Pubblicato nella 'Lezione quotidiana di Kabbalah' Categoria

Aiuto nella nascita spirituale

Domanda: Cosa significa “attivare l’anima del giusto” (Ibur neshmat tzadik)?

Risposta: Significa che una persona desidera raggiungere una meta e cerca la maniera di riuscirci, all’improvviso sente che riceve aiuto ed appoggio. Sente un’anima superiore che si veste in lei, come NHY de Ima si veste in Zeir Anpin. È come il nostro mondo: quando nasce un bebè, ci sono sempre familiari ed adulti che lo circondano; sono quelli che lo amano e lo spalleggiano. Queste persone diventano responsabili di lui ed il bambino le corrisponde con il suo amore e la sua lealtà.

Così si compie la legge “Ho chiesto in prestito e pago”. Questo vuole dire che la persona accetta il loro aiuto e le loro attenzioni e dopo ricompensa, o paga, non direttamente loro, ma altre anime. Così si completa il ciclo. Allo stesso modo, nel nostro mondo, nasce un bebè ed i suoi genitori se ne prendono cura; quando i genitori invecchiano, il bambino che è già un adulto, ha cura di loro e dei suoi figli piccoli, unendo così tutte le generazioni con le precedenti ed i livelli successivi.

Solo questa disposizione di legare tutti i livelli ci offre l’opportunità di ascendere. In realtà, è impossibile ascendere passo dopo passo senza l’aiuto esterno. Ogni volta che ascendo ad un nuovo grado spirituale, torno a nascere. Per ascendere, ho bisogno dell’aiuto del gruppo (attraverso la garanzia mutua), del Creatore (che lavora con noi per mezzo del gruppo) e delle anime speciali (i nostri maestri e coloro che ci aiutano).

Non importa se si trovano nel nostro mondo o se ci aiutano dal sistema delle anime. Riceviamo l’aiuto di tutti i kabbalisti che si sono corretti. Le loro anime corrette hanno già raggiunto il sistema comune di Adam HaRishon nel Mondo dell’Infinito ed essi ci stanno aiutando. Per tanto ascendiamo. Questo sistema di aiuto si chiama il pastore dei muli; è l’anima comune (l’aiuto collettivo) che ci aiuta a correggere il nostro asino (la nostra materia).

Lezione quotidiana di Kabbalah del 11.07.2010

Scritti di Rabash, Shlavei ha Sulam, Art. 17
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Vayetze”(E Giacobbe uscì), Punto 386, Lezione 22
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Lech-Lecha”, Punto 1, Lezione 1
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Rav Yehuda Ashlag: Talmud Eser Sefirot, Punto 7, Lezione 7
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Rav Yehuda Ashlag: Introduzione al libro: Panim Meirot uMasbirot, Punto 14, Lezione 12
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Ti chiedo di essere un uomo

Domanda: Il Creatore ascolta la mia preghiera? Lui può cambiare la sua attitudine verso di me?

Risposta: No, Lui è costante, ma tu gli chiedi di cambiare; cioè gli dici “Sai, ieri Tu mi hai trattato molto male. Oggi, ti supplico di essere benevolo”. Però, come può cambiare Lui?

Se non lo capisci, allora perché preghi? Se preghi, chiedigli di trasformarti ed allora, sentirai una Sua nuova attitudine verso di te.

Osserva l’esempio dei genitori con il loro figlio piccolo. Forse i genitori cambiano la loro attitudine verso di lui? Lo trattano sempre con amore, però a volte lui dice a sua madre: “Sei cattiva!”. Come fare a cambiare la percezione del bambino, in modo che sua madre invece di essere “cattiva” sia “buona?”. È il bambino che cambia.

L’esempio spiega ciò che è necessario cambiare. Sei tu che devi farlo.

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Dall’inganno alla Luce

Ho ricevuto una domanda: Come possiamo esigere la correzione oggigiorno, quando siamo totalmente immersi nei desideri egoisti?

La mia risposta: E’ chiaro che attualmente non possiamo esigere la correzione. Se sono un egoista assoluto, come posso chiedere la correzione? Tuttavia, ciò che mi si richiede è chiedere un po’ di dazione, nella misura in cui sono capace di chiederla, mentre sono nell’egoismo. Questo significa che mentre lei sta in Lo Lishma, (cioè, nell’inganno, nell’ego, nel suo desiderio di piacere, e nei pensieri su se stesso), sta realizzando un debole pianto che desidera offrire.

Certamente, è un inganno; lei non vuole amare gli altri, né donare loro, né arrivare ad essere simile al Creatore. Lei semplicemente, non sa cos’è la dazione, e grazie a questo, è capace di dire simili parole. Se lei sapesse cos’è, uscirebbe correndo immediatamente. La verità si nasconde da lei, affinché non sappia cosa sta chiedendo. La dazione è tanto contraria alla sua natura da implicare realmente la morte dei suoi desideri e qualità presenti.

