi ha anche condotto a collegarmi con loro in modo che il gruppo di anime possa diventare l’unità delle anime che sono intese per me. Quest’ unità di anime mi aiuta ad avanzare. Io lo ottengo collegandomi a esso, e attraverso questo io raggiungo il sistema generale de l’unica anima.

Io non sono ancora collegato a queste anime e non le riconosco. È come se l’intero collegamento fosse sott’acqua. Sopra l’acqua io vedo i corpi fisici come il mio dato che il Creatore mi ha condotto in un gruppo fisico. Il Creatore mi ha dato l’opportunità di iniziare ad entrare dentro la rete interiore delle anime attraverso la mia organizzazione del collegamento fisico con gli amici, assumendomi delle responsabilità, effettuando lavori, compiti e statuto di gruppo.

Nella mia unità intrinseca con loro “sommergendomi nell’acqua”, io scopro che questo gruppo è già completamente corretto mentre io non lo sono. Mi è data l’opportunità di unirmi ad un sistema corretto. Attraverso questo gruppo mi è data l’opportunità di entrare in una parte del sistema di Adamo, di Malchut dell’Infinito.

Devo acquisire l’attitudine di “ama il tuo prossimo come a te stesso” per quanto riguarda gli amici, mentre la mia attitudine riguardante tutte le altre persone deve essere “perdona ogni uomo”. “Amare gli altri” significa unirmi con l’opinione ed il desiderio di questo gruppo dove il Creatore mi ha condotto.

Posso perfino scegliere se accettare il gruppo che il Creatore ha portato a me oppure rimanere apparentemente “libero” (ma che in realtà è precisamente seguendo i Suoi ordini). Proprio qui sta il libero arbitrio: muovermi coscienziosamente con il gruppo oppure per forza (in apparenza liberamente) come gli altri.

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La Luce guaritrice dello Zohar

Ho ricevuto una domanda: Da quale parte dei mondi spirituali scende la Luce dello Zohar verso di noi?

La mia risposta: Viene da Rosh Arich Anpin, nella forma di Luce Circostante, perché la Luce dello Zohar è la Luce dell’Infinito, il risplendere superiore. La Luce non “viene a noi” ma piuttosto brilla per noi “”da lontano” e ci riporta indietro verso la Fonte. Brilla su di noi, attraverso tutti i mondi che la riducono, ed illumina i nostri desideri che sono opposti a essa.

Questo non è il sistema di collegamento “diretto” basato sugli schermi e la Luce Interiore ricevuta per cui la Luce è rivelata nella misura della propria abilità di dazione. Piuttosto, dato che io ancora non ho uno schermo, la Luce agisce su di me da lontano, e non nella misura che io possa ricevere per il bene della dazione, ma nella misura che io possa guarire me stesso con il suo aiuto.

A volte succede che qualcuno vada dal dottore e questo gli dica: “Cosa posso fare? Lei ha bisogno di un macchinario molto potente, ma il suo corpo non sarà in grado di sopportarlo”. Succede con persone molto anziane o ferite gravemente. La cura esiste, ma il corpo è troppo debole per sopportarla; può provocarle indigestione. Può danneggiare la persona invece di aiutarla.

La stessa cosa si applica per quanto riguarda la Luce Circostante, che agisce su di me soltanto fino al grado in cui possa guarirmi, cioè fino a dove io possa sopportare. Questo accade perché io ricevo la Luce, la proprietà di dazione, come veleno, come morte del mio egoismo.

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Il giorno comincia con la notte

Domanda: Come verificare che avanzo sul cammino della luce e non su quello della sofferenza?

Risposta: Il segnale che avanzi sul cammino della Luce è l’allegria. È scritto che “l’allegria è la conseguenza delle buone azioni”.