Nella scienza della Kabbalah, studiamo la relazione tra la luce ed i desideri. C’è un vaso o desiderio, e a sua volta una Luce opposta ad esso. Affianco a questo, esiste un altro stato nel quale il desiderio non è certo, ma falso, e la Luce che è opposta a questo desiderio, non è diretta, ma circondante. Questo è esattamente lo stato nel quale ci troviamo adesso. Tuttavia per il momento, chiediamo che questa Luce venga e ci porti questo desiderio di dare, come se volessimo diventare datori e funziona grazie a questo.

Il sistema è disegnato in maniera tale che, dal nostro stato attuale, nel quale ci troviamo, non vogliamo il successivo stato, tuttavia lo stiamo chiedendo, possiamo arrivare ad esso; possiamo cominciare a volerlo, a riceverlo ed a stare con esso. Ciò si deve alle Reshimot, i geni spirituali, che rimangono in noi dallo stato corretto, che poi fu frammentato. Queste Reshimot risvegliano le luci nel mondo di Atzilut, queste luci sono lontane da noi. Possiamo attrarle affinché ci influenzino e diventino ciò che chiamiamo “luci circostanti”.

In effetti ci troviamo in un inganno e non vogliamo dare o amare il nostro prossimo. È certo. La Torà non ci nasconde questo fatto. Al contrario, ci dice che il Creatore si nasconde ed il mondo spirituale è nascosto perché se lei lo vedesse, mai lo vorrebbe.

Così dunque la spiritualità si nasconde in modo che lei possa immaginare che questa è buona per lei, anche nei suoi desideri egoistici. Quando pensiamo ad alcune ricompense egoistiche per noi, come se desiderassimo il mondo spirituale, la Luce ci influenza ancora e cambia i nostri desideri e pensieri dal ricevere al dare. Funziona così. Il sistema è stato disegnato precisamente per questo processo.

Funziona in questo modo non solo nel nostro stato, quando ascendiamo da questo livello di ricezione al primo grado della dazione. Quando oltrepassiamo il Machsom (la barriera della spiritualità), ascendiamo da un stato all’altro, secondo lo stesso principio: desiderando l’indesiderabile. Anche se in queste tappe, “l’anima di una persona le insegna”, e abbiamo qualcosa su cui appoggiarci, perché siamo già nel mondo spirituale.

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7 bilioni di cittadini dei mondi spirituali

Ho ricevuto una domanda: Como posso sapere se sto veramente salendo la scala spirituale e non ingannando me stesso per far piacere al mio ego?

La mia risposta: Dal Mondo dell’ Infinito al nostro mondo e poi ancora al Mondo dell’ Infinito, è  là che conduce la scala a gradini spirituali che differiscono in larghezza e spessore del desiderio (desiderio di ricevere) ed il suo schermo che lo trasforma in dazione. Tutte le differenze ci sono solamente negli schermi.

Mentre salgo i gradini, la misura de la mia dazione aumenta in equivalenza a quella che si trova nel livello superiore, tuttavia il mio carattere, gli attributi originali rimangono gli stessi. Per cui, tutti quelli che saliamo gli stessi gradini abbiamo un modo di dazione differente, ognuno nel proprio stile.

Nel nostro mondo, che riguardo al mondo superiore appare come un singolo gradino, ci sono 7 bilioni di persone, tutte quante diverse. In modo del tutto similare, nei 125 Gradini dei mondi superiori ci sono 7 bilioni, e sono totalmente diversi, ma esistono In un forma unitaria. Nel mondo superiore tutto esiste per la dazione, ma ogni gradino ha un tipo di dazione diversa.

A noi sembra che la unica differenza si trovi nella quantità: dazione più o meno grande. Comunque, i 125 gradini non si differenziano nella quantità della dazione ma piuttosto ognuno di essi è una relazione con Il Creatore totalmente diversa, un altro tipo di collegamento. Ed è per questo che sono separati uno dall’altro.

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Un dramma kabbalistico

Domanda: Perché è così difficile realizzare la condizione di “comprati un amico”? Non dovrebbe risultare gradevole per il nostro egoismo?

Risposta: Tu “compri” i tuoi amici nello sminuirti innanzi a loro e facendo ciò che loro desiderano. Questo si chiama “pagare”; però, invece di entrare orgogliosamente nel negozio con una montagna di soldi, e scegliere chi vuoi comprare, compri il tuo amico facendo ciò di qui lui ha bisogno; tu lo servi. Non lo compri “dall’alto”, ma lo compri “dal basso”: sei disposto a fare tutto per lui, come se egli ne avesse bisogno.

In altre parole, ti inchini davanti a lui e chiedi: cosa posso fare per te, affinché tu mi consideri come tuo amico? Sono disposto a fare tutto, solo restituiscimi il mio desiderio spirituale, la mia “anima”.

Non puoi esigere da lui con la forza che ti restituisca la tua anima, visto che è in suo possesso; se tu vuoi ricevere la tua anima, devi avvicinarti a lui da diverse angolazioni, cercando di trovare il modo, in cui lui liberi la tua anima. Il tuo successo dipende solo dalla sua attitudine positiva verso di te; e se lui non vuole avere questa buona attitudine, allora sei perso.

Qualche volta hai avuto cura di qualcuno cercando di ottenere la sua buona disposizione? Immagina che di fronte a te ci sia un giudice che sta sul punto di pronunciare la sentenza ed è contro di te ed è molto furioso. Come cercheresti di cambiare la sua ira in clemenza?

“L’individuo ed il gruppo” è tutto un dramma kabbalistico.

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Lezione quotidiana di Kabbalah del 09.07.2010

Scritti di Rabash: Shamati: Art. “Se mi lasci un giorno, io ti lascerò due”
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Dal Libro dello Zohar: Capitolo “Vayetze”(E Giacobbe uscì), “Gli idoli”, Punto 378, Lezione 21
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MAN: La preghiera che contiene tutto

Domanda: Dobbiamo elevare MAN (Mayim Nukvin, una preghiera). Questa azione si realizza all’interno del desiderio?

Risposta: MAN significa che chiedo la forza della dazione. All’interno di Malchut, mi rivolgo a Binà e le chiedo la capacità di dare. Tuttavia, devo arrivare ad uno stato nel quale essere pieno di questa preghiera (MAN) è sufficiente per me; mi sento felice di poter elevare MAN.

Come descrive la Torà questo stato? È quando entri alla “luce del giorno”. Un “giorno” è quando non hai niente e sei stato a vagare nel deserto, cercando il MAN (il desiderio di dare) e lo trovi. Scoprendolo, ti animi e si soddisfano tutti i tuoi piaceri. Lì si trova tutto ciò che desideri.

Che tipo di “piacere” è? Da dove proviene? Cosa è il MAN? Viene a te da Binà. È quando la semplice possibilità di fare la supplica al Creatore è sufficiente per te: “Ho la connessione con Lui. Posso chiedere a Lui. Non mi importa più di niente”.

Ma non voglio avere il desiderio con il quale posso rivelare il Creatore? No, mi sento soddisfatto solamente col sentire l’aspirazione per Lui. Ciò costituisce adesso la mia pienezza. La connessione con il Creatore per mezzo del gruppo mi riempie.

“Ma che tipo di connessione è questa? Cosa hai? Non hai niente”. È vero, ma posso appellarmi a Lui elevando il MAN? Quando questo è possibile, è sufficiente. Ciò si chiama, “vagare nel deserto”: acquisire le proprietà di “Chafetz Chesed” (colui che non vuole niente). Nel deserto ti trovi sprovvisto di tutto; in verità non desideri niente per te stesso; ma con questo acquisisci la correzione che proviene dall’attributo della dazione, la somiglianza con il Creatore e questo è il tuo riempimento.

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Come può una persona ereditare “Il Merito dei padri”

Domanda: Cosa è “Il Merito dei Padri”?

Risposta: Esiste una parte nel sistema generale delle anime che ha già completato la sua correzione. La chiamiamo “i patriarchi”. Questa parte esiste in uno stato corretto, pieno di Luce. Queste furono anime molto luminose, per la qual cosa essi poterono correggere completamente le loro parti nel sistema generale di Adam HaRishon.

Ma adesso, come ci correggiamo? Potremo raggiungere la correzione aggrappandoci ad essi. Se io mi sforzo di farlo, mi chiamano giusto, poiché voglio ottenere lo stesso loro stato per giustificare il Creatore e la creazione; ed è quando “il merito dei padri” comincia ad influenzarmi (in altro modo non influenza) ed io ricevo da loro la Luce che ci riporta alla Fonte.

Per prima cosa ho bisogno di un sistema chiamato gruppo kabbalistico, affinché al suo interno, io possa realizzare i consigli che questi kabbalisti (i padri) mi danno. Essi mi dicono ciò che ho bisogno di fare per ubicarmi dentro la loro parte corretta nel sistema generale delle anime. Ciò si definisce “fare uso del merito dei padri”. Essi mi hanno dato la Kabbalah (la Torah), mi hanno detto come ottenere la correzione e come utilizzare la correzione che essi hanno già fatto nel sistema generale. Non ho bisogno di torturare il mio corpo; necessito solo di attrarre la Luce Circondante attraverso il loro sistema corretto.

La mia scelta radica solo nel connettermi al gruppo, attraverso il quale posso concentrarmi nell’arrivare al sistema corretto chiamato “padri”. I “padri” hanno fatto correzioni dentro il sistema frammentato di Adam HaRishon e grazie a queste correzioni, chiunque può, a prescindere dal tempo o dalla situazione, connettersi ad essi per ricevere da lì la Luce che riporta alla Fonte, utilizzando in questa maniera, il potere della Luce che essi hanno acquisito.

Nel nostro gruppo cabalistico vogliamo essere come quel gruppo corretto di anime chiamato “i padri”. Per tanto, tutti dovrebbero dire “Quando le mie azioni saranno come quelle dei padri?”. In questa maniera, avremo un esempio di come il nostro gruppo può connettersi al loro gruppo.

In quanto detto radica la nostra scelta e l’eredità del merito dei nostri padri. Se il nostro gruppo entra nella parte corretta di Adam HaRishon, chiamata “padri”, uguagliamo le sue qualità alle loro e ci connettiamo con loro, allora faremo uso del loro merito e ritorneremo allo stato corretto che esiste lì.

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