Se sono unito agli altri, allora sono sempre la parte di un corpo comune sano e ricevo da esso le forze e l’ispirazione. Queste forze circolano costantemente nel nostro corpo comune, passando dall’ uno all’altro e per questo non cado mai e non perdo l’ispirazione! Non noto neppure la stanchezza. Certamente posso sentire nel mio corpo la stanchezza fisica, ma non quella spirituale.

Ricevo costantemente dagli altri nuovi desideri e nuovi riempimenti, che passano da loro a me e viceversa – senza fermarsi. Per questo, in questo stato, l’uomo finisce per sentire cosa significano le discese e le ascese. Per lui tutto si trasforma in un tutt’uno. Allora, realmente, il giorno comincia con la notte; però io non la sento come una notte oscura. Sento che è una preparazione per il seguente grado. Devo accumulare l’appetito, avere fame, per poter essere dopo più attento verso la conoscenza.

Questa notte non è così oscura come pensiamo. È l’oscurità dentro l’egoismo, il tempo della costruzione del vaso spirituale (Kli). Se nella vita terrena dormiamo di notte, nella vita spirituale di notte, stiamo lavorando con accuratezza. Stiamo creando, costruiamo noi stessi! Come se la notte stessimo costruendo una macchina e la mattina andassimo in essa.

Non pensate che nella spiritualità la notte sia un sogno senza connessione con la realtà. Mi sto separando dalla realtà anteriore per ottenere la nuova realtà! E la costruisco con la fede al di sopra della ragione.

A “mezzanotte” avviene l’unione (Zivug) di Aba ve-Ima per la creazione dei nuovi desideri (Kelim). Devo lavorare nell’oscurità perché essa mi nasconde i vecchi desideri (perché non ne ho più bisogno e devo elevarmi al nuovo livello) ed i nuovi, affinché cominci a cercarli, ad aggiungerli a me e capisca dove sono e perché.

Così giochiamo con i nostri figli preparando il gioco, però dopo, lui stesso deve fare qualcosa. Il giocatolo deve essere smontabile (come i lego o i rompicapi), non finito prima, perché deve montarlo lui da solo. Così è il nostro lavoro spirituale “di notte”.

Per questo, colui che è fortemente connesso con l’ambiente, non percepisce nella caduta la separazione dal cammino spirituale. Al contrario, sente che gli hanno dato la possibilità di un lavoro ed un’eccitante avventura. Come il bambino, quando la natura lo spinge a svilupparsi e per questo, gli piacciono molto questi giochi: montare e costruire.

Se l’ambiente ci spingerà verso questo gioco, come il bambino viene spinto dalla natura, ci sentiremo in un viaggio eccitante; però se l’ambiente non ci da questa ispirazione, non vogliamo giocare. Come un bambino ammalato che non ha ricevuto questo desiderio dalla natura e per questo ritarda lo sviluppo…

Lezione quotidiana di Kabbalah del 18.07.2010

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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 19, Lezione 16
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“Non ti farai idoli”

Una domanda che ho ricevuto: L’obbiettivo della lettura del Libro dello Zohar è di sviluppare la nostra sensibilità verso ciò che sentiamo nei nostri cinque organi di percezione? Questo sviluppa la nostra coscienza della visione di questo mondo?

La mia risposta: Assolutamente no! Mentre leggo lo Zohar mi dimentico di questo mondo; non lo vedo o lo sento. Sto entrando nel sistema di Governo e di Supervisione Superiore, leggendo su questo, studiando e cercando di percepirlo, cioè cercando di connettermi ad esso con le mie sensazioni e la mia mente.

Sto cercando, con il meglio delle mie capacità, di usare tutti i nomi e gli appelli scritti nello Zohar. In essenza, lo Zohar per intero parla di Yeshut, Zeir Anpin,Malchut e le anime. Tutto ha luogo tra Zeir Anpin e Malchut, ma lo Zohar lo esprime in migliaia di nomi e situazioni.

Per tanto, mentre leggo il Libro dello Zohar, sto cercando di entrare in questi stati spirituali, ma di non portarli dentro il nostro mondo materiale. Perché ho bisogno di questo? Devo trovare me stesso nella spiritualità, sentire come mi vesto in ZON del mondo di Atzilut, mi identifico e divento un tutt’uno con questo in tutti i miei desideri e pensieri.

Ho bisogno di cercare di vedere sempre tutto quello che sta succedendo in un singolo corpo dell’anima comune, perché queste sono tutte le mie qualità: Abramo, Isacco, Giacobbe, Mosè, Giuseppe, Aronne, Davide, e tutte le azioni delle quali sta parlando lo Zohar, Klipà e santità, i gradini di ZON del mondo di Atzilut;

però questo mondo non esiste per me, per così dire. Non lo capisco o lo sento; non ho bisogno di questo mondo immaginario. È scritto che dobbiamo elevarci al livello del Mondo Superiore, e da questo, dopo aver ottenuto una certa comprensione delle radici spirituali, siamo capaci di studiare i suoi rami inferiori nel nostro mondo.

Non c’è necessità di stare nei rami “perché si”, di fatti, è proibito annettere le radici Superiori a quelle Inferiori. Si chiama idolatria quando prendi i nomi e le azioni del Mondo Superiore e provi a vedere i loro effetti in questo mondo nella precisa corrispondenza dell’uno all’altro. È proibito perché è sbagliato.

Cosa significa “proibito”? Che non esiste. Significa “costruirti un idolo”.

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Libero dagli artigli dell’inganno

Una domanda che ho ricevuto: Che tipo di gioco è questo? Consiste nel percepire ogni amico come il più grande?

La mia risposta: Non è un gioco; si sta rompendo attraverso l’occultamento. Il mio egoismo mi nasconde agli altri e gli altri a me; non mi permette di vedere tutto il mondo dell’Infinito. Anche adesso sono nel mondo dell’Infinito, però ciò che vedo è un quadro abbastanza oscuro. Il mio egoismo mi riproduce l’immagine di gente brutta, stupida, pigra e bugiarda; ma in realtà, è tutto falso. Questa immagine è dentro di me, nel mio egoismo. Se i miei figli ai quali voglio molto bene, fossero davanti a me in questo stesso istante, come li vedrei? Il loro aspetto sarebbe perfetto per me, perché “l’amore riscatta tutti i peccati”. Li amerei con tutti i loro difetti.

È solo colpa del mio ego; non vedo niente al di là di esso. Nella parte posteriore del mio cervello, ho uno schermo. Mi sembra di vedere il mondo attraverso i miei occhi, però questo entra attraverso il prisma del mio egoismo e si proietta sullo schermo del mio cervello. Tutto dipende dalla mia attitudine e da come mi adatto per vederlo. Per tanto, devo adattarmi al gruppo in maniera tale da vedere tutti, come le persone più grandi di questa generazione, completamente corretti.

È un gioco? No, è semplicemente annullare l’inganno dell’io. Si tratta di un atto razionale. Al di là di me, c’è il mondo dell’Infinito, ed io già risiedo in esso, adesso stesso. Se lei ritira tutte le bucce (Klipot) che distorcono il mondo dell’Infinito in questo stato mediocre, percepirà l’Infinito.

In primo luogo, cerchi di fingere. Facciamo uno sforzo. Cerchi di vederci come totalmente corretti, grandi ed uniti. Attraverso questa azione, disegneremo una Luce circostante molto forte che correggerà la nostra natura. Invece dell’egoismo, otterremo la dazione. Questo è un principio molto semplice ed assolutamente reale, qui non c’è misticismo. Stiamo cercando, attraverso il nostro sforzo, di vederci nello stato corretto e a questo punto, riceviamo una forza interiore che figura in questo sistema corretto. Il nostro desiderio la spinge ad agire. Queste sono le azioni concrete verso la correzione.

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